Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 488 du 10 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 10 MARS 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 488/XI Approvazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 1999/2001.

Deliberazione Il Consiglio

Richiamata la legge regionale 20 giugno 1996, n. 12, "Legge regionale in materia di lavori pubblici" ed in particolare il Capo II della stessa "Pianificazione e programmazione del ciclo dei lavori pubblici" nel quale si stabilisce che il ciclo di realizzazione dei lavori pubblici sia strutturato in relazione alle fasi di identificazione dei bisogni, di progettazione e programmazione, nonché di esecuzione dei lavori necessari a soddisfare i bisogni identificati;

Considerato che non è stato ancora completato il censimento degli studi e delle progettazioni già acquisite o comunque già affidate a soggetti esterni per la verifica della loro attualità e corrispondenza dei contenuti a quanto stabilito dalla L.R. n. 12/1996 ai sensi dell'articolo 47 della stessa, né quindi sono stati organicamente strutturati i cicli di realizzazione dei lavori pubblici avviati prima dell'entrata in vigore della legge regionale secondo quanto disposto dalla legge medesima;

Atteso che l'amministrazione regionale ha dato corso all'attuazione della L.R. 12/1996 e conseguentemente sta trovando progressiva applicazione anche quanto previsto al Capo II, per cui appare opportuno strutturare il ciclo di realizzazione individuando mediante il programma regionale di previsione per i lavori pubblici per il triennio 1999/2001 i lavori ai quali sarà possibile attribuire priorità per dare avvio alle successive fasi attuative;

Considerato, inoltre, che, conformemente alla attribuzione delle competenze di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 2642/1998 e successive modificazioni, i documenti di programmazione, per il triennio 1999/2001, sono stati predisposti a cura del Dipartimento Opere Pubbliche dell'Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche sulla base di dati elaborati presso Direzioni e Servizi dell'Assessorato stesso che hanno raccolto le segnalazioni loro pervenute ponendole in relazione alle risorse finanziarie disponibili;

Rilevato, ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni di cui agli articoli 7, primo comma, terzo periodo e 38, primo comma, della L.R. 12/96, che i documenti di programmazione, relativi al programma regionale di previsione per il triennio 1999/2001, individuano anche lavori locali di interesse regionale per i quali sarà possibile dare attuazione nel corso del triennio completando le fasi di progettazione;

Visto il Regolamento regionale 28 marzo 1994, n. 2 "Regolamento regionale per l'esecuzione di lavori, provviste e servizi in economia", come modificato dal Regolamento regionale 5 dicembre 1995, n. 8;

Vista la lettera della Consulta regionale dell'Economia e del Lavoro trasmessa in data 19 febbraio 1999, recante: Parere della CREL sulla proposta di deliberazione consigliare riguardante "Approvazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 1999/2001";

Richiamato l'articolo 39 della L.R. n. 12/96, nel quale sono indicate le attribuzioni al Consiglio regionale, alla Giunta regionale e ai Dirigenti della regione delle competenze relative alle attività connesse al ciclo di realizzazione di lavori pubblici ed in particolare la lett. c), comma secondo dell'articolo richiamato che attribuisce al Consiglio regionale competenza all'approvazione del programma regionale di previsione;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2 in data 11 gennaio 1999 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per l'anno 1999 e per il triennio 1999/2001, con l'attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto l'articolo 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320, come modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo 16 febbraio 1998, n. 44, in ordine alla sottoposizione dell'atto a controllo;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Opere Pubbliche dell'Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della III Commissione consiliare permanente, con il nuovo allegato "Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 1999-2001";

Delibera

1) di approvare l'allegato programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 1999/2001;

2) di autorizzare la Giunta regionale a modificare il programma regionale di previsione, di cui al punto 1, integrando il programma regionale operativo dei lavori pubblici per l'anno 1999 con i lavori pubblici che per risultanze progettuali e per opportunità circostanziali acquisiscano i connotati di priorità, di cui all'articolo 8 della L.R. n. 12/96, e conseguentemente ad aggiornare il relativo piano finanziario, nei limiti della disponibilità di spesa dei pertinenti capitoli.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Il programma regionale di previsione, che è all'attenzione del Consiglio nella seduta odierna, costituisce uno dei tre momenti previsti dalla legge n. 12/96 di programmazione delle opere pubbliche regionali, insieme al programma regionale operativo che è stato già approvato dalla Giunta regionale il 1° febbraio scorso e insieme al piano regionale dei lavori pubblici; piano operativo che ha una valenza annuale, programma di previsione che ha una valenza triennale, e piano regionale dei lavori che ha una valenza sul quinquennio.

L'adeguamento della programmazione così com'era fatta negli anni passati al dettato della legge n. 12, è un'operazione che risulta abbastanza complessa e non d'immediata realizzazione. Mi aspetto quindi da parte di questo Consiglio osservazioni anche magari critiche, e mi auguro anche qualche suggerimento rispetto alla confezione dell'atto che oggi è presentato al Consiglio.

Già nella mattinata ho avuto modo di scambiare qualche opinione con i colleghi consiglieri e mi sono reso conto della difficoltà da parte dei consiglieri di poter avere una visione di insieme, completa, rispetto all'attività nel campo dei lavori pubblici dell'Amministrazione regionale. E allora con l'illustrazione, più che nel merito, perché il merito è scritto nel programma, vorrei puntualizzare alcuni aspetti che attengono al contenuto del programma di previsione messo insieme al programma operativo.

Il programma operativo, votato dalla Giunta il 1° febbraio, contiene quei lavori che sono stati già approvati dal Consiglio regionale approvando il piano di previsione 1998-2000 e dotati di almeno il progetto definitivo.

Nel programma di previsione che è alla vostra attenzione sono invece elencati lavori per i quali si dispone almeno della progettazione preliminare.

Ho detto prima che l'adeguamento è complesso e siamo quindi ancora in una fase di transizione. In effetti, nel piano di previsione che è all'esame vengono elencati ancora una serie di lavori che con ogni probabilità contiamo di poter appaltare già quest'anno e che quindi in teoria avrebbero dovuto essere elencati nel piano operativo.

Non sono stati inseriti nel piano operativo perché questi lavori non erano mai stati deliberati dal Consiglio regionale, oppure non dispongono della progettazione definitiva.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, questo atto prevede 87 interventi per un totale di 287 miliardi, dei quali 219 trovano copertura nei capitoli del bilancio triennale dell'Amministrazione, 68 miliardi troveranno copertura nei bilanci successivi perché alcuni di questi lavori non inizieranno né nel 1999 né nel 2000, ma magari nel 2001 e troveranno quindi il loro completamento negli anni successivi al 2001.

Credo che tutto sommato questo, insieme al programma operativo dei lavori pubblici approvato dalla Giunta, sia uno strumento sufficientemente attendibile di programmazione, che costituisce sicuramente per l'intero settore edile un punto di riferimento importante.

Fornisco qualche dato riassuntivo. Ho detto che il programma di previsione prevede 87 interventi che sono stati classificati e definiti secondo le categorie previste dalla legge n. 12 per un totale di 287 miliardi, di cui 59 per opere relative alla categoria territorio e ambiente, 15 per turismo, beni culturali e ambientali, 212 per infrastrutture.

Questi lavori, unitamente a quelli previsti nel programma regionale operativo, ammontano a complessivi 525 miliardi, che costituiranno un elemento molto importante per consentire anche al settore edile della nostra regione la risoluzione del momento difficile attraversato negli anni precedenti e credo in via di superamento.

Président La discussion est ouverte. Je vous rappelle que nous discutons sur le dossier blanc qui vous a été remis, qui a remplacé le dossier vert.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) L'Assessore ha iniziato mettendo in luce il fatto che la legge n. 12 individua una procedura estremamente complessa da portare avanti. E questo è vero, con la legge n. 12 si è voluto individuare le modalità e i livelli diversi per disciplinare l'operato che la Regione fa per quanto riguarda i lavori pubblici. Proprio perché ha come finalità quello di raggiungere criteri di efficienza, efficacia, qualità progettuale e certezza di risultati, individua anche con molta chiarezza una procedura da seguire; l'Assessore l'ha accennata, però vorrei riprenderla con maggior chiarezza.

La procedura ha una sua logica ben precisa, ha una sua filosofia; non rispettare la procedura vuol dire a nostro avviso non rispettare la filosofia di fondo a cui si ispira la legge n. 12/96. La procedura prevede una serie d'interventi programmatici a livelli diversi e con scansioni temporali diverse; prevede innanzitutto che si realizzi un programma con valenza quinquennale, il quale dev'essere la sintesi di un lavoro fatto dopo aver raccolto sul territorio, anche attraverso i diversi enti locali (comuni e comunità montane) i bisogni, cioè ci deve essere un momento chiaro in cui vengono elencati tutti i bisogni che questa comunità nei suoi livelli istituzionali presenta.

Sulla base di questi bisogni, l'Ufficio centrale di coordinamento dell'Assessorato redige un programma d'intervento quinquennale, un piano regionale dei lavori che non solo ha durata quinquennale, ma che ha come finalità ben precisa quella d'individuare le priorità in base alle quali sono stati inseriti alcuni lavori e altri no. Questa è la parte più importante del piano, cioè il momento in cui, di fronte a tutti i bisogni che il territorio esprime e di fronte anche alle risorse disponibili che ci sono, e di fronte anche ai programmi di sviluppo che questa regione intende darsi, vengono individuate le priorità e sulla base di queste priorità si definisce un piano regionale di cinque anni. Piano che viene presentato in Consiglio e che dev'essere approvato dal Consiglio, perché è un piano che indica le grandi scelte di fondo. È un piano che fra l'altro viene aggiornato ogni anno una volta che è fatto.

Sulla base di tale piano quinquennale vengono poi redatti i programmi regionali di previsione, che hanno durata triennale, che devono entrare con maggior dettaglio nei progetti che devono indicare quelli che vanno iniziati prima degli altri; quindi anche qui ci dev'essere una priorità dei lavori che s'intende attivare, tra l'altro accompagnata da tutta una serie di documentazione che la legge individua.

Infine si giunge poi al programma operativo annuale, che elenca tutte le opere che sono cantierabili. Questa è la filosofia di fondo della legge n. 12.

Qui siamo chiamati ad intervenire nella seconda fase della intera procedura e non abbiamo un piano regionale quinquennale. Ma non avere un piano regionale quinquennale significa non avere una analisi dei bisogni, non avere individuato le scelte in base alle quali si vogliono individuare certi lavori piuttosto che altri.

In questo modo quindi ci troviamo ad operare, ripeto, sul secondo livello, su un programma regionale di previsione che dovrebbe teoricamente individuare anche qui delle priorità. In realtà vi sono inseriti dei lavori che - io dico casualmente - si sono trovati, nel loro momento di progettazione, con la fase di progettazione preliminare conclusa, perché nel programma sono inseriti soltanto i lavori che hanno la progettazione preliminare. Quindi diciamo che la priorità è dettata probabilmente dal caso, per cui alcuni lavori sono più avanti nella progettazione mentre altri non hanno raggiunto ancora questo momento di progettazione preliminare.

A nostro avviso la legge non è stata seguita e anche nel momento in cui arriviamo a definire un programma regionale di previsione, sì, abbiamo rispettato il dettato della legge che si riferisce alla progettazione preliminare, ma tutti gli altri elementi che l'articolo 7 della legge n. 12/96 prevedeva non sono presi in considerazione.

Intanto, ripeto, qui si parla dell'indicazione delle priorità da rispettare, poi si parla di varie tabelle riepilogative, e queste le abbiamo; si parla di schemi contenenti le risultanze delle progettazioni preliminari dei lavori pubblici inseriti corredate delle rispettive certificazioni di conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 12, attestate dal coordinatore del ciclo di realizzazione del lavoro pubblico, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, predisposte da ciascun Assessorato proponente: queste può darsi che l'ufficio le abbia, sicuramente le avrà, però noi che approviamo questo programma non abbiamo queste schede, non abbiamo sottomano questa documentazione.

Vi sono altri punti che elenco, così si chiarisce cosa manca; è richiesta una scheda per la codificazione di ciascun lavoro pubblico contenente una relazione in ordine all'opportunità e necessità dell'intervento, la stessa scheda deve inoltre contenere la previsione dei tempi stimati per la realizzazione (e qui i tempi, grosso modo, sono indicati anche se non sempre), l'indicazione delle eventuali interferenze con altri interventi previsti o in esecuzione della stessa area (questa parte chiaramente non c'è in nessun caso), la previsione del fabbisogno finanziario (questa c'è), l'eventuale concorso di forme di finanziamento di natura privata (qui sono indicate solo le forme di finanziamento di leggi statali), l'individuazione delle procedure amministrative necessarie per il completamento del ciclo di realizzazione (qui si parla della VIA ancora da acquisire, e via dicendo), l'analisi di disponibilità delle aree e del profilo di rischio per la realizzazione delle opere pubbliche (questa parte manca).

