Objet du Conseil n. 267 du 30 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 30 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 267/XI Congruità dei finanziamenti concessi negli anni 1997 e 1998 all'ARPA per il suo funzionamento. (Interrogazione)
Interrogazione Vista la legge regionale 4 settembre 1995, n. 41 "Istituzione dell'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) e creazione, nell'ambito dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta, del Dipartimento di prevenzione e dell'Unità operativa di microbiologia";
Vista altresì la legge regionale 24 novembre 1997, n. 37 "Disciplina della vigilanza e del controllo sugli atti dell'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA)";
Considerata la delibera n. 2616 del 27 luglio 1998;
Preso atto che in due anni (1997 e 1998) è stata trasferita all'ARPA la cospicua somma di lire 10 mld e 800 milioni per le sole spese di funzionamento;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
L'Assessore competente per sapere:
1) se è stato approvato il bilancio di previsione 1998-2000 e in caso negativo quali sono le motivazioni di tale insolvenza;
2) se l'importo di spesa stanziato negli anni 1997-1998, pari a lire 10 mld e 800 milioni è ritenuto congruo e proporzionato ai benefici che ne trae la comunità valdostana.
F.to: Lanièce - Marguerettaz - Viérin M.
Si dà atto che, dalle ore 17,57, presiede il Vicepresidente La Torre.
Presidente La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) I Consiglieri mi chiedono se è stato approvato il bilancio di previsione 1998-2000; la risposta è che è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 2616 del 27 luglio il bilancio relativo al 1998, perché l'ARPA non ha l'obbligo dell'elaborazione di un bilancio di previsione pluriennale.
In caso negativo - si chiede ancora - quali sono le motivazioni di tale insolvenza: ripeto, non c'è nessun obbligo per cui non si tratta di insolvenza.
In risposta al secondo punto devo dire che l'ARPA ha avuto un decollo difficile, come ben si sa, formalmente è decollata il 1° gennaio 1997, però il passaggio di consegne da parte dell'USL è stato lento e anche l'assunzione di nuove responsabilità.
Se posso dare un giudizio personale, devo dire che credo molto in questo nuovo organismo, pur sottolineando che a tutt'oggi ci sono delle difficoltà di funzionamento legate a problemi di rapporti sindacali interni, che mi dicono abbastanza precari, a problemi di passaggio di consegne, di carenze di responsabilità e di funzioni dirigenziali da parte dei funzionari esistenti perché, come sapete, l'ARPA ha assorbito il personale che era in forza all'USL e che alla data di entrata in vigore della legge svolgeva le funzioni legate alle competenze ambientali.
Sono in contatto continuo, i 5 miliardi stanziati - originariamente erano 4 - sono a mio parere congrui, anche perché la Giunta regionale ha affidato con stanziamenti specifici all'ARPA funzioni previste dalla legge stessa, come quella del monitoraggio sull'amianto e altre funzioni ancora.
Le professionalità sono molto buone, mi riferisco al settore dell'ambiente acustico e alla parte laboratoristica; ho una relazione che posso lasciare agli interpellanti, in modo che abbiano la situazione esatta sotto mano.
Sottolineo che in prospettiva l'ARPA può fare molto di più, ma quest'attività è condizionata dall'ultimazione dei concorsi in atto per coprire i posti vacanti e da un ritorno alla tranquillità per quanto riguarda alcuni problemi interni che gli interpellanti forse conoscono.
Ho avuto più incontri con i dirigenti, ho avuto anche un incontro nella primavera scorsa con tutto il personale; ho chiesto al personale di fare presente quali erano i problemi e devo dire che ho avuto poche risposte perché, anche sotto questo punto di vista, le rappresentanze sindacali latitano leggermente.
