Objet du Conseil n. 272 du 1er décembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 1er DÉCEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 272/XI Prosecuzione della trattazione della legge finanziaria e della legge di bilancio per il 1999. (Replica)
Président Je rappelle que nous avons déjà fermé la discussion générale.
La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod, pour sa réplique.
Agnesod (UV) Innanzitutto desidero ringraziare i Consiglieri che hanno contribuito questa mattina, con i loro interventi, ad analizzare in maniera più approfondita questo bilancio. Ho colto negli interventi una volontà di superare il gioco delle parti, che troppo spesso emerge in discussioni di questo genere. Uno sforzo che soprattutto in alcuni interventi è stato più evidente e credo che siano scaturiti anche alcuni spunti, su cui vorrei soffermarmi per cercare di chiarire e spiegare le scelte che stanno alla base di questo documento.
Cercherò di rispondere in maniera puntuale alle osservazioni che ho raccolto durante la discussione generale, scusandomi fin d'ora se qualcosa mi è sfuggito e se non ho annotato tutti gli spunti che sono stati suggeriti dagli interventi.
C'è un problema di fondo che emerge in più interventi, è una questione rilevante che è stata indicata fra gli altri dai Consiglieri Curtaz, Tibaldi, Marco Viérin e riguarda le nostre entrate e la reale crescita delle stesse in maniera autonoma e svincolata dai trasferimenti statali.
A questo riguardo vorrei evidenziare come il cambiamento avvenuto nel 1993 sia stato di grande portata, perché l'ultima entrata reale per l'IVA da importazione fu di 620 miliardi, mentre ora con l'indicizzazione e con la rivalutazione è di 500. Da allora il bilancio regionale è aumentato di anno in anno, fino ai 2.040 miliardi di quest'anno; un aumento in cui si sono inseriti oneri importanti, oneri nuovi come le pensioni d'invalidità, come le strade statali che sono passate di competenza regionale, e altri ancora.
Aumento del bilancio, quindi, che non ha più tenuto conto di questo aumento delle entrate dovute all'IVA da importazione pura. Aumento del bilancio che, con gli oneri di spesa, è aumentato sicuramente più dell'indice inflazionistico per cui è aumentata la quota sostitutiva dell'IVA da importazione. Ragion per cui bisogna dire che il nostro sistema economico è cresciuto, ha creato le condizioni per sopperire a quella perdita, per far fronte a nuovi oneri e per crescere ancora in 5 anni dal 1993 al 1998, anni che in generale nell'economia sono stati difficili, di recessione, o perlomeno di stagnazione sia a livello nazionale che a livello internazionale.
In Valle invece si è consolidato un bilancio proprio su questo maggiore gettito prodotto dalla nostra comunità, tenendo conto che lo stesso non era più soggetto - mi pare importante sottolinearlo - a questo cambio epocale che c'è stato, perché non era più soggetto a fattori esterni come lo era fino al 1993. Cioè, fino ad allora c'era stata una parte del bilancio considerevole che aumentava di anno in anno, svincolata e non dipendente dalla salute del nostro sistema economico. Dopo il 1993 questa dinamica non c'è più, quindi non poteva più esserci quello che prima avrebbe potuto verificarsi, cioè il paradosso che il bilancio della Regione aumentasse pur in presenza di un sistema economico valdostano debole. Ora non è più così.
Il fatto che ci troviamo di fronte a un aumento graduale - ma continuo - delle entrate conferma che il nostro sistema economico ha tenuto e tiene, e lo testimonia l'aumento dell'IRPEF, l'aumento di altre tasse che sono state inserite in quel contesto di tributi propri, per cui la Regione riesce ad avere di anno in anno un miglior indice di rapporto rispetto al prodotto interno lordo che si produce in Valle d'Aosta. Cioè, il nostro bilancio, pur aumentando di anno in anno, incide sempre meno nel prodotto interno lordo prodotto dalla nostra comunità, e nella relazione avete la tabella che lo testimonia.
Le entrate regionali sul PIL nel 1995 avevano un valore del 49,4 percento, quindi incidevano all'inizio per il 50 percento, nel 1990 - e qui mi rivolgo anche a Beneforti che ha fatto un appunto sulle scelte dal 1992 in poi, direi che forse valeva la pena di vedere quelle fatte nel 1990 e 1991 - le entrate regionali sul PIL incidevano del 53,1 percento, nel 1995 sono scese al 48,2 percento, nel 1999 al 35,1 percento. Significa che il nostro sistema economico sta crescendo e questo lo testimoniano sia le entrate, che sono sempre più autonome, sia i dati, riferiti a rilevamenti dell'Ufficio statistica.
C'è da tenere conto anche di un fatto, che non è secondario: non si cambia radicalmente dall'oggi al domani un sistema economico. Questa crescita in un contesto di difficoltà generale, sia nazionale che internazionale, è una cosa che va sottolineata e che conferma l'indirizzo seguito in questi anni dal 1993 al 1998 e che ha dato un risultato oltremodo positivo.
