Objet du Conseil n. 479 du 10 mars 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 10 MARS 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 479/XI Azioni di prevenzione del tumore della prostata. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza che il tumore della prostata colpisce il sesso maschile nella seconda età e che aumenta con l'età stessa;
A conoscenza altresì che gli uomini tra i 55 e 65 anni possono presentare focolai di neoplasma prostatica e che tali focolai colpiscono l'80% degli anziani;
Constatato che il tumore prostatico, rispetto agli altri, è quello che si sviluppa più lentamente e che quindi il malato può vivere più a lungo;
Ritenuto che la prevenzione, intesa come diagnosi precoce, è lo strumento migliore per combattere i tumori;
Preso atto delle importanti indicazioni sancite dalla organizzazione mondiale della sanità, che sono determinanti per anticipare la malattia e fermarla prima che sia troppo tardi;
Verificato, tuttavia, che la maggior parte degli uomini è restia a farsi visitare e controllare periodicamente, almeno una volta l'anno dopo i 45 anni di età;
Vista la richiesta che proviene dagli uomini preoccupati di essere colpiti da tumore alla prostata ed in particolare da parte di quanti non hanno le possibilità di curarsi a pagamento;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1) se di fronte ad una sempre maggiore diffusione del tumore alla prostata, non ritiene utile svolgere una più efficace opera di prevenzione e sensibilizzazione nei confronti della malattia stessa;
2) se intende istituire un servizio pubblico gratuito di prevenzione per la malattia della prostata che colpisce ormai l'80% degli uomini. Al servizio, collegato all'unità operativa di Urologia, potrebbero rivolgersi, o essere chiamati periodicamente, tutti gli uomini di età superiore ai 45-50 anni per essere sottoposti a diagnosi precoce e a controlli medici specifici che si rendono necessari.
F.to: Beneforti
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Quest'interpellanza è scaturita da un confronto avvenuto con gli anziani, cioè con un gruppo di diretti interessati nonché con un gruppo di medici interni ed esterni all'USL. È chiaro che non è tutta questa farina del mio sacco perché non sono né un medico - e neanche troppo vecchio, mi viene suggerito - né un conoscitore di tutte le malattie, è invece scaturita da un incontro serio e concreto che è stato fatto.
Da questo confronto un punto sul quale c'è stata piena intesa è stato quello di non lasciare gli anziani soli di fronte ad un male che colpisce oltre l'80 percento degli uomini, un male che comporta anche un alto indice di mortalità.
Su questa malattia certamente, e questo è noto, ci sono prese di posizione diverse sia a livello nazionale che a livello internazionale, ma tutte le strutture sanitarie attribuiscono alla prevenzione una rilevanza tale che noi riteniamo non debba essere più trascurata neanche nella nostra Regione.
Abbiamo ritenuto e riteniamo che occorra studiare e prevedere iniziative idonee così come è avvenuto nella nostra Regione per le malattie che colpiscono in modo particolare il sesso femminile. Come dicevo, di fronte a un fenomeno di tali dimensioni non è umano lasciare gli anziani soli, occorre studiare il modo in cui venire loro incontro, come far sentire che non sono abbandonati a loro stessi, dobbiamo dare la certezza a questi anziani che nella loro Regione trovano l'assistenza che è necessaria senza dover ricorrere a servizi e centri esterni alla nostra Regione come in molti casi sta accadendo oggi. Occorre tenere presente che anche chi non ha le possibilità economiche per recarsi fuori Valle, trova a casa sua l'assistenza sanitaria di cui ha bisogno.
In quest'incontro abbiamo ritenuto che anche con servizi efficienti che si va a istituire si può combattere anche la riluttanza che esiste negli uomini di sottoporsi periodicamente a visita medica e di controllo. C'è più che nelle donne negli uomini una riluttanza a sottoporsi a visita medica, a sottoporsi a diagnosi precoce e a quei controlli medici specifici che si rendono necessari, questo per evitare rischi più seri di quelli che non si pensa.
Con la nostra interpellanza si chiede alla Giunta e all'Assessore se non ritiene utile svolgere una più efficace opera di sensibilizzazione e di prevenzione intorno a questa malattia, se intende istituire un servizio pubblico gratuito di prevenzione dato che la malattia colpisce l'80 percento degli uomini.
Sul come realizzare quest'obiettivo non si può improvvisare, occorre fare i dovuti approfondimenti alla luce anche di quanto prevede la ricerca in questo campo, di quanto prevede il Servizio sanitario nazionale e di quanto anche prevede l'Organizzazione mondiale della sanità. Dobbiamo tenere conto delle prese di posizione a tutti i livelli e vedere come realizzare questo centro di prevenzione anche nella nostra Regione e soprattutto stabilire quali test possono essere messi in atto in una Regione come la nostra.
Una cosa è certa: il servizio che si andrà a costituire dovrà essere collegato all'Unità operativa di urologia. Credo che fino ad oggi l'Urologia sia stato uno dei fiori all'occhiello della sanità nella nostra Regione, pertanto penso che con la stessa serietà quell'Unità operativa possa gestire questo servizio, che è di sua competenza, se si arriva ad istituirlo nell'interesse dei nostri anziani.
Ripeto sempre che prevenire costa meno che curare, se è possibile farlo cerchiamo di farlo.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Rispondo brevemente all'interpellanza cercando di tranquillizzare gran parte di noi qui presenti perché alcuni dati contenuti nell'interpellanza possono essere letti in modo negativo. Per fortuna non è vero che l'80 percento circa degli anziani dai 45 anni in su è affetto da tumore prostatico; una cosa è parlare di patologia prostatica, altra è parlare di tumore alla prostata. È vero che scientificamente circa l'80 percento degli uomini dai 55 ai 75 anni ha patologie prostatiche, ma altra cosa è dire che ha patologie tumorali.
