Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 497 du 24 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 MARS 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 497/XI Verifiche e iniziative per la soluzione di incongruenze organizzative e gestionali delle microcomunità. (Interrogazione e interpellanza)

Interrogazione Appreso che le organizzazioni Sindacali hanno denunciato che gli Enti gestori delle Micro-Comunità applicano in modo non omogeneo gli istituti contrattuali (quali ferie, recupero festività, orari, eccetera), relativi ai dipendenti di tali Enti;

Ritenuto opportuno che sul punto si apra un confronto fra i soggetti interessati, in modo da superare i problemi rilevati;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) Se quanto lamentato dalle organizzazioni sindacali risponde al vero;

2) Se sono stati avviati i richiesti incontri per esaminare le problematiche evidenziate.

F.to: Curtaz - Beneforti

Interpellanza Preso atto delle sollecitazioni fatte dalle OO.SS all'Assessore competente al fine di giungere ad un incontro per risolvere le incongruenze organizzative e gestionali delle microcomunità;

Considerato le sollecitazioni già giunte anche da questo Consiglio regionale per risolvere dette problematiche e precisamente in riferimento alla predisposizione di criteri omogenei di predisposizione di bandi di concorso per personale addetto;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per conoscere le iniziative predisposte dall'Assessorato per giungere ad una soluzione delle difficoltà presenti nelle microcomunità.

F.to: Lattanzi

Président Je rappelle que l'interpellation sera discutée conjointement à la question dont au point n° 5, qui a déjà été lue dans son objet.

La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Questa interpellanza riprende un argomento che l'Assessore conosce molto bene. Avevo già qualche mese fa presentato un'interpellanza analoga, con l'auspicio che si potessero superare attraverso un intervento diretto dell'Assessore e di quelli che lui aveva già annunciato erano degli incontri previsti, tutta una serie d'incongruenze, di operatività non del tutto coerenti ed efficaci nella gestione delle microcomunità.

Non voglio ricordare quali sono tutte le situazioni che hanno portato a una situazione non dico di crisi, ma che può degenerare in crisi; mi limito a ricordare che ad esempio per quanto riguarda le microcomunità non è ancora a tutt'oggi vigente una uniformità per quanto riguarda i concorsi per l'assunzione, e quindi le diverse microcomunità assumono attraverso i consorzi in maniera completamente diversa e anche ufficializzando dei bandi di concorso con requisiti completamente diversi uno dall'altro. Questo naturalmente genera una serie d'incongruenze e anche di discriminazioni che l'Assessore aveva riconosciuto in una sua lettera, rendendosi disponibile affinché questi bandi di concorso diventassero omogenei per tutti.

Altre situazioni di organizzazioni le tralascio perché l'Assessore le conosce molto bene, il Consiglio ne era già stato informato dall'altra mia scorsa interpellanza, quindi vorrei sapere, anche a seguito di un'ulteriore richiesta da parte delle organizzazioni sindacali d'intervenire su questa operatività che non è stata tuttora risolta, se l'Assessore ha già avuto degli incontri in questi giorni o se ne ha previsti, e come intende riproporre o portare avanti quelle cose che lui stesso in questo Consiglio si era reso disponibile a portare avanti in termini di soluzione.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) L'interrogazione e l'interpellanza si sono accavallate a una corrispondenza che nel frattempo era intercorsa con le organizzazioni sindacali, corrispondenza che era stata inviata anche ai Capigruppo regionali, a cui avevo dato risposta con una mia lettera del 12 marzo 1999, che è esaustiva di tutti gli argomenti che sono posti da parte degli interroganti.

Scrivevo in data 12 marzo alle organizzazioni sindacali, al presidente del Celva e per conoscenza al Presidente della Giunta, al Presidente dell'ARRS, ai Capigruppo consiliari, quanto segue:

"In riferimento alla nota delle organizzazioni sindacali in data 1° marzo 1999 con la quale si richiedeva un incontro per esaminare i problemi di cui all'oggetto, si intendono rammentare le iniziative sinora attuate da questo Assessorato. In data 5 ottobre 1998 si svolgeva una riunione tecnica fra la Direzione delle politiche sociali, dott. Villani, il Dipartimento del personale, rag. Lillaz, il Dipartimento enti locali, dott. Lucat, l'Agenzia regionale per le relazioni sindacali, sig. Donzel. Rispetto ai problemi organizzativi di cui all'oggetto, sono state esaminate alcune disparità riscontrate dalle organizzazioni sindacali in tema di gestione del personale, turni di servizio, orari di lavoro, straordinari e loro compensazioni, mobilità, eccetera.

