Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 424 du 10 février 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 10 FÉVRIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 424/XI Determinazioni in merito ad una gestione privatistica della Casa da gioco di Saint-Vincent. (Reiezione di risoluzione)

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Premesso che, dal 1° luglio 1994, la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent è affidata, ai sensi della L.R. 88/1993, a un ente denominato "Gestione Straordinaria regionale";

Considerato che, dal 1991, si protrae un logorante contenzioso giudiziario con una delle società candidate alla selezione per l'affidamento della concessione;

Riconosciuto nella Casa da gioco uno dei centri più rilevanti della Regione, sia per le risorse finanziarie che fornisce al bilancio regionale, sia per l'indotto non solo turistico che sviluppa, sia per i livelli occupazionali che assicura;

Evidenziata l'esigenza di superare la fase di provvisorietà caratterizzata dalla presenza della Gestione Straordinaria e di individuare e adottare determinazioni definitive in merito alla questione della Casa da gioco;

Riafferma

la propria ferma volontà ad assicurare una gestione privatistica alla Casa da gioco, attraverso una società privata che possieda i necessari requisiti di trasparenza e affidabilità

Invita

la Giunta regionale a individuare e adottare le determinazioni necessarie a procedere in tale direzione, tenendo conto degli interessi diffusi dalla comunità valdostana a una gestione corretta ed economicamente valida.

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

Président La parole au Conseiller Collé pour une motion d'ordre.

Collé (Aut) Ho sentito i Capigruppo e saremmo d'accordo a spostare l'ordine del giorno e discutere prima la risoluzione riguardante la Casa da gioco.

Président S'il n'y a pas d'objections à ce qu'il y ait cette inversion à l'ordre du jour, nous procédons à la discussion de la résolution inscrite au point n° 28.2.

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Ringrazio il Consiglio per avere iscritto la risoluzione all'ordine del giorno. Le ragioni che ci hanno indotto a presentarla sono abbastanza semplici e scontate. Abbiamo assistito in quest'ultima quindicina di giorni ad una serie di novità, per lo più apprese da terzi, dagli organi d'informazione, che riguardano in maniera sostanziale la situazione della Casa da gioco di Saint-Vincent. In particolare, abbiamo appreso della bozza di revisione della legge n. 88/93 che è in itinere relativamente alla struttura della Gestione straordinaria regionale, oltre che dell'ipotesi di realizzare un nuovo casinò.

Direi che la materia "Casinò" è di fondamentale importanza nel cosiddetto "sistema Valle d'Aosta" sia da un punto di vista sociale, sia da un punto di vista economico, e sia anche da un punto di vista occupazionale, oltre a creare un indotto di tutto rispetto. Il fatto che il Consiglio regionale possa quanto prima affrontare, anche con maggiore cognizione di causa grazie a determinati elementi che ci vorranno essere cortesemente offerti dal Presidente della Giunta, ritengo sia quanto mai doveroso e la risoluzione può costituire anche uno spunto per approfondire questo tema. Anche perché altrimenti si vive nell'imbarazzo di dover apprendere le notizie dai terzi o dagli organi d'informazione e di non avere quel minimo di cognizione di causa che dovrebbe invece possedere dalla fonte una persona che è stata eletta a rappresentare una parte della comunità valdostana.

Una vicenda processuale logorante pende ormai da diversi anni e a livello parlamentare giacciono diverse proposte, fra cui anche alcune di Forza Italia, tendenti a liberalizzare il mercato del gioco d'azzardo nel nostro paese.

È naturale che di fronte ad una situazione composita che si è creata e che avrà una sua naturale evoluzione, il Consiglio debba ribadire e affermare certe posizioni.

Il documento ne afferma una, sulla base della quale intendiamo ribadire, in maniera chiara e non equivoca, la ferma volontà di questo Consiglio di procedere nella direzione peraltro anche verbalmente affermata dal Presidente della Giunta e cioè della privatizzazione della gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Si tratta di un'intenzione aperta ai vari contributi che si vorranno apportare o comunque alle proposte che si vorranno effettuare in materia aperta ma ferma. Da un punto di vista formale ritengo fondamentale ribadire anzitutto un principio: che questo Consiglio non debba considerare tabù un argomento come questo e che questo argomento sia esclusivamente prerogativa dei giornalisti. Da un punto di vista sostanziale ritengo che questo Consiglio debba riaffermare determinati principi e questo della privatizzazione della gestione è per noi un principio fondamentale. Allora, se condiviso anche da altri, questo documento è più che mai aperto alle modificazioni e alle sensibilità che possono promanare da qualsiasi Consigliere o gruppo qui presenti.

Président La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Collé.

Collé (Aut) Non abbiamo troppo capito l'esigenza di Forza Italia di portare oggi in Consiglio questa risoluzione. Dico questo perché? Innanzitutto per quanto è avvenuto in questi ultimi giorni, cioè quanto è apparso sugli organi di stampa di questa nuova impostazione, così sembrerebbe, per la Casa da gioco di Saint-Vincent, così come per la nuova bozza che noi di minoranza non abbiamo ancora visto, ma che sappiamo esserci, sappiamo che la Giunta l'ha già predisposta e quindi credo che ben presto avremo modo di visionare e di esprimere il nostro pensiero.