Ho voluto leggere in dettaglio cosa la legge chiede al programma regionale di previsione, per far notare come questo programma non abbia queste caratteristiche e che quindi la legge non è stata seguita. Mancano le priorità.

Questo programma - ripeto - è un collage di lavori caratterizzati dal fatto che hanno il progetto preliminare, e soprattutto non si ha la certezza che altri lavori nel corso dell'anno non siano inseriti, cioè mano a mano che altri lavori, non sappiamo quali, giungono alla fase di progettazione preliminare, probabilmente sono inseriti qui al posto di altri che non si riesce ad avviare entro quest'anno o entro il prossimo anno, per cui si liberano delle risorse.

Questo per dire che non abbiamo la certezza di quanto andiamo ad approvare.

Lo scorso anno il mio collega Vanni Florio, in modo sicuramente più articolato e tecnico - io non possiedo la materia come lui, però ho cercato di capire la logica da politica e non da tecnica, quindi non mi addentro nelle cose specifiche - faceva già queste osservazioni e a fronte di tali osservazioni l'Assessore - che credo parlasse a nome della Giunta, come anche oggi credo l'Assessore Vallet parli a nome della Giunta, come ha parlato lo scorso anno Lavoyer a nome della Giunta - rispondeva che, essendo ormai imminente la fine della legislatura, non era possibile al mese di aprile fare un programma quinquennale che avrebbe impegnato il Consiglio e la Giunta per cinque anni. Apro una parentesi: ricordo che la legge prevede che ogni anno il programma quinquennale sia riportato in Consiglio con le eventuali modifiche.

Si chiedeva ancora l'Assessore cosa avrebbero mai detto gli elettori, se si fosse fatta quest'operazione di tipo propagandistico e "clientelare", fra virgolette. E annunciava quindi la predisposizione di tale programma per l'inizio della legislatura successiva.

Allora io credo che questo lavoro andasse in qualche modo iniziato. Se non è stato ancora fatto, vuol dire che non c'è in questo momento la volontà politica di farlo, perché diversamente, e mi metto al posto dell'Assessore, se avessi voluto veramente rispettare questa legge, avrei prima di tutto fatto un atto normativo d'indirizzo, in cui individuavo le linee di queste priorità…

(interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono)

… ne parliamo poi dopo. Il programma di maggioranza non indica, Assessore Lavoyer, le linee di priorità; a questo punto anche se questo è programma di maggioranza, scusi Assessore, allora è inutile che mi porti le cose in Consiglio. Se è la maggioranza che decide le priorità, è inutile portare in Consiglio le linee della maggioranza. É chiaro che è la maggioranza che decide, che governa, che vota, noi dell'opposizione siamo qui non per ascoltare e fare gli spettatori; specie nei momenti in cui la legge prevede che sia il Consiglio ad intervenire, credo che si debba dare ai consiglieri uno spazio per intervenire! Cioè ci deve essere il vaglio del Consiglio sulle priorità, questa è la logica della legge, Assessore o Assessori, non so più a chi rivolgermi perché l'interlocutore dovrebbe essere l'Assessore Vallet, ma l'interlocutore che è entrato in colloquio con me in questo momento è l'Assessore Lavoyer.

Noi non accettiamo questo tipo di logica, perché non viene rispettata la filosofia di fondo di questa legge, votata da questo Consiglio. Per adesso mi fermo qui, riservandomi un secondo intervento per porre domande precise su alcuni punti.

Concludo con un'osservazione generale. Rispetto al contenuto, noi, come Ulivo e come Verdi, non ci troviamo d'accordo col modo con cui sono stati distribuiti i finanziamenti. Se prendo il programma di previsione triennale vedo che al settore del territorio e ambiente, sono stati attribuiti lavori per 59 miliardi. Se passo all'altro settore, le infrastrutture e la viabilità, scopro che è stata impegnata una cifra che supera i 143 miliardi; se sommo edifici pubblici per 48,220 miliardi e infrastrutture e viabilità per 9,760 miliardi raggiungo una cifra che, è la metà delle opere pubbliche.

Allora, a me sembra che questa regione non abbia bisogno di ulteriori strade, di ulteriori costruzioni in cemento.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Sotto un certo aspetto dovrei partire dallo stesso punto dal quale è partita la Consigliera Squarzino, però con una visione un po' diversa.

Credo che, cogliendo anche l'invito dell'Assessore a suggerire eventuali miglioramenti, un suggerimento immediato potrebbe essere quello di modificare le schede allegate, perché sono una ripetizione dei singoli capitoli che già vengono espressi e che, seppure necessari, così come sono stati allegati effettivamente non fanno che ripetere le cose che già sono nei dati del programma di previsione. Questo per quanto riguarda la procedura.

La Consigliera Squarzino ha citato la legge n. 12 per quanto riguarda la procedura soprattutto e sostanzialmente sull'aspetto del programma quinquennale e su questo credo che si possa condividere, ma credo che anche questo l'Assessore lo sappia, perché ha già espresso anche lui l'evidente mancanza di questo piano quinquennale e oggi dover parlare di un piano triennale sapendo che l'ideale sarebbe quello di prospettare un progetto quinquennale di interventi non è solo una questione di forma, ma anche di sostanza, di progettualità.

Non sono d'accordo con la collega Squarzino quando dice che probabilmente il non seguire le procedure ha portato la Giunta a procedere a caso; non credo che ci sia un caso in questo, credo che ci sia una critica che è fattibile, sotto l'aspetto costruttivo, non al caso ma una presa in considerazione di una serie d'istanze locali che fanno per quanto mi riguarda di questo programma di previsione una serie d'interventi a macchia di leopardo. Perlomeno così è percepito, perché quella che è la carenza più grossa di questo programma di previsione sta proprio nell'assenza totale di una relazione programmatica.

Se è vero che Lavoyer dice che basta andare a vedersi il programma della maggioranza, credo che nel momento in cui si porta in Consiglio regionale un programma di previsione anche in questo caso triennale, bello sarebbe stato comprendere non solo attraverso una relazione verbale (che è stata anche molto sintetica) ma anche attraverso una relazione programmatica - senza invece dover andare a comprendere analizzando scheda per scheda - qual è la filosofia, gli obiettivi strategici oltre i tempi dei singoli interventi, cosa questa Giunta e questa maggioranza vogliono ottenere attraverso una serie d'interventi nei lavori pubblici, investendo somme così ingenti.

Non dimentichiamo che fra il piano operativo e il piano programmatico di cui stiamo parlando oggi, qui si parla di qualcosa come quasi 500 miliardi, che sicuramente attraverso gli interventi dei lavori pubblici andranno a modificare l'assetto del nostro territorio, andranno sicuramente a perseguire obiettivi che purtroppo a noi del Consiglio non è dato conoscere, a meno di andare a riprendere il programma della maggioranza (che evidentemente non è allegato a questo programma di previsione).

Cioè la scheda con il programma di previsione ma non abbinata a una relazione programmatica di obiettivi strategici e di volontà politica lascia perplessi per quanto riguarda l'analisi tecnica dei singoli interventi. Singoli interventi che sono difficilmente attaccabili singolarmente, perché se uno va a vedere i singoli investimenti, come si fa a non essere d'accordo sull'aumento delle strutture scolastiche, sull'ammodernamento di un muro piuttosto che la costruzione di una strada o il rifacimento di una strada? Singolarmente presi così dicono poco. Ma se ci fosse una relazione programmatica con obiettivi chiari, si potrebbe comprendere qual è la volontà finale di questo progetto a tre anni.

Su una considerazione generale diventa quindi difficile esprimere un parere di contrarietà netta al singolo intervento, piuttosto che di favore sullo stesso, quando non è chiaro se non a macchia di leopardo una tendenza precisa di quanto si vuole fare investendo in questo settore.

Sempre in termini generali, dopo la veloce analisi e purtroppo senza la possibilità di confrontare con il piano operativo, che non avevamo e che ci è stato consegnato solo questa mattina, una critica che si può fare in termini costruttivi è che questo programma mi è parso una serie d'interventi a macchia di leopardo sostanzialmente finalizzati in alcuni settori piuttosto che in altri. E allora più che andare nel singolo intervento, là dove possiamo essere d'accordo - parlavo dell'adeguamento dell'istituto scolastico piuttosto che il rifacimento di una strada, che sono i singoli bisogni delle comunità e del comune che hanno già espresso negli anni passati la volontà di mettere a posto determinate situazioni di viabilità, di trasporto - due sono le critiche che posso esternare in questo senso.

La prima è una scarsa attenzione in termini di capitolato di spesa, perché poi è quello che si va a verificare, per quanto riguarda le iniziative legate allo sport, al turismo, alla cultura, cioè quelle che potrebbero far fare un salto di qualità alla nostra regione. A questo proposito condivido la perplessità della Consigliera Squarzino quando dice che forse qualche chilometro in meno di strada potrebbe essere irrilevante sotto l'aspetto della vivibilità della nostra regione, quando si dice da tutte le parti che abbiamo bisogno in Valle d'Aosta di migliorare l'aspetto dell'attrattiva turistica, ma anche la vivibilità per gli stessi Valdostani, dedicando maggiore attenzione alla creazione di teatri piuttosto che di attività sportive.

Vi sono soltanto pochissimi interventi, fra l'altro noti; faccio notare come il Palazzetto dello sport di Aosta non viene citato neanche in questo triennio quando la maggioranza al Comune di Aosta, che è la stessa che governa la Regione, sostiene in tutte le legislature e in tutte le campagne elettorali il Palazzetto dello sport per la città di Aosta - e quindi per la Regione, perché in quanto capoluogo regionale si parla poi di tutta la Regione - e si viene poi a mediarlo attraverso la costruzione del Palaindro, che è cosa diversa dal Palazzetto dello sport che tutti i cittadini di Aosta e dei comuni limitrofi aspettano da molti anni. È un'opera che richiede progettazioni importanti, investimenti importanti, attenzioni importanti.

Per quanto riguarda lo Splendor con questi interventi finalmente, ma si vede anche qui dai capitolati non prima e non dopo il 2001, si potrà arrivare alla fine della telenovela.

E anche qui non possiamo che esprimere la nostra perplessità su un aspetto che per quanto riguarda non solo la città di Aosta, ma ripeto la capitale della nostra piccola regione, riceve poca attenzione.

Se pensiamo che ci sono 219 miliardi sul piano operativo del 1999 e 277 per il triennio successivo, è evidente che si prevedono ulteriori investimenti; auspichiamo che nei prossimi capitoli di spesa, soprattutto nei prossimi obiettivi strategici, finalmente la rivoluzione culturale, turistica, commerciale della nostra regione passi anche attraverso un'opera importante dell'Assessorato ai lavori pubblici, che non può limitarsi ad asfaltare qualche migliaio di chilometri di strade in più sulle nostre vallate piuttosto che mettere a norma gli impianti pubblici e le strutture pubbliche, che è cosa giusta e buona da fare, ma che non stravolge quella che è una qualità del servizio e una qualità della vivibilità della nostra regione.

Chiudo sempre in termini di considerazioni generali, lasciando poi al collega Frassy approfondimenti ulteriori e più puntuali, con una considerazione sulla città di Aosta.

La città di Aosta in questo programma viene ancora una volta "dimenticata", fra virgolette. So che non è così, ma dai dati che vengono collocati nei capitoli di spesa viene abbastanza dimenticata.

Vedo che c'è stato un interessamento più importante verso i comuni limitrofi e questo mi fa piacere, però prevedere ad esempio per la viabilità e i trasporti un investimento di quasi 4,6 miliardi per la viabilità e i trasporti della città capitale della nostra regione contro un'ottantina di miliardi investiti nello stesso settore, mi pare che sia una cifra che da sola dica che forse nei prossimi tre anni non si prevedono sufficienti risorse. Se così è, sarebbe opportuno conoscere l'entità reale o comunque preventivata che dalle schede che ci sono state consegnate così non appare.

Non è per fare il tifo come cittadino di Aosta per la nostra città, però la nostra città paga un prezzo molto alto in termini di servizi a tutta la comunità valdostana; credo che in questo senso questo piano triennale possa mettere anche per Aosta, pur comprendendo gli stanziamenti per Aosta capitale, quelli che saranno gli sviluppi degli interventi nell'area produttiva dell'ex area Cogne, nonché tutta una serie d'interventi strategici importanti, un'attenzione maggiore a quello che comunque è un fulcro sociale di servizi, che rappresenta il 50 percento della nostra regione.

