Objet du Conseil n. 50 du 29 juillet 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 29 JUILLET 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 50/XI Disservizi nella somministrazione di alimenti e bevande nell'Ospedale di V.le Ginevra. (Interpellanza)
Interpellanza Venuti a conoscenza dell'avvenuta sospensione della gara d'appalto per la gestione della struttura di somministrazione di alimenti e bevande, da poco inaugurata, dell'ospedale regionale di Viale Ginevra;
Considerato il disservizio procurato agli utenti ormai perdurante da troppo tempo;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
a) i motivi di sospensione delle procedure di appalto;
b) come l'Amministrazione regionale intende porre rimedio a tale situazione.
F.to: Lattanzi - Frassy - Tibaldi
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (FI) Quando abbiamo fatto quest'interpellanza pensavamo di dover incontrare e di dover sollecitare il classico problema di burocrazia, quei problemi di burocrazia che ogni tanto bloccano la macchina amministrativa e non permettono ai cittadini di avere dei servizi.
Nella richiesta della documentazione viceversa abbiamo dovuto affrontare più che un problema di semplice burocrazia, un vero e proprio conflitto tecnico-giuridico di competenze ed anche politico ed è il motivo per cui oggi presentiamo quest'interpellanza con l'attesa di avere dall'Assessore i chiarimenti su come far arrivare ai cittadini il nostro servizio.
Il collega Tibaldi aveva presentato nella scorsa legislatura un'interrogazione ancor prima che si parlasse della strutturazione dello spaccio del bar dell'Ospedale di via Ginevra.
La risposta era stata di questo tenore: non procediamo all'acquisto di nuove macchine, non procediamo a investimenti in tal senso visto che è in atto la realizzazione di un nuovo bar che per la primavera del 1998 sarà operativo, sia in termini tecnici, quindi operativi strutturali, sia in termini gestionali.
Sappiamo che oggi, alla data del 29 luglio, questo non è avvenuto; sappiamo però che il 24 aprile di quest'anno, proprio in piena campagna elettorale, abbiamo assistito ad un buffet ricco in termini di investimento, ma soprattutto di immagine perché l'Amministrazione ha presentato a tutta la popolazione l'avvenuta inaugurazione dello spaccio del bar e del servizio dell'Ospedale. I cittadini il giorno dopo si sono presentati a questo bar, il quale però era chiuso.
La motivazione della chiusura di questo spaccio è nel conflitto che si è creato fra l'Assessorato della nostra amministrazione e la Direzione generale dell'USL, Direzione generale che, coerentemente ai programmi politici indicati dall'Assessore, aveva indetto nel giugno 1997, alla contestuale ristrutturazione dei locali, la gara di appalto per poter arrivare per il primo aprile 1998 all'inaugurazione ed apertura ufficiale con tanto di gestore e quindi con gara di appalto avvenuta. Infatti, proprio in quest'ottica il 16 giugno 1997, con una deliberazione dell'unità operativa dell'Economato del Provveditorato dell'USL, si è proceduto alla deliberazione della gara di appalto per la gestione di questo bar.
Una deliberazione che non sto a ripercorrere per questioni di tempo, ma che nel suo titolo indiceva la gara a licitazione privata per l'affidamento della gestione dello spaccio del Presidio ospedaliero di viale Ginevra per un periodo di tre anni con approvazione dell'impegno di liquidazione della spesa e di pubblicazione. Questo era pertanto l'atto formale con il quale il Direttore generale dava l'avvio alle pratiche di gestione.
In una seconda battuta, il 22 ottobre 1997, si approvava la lettera di invito completata di capitolo speciale per oneri per l'affidamento della gestione dello spaccio del presidio ospedaliero per tre anni; in pratica si procedeva alla deliberazione dell'ammissione delle ditte che avevano regolarmente fatto richiesta. Le ditte erano 15, vennero selezionate e deliberate come idonee a poter partecipare a quest'appalto 12 aziende.