Occorre poi rilevare anche che in questo contesto si inserisce la possibilità, a cui qualcuno stamani aveva fatto cenno, del pieno utilizzo delle risorse del settore energetico; risorse che sono state sottratte alla Regione nel 1963 con la nazionalizzazione dell'ENEL. Queste risorse produrrebbero sicuramente una ricchezza che compenserebbe l'attuale importo di IVA da importazione, o perlomeno si avvicinerebbe a questa, rendendo di fatto questo bilancio autonomo. E queste norme che privano la Regione della proprietà delle acque sono norme che sono state istituite all'atto della concessione dello Statuto di autonomia della Valle d'Aosta, quindi sono norme su cui non dovremmo dover discutere, ma dovrebbero essere in vigore; a questo punto si ridiscuterebbe tutto il sistema. Credo che a fronte di questa situazione, a fronte di una crescita del nostro sistema economico, di una possibile fonte non indifferente di entrate che in questo momento non ci sono, ma che potrebbero esserci nel momento in cui l'ENEL venisse privatizzata e venissero ripristinate le competenze del nostro Statuto, ci troveremmo di fronte ad un quadro di autonomia sufficientemente in grado di far fronte agli impegni che abbiamo nei confronti di questa comunità.
Queste sono valutazioni che non devono essere espresse da una parte piuttosto che dalla maggioranza o dalla minoranza, ma credo che tutto il Consiglio regionale su questo debba trovarsi concorde, perché sono valutazioni che creano le condizioni per ragionare in maniera corretta della nostra economia, del suo inserimento in un contesto che in questo momento si sta facendo ampio e che dovrà essere in grado di riuscire a competere nella nuova dimensione europea.
Rispetto alle osservazioni di Marco Viérin e altri, sempre sulla crescita dell'economia, vorrei evidenziare che questa situazione di crescita si dimostra costante e continua, e risponde a quelle scelte che sono state indirizzate in questo senso dal 1993 al 1998.
Per quanto riguarda la tendenza ipotizzata di un contenimento della crescita dell'IRPEG, questa è una valutazione suffragata da economisti, in cui si considera che tale risultato può essere inserito nel contesto della nuova dimensione dei mercati, che rendono più competitivi i prezzi prodotti dalle imprese, che sono costrette - pena la perdita delle commesse - a non aumentare il prezzo di vendita del prodotto. Questa situazione da una parte determina un contenimento dell'inflazione, per cui potrebbe risultare facilitata l'occupazione, ma dall'altra può nascondere a questo punto un pericolo di recessione, perché le imprese non sono più in grado di reinvestire. Hanno meno utili, quindi pagano meno IRPEG. È una possibile chiave di lettura, per cui vorrei sottolineare che è assolutamente prudenziale ciò che abbiamo indicato.
Per quanto riguarda il problema che è stato sollevato dal Consigliere Lattanzi sull'azienda Regione, sono d'accordo che deve riuscire ad effettuare quegli investimenti che sono necessari per mantenere in vita la propria economia. Questo mi pare ovvio ma credo che valga la pena di sottolineare un altro aspetto: nel contesto del suo discorso non è emerso così evidente il fatto che esiste comunque da parte nostra un indirizzo di servizio, ovvero di garanzia per la qualità della vita dei nostri cittadini. Pertanto non possiamo guardare esclusivamente alla redditività.
Vorrei sottolineare un altro punto rispetto sempre al discorso economico. Mai come quest'anno è stata destinata una risorsa così importante alle piccole imprese, in particolare al commercio che mai ha avuto sostegni come quelli che vengono indicati da questo bilancio. Addirittura direi che in questo settore abbiamo creato probabilmente delle condizioni che potrebbero determinare forse un eccessivo assistenzialismo, ma io credo che in questo momento, visto che non esiste nulla nel settore, questa legge sulle piccole imprese assieme a una nuova legge e a una nuova regolamentazione sul commercio può portare la nostra regione, e questo comparto in particolare, ad essere in grado di vivere, di riuscire ad essere autosufficiente, perché con l'apertura dei grandi centri di distribuzione in tutta Europa il piccolo commercio ha avuto grossi problemi.
Da noi, tenendo conto della particolarità delle nostre vallate e dei nostri piccoli centri, il piccolo commercio ha un'importanza particolare, molto più rispetto alle grosse concentrazioni abitative. Quindi dobbiamo fare in modo che questo possa continuare ad essere un servizio per la nostra collettività, e anche un punto di riferimento di qualità per la nostra offerta turistica.
Per quanto riguarda l'osservazione in merito al fatto che le forze economiche siano state sentite solo quando il bilancio era già definito, vorrei dire che abbiamo avuto modo di consultarle in precedenza, prima che lo stesso venisse preparato. Abbiamo colto alcune indicazioni che sono state espresse dalle forze economiche valdostane in quella fase e poi la commissione ha fatto bene a sentirle nuovamente nel momento in cui il bilancio era completato. È necessario comunque trovare un momento di concertazione continuo - a cui dovremo pensare con la revisione delle funzioni camerali, con l'istituzione della camera di commercio - con il mondo economico e produttivo e non solamente un momento sporadico di valutazione rispetto a uno strumento importante qual è il bilancio di previsione.
Sulle osservazioni di Tibaldi riguardanti il tasso di disoccupazione che esiste in Valle d'Aosta, mi dispiace, è come dicevo io e non come sosteneva lui. Questi sono dati che non ci siamo inventati noi, non li ha elaborati l'Assessore alle finanze né nessun altro Assessore che è seduto qui; questi sono dati che vengono rilevati dall'Ufficio statistiche in base a quelle che sono le rilevazioni. Non entro nel merito se siano stagionali, il che può anche essere vero, ma comunque vale qui come vale altrove.
