Objet du Conseil n. 370 du 27 janvier 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 370/XI Dotazione di posti letto nelle strutture ospedaliere valdostane. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto dello Studio del "Sole 24 ore" del 28/12/98, n. 354, in merito alla qualità della vita nelle province italiane, riportato anche da organi di informazione locali, che attribuisce alla Valle d'Aosta un rapporto di 6,3 posti letto per mille abitanti;
Preso atto altresì dello studio della Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali, predisposto nel settembre 1996 su mandato dell'Assessore regionale alla sanità, che registra in Valle d'Aosta un rapporto di 4,33 posti letto per mille abitanti;
Vista la Delibera di Giunta n. 4021 del 9/11/98, che richiama l'obbligo per tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, di rispettare i requisiti minimi previsti dal DPR 14.1.97.
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1. Chi ha fornito all'ISTAT i dati sui posti letto. che risultano errati per eccesso;
2. Se la Giunta regionale intende intervenire ufficialmente per correggere tale errore;
3. Quali variazioni nella dotazione in posti letto delle strutture ospedaliere sono intervenute dal 1995 ad oggi;
4. Quali modifiche nella dotazione in posti letto interverranno a seguito delle opere di ristrutturazione o ampliamento previste per i prossimi anni nelle strutture ospedaliere;
5. Se si sono esaminate le conseguenze che, per quanto riguarda la dotazione di posti letto, avrà l'applicazione della delibera di Giunta regionale n° 4021/98 e, di conseguenza, il rispetto del DPR 14.1.97., nelle strutture ospedaliere dell'ASL regionale.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.
Squarzino (PVA-cU) Nello studio condotto dal "Sole 24Ore" del 28 dicembre 1998 abbiamo notato con piacere che la nostra regione rispetto all'anno precedente è salita di una serie di posti, dal 34° al 10°, e questo non può che rallegrarci.
Poi siamo andati ad esaminare i parametri e quando mi sono soffermata sui parametri relativi alla struttura sanitaria ho visto che c'era qualcosa che a mio avviso non è così chiaro, nel senso che alla nostra regione viene assegnato un parametro di 6,3 posti letto per 1000 abitanti, e questo fa sì che la nostra regione si collochi al 46° posto per quanto riguarda la struttura sanitaria.
Penso che sia discutibile utilizzare come criterio di giudizio della salute sanitaria di una regione soltanto la dotazione di posti letto: questo è a nostro avviso un criterio limitato, ma è un criterio che consente di essere facilmente utilizzato in quanto è un numero, c'è una fonte ISTAT, c'è un anno di riferimento, che è il 1995.
Sorprende il dato di 6,3 posti letto per 1000 abitanti attribuito alla nostra regione, pensando che la media nazionale è di 6,2 posti letto. Allora, se fosse vero questo dato (e qui lo si dà per vero), vorrebbe dire che nel 1995 quando c'erano 118mila abitanti, avremmo dovuto avere nella nostra regione 746 posti letto, una cifra che mi sembra abbastanza fuori dalla realtà.
Fra l'altro, sempre nel 1995-1996 c'era stato uno studio dell'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, condotto su mandato della Giunta regionale che nel settembre 1996, descrivendo l'offerta dei servizi in Valle d'Aosta, parlava di un totale di 513 posti letto per 1000 abitanti, con un rapporto di 4,33 posti letto per 1000 abitanti.
Se prendiamo il dato di 4,33 posti letto per 1000 abitanti, ci troveremmo al 96° posto dopo Vibo Valentia, insieme a Benevento e a Cosenza. Se calcolassimo anche i posti letto che abbiamo nella struttura di Albenga, i posti letto liguri valdostani sono 32, giungeremmo a una cifra di 548 posti letto, il che ci collocherebbe a una percentuale del 4,63 percento, in questo caso saliremmo dal 96° posto al 90° posto insieme a Caserta e a Taranto.
Proprio in base a queste considerazioni, visto che questi dati delle strutture sanitarie si basano su dati ISTAT del 1995, chiediamo chi ha fornito i dati ISTAT sui posti letto, in quanto crediamo che l'ISTAT avrà telefonato a qualcuno, avrà fatto riferimento a qualche ufficio, non potendo avere un suo rappresentante in ognuno di tutti quei punti su cui raccoglie dati per poi stendere un quadro della situazione in Italia, dal quoziente di mortalità, alla densità demografica e via dicendo. Chiediamo anche se l'Assessore ritiene che questo dato è un falso; chiediamo se intende intervenire ufficialmente per correggere questo dato che non corrisponde alla nostra realtà.