Ma soprattutto siamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo a Roma, e non so se Forza Italia ne è al corrente, prima ho sentito parlare di proposte fatte a livello romano; così come non so se i Democratici di Sinistra sono al corrente di quanto sia avvenuto in questi giorni e di quanto domani in giornata la commissione finanze dovrà discutere.

Domani la Commissione finanze dovrà discutere di un emendamento alla finanziaria riguardante le case da gioco, un emendamento non solo importantissimo ma essenziale in quanto andrebbe a cambiare la vita del nostro Casinò.

Se da una parte ci aspettavamo che prima o poi nascessero determinate case da gioco in Italia, e qui si vanno a definire 16 nuove case da gioco sul territorio italiano per quanto riguarda la parte che ci concerne più da vicino e quindi Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, sono 5 case da gioco, c'è l'inserimento di una nuova casa da gioco nel territorio del nord che più ci interessa, e poiché nell'emendamento si dice che le regioni che hanno già una casa da gioco non ne potranno avere una seconda, credo che a giocarsela saranno Piemonte e Trentino e obiettivamente mi sento di dire che il Piemonte potrà avere più chances.

Ma quello che mi preoccupa maggiormente, facendo presente all'assemblea che questo emendamento è stato firmato dagli Onorevoli Dalì e Bucciarelli, facenti parte di Democratici di Sinistra e Forza Italia, copresidenti della Commissione finanze, è che al punto e) di questo emendamento che dice: "disciplina le forme di esercizio e gestione dell'attività autorizzata, che dovrà essere affidata in concessione per una durata non superiore a 15 anni e rinnovabile ad altri soggetti individuati, mediante apposita gara pubblica internazionale indetta dal comune stesso, sulla base di un capitolato generale e speciale predisposto dal Ministero dell'interno", mentre al punto i) dello stesso si dice: "adeguamento della disciplina concernente le Case da gioco di Campione d'Italia, Saint-Vincent, San Remo e Venezia".

Pertanto se questo emendamento dovesse passare in Commissione finanze, noi fino ad oggi abbiamo fatto tutta una serie di ragionamenti, da domani dovremmo cambiare completamente perché il Ministero dell'interno si arrogherà il potere e il diritto di dirci cosa dovremo fare, come dovremo gestire il Casinò.

Ritengo questa una cosa estremamente grave. Non so se si era al corrente di questa cosa, però invito questo Consiglio regionale a vedere se non è il caso di dire qualcosa al riguardo come Consiglio regionale. Ritengo che sia una cosa importantissima lesiva della nostra autonomia.

Ancora una volta questo Consiglio regionale, così come è avvenuto lo scorso Consiglio per l'elezione diretta del Presidente della Giunta, si vede scavalcato.

Ancora una volta questo Governo non è stato sentito a quello che mi risulta, poi il Presidente della Giunta preciserà meglio, e a Roma due massimi rappresentanti delle due forze politiche maggiori di questo nostro paese hanno siglato questo accordo, lo hanno fatto presente ai commissari e domani in Commissione finanze si deciderà sul destino della Valle d'Aosta per quanto concerne la Casa da gioco di Saint-Vincent.

Mi sento abbattuto per quanto sta avvenendo, anche perché capisco che ci siano delle difficoltà di rapporti fra i rappresentanti locali e nazionali, capisco che la periferia è sempre messa in un angolo, ma credo che ci debba essere un intervento di forza, un intervento pesante, perché in 15 giorni abbiamo assistito a due iniziative che sono a dir poco vergognose nei confronti di questa regione.

Il mio non vuole essere un intervento di pura polemica partitica politica, ma credo che qui dobbiamo ragionare intorno al nostro futuro: se ogni quindici giorni qualcuno si alza al mattino a Roma e pensa di stravolgere quella che è stata e che è la nostra storia di autonomia, dobbiamo guardarci allo specchio e vedere ancora chi crede in questa autonomia e pensa di portare avanti determinate cose, altrimenti ci viene da pensare.

Qui i ragionamenti potrebbero essere innumerevoli, ma, visto che siamo tutti dotati di un'intelligenza, li lascio all'intelligenza dei consiglieri. Ritenevo doveroso mettere al corrente di quanto sta avvenendo, così come se il Consiglio lo riterrà opportuno siamo disponibili a vedere se il Consiglio può oggi presentare una risoluzione, un documento da inviare a chi domani dovrà discutere delle case da gioco in generale e in particolare di quella di Saint-Vincent.

Detto questo, siamo per una gestione privatistica della Casa da gioco di Saint-Vincent, come abbiamo detto in passato, ma ci sentiamo di dire oggi che la risoluzione presentata è un po' prematura, fuori tempo, perché sul piatto ci sono troppi argomenti di cui discutere.

