Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 583 du 28 avril 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 28 AVRIL 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 583/XI Disegno di legge: "Amministrazione transitoria dell'Istituto regionale di ricerca, sperimentazione ed aggiornamento educativi per la Valle d'Aosta (IRRSAE), istituito con legge regionale 25 agosto 1980, n. 43 (Istituzione dell'Istituto regionale di ricerca, sperimentazione ed aggiornamento educativi per la Valle d'Aosta), come modificata, da ultimo, dalla legge regionale 26 maggio 1993, n. 55".

Articolo 1 (Amministratore straordinario)

1. Nelle more della riforma dell'Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione ed Aggiornamento Educativi per la Valle d'Aosta (IRRSAE), secondo quanto previsto dall'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), le attribuzioni del Consiglio direttivo e del Presidente sono esercitate da un Amministratore straordinario nominato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di istruzione, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale).

2. L'Amministratore straordinario dura in carica fino all'entrata in vigore della legge regionale di riforma dell'IRRSAE e comunque non oltre un anno dall'entrata in vigore della presente legge.

3. All'Amministratore straordinario compete, a carico del bilancio dell'Istituto, un compenso non superiore alla spesa sostenuta dall'IRRSAE nell'anno 1998 per le indennità spettanti al Presidente ed ai membri del Consiglio direttivo, definito con deliberazione della Giunta regionale.

Articolo 2 (Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Président Le projet de loi a reçu l'avis à la majorité de la Vème Commission. La parole à la Conseillère Charles Teresa.

Charles (UV) La loi régionale n° 43 du 25 août 1980 portant: "Création de l'Institut régional de recherche, d'expérimentation et de recyclage éducatifs de la Vallée d'Aoste", et notamment son article 2, confiait la gestion dudit Institut à un conseil de direction composé de 15 membres et coordonné par un président élu par le conseil lui-même parmi les trois membres désignés par l'Assemblée régionale de la Vallée d'Aoste.

Le 3 mars 1999, le Président du Gouvernement régional a dissout le conseil de direction: dix de ses membres ayant donné leur démission, le fonctionnement normal de cet organisme ne pouvait plus être assuré.

Aux termes de l'article 13 de la loi régionale n° 43/1980, la gestion provisoire de l'Institut a été confiée à un commissaire.

Dans le cadre du processus général de réforme de l'administration publique, le Gouvernement italien a été autorisé - au sens de l'article 21 de la loi de délégation n° 59 du 15 mars 1997 - à adopter un ou plusieurs règlements visant à la réorganisation du système de formation actuel; en vertu de cette réorganisation, les établissements scolaires disposeront de l'autonomie organisationnelle, pédagogique et financière et les IRRSAE, après avoir fait l'objet d'une réforme, seront chargés de les soutenir dans leur activité. Le 20ème alinéa de l'article 21 de ladite loi précise que l'ensemble de la matière sera réglementé en Vallée d'Aoste par une loi régionale, dans le respect du Statut spécial et des dispositions d'application y afférentes.

Dans l'attente de l'approbation du texte législatif en question selon les principes sanctionnés par l'article 21 de la loi n° 59/1997, une phase de gestion transitoire de l'institut s'avère opportune. A défaut, l'on risquerait inutilement de mettre en route des procédures complexes, car les fonctions et les tâches de l'organisme à renouveler pourraient ne pas être conformes aux activités que le projet ministériel de réforme envisage pour les IRRSAE.

Pour que cet Institut - qui joue un rôle fondamental dans le cadre des activités des écoles et de la recherche didactique et pédagogique - puisse remplir efficacement ses fonctions, il y a lieu de procéder à des approfondissements au sujet de son organisation administrative future, de ses organes scientifiques et de direction, ainsi que des personnels dont il pourra disposer.

L'article 1er de la nouvelle loi régionale, qui ne comprend que deux articles, confie la gestion de l'Institut à un administrateur extraordinaire qui exercera les fonctions relevant du Président et du Conseil de direction de l'IRRSAE pendant une année à compter de l'entrée en vigueur de ladite loi. La rémunération de l'administrateur extraordinaire (au 3ème alinéa de l'article 1er) ne devra pas dépasser le montant des frais supportés par l'Institut pour les indemnités et les jetons de présence versés respectivement au président et aux membres du conseil de direction, frais qui s'élevaient, en 1998, à 14.524.230 lires par an, y compris les charges corollaires.

Une dérogation à la loi régionale n° 11 du 10 avril 1997 ainsi qu'aux procédures prévues par celle-ci, s'impose pour les raisons d'urgence précisées à l'article 2 de la loi en question et liées à la nécessité de nommer l'administrateur extraordinaire à l'expiration, le 31 mai 1999, du mandat du commissaire visé à l'article 13 de la loi régionale n° 43/1980.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Je prends la parole essentiellement pour trois raisons: avant tout pour remercier le rapporteur, en la personne de Mme Teresa Charles, qui a déjà anticipé tout ce que j'aurais pu dire, donc j'interviendrai à l'occasion d'éventuelles répliques; pour remercier la Vème Commission qui a examiné avec une sollicitude hors du commun ce projet de loi qui a été présenté en voie d'urgence, donc je remercie les commissaires faisant partie de cette commission.