Altra domanda. Visto che gli ultimi dati ufficiali, a cui ho fatto riferimento adesso, sono quelli di 513 posti letto con 4,33 posti letto per 1000 abitanti, non so se sono avvenuti dei cambiamenti rispetto a questo dato e quindi chiedo quali sono le eventuali variazioni sulla dotazione dei posti letto che sono intervenute nelle strutture ospedaliere. L'unica informazione che ho avuto nel passato Consiglio o in una delle ultime sedute consiliari è che ci sono semmai 8 posti letto in meno a seguito di lavori di ristrutturazione all'ospedale.
La mia domanda è ancora di precisare eventualmente se il numero 8 è definitivo, cioè se la conseguenza delle opere di ristrutturazione o di ampliamento previste per i prossimi anni nelle strutture ospedaliere sarà quella di determinare un aumento dei posti letto e una diminuzione.
Ho letto con molta attenzione la delibera della Giunta regionale del 9 novembre 1998 n. 4021, in cui vengono approvati gli indirizzi e le procedure per l'accertamento e la verifica dei requisiti minimi di cui al DPR 14 gennaio 1997. In questo DPR sono individuati i requisiti minimi, strutturali, tecnologici, organizzativi richiesti per esercitare l'attività sanitaria.
La delibera di Giunta fa riferimento a questi requisiti e li accoglie, precisando alcune cose particolari. All'interno dei requisiti del DPR citato si dice che entro 5 anni (ma la stessa cosa la dice anche la delibera regionale) tutte le strutture pubbliche, private o di professionisti già in esercizio presenti in Valle d'Aosta devono adeguarsi a questi requisiti.
Si dice addirittura che "le strutture pubbliche di ricovero ospedaliero possono presentare singole domande di accreditamento per una o più unità organizzative" - ma questo cosa vuol dire: che un reparto dell'ospedale presenta la domanda e può essere accreditato, e l'altro no? - "in cui si articola la struttura, fermo restando l'obbligo complessivo dell'accreditamento nel termine massimo previsto di 5 anni". Allora chiedo se la Giunta, ed in particolare l'Assessore, ha esaminato le conseguenze per la nostra struttura sanitaria di quanto viene definito in tale delibera, che richiama i requisiti minimi strutturali e ne leggo due o tre. "Camere di degenza: 9 metri quadrati per posto letto, non più di 4 posti letto per camera", "almeno 1 servizio igienico ogni 4 posti letto", "almeno il 10 percento delle stanze di degenza deve ospitare 1 solo posto letto"; poi "spazi per caposala", "1 locale per medici", "1 locale per soggiorno", "1 locale per deposito materiale pulito" e via dicendo.
La mia domanda è: cosa viene fatto, per esempio, nel reparto medicina donne già ristrutturato, in cui ci sono camere a 3 letti con meno di 27 metri quadrati. Quindi, come si opera, qual è la valutazione circa l'attuale ristrutturazione dell'ospedale, con riferimento a quanto viene definito dal DPR e ripreso dalla Giunta, e quale valutazione rispetto ai posti letto nell'ospedale di Aosta.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Comme il est de mon habitude, je réponds ponctuellement à chaque question qui a été posée, mais pour la première je dois dire que je ne sais pas qui a fourni les données à l'ISTAT; ce n'est pas l'Assessorat à la santé.
Pour la deuxième question, s'agissant d'une source ayant un simple caractère d'information non officielle, j'estime qu'il n'y a pas lieu d'intervenir en la matière.
Pour la troisième question, de 1995 à ces jours la dotation en lit a évolué comme suit: 1995 537 lits, 1996 538 lits, 1997 539 lits, 1998 522 lits. Il faut tenir compte d'ailleurs que quelques lits ont été transformés en lits de day hospital et day surgery, et qu'il faut ajouter à ce numéro les lits conventionnés avec la clinique d'Albenga.
Pour ce qui est de la quatrième question, sur la base des données découlant d'un rapport relatif au projet en cours (c'est-à-dire le rapport Limacher), l'établissement hospitalier pourra atteindre une dotation totale de 658 à l'issue des travaux, la célèbre troisième phase.
Pour ce qui est de la cinquième question, en ce qui concerne l'accréditation de l'hôpital, elle peut se faire graduellement et suivant une procédure qui durera cinq ans à partir de décembre '98. La dotation en lits représente un paramètre qui, loin d'être strict, est en fonction des besoins et des évaluations à l'échelon régional.
