Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 123 du 7 octobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 8 OCTOBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 123/XI Iniziative per tutelare gli invalidi del lavoro nei confronti dell'INAIL. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto della vertenza in atto da parte degli invalidi del lavoro nei confronti della Sede INAIL di Aosta;

Constatato che le rendite sono state erogate dall'INAIL dopo aver sottoposto gli assistiti a visite mediche nelle forme e criteri previsti dalla normativa vigente;

Constatato altresì, che la decisione unilaterale assunta dall'INAIL di porre in essere una revisione straordinaria e generalizzata delle rendite, ha coinvolto indistintamente coloro che percepivano le rendite stesse dopo anni e anni di lavoro in ambienti silicotici, creando un grande e grave problema sociale ed economico nella nostra Regione per oltre un migliaio di famiglie;

Preso atto delle leggi approvate dal Consiglio regionale a favore dei silicotici, nonché degli ordini del giorno approvati a seguito della vertenza in atto;

Preso atto, altresì dell'avvenuta cessazione della revisione straordinaria imposta dall'INAIL e che l'Istituto si atterrà alle norme del testo unico degli infortuni del 1965;

Convinto che occorre ottenere la revisione delle pratiche di coloro a cui sono state azzerate o ridotte le rendite, in modo da rendere giustizia a tutti, anche a coloro che hanno subito ingiustamente un danno morale, sociale ed economico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere quali iniziative, incontri e confronti intende porre in essere, onde ottenere la piena tutela dei diritti acquisiti dai silicotici della Valle d'Aosta, tramite:

1) il riesame dei singoli fascicoli degli invalidi a cui sono state azzerate o ridotte le rendite;

2) la nomina di una équipe medica idonea e neutrale, esterna all'INAIL, che proceda al riesame dei fascicoli;

3) il rispetto totale della normativa prevista dal Testo Unico del 1965;

4) l'approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge giacente alla Camera dei Deputati che prevede la modifica dell'articolo 55 della legge n. 88/89.

F.to: Beneforti - Secondina Squarzino

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Quest'interpellanza fa seguito ad un'interrogazione con risposta scritta a cui non è stata data ancora risposta. Dalla Presidenza del Consiglio ci è stato comunicato che era di competenza del Presidente della Giunta e non dell'Assessore alla sanità; in seguito, dal Coordinatore dell'Assessorato alla sanità, dr. Federico Montesanti, ci è stato comunicato con lettera che la problematica di cui trattasi è di stretta competenza dell'Assessore regionale alla sanità.

Non so perché me lo abbia dovuto comunicare il Coordinatore dell'Assessorato alla sanità, quando prima ho ricevuto lettere che mi davano informative diverse. Non voglio fare polemica su questo problema perché è così grave e difficile che è bene affrontarlo con una certa serietà.

Le argomentazioni a sostegno della vertenza dei silicotici contro l'INAIL sono riportate nel documento relazione che l'ARI (Associazione regionale invalidi del lavoro) ha fatto pervenire a tutti i consiglieri regionali nei giorni scorsi. Se non lo avete letto, vi prego di leggerlo e di giudicare se effettivamente era importante o meno aprire questa vertenza così come è stata aperta nei confronti dell'INAIL. Tenete presente che dal 1994 ad oggi circa mille silicotici, forse più che meno, hanno visto azzerata o ridotta la rendita di invalidità.

È possibile, e questa è la domanda che ci dobbiamo porre, che delle mille pratiche revisionate non ce ne sia stata una, dico una, che sia stata regolare: tutte sono state o azzerate o ridotte.

Se questo terremoto non veniva fermato con gli interventi che sono stati fatti e veniva anche trasferito il Direttore dell'INAIL che aveva aperto questa revisione straordinaria di tutte le pratiche di silicosi, oggi forse le pratiche revisionate sarebbero due o tremila.

Ma allora l'INAIL ha sbagliato tutto? Ha regalato le rendite per 30-40 anni? Ha scoperto nel 1994 che la silicosi in Valle d'Aosta non esisteva? Siamo convinti che la silicosi sia sempre esistita in Valle d'Aosta, come lo è stato convinto questo Consiglio regionale negli anni '60 come negli anni '90. E c'era questa convinzione quando questo problema è stato discusso in questa sede, quando assieme abbiamo impedito tutte le forze politiche e tutte le organizzazioni sindacali insieme, almeno fino al 1994, che questa azione fatta dall'INAIL si estendesse in certi termini.