Quindi per quanto riguarda i dati l'indice di disoccupazione che rispetto al totale delle regioni del nord Italia, quindi Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, è del 6,8 percento, in Valle d'Aosta è del 5,4 percento; tendenzialmente salirà al 6,47 percento nel Nord d'Italia e in Valle d'Aosta al 5 percento. Queste sono fonti ISTAT. Pertanto sono dei dati che confortano la nostra tesi, che è stata espressa anche in relazione e che ci permettono di considerare la situazione, come dicevo in precedenza, in una fase non così difficile come è emerso da qualche intervento stamattina.
Sul discorso programmatico volevo solo ricordare, per quanto riguarda l'osservazione che non esiste un programma d'interventi, che le linee d'intervento sono esplicitate in modo chiaro; io probabilmente non le ho illustrate dettagliatamente, ma credo che tutti quanti ne siate in possesso. Però, per evitare dubbi, per sciogliere eventualmente qualche dubbio che ci possa ancora essere dopo aver sentito gli interventi di questa mattina, vi vorrei leggere le linee di intervento e le iniziative qualificanti previste nel triennio 1999-2000, che sono raggruppate in cinque voci.
Per la comunità e il cittadino: attivazione della rete civica per i servizi telematici, ampliamento e ammodernamento delle strutture sanitarie, potenziamento dei servizi a favore dei portatori di handicap, attuazione d'interventi straordinari per l'edilizia scolastica, interventi per favorire la fruizione dei siti archeologici, consolidamento delle attività universitarie in Valle, formazione professionale e istruzione universitaria, potenziamento delle infrastrutture ricreativo-sportive, interventi a sostegno della famiglia, misure a sostegno della politica della casa, interventi a favore dell'attività teatrale locale, ordinamento dei servizi antincendio.
Per la valorizzazione del territorio e dell'ambiente: interventi di riqualificazione paesaggistico-ambientale, sostegno alla raccolta differenziata dei rifiuti e promozione delle iniziative di compostaggio, prosecuzione dei piani d'intervento e riqualificazione di Aosta e Saint-Vincent, prosecuzione degli interventi di recupero del Forte Borgo di Bard, recupero delle aree militari dismesse, recupero dell'area Marais dei Comuni di Morgex e La Salle, attivazione di iniziative per il Giubileo.
Per la legge quadro sulle imprese e funzioni camerali: interventi a sostegno del settore del commercio, attivazione del piano energetico regionale ed interventi finalizzati al risparmio energetico, completamento del programma di realizzazione di caseifici e strutture per la cooperazione in agricoltura, realizzazione della rete d'informazione turistica regionale, completamento dell'insediamento dei consorzi artigiani, interventi a sostegno dell'occupazione, servizi di pubblica utilità e interventi per favorire l'assunzione, prosecuzione degli interventi di riqualificazione delle aree industriali ex Cogne ed ex Ilssa Viola, completamento della riconversione dell'Autoporto, sostegno all'agricoltura con la valorizzazione delle produzioni tipiche di qualità, investimento nel settore degli impianti a fune, mantenimento della quotazione e dell'affidabilità finanziaria della Regione.
Per quanto riguarda il campo istituzionale: revisione delle leggi in materia di bilancio e di contabilità della Regione, riordino della finanza locale, iniziative a supporto dell'introduzione dell'Euro, attivazione dei fondi pensione.
Nel settore dei trasporti: adeguamento dell'Aeroporto regionale Corrado Gex per l'abilitazione al traffico commerciale, ammodernamento della linea ferroviaria Pré-Saint-Didier, collegamento ferroviario Cogne-Plan Praz, e nel settore della ferrovia e delle telecomunicazioni.
Questo è il programma su cui abbiamo lavorato e su cui abbiamo impostato questo bilancio. Non concordo quindi con l'osservazione che non esistano spunti rispetto ad un indirizzo di rilancio della nostra economia, ma in generale della vita della nostra comunità, perché in effetti questo programma e questo bilancio portano verso una valorizzazione delle nostre risorse attraverso scelte di spesa e di indirizzo che, come dicevo nella mia relazione, sono state fatte in modo accurato e attento. Ma perché attento? Perché ovviamente le risorse non sono illimitate, sono risorse prodotte dalla nostra comunità in maggior parte, e quindi devono essere utilizzate con l'oculatezza propria di un certo modo di fare amministrazione che credo sia quello che deve essere seguito. Evidentemente non possiamo paragonarci a certe regioni come la Calabria dove, lo abbiamo visto tutti quanti alcune settimane fa che, sono 27 anni che non si fa il bilancio.
Ci sono delle realtà nelle regioni a statuto ordinario da cui non dobbiamo imparare nulla. Ma credo che il modo con cui quest'assemblea sta analizzando questo documento dimostri grande attenzione e serietà da parte di tutti, perché, come dicevo prima, gli interventi di oggi sono stati interventi costruttivi, e denotano una volontà di lavorare insieme nella direzione di migliorare la qualità della vita nella nostra comunità.
Président La parole au Président du Gouvernement régional, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Permettez-moi à mon tour de remercier tous ceux qui sont intervenus dans la discussion générale en apportant leur concours d'idées, de propositions, voire même de critiques, mais surtout en nous formulant des propositions dans différents secteurs: le secteur des transports, des biens culturels et environnementaux, le secteur de l'énergie avec les modifications à apporter au décret "Bersani" ou en nous sollicitant également de mener une politique de rigueur, ou encore en mettant en évidence la nécessité qu'il y ait de la qualité dans nos actions et que l'on fasse attention aux temps d'exécution de nos interventions afin d'améliorer la qualité des services publics et rendre ainsi notre action plus efficace et ponctuelle.
