Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 451 du 24 février 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 451/XI Composizione della Giuria preposta alla valutazione delle opere esposte alla Fiera di Sant'Orso. (Interpellanza)

Interpellanza Richiamata la pubblica polemica innescata da autorevoli espositori della Fiera di S. Orso in merito alle valutazioni espresse da uno dei componenti la giuria preposta alla valutazione delle opere esposte

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore all'Industria, artigianato ed energia per conoscere:

- quali siano le modalità e i criteri di composizione della giuria;

- se il giudizio dei giurati sia fondato sulla discrezionalità individuale o se debba tenere conto di parametri valutativi predeterminati;

- quale sia il suo giudizio sulla vicenda;

- se alla luce dei fatti su esposti ritenga opportuno modificare i meccanismi relativi alla formazione della giuria e al funzionamento della stessa.

F.to: Frassy - Tibaldi

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) La vicenda sicuramente è nota al Consiglio perché è stata trattata ampiamente dalla stampa locale ed è una vicenda che può aver dato una nota di colore ma, secondo me, al di là di quella che è la nota di colore del dopo fiera, ed è di questa settimana il festival con il dopo festival, qui abbiamo avuto il nostro dopo fiera; si tratta però di capire se questo dopo fiera non importi anche delle riflessioni in considerazione dell'importante appuntamento della prossima edizione cioè della millesima edizione della Fiera di Sant'Orso.

Siamo rimasti un po' perplessi nel leggere tutto ciò che è accaduto anche perché, al di là di quello che abbiamo letto, non abbiamo capito più di tanto sui meccanismi che stanno alla base della Giuria stessa. E penso - questo è il fatto più grave forse - che non lo abbiano capito nemmeno gli espositori stessi.

Allora sarebbe opportuno che prendendo spunto da questa situazione, che si è così appalesata con clamore di stampa e che peraltro non è nuova, perché senza clamore di stampa già nelle passate edizioni c'era un mormorio su cosa faceva e su come lo faceva o su come non lo faceva il proprio lavoro la Giuria, quest'anno la notizia è uscita in maniera abbastanza roboante.

Penso che la valutazione la si debba fare serenamente per capire se non debba essere cambiato qualcosa nei meccanismi che il Presidente e l'Assessore poi vorranno sinteticamente illustrare al Consiglio circa i criteri - se ci sono - di scelta e di nomina e i criteri - se ci sono - di valutazione della Giuria stessa. Anche perché non vorremmo che la funzione premiante, nel senso di incentivante che dovrebbe avere la Giuria nell'andare a riconoscere i vari lavori, diventi invece una funzione che ottenga il risultato opposto ossia di disincentivo a quegli artigiani che per certi versi hanno fatto il salto dall'artigianato cosiddetto hobbistico all'artigianato artistico ritenendo che la Fiera di Sant'Orso non debba più avere spazio per gli artigiani artisti o per gli artisti artigiani a seconda dei punti di vista.

Riteniamo che l'espressione artistica presente nella Fiera di Sant'Orso sia un'espressione che qualifichi la fiera stessa e che qualifichi quella che è una forma di espressione culturale e artistica valdostana.

Siamo perplessi su quello che è accaduto, vorremmo capire le valutazioni che l'Assessore e il Presidente ne hanno tratto e ci riserviamo in sede di replica di fare eventualmente altre considerazioni.

Presidente La parola all'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Prendo atto delle perplessità del Consigliere Frassy rispetto al pronunciamento della Giuria. Non ha parlato dell'andamento della fiera per cui penso che le perplessità non si possano estendere al funzionamento della fiera in sé stessa. Per cui affrontiamo il problema della Giuria.

I problemi che sono stati posti dagli interpellanti riguardano quali siano modalità e criteri di composizione della Giuria. La Fiera di Sant'Orso è regolata da un regolamento che definisce fra le varie cose anche le modalità di composizione della Giuria e conseguentemente anche dei criteri. I criteri riguardano il fatto di avere all'interno della Giuria dei giurati che abbiano capacità e competenza nel campo dell'artigianato di tradizione sapendo che si tratta di affrontare una materia di una notevole complessità.

Elencherò adesso quali sono i rappresentanti della Giuria che sono indice anche di quelli che sono i criteri di composizione, quindi quali sono le professionalità rappresentate.