Nelle interrogazioni, interpellanze, mozioni che sull'argomento sono state presentate in questo Consiglio, firmate da tutti i gruppi, dall'Union Valdôtaine, dal PDS, dalla DC e dal PSI allora, in tutti questi documenti si chiedeva che si affrontasse questo problema per far cessare questo abuso che l'INAIL stava commettendo nei confronti dei lavoratori silicotici della Valle d'Aosta.

Di questo è a conoscenza anche il Presidente Viérin, perché nel passato anche lui si è occupato del problema e ha firmato mozioni, interrogazioni e interpellanze. Forse non ne era pienamente a conoscenza e non lo è l'Assessore attuale alla sanità, perché a quei tempi non era in Regione. Come se n'è occupato anche l'Onorevole Caveri, a cui devo dare atto di essersi interessato e di interessarsi della vertenza in sede parlamentare anche unitamente ad altri Parlamentari. Ma mentre va avanti l'iter della legge che riguarda il futuro e non il passato, occorre guardare a coloro che hanno avuto il danno, a cui è stata azzerata o ridotta la rendita di invalidità.

Diciamo che la legge può servire anche a coloro che hanno subito questa azione dell'INAIL, ma è certo che la legge che verrà portata in Parlamento riguarda il futuro. Occorre quindi rivedere se a coloro ai quali fu riconosciuta la silicosi magari 30-40 anni fa, era stato commesso l'errore in quel momento e non oggi; dobbiamo rivedere i fascicoli dei silicotici in modo da vedere per quelli che sono stati chiamati a revisione straordinaria e hanno avuto la rendita azzerata o ridotta, se l'errore fu commesso allora e non dopo 30-40 anni. Per questi motivi è stata presentata l'interpellanza.

Credo che si debba riportare il problema in questo Consiglio e avere una sensibilità diversa di quella che si è avuta fino ad oggi. Mi appello in questo senso anche al Presidente della Giunta e gli ricordo quello che lui ha detto all'assemblea degli invalidi che ha avuto luogo a marzo: "Ma per il rispetto che dobbiamo a tutti coloro che in particolare in questi cinquant'anni hanno consentito alla Valle d'Aosta di progredire, di crescere, di affermarsi come regione dall'economia solida e dai servizi efficienti, non possiamo rimanere insensibili di fronte alla questione delle rettifiche delle percentuali di invalidità. È questo secondo aspetto che intendo sottolineare in questa occasione, visto come la Giunta, i Parlamentari, le associazioni, i patronati e le organizzazioni sindacali hanno operato in questi ultimi tempi per risolvere e dare una soluzione positiva a una situazione difficile, complessa e confusa. L'istituzione della commissione di monitoraggio, l'unica in Italia, come il vostro Presidente ha ribadito, è un risultato concreto di questa volontà comune che consentirà di conseguire dei risultati positivi".

L'interrogazione che il nostro gruppo aveva presentato era per conoscere quali erano stati nel frattempo questi risultati positivi. Ancora non siamo stati messi a conoscenza di questi risultati positivi che la commissione di monitoraggio avrebbe conseguito, e non ne sono a conoscenza neanche i lavoratori interessati, i pensionati e gli invalidi.

Do atto al Presidente di quanto ha detto, però quello che si dice bisogna poi metterlo in pratica! Per questo è stata presentata l'interpellanza con la quale infatti si chiede il riesame dei fascicoli degli invalidi a cui sono state azzerate o ridotte le rendite; l'Assessore mi dirà che queste pratiche sono sequestrate dalla Magistratura, ma io sono andato a parlare con il Procuratore della Repubblica e a sostenere che queste pratiche dovevano essere dissequestrate e riportate all'INAIL.