Quindi mi auguro che l'Assessore, così come ha esordito dicendo di essere in attesa di suggerimenti, spero non solo sulla forma ma anche sui contenuti, e a questo riguardo dichiaro che non presenterò emendamenti su questi aspetti perché andare a modificare schede di questo tipo diventa difficile, però mi auguro che oltre agli inviti alle modifiche sulle forme l'Assessore possa accettare qualche suggerimento e qualche costruttiva visione sui contenuti di questo programma triennale.

Ribadisco che per quanto mi riguarda la carenza più grave e più importante di questo piano di previsione triennale è la mancanza totale di una relazione programmatica precisa, con indicazione di obiettivi strategici che disegnino alla fine cosa succede nei prossimi tre anni alla nostra regione, avendo investito 260 miliardi. Questo veramente credo sia, così come lo diceva l'Assessore, l'invito forse più caldo a fare in modo che il Consiglio possa approvare o bocciare un progetto politico, non soltanto una serie d'interventi tecnici.

Président La parole au Conseiller Nicco.

Nicco (GV-DS-PSE) L'Assessore ha sollecitato qualche contributo, delle osservazioni, da parte dei consiglieri, anche di maggioranza, nel merito dei lavori proposti. Vorrei allora cercare di sviluppare qualche riflessione, almeno su una questione specifica.

Il programma prevede numerosi interventi in materia di viabilità, alcuni dei quali riguardano le strade regionali n. 1 di Perloz e n. 44 della Valle del Lys, due strade regionali che oggi sono collegate e che costituiscono un coordinato sistema di accesso a quella vallata, in destra e in sinistra orografica. Per la prima si prevede la costruzione di muri di controripa a fine tronco, in località Bousc-daré (interventi di manutenzione); per la seconda la ricostruzione di un muro pericolante a Lillianes, in corrispondenza del bivio per S. Margherita, e, soprattutto, la sistemazione e l'allargamento del ponte nonché della viabilità interna a Fontainemore.

Sono certamente iniziative necessarie, importanti, per un miglioramento della viabilità complessiva, per la messa in sicurezza di determinati tratti. Vorrei cogliere l'occasione per ricordare che su queste due strade regionali, sulle quali già in passato sono state realizzate importanti opere, a partire dalla galleria di Rechantez, permangono tuttavia alcuni punti notevolmente critici, la cui criticità è forse maggiormente messa in rilievo proprio dal raffronto con ciò che è stato fatto in passato.

Mi pare che i punti principali siano i seguenti: il tratto iniziale della regionale per Perloz (sono circa 200 metri) da alcuni anni ormai in attesa di completamento; il nuovo innesto della regionale 44 sulla SS 26; le strettoie, dei veri e propri "couloirs" di un centinaio di metri, all'interno degli abitati di Lillianes e di Fontainemore. Sono tutti interventi di non facile progettazione, sicuramente onerosi, ma non perciò eludibili o procrastinabili a lungo. Sicuramente già esiste una linea di azione dell'Assessorato competente, di programmazione nel tempo degli interventi su questi quattro punti. Il mio intervento vuole dunque semplicemente sollecitare delle assicurazioni in merito.

Il completamento dell'intervento sul tronco iniziale della regionale per Perloz, dopo l'apertura della casa di riposo Creux-porté e anche con il prossimo restauro dell'edificio Baraing a sede della comunità montana, è diventato ancora più necessario.

Per il nuovo innesto della regionale della Valle del Lys sulla statale c'erano, in passato, a quanto mi risulta, delle remore da parte dell'amministrazione comunale; ora un'indicazione di massima è stata inserita nel piano regolatore di Pont-Saint-Martin e trova, per quanto ne so, il convinto appoggio di quell'amministrazione. Tutti sappiamo che proprio lì si formano delle code chilometriche, mi è capitato ultimamente di constatare, personalmente, un intasamento che partiva dal bivio e giungeva fino a Lillianes, con 7 chilometri d'incolonnamento. Cogliamo l'occasione della positività della posizione dell'amministrazione comunale per promuovere le iniziative necessarie, quelle che ci competono. C'era stato in passato un appalto concorso per la progettazione da parte dell'ANAS, poi credo che sia stato revocato, ebbene ripartiamo da lì.

Ma forse più urgenti ancora sono le situazioni di Lillianes e di Fontainemore, per le quali già il piano decennale dell'ANAS prevedeva a suo tempo delle circonvallazioni, ma allora non i finanziamenti. Oggi l'iniziativa è interamente nostra. Si tratta di situazioni la cui gravità è evidente a chiunque risalga la Valle del Lys verso sera nei giorni festivi, quando un'ininterrotta colonna di auto scende a valle.

A me è capitato di assistere ad episodi anche spiacevoli, da nevrosi metropolitana, con un autobus di linea che insistentemente cercava di risalire la valle, era impossibilitato a farlo, ad un certo punto ha praticamente forzato il blocco.

Ora, per Fontainemore esiste già uno studio di fattibilità o comunque un'indicazione di tracciato: nuovo ponte, galleria in destra orografica, su cui pure c'è oggi l'accordo dell'amministrazione comunale e, credo, anche degli impegni da parte dell'Amministrazione regionale. Più difficile è la soluzione per Lillianes. Il mio invito è a definire per entrambi i casi un percorso da seguire, con tempi progettuali definiti e con l'individuazione delle risorse finanziarie, che ci porti, possibilmente entro questa legislatura, a risolvere tale situazione con delle soluzioni che non siano penalizzanti per i paesi in questione, e che siano rispettose sul piano paesaggistico e ambientale.

La preoccupazione delle popolazioni locali in passato era soprattutto una, e cioè che queste circonvallazioni potessero arrecare danno alle sempre più ridotte attività commerciali, quelle poche che hanno coraggiosamente resistito in loco. Per fugare queste legittime preoccupazioni occorre un certo tipo d'intervento, occorre che gli accessi ai paesi siano di un certo tipo, che ci siano adeguate aree di parcheggio, che l'offerta commerciale e locale abbia un'adeguata promozione, insomma che il turista che non si limita a un transito il più frettoloso possibile, come nella maggior parte dei casi, sia invogliato a fermarsi e trovi in questi centri, non più intasati da auto e soffocati da inquinamento, un'occasione in più per fermarsi.

Insisterei su un'azione coordinata fra la Regione, i comuni della Valle del Lys, le due comunità montane interessate - mettiamoci tutti attorno ad un tavolo, studiamo assieme le cose - e su un'azione organica, cioè non solo su uno di questi punti, ma sull'assieme della questione viabilità su queste due strade regionali.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Volevo con questo primo intervento porre quattro domande di chiarimenti su altrettanti punti del programma di previsione e fare un'osservazione di carattere generale.

Le quattro domande riguardano quattro punti specifici e si rendono necessarie perché, come evidenziava nel suo intervento introduttivo la Consigliera Squarzino, i consiglieri regionali non sono stati messi in grado di approfondire la tipologia dei singoli interventi.

La prima domanda è relativa al punto E.25 che riguarda l'allungamento della pista aeroportuale e riordino di viabilità e parcheggi credo collegati all'Aeroporto. È una questione della quale mi sono già occupato e preoccupato almeno in un paio d'occasioni da quando sono qui e ho ricevuto finora delle assicurazioni invero generiche e un po' equivoche da parte dell'Assessore competente rispetto ad un allungamento della pista aeroportuale che riguardasse soltanto il prato; ancora l'altra volta mi ricordo la battuta dell'Assessore Lavoyer che ribadiva la necessità di eliminare i muretti - e dopo quello che è successo a Genova direi che è ancora più necessario - per allungare lo spazio di sicurezza di queste piste aeroportuali. Messa così mi sembra una cosa condivisibile. Mi risulta più difficile capire, se si tratta soltanto di allungare la pista realizzando una via di fuga, non so come dire, una spesa che si aggira intorno ai 7,5 miliardi.

Vorrei capire se mi viene riconfermata questa scelta politica e perché per una scelta di questo tipo un costo così significativo.

Altra domanda che non ha nessuno scopo men che meno polemico riguarda il punto E.8, "Ampliamento e ristrutturazione della Scuola d'agricoltura", dove c'è un investimento molto cospicuo di 25 miliardi. Personalmente ritengo la Scuola d'agricoltura una delle più importanti istituzioni di questa regione, che svolge un lavoro egregio nel campo della ricerca e della sperimentazione agricola, oltre che della formazione dei giovani, però di fronte ad una cifra di questo tipo sarei interessato a capire di quali interventi si tratta.

Un terzo punto riguarda una questione minore, della quale sono però un po' più sensibile perché riguarda il mio comune, ed è la struttura per il Palet E.16 del Comune di Gressan. Qua ci sono due questioni che voglio porre. Vedo un finanziamento di 900 milioni, mi pareva che il finanziamento originario fosse un po' più alto, voglio capire perché c'è stata questa riduzione.

Mi rendo conto che la mia domanda è un po' retorica e immagino già che mi si risponderà che questa struttura va ridimensionata perché, senza che nessuno abbia il coraggio di fare un passo indietro, ci si sta accorgendo che forse non è più tanto necessaria, per cui fra le priorità mi sembra proprio fuori luogo. E non è più tanto necessaria perché con la realizzazione di analoga struttura, che dovrebbe essere impiantata a Brissogne, probabilmente i giocatori del Palet di Gressan e comuni limitrofi potranno andare a Brissogne.

Tant'è che mi pare che in una recente seduta del Consiglio comunale lo stesso sindaco non solo abbia ammesso l'esistenza del problema, ma abbia giustificato la scelta di ribadire quest'opzione amministrativa con la possibilità in futuro di trasformare la struttura per il Palet in palestra o altra struttura sportiva, della quale peraltro è anche possibile che a Gressan ci sia necessità. Volevo un chiarimento su questo punto.

La quarta e ultima questione, anche perché questa è la cifra che mi ha impressionato di più, è quella della ristrutturazione dell'edificio denominato "ex Magazzini generali", da adibire a sede degli archivi dell'Amministrazione regionale; parliamo di un intervento di quasi 32 miliardi, un intervento dal punto di vista finanziario molto cospicuo.

Intanto vorrei capire di quali archivi si tratta, se si tratta di archivi storici, di archivi burocratici, eccetera, e come si giustifica una spesa di questo tipo in quella zona. Tra l'altro si trattava a mio giudizio - ma questo è un giudizio di merito che esula dall'oggetto della discussione - di un edificio che forse poteva essere utilizzato più convenientemente in un'altra zona, perché se si tratta soltanto di uffici burocratici, perché la carta non possiamo buttarla via subito, possiamo metterla dappertutto. Insomma, non è un posto per il quale c'è bisogno di accesso, mentre questa è una zona ancora abbastanza centrale rispetto alla città di Aosta e quindi poteva essere utilizzata diversamente. Ma questo è un altro discorso.

Quello che invece m'incuriosisce maggiormente è la cifra molto consistente e proprio da quest'ultimo dato volevo partire per fare una considerazione di carattere generale, per buttare un sassolino in quello che è uno stagno piatto, un sassolino in tema di costi delle opere pubbliche e della relativa progettazione.

Mi sembra che in genere le opere pubbliche, fatte dagli enti pubblici, regioni o comuni che siano, siano mediamente più costose di quelle fatte dai privati a parità d'importanza, di tipologia. E allora ci potrebbe essere un discorso - che non lo faccio mio perché non ho nessuna prova, ripeto, non voglio generalizzare - di prezzi ogni tanto "gonfiati" o comunque di spese maggiorate, e questo invece è sicuro, non so se i prezzi sono gonfiati, ma sono sicuro che spesso queste spese molto alte derivano dalla scelta di realizzare queste opere secondo tipologie che non sono proprie di una zona di montagna e che comportano costi maggiori.

Abbiamo l'esempio delle strade, non so se qualcuno di voi ha occasione di andare in altre zone di montagna ma è difficile vedere delle strade come si fanno in Valle d'Aosta; francamente in montagna è difficile vedere viadotti, grandi muraglioni, gallerie, se non strade di percorrenza internazionale o nazionale, perché si cerca di fare le strade assecondando la morfologia del terreno, facendo quindi qualche curva in più e le strade più strette e sembra che questo non comporti problemi particolari.