Tutti dobbiamo capire quali sono le strategie regionali, su cui il Governo regionale c'informerà, e per quanto riguarda la gestione e per quanto riguarda l'ampliamento di nuovi casinò, quindi mi permetto di dare un invito a Forza Italia di ritirare la risoluzione.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Devo dire subito che credo che non si possa, come Valle d'Aosta, impedire alle altre regioni di chiedere l'apertura di un casinò: non pensiamo mica di essere tanto forti come Regione per poter dire che a noi bastano i 4 casinò che già ci sono e non se ne aprono altri? C'è stato e c'è un movimento generale che da parte di tutte le regioni si spinge a voler aprire un casinò almeno nelle loro regioni, e i Deputati che hanno presentato l'emendamento nei termini che diceva il collega Collé, lo hanno presentato perché si sono trovati pressati dai collegi elettorali dei luoghi dove risiedono, oltre che da altri colleghi di altre regioni che hanno interesse ad aprire un casinò.

Però non facciamo dell'allarmismo cercando di attaccare lo Stato per questo; nel mio ambiente abbiamo parlato del problema, cerchiamo almeno per quanto riguarda la Valle d'Aosta di essere informati e anche di confrontarsi su ciò che investe la nostra regione, quindi se dovesse venire un'apertura di nuovi casinò è certo che questo fatto non lederà per niente l'autonomia della Valle d'Aosta…

(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)

… no, caro Marguerettaz. Non sono tanto informato? Io ti dico che sono informato, perché forse l'emendamento che citava Collé, domani non passerà, perché ci devono essere determinate condizioni e una è quella di rispettare anche il ruolo delle regioni. Invece su questi argomenti, non so se il Presidente può confermare, non è stato fatto un discorso a livello di Regione e ci sarà chi chiederà domani alla Commissione finanze di riportare il discorso alle regioni, perché il problema deve essere visto con le regioni.

Questo emendamento è una spinta per arrivare all'apertura di casinò in tutte le regioni, ed è probabile che domani questo emendamento venga respinto in attesa di un confronto in sede di Conferenza delle regioni, perché nessuno vuole decidere sulla testa delle regioni.

Pertanto invito a non fare dell'allarmismo contro lo Stato italiano, prima ancora di sapere qual è la verità. Non metto in dubbio quello che voi dite, però non potete neanche mettere in dubbio quello che dico io, e cioè che il discorso dovrà essere affrontato prima di qualunque decisione nella Conferenza Stato-Regioni e ogni decisione dovrà essere presa con le regioni. Tant'è vero che il Presidente mi confermava adesso con un cenno che non sono mai stati sentiti né convocati.

Per quanto riguarda la nostra posizione al nostro interno, qui localmente, come ebbi a dire l'altro giorno in un'altra sede, c'è la necessità di giungere al più presto alla privatizzazione della casa da gioco e a questo riguardo chiesi al Presidente di mettere in atto tutte le iniziative possibili per raggiungere quell'obiettivo, perché è una cosa importante. La Regione nei suoi compiti istituzionali non ha la gestione della casa da gioco, non l'ha mai avuta in 50 anni; sono successe alcune particolarità e abbiamo istituito la Gestione straordinaria, però questa non può durare in eterno proprio di fronte ai fatti che stanno avvenendo: la morte di due prestasoldi che qualcuno ha ricordato ci mette…

(interruzione del Consigliere Cottino, fuori microfono)

… non è colpa della Gestione straordinaria, Cottino, però siamo noi che gestiamo direttamente il Casinò. Questo ci deve far riflettere sui sistemi di finanziamento che vengono messi a disposizione dei giocatori al Casinò di Saint-Vincent, e sappiamo tutti come avvengono i finanziamenti a coloro che vengono a giocare nella nostra regione. Questo ci deve far riflettere. E ci deve far riflettere anche il discorso di chi chiede il casinò nuovo, qualcuno ha detto che era follia, io confermo che è una follia, ma prima cerchiamo di far rendere quello che abbiamo, cerchiamo di mettere in condizioni quello che esiste di rendere sul piano economico prima di fare un discorso di apertura di altri casinò.

Poi distinti uno da una parte, uno dall'altra, ci sono tante voci, tante idee; io dico che per la Valle d'Aosta, per le dimensioni che abbiamo, il nostro casinò una volta rivisto e rimesso in ordine come dovrebbe essere messo, è più che sufficiente. Perché oggi, cercando d'industrializzare la casa da gioco, ci siamo portati in casa quello che ci siamo portati, non abbiamo più una clientela d'élite ma una clientela che arriva da Porta Palazzo. Potete chiederlo all'interno del Casinò, chiunque ve lo può confermare, dal portiere agli impiegati, qual è la situazione del Casinò.

Sentivo il sindaco di Saint-Vincent preoccupato dei suoi 4 miliardi del bilancio comunale fare appello anche lui al raddoppio del Casinò; ma dobbiamo trovare altre strade per finanziare il Comune di Saint-Vincent, perché non lo possiamo far fallire, ma non facciamo fare l'appello al sindaco che si deve raddoppiare il Casinò perché lui deve far fronte alla situazione che ha nel suo comune.