Come associazione abbiamo fatto anche un sollecito al CSM perché il comportamento della Magistratura non ci è sembrato lineare. Però il Procuratore mi ha detto che quando l'INAIL vuole le pratiche non deve far altro che venirsele a prendere, quindi io dico che si possono rivedere queste pratiche. Ma queste pratiche non possono essere riviste dai soliti medici dell'INAIL; bisogna invece nominare une équipe medica, neutrale, esterna all'INAIL, che riveda queste pratiche dall'inizio come è successo per altre azioni sindacali che sono state promosse dall'INAIL. Anche per quanto riguarda la commissione di monitoraggio le pratiche vanno a Roma e le riguarda la Consulta medica dell'INAIL ad alto livello; però un giorno ho domandato all'INAIL se questi medici che rivedevano le pratiche - siccome sembra che per tutte siano stati riconfermati i pareri dei medici di Aosta - erano esperti in malattie polmonari e respiratorie e i medici degli istituti sono dei funzionari, non sono dei grandi esperti. Gli esperti e gli specialisti stanno nelle cliniche, negli ospedali, non stanno a fare gli scribacchini nelle sedi degli istituti. Mi fu risposto che si presumeva che lo fossero, ma l'INAIL non poteva certamente giudicare i suoi medici. Qui ci vuole gente seria, gente che conosca la malattia, e bisogna ottenere da parte dell'INAIL il rispetto totale della normativa prevista dal testo unico. Occorre poi sollecitare, tramite l'Onorevole Caveri e i Deputati che possono darci una mano, l'approvazione di quel disegno di legge.

Attendo le risposte che darà l'Assessore alle domande che gli sono state poste, possiamo anche portare il problema in V Commissione, preposta agli Affari sociali, per fare una discussione più approfondita e vedere come riaffrontare e portare avanti il problema. In quella sede cerchiamo di decidere insieme quali sono le iniziative da intraprendere per venire incontro agli interessi di questa categoria dei cittadini valdostani che si sono trovati colpiti sul piano sociale, sul piano morale e anche sul piano economico dopo 20-30-40 anni che hanno lavorato nelle miniere, nelle cave e nella siderurgia.

Non si può pensare che in Valle d'Aosta la silicosi non ci sia mai stata e che anche questo Consiglio regionale negli anni 1957-1958 abbia sbagliato tutto, anche quando decise di fare la legge a favore della lastra unica e fece la legge anche per rimborsare ai silicotici un certa quota delle spese che dovevano sostenere per fare le visite per la silicosi e per l'aggravamento della malattia. Queste cose non si possono dimenticare in questo Consiglio, né si deve dimenticare che anche ai patronati e ai sindacati viene dato un contributo per fare l'assistenza ai lavoratori, anche a questi lavoratori.

Credo che alla luce di tutto un passato non si possa liquidare l'argomento dicendo che si tratta di falsi invalidi, perché non credo che tutti e mille siano dei falsi invalidi. Ma se sono dei falsi invalidi lo giudichi la Magistratura: ha le pratiche in mano, chiuda l'istruttoria e dica come sta la situazione! Non sta certo a noi, né alle organizzazioni sindacali, né ai patronati, né agli amministratori pubblici stabilire se c'è la falsità dell'invalidità o meno. Noi cerchiamo come abbiamo fatto in passato di tutelare ancora oggi questa categoria.

Aspetto le risposte dell'Assessore e se è necessario affrontiamo il problema in modo serio e concreto anche a livello di commissione, per vedere quali sono le iniziative da portare avanti.

Presidente Le ricordo solo, Consigliere Beneforti, che le resta una replica da tre minuti.

Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Confesso di essere un po' in difficoltà perché l'interpellanza è rivolta ovviamente all'Assessore regionale alla sanità da parte del Consigliere Beneforti, il quale si rivolge a sua volta al Presidente della Giunta, fingendo di non sapere quali sono state le iniziative profuse dalla Giunta Viérin nella precedente legislatura e facendo rilevare la mia supposta non conoscenza di quali sono state invece le iniziative assunte ancora nella legislatura precedente. Per cui mi trovo un po' in difficoltà, perché il Presidente della Giunta non ha bisogno del mio intervento per rispondere. Ma, Consigliere Beneforti, cerchiamo di non giocare su queste cose perché siamo tutti a conoscenza di tutto quello che è successo in questa difficile problematica dell'INAIL, anche perché ci sono degli atti ufficiali che sono lì per essere visti e letti.