Je rajoute seulement un élément. Ce projet de loi a été présenté au Gouvernement régional et il a été approuvé seulement après que j'avais pourvu à rencontrer les organisations syndicales qui ont exprimé à ce sujet leur avis favorable.

Les mêmes organisations syndicales m'ont fait parvenir un message disant qu'elles ont pourvu à rencontrer le personnel détaché de l'IRRSAE et elles ont pourvu aussi à assumer l'avis du personnel concerné par l'activité de l'IRRSAE qui s'est exprimé de façon favorable à l'adoption de ce projet de loi.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Non condividiamo assolutamente l'impostazione che sta alla base di questo disegno di legge. Non lo condividiamo perché riteniamo che il problema dell'IRRSAE non sia un problema nato alla vigilia di questa legge iscritta con urgenza e non sia nemmeno un problema nato con il commissariamento. Semmai il commissariamento e questa legge sono per certi versi la conferma che esiste un problema IRRSAE e questa legge sicuramente non fa nulla per poter risolvere i problemi che si sono con il tempo rafforzati a discapito del funzionamento dell'IRRSAE.

Siamo abbastanza perplessi sul fatto che sia stato sciolto il consiglio direttivo, sul fatto che sia stato mandato a casa il presidente, e qui apro una parentesi: non riusciamo a capire quale sia la logica politica che sottintende al commissariamento dell'IRRSAE, allo scioglimento del consiglio direttivo e poi al ricollocamento del Presidente dell'IRRSAE in altro incarico perché con delibera del 2 aprile il Presidente dell'IRRSAE, che è stato mandato a casa, ed evidentemente c'è stata una valutazione politica, altrimenti il presidente poteva essere nei fatti il commissario…

(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

… no, assessore, poteva essere nei fatti il commissario, invece si è fatta la scelta politica di dire: "Direttivo e presidente a casa" poi il 2 aprile lo nominate come rappresentante dell'Amministrazione regionale e dove? Nell'IPLA. Probabilmente il problema non stava in capo al Presidente dell'IRRSAE, ma stava probabilmente in capo ad altre situazioni, assessore, che con questo disegno di legge non andate ad affrontare. Non solo, il segretario dell'IRRSAE, assessore e presidente, è nomina politica com'è nomina politica il consiglio direttivo e il presidente stesso. Non capiamo quale sia il ragionamento che ci faccia dire: "L'IRRSAE non funziona, ma non funziona solamente in una componente di quella che è la nomina politica e non nell'altra componente."

Noi abbiamo la sensazione che questo disegno di legge, questa leggina di proroga nei fatti del commissariamento serva a mantenere un certo "status quo" di equilibrio politico che comunque incide negativamente su quello che sarà il funzionamento per l'anno a venire dell'IRRSAE stesso. Di più. Ci domandiamo come sarà possibile andare a concretizzare e a realizzare la funzione tipica dell'IRRSAE; ce lo siamo detti in commissione, la risposta non l'abbiamo avuta in quella sede, di conseguenza la riproponiamo nell'aula consiliare. Sappiamo che il consiglio direttivo doveva individuare le linee di indirizzo dell'azione formativa e di studio dell'IRRSAE, nel momento in cui il consiglio direttivo non c'è più, le linee di indirizzo saranno prese dal commissario che verrà nominato.

Abbiamo però anche potuto già constatare in questi quasi tre mesi di commissariamento come il commissario non abbia potuto fare altro che rifarsi agli uffici dell'assessorato in quanto il programma 1999, non approvato dall'assessorato e ritornato con le note del sovrintendente, è stato poi di fatto vistato e approvato dal commissario recependo in toto i rilievi del sovrintendente. Se così è, ci domandiamo se non avrebbe più senso in questa fase transitoria, se effettivamente è una fase di emergenza dettata dall'esigenza di funzionalità dell'IRRSAE stesso, commissariare l'IRRSAE nella persona di un dirigente, di un funzionario dell'assessorato stesso piuttosto che inventarsi un commissario che poi nei fatti sarà in collegamento diretto con l'assessorato, ma nel senso che non avrà autonomia a contraddizione di quello che dovrebbe essere invece il ruolo di istituto autonomo che l'IRRSAE dovrebbe per legge ricoprire.

L'altra contraddizione, che noi riteniamo essere a questo punto la scusante dietro la quale si muove questa leggina di proroga nei fatti del commissariamento e che va a ratificare il commissariamento per un anno ancora, è la scusante di sostenere che siamo in attesa di nuovi dettati normativi nell'ambito degli IRRSAE nazionali. È difficile accettare questo tipo di ragionamento da parte di una forza politica com'è l'Union Valdôtaine che sempre reclama l'autonomia funzionale e le autonomie delle proprie competenze riconosciutele dallo Stato ogni qualvolta per meccanismi di sovrapposizione legislativa lo Stato sconfini su materie tipicamente riservate alla competenza primaria della Regione.