Dico - e concludo - che le conseguenze collegate al gioco d'azzardo sono tante e tali che ci devono imporre di chiudere al più presto le vicende giudiziarie per restituire la gestione al privato; dico però che bisogna sempre approfondire le cose fino in fondo e io sono per il confronto e per il dialogo, ma alle 17,59, stasera, non possiamo prendere grandi decisioni. Cerchiamo il modo di approfondire, a livello di commissione o in altra sede prima di decidere, e voi lo sapete, ve l'ho già detto quali sono le aspirazioni del nostro gruppo; però con altrettanta franchezza invito il Consiglio ad approfondire fino in fondo questo problema perché merita tutto il confronto che deve avere, non solo per i risvolti che riguardano la nostra regione ma anche per gli aspetti che riferiva Collé e che io ho rettificato per quanto conoscevo.

Si dà atto che, dalle ore 17,59 alle ore 18,11, presiede il Vicepresidente La Torre.

Presidente Se nessun altro chiede di intervenire, chiudo la discussione generale.

La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Sans doute la maison de jeu de Saint-Vincent est l'un des centres économiques les plus importants de la Région, pour les recettes qu'il assure régulièrement au budget de l'Administration régionale, pour ses retombées non seulement touristiques et pour les emplois qu'il fournit.

Il est donc évident que cette Assemblée ne doit pas voir dans la maison de jeu un problème seulement de caractère économique (il est sans doute important mais il n'est pas le seul), mais elle doit aussi considérer les aspects politiques et sociaux dans la perspective d'un développement global de la communauté valdôtaine.

A cet égard plusieurs questions ont été posées, je me réfère - j'aborderai ensuite la question concernant la résolution - tout d'abord à l'aspect du contentieux qui est encore en cours; sur ce problème, lors de la séance du 27 janvier j'ai déjà indiqué dans mes communications quelle était la volonté du Gouvernement. Une volonté liée par ailleurs à la connaissance des motivations de la sentence du Tribunal administratif. Nous reviendrons donc sur ce problème dès que cette sentence sera déposée et que l'Assemblée pourra en prendre connaissance. Nous ne manquerons pas d'informer le Conseil sur notre volonté.

Pour ce qui est de la modification de la loi n° 88, nos volontés sont également clairement exprimées; nous les avons déjà indiquées lors de la présentation du programme du Gouvernement.

A l'époque nous avions affirmé que, dans l'attente de la définition et l'issue de la procédure nécessaire à la définition du contentieux, il fallait, vu l'exigence d'une gestion correcte, économiquement efficace et transparente de la maison de jeu, permettre à la Gestion extraordinaire de remplir ses fonctions avec efficacité et dynamisme. A ce propos il est indispensable - comme nous le disions à l'époque - de modifier la loi régionale n° 88/93 pour doter la Gestion extraordinaire d'une structure fonctionnelle de gestion, pour rendre plus performants les rapports entre la Région et la Gestion extraordinaire et plus direct et aussi immédiatement quantifiable le rapport coûts-bénéfices pour la Région.

Le Gouvernement a préparé une proposition de modification de la loi n° 88 de 1993 pour donner suite à cet engagement. Une analyse de cette proposition est en cours afin de permettre au Gouvernement, à la IVème Commission et à l'Assemblée de l'examiner. Nous tenons simplement à réaffirmer notre volonté d'apporter les modifications que nous estimons nécessaires pour assurer un fonctionnement plus efficace de la Gestion extraordinaire.

Pour ce qui est de la gestion de la maison de jeu, nous ne pouvons que reconfirmer une volonté que nous avons déjà exprimée, et rappeler qu'il s'avère nécessaire de franchir la phase provisoire, caractérisée par la présence de la Gestion extraordinaire, et trouver des solutions définitives.

C'est un aspect fondamental, si l'on tient compte de toutes les considérations qui ont été exprimées, se rapportant aux changements déjà en cours dans le secteur du jeu, ainsi qu'à ceux annoncés. L'ouverture d'autres maisons de jeu ne constitue pas un problème d'aujourd'hui; c'est un problème qui, depuis plusieurs années, est à l'attention du Parlement, étant donné que plusieurs des propositions ont été et sont soumises à l'attention des commissions du Parlement et de l'Assemblée pour libéraliser le marché du jeu en Italie et permettre ainsi d'ouvrir d'autres maisons de jeu.

Au-delà de la défense des intérêts de la maison de jeu de Saint-Vincent, il est nécessaire de notre part suivre ce dossier avec attention. Nous ne nous sommes jamais opposés, en ligne de principe, à l'ouverture de nouvelles maisons de jeu; nous avons toujours présenté des propositions, visant à maintenir un cadre de compétitivité des maisons de jeu en Italie, pour éviter que cette libéralisation ne se traduise par une présence massive des maisons de jeu des autres Pays.

Le problème que nous avons est le suivant: est-il opportun d'avoir des centaines de maisons de jeu en Italie, toutes petites, toutes soumises aux mêmes difficultés et donc toutes soumises également à une tentative d'achat ou de présence des grandes maisons de jeu étrangères?