Innanzitutto vorrei chiarire l'aspetto dell'interrogazione con risposta scritta. La Presidenza del Consiglio ha inviato al Coordinatore dell'Assessorato alla sanità questo documento per rispondere probabilmente perché nell'interrogazione lei chiedeva di essere portato a conoscenza delle pratiche esaminate dalla commissione di monitoraggio presieduta dal sottoscritto. Allora, essendoci una supposta incompatibilità - così come è stata posta la domanda da lei -, la Presidenza del Consiglio ha ritenuto di trasmettere al Coordinatore dell'Assessorato alla sanità e non all'Assessore alla sanità. Ma l'equivoco di fondo, enorme e mi stupisco che venga fatto, è che la commissione di monitoraggio abbia aperto, esaminato, controllato e verificato i dossier dei singoli silicotici. È inimmaginabile una cosa del genere, perché avremmo rasentato l'azione penale se avessimo aperto uno solo dei dossier di stretta competenza delle commissioni medico-legali dell'USL. Per questo motivo è stata data una risposta di questo genere.

La commissione di monitoraggio ha avuto ed ha una funzione totalmente diversa rispetto a quella di una commissione di seconda o di terza istanza rispetto alle commissioni mediche collegiali, su questo dobbiamo essere chiari fino in fondo perché non avrei mai assunto la presidenza di una commissione di monitoraggio con funzioni diverse da quelle che il termine stesso significa. Monitoraggio significa seguire, significa controllare, significa verificare l'andamento generale delle cose, non significa andare a vedere i singoli dossier.

Detto questo, ribadisco che nella passata legislatura abbiamo assunto un impegno - direi senza precedenti - e ci impegniamo sicuramente a fare altrettanto in questa legislatura. Voglio ricordare la risoluzione che è stata approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 19 marzo 1997 in seguito alla convocazione in Aosta del Direttore generale della sede dell'INAIL, che "impegnava la Giunta regionale ad attivarsi congiuntamente ai Parlamentari della Valle d'Aosta affinché venga presa in esame e approvata la modifica dell'articolo 55", su cui tornerò; "a sollecitare la sede regionale dell'INAIL a dare corso al protocollo d'intesa siglato con i patronati in data 31 dicembre 1996 nonché all'applicazione della circolare guida; ad intervenire nei confronti del governo affinché lo stesso attivi la procedura per il rispetto dell'ordine del giorno approvato in sede di esame della legge finanziaria, che prevede l'esclusione della revisione degli invalidi del lavoro ultra-settantenni; ad organizzare con modalità e procedure da esaminare con gli enti locali e previa verifica delle disponibilità finanziarie la possibilità di effettuare soggiorni climatici per le persone affette da silicosi o malattie professionali; a sollecitare l'incontro con la direzione generale dell'INAIL".

Tutti questi punti sono stati fedelmente rispettati, ho qui la documentazione a firma del Presidente della Giunta trasmessa al Presidente del Consiglio, Prodi, al Ministro del lavoro, Treu, al Ministro del tesoro, Ciampi, al Ministro della sanità, Bindi, e per conoscenza ai Parlamentari Caveri e Dondeynaz, e un'altra lettera trasmessa alla Direzione generale dell'Istituto nazionale, per cui non voglio tornare su questo punto. Voglio invece tentare di dare una risposta sulle singole problematiche.

Il Consigliere mi chiede quali sono state le iniziative, pertanto faccio riferimento solo a questo scorcio di legislatura, dopo le elezioni, fermo restando che diamo per acquisito quanto fatto precedentemente al 31 maggio 1998.

