Objet du Conseil n. 276 du 2 décembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 2 DÉCEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 276/XI Disegno di legge: "Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1999 e per il triennio 1999/2001".
Articolo 1 (Bilancio annuale)
1. È approvato lo stato di previsione della parte entrata e della parte spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1999, annesso alla presente legge, in lire 2.912.175.000.000 per la competenza e in lire 3.514.600.000.000 per la cassa (Allegato A).
Articolo 2 (Bilancio pluriennale)
1. È approvato lo stato di previsione della parte entrata e della parte spesa del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999/2001, annesso alla presente legge, nell'importo complessivo di competenza di lire 8.659.175.000.000, di cui lire 2.912.175.000.000 per l'anno 1999, lire 2.882.725.000.000 per l'anno 2000 e lire 2.864.275.000.000 per l'anno 2001 (Allegato B).
Articolo 3 (Autorizzazioni di spesa determinate dalla legge di bilancio)
1. Le autorizzazioni di spesa per l'anno finanziario 1999 previste da leggi statali o regionali attualmente in vigore sono determinate dalla presente legge, ai sensi degli articoli 15, comma 1, e 17, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta), negli importi indicati in corrispondenza di ciascun capitolo dello stato di previsione della parte spesa (Allegato A).
Articolo 4 (Ripartizione tra diversi settori di destinazione degli interventi finanziari per il recupero del patrimonio storico e architettonico del borgo di Bard)
1. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge regionale 1° dicembre 1992, n. 68 (Interventi finanziari per il recupero del patrimonio storico-architettonico del borgo di Bard), le autorizzazioni di spesa di lire 250 milioni per l'anno finanziario 1999 e di lire 400 milioni annui per gli anni finanziari 2000 e 2001, previste nel capitolo 65945 dello stato di previsione della parte spesa (Allegati A e B), sono così ripartite:
a) acquisizione da parte del Comune di immobili:
1) anno 1999: lire 50.000.000;
2) anno 2000: lire 100.000.000;
3) anno 2001: lire 100.000.000;
b) concorso nelle spese di restauro e recupero di immobili:
1) anno 1999: lire 100.000.000;
2) anno 2000: lire 150.000.000;
3) anno 2001: lire 150.000.000;
c) interventi pilota su immobili di proprietà privata e pubblica:
1) anno 1999: lire 100.000.000;
2) anno 2000: lire 150.000.000;
3) anno 2001: lire 150.000.000.
Articolo 5 (Rideterminazione dell'ammontare del contributo annuo al Comité de l'Alliance française en Vallée d'Aoste e al Centre mondial d'information pour l'éducation bilingue (CMIEB))
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 20 agosto 1993, n. 66 (Autorizzazione di spesa per l'anno 1993, ai sensi delle leggi regionali 25 agosto 1980, n. 39, 15 luglio 1982, n. 30, 15 aprile 1987, n. 27 e 24 aprile 1990, n. 15 e aumento di spesa per la concessione di contributi al Comité de l'Alliance française en Vallée d'Aoste e al Centre mondial d'information pour l'éducation bilingue), i contributi a favore del Comité de l'Alliance française en Vallée d'Aoste e del Centre mondial d'information pour l'éducation bilingue (CMIEB) sono rideterminati per gli anni finanziari 1999-2000 e 2001 rispettivamente in annue lire 75.000.000 e in lire 50.000.000 (Cap. 57440).
Articolo 6 (Erogazione al Consiglio regionale)
1. Il fondo iscritto al capitolo 20000 dello stato di previsione della parte spesa (Allegato A) è messo a disposizione del Consiglio regionale mediante mandati di pagamento da commutarsi in quietanza di versamento nel conto aperto presso l'istituto bancario gestore del servizio di tesoreria del Consiglio stesso.
2. I fondi per il programma annuale di attività della consulta regionale per la condizione femminile, di cui alla legge regionale 23 giugno 1983, n. 65 (Istituzione della consulta regionale per la condizione femminile), come modificato dalle legge regionali 19 aprile 1985, n. 15, 2 gennaio 1989, n. 4 e 26 maggio 1993, n. 38, sono periodicamente trasferiti al Consiglio regionale su richiesta della sua Presidenza in relazione alla realizzazione dell'attività stessa (Cap. 20050).
Articolo 7 (Variazioni concernenti autorizzazioni di spesa relative a leggi regionali entrate in vigore dopo la presentazione al Consiglio regionale del bilancio)
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 42, comma 4, della l.r. 90/1989, come modificato dall'articolo 5 della legge regionale 7 aprile 1992, n. 16 (Modificazioni alla legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90), la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio e finanze, è autorizzata ad apportare variazioni al bilancio di previsione per l'anno finanziario 1999 e pluriennale 1999/2001 per l'iscrizione, in capitoli istituiti o da istituire, di nuove o maggiori spese a carattere continuativo disposte da leggi regionali entrate in vigore dopo la presentazione al Consiglio regionale del bilancio, la cui copertura finanziaria sia assicurata da fondi iscritti nel bilancio medesimo.
Articolo 8 (Variazioni per assegnazioni di fondi statali e comunitari)
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 42, comma 1, della l.r. 90/1989, come modificato dall'articolo 5 della l.r. 16/1992 e dell'articolo 9 della legge regionale 1° settembre 1998, n. 50 (Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1998 e rideterminazione di autorizzazioni di spesa), la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio e finanze, è autorizzata ad apportare variazioni al bilancio di previsione per l'anno finanziario 1999 e pluriennale 1999/2001 per l'iscrizione di somme derivanti da assegnazioni dello Stato e comunitarie destinate a scopi specifici in appositi capitoli della parte entrata e nei corrispondenti capitoli della parte spesa, qualora la relativa spesa sia tassativamente regolata da leggi statali, regionali o dalla normativa comunitaria.
Articolo 9 (Accensione di prestiti)
1. Per il finanziamento di spese di investimento per l'anno finanziario 1999 la Giunta regionale è autorizzata alla contrazione, con uno o più istituti di credito, di uno o più mutui per complessive lire 120 miliardi, ad un tasso massimo del sette per cento per un periodo di ammortamento non superiore ad anni quindici, oppure all'emissione di obbligazioni da deliberare previo conforme parere del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio.
2. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, previsto in complessive lire 6.583.484.000 per l'anno 2000 e in complessive lire 13.166.968.000 a decorrere dal 2001, grava sui capitoli 69300 "Quota interessi per ammortamento di mutui da contrarre" e 69320 "Quota capitale per ammortamento di mutui da contrarre" dello stato di previsione della parte spesa (Allegato B) del bilancio pluriennale per il triennio 1999/2001 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci successivi.
3. La copertura dell'onere di cui al comma 2 è assicurata per gli anni 2000 e 2001 mediante utilizzo degli appositi stanziamenti iscritti al bilancio pluriennale 1999/2001.
4. L'autorizzazione alla contrazione di mutui per complessive lire 118 miliardi per l'anno finanziario 2000 e per lire 100 miliardi per l'anno finanziario 2001 è rinviata alla legge di approvazione di bilancio degli anni medesimi.
Articolo 10 (Allegati al bilancio annuale)
1. Sono approvati i seguenti allegati al bilancio di previsione per l'anno finanziario 1999:
a) Allegato 1: elenco dei provvedimenti legislativi che si intendono finanziare con i fondi globali;
b) Allegato 2: quadro di classificazione della spesa regionale;
c) Allegato 3: quadro generale riassuntivo;
d) Allegato 4a): entrate derivanti da assegnazioni dello Stato effettuate in base all'articolo 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281 (Provvedimenti finanziari per l'attuazione delle Regioni a statuto ordinario);
e) Allegato 4b): spese finanziate con i fondi provenienti da assegnazioni dello Stato in base all'articolo 9 della l. 281/1970;
f) Allegato 4c): entrate derivanti da assegnazioni dello Stato in corrispondenza di deleghe di funzioni amministrative a norma dell'articolo 4, comma 2, dello Statuto speciale;
g) Allegato 4d): spese finanziate con i fondi provenienti da assegnazioni dello Stato in corrispondenza di deleghe di funzioni amministrative a norma dell'articolo 4, comma 2, dello Statuto speciale;
h) Allegato 5a): stanziamenti di competenza relativi a spese correnti;
i) Allegato 5b): stanziamenti di competenza relativi a spese di investimento;
l) Allegato 6: classificazione funzionale (sezioni) ed economica (categorie) delle spese regionali;
m) Allegato 7: elenco delle spese obbligatorie;
n) Allegato 8: elenco delle spese per le quali è concessa la facoltà di prelevamento dal fondo di riserva per le spese impreviste;
o) Allegato 9: garanzie fidejussorie concesse a norma della legge regionale 1° aprile 1975, n. 7 (Finanziamento degli eventuali oneri derivanti al bilancio della Regione delle garanzie concesse con leggi regionali);
p) Allegato 10: dimostrazione del saldo finanziario presunto.
Articolo 11 (Allegati al bilancio pluriennale)
1. Sono approvati i seguenti allegati al bilancio pluriennale per il triennio 1999/2001:
a) Allegato 1: elenco dei provvedimenti legislativi che si intendono finanziare con i fondi globali;
b) Allegato 2: quadro di classificazione della spesa regionale;
c) Allegato 3: quadro generale riassuntivo.
Articolo 12 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma 3, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Allegati
(Omissis)
Président Article 1er. Les conseillers sont invités à voter:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 2:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 3:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 4:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 5:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 6:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 7:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 8:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 9:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 10:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 11:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Article 12:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 23
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Nous en sommes aux explications de vote en ce qui concerne le projet de loi du budget annuel et des années 1999-2001 dans sa totalité. La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Prendo la parola per dichiarare il voto contrario del gruppo degli Autonomisti. Ieri il collega Viérin ha esposto la posizione del gruppo in merito al bilancio di previsione, quindi spetta oggi a me fare una dichiarazione di voto. Sarà un discorso generale anche se mi soffermerò in particolare sulla voce riguardante i fondi globali.
Il bilancio di previsione che oggi stiamo discutendo e che fra poco verrà votato rappresenta purtroppo ancora un bilancio di gestione e non un bilancio di governo. Siamo cioè di fronte ad un bilancio politicamente impostato all'insegna dell'ordinaria amministrazione, un bilancio senza - come dicono - anima e cuore, un bilancio dal quale non emerge nessun progetto veramente significativo ed innovativo che faccia ben sperare per il futuro sviluppo e benessere della nostra piccola Comunità.
Nel passato, in diverse occasioni alcuni Consiglieri e colleghi di minoranza avevano definito il bilancio previsionale come il libro dei sogni. Oggi posso tranquillamente affermare, a nome del Gruppo, che questo bilancio non è affatto un libro dei sogni anche perché di sogni in questo bilancio purtroppo non ve ne sono.
Molte volte si è discusso se non sia più appropriato giudicare l'operato della maggioranza di governo sul bilancio consultivo piuttosto che su quello preventivo. In effetti, se da una parte il bilancio consultivo permette senz'altro di controllare se gli obiettivi fissati sono stati raggiunti, se le disponibilità finanziarie stanziate sono state spese nella maniera preventivata oppure no, d'altra parte però il bilancio preventivo assume una valenza politica.
Infatti dal preventivo deve emergere, al di là delle cifre che compongono i vari capitoli di bilancio, la traduzione dell'impostazione politica e del relativo percorso realizzativo che una maggioranza, che governa una Regione, deve avere. E allora se leggiamo questo bilancio nel modo che ho appena suggerito, che è anche il più corretto secondo me, cioè come documento che traduce l'indirizzo politico di una maggioranza, credo che quell'enfasi e quella soddisfazione, che ho notato nelle affermazioni dell'Assessore competente e del Presidente della Giunta in sede di presentazione e in sede di illustrazione di questo bilancio preventivo, escano in parte, se non fortemente, ridimensionate.
