Objet du Conseil n. 242 du 25 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 25 NOVEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 242/XI Interventi atti a favorire il definitivo restauro del Teatro Romano. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto dell'indecente condizione nella quale viene presentato al pubblico, ormai da troppi anni, il teatro romano, uno dei più significativi e spettacolari reperti archeologici romani;
Considerato che le impalcature realizzate allo scopo di restaurare il monumento sono ormai fatiscenti, oltre che famose;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) quanto denaro pubblico è stato speso sino ad oggi per il restauro del teatro romano;
2) se le eventuali spese sostenute sono risultate utili;
3) cosa intende fare l'Amministrazione regionale in termini concreti e risolutivi per restituire al più presto ai cittadini e ai visitatori questo monumento restaurato o quanto meno ammirabile.
F.to: Lanièce
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Ho presentato quest'interpellanza per sapere qual è la situazione del Teatro Romano di Aosta, che rappresenta uno dei massimi reperti archeologici storici dell'epoca romana, e che purtroppo da diversi anni è coperto, alla vista dei turisti, da una fitta trama di tubi.
Giustamente mi sono posto il problema di sapere a che punto è la situazione, tenuto conto che le impalcature erano state poste per riparare l'importantissimo reperto storico dallo smog e dall'inquinamento, cioè per tutelarlo; però, visto che sono passati parecchi anni, volevo sapere qual è la situazione attuale; quando finalmente il Teatro Romano potrà di nuovo apparire nella sua completezza alla vista dei turisti, vista anche l'importanza di questo sito storico e le spese che sono state sostenute finora dall'Amministrazione; inoltre voglio sapere a che cosa sono servite queste spese e, infine, a che punto è l'iter per sistemare una volta per tutte questo importante reperto storico romano.
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) Quest'interpellanza dà l'occasione a tutti di conoscere la situazione, di fare il punto della situazione e di dire quali sono le prospettive. In effetti è diverso tempo che il Teatro Romano è impacchettato, come c'è stato modo già di dire nell'interpellanza. Dirò velocemente quali sono stati gli interventi che sono stati effettuati, che non sono interventi veri e propri, ma, piuttosto, una serie di analisi e di studi.
Sono stati svolti dei cicli d'indagine che cito brevemente per non essere troppo lungo, relativi a: rilievo climatico e microclimatico sulla superficie della facciata, rilievo delle condizioni ambientali, presenza di elementi inquinanti, valutazione dell'aggressività ambientale sulle parti cementanti il conglomerato che compone la maggior parte del monumento, studi di caratterizzazione dei materiali e della loro provenienza, valutazione statica del movimento, rilievo della distribuzione delle varie situazioni di degrado mediante indagine macroscopica e successiva informatizzazione su supporto capace di definire la mappatura dei vari fenomeni, mappatura che è stata eseguita dal CNR in considerazione anche del fatto che non avevamo gli elementi tecnici presso i nostri uffici e i nostri laboratori per fare questo, studio della composizione chimica dei prodotti di alterazione, ipotesi relative alla loro origine, verifica delle alterazioni cromatiche superficiali delle cause, prove di pulitura mediante sistemi nomativi - sono stati usati sistemi laser - studio delle componenti delle malte utilizzate nell'integrazione dell'intervento archeologico fatto negli anni trenta, prove di resistenza alla compressione e alla trazione dei principali materiali.
Tutte queste cose sono state fatte ma non in modo definitivo, perché si sa che quando si mette mano ad elementi di questo genere si è in una continua fase di sperimentazione. Qui chiudo subito l'aspetto che riguarda i costi che si situano a circa 600 milioni - per l'esattezza 599.989.000 di lire - di cui circa 90 sono da attribuirsi al ponteggio, per il resto sono spese inerenti tutto questo tipo di attività.
Sono attualmente in corso o in fase di realizzazione, grazie alla futura presenza, a breve, di un geologo presso l'unità analitica della Soprintendenza, che verrà assegnato con una borsa di studio da parte del CNR, tutta una serie di analisi. Si precisa che queste analisi non sono risolvibili con le competenze e le attrezzature del nostro laboratorio, il quale peraltro ha iniziato ad avere tutta una serie di rapporti presso centri di ricerca e università che hanno esperienza nel campo.
Attualmente comunque, a seguito di tutta una serie di risultati acquisiti dalle fasi diagnostiche, gli uffici sono in grado di predisporre un capitolato di appalto per l'intervento di restauro. Rimangono però da valutare alcuni aspetti, che sono relativi ai sistemi per la messa a disposizione e la successiva conservazione, per i quali mancano ancora dati utili e sufficienti proprio in virtù delle innovazioni e degli elementi innovativi che sono legati a queste tecnologie.
In questo senso, appunto, c'è questo rapporto con il CNR; siamo anche in attesa di una risposta relativa alla richiesta di finanziamento relativa al progetto Parnaso, proposto dal Ministero per la ricerca scientifica e dal Ministero dei beni culturali, nel quale è stata proposta una messa a punto abbastanza rivoluzionaria, che è la sperimentazione di sistemi adeguati di monitoraggio non distruttivi, cioè fatti su base informatica, di modo che ci sia una segnalazione puntuale di tutti questi elementi e che sia raccolta una serie d'informazioni precise per le procedure di manutenzione e conservazione necessarie.
