Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 610 du 12 mai 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 12 MAI 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 610/XI Stato di applicazione della legge n. 8 del 21 marzo 1997 "Promozione di iniziative sociali, formative e culturali a favore dei giovani". (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto del Convegno nazionale "Le Politiche per i giovani" svoltosi nel capoluogo regionale il 16 e 17 aprile c.a.;

Rilevato che nel corso del convegno sono emerse, dagli interventi di alcuni relatori, carenze oggettive delle Istituzioni valdostane nei confronti delle esigenze culturali, sociali e politiche dei giovani, riscontrabili, ad esempio, nella mancanza di spazi ove svolgere le molteplici attività giovanili e nella disinformazione aleggiante intorno alla legge regionale n. 8 del 21 marzo 1997, "Promozione di iniziative sociali, formative e culturali a favore dei giovani";

Considerato che le Istituzioni hanno fatto alcuni passi avanti per venire incontro alle esigenze dei giovani, ma che comunque ancora molto rimane da fare;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) quanti e quali progetti sono stati finora finanziati in base alla legge 8/97 e con quale impegno di spesa;

2) quante e quali sono state invece le domande respinte e con quali motivazioni;

3) se le politiche giovanili che intende attuare l'Amministrazione regionale sono limitate ai dettami della legge regionale n° 8/97 o se invece intende adottare altre proposte.

F.to: Lanièce - Marguerettaz

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Quest'interpellanza è nata a seguito della partecipazione del sottoscritto al convegno nazionale che si è svolto ad Aosta il mese scorso e che riguardava le politiche per i giovani.

Credo che le richieste contenute in quest'interpellanza siano in perfetto accordo con le esigenze di molti giovani valdostani, che vogliono comprendere la realtà delle politiche giovanili messe in atto nella nostra regione.

La pacifica e democratica contestazione studentesca contro la nuova legge sulla maturità in lingua francese ha dimostrato ampiamente che tantissimi giovani studenti sono pronti a confrontarsi con le istituzioni e con l'apparato legislativo. Ci siamo trovati di fronte, al di là delle diverse opinioni sull'argomento, ad una dimostrazione di maturità non indifferente da parte dei giovani, ad una voglia probabilmente mai sopita di essere tra i protagonisti delle scelte che riguardano il loro futuro.

Ma non dobbiamo attendere una nuova legislazione del mondo della scuola per attirare l'attenzione dei giovani verso le istituzioni politiche e legislative.

I giovani valdostani conoscono bene ormai la legge sulla maturità bilingue, ma credo sappiano assai poco dei dettami e delle iniziative contenute nella legge regionale n. 8/97, relativa alla promozione d'iniziative sociali, formative e culturali in favore dei giovani. Questo perché continua ad esserci una quasi totale disinformazione sui contenuti di questa legge; non vorremmo veder ripetere l'esperimento didattico, concedetemi il termine, messo in atto qualche mese fa per quanto riguarda la legge sulla famiglia, che tanto fece arrabbiare anche il Presidente del Consiglio. Allora perché i giovani non sono messi a conoscenza di tutti i dettami di questa legge?

Quest'opinione è stata fatta propria anche dagli operatori e dagli esperti del mondo giovanile, che hanno partecipato a quel convegno a cui accennavo poco fa e che in quella sede hanno esposto, coralmente, le loro preoccupazioni.

I giovani hanno un grande bisogno di essere ascoltati e capiti, ma negli adulti questa voglia di ascoltare manca, così come manca la capacità di ascoltare; questa è forse la prima causa dell'allontanamento dei giovani dalle istituzioni. Penso che quest'analisi, sulla quale concordo, possa essere fatta da ciascuno di noi e penso che porterebbe ciascuno a fare le stesse conclusioni.

Crediamo di rispondere alle esigenze dei giovani chiedendone la partecipazione e il parere, magari anche su temi di una certa rilevanza, ma facendo in modo che il contributo portato dai giovani resti nei limiti prestabiliti, senza poter modificare quello che noi abbiamo già deciso essere la nostra scelta finale.

Continuando a rapportarci all'universo giovanile in questo modo, non contribuiremo affatto alla sua crescita sociale e politica, ma ne faremo uno stato che si allontana sempre più dalla nostra realtà.