Le date sono importanti perché il 16 giugno inizia la procedura di appalto, il 22 ottobre 1997 vengono definiti i partecipanti cioè coloro che hanno i requisiti per partecipare all'appalto e qualche mese dopo il 5 marzo 1998 si procede all'affidamento della prima gara di appalto per la gestione dello spaccio interno per un periodo di tre anni, 1998-2001.
Tutto questo faceva presagire che a pochi giorni di distanza si sarebbe potuti partire con la gestione, contestualmente all'inaugurazione dello spaccio dell'Ospedale e, probabilmente, poter aprire le porte il giorno dopo l'abbuffata generale. Questo invece non è avvenuto perché il 20 marzo 1998 con una lettera il funzionario addetto dell'USL faceva comunicazione al Direttore generale Bragonzi che era arrivata dall'Assessorato regionale, dal funzionario Corrado Vicquéry, una richiesta di chiarimenti in funzione di questa procedura di appalto.
La richiesta di chiarimenti è datata 19 marzo, è riferita ad un chiarimento specifico su una delle parti dell'appalto e quindi della valutazione e cioè sulla voce "eventuali ribassi al prezzo di rispetto di listino imposto". Si chiede come mai alcuni concorrenti avevano visto dimezzato il loro punteggio in funzione di questo parametro e si precisava che, attraverso questa richiesta di informazioni, in funzione dell'articolo 5, del comma 4, della legge n. 75/92 si interrompevano i termini per l'esercizio del controllo. In pratica, veniva richiesto di sospendere l'inizio della gestione del vincitore dell'appalto per un chiarimento sui punteggi riferiti agli altri partecipanti.
A tale richiesta di chiarimenti l'USL, il Dott. Bragonzi in prima persona rispondeva con una nota di qualche giorno dopo, del 2 aprile, osservando in riferimento alla nota del Dott. Corrado Vicquéry che, a parere della scrivente Amministrazione, cioè il Dott. Bragonzi, l'esame circa l'opportunità dei criteri seguiti nell'attribuzione dei conteggi comporta da parte dell'Assessorato l'espressione di un giudizio di merito che le vigenti normative in materia di controllo sugli atti delle USL sembrerebbero escludere. In pratica si diceva: fateci sapere a cosa vi riferite perché parrebbe dalla legge sia competenza nostra procedere in questo senso e non competenza vostra esprimere giudizi di merito sulle procedure di appalto.
La risposta a questa risposta del 2 aprile del Dott. Bragonzi fu la deliberazione della Giunta regionale, evidentemente su invito dell'Assessore Vicquéry, di annullamento della deliberazione del Direttore generale dell'USL per l'affidamento della gara di appalto con tutta una serie di motivazioni, prendendo atto che si era esaminata la deliberazione della costituzione di una commissione permanente per l'espletamento delle procedure inerenti le gare di appalto, che si era rilevata la contraddittorietà delle eccezioni sollevate in rapporto alla volontarietà della sottoposizione al controllo dell'atto.
Si riconosceva in un certo senso che era una semplice richiesta di informazioni, che non c'era da parte dell'Assessorato la volontà di procedere nel merito ad un controllo e che era quasi strano che ad una richiesta di specifiche informazioni si fosse risposto da parte del Dott. Bragonzi in quella maniera e quindi, considerato che la valutazione tecnica per il suo carattere strumentale che si inserisce nei procedimenti ordinati alla realizzazione di altri risultati non può essere affidata allo stesso organo deliberante, ma avrebbe dovuto essere rimessa alla Commissione appositamente istituita, visto il parere favorevole del Dirigente, si annullava la deliberazione del Direttore generale Dott. Bragonzi e della sua commissione d'appalto.