Noi sull'IRRSAE abbiamo competenza che non può essere assolutamente messa in discussione da nessun tipo di riforma che possa essere effettuata a livello statale. Se così è, sarebbe interessante capire qual è il ragionamento che fa portare questa legge in Consiglio con la relazione che ha fatto la collega di commissione, dove si dice di essere in attesa di vedere quale sarà l'evoluzione normativa, l'evoluzione normativa è l'evoluzione che questo Consiglio regionale sarà in grado di darsi - o di non darsi - sull'argomento.

La cosa poi sorprendente, che ho scoperto incidentalmente, ma che penso sia il caso di portare all'attenzione e alla riflessione dei colleghi che andranno a votare questa leggina, è che il meccanismo di modifica dell'IRRSAE poggia su due disegni di legge.

Questi due disegni di legge vedono quale artefice principale niente meno che l'attuale segretaria dell'IRRSAE, nel senso che l'attuale segretaria dell'IRRSAE, a suo tempo eletta in rappresentanza dei segretari IRRSAE di tutta Italia, ha presentato all'allora Ministro Lombardi, predecessore dell'attuale all'istruzione pubblica, due proposte: una in nome e per conto di tutti i segretari generali dell'IRRSAE e l'altra più nota come proposta "Bioley" che è stata quella che poi era stata valutata come degna di maggiore considerazione rispetto all'altra sempre dall'allora Ministro Lombardi.

Ci piacerebbe anche capire quali sono gli indirizzi politici che la Giunta, la maggioranza vorrà dare a questa riforma dell'IRRSAE perché, quando apprendiamo che quella riforma bloccata a livello nazionale ha un unico padrino nella persona del Segretario IRRSAE, Dott.ssa Bioley, diventa veramente stupefacente apprendere che aspettiamo che emergano nuove linee di indirizzo in sede nazionale quando sottolineo la competenza è regionale e quando poi apprendiamo che queste proposte nascono fra l'altro dal lavoro e dall'approfondimento di persona che ha responsabilità all'interno dell'IRRSAE stesso.

Tutto questo mi sembra che sia sufficiente per poter dire che questo disegno di legge non ha motivazione politica, non ha sostanza politica e di conseguenza non possa neppure avere una positiva valutazione politica e non tanto per il fatto che si condivida o meno il commissariamento, ma per il fatto che la motivazione che voi ponete alla base del provvedimento è una motivazione fasulla, fasulla perché smentita, salvo che poi l'assessore non mi smentisca e ne prenderò atto, da tutta una serie di fatti che ho sinteticamente riassunto.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Quando si parla dell'IRRSAE a me viene sempre spontaneo il titolo di un libro: "Quel pasticciaccio di via Merulana" di Gadda che diventa in questo caso "Quel pasticciaccio dell'IRRSAE". Credo che se qualcuno un giorno vorrà mai scrivere la storia dell'IRRSAE…

Presidente … il titolo esatto è: "Quel pasticciaccio brutto di via Merulana"…

Squarzino (PVA-cU) … "Quel pasticciaccio brutto di via Merulana"…

Dicevo che se per caso qualcuno vorrà mai scrivere un giorno la storia dell'IRRSAE, credo che, accanto a lodevoli iniziative portati avanti dall'istituto, non potrà non notare in questi ultimi anni un decadimento istituzionale preoccupante e soprattutto una mancanza di linea politica nei confronti di quest'istituto o peggio ancora non potrà non riscontrare alcune singole scelte che si sono poi rivelate nei fatti distruttive.

Ricordo solo a mo' di titolo alcuni episodi - per non ridire cose che in questa sala ho già ricordato -: la maldestra gestione del personale dell'istituto per cui non è stato garantito all'istituto di mantenere al suo interno le professionalità che aveva formato ed è dovuta intervenire una sentenza del Consiglio di Stato per dare ragione agli operatori; la chiusura della biblioteca e del centro per insegnanti per cui è stato messo in cantina, reso inutilizzato un patrimonio di libri e di materiale pedagogico che era stato reso disponibile e fruibile ai docenti; le modalità con cui sono stati designati da questo Consiglio regionale i membri del consiglio direttivo e soprattutto il fatto che il Governo regionale non ha mai colto i segnali di disagio che da quest'istituto provenivano per cui c'è voluta la decisione consapevole, coraggiosa e responsabile di alcuni membri del consiglio direttivo, unitamente alla lettera-denuncia degli operatori, per costringere l'assessore a prendere posizione e ad intervenire. Vorrei sottolineare un aspetto che si riscontra molte volte nelle scelte politiche di questa Regione; cioè la difficoltà a gestire la quotidianità; non ci si cura del funzionamento degli istituti e dei servizi che ci sono, mentre si rincorrono di volta in volta casi isolati. Così, quando la quotidianità, proprio perché non è stata sorretta, sostenuta, curata, seguita, pone dei problemi, si interviene in modo drastico con provvedimenti tampone.

E' proprio questa la strada stata seguita in questi ultimi tempi rispetto all'IRRSAE. Ovvero, quando si accetta di imboccare la strada dei provvedimenti tampone, si accetta anche di navigare a vista, nel senso che se non si ha ben chiaro dove si vuole arrivare, si gestiscono giorno per giorno i vari problemi, aggiustando via via il tiro senza rendersi conto che a volte ci si trova di fronte a realtà che hanno una loro importanza anche dal punto di vista culturale e strategico per la formazione in questa Valle.