Ci siamo immediatamente attivati e abbiamo fissato un incontro con la Direzione dell'INAIL di Roma, alla presenza dell'Onorevole Caveri e del Senatore Dondeynaz, riunione che è stata fissata in data 4 agosto e che ha visto attorno a un tavolo la Direzione generale dell'INAIL. Queste cose il Consigliere Beneforti le sa benissimo, ma per il ruolo delle parti che assumiamo, ce le diciamo pubblicamente. In quella sede sono stati esaminati tutti i problemi ancora aperti, perché con forza l'Amministrazione regionale, appoggiata dai Parlamentari, ha detto che non sarebbe più stata sopportata una situazione di ulteriori revisioni straordinarie e ulteriore accanimento contro i silicotici della Valle d'Aosta. "Ho minacciato", fra virgolette, la costituzione di parte civile dell'Amministrazione regionale ad adiuvandum nei confronti dei soggetti revisionati senza motivazione e senza una giustificazione oggettiva. È stata assunta una decisione forte e sono state assunte delle decisioni che dovrebbero portare a una definizione di tutta questa difficile problematica. Mi risulta che la settimana scorsa ci sia stata un'ispezione straordinaria della sede regionale dell'INAIL da parte delle strutture centrali e comunque in quella sede si è deciso di rivedere il ruolo della commissione di monitoraggio, dandole una funzione diversa rispetto a quella che è stata assunta finora. La commissione dovrebbe, appunto, fungere da struttura di supervisione delle pratiche azzerate o ridotte.

A questo punto evidentemente il sottoscritto ha detto che non è questa la funzione dell'Assessore regionale alla sanità e che se così è, la Presidenza della commissione di monitoraggio dovrà essere assunta dalla dirigenza medica della Direzione generale con la presenza in qualità di uditori del rappresentante dell'Amministrazione regionale e dei rappresentanti dei patronati. È una questione ancora in fase di evoluzione, perché a tutt'oggi la Direzione generale dell'INAIL non mi ha ancora inviato i criteri secondo i quali vorrebbe mettere in piedi questa seconda commissione di monitoraggio.

Cosa è stato raggiunto in questo periodo rispetto alla risoluzione approvata dal Consiglio regionale? Le richieste erano innanzitutto che venissero effettuate in Aosta le TAC; ci siamo attivati e da allora le TAC vengono effettuate tutte presso il Servizio di radiologia dell'Ospedale. La richiesta principale, che il Consigliere Beneforti riprende, è quella di avere "una équipe medica idonea e neutrale esterna all'INAIL", cosa che non è possibile. È come se si chiedesse all'INPS di nominare una commissione esterna all'INPS per verificare le pratiche degli invalidi dell'INPS, o come se si chiedesse all'Amministrazione regionale di nominare una commissione esterna all'Amministrazione regionale rispetto alle pratiche di invalidità civile, dove come sapete ci sono commissioni di prima e di seconda istanza.

Non è possibile, ripeto, perché ogni amministrazione ha una sua configurazione precisa, a meno che si voglia modificare le leggi di settore. Ma questo non è di competenza del Consiglio regionale. Questo, Consigliere Beneforti, dobbiamo dircelo e dobbiamo smetterla di ripeterlo perché è demagogia pura, ma demagogia in senso più negativo che si possa fare perché i silicotici non possono subire queste nostre affermazioni. Noi abbiamo operato nell'unica via possibile, che è quella di dire, giustamente, che non è ammissibile che in Valle d'Aosta, sede così importante per le problematiche passate e per le problematiche presenti, siano presenti solo due medici collaboratori, e che pretendiamo che ci sia un dirigente medico della sede INAIL. Questa cosa è avvenuta, perché da quando ci siamo mossi tutte le pratiche nelle quali c'è una revisione o un azzeramento vengono trasmesse alla Direzione generale medica dell'INAIL di Roma, che le rivede e le modifica o le convalida, per cui la responsabilità è totalmente in capo alla dirigenza medica. Allora su questo siamo chiari perché così deve essere, fatta salva la possibilità ovviamente da parte dei patronati, come già stanno facendo da tempo, di andare a fare delle verifiche esterne presso strutture esterne all'INAIL, ma che non hanno valenza nei confronti dell'Istituto.

La terza cosa che abbiamo fatto, lo dico sommessamente, è una serie di incontri con la Magistratura, incontri che ci confermano in parte quanto dice il Consigliere Beneforti. La Procura della Repubblica ci dice: "Se volete i dossier, prendeteveli". Sì, sì, prendeteveli per modo di dire! Se si vuole accedere a un dossier sotto sequestro, la Magistratura permette l'accesso in sede di Procura della Repubblica alla presenza di due Ufficiali di polizia giudiziaria. Non è possibile prendere materialmente il dossier, come ha detto anche in sedute pubbliche il Consigliere Beneforti, e portarselo via per fare un esame. Questa possibilità viene invece data in sede di Procura della Repubblica, come per tutti gli atti sotto sequestro evidentemente.