Mais le problème qui se pose aujourd'hui au niveau des commissions parlementaires - et je partage les soucis exprimés par M. Collé - c'est qu'il ne s'agit pas en nous opposant à l'amendement qui sera présenté - et que, nous l'espérons, ne sera pas voté - de vouloir uniquement empêcher l'ouverture d'autres maisons de jeu. La lettre i) de cet amendement à l'article 12 bis du projet de loi concernant dispositions en matière de "perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale", va bien au-delà d'une dialectique qui est nécessaire et que nous n'avons jamais refusée.

L'on veut exproprier cette Assemblée de ses compétences, vu que à la lettre i), l'on prévoit "l'adeguamento della disciplina concernente le Case da gioco di Campione d'Italia, Saint-Vincent, San Remo e Venezia, nonché di quella relativa al gioco d'azzardo sulle navi da crociera, alle disposizioni previste dal decreto legislativo di cui al presente comma, fatte salve le norme in materia di riparto dei proventi, per il quale potrà essere tuttavia previsto un graduale allineamento alla disciplina generale di cui alla precedente lettera a)". C'est une proposition que nous jugeons inadmissible. Nous pouvons avoir des idées et des opinions différentes.

La démocratie est dialogue et confrontation. Mais, ce qui est capital, c'est que le pouvoir décisionnel demeure à l'intérieur de ce Conseil. Nous ne pouvons donc qu'exprimer notre avis nettement contraire à cet amendement.

Nous n'avons pas été concernés; il n'y a pas eu ni de confrontation, ni d'informations; les informations nous les tenons de nos Parlementaires, merci au rapport fructueux existant entre nos Parlementaires et le Gouvernement de la Vallée d'Aoste.

Nous ne pouvons donc pas accepter cette proposition. Elle se place exactement dans la même lignée que d'autres propositions qui veulent nier nos compétences et nous exproprier de nos fonctions. A ce propos, nous nous sommes déjà, de concert avec nos Parlementaires, activés pour éviter que cet amendement ne soit approuvé par la Commission finances.

A cet égard nous ne pouvons que réaffirmer notre volonté ferme de sauvegarder tous nos pouvoirs et notamment les compétences du Conseil régional.

Mais nous devons aussi considérer les changements en cours; de ce fait nous pouvons affirmer dès maintenant notre volonté: à savoir que tous les moyens nécessaires seront mis en oeuvre pour assurer dans le plus bref délai la "gestione privatistica" de la maison de jeu.

Nous n'avons pas changé d'objectif, compte tenu de l'intérêt de la population valdôtaine, à ce qu'une gestion correcte et économiquement valable soit assurée.

Mais aujourd'hui nous devons considérer et tenir compte de tous les changements, de tout ce que nous avons pu observer au fil des mois. L'affirmation d'une volonté, à savoir celle d'atteindre l'objectif d'une gestion "privatistica" de la maison de jeu, n'empêche pas qu'il y existe plusieurs solutions pour atteindre cet objectif.

Je souligne moi aussi, en partageant les considérations exprimées par M. Beneforti, l'exigence de nous pencher sur ce problème, qui est le problème capital du futur de la maison de jeu. Nous ne pouvons pas prendre une décision hâtée, mais nous devons nous pencher tous - le Gouvernement pour ce qui est de ses fonctions, l'Assemblée et les commissions pour leurs compétences - afin d'analyser les différentes possibilités.

Si tout le monde bouge, le casino également a l'exigence de promouvoir un plan de développement; quel plan et avec quelles modalités c'est l'objet de l'approfondissement, du dialogue, de la discussion qui sont en cours. Mais, je crois qu'il est nécessaire de donner une réponse définitive, afin de permettre à la maison de Saint-Vincent aussi de promouvoir son essor et d'assurer son futur.

Nous estimons que la meilleure réponse, peut-être la seule décision que nous pouvons prendre pour faire face à l'ouverture de nouvelles maisons de jeu en Italie, c'est de renforcer ses conditions de fonctionnement pour nous mettre sur un plan de compétitivité et garder ces éléments qui actuellement la caractérisent. Et, à ce propos le temps est un élément important.

Si nous avons donc l'exigence de nous pencher avec attention sur ce problème, d'autre part nous devons également disposer de tous les éléments pour faire le bon choix, le choix que chacun estimera être le meilleur, et là il y aura nécessairement confrontation. A cet égard, là encore il y a un élément important qui nous fait défaut pour prendre aujourd'hui une décision, c'est la connaissance de cette sentence que le Tribunal administratif régional a annoncée mais que nous n'avons pas encore à notre disposition.

A notre avis il serait donc opportun que cette résolution soit retirée et, à cet effet, je veux ajouter quelques raisons supplémentaires.

Si l'objectif politique de sa présentation était celui de solliciter une attention, de soulever un problème, l'objectif est atteint car nous partageons tous cette exigence.

Si par contre l'objectif est de nous obliger aujourd'hui à nous exprimer sans avoir tous les éléments à notre disposition, nous n'approuvons pas cette démarche.

