Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3065 du 2 avril 1998 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 2 APRILE 1998

OGGETTO N. 3065/X Costituzione dell'Ente per la certificazione d'origine del formaggio Fontina. (Interrogazione)

Interrogazione Visto il regolamento CEE n. 2081/92, del Consiglio del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari;

Considerato il decreto ministeriale del 18 dicembre 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 febbraio;

Preso atto dei dispositivi contenuti nei provvedimenti di cui sopra;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'assessore competente per sapere se è già stato costituito dall'assessorato all'agricoltura, forestazione e risorse naturali l'Ente certificatore, previsto dalle norme in oggetto, per il formaggio Fontina e, in caso di risposta negativa, quando e in che modo si prevede la costituzione di tale Ente.

F.to: Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) Credo che su questo argomento il Consigliere Lanièce sia caduto in un equivoco, almeno leggendo dal testo dell'interrogazione, così come credo siano caduti in un equivoco alcuni amministratori del consorzio, circa l'individuazione di chi debba costituire l'eventuale ente certificatore. Dico eventuale perché questa non è l'unica via possibile, ma le norme prevedono anche altre soluzioni.

Allora farei un rapidissimo excursus delle norme cui dobbiamo fare riferimento, per ricostruire i passaggi che abbiamo seguito, il consorzio e l'assessorato in collaborazione, per cercare di fugare eventuali equivoci o malintesi.

Il tutto nasce dal regolamento del ?92, che istituisce la protezione per i prodotti di qualità (DOP); l'articolo 10 di detto regolamento cita al comma 1 che gli stati membri provvedono a definire delle strutture di controllo. Al comma 3 stabilisce che: "A decorrere dal 1° gennaio ?98, per ottenere l'autorizzazione dello stato membro, ai fini del presente regolamento, gli organismi deputati al controllo individuati devono adempiere le condizioni stabilite dalla norma EN 45011".

Per recepire quest'indicazione il Ministero dell'agricoltura con un decreto del 3 novembre 1995 ha in prima battuta individuato l'Ispettorato centrale repressione frodi e ha dato la possibilità anche ai consorzi di tutela autorizzati dal ministero di svolgere queste funzioni di controllo, ma per un periodo limitato a un anno dalla data di pubblicazione della DOP.

Successivamente c'è stato un dibattito molto acceso e anche molto confuso a tutti i livelli, che ha consentito solo alla fine del mese di dicembre ?97, quando il regolamento che ho citato prima prevede l'entrata in funzione di certe regole dal 1° gennaio 1998, di avere un decreto ministeriale che finalmente dà delle regole che dovrebbero essere certe.

Queste regole quali sono? All'articolo 2 è previsto che gli organismi di controllo siano autorità pubbliche designate evidentemente dal ministero, oppure organismi privati anche questi autorizzati dal ministero. Negli articoli successivi vengono definite le modalità di autorizzazione, quindi la costituzione del Comitato tecnico di valutazione di questi organismi; all'articolo 5 viene indicato con chiarezza chi, nel caso si scelga di delegare il controllo a un organismo privato, deve chiedere l'autorizzazione al ministero per questo organismo. Nella fattispecie non ci sono dubbi che la richiesta debba essere fatta dall'organismo associativo maggiormente rappresentativo che ha richiesto la denominazione di origine protetta, quindi il Consorzio produttori fontine nel nostro caso. L'articolo 5 aggiunge che in assenza di tali richieste le regioni e le province autonome indicano eventualmente le autorità pubbliche da designare, che ai sensi dell'articolo 10 possono avvalersi di organismi terzi. Introduce poi una norma transitoria, l'articolo 8, ai sensi della quale le funzioni di controllo per un periodo di sei mesi (quindi fino al 30 giugno 1998) vengono svolte dall'Ispettorato centrale repressione frodi (così come il decreto precedente), non più dai consorzi ma eventualmente dalle regioni e dalle province autonome, dicendo che le regioni possono avvalersi degli ispettori e dei consorzi di tutela che abbiano già sancite le funzioni di controllo e di vigilanza. Ed è quanto stiamo facendo, perché in questo periodo è il consorzio che continua a svolgere le funzioni di controllo.

Perché dico che probabilmente ci troviamo di fronte a un equivoco? Perché è il consorzio che, avendo intravisto insieme a noi la possibilità di fare riferimento a un ente privato - anche quando la normativa ancora non lo prevedeva - sulla base dell'esempio che è stato tracciato da altri consorzi di tutela più grandi e più importanti del nostro, ha deciso di istituire un organismo di controllo che rispondesse alle norme EN 45011. In questo senso ha chiesto la collaborazione dell'Amministrazione; non ha chiesto all'Amministrazione di costituire lei l'organismo.