In Valle invece facciamo le strade secondo tipologie "padane", cioè secondo dei criteri di larghezza, di scorribilità, di curvatura che sono criteri generali, può darsi anche obbligatori per legge, non lo so, però mi sembra che ci sia un modo di realizzare che non è conforme sicuramente ad una cultura della montagna. L'esempio l'ho fatto per le strade, ma potremmo farlo per i progetti dei palazzetti dello sport piuttosto che per la Centrale del latte, piuttosto che per il progetto Valetti, e potrei stare qua fino a domani a fare degli esempi in cui evidenzio questa mancanza di cultura costruttiva della montagna. Non so se esiste una cultura costruttiva valdostana, forse esisteva; oggi la stiamo perdendo proprio per colpa dei politici e dei progettisti.

Credo che a costi alti corrispondano poi costi di progettazione alti, se faccio una strada che costa 500 miliardi, la parcella del professionista sarà ics, se costa 2 miliardi sarà 4 volte ics, e questo è un problema, non possiamo nasconderci dietro un dito, perché il progettista che non abbia dei chiari riferimenti è portato a fare un'opera bella, a fare un'opera costosa e a fare un'opera importante, non solo perché guadagna di più, ma anche perché l'intento del progettista è quello di essere ricordato per aver fatto un'opera significativa.

Se invece fa un'opera piccola, poco significativa, modesta, che pure va nello spirito di quella che deve essere la cultura della montagna rispetto all'edilizia in generale, questo progettista non avrà molta considerazione; anzi ho l'impressione che più si fanno le cose grandi e a volte le stupidaggini e più si è importanti, a volte si chiamano architetti famosi per fare le più grosse brutture in Valle d'Aosta.

Mentre vediamo che in alcune zone d'Europa, penso ai Cantoni svizzeri, all'Austria, per non parlare poi dei paesi scandinavi, c'è una tipologia ancora particolare della costruzione, che va dalla strada all'edificio pubblico, dal municipio alla scuola, una tipologia particolare rispettosa della cultura del luogo, noi questa tipologia l'abbiamo persa totalmente. Credo che su questo punto, pur non avendo nessuna ricetta, faccio una constatazione anche con un attimo di dispiacere per quello che vedo, debba essere fatta una riflessione perché ritengo che ci debba essere intanto un maggior controllo da parte del politico nei confronti del tecnico, che non può mai avere carta bianca soprattutto relativamente ai costi, e poi una riappropriazione della nostra cultura di costruzione che si aveva, che si è dispersa, e quindi un'opera culturale che deve riguardare anche in questo caso prima i politici e poi tutti i progettisti in generale.

Concludo con quest'osservazione, riservandomi di fare ancora un brevissimo intervento in sede di dichiarazione di voto.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Una considerazione iniziale. Ho visto direttamente all'opera nel dicastero dei lavori pubblici due Assessori, l'Assessore Vallet e il secondo che posso giudicare direttamente. Essendo cambiato l'Assessore, mi aspettavo in questa prima presentazione di programma dei lavori pubblici una qualche sorta di novità, che sinceramente non ho visto e anzi faccio presente che le cose dette dall'Assessore nella relazione iniziale mi hanno per certi versi spiazzato, perché i richiami fatti successivamente dalla collega Squarzino aspettano comunque, non a nome della Consigliera Squarzino, ma a nome di tutto questo Consiglio che votò all'epoca la legge n. 12, una doverosa - e spero sufficientemente documentata e adeguata - risposta.

Stavo riflettendo fra me e me mentre ascoltavo il dibattito che si svolgeva e quando mi chiedevo se era possibile pensare ad un cambiamento reale d'impostazione per quanto concerne la programmazione in questa regione degli interventi nei lavori pubblici, la risposta che mi veniva in mente era: perché dovrebbe esserci? Facevo questa considerazione: da quando io - e non solo io - seguo la politica valdostana, l'Amministrazione regionale in particolare, c'è un dato che pongo all'attenzione del Consiglio e che lascio come una domanda alla quale ognuno di noi sarà libero di dare la risposta che più ritiene opportuna.

Da quando seguo l'amministrazione in questa regione, dicevo, chiunque sia l'Assessore di turno ai lavori pubblici che si ripresenta alle elezioni successive, ha un ottimo risultato elettorale. Non credo, almeno a memoria mia, che vi sia il caso di un Assessore ai lavori pubblici che si ricandida e che ha un insuccesso elettorale; in genere la sua quotazione sale.

Il Consigliere Cottino che ha qualche annetto più di me e quindi una memoria più estesa nel tempo mi contraddice e io sono felice di contraddirlo, anche se il dato rimane e probabilmente se qualche cambiamento c'è stato, è successivo a quei due casi che ricorda il collega Cottino. Ripeto, non mi addentro nel cercare di dare una risposta, è una considerazione che lascio alla meditazione di tutti.

Rientrando nel programma che siamo chiamati a discutere, la prima considerazione che viene in mente oltre a quella domanda significativa e importante che ha posto la collega Squarzino, è la seguente. La Giunta ha approvato un programma operativo per il 1999 - l'Assessore Agnesod per altri temi parlava d'interventi cantierabili e quindi il programma operativo 1999 comprende interventi possibili da realizzarsi in quest'anno - con una spesa complessiva di 240 miliardi. Oggi noi siamo chiamati a programmare gli interventi nel triennio, cioè fino al 2001, per una spesa di 290 miliardi; quindi 240 miliardi verranno spesi secondo la Giunta quest'anno, 290 miliardi saranno spesi nel triennio. Questo cosa significa? Significa che o la capacità programmatoria della Giunta non è così forte, o evidentemente la Giunta pecca di presunzione in quel programma operativo che ha approvato. Propendo per questa seconda ipotesi e sono certo che il programma approvato dalla Giunta, mi riferisco a quello operativo, non partirà nel 1999.

Tutti quegli interventi che avete inserito nel 1999 non partiranno nel 1999, e lo dico qui pubblicamente, così sarà registrato, trascritto, eccetera, e poi nel 2000 quando andremo a confrontare mi direte che mi ero sbagliato e io ammetterò i miei limiti.

Per quanto riguarda il programma che abbiamo sotto gli occhi, se non ho inteso male dalle parole illustrative dell'Assessore, sono stati inseriti in questo programma - e quindi questo sembra essere l'unico criterio - non tanto gli interventi più urgenti che questa maggioranza pensa che siano nell'immediato futuro per la nostra Valle, ma è stata fatta una sorta di cernita non so se fra cose che giacevano nei cassetti dell'Amministrazione o su proposte più recenti, quindi si sono presi tutti quei progetti, "progettini" o "progettoni" che disponevano già di una progettazione di massima e si è proceduto sulla base di questo criterio, che è un criterio che risponde a quale logica?

Alla logica del riordino nella migliore delle ipotesi, o alla logica della più facile strada da percorrere per arrivare ad una più immediata realizzazione delle opere. Ma è un criterio che non risponde certamente, soprattutto se pensiamo che siamo all'inizio della legislatura, a un criterio di valutazione delle necessità e di programmazione conseguente.

Ma se questo è il criterio che ha mosso la Giunta a portare all'attenzione del Consiglio questo piano triennale, vi sono alcune cose che personalmente mi lasciano perplesso ma nel senso che non riesco a capire, e faccio alcuni esempi per essere più chiaro.

Fra gli interventi previsti nei servizi sociali nella edilizia scolastica ritrovo un progetto che è sei anni che vedo puntualmente riproposto ad ogni anno, e che questo Consiglio aveva più volte deliberato anche ogni qualvolta veniva votato il bilancio regionale, perché questa era una voce regolarmente inserita nei capitoli del bilancio regionale, ed è la ristrutturazione degli immobili ex Deltasider da adibire a Ecole de neige.

È una voce sulla quale alcuni mesi fa abbiamo avuto modo di discutere, la Giunta ci aveva detto che stava valutando altre ipotesi, ed è lecito che lo faccia, ma se questo è un intervento nuovo, lascia presupporre che almeno il titolo di quest'opera vada variato. Oppure la Giunta ha deciso di continuare nella ristrutturazione degli immobili ex Deltasider e quindi l'opzione dell'ex Albergo Dora è decaduta? È un problema che credo il Consiglio debba porsi.

Altro problema che rimane aperto: per quali interventi - perché oggi questo non lo sappiamo e lo scopriremo di anno in anno quando ci verrà presentato il nuovo programma - oggi si pensa di affidare nel triennio una progettazione e se è pensabile in un triennio di poter fare una progettazione ed eventualmente un inizio lavori? Gli scorsi anni imputavo all'Assessore Lavoyer di presentare dei programmi di lavori pubblici che erano un po' un libro dei sogni, nel senso che accusavo l'Assessore Lavoyer di presentare dei programmi di lavori pubblici per i quali non esisteva neppure una progettazione di massima…

(interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono)

… poi i lavori sono stati fatti e si sono visti i risultati, in ogni senso… ma dicevo che facilmente, anche troppo facilmente forse accusavo una certa demagogia nella gestione di questo dicastero. Ma è anche vero che questo atteggiamento aveva perlomeno un altro risvolto positivo, che era quello di permettere a questo Consiglio d'intuire quale fosse l'intenzione del Governo nel triennio, che poteva essere anche quella d'intervenire su un lavoro pubblico per il quale non esisteva al momento nessuna progettazione, ma che era nelle intenzioni del Governo oggetto delle sue attenzioni.

Oggi questo non esiste; oggi non sappiamo nel triennio, al di là degli interventi che sono scritti in questo programma, su quali altri interventi intende muoversi la Giunta e guardate che ce ne sono. Abbiamo parlato anche già in questa legislatura d'interventi per i quali sono state fatte delle promesse almeno in questo Consiglio e che non sono inseriti in questo piano; uno è già stato citato da qualcuno, il famigerato Palazzetto dello sport di Aosta. È stato detto in questo Consiglio rispondendo ad una e forse più interpellanze che il problema era sotto l'attenzione vigile dell'Amministrazione regionale, la quale si sarebbe mossa con celerità per procedere con le fasi della progettazione, eccetera; tutto questo qui non risulta.

Ho visto con piacere che invece per quanto riguarda la città di Aosta nel 1999 andremo a mettere mano alla struttura dell'ex cinema Splendor, fra l'altro ho avuto modo di vedere in commissione la progettazione di massima, mi sembra oltremodo convincente a parte il problema dei parcheggi che spero abbiate nel frattempo risolto; credo che questa città meriti una struttura di carattere culturale con un certo decoro per i suoi cittadini.

Potrei fare altre domande specifiche, ma ne faccio una su tutte su un altro argomento di cui abbiamo già avuto modo di parlare nel corso di questa legislatura. Grazie ad una mia iniziativa avevamo parlato qualche tempo fa dei lavori sulla strada regionale per Roisan e l'Assessore conveniva con me, non potendo forse fare diversamente, che il primo lotto di quei lavori ha avuto dei tempi di esecuzione lunghissimi, spropositati rispetto alla portata dell'intervento. Mi sembra di ricordare che i tempi reali - che poi si è verificato essere necessari per il completamento del primo lotto - fossero intorno all'anno e mezzo. Oggi vedo in questo programma inserito il secondo lotto di questa strada, che è più corto del primo e che ha un tempo di previsione, almeno in base agli stanziamenti messi nel triennio, di 3 anni, quando l'Assessore mi diceva rispondendo alla stessa interpellanza che quest'estate inizieranno i lavori.

Allora vedete come, a fronte del poco tempo relativo che abbiamo avuto fin qui dall'inizio della legislatura per parlare di interventi più o meno specifici a livello di lavori pubblici nelle varie realtà valdostane, come anche queste poche cose stentino a trovare riscontro oggi in un documento come questo che, ripeto, dovrebbe rappresentare una grossa discussione a livello consiliare, perché la programmazione nel tempo dei lavori pubblici di quest'Amministrazione è senz'altro un atto di rilevanza notevole per la maggioranza che governa questa regione, ma per qualunque coalizione si ponga al Governo della Regione.

Spero di non essere stato troppo provocatorio, ma mi attendo che nella replica l'Assessore mi dia non delle risposte polemiche - e chiedo scusa se ho dato l'impressione di andare sopra le righe - ma delle risposte convincenti, che non ci è parso assolutamente di cogliere nella sua introduzione.

Si dà atto che, dalle ore 17,39 alle ore 18,02, presiede il Vicepresidente La Torre.

Presidente La parola al Consigliere Lanièce.

Lanièce (Aut) Dopo l'intervento del collega Marguerettaz, che ha esposto la filosofia del gruppo degli Autonomisti, intervenendo in modo generale su questo programma di previsione dei lavori pubblici, volevo solo fare alcune domande puntuali all'Assessore, per avere nella sua risposta alcune informazioni in merito a questo programma di previsione 1999-2001.