Nous affirmons qu'il est nécessaire que l'Assemblée se penche sur ce problème dès que cette sentence aura été déposée, dès que nous aurons défini notre volonté de former sur la base du bien-fondé de nos actions, un recours au Conseil d'Etat contre la décision du Tribunal administratif. A ce moment nous serons à même de prendre les décisions qui sont nécessaires pour définir les perspectives de la maison de jeu de Saint-Vincent.

C'est sur la base de ces considérations que je prie les conseillers qui ont présenté cette résolution de bien vouloir la retirer, avec l'engagement - c'est un engagement non seulement du Gouvernement, c'est l'engagement de toute l'Assemblée - de se pencher sur ce problème et de l'approfondir dès que nous disposerons de tous les éléments nécessaires.

Dans le cas contraire, sans pour cela vouloir étouffer le débat, nous ne pourrons que nous abstenir sur cette résolution, parce qu'elle viserait d'autres finalités et à cet égard il nous paraît inopportun et même prématuré de nous exprimer sur un thème d'une importance si grande.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Mi sembra necessaria una replica e qualche approfondimento, perché la matassa più che essere dipanata è stata complicata.

Ho apprezzato in particolare l'intervento del Presidente della Giunta, perché ha confermato determinate intenzioni che nel corso di questi anni si sono verificate con una serie di atti, di comportamenti e di fatti.

Ho apprezzato meno l'intervento del Consigliere Collé, perché come si suol dire "non c'è peggior sordo di chi non voglia sentire" e Collé pare essere sordo di convenienza. Probabilmente egli ha scoperto l'esistenza di un emendamento in Commissione Finanze, e non è cosa nuova, sono anni che ormai in questa commissione vengono presentati progetti di legge da parte di parlamentari che mirano a garantirsi probabilmente la perpetuazione della seggiola a livello romano e ci sono stati anche dei tentativi a livello di finanziaria di emendare l'articolato legislativo per poter accedere in via breve alla creazione di nuove case da gioco a livello nazionale.

Oggi però conviene agli Autonomisti utilizzare questa carta, perché è più comodo, piuttosto che cercare di apportare contributi di carattere costruttivo a un principio fino a poco tempo fa da loro condiviso. E' però difficile trovare giustificazioni con un po' di sostanza.

E allora si scopre la liberalizzazione del mercato, si considera la liberalizzazione come attentato all'autonomia valdostana e Collé si sostituisce come megafono ad altre sirene, alle quali ci siamo abituati a sentirne il mugugno.

Nessun attentato all'autonomia valdostana. Io sono d'accordo su quello che dice il Presidente piuttosto, o anche il collega Beneforti, che è necessario che ci sia una concordanza e un esame preventivo fra lo Stato e le regioni per determinare le modificazioni legislative o le innovazioni legislative che andranno ad interessare il gioco d'azzardo nel nostro paese. Ma certe dichiarazioni e affermazioni estremamente demagogiche o retoriche non hanno alcun senso e soprattutto hanno solo una funzione di cercare di avvalorare quella dipendenza o subordinazione che esiste da parte di certi colleghi dell'opposizione nei confronti della maggioranza regionale.

Apprezzo d'altro canto anche alcuni passaggi del collega Beneforti, perché mi pare che si sia appropriato in parte delle teorie economiche di Smith e Ricardo, cioè non esiste solo più l'assistenzialismo sfrenato o il dirigismo o lo statalismo, ma ha scoperto il collega Beneforti che forse un po' di mercato non fa male.

C'è un solo passaggio che non riesco a capire, che peraltro è stato ribadito anche dal Presidente della Giunta: ci vuole tempo, dobbiamo approfondire la questione. Da un lato è vero, perché non è che oggi si possa dipanare la matassa del Casinò. Lungi da me pensare in questi termini. Però è dal 1991 che questa matassa si è aggrovigliata, è dal 1991 che abbiamo verificato che la situazione si è complicata, tant'è che oggi sembra ormai inestricabile.

Allora la risoluzione non ha la presunzione di andare a dipanare la matassa, però ha la funzione - e ripeto: era e rimane un documento aperto - di fissare un principio fondamentale, un principio che è stato ribadito ancora oggi dal Presidente della Giunta e che è quello della privatizzazione della gestione, ma i cui atti, fatti e comportamenti - e arrivo alla dichiarazione che ho fatto in partenza - non sembrano avvalorare questa teoria.

In questi anni ho avuto la possibilità di verificare da vicino carte, documenti, sentire pareri di esperti in commissione, che hanno permesso al sottoscritto come anche ad altri colleghi della IV Commissione di farsi un quadro più ampio degli scenari che un domani si prospetteranno ai nostri occhi e che riguarderanno da vicino la Casa da gioco. E su questo mi pare ci sia ampia concordanza; qui nessuno vuole attentare alla casa da gioco, tantomeno all'autonomia valdostana.

Allora dico che la privatizzazione predicata non può più andare avanti, perché ormai sono 8 anni che si predica in materia di privatizzazione. La privatizzazione predicata non corrisponde alla privatizzazione effettiva, perché, primo indizio, e qui non voglio entrare nel merito di un contenzioso lungo, ma le reiterate sentenze di un TAR prima, e di un Consiglio di Stato poi, non certo hanno premiato l'attività politica della Giunta regionale, e di questo il Presidente è consapevole. Di questo ne abbiamo testimonianza, nero su bianco, in tutte quelle sentenze che abbiamo visto, vissuto e commentato ampiamente in questi anni.