Gestire l'emergenza con provvedimenti tampone porta a delle scelte che suscitano una serie di perplessità, tra l'altro ricordo questa fretta; stamani notavo un po' sorridendo che il Presidente del Consiglio ha ricordato nell'elenco dei disegni di legge presentati dalla Giunta anche il disegno di legge sull'IRRSAE che viene discusso e votato nella seduta successiva. Nel giro di dieci giorni è stato dunque votato dalla Giunta, esaminato in commissione, portato in Consiglio.

Tale tempestica non ci ha consentito di avere su questo disegno di legge quel supporto tecnico-legislativo che l'Ufficio legislativo predispone ormai in modo regolare per ogni disegno di legge. Quindi siamo stati in quest'occasione privati di questo supporto normativo e legislativo proprio come consiglieri che dovevano affrontare questo che non è un problema così semplice come può apparire. Nel momento in cui c'è il treno in corso che sta andando verso il burrone, è chiaro che devo in qualche modo fermarlo, anche con provvedimenti tampone, ma le modalità presentate suscitano diverse perplessità.

Perplessità per quanto riguarda, ad esempio, il quadro normativo. È vero che esiste quest'articolo 21 della legge n. 59/97 in cui si parla della riforma dell'IRRSAE e in cui si dice che la regione a statuto speciale provvederà, all'interno delle norme statutarie, a recepire i principi individuati in quest'articolo. Ma rispetto all'IRRSAE pongo qui una domanda a chi ha costruito la legge, chiedo cioè se si è fatta sufficiente chiarezza rispetto a questo quadro normativo: la competenza della Regione Valle d'Aosta sull'IRRSAE non è primaria, ma è normata dall'articolo 33 della n. 196/78, cui ha avuto poi origine la legge n. 43/80 del nostro istituto.

Forse non ci sono problemi, può darsi che tutto sia chiaro, ma quest'aspetto non è stato esplicitato né in commissione, né dalla relatrice, quindi vorrei una precisazione rispetto a questo punto.

Un'altra perplessità è proprio sul fatto che dicevo prima, che si naviga un po' a vista e quindi non c'è una linearità nelle scelte politiche anche rispetto a quest'ultima fase; faccio solo due esempi.

C'è la delibera di Giunta n. 541 del 1° marzo 1999 in cui si decide di sciogliere il consiglio direttivo e di nominare un commissario che provvederà alla provvisoria gestione dell'ente e curerà la costituzione del nuovo consiglio. Questa stessa formulazione viene poi ripresa nel decreto di nomina del commissario, decreto del 3 marzo 1999, in cui si dice che il commissario dovrà provvedere a costituire il nuovo consiglio, ma nel decreto di nomina di questo non si parla più - decreto di nomina che è stato fatto due giorni dopo, il 3 marzo - e si dice che al commissario sono conferiti i poteri spettanti al consiglio direttivo e al Presidente dell'istituto senza più accennare al problema della costituzione del nuovo consiglio, quindi si fa una scelta il 1° marzo, ma il 3 marzo si rettifica già il tiro.

A un mese di distanza si sceglie un'altra figura che è quella dell'amministratore straordinario, e qui rimangono in piedi i poteri spettanti al consiglio direttivo e al Presidente d'istituto, si continua a non parlare di nuove elezioni, ma si parla di un elemento nuovo, cioè della riforma dell'IRRSAE, inserendo un ulteriore elemento. Nel momento in cui si imbocca la strada di provvedimenti tampone, non si sa dove si va a parare, ma si cerca quasi zigzagando di riuscire a tamponare le varie situazioni.

Ci sono anche delle perplessità circa la tipologia di gestione che avrà l'IRRSAE per almeno un anno. In quest'amministratore straordinario si concentrano i poteri spettanti al consiglio direttivo e al Presidente dell'istituto, una sola persona assomma in sé tutte le competenze di questi due organi, ma si tratta di competenze che una sola persona non può assolvere in modo adeguato e faccio degli esempi.

Il consiglio direttivo garantisce istituzionalmente la presenza del mondo accademico e scientifico, garantisce la presenza di rappresentanti del mondo scolastico, dei sindacati; ora tutto questo rapporto che l'IRRSAE aveva all'interno del consiglio direttivo, difficilmente può essere assolto da una singola persona. Ancora, il consiglio direttivo esprime al suo interno 8 responsabili di un settore particolare, nel consiglio direttivo si scelgono: un responsabile della scuola materna, uno della scuola elementare, uno della scuola media inferiore, uno della scuola media superiore poi uno dell'aggiornamento, un altro della sperimentazione, un altro della documentazione.