Siamo infatti di fronte ad un ennesimo bilancio previsionale fortemente ingessato, blindato, rigido - e questo risulta anche dalle affermazioni fatte dal relatore Rini e da quanto anche ci ha fornito l'Assessore Agnesod - per effetto del continuo aumento del volume delle spese obbligatorie ed incomprimibili e con la conseguente riduzione dello spazio disponibile per concretizzare le scelte di programmazione politica in nuovi e qualificanti interventi. Guardando le cifre, il 96,26 delle risorse disponibili di questo bilancio sono state destinate alla copertura di spese, già autorizzate, della legislazione vigente, mentre rimane solamente il 3,74 a disposizione dei fondi globali, quei fondi che, come diceva prima il collega Marguerettaz e come tutti sanno, rappresentano da sempre quella parte del bilancio dove si inseriscono le idee progettuali, i punti qualificanti, gli interventi importanti ai quali si vuole, nel corso dell'anno e del triennio, dare corpo con futuri provvedimenti legislativi.
Ebbene, se facciamo un'osservazione puntuale e guardiamo le previsioni dei fondi globali, tenendo sempre presente che siamo in presenza del primo bilancio di previsione della nuova maggioranza, che ha presentato qualche mese fa il suo programma politico quinquennale, e li confrontiamo con quelli previsti nell'anno 1994, cioè il primo bilancio di previsione dell'allora Giunta Viérin, insediata nel 1993, maggioranza che a parte i Verdi ricalca la maggioranza attuale, occorre fare alcune considerazioni partendo anche dai dati numerici.
Nel 1994, nel primo bilancio di previsione della precedente legislatura vi erano 158 miliardi inseriti nei fondi globali, di cui il 75 percento riguardavano finanziamenti per investimenti, mentre il 25 percento riguardava finanziamenti per spese correnti. Quindi il 75 percento di 158 miliardi erano destinati a delle iniziative, a delle idee progettuali, a degli importi qualificanti nell'ambito degli investimenti. Oggi abbiamo nei fondi globali 76,33 miliardi, di cui 45 percento rappresentano investimenti, quindi non solo abbiamo dimezzato l'importo presente nei fondi globali e siamo sempre al primo anno di una legislatura, ma addirittura siamo passati dal 75 percento ad un 45 percento per gli investimenti e questo è già un primo dato di fatto.
Se poi si fa un'ulteriore analisi, si può anche far notare che ad esempio nella precedente legislatura vi erano nei fondi globali ben 55 voci; può sembrare assurda questa dichiarazione, ma vuol dire che c'erano 55 voci che ipotizzavano 55 possibili idee, possibili interventi che non rientravano nei capitoli di spesa presenti del capitolato e quindi potevano rappresentare elementi innovativi di quello che avrebbe voluto fare questa maggioranza nella precedente legislatura. Oggi abbiamo 21 voci, con una riduzione pari quasi a un terzo.
Se poi si va ad analizzare singolarmente le voci, addirittura - questo non per sentirsi noi Autonomisti importanti - una delle voci qualificanti riguarda l'istituzione di una legge quadro per la funzione camerale, la cosiddetta "camera di commercio" che è stato l'oggetto di un disegno di legge presentato dal gruppo degli Autonomisti nella precedente legislatura; quindi possiamo dire che uno degli elementi più importanti di questi nuovi fondi globali prende spunto da un'iniziativa che gli Autonomisti avevano portato avanti verso la fine della scorsa legislatura. Possiamo dire che questo rappresenta per noi un elemento da sottolineare perché siamo proprio di fronte ad una pochezza di questa voce, che ha sempre rappresentato la progettualità e le idee qualificanti.
Ieri il Presidente della Giunta diceva a qualcuno che gli aveva fatto notare questo fatto che non è detto che noi dobbiamo inserire le idee progettuali nei fondi globali perché se abbiamo delle idee nuove, possiamo anche istituire dei nuovi capitoli di spesa che poi inseriamo nel capitolato normale. Quando ho sentito questa dichiarazione del Presidente sono andato a verificare, mi sono letto tutti i capitoli e ho visto che ci sono esattamente, rispetto all'anno scorso, 11 capitoli nuovi di cui 7 all'entrata - che quindi non si considerano perché i fondi globali sono nelle spese - e solamente 4 nelle spese e nessuno di questi capitoli riguarda delle cose particolari: uno riguarda delle spese di gestione per l'attività formativa, uno riguarda il famoso Museo Peccoz, quindi sono delle voci di normale amministrazione.
A questo punto mi sorge il dubbio che in effetti forse non è così quindi, al di là di quanto ha già detto anche l'Assessore competente, che ci ha elencato nei vari allegati che ci sono stati forniti delle idee e degli interventi qualificanti, se si va a verificare di interventi qualificanti nuovi, di progetti innovativi ce ne sono ben pochi perché molti riprendono cose già precedentemente presenti.
Si parla della cosiddetta "attivazione della rete civica" di cui in passato si era parlato, si parla di attivazione di iniziative per il Giubileo, ma qui ci sono dei fondi che arrivano a livello nazionale, quindi si tratta di utilizzare dei fondi a disposizione e non si può parlare di idee e di progetti nuovi. Abbiamo altre voci come la Maison de la Vallée d'Aoste che è una cosa vecchissima, già nel 1993 era presente quella dicitura nei fondi globali di quell'anno, quindi possiamo dire che mancano veramente nuovi progetti in questo bilancio.
Inoltre se si fa riferimento ad altri dati numerici, abbiamo ancora un altissimo livello di residui, 1528 miliardi con in incremento rispetto all'anno precedente del 5 percento mentre, quelli passivi sono 1158 con un incremento di quasi il 10 percento; quindi peggiora la situazione dei residui e inoltre facendo il rapporto fra spese correnti e spese di investimenti si nota che le spese di investimento sono pari a 725 miliardi contro i 1300 per le spese correnti.
Da questi dati quindi non emerge rispetto al passato una controtendenza che privilegi gli investimenti alle spese correnti anzi si acuisce il distacco fra l'importo dei residui passivi e quello relativo agli investimenti tanto che fra poco rischiamo di avere i residui passivi il doppio delle spese per investimenti.
Se vogliamo almeno gradualmente cercare di invertire la tendenza, occorre al più presto mettere mano ad un processo di delegificazione, tenuto conto che l'innumerevole massa di leggi sta diventando sempre più una sorta di armatura e di gesso che impedisce all'Amministrazione regionale di poter meglio operare e compiere scelte nuove ed incisive. Inoltre bisogna continuare nel processo che è già stato iniziato - e di questo bisogna darne atto - volto ad una sburocratizzazione, a uno snellimento delle procedure, riducendo al massimo tutte quelle procedure che rallentano o impediscono un'efficace e un'efficiente azione amministrativa.
Quando, circa un anno fa, il Prof. De Rita parlò, nel corso anche di un'intervista rilasciata ai giornali, di una Valle senza progetti, di una Valle senza un forte sviluppo produttivo nella quale le risorse private non sono sufficienti a supportare la crisi economica che attraversano le numerose aziende locali, si levò un coro di disapprovazione e di replica. Abbiamo le gambe lunghe a sufficienza per camminare da soli disse qualcuno. Ebbene solo venerdì scorso, alla conferenza stampa di presentazione del bilancio, a cui ero presente, il Presidente della Giunta ha ammesso che senza l'intervento pubblico subentrato negli anni passati la Valle d'Aosta non sarebbe molto diversa, economicamente parlando, della Val Chiusella…
(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)
… sì, negli ultimi anni ho detto. Sono parole che devono farci tutti riflettere: anche quest'anno il bilancio previsionale non riesce a dare alla Regione un'impronta diversa da quella, più volte ribadita anche dagli altri colleghi, di un'economia assistita che non accenna a regredire. Vediamo che senza un intervento pubblico forte, spesso molte iniziative si fermerebbero subito.
A parole si discute di una possibile ripresa della volontà da parte delle imprese private di sganciarsi da mamma Regione, nei fatti però assistiamo ad un deterioramento delle risorse territoriali soffocate da crisi congiunturali, industriali, edili, agricole.
Sappiamo che purtroppo l'industria valdostana non solo non riesce ad essere competitiva, ma stenta a sopravvivere, che l'edilizia è in grosse difficoltà (basti pensare a dove provengono le ditte che si aggiudicano gli appalti regionali più sostanziosi), che l'agricoltura è soffocata dal peso di un fisco cieco e da norme troppo restrittive incuranti dei bisogni e delle difficoltà della nostra agricoltura, che è un'agricoltura di montagna. Eppure la Valle d'Aosta ha tanti soldi, ed è vero, basta osservare con un po' di attenzione il bilancio triennale per rendersi conto che le casse regionali dispongono di numerose risorse.
Allora mi chiedo: non sarebbe forse il caso di verificare con più attenzione come vengono utilizzati tali fondi? Ribaltare il concetto degli investimenti e delle spese correnti cercando di "dare maggiore spazio" agli interventi qualificanti, e qui aggiungo una cosa che mi sono dimenticato di dire prima: nel 1993 i fondi globali rappresentavano l'11 percento delle risorse disponibili, ora sono il 3,75 percento. Allora c'era la possibilità, perché non ritorniamo ad avere un 11 percento delle risorse disponibili da utilizzare per eventuali interventi qualificanti? Non è poi tanto, l'11 percento! Non è che forse la gestione del budget regionale andrebbe rivista sotto un'ottica diversa, nel senso di tornare a dare maggiore spazio agli investimenti e alle idee qualificanti? Penso che chi afferma, a mo' di provocazione, che se la Regione distribuisse le sue disponibilità economiche annue per ogni residente sarebbero tutti felici e contenti, faccia un grave errore di valutazione, ma penso anche che le risorse economiche a nostra disposizione non siano state finora distribuite ed utilizzate equamente.
Tornando infine a quanto disse il Prof. De Rita, dobbiamo quindi ammettere, alla luce di questo bilancio di previsione e triennale, oggi in discussione, che per il futuro della nostra collettività non si prospetta un sostanziale e grande progetto. Come dicevo prima, 76 miliardi di somme destinate ai fondi globali non garantiscono alcuna prospettiva di autentica progettualità, se pensiamo che - lo risottolineo - nonostante che per il 1994 tale voce fosse costituita da una somma esattamente il doppio, 158 miliardi, a tutt'oggi non abbiamo potuto verificare la realizzazione in Valle di grandissimi progetti.
Qualcosa è stato fatto sicuramente, ma non dei grandi progetti e c'erano a disposizione 158 miliardi; pensate un po' adesso che ne abbiamo solamente 77. Questa è la cosa preoccupante: con 158 miliardi è stato fatto qualcosa sicuramente, ma non un granché, ne abbiamo la metà, chissà cosa succederà.
Questo significa che, come affermato precedentemente, il nostro futuro appare a tutt'oggi orientato ad una mera gestione ordinaria del bilancio priva di grandi progetti e di idee che potrebbero rendere fattibile e credibile una vera crescita economica, non solo a parole, ma a fatti della nostra Comunità.
Questo purtroppo è il bilancio che ci porterà nel duemila visto che il bilancio triennale non è altro che la fotocopia, con graduale incremento o decremento percentuale a seconda dei vari capitoli, di quello annuale. Questa data importante del duemila dovrebbe invece vederci attivi protagonisti fra le regioni europee, ma, in effetti, alla luce di questo bilancio, senza gli strumenti e i progetti necessari per inserirci in un tale contesto economico e sociale, rischiamo di rimanere attardati o di partire con il piede sbagliato.