All'interno della Giuria, che è nominata con decreto dell'Assessore regionale, sono presenti: un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'industria, artigianato ed energia con funzioni di presidente, un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e risorse naturali, un rappresentante del Comune di Aosta, un rappresentante dell'IVAT, un rappresentante dell'Istituto d'arte regionale, un rappresentante dell'Istituto professionale regionale, un rappresentante dell'ASIV (Associazione scultori e intagliatori valdostani), un rappresentante del GIA (Gruppo intagli Aosta), un rappresentante del Comité des traditions valdôtaines, un esperto di storia dell'artigianato segnalato dall'Archivio storico e due rappresentanti dell'Assessorato dell'agricoltura per quanto riguarda la valutazione degli oggetti agricoli. Questo tipo di composizione indica comunque una pluralità di competenze.

Si chiede anche se il giudizio sia fondato sulla discrezionalità individuale o se debba tenere conto di parametri valutativi predeterminati. Visto il numero di espositori - come tutti sapete per quanto riguarda l'artigianato di tradizione c'erano più di 700 espositori alla Fiera di Sant'Orso e la valutazione doveva essere fatta sul complesso delle opere presentate - il giudizio era decisamente complesso. Credo che l'opera dei giurati sia un'opera particolarmente gravosa da questo punto di vista.

Entrando nel merito, il regolamento prevede che la Giuria valuti la produzione esposta nel suo complesso con particolare riferimento alle tecniche impiegate e al rispetto della tradizione pur considerando la naturale evoluzione artistica sia dei temi che delle lavorazioni, quindi non ci sono da questo punto di vista criteri oggettivi. D'altronde su un tema come quello dell'oggettività della scienza si sono sprecati volumi e anche un rappresentante importante di Forza Italia come Lucio Colletti ha fatto dei saggi estremamente brillanti sul problema della non oggettività della scienza, pertanto credo che pretendere l'oggettività del giudizio da parte della Giuria di Sant'Orso non sia possibile.

Detto questo, per quanto riguarda la questione legata alle valutazioni che vengono fatte, queste avvengono all'interno di un meccanismo che prevede la possibilità di premiare il 15 percento di ogni categoria e, come veniva ricordato dal Consigliere Frassy, rispetto ai giudizi della Giuria c'è sempre stato nel passato e questa volta più che nel passato un'accesa discussione. A questo proposito vorrei fare alcune considerazioni. Mi si chiede di dare un giudizio personale sulla vicenda. Ora, che ci siano valutazioni diverse sull'esito della Giuria è un fatto naturale, però si tratta di andare alla radice delle cose e prima di tutto va fatta una precisazione.

Rispetto ad una Giuria che ha esaminato più di 700 artigiani artisti, come sono stati definiti, note polemiche sono venute da un gruppo ristretto. Sono indubbiamente gli artisti rappresentativi, sono gli scultori professionisti della fiera, quindi hanno un ruolo particolare, ma sicuramente il giudizio riguarda un aspetto particolare che è quello della scultura, mentre sull'insieme delle diverse categorie che si sono presentate alla fiera non c'è stata discussione.

Che la discussione sia fisiologica alla fiera è vero, ma al di là di questo dobbiamo andare alla radice delle questioni tenuto conto di quello che viene detto nel comunicato stampa dei 7 artigiani artisti che hanno preso posizione sulle decisioni della Giuria, decisioni peraltro assunte all'unanimità della Giuria stessa. Si evidenzia come la premiazione e i risultati della Fiera di Sant'Orso non siano che la punta di un iceberg rispetto ad argomenti che si ripropongono di anno in anno e quello che stiamo cercando di fare è quello di andare a vedere quali sono gli argomenti che si ripropongono di anno in anno.

Un primo problema è quello di una valorizzazione del ruolo degli artigiani professionisti, un altro è quello di mantenere un'unicità della fiera che vive su delle straordinarie capacità di alcuni artisti, questo è indubbio, ma che vive anche su un numero di artigiani che riescono ad esprimere comunque un'ampia gamma di significati.

Si tratta di tenere insieme questi due aspetti, cioè alcune capacità individuali molto spiccate e una dimensione della fiera che non sarebbe tale se si limitasse ad un numero ristretto di artigiani sia pure molto bravi. Abbiamo avviato degli incontri con gli artigiani interessati proprio per cercare di rispondere a questo problema e far sì che quest'aspetto dell'artigianato professionistico venga valorizzato sempre tenuto conto del contesto generale che una fiera vive se ci sono sia gli hobbisti sia gli artigiani professionisti.