Il rilievo significativo era sulla correttezza del giudizio tecnico espresso sulla determinazione dei prezzi di listino, espressa direttamente dal Dott. Bragonzi, che veniva contestato essere da una parte il deliberante e quindi il proponente e dall'altro il giudicante. Questo era il rilievo tecnico, dicendo appunto che essendoci una commissione di appalto, avrebbero dovuto loro determinare chi era vincitore di quell'appalto, ma anche determinare la correttezza e la quantità dei parametri tecnici, mentre per quel determinato dato tecnico - i prezzi dei prodotti - aveva creato la condizione tecnica direttamente il Dott. Bragonzi e lui stesso aveva proceduto al giudizio.
Evidentemente la Dott.ssa Tarello dell'USL procedeva all'immediata comunicazione di sospensione della deliberazione al Dott. Bragonzi, il quale - qui veramente la burocrazia funziona - pochissimi giorni dopo il 18 maggio, data della comunicazione di sospensione, provvedeva il 20 maggio ad un'ulteriore nuova gara di appalto: autorizzazione a procedere all'affidamento in economia per un periodo di anni uno della gestione dello spaccio. Cioè, mi avete sospeso la deliberazione del primo appalto - diceva in pratica il Dott. Bragonzi - mi fate delle contestazioni, ma in attesa di queste contestazioni procedo con una gara di appalto in economia per un anno, così che, mentre si discute della regolarità tecnica, della competenza specifica dell'appalto per tre anni, dotiamo il Presidio ospedaliero di viale Ginevra dello spaccio attraverso l'affidamento in gestione.
La legge prevede che il Direttore Bragonzi possa, a suo insindacabile parere, invitare un numero congruo di aziende - mi pare cinque - a sua scelta. Il Dott. Bragonzi invece ha proceduto in questo senso, con una corretta interpretazione dei suoi poteri, a ripescare tutte le aziende che avevano partecipato alla prima gara di appalto, invitandole a partecipare a quest'appalto di emergenza che in termini di appalto per l'affidamento in economia prevede una gestione molto limitata e quindi provvisoria.
Viene redatta la nuova gara di appalto, ribadisco provvisoria; il Direttore Bragonzi fa invitare le aziende che hanno partecipato alla prima gara di appalto e tutto procede per l'apertura delle buste - vi ricordo le date: 21 maggio 1998, in piena campagna elettorale - se non per la definizione di una procedura di gestione di tre anni, almeno per una procedura di gestione di urgenza che avrebbe permesso la funzionalità dello strumento strutturale dello spaccio di viale Ginevra.
Il 12 giugno, anche qui in forma molto tempestiva, questa volta direttamente l'Assessore, perché probabilmente era particolarmente colto da questo fatto, scrive al Direttore generale dicendogli che è venuto a conoscenza che codesta Azienda ha invitato per l'affidamento della gestione del bar le ditte che avevano partecipato al primo appalto facendo uso del regolamento in economia.
Si contesta la metodologia applicata in quanto nettamente in contrasto con il principio della trasparenza a cui non è possibile derogare. E visto che era lì, gli ricorda anche che c'è qualche altra magagnetta di cui il Direttore deve rispondere, gli ricorda che è stata riscattata l'apparecchiatura isocinetica ed ancora: "... mentre ti dico che tu non puoi fare questo, ti ricordo anche che devi rispondermi di altre situazioni..."; il carattere della lettera è evidentemente molto urgente perché i tempi sono molto stretti.
Io sono obbligato a darvi questi elementi perché è giusto che il Consiglio sappia qual è il contesto nel quale ci muoviamo e anche per comprendere quelle scelte che l'Assessore ci comunicherà.
Il 12 giugno 1998, qualche giorno dopo, il Direttore generale risponde: "Tuttavia ritenendo che la procedura seguita: fornitura in economia ai sensi del regolamento regionale 2/94, è legittima, si chiede di chiarire in dettaglio quali siano gli elementi che facciano prospettare una violazione del principio di trasparenza".