Poi sotto questo aspetto invito ad essere molto cauti, e qui inserisco un tema molto delicato. Sembrerebbe - uso il condizionale perché non ho nessuna prova di quanto sto affermando - che tutta l'inchiesta giudiziaria, partita non sappiamo come e non ci interessa, verta sulla responsabilità o meno della sede dell'INAIL di Aosta, specificatamente di alcuni medici di Aosta, che illo tempore non si sa bene per quali motivi avrebbero preso in esame dal punto di vista medico alcune pratiche, annotando a margine delle stesse che il soggetto Vicquéry, che risulta invalido per l'80 percento, di fatto dovrebbe essere revisionato, ma malgrado ciò gli si conferma l'invalidità dell'80 percento. Sembrano esserci cioè una serie di atti nei quali il medico dell'INAIL conferma il grado di invalidità precedente, annotando a margine che secondo lui il soggetto dovrebbe essere rivisto. E sarebbero passati 8-10 anni da queste dichiarazioni annotate a margine.

Vi rendete conto qual è il livello di responsabilità che si sono assunti quei medici e a quali conseguenze può portare tutto questo! Responsabilità dei medici dei patronati, sì o no? Responsabilità addirittura dei soggetti interessati che indebitamente avrebbero percepito per anni e anni una rendita silicotica? La problematica è enorme, perché a forza di urlare "al lupo, al lupo", si rischia che a rimetterci non siamo noi in quest'Assemblea, ci rimettono i singoli interessati. E da lì l'importanza fondamentale dell'intervento che abbiamo fatto, quarta opera, assieme al Deputato Caveri che già aveva presentato il disegno di legge per la modifica dell'articolo 5 della legge n. 55. Abbiamo ulteriormente approfondito questa tematica e il disegno di legge Caveri è stato perfezionato assieme alla dirigenza della sede centrale dell'INAIL perché andasse a bloccare per il passato, anche sotto l'aspetto della responsabilità contabile e di possibili indebiti, il tutto. Tant'è che si è proposto di sostituire il comma 5 dell'articolo 55 di questa legge del 1988, stabilendo che il potere INAIL di rettifica dei propri provvedimenti errati è esercitabile entro i limiti di revisionabilità delle rendite da infortunio e da malattia professionale. Si è ritenuto peraltro che siffatta limitazione potesse essere introdotta rispetto all'iniziativa revisionale dell'Istituto e non anche rispetto al diritto riconosciuto del titolare di rendita da silicosi di richiedere la revisione senza limiti di tempo. Si è proposto quindi la modifica del 6° comma dell'articolo 146 del T.U. del 1975, per consentire al reddituario affetto da silicosi di chiedere la revisione anche oltre il limite di 15 anni.

Questo è l'aggiornamento rispetto al primo testo presentato dall'Onorevole Caveri, e a questo proposito devo dire che, da informazioni che abbiamo sia dall'Onorevole che dalla Direzione generale, se non casca il Governo questo articolo 5 è inserito nella legge finanziaria e dovrebbe essere approvato insieme a quella legge. Per cui non gridiamo vittoria, ma possiamo dirci tranquillamente che se il problema dei silicotici in tutta Italia sarà risolto, lo sarà grazie all'iniziativa congiunta della Giunta regionale e dei Parlamentari valdostani, e di questo ci deve essere dato atto.

Questo dobbiamo dircelo con forza, ma dobbiamo tutti assieme evitare strumentalizzazioni di ogni genere, dobbiamo fare in modo che questa materia venga gestita con molta, molta cautela, anche perché dovremmo avere delle risposte da parte della Magistratura entro fine anno, e questo servirà sicuramente a definire in un modo o nell'altro la questione. Su mille pratiche sequestrate sapremo quanti sono i casi di reati supposti, quante vengono dissequestrate, e sicuramente potremo ragionare in altro modo.