Facendo un confronto con il programma di previsione 1998-2000 che era stato presentato lo scorso anno, in alcuni casi viene evidenziata una grossa disparità per quanto riguarda l'importo complessivo dei lavori; giustamente la domanda che mi corre l'obbligo di porre è quale dei due valori sia quello giusto. Ad esempio, a pagina 8, del programma di previsione di quest'anno, che riguarda i lavori di manutenzione e sistemazione idraulica del torrente Buthier, lo scorso anno era stata indicata come importo complessivo la cifra di 1,2 miliardi, quest'anno la cifra corrisponde a 200 milioni, con 1 miliardi di disparità su un intervento. Di solito dovrebbe esserci un programma di previsione che tiene conto di quello precedente, quindi uno dei due dati non corrisponde al vero. Giustamente visto che c'è una disparità così grande, che rappresenta il 500 percento rispetto al valore indicato, chiedo qual è l'importo esatto, come mai c'è questa differenza.

Lo stesso discorso vale per altri lavori indicati: ad esempio, sempre nella stessa pagina, abbiamo lavori di manutenzione e sistemazione idraulica del torrente Lys in comune di Gressoney-La-Trinité, dove si passa da 1,5 miliardi dello scorso anno a 1,25 miliardi, con 250 milioni in meno. Sempre nella stessa pagina abbiamo lavori di manutenzione e sistemazione idraulica del bacino del torrente Marmore; 350 milioni quest'anno, lo scorso anno 150 milioni, tenuto conto che lo scorso anno nella corrispondente casella c'era scritto impegno 1998 lire zero, ed erano indicate alcune cifre per l'impegno 1999.

Quindi vorrei sapere qual è la filosofia, perché a una prima lettura risulta strana questa grossa differenza su certi lavori. Potrei continuare, ad esempio a pagina 11 vi è un intervento di consolidamento del versante franoso a Chambave, da 700 milioni a 8 miliardi quest'anno, e a meno che l'intervento sia diverso, ma visto che la dicitura è la stessa, l'Assessorato è lo stesso, l'anno scorso non c'era ancora il preliminare, quest'anno c'è il preliminare, chiedo perché si passa da 700 milioni a 8 miliardi.

L'anno scorso nel programma operativo non era previsto questo lavoro ma era previsto nel programma di previsione dove l'importo stanziato era stato suddiviso tra i vari anni. Nel caso di Chambave c'erano 700 milioni come importo complessivo, impegno per il 1999 pari a 200 milioni, impegno per il 2000 pari a 200 milioni, quindi rimanevano ancora 300 milioni da spendere, mentre quest'anno abbiamo sempre a Chambave 8 miliardi per il lavoro complessivo, 100 milioni per il 1999, 500 milioni per il 2000, 1 miliardo per il 2001. Quindi volevo sapere il motivo di queste grosse differenze, e questo vale anche per altre opere, fra cui il consolidamento della chiesa parrocchiale di Valtournenche dove da 1,4 miliardi si passa a 2,4 miliardi quest'anno. Vi sono una quindicina di lavori dove c'è una grossa disparità fra quanto previsto lo scorso anno nel programma di previsione 1998-2000 rispetto a quello di quest'anno; quindi chiedo il perché di questa grossa differenza.

Volevo avere poi alcune delucidazioni in merito ad altri interventi, per sapere in cosa consistono; ad esempio, a pagina 13 si parla del complesso polisportivo a Châtillon, lì è previsto un importo di 1,2 miliardi, vorrei sapere in cosa consiste questo complesso polisportivo, visto che l'importo non è eccessivo; vorrei quindi anche sapere che cosa s'intende fare e quali sono le discipline sportive che verranno facilitate con questo intervento.

Sempre a pagina 14 si parla di un'area ricreativa fra Brissogne e Quart, per un importo di 3,3 miliardi; anche qui vorrei sapere in cosa consiste questa area ricreativa.

Chiedo altre due specificazioni, una riguarda la pagina 29 dove vi è scritto ultimazione strada del Riasseu a Lillianes; all'inizio della legislatura avevo presentato un'interrogazione in merito al problema di questo villaggio, che era isolato, volevo sapere se questo intervento è stato fatto per risolvere questo problema, o cosa riguarda.

Il problema dell'Ecole des neiges è già stato evidenziato dal collega Marguerettaz; per quanto riguarda, a pagina 35, la ristrutturazione e l'ampliamento del poliambulatorio di Donnas, qui c'è un importo abbastanza considerevole di 9,8 miliardi, vorrei sapere in cosa consiste questo intervento, e tenuto conto che ultimamente il centro è diventato un centro di urgenza sanitaria, quali lavori ha comportato e quali comporterà in futuro.

Facendo sempre riferimento al programma di previsione dello scorso anno, proprio nella prima pagina, nel programma di previsione riguardante territorio e ambiente, sistema idrico integrato, acquedotti, era prevista la costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco per un importo complessivo di 18 miliardi.

Quest'anno non mi sembra di aver visto né nel programma di previsione 1999-2001 né nel programma operativo alcunché in merito alla costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco, e tenuto conto che l'anno scorso quel progetto era esecutivo chiedo cosa è successo: il progetto è stato accantonato, è stato avviato, quali sono i tempi?

Infine, nel programma operativo di quest'anno a pagina 20 si parla della ricostruzione dell'ex cotonificio Brambilla, in pratica il polo scolastico; è previsto per il 1999 un importo di 7 miliardi. Chiedo come verrà spesa questa cifra quest'anno, perché che io sappia non si parla ancora d'iniziare i lavori, per cui vedere assegnata nel 1999 una quota di 7 miliardi mi sembra eccessivo. Chiedo pertanto cosa è già stato fatto per spendere la quota indicata tra i lavori avviati del piano operativo di quest'anno.

Presidente La parola alla Consigliera Secondina Squarzino per il secondo intervento.

Squarzino (PVA-cU) Riparto dal problema generale, dal problema che è complesso come diceva l'Assessore Vallet, e proprio perché è complesso, se manca chiarezza nella programmazione delle varie fasi del lavoro mancano anche a questo Consiglio elementi per valutare.

L'Assessore nella parte finale del suo intervento ha fatto un accenno a questo problema, però forse vale la pena di chiarire meglio. Noi abbiamo nel 1999 un piano operativo che contempla 78 miliardi di lavori già avviati, più un elenco di opere per 87 miliardi che si pensa dovranno essere attuati nel 1999; se aggiungiamo a queste 38 miliardi del piano previsionale, raggiungiamo quei 200 miliardi a cui faceva riferimento l'Assessore precedentemente.

Ma perché dico questo? Perché c'è un tale affollamento di opere nel 1999, come già ricordava il Consigliere Marguerettaz, per cui mi chiedo se era così urgente predisporre adesso questo programma previsionale, cioè prima di fare l'altro lavoro, e spiego perché.

Nel programma previsionale, se andiamo a vedere le opere, su 119 opere elencate solo 49 prevedono l'eventuale inizio nel 1999, quindi si poteva fare un piano generale di tutte le opere e poi sulla base di questo fare un piano triennale, perché in questo modo facciamo un piano triennale che è monco.

Ancora, se osserviamo il programma regionale operativo, anche a me sorgono una serie di dubbi; è vero che questo non andiamo a votarlo oggi, però sarei interessata a conoscere se è possibile, secondo l'Assessore, avviare dei programmi che prevedono l'avvio dei lavori a marzo 1999 e in cui non c'è né la concessione edilizia, né la disposizione di aree, né le altre autorizzazioni. Mi chiedo come mai il programma operativo che è stato fatto, contiene tutta una serie di elementi mancanti.

Sempre nel programma operativo, fra le opere che prevedono interventi per parcheggi (parcheggio ex Satessa, parcheggio Chambéry, parcheggio Balteadisk, eccetera), vedo che non c'è neanche più la disponibilità delle aree. Questo per dire che c'è un affollamento di opere nel 1999 che è difficile capire se potranno essere realizzate.

Volevo però fare due domande precise sul programma regionale di previsione. La prima riguarda quell'insieme di opere di sistemazione idraulica. Vorrei sapere come si interviene su una serie di torrenti e vorrei conoscere come vengono fatte le opere di sistemazione idraulica, come vengono fatte le opere di arginatura. Quando avevo posto questo problema due o tre anni fa in commissione, mi era stato risposto che sì per il torrente Lys si era iniziato ad adottare delle tecniche innovative, più rispettose dell'ambiente, ma per gli altri torrenti non era possibile per mancanza di aree.

Pertanto chiedo, rispetto a tutto l'elenco di lavori che vediamo alle pagine 8 e 9 per i torrenti Urthier, Grand Evian, Lys, Marmore, e via dicendo, che tipo d'interventi facciamo.

Seconda domanda. Volevo capire a cosa è destinata quella palazzina ex Agenzia del lavoro, che qui viene destinata ad uffici regionali; allora, se si ristruttura un edificio, lo si fa pensando ad una destinazione ben precisa, altrimenti si rischia d'intervenire in modo generico, di ristrutturare un edificio che, nel momento in cui viene utilizzato per scopi specifici, non essendo funzionale, verrà rimaneggiato.

Vorrei poi sapere per quanto riguarda il depuratore della Valdigne, se finalmente è stato deciso dove farlo, dove collocarlo, perché qui si prevede l'impegno di 1.500 milioni nel 1999, manca ancora la VIA, per cui mi chiedo se si è deciso dove farlo, se è stato finalmente scelto il sito o se c'è ancora della discussione dove collocarlo.

Président La parole au Conseiller Curtaz pour la deuxième intervention.

Curtaz (PVA-cU) Chiedo scusa se intervengo di nuovo, non lo avevo previsto, ma mi sono dimenticato una domanda e voglio appagare un'altra mia curiosità.

Nello schema riassuntivo iniziale del programma di previsione c'è una voce che viene riportata per ogni categoria di opere, che è la voce manutenzione, ed è una voce che personalmente mi piacerebbe molto vedere accompagnata da qualche cifra, e invece la casella è quasi sempre vuota, salvo per due tipi di opere e per un importo che se non erro per il 1999 non arriva neanche a 4 miliardi. A me sembra un dato un po' preoccupante, vorrei capire perché c'è quest'assenza di previsione d'investimenti per la manutenzione.

Président La parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV) Per due brevissime constatazioni. La prima è a proposito della larghezza delle strade. In effetti, in alcuni casi si tende non tanto a fare delle strade troppo larghe, quanto a seguire un po' troppo poco quello che è l'andamento del terreno, il che porta a un numero di metri cubi di muratura molto più elevata rispetto all'ipotesi di seguire un po' meglio l'andamento del terreno. Ma la cosa per alcuni aspetti, là dove è possibile un po' camuffarli, mi preoccupa relativamente.

Là dove invece la cosa non mi sta per niente bene è in quei luoghi in cui assolutamente non è possibile camuffare, e questo quasi sempre succede nei muri a monte. Allora in molti casi sarebbe meglio occupare un po' più di terreno, anche se mi rendo conto che non sempre questo è facile, sicuramente però in alcuni casi, è possibile. È possibile facendo muri più bassi con delle scarpate un po' più ampie che si possono piantumare o comunque rinverdire, con un impatto sicuramente molto inferiore. Questo è ancora più facile quando si attraversano terreni di poco valore.

Il Consigliere Curtaz, ha sostenuto che i progettisti tendono a fare più opere per elevare la parcella. Per onestà bisogna riconoscere che non è sempre così e si deve comunque precisare che con l'aumento dell'importo dei lavori le percentuali per il costo del progetto calano di molto. Il problema è che effettivamente per molti progettisti questa è la filosofia, hanno cominciato a fare in un certo modo, e proseguono così senza cercare di adeguarsi, perciò credo che in alcuni casi sia necessario un maggior controllo.

Così come invece, contrariamente a quanto ha detto qualcuno, devo dire che a mio avviso è stato fatto un grosso lavoro nel predisporre questo programma di lavori, anche perché il numero di voci rispetto a tanti programmi che ho visto nel passato è enormemente ridotto. Non dico che non siano ancora tante, ma dico che sono state ridotte; dopo di che ognuno fa le valutazioni che ritiene più opportuno ma confronti è sempre possibile farli.

D'altronde basta vedere l'entità; qui non ho più trovato lavori con entità di qualche milione, cosa che invece 10-15 anni fa capitava regolarmente. Nessuna volontà polemica con le passate Giunte ma semplicemente per sottolineare che, evidentemente la filosofia è cambiata e c'è stata la possibilità di predisporre dei programmi in modo un po' diverso.

L'altra cosa che vorrei suggerire, anche se con l'Assessore ho avuto la possibilità di dirlo in altre sedi, è quella di tenere conto quando si fanno questi programmi - e a me pare che questo sforzo sia stato fatto - dei finanziamenti FOSPI e dei finanziamenti della legge n. 21, almeno fino a quando queste due possibilità esistono, perché questo è un modo - per andare a perequare gli interventi fatti nei vari comuni. Per cui un coordinamento che tenga conto di tutti gli interventi credo sia giusto farlo, e l'Assessore e chi ha collaborato con lui a predisporre questo piano mi pare che questo sforzo lo abbia fatto.