Occorre pertanto garantire al più presto un futuro produttivo e non assistenziale alla nostra Comunità, bisogna guardare al domani con la voglia di crescere economicamente e non solo di sopravvivere. Invece questo mi sembra un bilancio purtroppo ancora una volta redatto in previsione di una mera sopravvivenza, magari ottimale, però sempre mera sopravvivenza del sistema economico regionale che forse resterà a galla, come è stato fino adesso, ma che continua a rimanere sterile e poco progettuale.
Per concludere, consentitemi una battuta. Posso dire che siamo di fronte ad un bilancio di ordinaria gestione, privo di grandi progetti che facciano ben sperare in un futuro più roseo e rassicurante anche se a dire il vero quei pochi grandi progetti che sono stati portati avanti ultimamente, vedi quello relativo all'area megalitica di Saint-Martin de Corléans, quasi quasi ci fanno ricredere sulla necessità di avere e vedere realizzati dei grandi progetti in Valle.
Si dà atto che, dalle ore 11,16 alle ore 11,38, presiede il Vicepresidente La Torre.
Presidente La parola al Consigliere Cottino.
Cottino (UV) Pour annoncer le vote favorable du groupe de l'Union Valdôtaine qui découle non seulement du bon travail qui a été fait par le Gouvernement, mais qui découle surtout des deux documents qui sont à notre avis les documents les plus importants de cette majorité et surtout pour l'Union Valdôtaine. Je me réfère évidemment aux documents signés avec les autres forces politiques qui composent cette majorité et je me réfère aussi au programme électoral que l'Union Valdôtaine a prédisposé, dont nous avons fait l'objet de la campagne électorale. Je crois, M. Beneforti, que ça c'est effectivement du consensus parce qu'une très grande partie des électeurs valdôtains ont primé le programme de l'Union Valdôtaine comme ils ont primé le programme - qui n'était pas sûrement en contraste - des autres forces politiques qui forment cette majorité.
Mais il y a un autre consensus, que nous retenons très important, à ces lois: c'est le fait que la IIème Commission ait bien voulu faire une audition de toutes les forces politiques, sociales, économiques et, sauf une exception même pas tout à fait contraire, c'est-à-dire le représentant des commerçants, M. Cottoni, tous les autres ont défini un bon document et de bonnes lois ce que le Gouvernement nous avait présentés. Et là je veux ouvrir une petite parenthèse. Quelqu'un a déjà décrété les obsèques du CREL, aujourd'hui nous avons la Conférence régionale économique du travail…
(commenti vari in sala)
… oui, j'ai dit CREL au lieu de CRET (sigle française), je m'excuse. Je ne suis pas tout à fait d'accord pour le moment, nous ne disons pas qu'il n'y a pas des manques, mais avant de décréter ces obsèques, c'est peut-être le cas d'analyser avec plus d'attention les causes qui ont porté à ce manque de fonctionnement et voir si nous aussi nous n'avons pas commis des fautes et si éventuellement ce n'est pas le cas de faire quelque chose de différent. Hier le Président bien a fait à souligner que du moment où il n'y a pas d'autres tables de confrontation, peut-être c'est encore un instrument qui a une raison, un sens d'être maintenu.
Je veux profiter aussi de cette occasion pour faire quelques petites réflexions à propos du débat auquel nous avons assisté hier dans cette salle et que le collègue Rini avait défini un rite. Et en effet tel a été parce que chacun a joué, ne dirais-je même pas son rôle, mais chacun a joué son jeu dans le sens que ce qui a été annoncé comme un discours général a été plutôt un discours que je n'hésite pas à définir dans certains cas générique.
Certaines affirmations qui ont été faites, (on a même confronté des pommes de terre à des poires dans le sens que même sur les numéros ont a joué à des interprétations différentes les unes des autres et pas à cas), surtout et toujours pour justifier des prises de position qui n'avaient pas de raison d'être.
A questo proposito credo sia anche importante sottolineare, anche se lo ha già fatto il Presidente, ma credo sia giusto risottolinearlo perché è la dimostrazione più lampante di quanto ho asserito, al momento della replica dell'Assessore - e non mi riferisco sicuramente alla battuta fatta dal Consigliere Marguerettaz - c'era a malapena il numero legale in quest'aula così come quando ha iniziato la replica lo stesso Presidente della Giunta.
Questo a dimostrazione che le cose che avevano da dire si ritenevano poco importanti perché ognuno di noi - meglio sarebbe dire ognuno di voi - aveva già preso delle decisioni, ma non tanto delle decisioni di voto quanto piuttosto era convintissimo di quello che aveva detto e non era disponibile nel modo più assoluto a metterlo a confronto. Il che non mi pare molto logico per delle cose di quest'importanza.
Non voglio addentrarmi, qualcuno lo ha già fatto, sul discorso dei rapporti delle entrate della Regione fra le entrate proprie e le entrate derivate ed è qui che qualcuno ha giocato non poco sui numeri; non voglio neppure entrare nel rapporto fra situazioni di bilancio regionale e prodotto interno lordo che, comunque credo sia stato ampiamente dimostrato, va nella direzione che tutti si sono augurati anche se poi hanno cercato di dimostrare il contrario. Ma un altro concetto ritengo importantissimo sottolineare: quando si parla dei trasferimenti agli enti locali si dimentica sempre di inserire questi trasferimenti nelle spese di investimento perché viene più comodo - e qui risponderò all'amico Consigliere Curtaz - considerare che tutti spendono in spese correnti questi trasferimenti, per quanto riguarda la legge evidentemente va inserito in un determinato capitolo che appartiene alle spese correnti; la realtà non è così. Voglio lasciar perdere tutti quei trasferimenti che sono di settore e dunque con destinazione vincolata, ma parliamo pure dei trasferimenti non vincolati.
È stato asserito ieri in quest'aula che vengono spesi per spese in conto corrente, è stato asserito che i comuni spendono male salvo qualche lodevole eccezione. Ora, da una parte potrebbe anche essere stimolante ed appagante far parte di qualche lodevole eccezione, però voglio ricordare che ho dei dati - evidentemente non dirò il comune, ma forse è anche troppo facile capire di quale comune si tratta - dai quali risulta che nel 1997 ha destinato ad investimenti il 63 percento dei trasferimenti non vincolati che sono arrivati dalla Regione.
Nel 1998 questo dato scende, ma scende soprattutto anche per il fatto a tutti noto che i comuni non hanno più l'entrata dell'ICIAP né le entrate delle concessioni governative dunque, evidentemente, le percentuali diminuiscono anche perché i trasferimenti sono aumentati; nel valore globale reale effettivo al contrario scende di pochissimo, o quasi niente, la cifra destinata agli investimenti. E dunque credo che sia inaccettabile affermare che i comuni non sanno spendere, che i comuni spendono male o perlomeno può anche essere, se vogliamo, un modo di pensare rispettabile, ma che andrebbe esternato di fronte a coloro che su questa cosa possono rispondere, di fronte a coloro che di questo sono accusati.
Il Presidente nella replica ha anche detto che sarà necessario comunque in questo settore mettere mano a tutta una serie di leggi, se la memoria non mi inganna faceva soprattutto riferimento alla legge sul FOSPI e alla legge n. 21, ma credo che volesse dire che anche all'interno della legge n. 48 c'è questo tipo di necessità.
Voglio veramente sottolineare questa reale necessità che non è soltanto data dal fatto della rigidità di queste leggi, della rigidità della possibilità di intervento su queste leggi, ma è anche sul modo di dare delle priorità agli interventi, priorità che sovente vanno a penalizzare quelle amministrazioni che hanno fatto dei grossissimi sforzi per indirizzarli in certi settori, sicuramente prioritari nella vita civile per tutta una serie di ragioni. Ma non è logico che laddove determinate amministrazioni abbiano fatto queste scelte prima di altre che si sono indirizzate in altri investimenti, oggi debbano essere penalizzate. Faccio un esempio, corsie preferenziali hanno gli investimenti destinati agli acquedotti, fognature eccetera, per cui i comuni che hanno grossissimi sforzi per risolvere questi problemi oggi si trovano penalizzati.
Un altro concetto non ho molto capito dei discorsi fatti ieri; mi riferisco alla grandissima critica che è stata fatta alle cosiddette leggi di spesa. Credo che sia più che evidente che, laddove ci sono delle leggi di spesa che prevedono un'attuazione nel prosieguo degli anni, sia normale avere delle spese e nel 90 percento dei casi ciò significa aver dato dei servizi, significa aver dato di conseguenza del benessere e dell'efficienza.
Qualora non ci siano degli interventi in determinate direzioni, in quest'aula si tallona giustamente il Governo affinché intervenga dopodiché però se ci sono delle spese che impegnano i bilanci successivi, allora si fanno grosse critiche perché questo è avvenuto e non mi pare molto corretto. Quando l'Amministrazione regionale interviene su questioni economiche soffoca l'economia privata, se non interviene invece è disinteresse per quel problema o per quei problemi che vengono citati.
Dunque io credo che quando si ragiona sul bilancio bisognerebbe da parte di tutti cercare di evitare di calarsi per forza nel gioco delle parti a tutti i costi. Credo che il momento di discussione del bilancio dovrebbe essere un momento di confronto su tutto, lasciando un po' al di fuori i giochi delle parti, avere il coraggio di fare delle precise proposte che non possono essere sempre solo ed esclusivamente delle richieste di aumenti di capitoli di spesa poiché se si va in quella direzione ci si accorge che alla fine, non avendo più dove attingere, questo non è assolutamente possibile.
Mi ricordo che nell'intervento di ieri il Consigliere Fiou parlava del comportamento del buon padre di famiglia, evidentemente il comportamento del buon padre di famiglia da parte di qualcuno c'è, da parte di qualcun altro no. Se è vero che è importante dare a tutti quel che è possibile si sa che diventa difficile dare quello che tutti chiedono o che tutti pretendono.
Un'ultima considerazione. Qui è stato criticato fortemente il documento, non c'è la possibilità di sognare - si è detto - perché, essendo i fondi globali molto poco consistenti, non ci saranno delle possibilità di fare grandi cose. A me non piace - forse proprio perché vengo da amministrazioni completamente diverse rispetto a quella regionale - pensare o immaginare un bilancio come un libro dei sogni tutt'altro, preferisco che il bilancio sia un qualcosa di molto concreto che non mi permetta di sognare, ma che vada a risolvermi tutta una serie di problemi, che vada cioè nella direzione che ho sempre auspicato e di conseguenza che vada a risolvermi tutta una serie di problematiche per cui ho chiesto la risoluzione.
È anche con questo spirito che, a nome mio personale e del Gruppo, ritengo di poter votare, con tutta coscienza e convinzione, a favore della legge n. 15 testé messa in discussione.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Ieri ho espresso nell'intervento introduttivo osservazioni critiche al bilancio che oggi siamo chiamati come Consiglio ad approvare. Debbo dire che dagli interventi del Presidente della Giunta, dell'Assessore Agnesod e di alcuni consiglieri di maggioranza non sono emersi elementi nuovi e non sono emerse argomentazioni convincenti rispetto a quello che era stato il mio pensiero manifestato.
In sostanza tutti gli esponenti di maggioranza hanno sottolineato la coerenza del bilancio al programma di legislatura. È una coerenza che sottolineiamo anche noi perché ad un programma che avevamo definito deludente, fa riscontro un primo bilancio altrettanto piatto e deludente; qui la coerenza ci sta tutta. Tant'è che da più parti ieri si è sottolineata la novità delle cifre in EURO, peraltro indicative; si tratta a dire il vero di una novità relativa, novità certo per la Regione, però sono cose che ormai molti lo fanno da tempo, riceviamo a casa gli estratti conto in EURO, i listini prezzi delle automobili in EURO, troviamo l'EURO persino sui menu di alcuni ristoranti. Intendiamoci è una cosa che va bene, ma è una cosa di facciata, di immagine e direi nient'altro, una sorta di pennellata di colore su di un bilancio grigio.