Il tutto però, al di là di questi aspetti, si gioca sulla responsabilità del medico che effettua la visita, perché se c'è un'impostazione di tipo culturale di tipo restrittivo, tutti i soggetti possono essere ridotti o revisionati, perché le metodiche di oggi sono diverse dalle metodiche di allora, l'approccio mentale dei medici legali è diverso rispetto all'approccio mentale dei medici di allora, e lo vediamo anche nelle pratiche d'invalidità civile gestite direttamente dall'Assessorato regionale alla sanità. Rispetto ad oggi, il numero in percentuale dei soggetti che chiedevano il riconoscimento d'invalidità civile quando il collega Beneforti era Assessore è enormemente cambiato; fatto 100 il numero delle pratiche, allora era 90 la risposta positiva, oggi la risposta positiva è 10 con percentuali molto basse perché sono intervenuti dei parametri, stabiliti con decreti ministeriali, molto più restrittivi ed è intervenuta una politica generale di caccia alle streghe nei confronti degli invalidi che ha prodotto questi effetti negativi anche nei confronti di coloro che sono effettivamente invalidi. Per cui non solleviamo questo tema.

Voglio concludere dicendo che evidentemente non c'è nessun problema a discutere di questo tema all'interno della V Commissione. Invito il Consigliere a leggersi un interessante testo riguardante la revisione della rendita dell'INAIL, stampato dal prof. Mario Di Domenico con l'illuminante introduzione del dr. Antonio Di Pietro, che la dice lunga sull'impostazione di questo Parlamentare nei confronti dei soggetti, perché è esattamente il contrario di quanto noi sosteniamo e di quanto ha sostenuto il collega Beneforti in campagna elettorale.

Dispiace constatare che fa parte dello stesso gruppo parlamentare, ma Antonio Di Pietro parte da una concezione secondo cui gli amministratori sono tutti dei ladri e gli invalidi sono tutti dei falsi invalidi, per concludere che il tutto va rivisto ma in senso più restrittivo perché va recuperato il danno patrimoniale a carico dell'INAIL, per cui sarebbe opportuno un chiarimento in sede centrale di Ulivo, in primo luogo con il Ministro Bindi, che è sicuramente interessato - secondo la logica nostra, sia chiaro - a questa problematica, e poi anche nei confronti della problematica in generale.

Pertanto, in conclusione, discutiamone pure, ma evitiamo di prendere delle posizioni ufficiali, perché in questo momento dobbiamo far sì che le visite vengano fatte correttamente, che la Magistratura anche di Aosta adotti un atteggiamento diverso perché non è ammissibile - lo ribadisco con forza - che un tipo di valutazione fatta nella sede medica dell'INAIL venga smentita da Pavia in modo clamoroso o venga smentita dal prof. Cosci in modo clamoroso.

Ho avuto incontri con la Magistratura, alla quale ho chiesto con mandato della commissione del monitoraggio di creare la causa tipo, di mettere a raffronto con il CTU i medici di parte, perché non è ammissibile che uno dica una cosa e l'altro ne dica un'altra: o dice il falso l'INAIL o dice il falso Pavia o dice il falso il prof. Cosci o dice il falso chiunque venga interpellato dai patronati. E se così è, allora denunciamo l'Istituto che dichiara il falso, perché nella fattispecie singola atteggiamenti così contrastanti e discordanti non sono ammissibili. Però su questo non abbiamo avuto nessun tipo di risposta, la causa tipo non è mai stata fatta. Viene preso per buono - e abbiamo dei legali in aula - quanto decide il CTU, e questo sta nel gioco delle parti, però questa è una materia sulla quale non vogliamo addentrarci perché andremmo ben oltre il nostro compito. Da qui l'invito di discuterne con calma e di aspettare perché a breve dovremmo avere delle risposte in un senso o nell'altro.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Non condivido tutto quello che ha detto l'Assessore, ma c'è un aspetto positivo: perlomeno si riapre un dialogo se non altro a livello di V Commissione, perché ritengo che il discorso debba essere approfondito per avere tutte le idee chiare.

Voglio dire all'Assessore che non ho cercato di strumentalizzare proprio niente. I lavoratori sono venuti a cercarmi come mi cercavano prima, quando facevo un altro mestiere, e dopo che i patronati si sono rifiutati di prendere in mano la situazione e di fare le assemblee che venivano richieste dai silicotici, ho preso l'iniziativa di portare avanti il loro discorso in tutte le sedi istituzionali. E di tutto quello che è stato fatto, ne sono stati informati la Giunta regionale e l'Assessore, perché tutti i comunicati e i documenti vi sono pervenuti.