Al riguardo è stato evidenziato che non è possibile per la Regione imporre modalità di lavoro omogenee, in quanto ciò sarebbe in contrasto con l'autonoma potestà di gestione e organizzazione attribuita ad ogni ente ed in particolare al dirigente, in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 45/95 e dalla legge regionale n. 17/96. Si è concluso convenendo che anche gli aspetti organizzativi che si sono dimostrati più problematici potranno avviarsi a più facile soluzione una volta approvato il comparto unico del pubblico impiego.

In data 20 novembre 1998 si svolgeva una riunione fra lo scrivente e codesta organizzazione sindacale, nel corso della quale si concordava quanto segue: le organizzazioni sindacali avrebbero presentato un documento in cui venissero riepilogate tutte le situazioni in cui a loro giudizio non viene data corretta applicazione del vigente contratto collettivo nazionale; solo successivamente l'Assessorato avrebbe richiesto al Dipartimento enti locali di dare istruzioni all'ARRS di convocare una riunione fra le organizzazioni sindacali, il Celva, l'Associazione dei segretari dei comuni e delle comunità montane, i direttori di consorzi, per l'esame del suddetto documento.

Occorre infatti che si addivenga ad una applicazione omogenea delle regole contrattuali che in molti casi hanno ricevuto un'interpretazione difforme da caso a caso. Tale riunione presso l'ARRS non si è potuta tenere, in quanto l'Assessorato non ha ancora ricevuto tale documento.

In data 21 gennaio 1999 si svolgeva un incontro tra lo scrivente, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati, CGIL, CISL, SAVT, nel corso della quale sono state esaminate diverse questioni relative ai servizi per anziani, direttive per l'anno 1999, gestione da parte delle comunità montane, costituzione di un forum quale sede di discussione e di confronto, standard strutturali e gestionali dei servizi, convenzioni con case di riposo, nuovo sistema di finanziamento, studi in merito all'istituzione di RSA.

In data 12 febbraio 1999 si svolgeva un incontro con gli enti gestori dei servizi per anziani in merito alla formazione del personale sui temi della igiene degli alimenti, decreto legislativo n. 155, e sulla gestione dei rifiuti, di cui l'Assessorato, in collaborazione con l'USL, si farà carico. In merito alla realizzazione di RSA si fa presente che un apposito gruppo di lavoro multiprofessionale sta elaborando un documento per giungere ad una prima valutazione delle effettive necessità del territorio valdostano. Si sottolinea peraltro che il progetto obiettivo anziani del Ministero della sanità, pur prevedendo la realizzazione di tali strutture, non le definisce in maniera puntuale. Inoltre, nel dibattito a livello nazionale si stanno confrontando due tesi contrapposte, secondo le quali le RSA dovrebbero avere finalità socio-assistenziali oppure sanitarie. Nel sottolineare pertanto che questo Assessorato, pur non essendo di sua competenza l'applicazione del contratto del personale dei servizi per anziani, si è attivato nei modi suesposti, e che le direttive non sono altro che una pedissequa rielaborazione di precedenti atti più volte discussi con le organizzazioni sindacali, lo scrivente sollecita la presentazione del documento di cui si è detto, al fine di poter concordare un incontro congiunto fra i soggetti interessati".

Questa è la situazione a tutt'oggi, riconfermo che siamo ancora in attesa di questo documento perché nel corso dei numerosi incontri che si sono svolti abbiamo assistito ad una serie di problematiche più o meno confuse e abbiamo potuto constatare che non tanto i sindaci o i presidenti dei consorzi interpretano in modo diverso gli aspetti contrattuali, quanto i responsabili dirigenti e nel qual caso i segretari comunali. Per questo motivo nella lettera si chiede che partecipino agli incontri con l'ARRS anche i rappresentanti dei segretari comunali, perché quando si parla di turni di servizio, di ferie, di riposi, di compensativi, ovviamente c'è un limite sotto il quale né le organizzazioni sindacali né l'Amministrazione regionale può andare. Altra cosa è verificare se ci sono comportamenti illegittimi, ma è un ruolo di tipo diverso.

Riconfermo la disponibilità da parte dell'Assessorato di farsi promotore di questo incontro, ma di non poter fare null'altro, anche perché l'Assessorato non ha le competenze dirigenziali per dare delle risposte tecniche ad argomenti di tipo di applicazioni contrattuali.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) La risposta dell'Assessore è stata puntuale e ne prendiamo atto, nel senso che sono state date le informazioni richieste e prendiamo atto anche con soddisfazione del fatto che si sono mossi i primi passi per risolvere questi problemi.

Rimango un po' perplesso su una circostanza, che è stata anche ribadita dall'Assessore, cioè che l'autonomia gestionale impedisca alla Regione di svolgere un ruolo dirigenziale per uniformare questa interpretazione. A me sembra che anche se dal punto di vista formale l'osservazione può avere un qualche fondamento, dal punto di vista sostanziale ne ha molto meno, perché sappiamo che proprio in questo campo il ruolo dell'Assessorato deve essere quello di raccordo, quello d'indirizzo, quello di fare in modo, come credo che si farà, di risolvere questi problemi, perché ci troviamo ora con una situazione di disagio gestionale derivante dal fatto che ogni microcomunità interpreta aspetti contrattuali a modo suo, creando divisioni, creando malcontento, creando tutta una serie di problemi intuibili.