Le novità avrebbero dovuto e potuto, secondo noi, essere ben altre. A livello generale ci saremmo aspettati per esempio un'indicazione politico-strategica su quale Valle d'Aosta vogliamo nei primi anni duemila; ci saremmo aspettati un impegno per delegiferare e accorpare una legislazione disordinata e dispersiva; ci saremmo aspettati un'adeguata programmazione e un riordino in materia di stato sociale come richiesto dalle categorie interpellate dalla II Commissione.
E qui voglio aprire una prima parentesi perché fra le novità positive si è sottolineata quella delle audizioni delle categorie, delle associazioni, delle parti sociali. È vero, è una novità positiva, ma parliamoci chiaro, si è trattato di un fatto un po' casuale che è merito sostanzialmente di due persone: della Consigliera Squarzino che l'ha proposta e che ha insistito con la sua nota verve e del Presidente Borre che l'ha accolta all'ultimo momento convocando le categorie affinché potessero essere sentite. Credo che nei prossimi anni occorrerà pensare ad un modo di coinvolgimento più tempestivo e più effettivo degli interlocutori sociali.
Le ingenti risorse finanziarie avrebbero dovuto consentire a nostro modo di vedere la realizzazione di interventi significativi in qualche modo straordinari e gli esempi sono venuti anche ieri da alcuni Consiglieri di maggioranza: penso all'ipotesi ferrovia avanzata dal Consigliere Nicco. Sarebbe stato interessante dal nostro punto di vista che gli interventi straordinari avessero interessato il progetto del nuovo ospedale che invece questa maggioranza ha definitivamente accantonato; poi alla fine discuteremo di quanto la ristrutturazione del vecchio ospedale sarà costata, faremo dei raffronti fra alcuni anni. Avrebbero potuto interessare molte altre iniziative che avrebbero caratterizzato questo bilancio, gli avrebbero dato un'anima.
Noi crediamo quindi che sarebbe stato opportuno prevedere questo stanziamento negli anni, in questi anni ricchi che abbiamo di fronte ancora, di 200-250 miliardi per questi interventi caratterizzanti e mirati. Non farli in questi anni, in cui abbiamo ingenti disponibilità che vengono poi disperse in mille rivoli, è a nostro giudizio una scelta miope di cui potremmo pentirci.
E in merito alle entrate voglio fare un'osservazione proprio seguendo il ragionamento del Presidente Viérin ieri in sede di replica, un ragionamento a cui riconosco una certa fondatezza di carattere finanziario - fondatezza politica meno, ma finanziaria sì - quando mi ha eccepito che l'unica vera entrata esterna della nostra Regione è costituita dalla quota sostitutiva dell'IVA da importazione che peraltro costituisce un po' più del 27 percento e non il 25 percento che egli ha indicato. Ma non è questo il punto, il punto è che io le chiedo, Presidente, cosa sarebbe questo bilancio senza quei 506 miliardi: sarebbe onestamente un bilancio di lacrime e sangue.
Occorre dunque avere la consapevolezza della situazione di straordinaria ricchezza finanziaria di quest'epoca storica ed agire di conseguenza, secondo noi con interventi forti e lungimiranti, cosa che manca in questo bilancio. E queste entrate saranno pure dei diritti sotto il profilo formale, nessuno lo nega, ma sono dei privilegi sotto il profilo sostanziale; spesso la storia è stata ricca di queste contraddizioni.
Possiamo fare un esempio qualsiasi: il voto ad inizio secolo che era riservato solo alle persone ricche. Per costoro era sicuramente un diritto, riconosciuto dalla legge; secondo la nostra attuale coscienza democratica era un privilegio. Non mi sembra che si dica niente di straordinario: definire privilegio una certa situazione è un giudizio politico, sostanziale, non formale e il privilegio lo si apprezza se ci confrontiamo con la situazione di altre regioni, così si può apprezzare la situazione fortunata che abbiamo.
Una piccola replica il Presidente me la consentirà su un altro punto. Ho apprezzato, ripeto, la competente e documentata replica del Presidente, certi chiarimenti mi hanno anche fatto parzialmente cambiare idea su alcuni punti specifici, ma ogni tanto il Presidente Viérin, forse preso da intenti polemici peraltro molto garbati, fa dire agli altri cose che nessuno ha detto. Mi riferisco alla battuta sul casinò perché ieri ho scoperto - tra l'altro in palese contraddizione con me stesso - che avrei fatto dichiarazioni da paladino di nuovi casinò in Italia. Ho detto solo, Presidente, che visto dalla parte delle altre regioni italiane, non è irragionevole che tutti abbiano un casinò e questa mi sembra una cosa lapalissiana, ma credo francamente che non mi troverà a raccogliere firme né per istituire casinò ad Aqui o a Fiuggi né, ad essere onesto, per ampliare il Casinò di Saint-Vincent.
Un ultimo punto a cui intendo accennare prima delle conclusioni è la valutazione di un dato che con molta enfasi è stato proposto e riproposto dalla Giunta, un dato forte sul quale mi piacerebbe fare un ragionamento. Lo dico in punta di piedi perché non sono convinto di fare un ragionamento esatto, lo pongo all'attenzione. È il dato di un continuo calo in percentuale dell'intervento pubblico rispetto al PIL, in verità è ancora alta questa percentuale, però c'è un continuo calo che fa apprezzare a tutti questo elemento.
Ho un sospetto, è il sospetto che questi dati non tengano conto degli interventi indiretti della Regione, per esempio gli interventi di Finaosta e degli altri enti di controllo regionale perché se questo dato non tiene conto degli interventi indiretti allora è un dato, lo dico chiaramente, che non conta nulla perché non è omogeneo rispetto agli anni precedenti.
Non si può dire, faccio un esempio, che rispetto a 10 anni fa il rapporto è cambiato perché oggi è calato del 20-30 percento, se poi scopriamo che 10 anni fa la Finaosta non esisteva ed oggi gran parte di questa ridistribuzione avviene attraverso Finaosta. È una forzatura, è una cosa che dal punto di vista statistico prima ancora che politico non sta né in cielo né in terra perché si equiparano dei dati non omogenei e dietro quest'equiparazione di dati non omogenei si fa in questo caso sì - visto che qui viene usata e abusata questa parola - un'operazione demagogica portando come dato omogeneo un dato che invece non lo è e quindi fuorviando quella che è anche la pubblica opinione rispetto al bilancio. Avrebbe senso, e qui sì che ci potremmo confrontare veramente, un dato "consolidato", cioè che tenga conto degli interventi diretti ed indiretti della Regione per capire cosa è successo nell'ultimo anno, negli ultimi cinque o dieci anni.
Questo, ripeto, è un sospetto. Se il mio sospetto è infondato me ne rallegro perché vuol dire che sono stati fatti dei grossi passi in avanti.
Fatta quest'ultima osservazione, dobbiamo trarre delle conclusioni che non sono molto originali. Ieri ed oggi molti hanno sottolineato come il bilancio - e penso che sia il punto più evidente perché lo abbiamo sottolineato tutte noi forze di minoranza e non è che c'eravamo messi d'accordo prima - dia la sensazione di essere un bilancio piatto, smunto, senza caratterizzazioni significative. Credo che purtroppo la discussione generale abbia confermato questa netta sensazione, non sono venute da parte degli esponenti della maggioranza delle indicazioni al contrario. Del resto anche le idee positive che sono venute da parte di alcuni Consiglieri di maggioranza non trovano riscontro nel grigiore deludente di questo bilancio e dunque a questo bilancio il nostro Gruppo riserverà senza incertezze e credo senza rimpianti il nostro voto contrario.
Président La parole au Vice-président La Torre.
La Torre (FA) Presidente, Signor Assessore, il nostro sarà un breve intervento anche perché le valutazioni in merito al bilancio la Fédération Autonomiste le ha già espresse in sede di dibattito generale in modo chiaro e preciso con gli interventi del Consigliere Martin e del Consigliere Piccolo.
Perciò nel dichiarare il nostro voto favorevole ci limiteremo ad alcune riflessioni sulle cose dette e a qualche raccomandazione e non entreremo nell'ambito tecnico del bilancio e delle cifre.
Innanzitutto abbiamo ascoltato gli interventi corretti e pacati della minoranza, abbiamo sentito le loro osservazioni in merito alle entrate per le quali si possono riassumere in una sottolineatura di un'economia debole e anche in merito alla spesa dove si parla di ordinaria amministrazione, di essere prigionieri dei costi fissi, di poco coraggio e di poche idee.
Certo, questo è un bilancio corposo, però è un bilancio chiaro e leggibile che si muove in modo dichiarato su una concretezza amministrativa e lo fa serenamente, quindi non è un libro dei sogni, nessuno ci ha accusato di questo infatti, non è neanche però un elenco di semplici promesse. È un bilancio, cioè è uno strumento che deve assolvere un compito e che vuole essere uno strumento preciso e pragmatico di gestione amministrativa alla ricerca del conseguimento e degli obiettivi enunciati dal programma di questa maggioranza.
È un bilancio, si dice anche, che non ha grandi suggestioni, io dico anche facili suggestioni: il denaro è molto, se si volevano cercare delle facili suggestioni si potevano anche trovare, ma proprio perché è un bilancio concreto, cerca di lavorare più sulle fondamenta di quest'economia valdostana che qualcuno ha definito debole, io definisco non forte, e che proprio perché non è forte deve trovare nella sua evoluzione, alle soglie dell'Europa e dell'EURO, quella fiducia in sé stessa che solo con un intervento della Regione, che crea volano intorno a quello che abbiamo definito il marchio Valle d'Aosta, può creare i presupposti per poi generare veramente alle soglie del duemila un'economia forte.
Quest'atteggiamento può essere scambiato per troppa invadenza, ma la costruzione di un'economia forte passa attraverso la capacità di indicare e coordinare obiettivi e forze che, proprio perché siamo una Regione piccola e le forze quindi non sono tante, non possono essere disperse e nemmeno lasciate ad un mercato troppo esposto o troppo concorrenziale.
La sfida invece credo sia piuttosto nella crescita culturale della nostra Regione e delle sue classi economiche e sociali, dove deve svilupparsi un cambio di mentalità, dove giustamente la Regione non può essere la soluzione di tutti i problemi perché non si genera un momento di riflessione, culturale quindi, di tentativo di cambiamento, corriamo il rischio come ente pubblico di ricoprire ad un tempo stesso il ruolo di committente, di finanziatore, di produttore e di consumatore.
Bisognerà quindi impegnarsi molto a dibattere in modo serio la questione di come un modello socio-economico per la nostra Regione debba evolversi proprio per non incappare in quelle accuse che ci vengono fatte anche da osservatori economici di una Regione a benessere senza sviluppo facendo, secondo me, molta attenzione nello spiegare ai cittadini che la nostra autodeterminazione incarnata nell'autonomia non può e non deve essere interpretata riduttivamente in un modo utilitaristico o come semplice privilegio, ma che ben altra è la sua importanza. Perché un'interpretazione di questo tipo, appunto una malintesa interpretazione dell'autonomia, può generare dei danni sia sul piano culturale, sia sul piano sociale, cioè una psicologia collettiva basata sulla convinzione che la ricchezza pubblica non abbia mai fine.
A noi questo preoccupa, riteniamo che sia normale e doveroso per l'ente soddisfare le richieste, però è importante che queste richieste vengano soddisfatte con riferimento a calcoli di ragionevolezza e compatibilità economica. Quindi bisognerà creare una particolare attenzione più sulla fase dell'intervento che sulla fase della convenienza e della redistribuzione del reddito pubblico, quindi indurre le nostre classi economiche a sfidarsi, ad impegnarsi sulla capacità di produrre nuova ricchezza.