La risposta dell'Assessore è qui ed è l'ultimo documento che vi leggo per capire in quale quadro ci muoviamo: "Con riferimento a quanto da voi comunicato, emerge una condizione prolungata di proroga delle situazioni organizzative e di procedure attivate oggettivamente discutibili sul piano dei principi di regolare e buona amministrazione, si ribadisce l'esigenza di un attento ed urgente esame delle decisioni adottate al fine di evitare rischi di illegittimità o altro profilo dell'azione esercitata da codesta Amministrazione". La lettera è del 13 luglio, qualche giorno fa e qui si blocca tutta la procedura di appalto di urgenza, ad un anno, provvisoria, in economia, della gestione dell'appalto.
Le questioni su cui l'Assessore credo si debba esprimere sono due. La prima è di merito, la popolazione aspetta quali sono le strade che l'Assessorato indica all'Amministrazione dell'USL per procedere comunque all'apertura, con correttezza e con trasparenza. La seconda, su cui ci aspettiamo che ci sia chiarezza, riguarda i rapporti che ci sono fra l'Assessorato della sanità e il Direttore generale perché è evidente che questi carteggi denotano un conflitto grave, profondo, fra l'Assessorato e la Direzione generale dell'ente ospedaliero.
Questo credo che all'Amministrazione non possa fare che male visto che il Direttore generale Bragonzi è stato presentato alla scorsa assemblea direttamente dall'Assessore come uno dei "top ten" direttori generali dell'amministrazione sanitaria. E questo è vero perché tutt'oggi il Dott. Bragonzi è nei primi dieci della lista dei migliori nazionali direttori generali dell'USL. Quindi i casi sono due: o questo signore che sta amministrando la Direzione sanitaria è un incompetente come sostiene in questo momento l'Assessore e quindi forse abbiamo sbagliato prima o, probabilmente, qualcosa di tipo politico e gestionale esiste. Chiediamo spiegazioni e restiamo in attesa.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) La question que le Groupe de Forza Italia pose me donne l'occasion d'éclaircir que, quand il s'agit de matières dont la compétence et la responsabilité reviennent uniquement à l'USL, je me bornerai à donner la lecture des réponses de la même USL, car le rôle du Gouvernement régional vis-à-vis de l'Agence est de simple contrôle de légitimité sur un nombre très limité de délibérations du Directeur général, étant donné la possibilité de la part de l'USL de décider en totale autonomie. Il revient à cet organe politique l'évaluation générale sur l'activité du Directeur général et c'est tout là.
Donc je vous donne la lecture de la réponse de Mme Riccardi, Directeur administratif:
"Con deliberazione n. 1953 del 19 giugno 1997 veniva indetta la licitazione privata per l'affidamento della gestione dello spaccio del presidio ospedaliero di viale Ginevra 3, per un periodo di anni tre, con regolare pubblicazione del bando di gara sul bollettino ufficiale della Regione Valle d'Aosta n. 34 in data 22 luglio 1997, nonché sui giornali La Vallée e La Stampa, pagina regionale, in data 26 luglio 1997.
Con deliberazione n. 2524 del 23 ottobre 1997 sono state ammesse le ditte che avevano inoltrato regolare domanda, secondo le modalità richieste in bando di gara, ed è stato approvato il capitolato speciale d'oneri trasmesso alle ditte partecipanti con lettera protocollo 2210 E/8, in data 28 ottobre 1997.
Con deliberazione n. 497 del 5 marzo 1998 veniva affidata la gestione dello spaccio e la delibera veniva inviata al controllo della Giunta regionale, ai sensi della legge 75/92.
Con nota dell'Assessorato della sanità, protocollo n. 7170 del 19 marzo 1998, si richiedevano chiarimenti in merito alla delibera a cui è stato dato riscontro da parte dell'azienda USL con nota protocollo n. 1926 del 2 aprile 1998.
Con deliberazione n. 1507 in data 4 maggio 1998 la deliberazione di aggiudicazione n. 497 del 5 marzo 1998 veniva annullata con la motivazione che la valutazione tecnica per il suo carattere strumentale, che si inserisce in procedimenti ordinati alla realizzazione di altri risultati non può essere affidata allo stesso organo deliberante, ma dovrebbe essere rimessa alla commissione appositamente istituita.