Mais, en particulier, je voudrais remercier ceux qui sont présents cet après-midi, vu qu'il me semble qu'on peut dialoguer seulement si, après avoir exprimé certaines critiques, l'on a au moins la gentillesse d'écouter les réponses. A juste titre, le problème de la centralité du Conseil est souvent évoqué. Mais si l'attitude est celle d'aujourd'hui, l'on pourrait rester chacun dans son bureau et avec les moyens modernes de télécommunication, par un système de vidéoconférence on pourrait peut-être mieux dialoguer.
Nous estimons que c'est un devoir que de dialoguer, de présenter ses réflexions sur les remarques exprimées et qu'il est un peu dépriment de le faire en absence de ceux qui les ont formulées.
Par ailleurs, j'estime nécessaire le renvoi à l'analyse des différents chapitres pour des réponses ponctuelles; les Assesseurs interviendront à cet égard et auront la possibilité de répondre à toute une série de sollicitations qui ont été formulées concernant leur secteur d'activité.
Je me limiterai donc à exprimer quelques considérations d'ordre général en soulignant tout d'abord que la méthode de la concertation est une méthode que nous avons suivie; l'Assesseur Agnesod vient de le réaffirmer et je veux le faire aussi.
L'Assesseur a rencontré à partir du 15 septembre (15-16-17 septembre) les représentants de tous les secteurs économiques et productifs de la Région et ce avant que le Gouvernement approuve le budget: Adava, Association des coopératives valdôtaines et des artisans, organisations syndicales, Association des industriels, Ascom, les agriculteurs, la Confidi ont été concernés. Nous avons donc dialogué avec les secteurs économiques avant l'approbation de la part du Gouvernement du budget, de façon à pouvoir non seulement présenter nos idées-forces, mais également tenir compte de leurs réflexions et de leurs propositions.
C'est vrai, la CREL ne remplit pas ses fonctions. Nous en avons parlé au cours des différentes interventions; après l'examen du budget il y a une interpellation à cet égard et donc nous pourrons revenir sur ses modalités de fonctionnement. Nous pouvons en tout cas exprimer déjà un regret vu que nous partageons tous la nécessité de disposer d'une table de concertation et de confrontation. Si nous n'avons donc pas encore pris une décision quant au futur de cette Conférence, c'est parce que nous attendons de pouvoir disposer d'un instrument alternatif. Nous ne pouvons pas renoncer à une table de confrontation et de concertation.
Il est par ailleurs évident qu'on ne peut pas attribuer à la responsabilité de ce Gouvernement un mauvais fonctionnement d'une Conférence au sein de laquelle ce sont les représentants des secteurs économiques qui doivent en assurer le fonctionnement.
Plusieurs remarques ont été adressées quant aux projets, ou à la nécessité de pouvoir compter sur des idées nouvelles, sur des initiatives originales, sur des projets novateurs. A cet égard, il est indispensable de faire référence aux programmes présentés par les différentes forces politiques au cours de la campagne électorale du mois de mai dernier. Nous ne sommes pas encore si loin de cette date. Et c'est sur la base de ces programmes - que chaque force politique a présenté aux électeurs un projet de société en exprimant quelles étaient ses volontés quant au futur de cette Communauté - que les Valdôtains se sont exprimés. Ils ont choisi, M. Beneforti; quoi que vous en pensiez, ils ont choisi. Et c'est sur la base de ces choix qu'aujourd'hui nous représentons ces volontés. Et le programme de législature représente à son tour ces projets et établi les orientations que nous voulons suivre au cours de cette législature.
Par ailleurs, quant à la référence à 1992, nous n'avons pas compris pourquoi l'on doit se référer à 1992. On pourrait peut-être mieux se rapporter à 1990. Je me rappelle fort bien de cette période; c'était effectivement la période du "pensare in grande" et de la présentation de grands projets. Mais, cette période nous a appris à nous méfier d'une certaine logique parce que s'il est vrai qu'il faut présenter un projet, fournir des orientations précises quant aux actions que l'on veut mener, l'on doit également disposer d'une volonté précise, être pragmatique, sérieux et surtout donner application aux programmes et aux projets présentés.
L'expérience des années 1993-1998 est là pour le prouver, on ne peut pas se cantonner derrière une absence physique pour tout effacer ou pour oublier totalement les événements pour poser une seule question: qu'est-ce que vous avez fait de 1993 à 1998? Nous avons rempli notre mission, nous avons tenu nos engagements, nous avons tout simplement réalisé le programme de législature que nous avions présenté et c'est ce que nous voulons faire aussi au cours de cette législature.
Nous avons présenté un programme qui est l'expression d'une volonté commune, qui est la synthèse des projets et des programmes des forces politiques qui composent cette majorité. Ce programme représente le cadre de référence qui nous permet chaque année de présenter un document financier qui donne application à ces volontés et permet, avec pragmatisme, engagement et détermination, de moderniser et de développer ultérieurement cette Communauté.
Il y a donc un cadre de référence précis pour le budget de cette année. Par ailleurs souvent l'on se réfère à quelque chose de déjà-vu: les interventions concernant les fonds globaux en sont un exemple. Il est vrai, les fonds globaux représentent une orientation sur les perspectives futures, mais il faut tenir compte des réalisations et des changements de ces dernières années.