Sul piano economico si corre anche certamente il rischio di una mancata selezione che non consente se non in misura ridotta fenomeni di specializzazione, interscambio, segmentazione e soprattutto accumulo di informazione che ritengo sia il vero ed unico capitale dei moderni sistemi economici. In questo c'è una risposta, non vogliamo come Regione essere invadenti, noi ci rendiamo conto di questi problemi e il ruolo che ci stiamo proponendo, consapevoli dei rischi che si possono correre e che non vogliamo correre e quindi li affrontiamo con serenità, è quello di avere un ruolo trainante e non invadente dell'economia. Comprendiamo che fra il trainante e l'invadente si possa facilmente essere sul crinale, è molto difficile, è un ruolo che ci stiamo assumendo con grande responsabilità.
Poi vorrei sottolineare che questo bilancio dà una grande centralità alla qualità della vita che ritengo anche questo un elemento portante per la nostra Comunità. È un obiettivo quello della qualità della vita che si ottiene con una continuità economica e politica che crea riferimenti e stabilità, elementi con i quali si realizzano i programmi. Comprendiamo perciò gli interventi della minoranza che, svolgendo correttamente il suo ruolo, evidenzia probabili carenze e rilancia possibili soluzioni, ma il dovere di una maggioranza, oltre alla legittima ricerca di spazi politici, è di tenere fede agli impegni presi con i programmi e con i cittadini e questo bilancio vuole essere fedele a questo principio. E se quest'impegno viene considerato dalla minoranza esercizio dell'ordinaria amministrazione, non ci offendiamo perché il buon governo non è fatto solo di luci di ribalta o di grandi suggestioni, ma è fatto da tanto lavoro quotidiano e da buona, ordinaria amministrazione.
Concludendo, nell'assumerci la nostra responsabilità di forza di maggioranza votando questo bilancio, invitiamo la minoranza, certi della capacità della nostra Giunta di realizzare e di conseguire gli obiettivi di bilancio, a vigilare sul nostro impegno e a confrontarsi con noi per una vera e concreta cultura dei risultati, questo nell'interesse dei cittadini valdostani e credo che sia una cosa rispettosa sia del ruolo di tutti i consiglieri, sia del ruolo di noi Consiglieri di maggioranza e del vostro ruolo di Consiglieri di minoranza. Annunciamo il nostro voto favorevole al bilancio.
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Noi non ribadiremo gli aspetti tecnici che ci hanno portato a considerare questo bilancio da parte nostra non votabile in senso positivo, quindi confermeremo il nostro voto contrario senza entrare nello snocciolamento dei dati che abbiamo già discusso in queste due giornate intense, però credo che possiamo chiudere questa nostra partecipazione a questi lavori ribadendo e confermando alcune preoccupazioni anche in funzione del dibattito che c'è stato.
Abbiamo sentito ribadire anche dall'Assessore che siamo di fronte ad un bilancio che comunque è in aumento di anno in anno, che è in aumento nella parte delle entrate e quindi con nuove competenze e con nuovi oneri, un bilancio che va a chiudere un ciclo, 1993-1998, che si è già dimostrato un ciclo che ha confermato una crescita del sistema economico valdostano.
Noi abbiamo sostenuto, ribadiamo e abbiamo avuto conferma di quest'impressione, che questo non è un bilancio che conferma la crescita di un sistema economico perché abbiamo visto nei numeri e nelle cifre come siano cresciute le tasse e questo non significhi di fatto che, avendo aumentato la disponibilità, sia cresciuto un sistema economico che è cosa diversa. Siamo d'accordo con lui quando dice però che un sistema economico non si cambia dall'oggi al domani, su questo non c'è dubbio.
La nostra preoccupazione è che con questo bilancio non si inizia questo cambiamento, non si è neanche alla premessa dell'inizio di questo cambiamento.
Una battuta sull'energia: l'Assessore ha detto giustamente che noi non dovremmo neanche star qui a discutere sul futuro dell'energia, nel senso di rideterminare il principio della nostra proprietà di quelle acque, della loro utilizzazione, ma noi non discutiamo il principio, Assessore, discutiamo sulla possibilità concreta di disporre di quelle risorse, parlando di bilancio e di future risorse, perché ribadiamo la nostra preoccupazione che parti delle entrate, cospicue e importanti, come i trasferimenti per la compensazione dell'IVA da importazione, prima o poi, o in termini di maggiori costi trasferiti allo Stato o in termini di minori risorse trasferite alla Regione, pagheremo duramente se non sopperite da un'economia vera, da un'entrata di IRPEF, di IRPEG, di IVA, di un sistema economico che si sviluppa e quindi non che paga percentualmente sul prodotto interno lordo più tasse, ma in termini quantitativi più tasse.
Mai come in questo bilancio, nonostante lo sforzo dell'Assessore al turismo e commercio, si è considerato ancora comunque troppo poco il futuro di questi due settori che noi riteniamo - lo ribadiamo in questa dichiarazione di voto - assolutamente e fondamentalmente strategici per il futuro della nostra Valle. E dico nonostante lo sforzo perché abbiamo percepito dalla contrattazione che in Giunta ci deve essere stata che anche qui ci sono due correnti di pensiero: chi si orienta ancora ad assistere certi settori aggiungendo oggi che sono strategici per il turismo, ma che di fatto sono assistiti tipo l'agricoltura che abbiamo visto ripresa giustamente in grande considerazione e chi dice che bisogna aggiungere allo sviluppo di quei settori di economia anche lo sviluppo di nuovi settori per noi ribadisco fondamentalmente strategici. E il turismo e il commercio sono stati ancora, pur avendo cominciato a fare qualche apertura, sempre per noi troppo poco considerati in questo bilancio. Certo che a migliorare lo zero si fa presto, dire che si è incrementato del 100 e del 200 percento i bilanci di capitoli di spesa per il turismo e per il commercio si fa presto quando si parte da cifre molto basse quindi ribadiamo la nostra preoccupazione in questo senso.
Il Presidente ha voluto ribadire una nostra critica. Questo bilancio avevamo sostenuto non essere il frutto di un confronto concreto e costruttivo con le associazioni, ha ribadito con delle date di incontri precisi come invece ci siano stati degli incontri, dove sono state sentite le associazioni, le categorie, le rappresentatività sociali.
Noi ci permettiamo semplicemente di riferire quello che dopo abbiamo percepito da queste associazioni. Il colloquio c'è stato sicuramente negli incontri, ma noi abbiamo rideterminato che, al di là di certi enti, di certe associazioni particolarmente favorite, altri sono stati di fatto ascoltati; da lì ad essere stati poi esauditi il discorso è completamente diverso, ma non esauditi nel senso di aspettative di assistenzialismo, ma esauditi nel senso di percepimento di preoccupazioni, di progettualità, di investimenti - non di assistenzialismo, Cottino - in certi settori quindi, al di là di quello che si è detto negli incontri ufficiali, se si guardano i capitoli di spesa, si vede come certe categorie e associazioni vengono privilegiate a discapito di altre. Ne prendiamo atto nei numeri al di là delle forme e dei confronti guardiamo alle sostanze dei confronti.
Ribadiamo che questo bilancio dice cose diverse da quelle che avete sostenuto nelle campagne elettorali e soprattutto nel programma di maggioranza e lo abbiamo dimostrato nei numeri.
Una battuta il Presidente l'ha dedicata al rapporto che quest'Amministrazione ha avuto con il Governo italiano dicendo che non c'è mai stato un rifiuto nel discutere con il Governo italiano per assumersi responsabilità e nuove competenze in funzione di trasferimenti che oggi ancora non sono giustificati e non sono più giustificabili. Ha detto che in questo senso ci sono state prese di responsabilità chiare, ma che hanno portato a dei rapporti di chiarezza fra competenze e soprattutto risorse; questo si è auspicato da parte del Governo regionale nei confronti del Governo italiano, ma è proprio qui la nostra preoccupazione: che più si farà chiarezza su questi rapporti meno saranno le risorse di cui potremo disporre per dare progettualità e operatività alle nostre intenzioni, ai nostri progetti, ai nostri sviluppi.
Una battuta sul casinò; non possiamo dopo 9 anni di commissariamento non esprimere in sede di bilancio la preoccupazione per il casinò che è giustamente considerata - perché lo è nei numeri - una risorsa importante di introito per le entrate della Regione, ma noi qui in questo bilancio, poca cosa ma significativa, abbiamo ancora stanziato noi dei soldi per il casinò e questo è un sintomo che deve essere aggiunto ad un'organizzazione interna che ormai è in decadimento nel casinò, nel senso dell'operatività, dell'efficacia, della qualità del servizio del personale e dell'organizzazione lavorativa; non esiste nel casinò una politica di "marketing", una persona che perde 30 milioni ad un tavolo chiede une flûte di vino, gli viene fatto pagare 8.000 lire, cioè un concetto gestionale ed amministrativo di un'azienda economicamente determinante per le entrate della Regione assolutamente fuori dai canoni di qualunque confronto di mercato.
Ma giustamente, come dice Curtaz, oggi un confronto di mercato vero e proprio non c'è; ancora nessuno lo auspica al di là delle ideologie e credo che nessun Valdostano auspichi che vengano aperti casinò intorno alla nostra Regione, ma oggi siamo in un mercato economico europeo che vede 150 casinò in Francia, 80 casinò in Austria e non è pensabile che questa situazione di regime di monopolio di alcuni comuni italiani piuttosto che della nostra Regione, pur non auspicandola, non si sviluppi in una certa direzione.
Quindi vedere che il casinò ha miliardi di perdite, addirittura ha bisogno di incentivi, di interventi, ebbene, non può che continuare a preoccuparci e più che dirlo nella maniera più onesta intellettualmente, costruttiva, non so cosa in questo caso la minoranza può fare.
Semmai è la maggioranza che dovrebbe prenderne conoscenza perché, al di là degli articoli sui giornali, dell'intenzione di privatizzare e di dare una gestione efficiente a quell'industria importante in termini di risorse per la nostra Regione, alle parole non seguono mai i fatti. I corsi, i ricorsi, i tribunali, le carte, i giochi di prestigio, le trattative nelle camere caritatis, alla fine da 9 anni quel casinò è in una situazione di precaria gestione operativa.
Quindi noi ribadiamo che i punti di crisi di questo bilancio sono le ancora troppe leggi di spesa che si potevano accorpare in unici testi di spesa grazie anche a questa finanziaria che invece non è stata utilizzata a nostro avviso in senso corretto, ancora è troppo poca l'economia vera di questo bilancio perché ancora troppa è la presenza della Regione in questo settore, cioè in quello economico.
Anche noi abbiamo se non il sospetto, la certezza che quell'intervento sul prodotto interno lordo pari al 35 percento sia al netto dell'intervento Finaosta che a noi risulta essere praticamente nel 75 percento di tutte le imprese artigiane, commerciali, industriali della nostra Regione per cui non si può oggi dire che abbiamo un'economia che inizia un processo di sviluppo.
Certo, sentir sostenere dal Consigliere La Torre che nell'Associazione industriali ha comunque un ruolo importante di riferimento, che non condivide il giudizio di un'economia debole, ma di un'economia e di un tessuto economico non forte, conferma di fatto quest'aspetto. Siamo d'accordo con lui che c'è pochissima cultura imprenditoriale, riteniamo che una responsabilità grave di tipo culturale ed economico di questo fattore sia stata determinata dalla politica di quest'Amministrazione negli ultimi 10 anni.
Troppe sono state le occasioni perse e troppe ne stiamo ancora perdendo, non parliamo della burocrazia che rimane a livelli altissimi e ribadiamo la nostra convinzione di un bilancio poco dinamico, non stiamo a ribadire certi messaggi.