Come è possibile che una persona, l'amministratore straordinario, per quanto capace sia, possa assolvere a tutti questi compiti? Chiaramente ci troviamo di fronte ad un IRRSAE che almeno per un anno ha una nuova fisionomia; è un IRRSAE che non è più quello che il DPR n. 477 aveva delineato, che la n. 196 aveva delineato, che i decreti delegati avevano delineato, ma è un IRRSAE che diventa assessorato-dipendente perché per un anno ci saranno due persone: il segretario generale e l'amministratore straordinario, tutte e due nominati direttamente dalla Giunta, scelti in base a criteri che non rispondono ai criteri di nomina definiti in modo chiaro, ma scelti discrezionalmente dall'assessore che rispondono direttamente all'assessore. Pertanto l'IRRSAE diventa per un anno almeno un IRRSAE, ripeto, assessorato-dipendente e mancheranno per almeno un anno tutti quei rapporti sistematici con il mondo scientifico, con il mondo della scuola, con il mondo del sindacato.

Esprimo, perplessità per la scelta implicita che la Regione ha fatto nei confronti del futuro istituto.

L'assessore o la relatrice, (non ricordo chi dei due in questo momento), diceva che c'è un'evoluzione normativa rispetto alla definizione della fisionomia degli IRRSAE cui sarà affidato il compito di essere strumenti di sostegno all'autonomia delle scuole, su questo tema c'è un grande dibattito perché non è chiaro se gli IRRSAE manterranno una loro autonomia o se saranno solo strumenti operativi dell'assessorato e della sovrintendenza. Credo che con questo disegno di legge sia stata fatta una scelta precisa perché si è scelto di delineare un IRRSAE che non ha più nessuna autonomia di programmazione, che non ha più una sua autonomia, legata al fatto che ha al suo interno una serie di risorse in grado di gestire il prodotto che fornisce.

L'IRRSAE non è più un interlocutore privilegiato, importante, rispettoso certo, ma un interlocutore competente dell'assessorato, ma diventa uno strumento tecnico perché l'assessorato realizzi la sua politica scolastica.

Non contesto questo tipo di decisione che forse ha un suo significato politico; affermo che in questo momento si sta facendo questo tipo di scelta e quindi è questa la scelta che viene prefigurata per l'IRRSAE futuro.

L'assessore ha ricordato che questo disegno di legge è stato illustrato e discusso con i sindacati, che gli operatori sono concordi e io lo so, lo so perché mi dicono gli operatori che finalmente c'è un clima sereno, però credo che si debbano distinguere due momenti: una cosa è il clima sereno che devo costruire all'interno dell'istituto, altra cosa sono le scelte politiche che voglio fare. Altra osservazione finale: a me sembra che la situazione dell'IRRSAE doveva proprio essere a un livello grave di difficoltà di gestione, la presenza di una persona se è capace di creare un clima sereno e risolvere tutti i problemi. Credo che il fatto che si accetti questo tipo di soluzione è la dimostrazione ancora una volta del degrado in cui l'IRRSAE era ridotto.

Vorrei esprimere un'ultima perplessità sui criteri con cui viene definito l'ammontare del compenso che viene dato all'amministratore straordinario. Si dice al comma 3 dell'articolo 1 che all'amministratore straordinario compete un compenso non superiore alla spesa sostenuta dall'IRRSAE nel 1998 per le indennità spettanti al presidente e ai membri del consiglio direttivo, definito con deliberazione della Giunta regionale.

Anche in commissione si notava come questo principio sia un po' pericoloso ed è il principio secondo cui, quando arriva un commissario straordinario, questi prende come compenso quanto prendeva prima l'insieme del consiglio direttivo che sostituisce. È vero che abbiamo altri esempi diversi; nell'USL il commissario straordinario che arriva è accompagnato da un altro per cui viene raddoppiato al limite il compenso; questo tipo di principio mi sembra molto discutibile.

Fra l'altro l'assessore si era impegnato ad approfondire la questione, quindi sarei curiosa di sapere quali sono le conclusioni di quest'approfondimento.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Due domande all'assessore. La prima è già stata anticipata dalla collega Squarzino. Su questa domanda che poneva in conclusione la collega Squarzino devo dire - anche perché abbiamo già avuto modo di dibatterne in commissione - che la sovrintendente si è premurata di telefonarmi per cercare di spiegare il meccanismo che giustificava questa scelta probabilmente, anzi sicuramente, per un mio limite non ho colto appieno i termini della questione, quindi pregherei l'assessore se possibile di riformularli. Sintetizzo per spiegare qual è il problema.

Andando un po' a memoria ci è sembrato strano che in una legge, anziché stabilire la cifra che dovrà percepire il Commissario straordinario dell'IRRSAE, si stabilisca un criterio che, a mio avviso, probabilmente vedrò più nero del dovuto, è perlomeno strano perché in legge si sancisce un certo principio se vogliamo, cioè su questa legge che conosciamo essere limitata dal punto di vista della spesa, perché il beneficio, gli emolumenti riservati al commissario non sono per niente eccessivi anzi, ma al di là di questo, dicevo, la legge rischia di costituire un principio che consiste nell'affermare che qualora si commissari un ente, il commissario abbia diritto a percepire un emolumento pari a ciò che si spendeva prima del commissariamento per il presidente del consiglio di amministrazione, in questo caso il consiglio direttivo, sommato ai gettoni di presenza dei membri del consiglio direttivo.