Chiedo quindi all'Assessore che voglia mantenere alta la sua attenzione sul problema e che s'impegni affinché attraverso questo processo di concertazione che è stato avviato, questi problemi vengano risolti attraverso un'interpretazione uniformata di quelli che sono i rapporti contrattuali fra comunità e dipendenti.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Io al contrario del collega Curtaz non sono assolutamente soddisfatto della risposta che ho avuto dall'Assessore.

La risposta dell'Assessore è organizzata in tre o quattro punti, li riprenderei per comprendere l'oggetto della risposta. Non è possibile imporre direttive omogenee, su questo concorderei anche, probabilmente molto sarà rivisto attraverso il comparto unico dell'impiego e qui posso essere d'accordo.

Comincio invece a non essere d'accordo quando l'Assessore dice, a distanza ormai di mesi dalla conoscenza del problema, che l'Assessorato è in attesa che le organizzazioni sindacali producano un documento nel quale emergano tutte le problematiche da trattare, perché questo documento dovrebbe essere - e qui concordo - oggetto di una valutazione non solo dell'Assessorato, non solo dei consorzi dei presidenti, ma di quei tecnici che sono chiamati ad applicare le organizzazioni e le gestioni.

Assessore, mi perdoni: non vorrei dare una risposta negativa o distruttiva, però non posso essere buonista come è stato il mio collega.

Non posso pensare che lei, a distanza di mesi dalla conoscenza del problema, non abbia avuto ancora il tempo e la sensibilità politica di accollarsi lei la responsabilità, conoscendo i problemi, indipendentemente che le organizzazioni sindacali glielo mettessero su un pezzo di carta. Lei conosce il problema, c'è un problema di operatività, di gestionalità, di disomogeneità, di malfunzionamento dei servizi, pertanto avrebbe dovuto assumersi il compito di risolvere in termini politici la questione, chiamando al tavolo le organizzazioni sindacali, i presidenti dei consorzi, i sindaci e i tecnici.

E sempre lei, Assessore, che ha il compito di trovare una soluzione politica a questo aspetto, avrebbe dovuto farsi garante della soluzione al problema.

Non se ne può lavare le mani dicendo: io so che c'è il problema, non posso intervenire perché non posso imporre criteri agli altri perché non è mia competenza, e se lo faccio lo farò solo dopo che chi protesta, chi si agita, mi metta su un pezzo di carta i problemi che io conosco. Perché lei, Assessore, i problemi li conosce, è sua la lettera della fine del 1998 dove diceva di essere perfettamente consapevole dei problemi che ci sono e proponeva di mettersi attorno ad un tavolo.

Ricordo anche che nella sua risposta alla mia interpellanza si impegnò lei in primis, politicamente, a mettersi insieme intorno a un tavolo per discutere di questa cosa. Devo dedurre che non è stato capace di convocare una riunione o perché le persone non l'ascoltano, quindi non ha nessuna leadership politica, oppure perché le persone non sono intenzionate a venire a trattare ad un tavolo. Poi senti le singole posizioni ed è completamente diverso. Senti i sindaci che dicono che non appena si risolve il problema sono disponibili; senti i tecnici e ti dicono che non vedono l'ora che qualcuno gli dica cosa fare, perché lì tutti dicono di tutto e di più; senti le organizzazioni sindacali che hanno i dipendenti - che loro rappresentano - che protestano perché sono, secondo loro, malgestiti, o gestiti in maniera disomogenea, con ingiustizia. Sono 460 persone, non è che sono una quota irrilevante di dipendenti regionali e pararegionali, sono una quota importante dei lavoratori pubblici.

Allora non è possibile che non ci sia ancora potuti mettere attorno ad un tavolo perché lei dice che spetta alle organizzazioni sindacali di risolvere il problema. Assessore, mi perdoni, lei ha il dovere, senza tergiversare di più di quello che ha fatto in questi mesi, di convocare in termini d'urgenza una riunione per risolvere questo problema, e senza attaccarsi agli specchi dicendo che le RSA la legge nazionale ancora non prevede cosa siano e cosa non siano. Le disomogeneità di cui si parla sono risolvibili nel momento in cui lei desidera e realizza che si possano risolvere.

Metta questa gente attorno ad un tavolo, almeno dimostri di avere la capacità di convocare una riunione con sindaci, presidenti di consorzi, USL e organizzazioni sindacali e trovi una soluzione, o perlomeno diventi il fulcro di una soluzione. Non è possibile lavarsene le mani dicendo: non è problema mio!