Certamente la scarsa visione strategica continua a preoccuparci e soprattutto aumenta questa preoccupazione il fatto che questa scarsità di progettualità strategica per la nostra Regione è in un contesto di cambiamenti strutturali epocali europei ed italiani nel quale ci troviamo di conseguenza a dover combattere, quindi ribadiamo che quello che ci divide non sono state le percentuali, i numeri, i capitoli e i particolari. Ci divide proprio una visione diversa di quella che è la politica da attuare in questo nostro territorio.
È un bilancio che conferma una cultura di regionalismo assistenzialistico, è sufficiente verificare quanta attenzione c'è al Welfare, cioè allo Stato sociale: 300 miliardi che ci pongono da una parte come il fiore all'occhiello in termini di spesa pro capite per abitante fra tutte le regioni italiane, ma dall'altra non possiamo sostenere che noi oggi viviamo in una Regione nella quale il servizio sociale e sanitario sia di livelli europei.
Abbiamo i migliori primari che se ne vanno, abbiamo primariati vacanti, abbiamo un'organizzazione che ha perso soltanto ultimamente uno dei direttori generali migliori d'Italia così come ce lo aveva rappresentato l'Assessore nel momento del suo insediamento, abbiamo una qualità della prestazione rallentata da molte burocrazie, molti rapporti e molti conflitti politico-amministrativo-istituzionali che non fanno del nostro Welfare un sistema professionale di alto livello. Con queste cifre dovremmo essere punto di riferimento per altri cittadini italiani nell'utilizzo delle nostre risorse sanitarie; non è così, abbiamo i Valdostani che vanno via. Io fra qualche giorno dovrò essere operato ad un ginocchio per i legamenti, ma rimango qui per orgoglio valdostano perché, quando dico che mi devo operare un ginocchio, mi chiedono subito: ma vai a Lione, vai a Bologna o vai in America? No, vado ad Aosta, vado da persone che ritengo comunque qua...
(ilarità dell'Assemblea)
… adesso speriamo di non dover pagare. Spero che questa battuta non faccia ridere, ma faccia riflettere perché è un dato di fatto che abbiamo professionalità sanitarie in uscita e non in entrata. Ribadisco che le migliori professionalità le perdiamo per una gestione politico-amministrativa assolutamente non coerente con quelli che sono i livelli di qualità che ci si aspetterebbe da un livello di investimento di così alta attenzione.
Ribadisco che la nostra Regione per quanto ci riguarda ha bisogno di più mercato, di più liberal democrazia, di più economia.
Chiudo con una riflessione doverosa nei rispetti del Capogruppo Cottino dell'Union Valdôtaine, doverosa perché purtroppo il suo intervento più che per motivare le sicure e certe convinzioni che il Capogruppo doveva rappresentare, si è in gran parte dilungato nel dispensare patenti di qualità dei ruoli giocati, dice lui, in quest'aula e dei contenuti che lui ritiene generici degli interventi della minoranza. Io non credo che sia corretta quest'impostazione, Cottino. Noi non giudichiamo le espressioni politiche del vostro Gruppo dell'Union Valdôtaine anzi riteniamo che se anche non condivisibili siano assolutamente rispettabili, ma posso garantirti che il Gruppo di Forza Italia sul bilancio non ha giocato, ma ha lavorato. Ha lavorato prima, durante e lavorerà probabilmente anche dopo in funzione delle proprie capacità professionali e politiche, ma ha lavorato onestamente e seriamente, non ha giocato, Cottino.
Non abbiamo sostenuto nessuna farsa dentro quest'aula, ma è significativo che l'intervento del Capogruppo della Forza più importante della maggioranza, che è padre di questo bilancio, più che sostenere le tesi di convinzione, le argomentazioni politiche e strategiche di questo bilancio, abbia dovuto investire una grossa parte del suo intervento in un atteggiamento di giudizio in qualche maniera anche poco condivisibile sul contenuto e sulla qualità del rapporto degli altri. È un peccato perché conosco le qualità professionali di Cottino e credo che avrebbe potuto dare di più e di meglio nel suo intervento, non dico convincerci - perché abbiamo capito che in questa sala non ci si convince, ma non ci si convince reciprocamente -, ma un contributo ci si poteva sicuramente aspettare da chi ha militato e ha dimostrato capacità politica in amministrazione.
Una speranza comunque ce l'abbiamo. Abbiamo potuto verificare che in una fase del dibattito alla presentazione di un emendamento il Capogruppo ha subito qualche defezione dal gruppo dei suoi Consiglieri e questo ci fa ben sperare per il futuro dei nostri rapporti, nel senso che quello che lui ha sostenuto non è pensato proprio da tutti.
Ha fatto una chiusura sui suoi sogni e parlando al personale ha sostenuto di non voler sognare, di essere realista, di essere concreto. Noi ci limitiamo a dire che probabilmente se Emile Chanoux non avesse per la Valle d'Aosta sognato qualcosa di diverso, forse oggi non avremmo 2.000 miliardi da spendere, caro Cottino. Prendiamo atto oggi che l'Union Valdôtaine si è politicamente narcotizzata e quindi non è più in grado di progettare un futuro credibile e in crescita per la Valle d'Aosta, ne prendiamo atto con dispiacere, ma ne prendiamo atto.
Président La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) Ho seguito con attenzione il dibattito che si è svolto su questo bilancio e, al di là di alcune vicende che interessano il gioco delle parti, credo che sia dalla minoranza che dalla maggioranza siano venuti elementi che sono serviti a chiarire meglio la lettura del bilancio, ma anche ad arricchire quello che è un bagaglio culturale che ci servirà per sviluppare la nostra attività di amministratori meglio di quanto non abbiamo fatto finora.
La mia dichiarazione di voto ovviamente si riaggancia a quanto già detto nell'intervento di ieri; giudichiamo positivamente questo bilancio, un bilancio serio, una tappa importante nella realizzazione di un programma di maggioranza.
Avevamo aggiunto ieri anche qualche sollecitazione, sollecitazione che rimane, sollecitazione che va nel senso di dare maggiore respiro anche a quella che è la progettualità politica ed è proprio su quest'aspetto che mi voglio soffermare un attimo. Sento ancora l'esigenza di un maggiore respiro progettuale che in qualche modo diventi linea conduttrice di iniziative che sono in atto che in qualche modo le spieghi meglio.
Per un momento sono stato però disorientato dalla dichiarazione di voto di Lanièce quando ha definito normale amministrazione anche una serie di obiettivi che credo da qualsiasi altra parte sarebbero definiti come obiettivi qualificanti dell'iniziativa di un'amministrazione. Sono stato disorientato e mi sono detto: forse sviluppo pensieri troppo astratti quando esprimo quest'esigenza di maggiore progettualità perché probabilmente questa maggioranza è riuscita a far diventare normale amministrazione quello che altrove è un progetto di grande respiro.
Sto pensando ad alcuni elenchi che Lanièce ha fatto: investimento sul Giubileo, nuovi impianti sportivi eccetera, tutta una serie di cose che sono contenute nel bilancio. Se questa è solo normale amministrazione, io dico ben venga la normale amministrazione. Al di là delle battute rimane quest'esigenza di una maggiore progettualità e, per far capire cosa voglio dire, faccio un ragionamento un po' da montanaro. Siamo una squadra che decide di andare a fare un percorso in montagna.
Possono essere due gli atteggiamenti: uno è quello di attrezzarsi bene e di cominciare a salire ponendoci cioè l'obiettivo generico di salire in montagna; l'altro atteggiamento è quello di dire: voglio andare sull'Emilius che mi costringe a scegliere la strada più opportuna che può essere quella più facile o più difficile per cui la scelta della strada diventa funzionale a quelle che sono le risorse che ho da spendere, che mi costringe a dosare anche le risorse di fiato a rapportarmi alle maggiori o minori capacità nell'arrampicata e così via. Il fatto di scegliere l'obiettivo ben chiaro mi costringe cioè a definire il percorso, a definire l'utilizzo delle risorse che ho, commisurando tutto all'obiettivo che voglio raggiungere.
Questa differenziazione mi pare importante perché tutta una serie di cose che abbiamo messo in campo, estremamente importanti, non sempre vedono chiarito l'obiettivo a cui mirano. Questo in qualche modo ci aiuterebbe a definire meglio il ruolo della Regione, ruolo come presenza propria nel mondo economico, nel mondo sociale, nel ripensamento del progetto istituzionale che sta andando avanti, cioè nel definire meglio - e qui tiro in ballo un ragionamento che sovente metto in campo anche nelle discussioni in commissione - responsabilità, ruoli, competenze che ognuno deve avere e quindi combattendo tutti gli interventi che in qualche modo vogliono rimescolare competenze e responsabilità che invece vanno definite in maniera estremamente chiara.
Tiro in ballo un esempio. Il nostro intervento di qualche tempo fa sulla questione del direttore generale USL non voleva essere un confronto critico nei riguardi dell'Assessore, il mettere in discussione i suoi rapporti con il direttore generale o cose del genere; aveva l'obiettivo politico, tutto politico, di risottolineare l'urgenza di una definizione dell'USL come azienda perché diventa una distinzione anche qui di funzioni e di responsabilità che non devono essere confuse.
Questa è l'esigenza che ancora ribadiamo, quella di una progettualità, di un percorso, di obiettivi chiari che valorizzino proprio le cose che abbiamo messo in campo. Concludo ovviamente dicendo che voteremo a favore del bilancio.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Ho aspettato ad iniziare il mio intervento affinché fosse presente anche Cottino perché voglio riprendere il suo intervento di alcuni minuti fa.
Il collega Cottino ha definito questi tre giorni di dibattito sul bilancio un rito e su questo posso anche concordare, però lo ha posto come se il rito venisse dai banchi dell'opposizione ma sono invece convinto che i Consiglieri dell'opposizione hanno passato anche alcune notti in bianco per capire il bilancio o per cercare di capirlo, mentre vorrei proprio chiedere a chi sta in maggioranza se ha fatto questo. Lo dico in tutta onestà perché si capisce perfettamente che, quando si sta in maggioranza, alle volte si deve comunque e sempre dire che va tutto bene.
Inoltre il Capogruppo dell'Union ci dice che bisognerebbe uscire e non cadere nel gioco classico delle parti. Mi sembra che qui il gioco delle parti lo abbia proprio voluto fare il collega Cottino quando si richiama alle audizioni e bene ha fatto il collega Curtaz a ricordare qual è stato il percorso di queste audizioni perché anche ieri da parte dei colleghi della maggioranza si è sentito dire che si è cambiato sistema e metodo, che si è passati ad una concertazione, purtroppo in questi ultimi 4-5 mesi di concertazione non ne ho vista.
Infatti abbiamo avuto alcuni esempi pratici tipo la Commissione di revisione dello Statuto, tipo la nomina della Commissione paritetica e in questi ultimi giorni su questo tema visto che le parti sociali sono state audite in Commissione solo negli ultimi giorni prima di arrivare in aula fornendo loro solo parte del bilancio - perché non è stato fornito tutto il bilancio ma, inevitabilmente essendo in ritardo, si sono forniti solo i due disegni di legge, il n. 14 e il n. 15 - e queste parti sociali, caro Cottino, che tu hai detto "sono venute e hanno anche dato lustro al bilancio", hanno fatto tutte una premessa e la premessa è stata di questo tipo - "ma non potevano fare altrimenti - : ci avete trasmesso alcuni giorni fa una parte del bilancio, non potete pretendere da noi che non siamo esperti che possiamo analizzare un bilancio regionale in 2-3 giorni" e le critiche che sono venute, sono venute soprattutto da quelle parti sociali che rappresentano il discorso economico di questa Valle.
L'altro discorso riguarda il CREL quando giustamente qualcuno della maggioranza ha osato criticare il comportamento del CREL, ma poi si giustifica tutto dicendo: "ora è arrivato il parere ed è tutto favorevole".