Les paramètres de l'accréditation sont provisoires, la legge delega Bindi prévoit de revoir toute cette matière et à ce moment-là on verra. Mais le point principal de la legge delega établit que ce sont les régions à déterminer les besoins par rapport non - comme Mme Squarzino justement venait de dire - aux lits, mais par rapport aux nécessités et donc en fonction des besoins et des évaluations à l'échelon régional. Ils sont fixés sur la base non pas du nombre d'habitants mais plutôt sur la base des données épidémiologiques et des données relatives à l'utilisation des services. C'est ce que nous sommes en train de faire, je porterai prochainement à l'attention du Gouvernement régional une délibération concernant une évaluation générale sur l'activité épidémiologique de la région.
A présent la dotation en lits ne pose aucun problème pour ce qui est des effets qu'elle peut entraîner sur l'accréditation de l'hôpital, en revanche le taux d'hospitalisation enregistré en Vallée d'Aoste est très loin de la moyenne nationale - nous sommes à un plus 26,5 pour cent par rapport à 160 pour 1000, je me réfère au rapport lits/habitants - et il se caractérise en outre par une forte augmentation des hospitalisations d'une durée inférieure aux 48 heures, c'est-à-dire 31-32 pour cent du nombre total des admissions.
Ces données doivent faire réfléchir moins sur l'actuelle dotation en lits que sur la façon de les utiliser et surtout sur la qualité du service en général. Sur ce point je concorde avec les évaluations de Mme Squarzino.
Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.
Squarzino (PVA-cU) Ringrazio l'Assessore per le sue risposte che non mi hanno soddisfatto. Capisco benissimo che non è l'Assessore in persona che ha fornito i dati ISTAT, non credo che abbiano telefonato a M. Vicquéry, però credo sia interesse dell'Assessorato capire come mai certe informazioni passano, perché in questo caso è passata una informazione che ha consentito alla Valle d'Aosta di collocarsi a un punto dell'échelon molto alto, per fortuna nostra.
Ma se i dati presi in considerazione fossero invece dati che, proprio perché non veritieri, ci collocano in un altro posto, diremmo che non siamo responsabili di questi dati? Non credo, ci preoccuperemmo di verificare! Si tratta cioè di verificare la fonte di questi dati, perché se non è veritiera in questo caso preciso, lo sarà anche in altri punti.
Questo è un problema di tipo politico che pongo non a M. Vicquéry, ma a chi è responsabile e qui non so se dire Assessore, Assessorato, Giunta, perché, in base alle affermazioni dell'Assessore non so più quale sia la distinzione fra Assessore e Assessorato; pongo questo problema comunque all'organo politico.
Assessore, mi consenta, ma quando io pongo una domanda in un settore, lei mi risponde parlando di un altro settore. Ho posto una domanda su questo DPR 14 gennaio 1997 e sulla delibera di Giunta che non è di venti anni fa, ma del 5 novembre 1998, e lei mi risponde che questi non sono dati così importanti, che saranno cambiati cambiando i parametri, e poi mi fa tutto un discorso su possibili evoluzioni della situazione. Certo che il mondo cambia, in tutti i settori e non solo nella sanità per fortuna, ma lei non mi ha risposto alle domande fatte, cioè mi ha parlato di altro. Io la ringrazio per l'informazione data, però non è pertinente alla domanda che ho posto.
In questo suo divagare lei mi ha dato una informazione che per certi aspetti mi fa sussultare di gioia, per altri aspetti non so bene come collocarla. Lei mi dice che d'ora in avanti per l'Assessorato non è più la quota di posti letto il criterio prioritario per individuare la qualità della sanità in Valle d'Aosta, e posso essere d'accordo con lei su questo, ma sono i bisogni che vengono forniti dai dati epidemiologici. Cosa vuol dire questo? Che abbiamo finalmente in funzione l'osservatorio epidemiologico?
Lei sa benissimo, Assessore, che sono anni che chiedo, insisto, mi informo su questo strumento di indagini e conoscenza e ogni volta sembra che parli della luna o di un mio hobby, dipende dalle circostanze.
Io spero, - non è questo il momento perché non è questo un contraddittorio -, ma spero che fra breve ci siano date delle informazioni sull'osservatorio epidemiologico, che è un punto essenziale per conoscere la sanità in Valle d'Aosta e avere dati utili alla programmazione.
Per tutti questi motivi, Assessore, mi dichiaro non soddisfatta. Lei ha fatto riferimento allo studio Limacher, che sarà anche una cosa splendida ma che non è conosciuto dai consiglieri. Come si ricorda a più riprese consiglieri presenti in quest'aula hanno chiesto che questo studio venga discusso, esaminato almeno in commissione, in modo che non sia soltanto un documento privato dell'Assessore, che lui usa quando vuole per rispondere ai Consiglieri, ma che diventi oggetto di un esame collegiale dei dati.