Per quanto riguarda l'obiettivo finale dell'ARPA, la legge istitutiva è chiarissima; l'ARPA non avendo funzioni di controllo in senso stretto, perché i funzionari e i dipendenti non hanno la qualifica di ufficiale di Polizia giudiziaria, deve svolgere questa funzione di consulenza nei confronti degli enti pubblici, ma soprattutto dei privati, e l'ambito di intervento è enorme. Si tratta solo di mettere in moto un meccanismo che sta ancora purtroppo faticando a mettersi in moto.
In prospettiva c'è il trasferimento della sede dell'ARPA nei locali dell'ex scuola di fabbrica della Cogne, proprio la settimana scorsa abbiamo visto il progetto di massima che è stato presentato e che sarà realizzato all'interno del finanziamento dell'area Cogne. Questo permetterà di accentrare in un'unica sede i laboratori di analisi, che sono attualmente dislocati al Beauregard, e le strutture amministrative, che sono in locazione in regione Borgnalle. Sicuramente questo passo servirà a dare delle risposte più precise e più puntuali alle esigenze della Valle d'Aosta.
Ricordo che le competenze dell'ARPA sono ampie e che le domande di prestazioni stanno aumentando giorno dopo giorno. Ad alcune di queste l'ARPA riesce a dare le risposte, sia che provengano da enti pubblici sia che provengano da privati; faccio riferimento ultimamente a tutta la tematica che riguardava l'inquinamento o il supposto inquinamento nella zona di Hône per i campi elettromagnetici, per la petizione che è stata fatta da alcuni cittadini nel Comune di Aosta, a tutta la materia complessa dell'inquinamento acustico e dell'inquinamento dell'aria e a tutta la materia altrettanto complessa della gestione delle reti di monitoraggio, tema sul quale ci siamo confrontati la settimana scorsa, perché vorremmo - come dice la legge - che tutta la rete di monitoraggio venisse seguita direttamente dalla centrale operativa, mettendo assieme i dati che confluiscono alla Protezione civile e all'Assessorato al territorio e all'ambiente.
La Valle d'Aosta dal punto di vista tecnologico è sicuramente all'avanguardia, perché il territorio è coperto ed è monitorato per l'80 percento; si tratta di uniformare queste prestazioni e di utilizzare meglio le risorse esistenti.
In conclusione posso dire che sono fiducioso, anche se non sono soddisfatto del tutto dell'attuale funzionamento di quest'organismo.
Presidente La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (Aut) Prendiamo atto della risposta che ci ha fornito l'Assessore, nella quale si evidenzia un malcontento riguardo a questa struttura, anche dovuto a problemi interni e a un non ottimo funzionamento. Quindi prendiamo atto che anche l'Assessore alla sanità ha questa opinione su questo ente strumentale della nostra regione.
Quest'interrogazione è stata presentata partendo dalla delibera n. 2616, che lo stesso Assessore ha richiamato, e che a una prima lettura ci era parsa un po' strana. Con la delibera veniva revocato un precedente provvedimento, nel quale si chiedeva l'approvazione del bilancio annuale e triennale.
L'Assessore ci ha risposto dicendo che non era dovuta la presentazione di un bilancio triennale, perché non è tra le competenze dell'ARPA; però andando a leggere bene la delibera, si vede che c'è stata una prima bocciatura del bilancio di previsione presentato, quello annuale del 1998, e questo ci aveva sorpresi. Verificando poi tramite gli uffici dell'Assessorato, ci eravamo resi conto che la bocciatura era dovuta a dei problemi formali, nel senso che l'ARPA aveva presentato un bilancio economico patrimoniale e le era stato detto che doveva presentare un bilancio economico finanziario.
Questa cosa è un po' strana, perché a quanto ci risulta l'ARPA aveva presentato nei primi mesi del 1997 un bilancio di previsione per il 1997, redatto con gli stessi criteri con cui è redatto quello del 1998, e le era stato approvato.
