Objet du Conseil n. 564 du 28 avril 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 28 AVRIL 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 564/XI Notizie in merito all'esistenza in Valle di aziende fornitrici di industrie belliche e al loro finanziamento. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto delle risoluzioni con cui il Consiglio regionale, ogni volta che scoppiano delle guerre, vicino o lontano da noi, appoggia iniziative di pace
Considerato che non è opportuno che la Regione sostenga economicamente industrie che contribuiscono alla produzione di armi
La sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se nella nostra regione esistono aziende fornitrici di industrie belliche
2) quali sono queste aziende e a quanto ammonta il contributo finanziario loro erogato dalla Regione
3) se la Regione intende rivedere la sua politica nei confronti di tali aziende
F.to: Squarzino Secondina
Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Credo sia a tutti evidente il significato politico di questa interrogazione, anche tenuto conto della guerra nei Balcani. Credo che sia altrettanto evidente come, rispetto all'interrogazione, non sia possibile far altro che rispondere puntualmente alle domande poste e non svolgere considerazioni di carattere politico più generali, che sicuramente non competono a me in questa sede, soprattutto in risposta ad una interrogazione.
In merito ai quesiti posti dall'interrogante, posso precisare quanto segue. Non vi sono in Valle d'Aosta aziende fornitrici di industrie belliche, se per fornitrice s'intende la realizzazione di specifiche commesse per fini bellici; quindi non ci sono aziende in Valle che hanno come clienti terminali aziende che producono armi.
Non si può comunque escludere che i prodotti delle aziende locali possano essere collocati da rivenditori presso imprese produttrici di armi; sinceramente non siamo nelle condizioni di avere dei dati da questo punto di vista.
In particolare, la Cogne Acciai Speciali non ha contratti in essere né con la Beretta - come asserito da qualche organo d'informazione - né con altre industrie belliche; non esclude però che i propri prodotti in acciaio siano collocati dagli utilizzatori finali o da rivenditori presso imprese belliche.
Analogo discorso va fatto per le aziende della bassa Valle. La Via System, che è la più grande produttrice del mondo di circuiti stampati con stabilimenti in America, Canada, Italia (stabilimento di Pont-Saint-Martin) e Svezia, produce circuiti stampati che sono dei componenti elettronici passivi con svariate comunicazioni. Ha comunicato che nel suo volume di affari del 1998, quindi 129 miliardi, solo l'1 percento è stato utilizzato per la difesa. La quota consuntivata da Via System, quindi una quota estremamente bassa, è dovuta quasi per intero a clienti italiani nei settori della componentistica radar e per satelliti, che trova applicazioni principalmente nella bionica e nel controllo del posizionamento terrestre. Non sussistono pertanto, dalla ricognizione effettuata, elementi tali da indurre la Regione a rivedere la sua politica nei confronti delle aziende citate e di altre aziende operanti in Valle. Penso di aver fornito risposte rassicuranti rispetto ai quesiti posti, soprattutto rispetto alla coerenza della Regione in favore delle iniziative di pace.
Credo che sia meno rassicurante, almeno dal punto di vista dell'interrogante, il fatto che trovandoci noi in un paese che in questo momento è in guerra, tutti i contributi e le tasse che vengono pagate dai singoli cittadini oggi servono per pagare un conflitto in essere.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Chiaramente quest'interrogazione non l'avrei fatta alcuni mesi fa, perché è questo il momento in cui ci si pone effettivamente il problema del rapporto della nostra economia con la guerra.
Probabilmente le informazioni che ho avuto sono diverse da quelle che ha l'Assessore, nel senso che io so con sicurezza che c'è in bassa Valle un'azienda che produce della piccola componentistica, pezzi proprio di componentistica per otturatori, per pistole, per rivoltelle, per la Beretta. Si vede che le fonti d'informazione sono diverse. Pregherei l'Assessore di fare ancora un'ulteriore verifica, perché al di là di questo momento in cui purtroppo siamo in guerra, ed è una guerra che almeno personalmente non condivido, una guerra da cui bisogna uscire al più presto possibile, al di là di questo momento, credo che non sia utile e opportuno favorire un'economia che alimenta gli strumenti che la guerra prima o poi dovrà utilizzare.