Ci si chiede per la fiera del 2000 cosa succederà. Ora, se il meccanismo di premiazione rimane quello attuale, credo che così come è stata strutturata la Giuria, il fatto di dividersi per sottogruppi a secondo delle categorie sia funzionale rispetto all'obiettivo che ci si era proposti. Si tratta invece di interrogarsi, e qui la riflessione è aperta, se non vada modificato il meccanismo della premiazione in sé, cioè questo meccanismo che assegna al 15 percento di ogni categoria un premio che è uguale per tutti e che mette sullo stesso piano gli artigiani professionisti e gli artigiani hobbisti.

Su questo terreno è aperta una riflessione tenuto conto del fatto che questa è una questione che si discute da anni e l'orientamento è quello di sentire quali sono le opinioni delle associazioni degli artigiani scultori e intagliatori, ma non solo. Ci sono pervenuti anche dei suggerimenti da parte di alcuni membri della Giuria che intendono superare l'attuale meccanismo, si pensa in alcuni casi ad un fuori concorso per gli artigiani professionisti, questa è un'ipotesi che mi limito ora a riportare come tale.

Si tratta quindi di verificare come affrontare la fiera prossima tenuto conto che il problema fondamentale non è il funzionamento della Giuria in sé perché, stante le attuali regole, la Giuria si trova a dover operare all'interno di limiti ben definiti, ma è piuttosto il sistema di premiazione così come si è verificato in questi anni. Da questo punto di vista abbiamo ancora del tempo per trovare delle soluzioni e se ci sono suggerimenti ben vengano, ma in ogni caso questa discussione che è venuta nel dopo fiera - nel dopo festival si diceva prima - possa essere utile per andare ad un miglioramento di una fiera che ha ricevuto degli apprezzamenti positivi.

Si tratta di far sì che anche quest'elemento premiante venga modificato sapendo che un elemento intrinseco della fiera è anche questa polemica, questa discussione successiva che dimostra che questa è una fiera fortemente viva e fin quando una cosa è viva fa discutere e fin quando fa discutere vuol dire che ha un peso.

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) Penso di dover iniziare la mia replica con una riflessione presa a prestito da un compagno di coalizione del Consigliere Beneforti che con un'infelice espressione parlava di cerchiobottismo; sicuramente la risposta dell'Assessore è un capolavoro di questo cerchiobottismo coniato da Di Pietro.

L'assenza di riflessione sulla fiera analogicamente l'Assessore l'ha interpretata come una manifestazione di assenza organizzativa, il che può essere; non vorrei che l'estensione dell'analogia portasse ad un'approvazione di certi operati di Giunta che non abbiamo discusso in quest'interpellanza, perciò l'estensione analogica limitiamola alla fiera.

Rimanendo sempre su queste premesse non entro nel merito della relatività del giudizio espresso da Colletti che se è vero che è in Forza Italia, è pur sempre vero che ha una comunanza che lo avvicina di più a tutta una certa filosofia marxista che può essere più facilmente interpretata dall'Assessore che non da chi sta esponendo l'interpellanza, perciò il discorso è un altro, ritornando seriamente sull'argomento.

La valorizzazione dei professionisti, che è la preoccupazione che ha mosso quest'interpellanza e che è stata anche affermata dall'Assessore, non mi sembra che abbia trovato grossa rispondenza nelle polemiche che sono nate. Lungi da noi voler essere i giudici dei giudici, cioè i giudici della Giuria, però se è vero che è difficile trovare l'oggettività, è altrettanto vero che sarebbe auspicabile la serenità nel giudizio. E allora diventa difficile capire, leggendo le affermazioni non smentite, come mai una Giuria composta da tre giurati abbia espresso risultati che fanno scalpore perché due giurati esprimono 20 e 20, il terzo giurato esprime 5; essendo questa una valutazione in ventesimi vuol dire che il 5 corrisponde in decimi al 2,5 scolastico.

Ora, il 2,5 scolastico dato a quei professionisti che si dice unanimemente sono per certi versi la parte nobile della fiera, sono l'espressione della crescita culturale e artistica di un certo "modus" di essere dell'artigiano valdostano, mi sembra che, lasciando perdere l'oggettività e la relatività, lasci il sospetto ad una carenza di serenità anche perché questo meccanismo: 20, 20, 5, si è ripetuto per tutto quello che è il comparto dei professionisti.

Detto questo, non dico altro; invito solo l'Assessore nell'organizzare la fiera del 2000 a valutare se certi meccanismi non debbano essere cambiati e soprattutto se certi personaggi forse un po' troppo eclettici non è meglio lasciarli fare agli artisti piuttosto che chiamarli a giudici degli artisti.

Si dà atto che, dalle ore 17,50, riassume la presidenza il Presidente Louvin.