A cet égard nous avons choisi une procédure plus performante, à savoir qu'il est plus opportun d'insérer directement dans les différents chapitres du budget les interventions que l'on veut réaliser plutôt que de les prévoir dans les fonds globaux. Cette procédure en effet nous permet d'être plus efficaces et donc d'agir plus rapidement pour la réalisation de ces projets. Il faudrait donc examiner non seulement ce qui a été prévu dans les fonds globaux, mais aussi ce qui a été inséré directement dans les différents chapitres du budget et qui peut nous permettre une intervention directe. Mais, quant au cadre de référence, d'autres facteurs doivent aussi être considérées.
Sans doute le processus d'intégration européenne ou le phénomène - auquel plusieurs de vous ont fait référence - de globalisation et mondialisation ou encore le contexte économique et politique italien et européen. Nous devons considérer de même les processus de réforme en cours de définition au Val d'Aoste: la réforme des collectivités locales et de l'Administration régionale; la réforme de notre Statut.
Le budget représente donc l'instrument nécessaire pour parfaire les initiatives déjà prévues au budget précédent, pour réaliser nos projets tant sur le plan institutionnel que dans le domaine économique, pour donner plus d'efficacité à nos actions et pour accepter les défis du futur. Ces défis que nous pouvons présenter sous le signe de l'ouverture de notre Communauté, l'ouverture de notre système économique, nécessitent une solidité de nos institutions et de notre système économique et le maintien d'une identité sur la base de choix politiques précis et cohérents afin de présenter un budget qui soit à même de tenir compte de ces exigences de modernisation et d'essor de toute notre Communauté.
Quels sont donc ces choix de caractère général? Tout d'abord le soutien aux investissements, à l'emploi et aux secteurs économiques avec plusieurs interventions et un montant considérable de ressources financières qui nous permettront aussi d'améliorer l'efficacité de nos actions. A savoir, le plan triennal des politiques du travail qui sera prochainement soumis à l'attention de cette Assemblée, la rationalisation des services pour l'emploi, les investissements directs dans les secteurs économiques et productifs. Mais il faut considérer également notre volonté de maintenir, de consolider ou de renforcer nos actions dans les domaines de la promotion et de la sécurité sociale ou dans les domaines culturels, de l'instruction et de la formation professionnelle. Il faut tenir compte de l'originalité du modèle valdôtain.
Un accord est intervenu à Rome au sein de la majorité gouvernementale pour accorder la gratuité des manuels scolaires pour ceux qui vont "alle scuole medie". Si nous considérons l'expérience valdôtaine, c'est depuis 1975, que nous accordons la gratuité des manuels scolaires pour tous nos élèves. C'est un choix précis pour maintenir au Val d'Aoste toutes ces conditions qui permettent non seulement une promotion sur le plan culturel et social, mais qui assurent aussi une qualité de la vie et des services publics.
Il faut ensuite raccorder les priorités programmatiques avec les ressources locales en donnant application au principe de la subsidiarité, en tenant compte des processus de réforme qui sont en cours. Nous avons déjà des exemples concrets: le secteur du commerce, la finance locale. Mais il y a aussi les projets novateurs, les exigences de modernisation dans le secteur des télécommunications et dans le secteur télématique et enfin les objectifs de la concertation et de l'internationalisation de notre système économique.
Il y a donc un projet, un objectif précis et il y a des choix politiques de fond. A cet égard permettez-moi de citer une fiche préparée par l'Assesseur Agnesod qui synthétise cet objectif et ces choix.
"Obiettivo: rafforzare la capacità di sviluppare le proprie risorse e valorizzarle per essere più competitivi nell'attuale contesto economico e politico..."
Les choix: "… Rafforzamento della propria autonomia e delle autonomie locali…" ou encore "… Ridimensionamento del peso della finanza pubblica nell'economia regionale e riconduzione dell'azione dell'Amministrazione regionale all'individuazione delle priorità e ai compiti di indirizzo, coordinamento, valutazione e controllo…"
En 1985 les recettes de l'Administration régionale par rapport au produit intérieur brut de la Vallée d'Aoste représentaient presque 50 pour cent, M. Lattanzi; en 1995 elles représentaient encore 48,2 pour cent. En 1999 elles représenteront 35 pour cent du P.I.B.. C'est le signe évident, je ne dis pas d'un résultat qui a déjà été atteint, mais d'un processus que nous poursuivons année après année.
La redéfinition de la fonction, du rôle, de la mission de l'Administration régionale représente un point clé de la loi sur le système des autonomies locales.
"… La riqualificazione e la diversificazione della struttura produttiva attraverso il recupero economico ed urbanistico dei principali insediamenti industriali…"
Nous achevons nos interventions sur l'aire Cogne et à l'Autoport; nous avons réalisé nos projets à Pont-Saint-Martin; nous avons défini également les autres interventions. Morgex: les eaux minérales ont démarré; à Verrès et à Arnad, nous procédons de même.
"… Rinnovo e potenziamento delle reti di infrastrutture, crescita dell'imprenditoria locale anche attraverso azioni di formazione, fornitura di servizi al terziario avanzato a sostegno delle imprese, individuazione di una qualificata offerta turistica con particolare riferimento al turismo culturale…"
Mais encore: "… Miglioramento del funzionamento dell'Amministrazione regionale anche rimodernizzando le strutture attraverso una significativa opera di informatizzazione ed una delocalizzazione degli uffici sul territorio…"
Vous avez pu constater l'augmentation considérable des dépenses que nous effectuerons dans le secteur de l'informatisation, de la télématique et des télécommunications.