È un principio che potrebbe di per sé costituire un certo precedente anche un po' pericoloso perché, qualora si dovessero commissariare altri enti, laddove il presidente del consiglio di amministrazione e i membri del consiglio di amministrazione percepiscono emolumenti ben più consistenti rispetto a quelli dell'IRRSAE, con questo precedente bisognerà giustificare perché gli emolumenti del commissario di quell'ipotetico ente dovranno seguire criteri - mi auguro - diversi rispetto a quelli inseriti in questa legge.

Non ho ben capito dal punto di vista tecnico, perché così mi è sembrato di capire da parte della sovrintendente, il perché non si potesse scegliere un'altra strada.

La seconda domanda è più specifica e a questa invece non ho avuto risposta in commissione per cui la ripropongo in Consiglio. Il Commissario straordinario dell'IRRSAE viene nominato con un decreto - del Presidente della Giunta, credo, però non ne sono certo - con il quale si scioglie il consiglio direttivo, praticamente si prende atto del fatto che non può più operare e si nomina il commissario straordinario temporaneamente a termini di legge come ci ha spiegato l'assessore in commissione.

Quello che vorrei sapere è questo. Questo commissario saranno due o tre mesi che opera… sì, tre mesi che opera senza avere questa legge alle spalle, ma semplicemente il decreto. Siccome ritenevo doveroso che nel decreto fosse riportato - ma qui entriamo nella tecnica amministrativa che è terreno un po' difficile - così come avviene ad esempio per gli insegnanti, cioè quando sei decretato titolare di una certa sede sul decreto viene scritta la tua posizione retributiva, mentre in questo caso sul decreto nulla è scritto in questo senso fino al 30 maggio nulla si sa per legge, la domanda è: per i mesi di marzo, aprile, maggio quanto ha percepito il Commissario straordinario dell'IRRSAE? E successivamente, chi ha deciso quali dovevano essere gli emolumenti del Commissario straordinario dell'IRRSAE se non esiste a monte nessun atto amministrativo che lo stabilisce?

Président Si personne ne demande la parole, je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Non so se è a causa di una qualche personale ipocondria mia, ma devo dire che ho qualche difficoltà a rispondere ai quesiti che mi sono stati posti, difficoltà che mi derivano da una considerazione di tipo generale. Capisco che sui provvedimenti di legge vengano poste delle domande all'assessore, il Consigliere Marguerettaz è intervenuto, ha fatto due richieste perché chiede dei chiarimenti e va bene. Sotto questo punto di vista altri interventi hanno invece, in modo continuo, cercato di demolire questa proposta di legge. Ora io mi aspettavo che questi tipi di interventi ad un certo punto, magari alla fine, contenessero degli elementi propositivi che ci dicessero perché no e perché sì. Forse queste proposte c'erano, ma a me non sembra di averne intesa alcuna in questa sala.

A parte questo, ho potuto rilevare che le osservazioni che sono state fatte poi hanno introdotto altre ed ulteriori affermazioni delle quali devo confessare che mi è risultato difficile comprendere la portata e anche, se mi consentite, il loro rapporto con il compito che quest'Assemblea dovrebbe avere. Perché posso ammettere di essere impreciso quando presento delle cose, posso pure ammettere che lo stesso relatore abbia avuto qualche imprecisione, ma che da questo si giunga a fare la considerazione che ha fatto il Consigliere Frassy dicendo che questa legge viene presentata sulla base di valutazioni del tutto fasulle ce ne corre…

Frassy (fuori microfono) … valutazioni politiche…

Pastoret (UV) … al di là del rilievo, Consigliere Frassy, che io faccio ad un'affermazione di questo genere, dovrei anche dire - e cercherò di farlo con tutta l'eleganza e il garbo di cui sono capace - che molti dei presupposti dell'intervento che lei ha fatto non rispondono al vero e ne cito due: che la nomina del consiglio direttivo, come lei ha detto, sia una nomina politica, non è assolutamente vero tranne forse per la quota che è di competenza di questo Consiglio quando nomina i tre rappresentanti della Regione perché gli altri rappresentanti vengono eletti con delle elezioni, presentando delle liste; seconda cosa, e questo posso considerarlo un errore di forma più veniale, forse non voluto, quando si dice che questa legge proroga di fatto il commissariamento, questa legge non proroga il commissariamento, istituisce la figura di un amministratore straordinario per un certo periodo di tempo. Queste affermazioni che il Consigliere Frassy fa, si discostano dalla realtà, ma per questo io non dico e non mi permetto di dire che sono fasulle.

Se invece il Consigliere Frassy vuole introdurre, come ha appena detto, delle valutazioni di tipo politico sulla scelta di portare avanti questo provvedimento di legge, ne ha tutto il diritto, anzi ha il dovere di farlo come rappresentante di quest'Assemblea, ma non di attribuirvi delle recondite intenzioni bollandole poi con delle valutazioni che attengono al campo dell'etica e non della valutazione politica.

Ho poi una certa difficoltà a mettere insieme due richieste che sono state fatte. Il Consigliere Frassy ricorda che questa è una Regione autonoma ed ha potestà per le sue competenze, ma che ci si rifugia dietro il fatto che si aspetta cosa farà lo Stato per fare una legge sull'IRRSAE. La Consigliera Squarzino dice che la Regione non ha competenza e che la competenza spetta allo Stato, a questo punto ho delle difficoltà nel rispondere a tesi così diverse.