Ultima cosa. Mi spiace dover parlare di un'opera che è fatta dal Comune di Gressan, perché poi qualche Consigliere sosterrà che intervengo in particolare per ciò che concerne il comune in cui abito. Alcune precisazioni sono però più che necessarie. Mi riferisco a quanto ha chiesto Curtaz inerente ai campi coperti per i "Palets". L'affermazione di Curtaz è giusta, solo che non si può estrapolare una frase da un contesto più generale. Sull'interesse di questa struttura a Gressan ha precisato che potrebbe essere utilizzato "anche" per altre cose e non che sarebbe poi destinato ad altre cose. Per cui non è stata sminuita la sua validità per quanto riguarda la destinazione originale e cioè campi per i palets.

Per quanto riguarda il discorso del costare di meno invece è un discorso diverso, l'Assessore lo conosce molto bene, comunque sono stati ridotti solo alcuni impianti, perché lì doveva nascere a suo tempo - ma Curtaz forse si riferisce ancora a discorsi che si sono fatti nel tempo - la sede dell'Associazione regionale Palet, cosa che adesso pare sia stata spostata a Brissogne. Questo non va minimamente a inficiare la validità e la necessità di questa struttura nel Comune di Gressan, che è comunque richiesta.

Non escluderei comunque ulteriori revisioni prezzi poiché il progetto è ormai "vecchio".

Président N'ayant plus de conseillers inscrits à parler, je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Intanto ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti perché sicuramente dai loro interventi sarà possibile trarre spunti e suggerimenti che ci consentiranno di affrontare l'anno prossimo l'esame di questo atto con maggiori elementi, che possano favorire anche una maggiore comprensione. Perché, l'ho detto nel mio intervento d'illustrazione, forse troppo sintetico, credo che la difficoltà per il Consiglio sia proprio quella di dover esaminare un atto che è una parte soltanto di una programmazione, che invece dovrebbe comporsi di tre atti.

La questione fondamentale che è stata sollevata dalla Consigliera Squarzino, dai consiglieri Lattanzi e Marguerettaz, riguarda la coerenza e la logica con cui questo atto è stato costruito. Lamentano i consiglieri la mancanza di coerenza di questo atto rispetto a un programma che dovrebbe essere più generale.

Forse il problema è che non può essere solo attraverso la lettura di questo atto, che ripeto è solo una piccola parte della programmazione complessiva, che si possono trarre risposte esaustive e quindi si può avere una visione globale, perché la logica della legge n. 12 prevede che, partendo dalla raccolta dei bisogni e delle esigenze, si costruisca un programma quinquennale che poi, affinandosi anno dopo anno: dall'incarico di progettazione, alla progettazione preliminare, definitiva esecutiva, eccetera, porti alla stesura del programma operativo annuale che dovrebbe essere l'elenco delle opere cantierabili, avviabili quindi, non da eseguire nell'anno corrente, Consigliere Marguerettaz.

La definizione di partire applicata al gergo dei lavori pubblici significa approvazione da parte della Giunta della deliberazione di appalto.

Tornando alla difficoltà di avere risposte esaustive da questo atto, la definizione complessiva dei bisogni e quindi la stesura del programma quinquennale la stiamo predisponendo e in commissione ho detto che speravo di riuscire a portarla in Consiglio nel mese di maggio - giugno di quest'anno. Anche perché per costruire quell'atto c'è la necessità di fare veramente il censimento dei bisogni, che non sono però solo i bisogni espressi dalla struttura dell'Assessorato dei lavori pubblici, che si occupa di programmare e realizzare una certa tipologia di opere e di infrastrutture, ma sono i bisogni di tutti i settori dell'Amministrazione. È questo che stiamo facendo, le risposte le abbiamo avute, le stiamo ordinando.

Non possiamo, Consigliera Squarzino, neanche immaginare di essere all'anno zero, nel senso che la programmazione negli anni precedenti non è che non è stata fatta o è stata fatta a caso o a naso; è stata fatta sicuramente sulla base di metodi diversi di quelli previsti dalla legge n. 12. Ma non dobbiamo immaginare che nelle strutture dell'Amministrazione non ci sia un disegno delle cose e delle necessità in termini di realizzazione di opere pubbliche. Non ci sono indicate le priorità, è vero, perché l'assunto è che tutte le opere elencate e nel programma operativo e nel programma di previsione verranno realizzate, quindi è evidente che avremmo potuto dire in premessa che l'ordine con cui lo abbiamo scritto costituisce priorità; ma l'assunto è che queste opere verranno avviate tutte.

Ho colto qualche contraddizione nell'esposto del Consigliere Marguerettaz, il quale da una parte dice che ci sono alcune opere - ha fatto riferimento al Palazzetto dello sport per la città di Aosta - che non vengono citate nel piano lavori, dall'altro rimprovera all'Assessore di aver presentato anche quest'anno un libro dei sogni perché il Consigliere è certo che non sarà possibile far partire tutte le opere che sono qui citate.

Il Palazzetto dello sport della città di Aosta non è stato inserito nel programma di previsione, sarà inserito sicuramente nel programma quinquennale, perché allo stato attuale è ancora solo scritto nei fondi globali del bilancio triennale, nel senso che non disponiamo per quell'opera della progettazione né preliminare né tanto meno definitiva ed esecutiva. Quindi è difficile affermare con certezza che tutte le opere che sono state inserite nel programma operativo e quelle che, nel programma di previsione che è all'esame, abbiamo previsto poter far partire nel corso del 1999, verranno avviate al cento per cento.

Credo di non fare una previsione presuntuosa se dico che sicuramente il 90 percento di queste opere saranno avviate; è ipotizzabile e prevedibile che nel corso dell'anno ci possano essere difficoltà o intralci di natura burocratica a qualsiasi livello, per cui è comprensibile che qualcuna di queste possa anche non essere avviata.

Quindi per quanto riguarda il discorso importante della programmazione, ripeto, l'ho detto in premessa, siamo ancora in una fase transitoria. Una pecca di questo programma regionale l'ha rilevata il Consigliere Curtaz: è il fatto che non si prevede, come previsto dalla legge n. 12, il programma delle manutenzioni, che è un aspetto fondamentale nel ciclo di realizzazione delle opere e poi nella conservazione delle opere pubbliche.

Per alcuni settori questo è già stato fatto; per altri la voce manutenzione è ricompresa in una voce generale che riporta l'importo complessivo dei soldi che intendiamo spendere per la manutenzione, ad esempio, degli edifici scolastici, piuttosto che degli edifici di proprietà regionale, per cui è vero, non sono dettagliati gli interventi che andremo a fare. Ma questo perché ci stiamo attrezzando, e stiamo per questo coinvolgendo anche le altre strutture dell'Amministrazione a ragionare nei termini di programmazione così come previsti dalla legge n. 12.

Mi auguro che il piano di previsione dell'anno prossimo possa contenere anche il programma delle manutenzioni.

Per quanto riguarda alcune domande puntuali, invito i colleghi Lavoyer e Vicquéry a rispondere puntualmente, perché l'Assessorato al territorio per certi versi è collettore della programmazione e degli interventi che vengono definiti e seguiti sin dalla fase di progettazione dagli assessorati competenti.

Andando ad evidenziare le domande più puntuali fatte dai consiglieri, inizio dall'Ecole de neige. A questo proposito abbiamo detto che stavamo valutando il da farsi; questa valutazione non è conclusa nel senso che un gruppo di lavoro dell'Assessorato alla istruzione e alla cultura sta valutando l'attualità delle soluzioni a suo tempo pensate e progettate, credo che abbia quasi concluso il lavoro, quindi siamo nelle condizioni adesso di poter prendere delle decisioni che finora non potevamo prendere. La voce qui è messa a memoria, nel senso che se la decisione sarà quella di riprendere i lavori perché è ancora attuale destinare o prevedere quel tipo di attività, c'è la possibilità di poterlo fare.

Per quanto riguarda la programmazione nel tempo dei lavori, è evidente che il problema va collegato anche alla necessità di programmare nel triennio la spesa, quindi può anche darsi che in relazione al secondo lotto dell'ammodernamento della strada regionale per Roisan la previsione sul triennale sia forse troppo estesa. L'augurio è che magari in corso d'opera si possano anticipare, e non sarebbe neanche la prima volta, le previsioni del piano lavori.

Voglio precisare che sia il programma operativo approvato dalla Giunta che il programma di previsione non sono libri dei sogni, perché il piano operativo ha tutta la copertura finanziaria, il programma di previsione su 287 miliardi ha copertura finanziaria per 219 miliardi. Quindi da un certo punto di vista questo sicuramente è importante e ribadisco che per quanto riguarda la fase di progettazione e anche dal punto di vista della fase autorizzativa abbiamo cercato di rispettare i criteri previsti.

La Consigliera Squarzino ha fatto riferimento ad una serie di opere che sarebbero prive dei titoli autorizzativi, ma questo dovrebbe essere riferito quasi esclusivamente al discorso delle manutenzioni delle aste torrentizie, e comunque là dove si trattasse di altri lavori, è stato ragionevolmente valutato il tempo necessario o la fase in cui ci troviamo e quindi il tempo che riteniamo sufficiente per poter disporre delle autorizzazioni.

Per quanto riguarda la "Citadelle des archives", la ristrutturazione del fabbricato degli "ex Magazzini generali", la Giunta ha valutato tre opzioni: la ristrutturazione dell'attuale fabbricato, un ampliamento dell'attuale fabbricato, ha optato poi per la demolizione e quindi costruzione di una nuova struttura, di cui abbiamo esaminato e stiamo mettendo a punto la progettazione preliminare e che avrà la dimensione e in termini di volumi e in termini finanziari citati dal piano, perché lì è previsto di andare a collocare tutto quanto concerne gli archivi, e quindi l'archivio di deposito, l'archivio storico.

Stiamo valutando con l'archivio di Stato di Torino la possibilità di trovare lì gli spazi necessari anche per l'archivio di Stato, andando a prevedere in quella costruzione anche gli spazi necessari a svolgere quelle attività che non vogliono essere solo l'attività di mero deposito (ad esempio l'attività di consultazione). Quello sarà un intervento che, una volta realizzato, permetterà di riqualificare un'area non secondaria della città di Aosta, che versa attualmente in uno stato di obiettivo degrado.

Per quanto riguarda l'Institut agricole, è prevista la realizzazione di una struttura nuova situata nell'attuale cortile nella sede dell'Institut, che dovrà ospitare nuovi locali per la scuola. Sono previsti la costruzione di una cantina e il rifacimento della palestra, siamo nella fase di progettazione definitiva conclusa; dovremo procedere alla gara per l'affidamento della progettazione esecutiva e della direzione lavori perché l'importo complessivo supera i famigerati 200mila ECU e quindi i 400 milioni. Se i consiglieri sono interessati, in commissione sarà possibile fare illustrare nel dettaglio il progetto.

Per quanto riguarda i locali ex Agenzia del lavoro, abbiamo pensato a diverse strutture dell'Amministrazione che avrebbero potuto trovare collocazione in quei locali; la scelta è stata di ristrutturare e adibire quei locali alla destinazione generica di uffici, per creare lì una zona polmone in cui poter trasferire "à tour de rôle" tutta una serie di uffici, che si trovano in locali che avranno con il tempo necessità di essere ristrutturati. Faccio un esempio per tutti: saremo nel quinquennio a mettere mano alla ristrutturazione dell'ex palazzo Cogne; abbiamo presente tutti cosa è ospitato in termini di uffici e di enti in quel palazzo, per cui bisognerà trovare un polmone in cui mettere questi uffici.

Per quanto riguarda il depuratore della Valdigne, non è stato ancora deciso in quale nuovo sito realizzare il depuratore, quello che è stato deciso è che lì dov'è stato previsto non si farà…

(interruzione della Consigliera Squarzino, fuori microfono)

… non si farà a valle del ponte di Equilivaz. Stiamo definendo, e siamo in una fase molto delicata della questione, la risoluzione del contratto con l'impresa a suo tempo vincitrice dell'appalto concorso. Definita questa fase, andremo a concordare - e saranno le comunità locali a dircelo - dove realizzare il depuratore della Valdigne. È evidente che non siamo neanche qui all'anno zero, contatti e riunioni ne abbiamo avute più di una, è per questo che abbiamo previsto dei fondi per il depuratore della Valdigne.