Il secondo indizio lo abbiamo avuto a scadenza di legislatura, il 15 aprile scorso, quando in forza di quella delibera che adesso è oggetto di ricorso venne stabilito in un punto - punto che io contestai in maniera energica - che venivano rinviate al nuovo Consiglio, che si sarebbe costituito dopo il 31 maggio, le modalità di gestione della casa da gioco. Era quella una cancellazione dei principi privatistici fino ad allora stabiliti o teorizzati. Se fosse stato così, sarebbe andato bene al Presidente, vero fautore della regionalizzazione della casa da gioco, e non della sua privatizzazione. Purtroppo per lui la società, destinataria di questa delibera, l'ha impugnata e adesso vedremo quale ne sarà la sorte.

Il terzo e il quarto indizio li abbiamo raccolti in questi giorni: e cioè la revisione della legge n. 88/93, impostata nella direzione di consolidare una gestione straordinaria in ordinaria, creando organismi collettivi sia a livello amministrativo sia a livello di controllo, e infine la "boutade" del nuovo casinò che abbiamo letto domenica scorsa su "La Stampa".

Indizi che vanno in direzione opposta rispetto alla privatizzazione; anzi, aumentano il sospetto che la privatizzazione non sia l'obiettivo finale del Presidente della Giunta e della Giunta o di parte della Giunta che lo sostiene, tant'è che ancora oggi il Presidente ha rafforzato questa mia convinzione, quando ha affermato - me lo sono scritto - che ci sono "più modalità di arrivare alla gestione privatistica, magari non quella di affidarla a una società privata".

Presidente, ho apprezzato il suo intervento perché esplicita ancora una volta la sua volontà a negare la privatizzazione, e non dirime quei dubbi che ho coltivato e potuto testare nel corso degli anni precedenti. Su tutto il resto - liberalizzazione, necessità di tutelare il nostro bacino d'utenza, necessità di adeguarci, ampliarci, innovarci per essere più competitivi nel mercato - penso siamo tutti d'accordo. Non c'è qualcuno che sia contro l'autonomia, contro il Casinò, e qualcun altro che sia il paladino d'ufficio o il difensore titolato da Dio. Per carità, penso che tutti siamo consapevoli della valenza che ha sotto tutti i profili la casa da gioco per la Valle d'Aosta.

Alla luce di quanto detto, la tecnica dell'approfondimento e della dilazione non reggono più dopo 8 anni. Non può dire il Presidente che abbiamo difficoltà ad esprimerci dopo 8 anni di contenzioso, tra l'altro il contenzioso o questi cambiamenti di cui parlava non hanno nulla a che vedere con i principi, perché i principi rimangono fermi e i fatti si evolvono. Quindi non può raccontarci "la manfrina" che il contenzioso con Finoper impedisce oggi al Consiglio di manifestare un suo orientamento su una modalità gestionale della casa da gioco. Rifiuto categoricamente questo ragionamento perché è una presa in giro del Consiglio.

Beneforti dice che dobbiamo approfondire; approfondiamo, sono 8 anni che siamo qui, voi avete cominciato nel 1991, io dal 1993. A forza di voler approfondire o delegare a tecnici particolari la situazione rimanga completamente irrisolta.

Perciò non riteniamo che sia giusto ritirare questa risoluzione, perché il Consiglio è in grado di esprimersi su un principio che è stato ed è ampiamente ribadito da tutti in tutte le sedi, non ultimo il PDS, nella recente conferenza programmatica del partito.

Sottoponiamo questa risoluzione al vostro avviso. Vi asterrete? Rimarrà una proposta inevasa, una proposta fatta legittimamente e correttamente dal nostro gruppo politico, una proposta che però non ha raccolto la sensibilità dell'Assemblea.

Président La parole au Conseiller Collé pour déclaration d'intention.

Collé (Aut) Nella dichiarazione di voto alcune considerazioni, brevissimamente. Intanto volevo ribadire come il nostro gruppo - non so se Beneforti ha capito bene quanto ho espresso nel mio primo intervento - non si è stupito su questo emendamento per l'apertura di nuove case da gioco, perché sono 10 anni che se ne parla, quindi prima o poi qualcosa di concreto doveva arrivare.

Ci siamo stupiti di cosa l'emendamento a firma Bucciarelli-Dalì contiene, e cioè che la Regione autonoma Valle d'Aosta viene espropriata di quello che è un suo diritto da 50 anni…

Beneforti (fuori microfono)… ho detto che quello non passa…

Collé (Aut) … io sono felicissimo che Beneforti ci rassicuri e ci dica che questo non passerà.