Ciò precisato, noi stiamo lavorando in questo senso; stiamo lavorando per un'indagine di screening d'intesa con un'associazione di volontariato che ha dato la sua disponibilità anche in termini di personale per andare a fare quella che viene definita la prevenzione secondaria perché giustamente il Consigliere Beneforti parla di prevenzione, ma la prevenzione va distinta in prevenzione primaria che è quella che viene definita tecnicamente come rimozione dei fattori di rischio e che ingenera tutta una serie di problematiche dalla qualità della vita all'ambiente, all'educazione alimentare eccetera e che ha dei risultati a lunghissima gittata e non a breve periodo e in prevenzione secondaria che viene definita tecnicamente la diagnosi precoce e che si fa tramite screening.
L'intenzione nostra è di mettere in piedi questo screening di una popolazione di circa 20mila anziani dai 55 ai 70 anni - gli anziani sono 19.900 e qualcosa - e di "screenarne" circa 3.000 tramite una determinazione serica del PSA che è un semplice esame del sangue dal quale si può dedurre l'ipotesi di un avanzamento di una malattia prostatica tumorale.
Su questo però il dibattito scientifico è aperto. Sono venuto a conoscenza ultimamente di un documento di una Commission santé del Ministero della sanità francese che dice esattamente il contrario ovvero sostiene che la determinazione del PSA è di fatto inutile.
Riteniamo di seguire la teoria di pensiero dominante che è quella di fare comunque la determinazione del PSA per questi 3.000 cittadini che ci darà una determinazione di larga massima dopodiché faremo il punto della situazione e vedremo.
I dati di mortalità dell'Osservatorio epidemiologico ci dicono che per tranquillizzare tutti dal 1995 al 1998, per i soggetti inferiori ai 65 anni, si sono registrati 2 casi soli in Valle d'Aosta di mortalità; dai 65 ai 74 anni: 16 casi e dai 75 anni in su 63 casi.
Questo sta a significare che il "target" che vogliamo toccare è volutamente 55-70 anni e non 75 anni perché, essendo per fortuna la malattia tumorale prostatica una malattia che, se curata, mantiene in vita per anni i soggetti che ne sono affetti, è inutile andare a "screenare" i settantacinquenni perché questi percentualmente sono già sicuramente accertabili e sicuramente sono già in fase di cura. Queste sono le indicazioni che ci vengono date dai medici di urologia con i quali siamo in contatto e con i quali vogliamo far decollare quest'indagine di screening per un costo approssimativo non altissimo perché si tratta di comprare i test per la determinazione del sangue e si tratta di fare un'indagine rettale per coloro che risultano positivi. Allora non interviene solo l'Urologia, ma interviene primariamente il laboratorio di analisi, intervengono tutti i centri di prelievo territoriali.
Abbiamo deciso quale fascia di età sarà interessata, stiamo discutendo quale fascia di popolazione chiamare; ci stiamo orientando su una fascia di popolazione baricentrica di Aosta in questa prima fase perché è più facile avere delle rispondenze.
Questo succede anche per lo screening per i tumori femminili, i pap test: a fronte di 1.000 donne chiamate se ne presentano non più di 600; è sperabile che alcune delle altre 400 vadano fuori Valle per motivi di pudore, per motivi di conoscenza e quant'altro, ma la triste realtà è questa: che pur essendo convocate a casa con firma del medico di fiducia a sottoporsi allo screening, un 40 percento non si presenta. Rischiamo che ci sia una défaillance ancora maggiore negli uomini, per questo motivo vorremmo partire con Aosta per vedere di allargare il raggio di azione.
Ringrazio il Consigliere per avermi dato l'opportunità di manifestare quest'iniziativa che non si trova nel PSR se non nelle linee generali, ma è indicata in più parti l'attività di prevenzione che si esplicita anche tramite quest'iniziativa.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto di quanto ha comunicato l'Assessore nella sua risposta e devo dire che sono abbastanza soddisfatto che ci sia quest'iniziativa in corso perché è quella che si aspettano anche gli anziani.
Sul problema delle chiamate e della presentazione ho detto anch'io che c'è una certa riluttanza negli uomini più che nelle donne a sottoporsi a visita. Sta a noi far capire, nel portare avanti questo servizio, l'utilità che esiste nel sottoporsi a questi controlli.
Per quanto riguarda la percentuale di mortalità, quando parlo dell'80 percento parlo in generale, non mi riferivo ai dati della Valle d'Aosta perché non ne ero in possesso. Anche nell'incontro che abbiamo fatto con gli anziani e i medici si parlava in linea generale senza calarsi nella realtà valdostana per vedere i casi di mortalità secondo l'età che si sono verificati nella nostra Regione.
L'importante è che si metta mano a questo servizio, si realizzi questo centro in sinergia con l'Unità di urologia perché credo che sia utile. Nel nostro PSR si parla di prevenzione e io credo che la prevenzione debba essere realizzata, ma questo non vuol dire che si va fuori dal piano; un piano socio-sanitario per essere tale deve prevedere la prevenzione, la cura e la riabilitazione, quindi se si richiama la prevenzione, si richiamano nella prevenzione tutti quegli aspetti che si rendono necessari.
Prendo atto con soddisfazione di quest'iniziativa e mi auguro che vada a buon fine nell'interesse degli anziani, in particolare di coloro che non hanno possibilità economiche per sottoporsi a visite e a cure a pagamento.