Ma onestamente chiederei ai colleghi, se non lo hanno fatto ancora, di leggersi il parere del CREL; mi sembra un parere di un istituto, di un carrozzone, chiamiamolo come vogliamo, che deve per forza dire alcune cose perché se leggiamo quello che si dice, tutti possono capire che è quasi un atto dovuto sia in quello che si scrive, sia sui tempi. Infatti, se un CREL dopo tre giorni di discussione in aula sul bilancio arriva con il suo parere dopo che è stato richiamato più volte, mi sembra che il gioco delle parti si capisca perfettamente dove sta chi lo fa!
In più, ad inizio del suo intervento il Consigliere Cottino ha affermato che alcuni consiglieri farebbero talmente il gioco delle parti da non essere neanche interessati ad ascoltare la replica dell'Assessore agli interventi della mattinata. Vorrei dire al Consigliere Cottino che al contrario le forze di opposizione sono state molto più ligie al loro dovere perché se stamani fossero uscite questo Consiglio, non sarebbe iniziato visto che mancava il numero legale e questo non è mica dovuto ai Consiglieri di minoranza, è dovuto all'assenza di 7 o 8 consiglieri della maggioranza, non di 2, quindi il gioco delle parti non si è fatto, Cottino. Poi ognuno ha delle visioni diverse, ognuno commette i suoi errori, ognuno ha i suoi difetti, questa è un'altra cosa.
Tornando all'oggetto reale di questi tre giorni di Consiglio, dobbiamo - è vero, Cottino - guardare alle cose concrete, qui presumo che concordiamo tutti e ne sarei perplesso se non fosse così, ma non vogliamo solo guardare alle cose concrete nell'ordinarietà, dobbiamo guardare anche alle cose concrete sul futuro progetto di questa Valle soprattutto in anni dove le disponibilità finanziarie sono state tante e sono ancora tante rispetto a quello che è il rapporto disponibilità finanziarie-famiglie valdostane, che è di circa 60 milioni all'anno per famiglia media in Valle d'Aosta e in questi momenti di ricchezza non si può stare a guardare.
L'ho già fatto più volte questo ragionamento, è come dire ad un'azienda, nel momento in cui ha tanti utili e tante disponibilità di non fare investimenti, di metterli in banca ed aspettare il 2 percento di interesse. È sbagliato perché se un'azienda non fa gli investimenti quando li può fare, arriverà il momento in cui non potrà farli, ma se per stare sul mercato dovrà avere impianti rinnovati, chiuderà i battenti. Non dobbiamo correre questo rischio, è questo che noi sosteniamo.
Sull'accusa infine che qualcuno ci muove di essere sempre contro, di non essere propositivi, per un discorso di parte anche lì, presumo che noi oggi come altre volte questo comportamento non lo abbiamo avuto perché nella mia relazione iniziale ho fatto alcuni passaggi molto chiari su alcune tematiche che ora voglio ribadire per chi forse non ha ascoltato.
Sul discorso della proposta della camera di commercio come sul discorso della politica del piccolo commercio abbiamo concordato in pieno, lo abbiamo detto addirittura all'inizio del dibattito sul bilancio come abbiamo dato chiaramente parere favorevole, se vogliamo chiamarlo così, a quello che è previsto per il settore agricolo.
Abbiamo solo chiesto se l'Assessore poteva confermare quanto dettoci in Commissione su quella che è la volontà politica e strategica futura per questo settore.
E dopo aver condiviso due aspetti, ne abbiamo condiviso anche un terzo sul discorso turistico che il collega Collé ha toccato analizzando 2 o 3 capitoli di quel settore di bilancio e ha chiesto solo alcune conferme dall'Assessore, conferme che sono arrivate verbalmente, quindi se la Giunta manterrà quella linea, ci sentiamo di essere abbastanza in sintonia.
In ultimo voglio dire una cosa che non avevamo potuto dire perché la ritenevamo assodata, non sono troppo d'accordo con i colleghi Curtaz e Lattanzi quando parlano di casa da gioco perché sperare che altri casinò aprano in altre regioni non mi sembra la cosa migliore...
Lattanzi (fuori microfono) Ho detto esattamente il contrario.
Viérin M. (Aut) Questo è il concetto, Lattanzi, si dice sempre il contrario però a volte sotto le righe le aspettative sono altre, quindi concordo in questo anche se poi il Presidente della Giunta mi accusa sul discorso industriale, ma gli risponderò. Questo a dimostrazione anche verso le forze politiche presenti in Consiglio del fatto che non stiamo giocando e non si deve giocare sul bilancio. Se ci sono aspetti sui quali si concorda, bisogna dirlo; se ce ne sono altri sui quali non si concorda, bisogna altrettanto sostenere le proprie posizioni.
Su cosa non concordiamo? Non concordiamo, nel perdere tempo e nel non guardare al futuro progetto della Valle in un momento di grandi risorse! Non concordiamo soprattutto sull'aspetto della politica industriale!
Presidente, non ci rallegriamo ogni qualvolta facciamo delle interpellanze o delle iniziative perché qualcosa va male o perché preferiremmo che andasse male, se noi facciamo quelle iniziative è perché crediamo in alcuni settori economici, perché crediamo che questi settori possano un domani essere la ricchezza della Valle e possano essere anche migliorati. E lei, caro Presidente, non può dirci che non dobbiamo portare questi dibattiti in Consiglio o fare alcune precisazioni o porre alcuni dubbi perché questo è il ruolo della minoranza.
Il ruolo della minoranza deve essere quello di pungolo verso la maggioranza e di controllo, quindi lei non può dirmi, come ha fatto ieri, quando poi il Presidente del Consiglio scorrettamente mi ha tolto la possibilità di replicarle, "lei Viérin sembra quasi che ci goda - quando qualcosa va male". Noi dobbiamo sempre essere puntuali e non potremo esserlo ovunque, ma almeno alcune cose che possiamo verificare o di cui veniamo a conoscenza dobbiamo portarle in quest'aula. Poi le posizioni possono essere anche diverse, ma abbiamo il dovere di farlo e proprio sul tema industriale ci preoccupa l'ultimo articolo apparso su La stampa, ma perché? Non è perché ieri Marco Viérin ha detto delle cose, quindi questo dimostra che probabilmente ha ragione o porta rogna…
(ilarità dell'Assemblea)
… il problema è un altro. Leggendo quest'articolo, e spero che l'Assessore voglia smentire alcune cose, ma se è vero quello che traspare dalla dichiarazione dell'azienda e di altri enti, la cosa mi preoccupa perché l'Assessore all'industria ieri ha detto che alla politica industriale si voleva far cambiare rotta ovvero gli imprenditori vengano pure purché realizzino loro lo stabilimento e noi diamo i supporti di altra natura.
Sul discorso Ferretti pare che la Regione dica: "Non preoccupiamoci" e questo lo fa tramite Finaosta per cui rientra il discorso fatto ieri dal sottoscritto di una "holding" pubblica troppo grande. Allora il concetto qual è? Che ci sia la "holding" pubblica che dice: "Non preoccupiamoci, compriamo noi lo Stabilimento e poi lo affittiamo". Ed è di nuovo lo stesso discorso perché chi è che non fa l'imprenditore così? Io vengo a fare l'imprenditore per tre anni, spendo solo per l'affitto, se le cose si mettono male vi dico arrivederci e sogni d'oro. Questo non ha nessun senso, perché se non lasciamo un fattore di rischio agli imprenditori e non obblighiamo gli imprenditori a crearsi un patrimonio che perderebbero se un domani se ne andassero, non facciamo un discorso serio.
Dobbiamo far sì che gli imprenditori che vengono si creino un patrimonio e se la loro attività va male, ebbene perdano questo patrimonio. È troppo comodo venire qui e pagare il 2 percento di affitto e se poi dopo 3 anni non c'è più convenienza a produrre quel certo prodotto, se ne vanno senza nulla perdere o rischiare, l'unica cosa che rischiano è quella che guadagnino tanto. Questo non va bene!
L'altro discorso importante che voglio ribadire è quello del lavoro. Quando si dice che si gioca sui numeri, voglio aprire una parentesi, Presidente; lo so che è il 5,5 percento, che la percentuale è quella, se si va a fare un calcolo ragionieristico come si fa in Italia, cioè si prendono i bambini di un mese fino agli ultra novantenni e questa cifra la si divide per i disoccupati.
Dopo il suo discorso di ieri, Presidente, ho verificato di nuovo con l'Ufficio del lavoro - perché qui bisogna alzare il telefono ogni tanto ed informarsi anziché dire: "Ma va'" - e risulta che l'Agenzia del lavoro in Valle d'Aosta ha fissato in 84.000 persone che possono essere idonee al mercato del lavoro prendendo come parametri 14 anni e 65 anni e i disoccupati attuali sono 7.700. Poiché la matematica non è un'opinione, in questo caso la percentuale, che è più reale di quella del 5,5 percento, è di circa il 9 percento dopodiché si può anche analizzare in maniera diversa; noi abbiamo cercato di analizzare questo fenomeno in maniera più diretta, in maniera più reale se vogliamo.
Altro aspetto preoccupante, ed è per quello che ho posto le domande sul ruolo dell'Agenzia del lavoro e sul ruolo dei suoi sottoistituti, è il discorso dell'aumento pazzesco del lavoro a tempo determinato e a part-time. Noi oggi facciamo sprecare gli anni migliori ai nostri giovani, gli anni in cui possono apprendere un mestiere e crearsi una professionalità propria, li facciamo lavorare 2 anni di qua e 2 anni di là, 6 mesi di qua, 4 ore al giorno da un'altra parte, quando hanno superato i 32 anni dove vanno questi giovani? Non c'è più un'azienda che li assume perché nessuna azienda investe su persone che superano i 34-35 anni, preferisce investire su ventenni, venticinquenni perché ha dei vantaggi finanziari e perché l'investimento che fa su quelle persone dura doppiamente nel tempo rispetto all'investimento che fa su una persona quarantenne.
Quindi non possiamo continuare a correre questo rischio che le aziende che vengono in Valle pretendono i giovani, ma fanno i contratti per 2-3 anni o per un part-time e quando non gli interessa più, li mandano a spasso. Non è più possibile ragionare in questi termini!
Questi sono dati reali sull'occupazione, non sono dati comparati con l'Emilia o con il Lazio, ma sono dati che abbiamo trovato in Valle d'Aosta. Non voglio dire che sia facile modificare questa situazione, però sono problemi che esistono e di cui dobbiamo renderci conto.
Su tutto questo ragionamento voglio chiedere anche a questa maggioranza di fare una forte riflessione; sono convinto che il Presidente della Giunta e la Giunta abbiano questi dubbi e questi dati ben presenti e capisco anche la difficoltà ad andare in maniera diretta ad affrontare queste cose, però bisogna avere anche il coraggio di farlo, scegliere certi settori più importanti e strategici per la Valle.
Termino ribadendo che ci preoccupa fortemente, il non vedere in questo bilancio una forte volontà d'intervento nella strategia energetica. Abbiamo voluto in quest'aula nella passata legislatura all'ultimo momento approvare un piano di politica energetica ed oggi - almeno a quanto ho capito dall'Assessore - aspettiamo di vedere cosa fa il Governo in merito al decreto "Bersani" per vedere cosa succede, ma è molto chiaro cosa succederà. Ho parlato anche con Borre ed altri colleghi in questi giorni e li ho portati a conoscenza di due lettere dell'Authority indirizzate al Governo nazionale, dove si dice in maniera precisa che se questa proposta di decreto va avanti, la legge istitutiva dell'Authority (legge n. 481/95) perde completamente di significato perché si vuol riportare tutta la gestione della privatizzazione tramite autorizzazioni e concessioni al Governo e l'Authority dovrebbe solo fare la consulente del Governo o eventualmente limitarsi a dirimere questioni che possono nascere fra enti locali o soggetti privati con il Governo. Quest'aspetto è molto pericoloso, ma quest'aspetto riguarda l'energia elettrica.