"… Il rafforzamento delle politiche attive a sostegno dell'occupazione basate soprattutto sulla formazione dei giovani e di coloro che appartengono alle fasce disagiate della popolazione…"
Quand nous aborderons le chapitre du Département des politiques du travail, nous pourrons vérifier le bien-fondé de cette action.
"… Valorizzazione e salvaguardia del patrimonio ambientale incentivando la fruizione economica sostenibile delle risorse naturali…".
Toutes les interventions sont prévues dans le secteur de la défense du territoire.
Et enfin: "… Il rafforzamento del settore creditizio valdostano." Le Projet Assocrédit et la constitution des fonds de pensions représentent des éléments importants pour créer ce pôle financier valdôtain fournir aussi un soutien supplémentaire au développement de nos entreprises.
Le budget représente donc l'instrument qui nous permet et de réaliser nos objectifs et de donner un sens concret à nos choix. Un budget qui se compose de recettes et de dépenses.
Pour ce qui est des recettes, là il y a eu au cours de ces années un changement que je considère important et que je juge favorablement: il n'y a plus une plainte ou une complainte sur le fait que nous disposons de trop d'argent. Je le considère un élément important. Nous pouvons en effet discuter sur l'utilisation de nos ressources financières; c'est un jugement que nous exprimons, mais au moins nous avons dépassé cette phase, qui était la plus négative parce qu'elle nous rappelle le paupérisme du bon vieux temps, qui ne peut être fonctionnel aux exigences d'une société moderne.
Néanmoins une logique demeure, celle qui veut à tout prix nous considérer comme des privilégiés, c'est la logique du privilège. Nous ne pouvons accepter pas cette logique. Nous avons des droits. Et ce sont des droits statutaires reconnus par le Parlement. Le Statut n'est pas encore entièrement appliqué et certaines mesures que l'on considère comme un privilège sont des mesures adoptées en compensation de la non-application du Statut. Il suffit de considérer deux facteur: la zone franche et la propriété des eaux, les articles 14 et les articles 7, 8, 9 et 10 de notre Statut.
Je partage par contre les remarques qui ont été exprimées quant à la nécessité qu'il y ait un rapport clair entre transfert de compétences et ressources; toutes les fois que nous sommes intervenus en Conseil des ministres pour exprimer l'avis de la Vallée d'Aoste sur les différentes lois de finances, nous n'avons jamais refusé de prendre part à l'effort général d'assainissement des finances publiques. Nous avons simplement demandé toutes les fois qu'il y ait un rapport clair entre ressources disponibles et compétences. Nous avons toujours suivi cette règle et nous continuerons à le faire.
Mais pour ce qui est des recettes, tout d'abord considérons les ressources disponibles les 3.000 milliards dont on parle n'existent pas; les ressources disponibles sont 1.898 milliards. C'est sur ce chiffre que nous pouvons discuter, c'est beaucoup, je ne veux pas dire que ce ne sont pas de ressources importantes, mais ce ne sont pas les 3.000 milliards dont on a relater également dans la presse.
Les ressources propres, qui ont augmenté de 3 pour cent, représentent aujourd'hui 75 pour cent de notre budget. Ce n'est pas 100 pour cent, nous en prenons acte, mais le 75 pour cent représente sans doute une partie importante, une richesse qui est produite en Vallée d'Aoste. M. Tibaldi dans son intervention également l'a souligné: les 506 milliards qui constituent "la finanza derivata" représentent le 25 pour cent du budget, tout le reste, le 75 pour cent, c'est de la richesse qui est produite au Val d'Aoste.
Je sais bien que quelqu'un n'a jamais aimé la Maison de jeu de Saint-Vincent; au sein de cette Assemblée quelqu'un s'est même exprimé pour sa fermeture. Nous ne partageons pas cette volonté. Par contre nous apprenons aujourd'hui que quelqu'un est favorable et sollicite même l'ouverture d'autres maisons de jeu; nous exprimons là aussi des avis différents. Néanmoins la Maison de jeu de Saint-Vincent représente une richesse pour la Communauté de Saint-Vincent et de Châtillon ainsi que pour toute la Communauté valdôtaine et contribue elle aussi à ce 75 pour cent qui est un facteur de solidité de notre budget. Par ailleurs parfois nous avons l'impression d'être ailleurs.
A cet égard alors, je me limite à citer les données vu que souvent ces données nous sont défavorables et quand elles nous sont défavorables, elles sont toujours utilisées pour dénigrer cette Communauté ou pour fournir de l'intérieur du Val d'Aoste cette image de privilège ou de Communauté assistée. Alors permettez-moi de citer nos données.
Marco Viérin, ce n'est pas nous qui définissons les modèles statistiques; pou l'emploi nous prenons les données officielles du Ministère du travail. Le taux de chômage de 5,5 pour cent est le taux officiel. Le taxe de 9 pour cent, c'est le modèle Marco Viérin. Quant à nous, nous soumettons à votre attention les chiffres officiels.
Alors, quel est le paradoxe? Taux de croissance de l'économie valdôtaine presque 3 pour cent, taux de croissance qui dépasse la moyenne nationale; taux de chômage 5,5 pour cent, l'Assesseur Agnesod a dit: "Laissons de côté le taux moyen italien de 12 pour cent, laissons de côté le taux moyen européen qui si situe entre 12 et 13 pour cent, prenons le taux moyen de l'Italie du nord qui est de 6,8 pour cent, taux de chômage au Val d'Aoste 5,5 pour cent." La valeur ajoutée par habitant est supérieure à la moyenne nationale, 31,6 millions contre 24,4 millions, deuxième Région en Italie après la Lombardie; augmentation du produit intérieur brut valdôtain par rapport au produit intérieur brut italien, douxième Région européenne. Le "rating" qui nous a été attribué par la Standard & Poor's est AA+. Alors, conclusion et paradoxe. Nous avons une économie faible et des finances fragiles. Sans commentaires je me demande quel serait le jugement exprimé au sein de cette Assemblée avec d'autres indicateurs économiques.