Noi abbiamo una legge istitutiva dell'IRRSAE, la citata legge n. 43 che è una legge della Regione autonoma Valle d'Aosta e può essere in qualsiasi momento modificata stante le composizioni del consiglio direttivo e degli organi di amministrazione. Laddove dovessimo invece andare a fare delle modifiche di altro e diverso genere e di altra e diversa portata, dovremmo là sì intervenire ai sensi della legge n. 196 perché per certe modifiche non possiamo far riferimento alla competenza stabilita dalla nostra legge.

Sottolineo poi un'altra cosa. Questo succede molto sovente e di nuovo oggi l'esordio della Consigliera Squarzino è stato che nei confronti dell'IRRSAE - così si è espressa - c'è stata una totale mancanza di linea politica. Posso anche ammettere una cosa del genere, vorrei solo capire per il futuro se la linea politica, una volta che venisse esercitata - e viene esercitata in questo caso con la presentazione di questa proposta di legge - diventa un'ingerenza non accettabile, non comprensibile che non deve essere praticata oppure se in certi casi, come in questo, non vi devono essere assunzioni di scelta di tipo politico perché bisogna andare avanti in qualche modo. Questo "qualche modo" che, dicevo prima, non ho sentito esplicitato da parte dei vari interventi a parte le questioni che mi sono state poste.

Si dice che questo è un provvedimento tampone, si è citata la fretta. Mi sia consentito, Consigliera Squarzino, capisco che si leggano i documenti con tutta l'attenzione possibile, ma che vi si voglia trovare per forza di cose della malafede citando la delibera di Giunta…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… la delibera di Giunta dice una cosa, il decreto a suo avviso non contiene gli estremi che sono definiti in questa delibera di Giunta. Non vi è nessuna intenzionalità di questo genere e nessuno si è mai sognato di prevedere che il commissario straordinario non dovesse provvedere a fare le nomine per rimettere in essere il consiglio direttivo.

C'è una questione della quale però prego i consiglieri di tenere conto. La legge istitutiva dell'IRRSAE è del 1980; nel 1997 ci imbattiamo in una legge, che è la legge n. 11 che definisce i criteri e le modalità per le nomine di competenza regionale, il che vuol dire pubblicazione degli avvisi, presentazione delle domande, valutazione delle stesse, presentazione di queste al Consiglio e nomina da parte del Consiglio. Tutto questo, quando la legge istitutiva dell'IRRSAE nel 1980 è stata messa in piedi, non esisteva, ora mi si dirà di modificare la legge del 1980 e sicuramente bisognerà, fra le altre cose, fare anche questa cosa, e quel rilievo che è stato fatto, rispetto alla delibera di Giunta e al decreto, non ha nessuna attinenza legata a questo tipo di considerazione perché non era intenzione procedere in questo senso.

Per quanto riguarda invece le richieste di chiarimento che sono state avanzate, il comma 3 dell'articolo 1 prevede che all'amministratore straordinario compete a carico del bilancio dell'istituto un compenso non superiore alla spesa sostenuta dall'IRRSAE.

Avevamo detto in commissione che avremmo verificato se era possibile modificare questo comma perché era stato espresso il desiderio di vedere definita una cifra di modo che il Consiglio, al momento di votare questa legge, definisse con un criterio chiaro e individuato in termini numerici il compenso dell'Amministratore dell'IRRSAE.

Come il Consigliere Marguerettaz ha ricordato, l'assessorato si è attivato, abbiamo verificato con il nostro Ufficio legale, lo abbiamo verificato con l'Ufficio legislativo e l'introduzione di questa cifra all'interno del comma 3 avrebbe comportato quest'individuazione che, a dire dell'Ufficio legale, avrebbe determinato dei problemi di legittimità riguardo a questo provvedimento di legge. Ci è stato consigliato e devo confessare, Consigliere Marguerettaz, che non essendo un esperto di diritto mi sono attenuto a quanto ci è stato detto; devo però dire che la preoccupazione espressa rispetto al fatto che in altre situazioni si potrebbero verificare dei casi, se non vi si ponesse l'attenzione necessaria, che creano dei problemi quanto alla retribuzione economica, credo che possa essere superata perché quello che abbiamo riverificato - facendo le pulci a questo - è che qui si stabilisce un criterio che fissa una cifra "non superiore".

Questo non costituisce per forza un principio da seguire e da applicare sempre è un elemento di valutazione che il Consiglio ha e non perché è stato sancito in questo provvedimento non necessariamente, non per forza e non per conseguenza, potrà essere stabilito in un altro provvedimento analogo semmai se ne dovesse rimettere in piedi uno.