Il Consigliere Lanièce fa un po' di confusione perché, riferendosi alle aste torrentizie e all'importo degli interventi previsti nel triennale del 1998-2000 e adesso nel triennale 1999-2001, trova delle cifre diverse e si chiede se è per mancanza di coerenza o perché ci si è sbagliati l'anno scorso o ci si è sbagliati quest'anno. Il problema è che sono cifre diverse perché si tratta d'interventi diversi, è vero sulla stessa asta torrentizia, ma interventi diversi. Sono peraltro, quelli che ha evidenziato, piccoli interventi di manutenzione.

Rispetto alla tipologia di regimazione idraulica invito la Consigliera Squarzino a valutare in quel di Staffal la regimazione che è stata fatta nella parte iniziale del Lys. Credo di poter dire che siamo complessivamente orientati in quella direzione… prego?

(la Consigliera Squarzino Secondina pone una domanda, fuori microfono)

… cerchiamo là dove è possibile di adottare tipologie d'intervento che, coniugando la sicurezza, tengano conto anche delle problematiche di tipo ambientale.

Torno un attimo per quanto riguarda la strada per Riasseu, ho ripreso in mano quella questione che era stata un po' sballottata alle competenze di uno piuttosto che di altro Assessorato, o meglio ancora alle competenze del comune, e devo dire che ho verificato con mio sommo dispiacere che lì siamo fermi a una procedura di VIA iniziata e mai conclusa illo tempore. Con il sindaco abbiamo concordato che, non appena le condizioni del tempo lo permetteranno, gli uffici che poi saranno chiamati a valutare la progettazione: il Servizio tutela del paesaggio, il Corpo forestale valdostano per quanto riguarda il vincolo idrogeologico, le nostre strutture, faranno un sopralluogo congiunto per definire le linee di un progetto che possa poi avere le autorizzazioni necessarie. E quindi credo di aver previsto nel piano di previsione i primi finanziamenti a partire dal 2001, perché va rifatto il progetto sulla base di nuovi criteri e quindi poi approvato.

Per quanto riguarda Châtillon, Brissogne, Quart, eccetera, risponderà l'Assessore Lavoyer.

Per quanto riguarda l'acquedotto del Monte Bianco, c'è un intervento significativo di 8,5 miliardi complessivi sul piano operativo, intervento che riguarda la realizzazione dell'adduzione principale nei comuni di Courmayeur e di Pré-Saint-Didier. È previsto da qualche parte - non ho fatto in tempo a trovarlo puntualmente - un intervento per il potenziamento dell'anello della città di Aosta. Abbiamo soprasseduto al discorso complessivo di adduzione dell'acqua delle sorgente di Fréboudze e di Peuterey da Courmayeur ad Aosta perché rispetto a quell'ipotesi c'è una VIA negativa; stiamo quindi valutando la situazione alla luce anche dei risultati che lo studio sulle disponibilità idriche della piana di Aosta ha messo in luce.

Per quanto riguarda la Brambilla, nel programma di previsione non vi si fa cenno. Al massimo ci potrà essere nei lavori avviati, nel senso che la procedura di appalto della ristrutturazione la stiamo facendo, ci sarà l'apertura delle offerte a brevissimo.

Il Consigliere Lattanzi lamentava una carenza di interesse rispetto alla città di Aosta. Lo invito a leggersi meglio gli interventi previsti nel programma di previsione, assommando gli interventi previsti nel programma regionale operativo, coniugando magari il tutto con i finanziamenti di Aosta capitale.

Per quanto riguarda la viabilità e il richiamo che ha fatto il Consigliere Nicco rispetto alla strada regionale della Valle del Lys e alla strada regionale per Perloz, disponiamo, allo stato attuale, di uno studio di fattibilità per quanto riguarda la circonvallazione di Fontainemore, studio di fattibilità che è stato inserito nella relazione d'impatto ambientale annessa al progetto di allargamento dell'attuale ponte.

Nel dare una valutazione d'impatto negativa alla soluzione progettuale proposta per l'allargamento del ponte attuale, la Giunta ha già preso impegno d'iniziare la progettazione preliminare e quindi quanto servirà per la realizzazione e io credo nel quinquennio perlomeno l'avvio della circonvallazione di Fontainemore.

Analogo problema c'è in quel di Lillianes, dove le soluzioni non sono così evidenti e non sono così semplici da ipotizzare. Sarà opportuno - e mi posso impegnare in questa sede a incaricare - affidare uno studio di fattibilità che evidenzi qualche soluzione percorribile.

Per quanto riguarda il discorso dello svincolo di Pont-Saint-Martin il Consigliere ha riassunto qual è lo stato dell'arte. Attendiamo la fine del mese per verificare a quali condizioni sarà stata rinnovata la concessione per la gestione dell'autostrada Quincinetto-Aosta alla SAV, perché con SAV e con ANAS siamo impegnati a risolvere il problema degli svincoli di Pont-Saint-Martin, di Verrès e di Châtillon.

Concordo, ed è in quella linea che sarà opportuno muoversi, sull'opportunità di coordinare l'azione dell'amministrazione con gli enti locali, e aggiungo con la SAV e con l'ANAS.

Credo di aver risposto a tutte le domande che mi sono state poste. Concludo ringraziando ancora i consiglieri che sono intervenuti. Mi auguro di poter riuscire nell'esercizio prossimo a produrre degli elaborati che siano maggiormente leggibili e che diano una visione più complessiva e quindi più comprensibile all'interno Consiglio. Vi ringrazio.

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (FA) Per alcune brevissime risposte a quesiti puntuali.

Il Consigliere Curtaz, argomento Aeroporto. Nel punto E.25, allungamento pista aeroportuale, prevediamo l'allungamento della pista, la costruzione dell'aviorimessa, la sistemazione della viabilità, il completamento della radioassistenza satellitare che adesso abbiamo attivato come apparecchiatura sperimentale, l'eventuale costruzione della nuova aerostazione - ma questo è un intervento che valuteremo se fare, comunque il progetto lo comprende - strutture da destinare all'Aeroclub. Questi sono gli interventi complessivi che portano a questo tipo di cifra.

Tranquillizzo ancora una volta il Consigliere Curtaz che l'allungamento della pista prevede lo spostamento del muretto - Genova docet - come un allungamento senza nessun intervento particolare, se non lo spianamento del terreno, quindi un allungamento che prevede prevalentemente come finalità l'aumento della sicurezza. È chiaro che questo vuol dire spostare la recinzione, vuol dire fare tutta una serie d'interventi di manufatti, che però non incidono sulla pista, sull'asfaltatura, su altri tipi di infrastrutture.

L'impianto di illuminazione ha di per sé un capitolo a parte.

Gressan Palet, qui la cifra è quella degli anni scorsi, perché noi abbiamo a tutt'oggi quegli elementi per inserire l'intervento sul programma di previsione per il triennio. So che è in corso un dibattito all'interno dell'ente proponente, che è il Consiglio comunale di Gressan, sulla scelta se fare o non fare ancora questo intervento; mi pare che in quella direzione questa scelta sia già stata superata con una richiesta da parte dell'Amministrazione di proseguire l'intervento.

La linea è quella di andare a ridurre l'intervento per non fare doppioni, visto che sta partendo quello di Brissogne. All'uopo ho chiamato personalmente il progettista, chiedendogli di rivedere il progetto. Probabilmente in fase di definizione del progetto le cifre potranno anche essere altre, al momento ho i 900 milioni del progetto originale.

Altre due richieste riguardano l'area ricreativa Brissogne-Quart che mi è stata richiesta dal Consigliere Lanièce e stamani in via informale dal Consigliere Bionaz, quindi approfitto per dare ad ambedue la risposta. È un progetto di sistemazione dell'area, sul territorio di Brissogne quella complementare a dove verrà fatta la nuova stazione di servizio dell'autostrada, con la possibilità di una passerella di collegamento sulla Dora per collegare l'altra area verde, molto vasta, nel Comune di Quart che è situata fra la strada regionale e la Dora. Quindi è tutta quell'area già adibita adesso a maneggio e ad altre attività sportive, parzialmente in situazione di degrado, che dev'essere risistemata con una passerella di collegamento, un laghetto. È un'ipotesi di progetto che è stata fatta da due comunità locali e che noi abbiamo previsto.

Per quanto attiene invece il complesso polisportivo di Châtillon, la cifra anche se non è bassissima, ma non è neanche una grande cifra, è il completamento di alcune infrastrutture attigue al palazzetto; quindi la copertura del campo per giocare a calcetto, alcune infrastrutture e il completamento di quell'area vicino alla Scuola alberghiera.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Per rispondere al Consigliere Lanièce che mi chiedeva delucidazioni sul tipo d'intervento sul Poliambulatorio di Donnas, è la costruzione di un'ala nuova nella zona sud-est e il trasferimento in quell'ala dei garage per le ambulanze, del Centro dialisi e la realizzazione del Centro prelievo per donatori AVIS, ma anche del centro prelievi legato all'attività istituzionale esterna, la realizzazione di un centro di salute mentale con annessa struttura per riabilitazione psichiatrica, quella struttura cosiddetta "intermedia" fra la fase post-acuta e l'inserimento a domicilio di nuovo dei malati psichiatrici, l'aumento degli ambulatori per uso cumulativo, e l'utilizzo dei locali che si liberano per l'ampliamento del settore emergenza, come era stato definito dal Consigliere Lanièce, di modo che il Poliambulatorio assuma la caratteristica di filtro territoriale rispetto all'ospedalizzazione, con l'inserimento dal 1° marzo del medico di continuità territoriale 24 ore, e questo sta già avvenendo, però gli spazi sono insufficienti e questo ampliamento sicuramente migliorerà di molto tutte queste funzioni che sono inserite.

Soprattutto sottolineo l'aspetto del Centro dialisi e l'aspetto della salute mentale, perché si dà risposta a uno dei progetti obiettivi, perché il secondo punto è i progetti obiettivi di salute mentale, con la realizzazione in bassa Valle di posti letto destinati alla fase post-acuta.

Président La parole au Conseiller Frassy pour déclaration de vote.

Frassy (FI) Riprenderò da dove l'Assessore Vallet ha terminato, cioè riprenderò dai ringraziamenti, ed è un ringraziamento all'Assessore in quanto noi avevamo delle perplessità su questo tipo di programma, eravamo indecisi se astenerci o meno, ma dopo l'excursus dell'Assessore abbiamo optato per non dare un giudizio positivo a questo piano. E lo dico in estrema sincerità, perché abbiamo colto nell'illustrazione in aula di questo piano una sensazione diversa dall'illustrazione fatta dall'Assessore alla stampa. La comparazione di questi due piani, l'esame di queste due cifre ci portano quasi a dire che: o sono due Assessori - ma non mi sembra - o sono due piani diversi.

Gli organi d'informazione avevano fatto titoli che enfatizzavano il volume non tanto delle risorse finanziarie impiegate, ma il volume delle opere pubbliche che avrebbero coinvolto la nostra regione nel giro di tre anni. Mi sono perso forse anche un po' nelle cifre, però ho cercato di sintetizzarle in alcuni appunti, e costituirà la rilettura di questi appunto la motivazione del nostro voto negativo a questo tipo di atto, che ci apprestiamo a votare.

Innanzitutto qual è il senso di questo atto. Il senso di questo atto doveva essere finalmente di sottrarre all'improvvisazione - nel senso positivo e negativo che contiene il termine - la realizzazione delle opere pubbliche, e si era ipotizzato una struttura di tipo piramidale: il programma quinquennale alla base, il piano triennale che doveva essere l'uscita dal libro dei sogni, per arrivare a dare l'input alla Giunta attraverso il programma operativo.

Ci troviamo nella fase di mezzo, siamo in un tronco di piramide senza avere la base del piano quinquennale, perciò non sappiamo ciò che nei fatti sia teoria e ciò che nei fatti diventerà realizzazione, concretizzazione di quella che è la previsione politica che andiamo ad approvare. E non abbiamo la cognizione, se non indiretta, e fra l'altro maturata in tutta fretta - ed è una rima non voluta, ma è la realtà - del programma operativo.

Ci troviamo ad esprimere un giudizio su un qualcosa di cui non conosciamo le premesse e di cui non conosciamo le conclusioni, perciò diventa difficile pensare che questo tipo di documento che noi stasera andremo a votare vada nei fatti a raccogliere quelli che erano gli intendimenti della legge n. 12/96. E questo è già un primo elemento di perplessità.