Le pourcentage de l'emprunt par rapport aux recettes diminue également. A ce propos nous devons faire référence non pas aux 142 milliards, mais aux 120 milliards, vu que 22 milliards sont dus à des emprunts déjà contractés. Si, c'est donc le même montant que l'année dernière, en pourcentage nous avons baissé le poids de cet emprunt.
Nous avons déjà souligné que le montant des recettes régionales par rapport au produit interne brut de la Vallée d'Aoste continue à baisser, ce qui signifie une plus grande participation du secteur privé à la formation de la richesse régionale et témoigne de la capacité accrue de notre système économique de produire de la richesse sans avoir recours aux interventions de l'Administration régionale.
Ce cadre de référence témoigne également notre volonté de valoriser davantage les autonomies - et encore une fois la référence à la loi portant système des autonomies au Val d'Aoste que nous venons d'approuver est fondamentale. Mais il faut aussi tenir compte des différents projets qui sont en cours qui ne considèrent pas les institutions, mais se rapportent aux associations et aux secteurs économiques.
Nous maintenons, donc cette volonté, qui avait été exprimée en 1993, de poursuivre l'objectif d'une "regione leggera". L'Administration régionale ne veut pas intervenir ou remplir une mission et une fonction qui ne lui sont pas propres.
Nous partageons la philosophie libérale. Mais, à part les contradictions entre professer une foi libérale et ensuite suivre une autre logique et soutenir toutes les requêtes et toutes les initiatives qui vont dans le sens opposé, il faut faire attention à ne pas faire profession d'un libéralisme qui ne tienne pas compte du contexte économique et des conditions sociales. Si nous sommes encore intervenus dans certains secteurs économiques, c'est pour sauvegarder les emplois, c'est pour soutenir le développement de secteurs importants. Nous ne sommes pas intervenus volontairement.
Nous nous sommes posés la question: "Est-ce que d'autres veulent intervenir? Est-ce qu'il y a les conditions pour que d'autres interviennent, par exemple dans le secteur des remontées mécaniques?" Non. S'il n'y avait pas eu l'intervention de l'Administration régionale, il y aurait eu fermeture. Mais nous avons à l'époque - et nous le réaffirmons aujourd'hui - manifesté notre volonté de remettre nos participations pourvu que quelqu'un se déclare disponible à les racheter. Nous l'avons déclaré pour La Thuile, nous l'avons fait pour Valtournenche, pour Monte Rosa. Et pour Pila, nous maintenons notre volonté d'intervenir, mais simplement pour faciliter les opérateurs, les agents économiques et les collectivités locales; si nous intervenons, c'est pou faciliter la conclusion de la vente de la société, nous achetons pour quelqu'un d'autre.
Pour ce qui est des dépenses, nous discutons toujours de la répartition entre dépenses de fonctionnement et dépenses d'investissements. J'ai déjà eu l'occasion de souligner que, au-delà des dépenses que nous soutenons en raison du transfert de compétences et qui ailleurs sont à la charge de l'Etat, il faudrait aussi considérer que tous les transferts des fonds en faveur des collectivités locales sont insérés dans les dépenses de fonctionnement.
Tant qu'il n'y aura pas de modifications à la loi n° 48, au fur et à mesure que l'impôt sur le revenu augmente, le montant du transfert en faveur des collectivités locales augmente également et ce taux d'augmentation dépassant le taux d'augmentation de nos recettes favorise la croissance des dépenses de fonctionnement augmenteront.
Je serais plutôt favorable à une classification différente de ces dépenses. Mais il faut également tenir compte du renouvellement de la convention collective des employés de l'Administration régionale et de la constitution des fonds de retraite. En tout cas, pour ce qui est des dépenses de fonctionnement de l'Administration régionale, nous n'avons pas suivi une logique d'assistance, nous ne sommes pas en 1992. En 1992, ceux qui aujourd'hui nous critiquent et pour demandent moins d'assistance, avaient tout simplement augmenté de 300 ou de 400 le nombre des employés de l'Administration régionale. Pendant 5 années nous n'avons pas augmenté ce nombre, il est resté le même. Cette année nous l'augmentons de 2 unités, ce sont deux employés de la Présidence du Conseil. Ce n'est pas vrai non plus que nous avons augmenté le nombre des dirigeants; quand nous examinerons l'article 5 de la loi de finances, nous le confirmerons.
Il y a une modalité différente de classification et le nombre est resté le même. C'est une modalité différente vu que dans les 138 dirigeants l'on ne considère pas ni les secrétaires particuliers ni le personnel de l'article 62. Compte tenu du fait que leur traitement économique était déjà le même des dirigeants, nous les avons insérés. Le nombre reste le même parce que nous partageons la nécessité de mener une politique de rigueur et de contrôle.
746 milliards sont disponibles pour les investissements; dont 216 milliards pour l'aménagement du territoire, 347 milliards pour le développement économique. Monsieur Beneforti, l'attention aux démunis, aux défavorisés, au système de sécurité sociale se chiffre à 356 milliards, le montant le plus important de notre budget pour la sécurité sociale et encore, 90 milliards pour la promotion sociale et la formation professionnelle.