Sono preoccupato che si parli qui sempre di autonomia e poi anche su questi temi si abbia paura e si aspetti a vedere cosa fa il Governo per decidere se sollecitare il Governo a mantenere una posizione più consona alle nostre aspettative statutarie.
Quindi per tutte queste motivazioni ci troviamo a doverci esprimere contro un bilancio stanco, asettico, senz'anima - come ho già detto ieri -, senza passione; un bilancio ragionieristico con poche idee che ben poco serve al futuro della nostra Valle e da cui non traspare quella capacità innovativa e di vero sviluppo per guardare al futuro della Valle.
Président Je n'ai plus de conseillers inscrits à parler. Je donne la parole au rapporteur Conseiller Rini.
Rini (UV) Gli interventi e le discussioni di queste tre giornate hanno permesso di approfondire meglio il contenuto di questo documento che, oltre ad essere un documento contabile, evidenzia gli orientamenti di tipo politico.
Come è già stato detto, ogni bilancio è un atto importante, ma quello in esame, essendo di inizio legislatura, riveste un'importanza ancora più marcata in quanto ci offre la possibilità di verificare la coerenza con il programma approvato al momento dell'insediamento di questa maggioranza.
Diversi colleghi hanno esordito dicendo che, rispetto agli anni passati, non hanno intravisto delle novità eclatanti; è un'osservazione che prevedevo. Infatti questo bilancio, pur essendo di inizio legislatura, non doveva e non poteva non essere di continuità e seguire le linee già tracciate nei cinque anni precedenti e di fatto condivise dalla maggioranza degli elettori, continuità di un'azione che ha permesso alla collettività di cogliere l'opportunità di crescita economica, culturale e sociale. Anche questo bilancio è realistico con la previsione di interventi adeguati alle risorse, quindi nessun intervento scioccante, nessuna idea rivoluzionaria, ma semplicemente la volontà - come per la passata legislatura - di portare avanti un programma realistico proposto da questa maggioranza anche durante la campagna elettorale.
È stato detto che nel 1993 la maggioranza si era coalizzata su di un programma che inneggiava ad una svolta. Ebbene, la svolta era necessaria rispetto al periodo precedente e la svolta c'è stata tant'è che anche alcune forze di minoranza, come ricordate, hanno ancora prima della fine di legislatura riconosciuto che il programma era stato portato a termine.
La svolta necessaria c'è stata e lo dimostrano i numeri; tutta una serie di dati inconfutabili mettono chiaramente in luce il salto di qualità ottenuto: il tasso di disoccupazione è fra i più bassi d'Italia e d'Europa, le risorse proprie sono in aumento, siamo sempre meno dipendenti da Roma e sempre più vicini all'autosufficienza. Credo che almeno sui numeri tutti debbano concordare.
Ora, ad inizio legislatura sono state fatte delle scelte e posti degli obiettivi; di anno in anno dovremo e potremo verificare il rispetto puntuale di quanto programmato. Sono sicuro che a fine legislatura le condizioni economiche saranno migliorate.
Certo, come è stato evidenziato, ci stiamo avviando verso un periodo difficile, la stessa entrata definitiva nell'Europa potrà comportare delle difficoltà, ma la gestione oculata e responsabile delle nostre risorse potrà far sì che la nostra Regione continui ad occupare le posizioni alte delle classifiche europee e la qualità della vita dei Valdostani potrà raggiungere i livelli sempre più invidiabili.
Dovremo continuare a lavorare per risolvere i problemi che abbiamo e che si profilano, in più dovremo anche combattere contro qualcuno che a Roma, e purtroppo anche in quest'aula, lavora - e non si riesce proprio a capire a quali fini - per far sì che la Valle d'Aosta diventi una Regione qualsiasi italiana e trova addirittura troppo favorevole il riparto fiscale che i nostri predecessori hanno con molta fatica ottenuto auspicando una riduzione dei già ridotti trasferimenti.
Quello che non è tollerabile è che qualcuno in quest'aula abbia il coraggio di chiamare i trasferimenti statali benefici o elargizioni. Non dobbiamo dunque stupirci di certi pesanti apprezzamenti che vengono da fuori Valle quando lo stesso linguaggio viene usato addirittura in quest'aula. Questa maggioranza con l'appoggio di buona parte della popolazione e con quasi la totalità dei presenti in questo Consiglio è pronta a difendere con ogni mezzo quanto ottenuto. Il popolo valdostano è paziente, non ha ancora ottenuto la piena applicazione dello Statuto di autonomia, ma certamente non è disposto a rinunciare a quanto ottenuto in decenni di lotte.
Gran parte degli interventi di questi giorni sono stati tutto sommato all'insegna della correttezza e nello spirito di voler migliorare certe situazioni; certamente la Giunta farà tesoro di certi suggerimenti per gli anni a venire e, tanto per non essere accusato di fare il gioco delle parti, devo anche rilevare che dagli interventi è emerso che per gli anni a venire bisognerà coinvolgere ancor più le parti sociali ed il mondo economico ed imprenditoriale per cercare sempre più di lavorare insieme in un'ottica di collaborazione per riuscire insieme a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Bisognerà impegnarsi ancor più nel settore della politica della casa, cercare di rendere più competitiva l'offerta turistica, investire ancor più per l'ammodernamento della viabilità e proseguire con gli sforzi per arrivare alla risoluzione dell'annoso problema della ferrovia Torino-Aosta.
Bisognerà analizzare con più attenzione il settore industriale per creare nuove opportunità di lavoro e questo soprattutto in media e alta Valle.
Nel mio primo intervento avevo lamentato la mancanza del parere del CREL; prendo atto che il parere è arrivato e non posso che essere soddisfatto del parere più che positivo. Ciò detto, rimango comunque del parere che una riflessione e una serena valutazione sull'effettiva necessità di mantenere quest'organismo così com'è vada fatta e che sia veramente il caso di intervenire per far sì che gli obiettivi voluti dalla legge istitutiva vengano raggiunti.
Sta per finire l'annuale rito del dibattito sul bilancio; non starò a ripetervi le considerazioni che ho già fatto e che molti colleghi hanno fatto, considerazioni che dimostrano la bontà di quest'atto programmatorio. Come avevo previsto, qualcuno ha cercato di mettere in evidenza i pregi, altri i difetti, ma la somma algebrica delle osservazioni ci dà un risultato più che positivo. Dobbiamo riconoscere che non è un bilancio perfetto, infatti nulla è perfetto e tutto è perfettibile.
Per quanto ho detto nel mio primo intervento e per quanto abbiamo sentito dai vari interventi in questi tre giorni, credo che sia superfluo annunciare un voto favorevole.
Président La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.
Agnesod (UV) Siamo arrivati al termine di due giornate di analisi di un documento importante, di uno strumento di indirizzo economico espressione anche di una volontà politica. Credo che emergano proprio da questo documento alcune scelte e non riesco a comprendere certe affermazioni che sono emerse in aula in questi due giorni sul fatto che non si siano indicate delle scelte strategiche. Le scelte strategiche ci sono, e sono scelte che riescono a produrre nella nostra Comunità l'effetto di proiettare la stessa in un contesto europeo. Noi crediamo di operare in un contesto come è quello che ci è stato riconosciuto con l'assegnazione del "rating" alla Regione Valle d'Aosta proprio per la nostra capacità di amministrare in modo corretto, attento, anche proponendo spazi e ampi respiri nei propri progetti.
Quindi nel contesto credo che il documento che il Consiglio è chiamato in questo momento a votare, sia un documento che valorizza le risorse che esistono nella nostra Comunità. Abbiamo avuto in precedenza un momento di concertazione; evidentemente ci sono stati dei suggerimenti, delle osservazioni, delle indicazioni che sono state accolte da parte nostra. Evidentemente le componenti economiche, quando noi le abbiamo sentite prima della predisposizione, non avevano il documento; credo che tutto l'equivoco si riduca a questo fatto.
Per esprimere il loro parere nella CREL si sono riunite e hanno espresso in maniera cosciente il parere sottoscrivendo un documento che a mio modo di vedere riprende le indicazioni che abbiamo espresso sia in relazione sia negli interventi che si sono succeduti da parte nostra in questo Consiglio. Credo che debba essere superato, ma altri interventi sono già entrati in questo tipo di tematica, il gioco delle parti.
Dobbiamo superare questo atteggiamento, se vogliamo e credo che tutti quanti lo vogliano, anche se ci sono delle situazioni che condizionano questo tipo di strada, una critica costruttiva probabilmente deve essere fatta, ma nella sostanza dobbiamo essere convinti che quello che abbiamo voluto ed indicato in questo bilancio è l'accoglimento delle istanze di questa Comunità.
Ci sono progetti importanti e non sempre i progetti importanti sono quelli che hanno indicazione di maggiore spesa. I grandi progetti non sempre sono collegati con spese enormi, mi riferisco a progetti qualificanti come quello dei fondi pensione a base territoriale sia per i lavoratori autonomi che per i lavoratori dipendenti. Mi riferisco alla volontà di giungere ad una ridefinizione del settore creditizio a vantaggio di tutto il comparto economico, produttivo e di tutti i cittadini.
Una maggiore autonomia finanziaria all'ente Regione non è un sogno, è un percorso che ci siamo dati ed è un percorso su cui continueremo a lavorare. Una maggiore autonomia che già esiste, ma su cui adesso ci ritroveremo confrontati per la verifica e la predisposizione di un nuovo disegno di legge per la finanza locale, finanza locale che è poi collegata con l'IRPEF che è un indice della salute del nostro sistema economico. Quanto all'IRPEF dall'anno scorso la disponibilità per la finanza locale è passata da 289 miliardi ai 334 di quest'anno.
Vi sono poi altri progetti importanti; penso al sostegno al commercio e qui non so se ho capito bene, Lattanzi diceva che c'è stato qualche piccolo indirizzo, ma non è ancora abbastanza.
Voglio dire che mai c'è stato un intervento di questo livello e io credo che confrontandoci anche con le altre regioni, con la realtà nazionale e su ciò che esiste in questo momento a livello di legislazione nei confronti delle attività commerciali, la nostra situazione, il nostro progetto di lungo respiro dà una possibilità a questo comparto di riuscire veramente ad essere sostenuto. Quindi, dicevo, esistono nello strumento Bilancio importanti progetti: fra questi il Parco archeologico di Saint-Martin, la protezione del territorio, l'attivazione dell'Università della Valle d'Aosta ed altri ancora di cui abbiamo già parlato ampiamente in queste due giornate.
Nel concludere direi questo: non concordo con chi dice che questo è un bilancio di ordinaria amministrazione, se per ordinaria amministrazione si intende un bilancio senza progettualità.
La progettualità che fa parte di questo bilancio, le indicazioni che esistono, le volontà che ci sono di concertazione, di attivare un momento permanente attraverso la funzione camerale, attraverso la riorganizzazione di uno strumento che consenta in maniera concreta di avere delle indicazioni da parte di coloro che operano nel comparto economico ed anche la misura continua della situazione in questo settore; tutto questo sappiamo anche definirlo ordinaria amministrazione. Ma se vogliamo analizzare in modo attento, preciso ed onesto il contenuto di questo bilancio, io direi che è un bilancio di prospettiva, un bilancio di ampio respiro che proietta la Valle d'Aosta nelle regioni d'Europa.
Président Collègues conseillers, nous avons terminé les explications de vote. Je prie les conseillers de s'exprimer sur le projet de loi régional n° 15:
Conseillers présents et votants: 34
Pour: 24
Contre: 10
Le Conseil approuve.
Les travaux sont suspendus et ils reprendront à 16 heures.
La séance est levée.