Questo per quanto riguarda l'attività di tutela e di intervento. Cosa si farà per il futuro? La fase attuale, sottolineata dall'interpellanza, prevede di iniziare a togliere questi tubi e di significare in qualche modo una fruibilità di questo monumento. Innanzitutto è previsto il rifacimento di questo ponteggio, ma con un'attitudine che consenta, da un lato, di finire gli interventi e, dall'altro, di essere un utile strumento didattico e di visita.
In questo senso infatti il nuovo ponteggio, che è già stato richiesto in data 21 agosto al Coordinamento dell'Assessorato al territorio, ambiente e opere pubbliche, consentirà la progettazione e il conseguente intervento di restauro, inoltre tale struttura dovrà consentire la visita da parte dei turisti durante le fasi di fermo del cantiere di restauro ed eventualmente anche in altri momenti.
Il ponteggio dovrà essere completo di impianto elettrico, idrico, fornitura di acqua ad ogni piano e di un ascensore montacarichi adeguato per i portatori di handicap, al fine di adempiere alle normative per le barriere architettoniche. In sostanza, la realizzazione di un ponteggio per poter continuare i lavori, ma anche per consentire la visita del monumento e mantenerlo aperto al pubblico. Questa proposta, peraltro originale che è già stata adottata in altre situazioni, non in Valle d'Aosta, è finalizzata a dare informazioni e a mostrare al pubblico interessato il monumento da un lato e i problemi progettuali incontrati nella fase di restauro, oltre che a rendere partecipe anche le persone che lo visiteranno ai problemi conservativi, in modo da farlo diventare un laboratorio scuola. Questo nella fase in cui si ultimano questi definitivi interventi, legati al centro di ricerca e al progetto che abbiamo in collaborazione con il Ministero.
Per il resto la stima che viene fatta dagli uffici è che, una volta individuato - si spera in tempi brevi - il percorso di restauro, questo dovrebbe concludersi in una fase di tre anni per quanto riguarda l'insieme della struttura.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Mentre alla precedente interrogazione l'Assessore aveva risposto in modo esaustivo e quindi mi ero anche complimentato con lui, in questo caso - non sarà per colpa dell'Assessore - sicuramente la situazione è diversa. E non vorremmo che si ripercorresse la strada della famosa area megalitica di Saint-Martin de Corléans. Tanto più che verso la fine del suo intervento l'Assessore parlava di una stima di circa 3 anni, entro la quale probabilmente potrebbe venire ultimata quest'opera di restauro. Però rileggendo bene il programma di maggioranza presentato a giugno di quest'anno e soprattutto la parte relativa alla cultura e ai beni culturali ho notato che si parla di tutto, si parla del restauro di Sarre, del Castello di Quart, Aymavilles, della Torre dei Balivi, ma non c'è nessun accenno al Teatro Romano, per cui non vorrei che questa fosse una stima data solamente per rispondere all'interpellanza. Sta di fatto che nel programma di maggioranza, ripeto, non si parla assolutamente di questo monumento, che è importante riportare alla sua massima fruibilità attraverso un restauro da completarsi al più presto, visto anche che sono diversi anni che il Teatro Romano è, fra virgolette, "impacchettato".
Questa è una prima considerazione da fare, e cioè che non è stato preventivato in questo programma di maggioranza il restauro del Teatro Romano e quindi ci auguriamo che le parole che ha appena detto l'Assessore possano verificarsi.
Per quanto riguarda gli interventi effettuati, vorrei solo fare una considerazione. L'Assessore diceva che il nostro laboratorio non è in grado di fare queste analisi approfondite, e pertanto si deve fare riferimento al CNR, giustamente. L'unica cosa che mi viene da dire è come mai sono passati tanti anni e non si è fatto più di tanto, nel senso che la difficoltà del nostro laboratorio di fare queste analisi penso fosse nota da parecchio tempo e quindi probabilmente da tempo si poteva accelerare il tutto.
Ovviamente questa non è una cosa da imputare all'attuale Assessore, ma è una considerazione che faccio in generale.
Per quanto riguarda il nuovo ponteggio che permetterà da una parte di completare l'opera di restauro e dall'altra di garantire la visita ai turisti, questa è una notizia interessante. Mi sembra che l'Assessore abbia detto che è già stato fatto in qualche altra zona … Ah, fuori Valle, infatti qui non l'avevo mai visto! Verificheremo, comunque, quando verrà progettato questo nuovo ponteggio, di cosa si tratta in effetti.
Restiamo in attesa di avere queste ulteriori delucidazioni in merito al nuovo ponteggio, rimarchiamo che abbiamo timore che anche questo intervento vada per le lunghe, quindi invitiamo l'Assessore a seguire con maggiore attenzione questo problema anche perché il Teatro Romano rappresenta uno dei reperti storici e monumentali dell'epoca romana ed è giusto che venga al più presto restaurato, per renderlo fruibile ai turisti.
Tenuto conto che fra un anno e mezzo ci sarà il Giubileo, sarebbe opportuno, per quella data, rendere anche fruibile ai turisti che verranno in Valle d'Aosta questo importante sito storico.