Ma l'aspetto che più ci convince a confermare il nostro giudizio negativo sono le imprecisioni e le conclusioni che sono contenute in questo piano sono le percentuali che l'Assessore ha dato: il 90 percento delle opere, ha detto, saranno avviate, almeno così mi sembra di aver capito. Non mettiamo in dubbio che il 90 percento delle opere vengano avviate, lo verificheremo comunque a consuntivo; quello che però è sorprendente è il dato che emerge dal piano triennale, perché poi questa sera noi votiamo il piano triennale. Ho visto che sulle 118 opere che sono previste nel piano triennale circa il 50 percento non hanno previsione finanziaria per il 1999, e questo è già un dato che ha la sua importanza. Ma il dato che secondo la nostra valutazione è stupefacente è che soltanto il 25 percento di queste 118 opere previste ha una progettazione che, allo stato attuale, consente di andare all'avvio dei lavori; di conseguenza il 25 percento e il 50 percento delle opere che dovrebbero avere già impegno di spesa nel corrente anno.

La valutazione di questi dati ci porta a concludere sull'inattendibilità della previsione portata all'esame del Consiglio.

Altre considerazioni sono sugli interventi. Abbiamo visto che ci sono su 118 opere 43 interventi di opere di nuova realizzazione, di questi 43 la maggior parte riguardano o la viabilità o lavori di tipo idraulico, d'intervento sulle aste fluviali, ma ben 16 riguardano la viabilità non tanto e non soltanto in riferimento ai problemi di viabilità, ma con una descrizione generica e per certi versi difficile da comprendere di ammodernamento.

Qui mi riaggancio telegraficamente, condividendo le preoccupazioni che sono emerse dal ragionamento dell'intervento del collega Curtaz e mi sembra anche di qualche intervento fatto dai Consiglieri dell'Union Valdôtaine, cioè questo concetto di ammodernamento molte volte non è un concetto di tipo viabilistico, è un concetto di tipo appaltistico, bruttissimo neologismo, mi rendo conto, ma sembra che alla fin fine la motivazione unica non sia tanto la funzionalità viabile, quanto piuttosto la funzionalità a quella che è la logica del lavoro pubblico fine a sé stesso.

Vi è poi un altro dato, sul quale ritengo dovremo ritornare perché è un dato sicuramente non positivo, perlomeno difficilmente comprensibile rispetto ai numeri; noi abbiamo soltanto 15 progettazione interne e le 15 progettazioni interne sulle 118 opere, che vengono qui elencate e indicate, riguardano muri e viabilità minore. E allora sarebbe opportuno capire qual è il limite che ha la struttura interna dell'Amministrazione regionale a concretizzare delle progettazioni degne della definizione.

Le risorse sono sicuramente significative, quello che manca - e l'Assessore lo ha riconosciuto - sono una serie di dati importanti per valutare poi quella che sarà la conclusione di quella che al momento è solo una previsione. Mancano le priorità; dice l'Assessore che le priorità potrebbero essere date dall'elencazione cronologica pagina per pagina, ne prendiamo atto, ma forse non condividiamo perché vedendo come sono state messe pagina dopo pagina, forse alcune cose potevano essere messe prima e altre potevano essere messe dopo. Ma fa parte comunque delle considerazioni tecniche o politiche.

Un'altra cosa che manca assolutamente sono i tempi, perché se in alcuni casi i tempi sono impliciti perché il finanziamento finisce al secondo anno del triennio, quando il finanziamento inizia all'ultimo anno del triennio e al secondo anno del triennio si vede che l'impegno non è ad assorbimento di quello che è il costo della previsione complessiva, rimane un punto interrogativo sui tempi. E i tempi nelle opere pubbliche sono importanti, non solo perché sono legati ai finanziamenti, ma perché i tempi sono legati anche ai costi per tutta quella che può essere l'evoluzione del mercato e di altri fattori del settore.

Questi in estrema sintesi sono i motivi che c'inducono ad esprimere un giudizio negativo, essendo consapevoli peraltro che ci sono delle opere che probabilmente noi stessi avremmo messo in previsione, forse con modalità diverse, forse con valutazioni diverse. Sicuramente il giudizio negativo non è tanto sull'insieme delle singole opere, sulle quali ci sarebbe allora da aprire una discussione per la quale non basterebbero i due giorni di Consiglio, ma è un giudizio negativo su quello strumento che la legge n. 12/96 aveva ipotizzato e che mi sembra che ad oggi non sia stato ancora assolutamente concretizzato.

L'Assessore si è preso peraltro un impegno abbastanza gravoso, perché è l'impegno di dire che il prossimo programma lavori arriverà con un altro stile, arriverà con un altro iter.

Confidiamo che la promessa presa in questa circostanza abbia un seguito da qui a un anno. Riconfermiamo comunque il nostro giudizio negativo al documento nel suo complesso.

Si dà atto che il Consigliere Lanièce non partecipa alla votazione dell'oggetto.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Prima della dichiarazione di voto vera e propria vorrei fare una precisazione sui chiarimenti che mi sono stati dati dall'Assessore Lavoyer a proposito dell'allungamento della pista aeroportuale e del riordino viabilità e parcheggi.

Chiarimenti è un eufemismo, perché è vero che c'è stato il chiarimento relativo all'allungamento della pista, però apprendo che l'indicazione terminologica a bilancio che non comprende assolutamente il problema della costruzione di una nuova aerostazione comprende invece la realizzazione dell'aerostazione.

Allora questo mi sembra un comportamento non solo scorretto rispetto alla risposta che mi è stata data, ma scorretto rispetto all'individuazione di una voce sotto cui si cela un lavoro che non è indicato. Lamentavo la sproporzione fra le opere indicate e il costo, adesso scopro che questa sproporzione c'è perché è prevista un'opera che qui non è indicata: la costruzione di una nuova aerostazione.

È anche vero che l'Assessore mi ha detto, gliene do atto, che si vedrà se si realizzerà; però mi sembra un taccone peggio del buco, perché se andiamo a fare un piano lavori e poi già su questo piano lavori diciamo che ci sono delle opere che sono state in maniera implicita indicate e poi forse si deciderà di farle oppure no, mi sembra che sotto questo profilo la risposta dell'Assessore non abbia brillato per chiarezza e trasparenza.

Voglio anche ricordare, ma certamente l'Assessore lo saprà, che rispetto a quest'eventuale nuova aerostazione - che ritengo sarebbe una delle opere più inutili che si possono fare in Valle d'Aosta, perché per il traffico aereo che abbiamo l'attuale stazione basta e avanza - non c'è la valutazione positiva d'impatto ambientale, che andrebbe eventualmente acquisita.

Chiudo la parentesi per esprimere a nome del mio gruppo il voto contrario a questo piano e per le argomentazioni che sono già state svolte in maniera piuttosto puntuale dalla mia collega Squarzino, e perché mi mette a disagio - lo dico anche come sensazione generale - la filosofia di questo piano e la filosofia del lavoro pubblico che c'è in Valle d'Aosta e in Italia, perché in questo siamo mediterranei più di tutti. Che è una filosofia del lavoro pubblico a volte fine a sé stesso per fare posti di lavoro, stessa filosofia della costruzione del ponte di Messina, che serve solo a dare lavoro ad alcune decine di migliaia di persone. Che è la filosofia del nuovo e non la filosofia del mantenere, quindi nessun interesse e ritardi sui problemi manutentivi, l'importante è costruire ed eventualmente ricostruire ma mai mantenere le cose che si hanno. Che è la filosofia del grande, e in questa regione abbiamo avuto degli esempi storici, delle opere talmente grandi che poi non si riesce neppure a gestirle.

E ancora, la tipologia discutibile degli interventi, questa è una cosa su cui voglio tornare con qualche iniziativa per evitare le brutture più grandi in questa regione. E poi la filosofia della poca attenzione ambientale, anche se dobbiamo dire che rispetto al passato qualche piccolo spiraglio di luce s'intravede.

Queste sono le ragioni generali che c'inducono a votare contro questo programma di previsione.

Voglio concludere con un consiglio all'Assessore, mi rendo conto che non è richiesto e spero che lo prenda in senso amichevole. Frassy ricordava che a questo piano lavori è stato dato un grosso risalto nella stampa con titoli anche abbastanza ad effetto, a mio giudizio ad effetto negativo nel senso che mi hanno colpito molto negativamente…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

.. qualcuno lo avrà detto se la stampa lo ha riportato, fra l'altro in maniera piuttosto unanime perché i titoli erano più o meno gli stessi. Il titolo più consueto - adesso riassumo - era quello che la Valle d'Aosta diventerà per tre anni un grande cantiere. A me questa cosa ha preoccupato, ma non sono tanto preoccupato che preoccupi me, sono preoccupato che un'affermazione del genere riportata dalla stampa preoccupi soprattutto i turisti, perché uno che leggeva questi articoli da turista diceva che c'erano due posti al mondo in cui nei prossimi anni non sarebbe andato, e cioè a Roma perché c'è il Giubileo e in Valle d'Aosta perché sarà per tre anni un grande cantiere.

Facciamo attenzione a queste cose, perché parlare orgogliosamente di lavori, come fa l'Assessore ai lavori pubblici, di un grande cantiere, manda un messaggio positivo solo ad una parte dell'opinione pubblica, magari all'opinione pubblica dei costruttori e dei progettisti sì, ma all'opinione pubblica turistica a mio giudizio no! Quindi stiamo attenti, e questo è il mio consiglio modesto, ancorché gratuito, all'Assessore a proposito di queste frasi enfatizzanti.

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (FA) La dichiarazione di voto penso che sia scontata, perché il nostro sarà un voto favorevole.

Prendo la parola per rispondere all'accusa di scorrettezza fattami dal Consigliere Curtaz. Ho l'impressione che i Consiglieri del gruppo Verde per l'Ulivo ripetutamente in quest'aula cerchino la polemica; Beneforti con l'Assessore Vicquéry, adesso Curtaz ha nel mirino l'Assessore al turismo che si occupa anche di trasporti. Mi è stato chiesto quali erano i lavori che erano compresi in quella dicitura. Innanzitutto sottolineo che l'attuale Assessore ai trasporti porta avanti i progetti, che il suo predecessore ha impostato nei cinque anni precedenti…

Curtaz (fuori microfono)… se è così va benissimo…

Lavoyer (FA) … questo voglio sottolinearlo per quanto attiene l'Aeroporto.

Visto che i progetti dell'Aeroporto sono fatti da più professionisti, probabilmente gli uffici hanno inserito una dicitura che non è comprensiva di tutti gli interventi; nel momento in cui sono state previste le somme a disposizione, sono state previste tutte le somme che comprendono la globalità degli interventi, inclusa l'aerostazione che è ormai in fase di progettazione ultimata. Ho detto che sull'aerostazione faremo una riflessione, se sarà da realizzare o meno…

(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)

… fra la scorrettezza e un'imprecisione, visto che sono stati chiesti dei chiarimenti, noi abbiamo dato i chiarimenti. Sull'aerostazione, Consigliere Curtaz, visto che è bene informato nel settore dei trasporti dovrebbe sapere che il prefabbricato in legno è stato costruito con l'ipotesi di un intervento precario, realizzato in tempi record dall'allora Assessorato ai lavori pubblici su sollecitazione dell'Assessore ai trasporti. Visto che questa funzionalità potrebbe anche essere sufficiente, faremo una riflessione su questo aspetto. È chiaro che nel programma di previsione non possiamo che prendere atto dei dati complessivi sia dal punto di vista della tipologia degli interventi, che degli importi finanziari.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Per dichiarare il voto favorevole della Giunta regionale e per fare due puntualizzazioni che ho dimenticato prima.

La prima considerazione che mi deriva proprio dalle cose evidenziate durante il dibattito è relativa all'opportunità di verificare alcuni passaggi della legge n. 12, per mantenerne evidentemente la filosofia generale per quanto riguarda la programmazione, ma per semplificarne probabilmente qualche passaggio, altrimenti mi rendo conto che qui ci complichiamo la vita e in termini di redazione e in termini di comprensione.

La seconda puntualizzazione era per tranquillizzare il Consigliere Marguerettaz rispetto alle possibilità o alle probabilità di uno strepitoso successo elettorale dell'Assessore ai lavori pubblici: sono Assessore a fine carriera, nel senso che lei sa bene che sono al terzo mandato e che lo statuto del mio movimento prevede tre e non più mandati. Grazie.

Président Je soumets au vote la délibération dans son ensemble, je rappelle qu'on vote sur le texte tel qu'il a été amendé, donc "sul nuovo allegato" qui a été distribué:

Conseillers présents: 27

Votants: 26

Pour: 21

Contre: 5

Abstentions: 1 (Marguerettaz)

Le Conseil approuve.

Collègues conseillers, la séance est levée. Nous avons terminé les travaux du Conseil. Le Conseil est convoqué pour le 24 mars prochain.