Da questo equivoco credo derivi l'ordine del giorno che il consorzio in febbraio ha votato e ha inviato al Presidente della Giunta e al sottoscritto, rivolgendo un pressante appello perché venisse decisa dall'Assessorato l'urgente costituzione di un organismo di controllo.

Non so se il Consigliere Lanièce ha avuto modo di leggere la lettera che ho inviato al consorzio in risposta a quest'ordine del giorno, nel quale faccio l'excursus di quanto ho esposto adesso e ricordo al consorzio quali sono stati i passaggi. L'accordo che abbiamo definito è stato quello di prevedere la costituzione di un organismo certificatore privato che venisse autorizzato dal ministero, a cui l'Amministrazione partecipasse anche eventualmente come socio fondatore, in una posizione di minoranza perché assolutamente non è nelle nostre intenzioni togliere l'autonomia o il potere decisionale al consorzio produttori Fontine, però è il consorzio che ha incaricato dei consulenti per la redazione di tutto quanto è necessario presentare a Roma per ottenere l'autorizzazione. Quindi è un lavoro che stanno predisponendo i consulenti del consorzio.

Concludevo nella comunicazione al Presidente del consorzio che per quanto riguarda la parte che dobbiamo fare noi, siamo pronti nel senso che abbiamo predisposto la bozza di delibera di Giunta che dovrebbe autorizzare la partecipazione dell'Amministrazione a questo ente certificatore, ma per fare questo abbiamo bisogno di discutere insieme agli altri soci di questo ente di controllo il manuale che verrà inviato a Roma perché ci sono degli aspetti che non sono di dettaglio, che vanno definiti. Ad esempio, questo ente certificatore a chi farà fare la marchiatura? Daremo il marchio ai singoli produttori così come fa il consorzio dell'Asiago, oppure il marchio sarà ancora assegnato al consorzio che rappresenta tutti i produttori? Questa è una risposta che bisogna dare, è un'indicazione che va inserita nel manuale di qualità, che non è altro che il manuale di funzionamento di questo ente. Di quale personale e di quanto personale si avvarrà questo ente? Quali saranno i costi a cui questo ente dovrà far fronte e quindi, considerato che il regolamento n. 2081 dice con molta chiarezza che i costi sono tutti a carico dei produttori, non mi pare che sia una questione di dettaglio definire prima queste cose.

Ho ribadito al Presidente del consorzio, che ho incontrato la settimana scorsa, che siamo disponibili a mantenere quanto abbiamo precedentemente concordato; non appena i consulenti del consorzio in collaborazione con un responsabile dell'Assessorato, il dr. Adamo, avranno definito il manuale della qualità, convocheremo una riunione così come avremo scritto in questa lettera in cui mettiamo a punto questi dettagli e a quel punto ci saranno tutti gli elementi perché possa sottoporre alla Giunta un atto, del quale conosco tutti i presupposti e tutti i dettagli in modo che non si proceda con improvvisazione.

Per quanto riguarda i tempi, questi non dipendono dal sottoscritto o dalla Giunta, ma dipendono dai tempi in cui il consorzio, attraverso i suoi consulenti, definirà le cose che sono ancora da definire, me le presenterà per l'ultima discussione e credo che nel giro di un mese o un mese e mezzo sarà possibile chiudere la partita.

Si dà atto che, dalle ore 10,05, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (Aut) Prendo atto della risposta dell'Assessore, che ha chiarito un eventuale equivoco; probabilmente è un equivoco che era nato in base a un emendamento presentato in Parlamento dall'Onorevole Caveri, relativamente all'articolo 54 "Controlli e vigilanza sulle denominazioni protette dei prodotti agricoli e alimentari": "Quando l'area geografica di produzione o di denominazione di origine protetta (un DOP) o di indicazione geografica protetta sia interamente compresa nel territorio di una singola regione a statuto speciale o di una provincia autonoma, la regione a statuto speciale o la provincia autonoma provvedono ad emanare le norme per l'attuazione dell'articolo 10 del citato regolamento", che è quello che ha detto l'Assessore. Probabilmente è in base a questo articolato che era emersa la problematica se la regione a statuto speciale doveva provvedere ad emanare le norme per l'attuazione dell'articolo 10 Regolamento CEE 2081/92; penso che su questo punto sia nato l'equivoco, anche se leggendo l'articolato è ovvio che rimangono delle perplessità. Comunque abbiamo sentito da parte dell'Assessore la sua disponibilità, di concerto con il consorzio, a provvedere a dare avvio a questo ente certificatore; invito l'Assessore a darne informazione nella commissione competente, probabilmente nella prossima legislatura, quando verrà fatto il tutto, anche perché ritengo che questo ente certificatore sia più che mai opportuno e necessario per un prodotto così importante come la Fontina.