Questa è la prima sorpresa, cioè abbiamo due bilanci presentati con gli stessi criteri e con le stesse formalità, uno viene approvato e l'altro viene bocciato con richiesta di modificare. Teniamo conto, cosa ancora più assurda, che la legge istitutiva dell'ARPA all'articolo 3, che indica le finalità di tale ente, dice che "l'ARPA è un ente strumentale della Regione e ne realizza gli indirizzi programmatici, essa è dotata di autonomia amministrativa e contabile", e questa è una cosa che oggi non ci è stata chiarita, anche perché l'Assessore ci ha risposto solamente sul fatto che il bilancio triennale non era richiesto dall'ARPA. La prima cosa da far notare è quindi questa stranezza di comportamento da parte degli uffici.
La seconda stranezza porta a fare una considerazione più ampia; in pratica abbiamo chiesto la congruità di questa somma che è stata affidata all'ARPA in questi due anni, circa 10,8 miliardi. Riteniamo che l'ARPA sia un ente molto importante per la nostra regione, quindi premettiamo che non siamo assolutamente contro l'ARPA; vogliamo solamente che, come per tutti gli enti strumentali o gli enti che vengono creati dalla nostra regione, a una certa disponibilità economica corrisponda un'opportuna e corretta attività. Per quanto ci risulta, sempre riprendendo quanto è scritto nella legge istitutiva dell'ARPA, quindi non cose campate per aria, ma dati di fatto, all'articolo 3 dove si enunciano le finalità, si dice che l'ARPA "è un ente strumentale e ne realizza gli indirizzi programmatici".
A quanto ci risulta, ad oggi l'unico indirizzo programmatico che è stato dato dall'Amministrazione regionale all'ARPA è stato quello in merito all'amianto, cosa avvenuta in seguito a un'interpellanza che il sottoscritto, insieme ad altri, aveva firmato, per sollevare in Consiglio il problema dell'amianto alle Poste di Verrès, Pont-Saint-Martin e alcune zone di Aosta.
Giustamente 10 miliardi possono essere pochi se a fronte di questi 10 miliardi c'è un'attività concreta; l'Assessore ha detto che non è contento di tale ente anche se io penso che il primo a dare l'input su cosa fare debba essere l'Assessorato, e quindi l'Assessore; occorre pertanto secondo me mettere nelle condizioni l'ARPA di sfruttare questi soldi che le mettiamo a disposizione, perché se, a fronte di 10 miliardi, verifichiamo che l'unico programma realizzato, per adesso, è quello sull'amianto, al di là degli interventi fatti per i privati e ciò ci sembra un po' poco. Siamo una delle prime regioni che si sono attivate per la costituzione dell'ARPA, e con questo si vuole riconoscere la valenza dell'iniziativa, perché giustamente bisogna riconoscere le "pecche" ma anche le cose buone e quindi penso di poter dire che è stata fatta da parte dell'Amministrazione regionale un'ottima scelta nel creare l'ARPA.
Però, visto che l'abbiamo creata, facciamola funzionare bene, mettiamola nelle condizioni di poter sfruttare appieno questi finanziamenti che vengono elargiti! Penso che questo sia un obiettivo primario e penso che l'Amministrazione regionale in questa direzione debba operare.
Quindi mettiamo in condizione questo ente strumentale di poter funzionare meglio, in modo che anche le somme previste, che sono ingenti, risultino più che sufficienti o congrue alle attività che questo ente deve svolgere.
Non è il caso qui di mettere in campo problemi interni che esistono all'interno dell'ARPA, però l'importante è chiedere da parte dell'Amministrazione regionale una maggiore azione, affinché questo ente strumentale abbia quegli indirizzi programmatici necessari per poter meglio funzionare per il bene dello stesso ente, ma soprattutto per la nostra comunità.
Teniamo conto che l'articolo 17 della legge istitutiva, che prevede l'istituzione della Consulta regionale, non è stato ancora attuato, questo è un altro invito che facciamo all'Amministrazione regionale affinché questa consulta venga al più presto attivata.