L'USL con deliberazione n. 1117 del 21 maggio 1998 autorizzava una nuova gara di affidamento della gestione dello spaccio del presidio ospedaliero di viale Ginevra 3, per un periodo di anni uno, mediante l'affidamento in economia, così come previsto dall'articolo 22, comma 2, della legge regionale n. 19 del 16 luglio 1996, il quale richiama le norme contenute nel regolamento regionale 28 marzo 1994 n. 2 e n. 8/95, provvedendo a trasmettere a tutte le ditte che avevano fatto richiesta per partecipare alla precedente gara la lettera di invito con protocollo 798/8 del 25 maggio 1998.
La decisione di procedere in economia era motivata in quanto, essendo state infruttuosamente esperite le procedure di gara, non poteva essere differita l'esecuzione se non con gravi disagi per l'utenza, così come stabilito dall'articolo 2, comma 8, lettera n), del regolamento regionale n. 8/95.
In tale lettera di invito veniva richiesta l'offerta economica non inferiore a lire 100 milioni e si prevedeva l'apertura delle buste economiche per il giorno 12 giugno 1998.
Si rammenta che la procedura in economia utilizzata per tale gara con un tempo di espletamento inferiore ai 60 giorni permette l'affidamento della gestione dello spaccio per il periodo di anni uno, durante il quale verrà esperita la gara ad evidenza pubblica, di durata triennale, il cui tempo tecnico di esecuzione non può prevedersi inferiore a 6 mesi.
In data 12 giugno 1998 con protocollo 16482 l'Assessorato della sanità contestava la procedura adottata evidenziando una mancanza di trasparenza, pertanto l'USL sospendeva l'apertura delle buste economiche e con nota protocollo 924 in data 24 giugno 1998 richiedeva ulteriori dettagli circa i criteri di trasparenza violata.
Con nota protocollo 19950 in data 13 luglio 1998 l'Assessorato della sanità ribadiva l'esigenza di un attento e urgente riesame delle decisioni adottate, al fine di evitare rischi di illegittimità.
Con nota protocollo 1068 in data 24 luglio 1998 l'USL comunicava all'Assessorato della sanità la propria volontà di procedere all'apertura delle buste economiche".
Voilà les conclusions de l'USL. Je peux dire, à titre strictement personnel, que je ne les partage pas car il n'existe pas de motivations d'urgence pour adopter ce type de règlement, mais s'agissait d'un contrôle administratif ce sera de la compétence des bureaux de l'Assessorat régional de faire le contrôle.
Pour ce qui est de la question posée par rapport au conflit soi-disant politique entre le soussigné et l'USL, le problème ne se pose pas, car le Directeur général de l'USL n'est pas un organe politique et donc il ne peut pas exister un conflit de nature politique. Le gouvernement régional se limite, chaque année, à faire une évaluation sur l'activité complexive du Directeur Général.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (FI) Ringrazio l'Assessore per aver letto quella relazione che sintetizzava tutto il mio intervento. Se me l'avesse data prima, l'avrei letta io così facevamo prima.
Sulle brevissime riflessioni che ha fatto l'Assessore direi che dobbiamo prendere atto senz'altro di una contestazione formale di legittimità sulla prima gara di appalto che è stata sollevata dall'Assessorato e che ha affossato la prima gara di appalto.
Non so in questo senso chi ha torto e chi ha ragione; sarà poi qualche altro organo che dovrà stabilire se l'Assessorato si è interessato di cose di cui non si doveva interessare o se la Direzione generale dell'USL ha proceduto in maniera non conforme alla trasparenza per quanto riguarda la prima gara di appalto.
Per quanto riguarda invece la seconda gara di appalto, e quindi la sospensione richiesta dall'Assessore in data 12 giugno 1998 sulla seconda gara di appalto, quella d'urgenza, l'Assessore ha detto di non condividere l'urgenza per procedere all'utilizzazione del provvedimento di gara di appalto in economia che prevede la gestione per un anno.