Non dimentichiamoci che molti dei giovani di oggi domani dovranno assumere ruoli di responsabilità proprio in quelle istituzioni nei confronti delle quali oggi verificano un certo distacco, un certo allontanamento e una certa incomprensione. Ecco perché credo che fin d'ora le istituzioni debbano cambiare il loro atteggiamento di quasi chiusura e mancanza di fiducia nei giovani e debbano lavorare per giungere a un momento in cui i giovani saranno protagonisti delle scelte, e non solo i soggetti passivi di decisioni prese da altri. Così ritengono necessario aprirsi a tutte le possibilità e a tutte le iniziative che favoriscono tale obiettivo.

Per questo noi abbiamo voluto presentare quest'interpellanza, tenuto conto di quello che è emerso in questo convegno nazionale, al quale, come dicevo prima, hanno partecipato diversi oratori e diversi esperti del mondo giovanile, diversi responsabili di gruppi di lavoro che hanno presentato delle relazioni nelle quali sono emersi alcuni concetti del tipo: i giovani hanno un forte bisogno di essere ascoltati e capiti, gli adulti credono di rispondere a queste esigenze chiedendo la partecipazione e il parere dei giovani anche su argomenti importanti, ma relegando tale contributo entro confini precisi e limitati, senza che questo possa portare ad azioni concrete; manca negli adulti la voglia, la disponibilità e la capacità di ascoltare.

È stata messa in evidenza la mancanza di spazi dove i giovani possano aggregarsi e svolgere le molteplici attività a loro più congeniali e utili, e la disinformazione in merito alla legge regionale che riguarda la promozione d'iniziative sociali, formative e culturali a favore dei giovani.

Questo pur ribadendo che comunque la Regione qualcosa ha fatto; sicuramente è stato fatto un primo passo, però visto quello che è emerso in questo convegno, ci è parso opportuno chiedere anzitutto una verifica di quanto è stato fatto dal punto di vista dei finanziamenti previsti all'interno della legge regionale, e quindi quanti e quali progetti sono stati finanziati; di quelli che non sono stati finanziati vorremmo sapere le motivazioni, e poi, sapendo che sono allo studio ulteriori iniziative nel settore, vorremmo sapere a che punto sono queste iniziative e se le politiche giovanili potranno ingrandirsi, cioè non basarsi solo su questa legge regionale, ma verificare altre proposte che vadano nella direzione di coinvolgere maggiormente i giovani, facendoli diventare essi stessi partecipi delle decisioni e non soggetti passivi di decisioni prese da altri.

Questo proprio perché penso sia il fine ultimo, voluto anche dalla stessa amministrazione, quello di cercare di coinvolgere pienamente l'operato dei giovani, e anche perché penso che questo sia stato lo scopo per cui è stata creata la legge regionale.

Aspettiamo le risposte che l'Assessore ci vorrà dare in merito a quanto è stato fatto finora e in merito a quello che s'intende porre in essere per quanto riguarda le politiche giovanili in Valle d'Aosta.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Les projets financiers aux termes de la loi régionale n° 8/97 pour l'année 1998 ont été les suivantes: projet présenté par la Commune d'Aoste en vue de la gestion du "Centro Informa Giovani", engagement de dépense d'environ 49 millions; projet présenté par la Commune d'Aoste en vue de la gestion du "Progetto Giovani", engagement de dépense d'environ 145 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Hône, engagement de dépense d'environ 69 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Communauté de montagne Grand Paradis, engagement de dépense d'environ 162 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Nus, engagement de dépense d'environ 41 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Pont-Saint-Martin, engagement de dépense de 150 millions.

Pour ce qui est de l'année 1999: "Progetto Giovani" présenté par la Communauté de montagne Grand Combin, engagement de dépense de 67 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Pont-Saint-Martin, engagement de dépense de 135 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Hône, engagement de dépense de 71 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Communauté de montagne Grand Paradis, engagement de dépense de 243 millions; "Progetto Giovani" présenté par la Commune de Nus, engagement de dépense de 41 millions.

Pour ce qui est de l'année en cours, nous avons trois demandes en cours d'instructions: "Progetto Giovani" présenté par la Commune d'Aoste, "Centro Informa Giovani" présenté aussi par la Commune d'Aoste, et "Projet" présenté par la Conférence régionale des jeunes.

Pour ce qui concerne la deuxième question, a été rejetée une seule demande de subvention présentée au titre de 1998 par la Communauté de montagne Grand Combin, pour l'organisation du projet triennal d'action adolescents et jeunes dans la Communauté de montagne Grand Combin, et quant aux motivations, c'est parce qu'il s'agissait d'une première phase de suivi pour laquelle la loi régionale n° 8/97 ne prévoit aucun financement.