Je termine en faisant encore quatre remarques. La première sur les collectivités locales. J'ai pris acte cette année que l'Assemblée partage finalement l'attention que nous avons toujours eue et que nous continuons à avoir vis-à-vis des collectivités locales. Il y a un article spécifique de la loi financière et donc en discutant cet article nous pourrons mieux définir ce thème. Il y a la nécessité de modifier la loi n° 48.
Nous commencerons en début d'année la négociation avec les responsables de l'Association des syndics et des présidents des communautés de montagne parce que nous devons, tout en valorisant les aspects positifs de cette loi, tenir compte des changements et des modifications qui sont intervenus. Mais par rapport aux 290 milliards qui étaient attribués aux collectivités locales en 1998, cette année nous arrivons à quelque 318 milliards; l'augmentation est considérable, nous pensons donc avoir mis nos collectivités locales dans les conditions les meilleurs pour remplir au mieux leurs fonctions.
Quant aux taux d'intérêt, il y a eu une baisse, il est vrai. Je ne partage pas tout à fait l'analyse qui veut attribuer à la responsabilité de l'Administration régionale cette situation des taux d'intérêt, qui au Val d'Aoste en moyenne sont d'un point supérieurs par rapport aux autres régions italiennes. Personnellement je suis plutôt pour attribuer cette responsabilité aux banques et à leur volonté légitime de faire des bénéfices. Et c'est pour cette raison que nous voulons parfaire ce projet de constitution d'un pôle financier valdôtain parce que nous sommes convaincus que c'est l'instrument qui peut introduire des éléments de compétitivité à l'intérieur de notre système bancaire et qui surtout peut nous permettre d'agir dans le secteur.
Nous avons baissé nos taux d'intérêt; au mois de mars cette Assemblée a voté une loi et tous les emprunts Finaosta (7000) ont eu une baisse. Sur la base d'une sollicitation de cette Assemblée, l'Assesseur Agnesod a ouvert une négociation avec les banques pour qu'il y ait une condition paritaire, pour que l'on puisse, en tenant compte des baisses des taux d'intérêt, modifier les contrats qui sont pénalisants; nous sommes concernés aussi comme Administration régionale et l'un des derniers articles de la loi financière nous permettra d'intervenir. Mais quelle a été la réponse des banques? Négative. Nous sommes donc disponibles à prendre l'initiative de demander à tous nos concitoyens de résilier ces contrats avec des taux d'intérêt qui frôlent l'usure et, par le biais de Finaosta, à leur accorder de nouveaux emprunts sur la base des taux actuels du marché. Voilà un exemple du rôle que les banques pourraient remplir au Val d'Aoste.
Pour ce qui est des secteurs économiques, il serait intéressant d'évaluer les données statistiques officielles. L'Assesseur Ferraris pourra mettre à votre disposition ces données et intervenir quand nous parlerons de politique économique pour vérifier le nombre d'entreprises qui, à partir de 1993 jusqu'à 1998, ont été créées au Val d'Aoste, afin de disposer un autre élément pour exprimer un jugement sur la solidité de notre système économique. Pour ce qui est de notre politique industrielle, je veut exprimer un avis, sachant qu'il n'est pas partagé, mais les résultats sont là pour le confirmer. Au cours de ces dernières années le nombre d'emplois, que nous avons créés, démontre le bien-fondé de nos actions.
Au sein de cette Assemblée quelqu'un s'attaque toujours à tout démolir. Je voudrais qu'un jour l'on débatte à nouveau au sein de cette Assemblée par exemple sur la Heineken pour vérifier quels ont été les effets positifs de cette initiative et vérifier les prévisions catastrophiques qui à l'époque avaient été formulées. Ce que je trouve drôle enfin c'est que l'on doive toujours se réjouir du fait que certaines entreprises aille vers la faillite.
De même je veux rappeler les considérations qui ont été exprimées et qui continuent d'être exprimées quant aux activités et aux entreprises qui se sont installées en basse Vallée: catastrophiques et catastrophisme. La même attitude nous la retrouvons sur l'emploi; c'est vrai, ce ne sont pas les interventions du plan triennal des politiques du travail qui donnent une réponse aux problèmes de l'emploi. Aux problèmes de l'emploi nous donnons une réponse positive avec la création d'entreprises, avec la solidité de notre système économique; néanmoins il y a certaines couches de la population qui aujourd'hui sont les plus défavorisées. Et paradoxalement, ce ne sont pas les jeunes, ce sont les personnes les plus âgées qui aujourd'hui rencontrent le plus de difficultés pour ce reconvertir ou pour se réinsérer dans le marché du travail. A l'intérieur de la Vallée d'Aoste des zones et des situations différentes existent.
Nous devons donc intervenir de façon différente même à l'intérieur de notre Région. Néanmoins, avec la présentation du plan triennal des politiques du travail et avec le plan de formation professionnelle pour 1999, cette Assemblée aura l'occasion de se pencher sur ce problème. Et ce sur la base de propositions, de données statistiques et de l'évaluation des retombées des actions des années précédentes.
Il me semble donc en conclusion qu'il y a toutes les conditions, que les moyens et les instruments existent, comme les énergies, les capacités, mais aussi la détermination et la volonté sur la base d'un projet représenté par ce programme de législature que nous avons soumis à votre attention au mois de juin dernier, pour pouvoir ensemble affronter et réussir le défi du troisième millénaire.