In questo senso politicamente mi sento di contestare la riflessione per una semplice questione di idee, nel senso che ritengo che la Comunità abbia aspettato fin troppo quello spaccio e che i soldi spesi per la realizzazione di quella struttura siano stati anche troppi. E se c'è qualcuno che oggi politicamente si assume la responsabilità di tenerlo chiuso e di non vedere un'urgenza nell'apertura di quella struttura, credo che si debba assumere la responsabilità anche legale perché lì ci sono degli investimenti dell'Amministrazione, ci sono delle utenze dei servizi a cui dobbiamo rispondere. E quello spaccio, che oggi è composto da quattro macchinette, che danno un servizio di emergenza che si protrae da ormai troppo tempo, non può continuare quindi, la determinazione dell'urgenza o meno credo che a questo punto possa essere legata alla seconda riflessione che l'Assessore fa e cioè che questa è competenza dell'Amministrazione dell'USL.
Se l'Amministrazione dell'USL nella sua autonomia, così come è stata proposta dall'Assessore, decide che quella è una gara da fare in affidamento in economia perché c'è un servizio a cui bisogna rispondere con urgenza all'utenza, perché c'è una struttura aperta, inefficiente, chiusa, con tutto quello che ne consegue: macchinari che se non usati perdono di operatività e manutenzione che va fatta comunque con la struttura chiusa, credo che l'Assessore debba decidersi: o lui ha una competenza per intervenire nelle decisioni del Direttore Bragonzi oppure Bragonzi nella sua autonomia se decide che quello si fa in affidamento con una gara in economia perché c'è un problema di urgenza di gestione dell'azienda, è libero di farlo e questo è un giudizio prettamente politico.
Sulla seconda riflessione fatta dall'Assessore che dice che il Dott. Bragonzi non ha un rapporto politico con l'Assessore in quanto lui è un tecnico, ricordo come ho fatto già nella precedente relazione che quella è una nomina politica quindi, dal momento che l'Assessore è venuto in quest'aula a promuovere la competenza, l'affidabilità, le capacità gestionali, le classifiche che vedevano questo Direttore generale fra i migliori d'Italia, oggi non può dire, lavandosene le mani, che questa non è una scelta politica. No, questa è stata una scelta politica, una sua scelta politica, Assessore.
Quindi se oggi ci sono dei problemi di rapporti che impediscono ai cittadini di avere dei servizi, credo che sia un chiarimento che lei deve affrontare in sede di Giunta sicuramente e in sede di commissione altrettanto certamente perché non possiamo pensare di avere un Assessore che nomina un Dirigente amministrativo fra i più capaci d'Italia e che poi si limita a dover bisticciare, a dover discutere, a dover creare disservizi perché la gestione viene contestata, addirittura la trasparenza dell'attività di questo Dirigente viene contestata quindi, addirittura la legittimità degli atti che questo Signore fa. Ma questo Signore o è un furfante, un incapace, o si muove in maniera assolutamente fuori dalle regole, e allora lei, Assessore, si deve assumere la responsabilità di quella nomina oppure questo Signore è esattamente come lei ce lo vendeva qualche anno fa quando lo ha presentato a questa sala e cioè una persona capace, che sa cosa deve fare, che conosce gli obiettivi dell'Amministrazione e che li persegue cercando di dare ai cittadini il massimo servizio.
Non entro nel merito del tifare per qualcuno, per l'Assessore piuttosto che per il Dott. Bragonzi però, credo che quest'aula abbia il diritto di sapere dall'Assessore - cosa che non ha avuto in questo senso - come intende far aprire quel bar. Non può dire che questo è un problema del Dott. Bragonzi quando, ogni qualvolta il Dott. Bragonzi indice una gara di appalto per aprirlo, l'Assessore gliela contesta e gliela blocca. Si decida, caro Assessore.