Non so quale sia il metodo e il modo di lavorare per certe persone, perché quando ci troviamo di fronte ad un emendamento firmato da due Presidenti della Commissione finanze, uno appartenente ai Democratici di Sinistra…

(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

… volevo solo ricordare a Beneforti che a differenza, è vero, come ha detto lui che tutta una serie di emendamenti non sono passati per quanto riguarda la finanziaria, volevo solo far emergere quella che è una novità e cioè che questo emendamento è stato firmato dal leader in questa commissione dell'opposizione, cioè dal leader di Forza Italia, e dal leader del partito di maggioranza Democratici di Sinistra. Allora, Beneforti, devi andarti a vedere tutti gli altri emendamenti e scoprirai che nessuno di quegli emendamenti bocciati ha firma congiunta di questo tipo e di questo livello. Ecco perché nasce questa preoccupazione!

Tibaldi mi dice che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, e ci viene qui a dire che questa cosa tutto sommato non è niente di particolare, in breve lo ha trattato come un emendamento che può arrivare tutti i giorni sui nostri tavoli. Ha aggiunto che le nostre sono affermazioni demagogiche, siamo dipendenti della maggioranza.

Noi ci permettiamo di dire questo a Tibaldi. Se l'interpretazione che lui dà in base al nostro comportamento e al modo di agire è secondo lui un modo di essere dipendenti da qualcuno, se per lui va bene credere così, glielo lasciamo credere! Il nostro ragionamento è diverso come in questi anni e in quest'aula abbiamo dimostrato, cioè riteniamo che la cosa fondamentale per cui siamo qui dentro sia il bene di questa regione. Bene che passa attraverso oggi la casa da gioco, domani la Cogne, impianti di risalita, turismo, eccetera.

Non partiamo da posizioni preconcette, a differenza di qualcun altro. Non so di che sirene parlava Tibaldi, noi di sirene non ne sentiamo e non ne abbiamo; abbiamo una testa che ci fa ragionare, non dobbiamo telefonare a nessuno per farci dire cosa dobbiamo fare e cosa in quest'aula dobbiamo proporre, e cosa - se lo riteniamo opportuno - anche appoggiare, perché questa è una testa libera, indipendente, così come quella dei miei amici. Questi sono i nostri ragionamenti, poi se questi ragionamenti a Tibaldi vanno bene, bene, altrimenti noi andiamo avanti lo stesso, senza nessun problema.

Una cosa ci dispiace. Tibaldi ha parlato di un atto, il nostro gruppo si asterrà, e questo atto sarà sbandierato da Tibaldi in varie parti, per dire che siamo contro la privatizzazione.

Questo è il modo più demagogico e vergognoso di far politica, perché insieme all'atto bisognerebbe sempre consegnare il dibattito. Qui nessuno è contro la privatizzazione, qui si stanno facendo dei ragionamenti, lo abbiamo detto prima. Tibaldi oggi alle 15,15 era in IV Commissione, il Consigliere Collé in quella sede ha chiesto al Presidente di quella commissione di vedere, alla luce di quanto era emerso in questi giorni, se non era possibile dialogare per capire dove si andava, e questo sta a testimoniare che non siamo qui alle dipendenze di nessuno, ma vogliamo capire. Quindi ci sembra assurdo dare voto favorevole a una risoluzione nel momento in cui non sappiamo niente del futuro della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Questo lo portiamo come il ragionamento che gli Autonomisti oggi in questa sede fanno. Ci auguriamo almeno di essere capiti da chi ci ha sostenuto e da chi ci sosterrà.

Président La parole au Conseiller Curtaz pour déclaration d'intention.

Curtaz (PVA-cU) Rispetto a questa risoluzione il nostro gruppo annuncia il voto favorevole.

Credo di poter dare un'interpretazione politica a questa risoluzione, pur condividendo alcune delle osservazioni che il Presidente della Giunta ha fatto nel suo intervento, nel senso che, al di là delle argomentazioni che ho apprezzato anche per la chiarezza d'esposizione del Consigliere Tibaldi, mi sembra che Tibaldi non tenga conto di un dato obiettivo che è quello del contenzioso.

Non riesco a ritenere che il Presidente della Giunta abbia voluto un contenzioso che dura ormai da 8 anni, mi sembra che la Regione sia piuttosto stata la vittima del contenzioso. Di questo però bisogna tener conto, perché si è innescato ormai un perverso effetto a catena che è difficile tranciare.

Nonostante il buon senso di questo argomento che il Presidente della Giunta ha fatto proprio e che personalmente mi sento di condividere, penso di esprimere, a nome del mio gruppo, il voto favorevole alla risoluzione, perché intravedo una richiesta d'indirizzo politico, una richiesta di riconfermare, al di là della stretta attualità, una scelta politica che il Consiglio regionale fa, quella di andare verso la privatizzazione, affinché non ci siano delle arrière-pensées.

Da parte del nostro gruppo non ci sono delle arrière-pensées.

Noi quindi votiamo a favore di questa risoluzione, che interpretiamo come una mozione di indirizzo programmatico che il Consiglio si deve dare rispetto a questo problema.

Président Je soumets au vote la résolution:

Conseillers présents: 32

Votants: 5

Pour: 5

Abstentions: 27 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D. et Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.