Non è vero che non si può fare un'équipe medica esterna all'INAIL, perché c'è già un precedente.

Negli anni '70, quando l'INAIL non voleva pagare le rendite di passaggio ai lavoratori della Cogne, fu fatta una grossa vertenza, alla quale seguì l'occupazione della sede INAIL, allora erano tutti d'accordo, sindacati e forze politiche, e non c'era nessuno che si tirava indietro.

In quell'occasione fu nominato uno scienziato di Torino che fece l'arbitro sulle rendite di passaggio e stabilì quali erano quelle che meritavano e quelle che non meritavano, e il giudizio fu accettato da tutti, anche dai lavoratori che erano interessati. Ma guarda caso in più del 90 percento di quelle pratiche questo arbitro dette ragione ai lavoratori che avevano protestato perché non veniva erogata la rendita. Quindi non è che non si possa fare, diciamo francamente che non si vuole fare.

Voi vi siete incontrati il 4 agosto con la Direzione generale dell'INAIL, come ha detto l'Assessore; io il 15 settembre sono stato al Ministero del lavoro con l'Associazione ARI, dove abbiamo avuto un incontro con la Direzione generale dell'INAIL. Lì abbiamo ripetuto questo discorso, adesso al Ministero del lavoro stanno vedendo su questo problema come arrivare a nominare questa équipe esterna, e siamo in attesa della risposta. Perché qua bisogna avere un'équipe esterna, non si può pensare che l'INAIL dica: io mando a Milano o mando a Torino e il risultato che ne esce è valido, e rispetto a quello che fa il patronato sindacale, che manda a Pavia e contesta i dati di Milano, per me va bene Milano e tolgo la rendita per la silicosi.

Bisogna certamente vedere quello che dice Milano e quello che dice Pavia, e nello stesso tempo il giudizio lo devono dare non i medici dell'INAIL che vanno per la loro strada, ma lo devono dare degli esterni. Ecco perché affermo che è necessaria questa équipe medica, e perché si insiste per averla. E al Ministero del lavoro non ci hanno detto di no, c'era anche il rappresentante della Direzione generale dell'INAIL e ne abbiamo discusso ampiamente un pomeriggio intero di questo argomento.

Mi auguro anche che venga fuori la legge che è stata portata avanti dall'Onorevole Caveri, però ricordo che abbiamo presentato tre leggi di iniziativa statale in questo Consiglio per cambiare l'articolo 55 della legge n. 88/89, una l'avevo presentata anch'io quando ero in Giunta, un'altra era stata presentata prima e un'altra dopo da Caveri, leggi che non sono mai andate a buon fine perché si è trovato il modo di fare una legge, perché queste leggi sono venute fuori, è vero, da Caveri, dalla Giunta, da noi, ma c'è stata una forte mobilitazione dei silicotici, perché se i silicotici non avessero fatto quella mobilitazione non ci si sarebbe mossi come ci siamo mossi e non avremmo dato al Ministero del lavoro la giustificazione per riceverci come Associazione degli invalidi valdostani.

Se questo discorso è stato portato avanti, ringrazio per l'interessamento l'Onorevole Caveri, e l'ho detto nella mia relazione, a parte che si sono mossi anche altri Deputati perché abbiamo mobilitato anche altri Deputati e Caveri lo sa, uno è venuto anche ad Aosta, era relatore del disegno di legge, è venuto ad Aosta ad illustrare all'assemblea dei silicotici questa legge che con Caveri aveva portato avanti.

Non è che cerchiamo di discriminare il Deputato A o il Deputato B, dobbiamo avere l'aiuto di tutti perché ogni mezzo giustifica il fine. Il problema di fondo, Assessore, è quello di vedere se queste mille pratiche effettivamente sono dei falsi invalidi o non lo sono…

Presidente … Consigliere Beneforti, deve concludere, c'è un regolamento e un'equità che deve essere rispettata.

Beneforti (PVA-cU) Comunque ci rivedremo in V Commissione.

Presidente Grazie. Sono le 13,10, i lavori del Consiglio si sospendono e riprenderanno alle 15,30.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13,11.