Quest'articolo 3 peraltro è stato inserito per fare chiarezza proprio sul problema che concerne la seconda questione: cosa spetti come compenso al Commissario dell'IRRSAE perché non c'è sotto questo punto di vista nessuna regola che dica nulla. In quel caso è stato previsto un rimborso che credo sia di lire 600.000 lorde al mese che è stato ricavato da qualche norma dello Stato per il rimborso dei funzionari. Non so dire con precisione, ma sono in grado poi di fornire il dato più esaustivo ed era proprio per non ricadere in questa condizione, per non dire ad una persona: "Adesso farai l'amministratore straordinario, non sapremo che rimborso darti o sarà questo previsto per certi tipi di incombenze dei funzionari dello Stato e saranno 600.000 lire lorde al mese". Per queste ragioni è stato fissato quest'importo che tiene conto degli emolumenti del Presidente dell'IRRSAE e del consiglio direttivo riferito alle spese del 1998.

Per quanto riguarda il resto, sottolineo qualcosa che è stato detto prima dalla Consigliera Charles. La legge ha due necessità principali: la prima, che è quella di tipo temporale, che è quella di consentire all'IRRSAE di funzionare perché la legge n. 43 parla di commissario per 90 giorni dopodiché non c'è possibilità alcuna di proroga, non essendovi la possibilità di proroga e non intervenendo un altro strumento legislativo, ci troveremmo con l'IRRSAE scoperto senza avere consiglio direttivo e senza neanche avere il commissario; l'altra questione più generale è quella di andare a rimettere mano alla legge istitutiva dell'IRRSAE.

Ricordo che la Consigliera Squarzino in questa stessa sala, in occasione di un'interpellanza che mi rivolse per quanto concerneva il Consiglio direttivo dell'IRRSAE, ebbe a dire che forse era il caso di andare a rivedere il concetto delle nomine e di appartenenza al consiglio direttivo perché queste erano datate e non più rispondenti a quelle che dovevano essere le esigenze dell'IRRSAE. In particolare citò il fatto che nell'IRRSAE fossero presenti membri designati dal Consiglio regionale.

Spero di non ricordare male o di attribuire cose che non sono state dette, ma mi sembrava proprio che fosse messo l'accento sul criterio delle nomine dei rappresentanti del Consiglio regionale. In ogni caso, per porre mano a questo bisognerà procedere alla modifica della legge sull'IRRSAE.

Questo potrà essere fatto nei tempi dovuti, per queste ragioni presentiamo questa proposta di legge che riteniamo possa consentirci, per mezzo di un amministratore straordinario, di giungere all'approvazione di una legge più complessiva e completa sull'IRRSAE.

Si dà atto che dalle ore 20,48 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente Si passa all'esame dell'articolato. Sull'articolo 1 la parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Non ho da dire molto perché abbiamo già parlato tanto di questa legge, in realtà si tratta di regolarizzare una situazione sulla quale era giusto procedere come si è proceduto. Diciamo che alla fine gli Autonomisti si asterranno dal votare questa legge anche perché rimangono, assessore, anche dopo i chiarimenti che lei ha cercato di darmi, delle perplessità sulle procedure adottate per arrivare a questa legge.

Rimango dell'idea che, nel momento in cui si nomina una persona, ci debba essere un atto che determini anche l'eventuale rimborso spese che a questa persona deve essere dato. Così come invece, non le rimprovero nulla, però lei converrà con me che le spiegazioni che mi ha dato per quanto concerne il fatto che questa legge sia stata scritta in questo modo, piuttosto che come suggerivo io, non sono sufficienti a far sì che il voto degli Autonomisti sia favorevole.

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) L'assessore rimproverava prima che da parte degli intervenuti non sono state…

Pastoret (fuori microfono) … constatava…

Squarzino (PVA-cU) … constatava che da parte dei consiglieri non sono state fatte delle proposte. Ora una proposta io ce l'avevo, non l'ho formalizzata perché il tempo è sempre quello che è, ed era quella di utilizzare quello che prevede l'attuale articolo 13 sul commissario e prevedere una proroga di questo, quindi all'interno della legge attuale senza creare questa figura strana di amministratore straordinario. E poi per dirle che le constatazioni che lei ha fatto non mi hanno convinta del tutto, nel senso che le perplessità rimangono.

Non parlavo prima, vorrei che fosse chiaro, di malafede; parlavo di scelte di linea politica che vengono fatte attraverso atti concreti. Ora, analizzando gli atti concreti, emerge questa linea politica e oggi come oggi ho notato anche c'è una linea politica precisa nei confronti dell'IRRSAE: trasformarlo in uno strumento operativo dell'assessorato, c'è stata questa scelta di linea politica, e fatta una scelta è poi difficile tornare indietro. La gestione della riforma dell'IRRSAE verrà fatta non in una situazione in cui c'è un consiglio direttivo con il coinvolgimento dei vari soggetti del mondo della scuola, ma in una situazione in cui l'IRRSAE è in mano a un organo monocratico che pensa, agisce ed opera per conto dell'assessore. La riforma dell'IRRSAE sarà fatta dall'assessorato senza tener conto degli apporti altrui. Questo va chiarito.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 28

Favorevoli: 23

Contrari: 5

Astenuti: 5 (Collé, Comé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin M.)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 2:

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 28

Favorevoli: 23

Contrari: 5

Astenuti: 5 (Collé, Comé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin M.)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 28

Favorevoli: 23

Contrari: 5

Astenuti: 5 (Collé, Comé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin M.)

Il Consiglio approva.