Pour ce qui est de la troisième question, l'Administration régionale considère qu'elle doit se limiter à un rôle de coordination des différentes initiatives, qui sont du ressort non seulement des communautés locales, comme a bien dit le Conseiller Lanièce, mais aussi des paroisses, des associations bénévoles, des associations des familles, de la société tout entière, dans une logique non de simple subvention, mais bien au contraire, dans le but de responsabiliser les différents acteurs en scène.

Le Gouvernement, en prenant acte aussi des suggestions intéressantes faites lors du congrès que le Conseiller Lanièce a cité, a l'intention d'améliorer le système de coordination, sans modifier la loi régionale n° 8/97, en tenant compte aussi des financements que l'Etat dernièrement a alloués aux régions et aux communautés locales.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Credo che a due anni di distanza dall'entrata in vigore di questa legge sarebbe il caso di fare una riflessione più approfondita, anche prendendo spunto dal convegno che si è tenuto recentemente, sul significato delle politiche giovanili e su ciò che si può ulteriormente porre in essere nella nostra regione.

Il taglio dato dall'Assessore nella risposta tarpa un po' le ali alla possibilità di fare un dibattito più ampio. È anche vero che ha risposto a tutte le questioni poste dall'interpellanza, ma è altrettanto vero che in particolare sulla terza domanda, là dove si dava la possibilità di fare una riflessione più ampia sul fenomeno delle politiche giovanili, sul fenomeno giovanile e conseguentemente sulle politiche da attuarsi, direi che la risposta non mi ha e credo non ci abbia soddisfatti appieno.

Una prima considerazione che va fatta è questa. I soggetti interessati a questa legge corrispondono, geograficamente parlando, ad una piccola porzione della nostra regione; tutti i progetti finanziati che ci ha elencato l'Assessore comprendono nel corso del biennio e dell'inizio del terzo anno due comunità montane e quattro comuni. Comuni anche importanti e significativi, è vero, fra cui Aosta, Pont-Saint-Martin e Nus, ma solo quattro comuni.

Quindi anche semplicemente su questi dati credo che una riflessione sia opportuna.

Sono d'accordo sull'impostazione che vuole dare l'Assessore, cioè la Regione non può essere lei il gestore delle politiche giovanili, intese come iniziative, e via dicendo, ma a mio avviso un compito essenziale che dovrebbe avere l'Amministrazione e che finora mi sembra non abbia espletato, è una sorta di sforzo per cercare di far crescere anche culturalmente, anche presso le amministrazioni locali, la necessità di un tipo di politica di questo genere, proprio per far sì che quei principi enunciati nella legge n. 8/97 siano fatti propri da chi invece deve diventare attore d'iniziative e d'interventi in questo settore.

Mi auguro, ma c'è poi una mozione dell'Ulivo in questo senso, che ci sia la possibilità di riprendere il filo del discorso, ad esempio approfondendo le tipologie di questi interventi che sono finanziati oggi, perché il rischio che vedo - e che spero non ci sia - è che questi progetti si assomiglino un po' tutti, che questi progetti intervengano in alcuni determinati settori delle politiche giovanili lasciandole totalmente scoperti altri, e questo è oltre che prevedibile anche probabile.

Credo molto - mi rendo conto che qui il discorso è difficile, ma proprio per questo bisogna affrontarlo e cercare d'iniziare dei tentativi di risposta - che nella nostra Valle sia giunta l'ora, nel pensare alle politiche giovanili soprattutto per una certa fascia di utenti, di mettere in piedi una serie d'iniziative che favoriscano degli sbocchi occupazionali.

Abbiamo giù avuto modo di discuterne all'epoca ma, pur non sapendo i contenuti di questi progetti, il rischio che abbiamo oggi è di vedere l'aspetto ludico e sociale del mondo giovanile, che è importantissimo, ma che quando passa una certa soglia diventa secondario rispetto a delle problematiche che, affacciandosi nel mondo del giovane, diventano assai più importanti per la sua vita.

Ripeto, mi auguro che quando discuteremo la mozione ci sia, con le proposte che vengono dalla mozione o con altre, anche perché siamo in una nuova legislatura e sono cambiate le rappresentanze a livello di consiglieri, la possibilità di riprendere questo dibattito può essere utile, senza stare a limitare il discorso sulla legge n. 8/97 se è il caso di riprenderla, di rifarla o di tenerla; questo è un problema che semmai deve porsi successivamente alla ripresa di un dibattito che, ripeto, mi auguro davvero che ci sia.