Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3057 du 25 mars 1998 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 26 MARZO 1998

OGGETTO N. 3057/X Estensione ai residenti in Valle d'Aosta dell'esercizio del gioco alle "Slots machines" presso il Casinò di St-Vincent. (Reiezione di mozione)

Mozione Vista la deliberazione del Consiglio regionale nr. 68 del 17 maggio 1946, che vieta l'ingresso alle sale da gioco del Casino di Saint Vincent "a tutti i cittadini italiani residenti nella zona autonoma valdostana, oltre ai minorenni, ai militari e alle persone notoriamente dedite all'esercizio professionale del gioco";

Considerato che tra le tipologie di gioco fruibili all'interno della Casa da gioco valdostana sono comprese attualmente, oltre ai giochi tradizionali e americani, anche le slots machines, introdotte successivamente alla disposizione del divieto sopracitato;

Rilevato che molti residenti si recano presso altri Casino, specie d'oltralpe, per fruire della possibilità di giocare alle slots;

Verificato che presso le case da gioco di Venezia e di Sanremo è permesso ai residenti, secondo determinati criteri e con gli opportuni controlli, l'accesso e il gioco alle slots;

Attesi i risultati economici che stanno derivando alle suddette aziende dalla clientela residente usualmente dedita al gioco delle slots;

tutto ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

l'Amministrazione regionale ad estendere anche ai residenti in Valle d'Aosta l'esercizio del gioco alle slots secondo le modalità e con i controlli ritenuti adeguati all'iniziativa in esame.

F.to Tibaldi

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (Ind) Per una breve illustrazione della mozione. Con deliberazione del 17 maggio 1946 il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, appena costituito, decideva di stabilire in una apposita delibera quali erano i soggetti che potevano fruire dei giochi presso la Casa da gioco di Saint-Vincent. In particolare veniva limitato l'accesso ai minorenni, ai militari, alle persone notoriamente dedite all'esercizio professionale del gioco e a tutti i cittadini italiani residenti nella zona autonoma valdostana, la Regione non essendo ancora costituita, veniva definita come zona autonoma.

Sono passati più di 50 anni da quella deliberazione; i giochi della Casa da gioco di Saint-Vincent hanno avuto un forte incremento non solo da un punto di vista quantitativo, ma anche da un punto di vista qualitativo, in particolare alcuni anni fa sono stati introdotti anche i cosiddetti giochi automatici ovvero le "slots machines".

Non ci sono statistiche ufficiali - perlomeno non le possiedo in questo momento - però, sappiamo che molti residenti nella nostra Regione si recano sovente in altri casinò, in particolare in quelli francesi d'oltralpe a giocare, quindi utilizzano questa loro possibilità e questa loro volontà di gioco recandosi altrove.

Con questa mozione si intende sensibilizzare l'Amministrazione regionale alla possibilità di permettere l'accesso alla Casa da gioco ai residenti, in particolare alle sale delle "slots machines". Sappiamo benissimo che una delle motivazioni fondamentali che ha ispirato quella deliberazione del ?46 da parte del Consiglio regionale era quella di evitare la possibilità di combine fra i gestori, gli impiegati alle sale da gioco del Casinò di Saint-Vincent e i residenti e che potevano snaturare l'immagine del neonato Casinò. Sappiamo anche che in altri Casinò d'Italia, in particolare Sanremo e Venezia, questa possibilità di accesso ai residenti alle "slots" è più che mai aperta. Si trovano anche determinati risultati che sono particolarmente qualificanti su quelli che sono i rendiconti... è un po' difficile, Presidente, però...

Presidente ... prego il Consiglio di prestare un po' di attenzione.

Tibaldi (Ind) È soprattutto il rumore di fondo che è fastidioso...

(voce fuori microfono) ... sono le "slots"... (ilarità dell'Assemblea)

Tibaldi (Ind) È difficile sostenere il dialogo in quest'aula; effettivamente la libertà di parola è fortemente limitata anche dai fatti, ha ragione il Consigliere Squarzino. Mi auguro che il Presidente sia più attento a regolare i lavori di quest'aula. Comunque, sulla base di recenti dati che sono stati diffusi e che si riferiscono agli incassi dei casinò italiani negli ultimi due mesi di gennaio e di febbraio del ?98, ci sono delle cifre che devono far riflettere, in particolare sulla base del numero di macchinette che sono disponibili presso le singole case da gioco e sugli introiti relativi. Per esempio, nel mese di gennaio'98 al netto di mance le "slots machines" di Saint-Vincent - sono circa 500 le macchine disponibili presso la Casa da gioco di Saint-Vincent - hanno dato una redditività di 8,7 miliardi circa.

A Sanremo poco più della metà delle macchine (quindi 280) ha dato una redditività di 8,8 miliardi, già superiore in termini di valore assoluto.

Mi sono informato presso le dirigenze di questi Casinò gestiti a Sanremo e a Venezia, mi è stato confermato che l'accesso ai residenti e il volume di gioco dei residenti è più che mai significativo e contribuisce a reggere e ad incrementare notevolmente i proventi della Casa da gioco quindi, il primo dato di positività di quest'estensione sarebbe anche quello di incrementare il volume di gioco e la redditività di questo settore particolare del gioco.

Il secondo è quindi quello di allinearsi a disposizioni che sono già presenti in altri casinò italiani e non vedo quali possano essere eventuali ostacoli all'accesso da parte di residenti in una determinata zona, in questo caso Valdostani, all'esercizio del gioco in quel di Saint-Vincent.

C'è poi il fenomeno dell'occupazione che non dobbiamo dimenticare perché estendere il gioco secondo modalità, come si dice in mozione, e controlli che siano ritenuti adeguati all'iniziativa in esame e che debbano essere attentamente valutati dall'Amministrazione proponente senz'altro permetterebbe un risvolto occupazionale non indifferente. E comunque con formule di "part time" o "full time" potrebbe essere allargato l'organico per quanto riguarda l'assistenza a quest'esercizio del gioco ulteriore che viene concesso a questa nuova categoria di clienti.

Poi c'è un altro aspetto che è più che mai attuale ed importante ed è la contestualità di quella che è la revisione oppure l'approvazione di una nuova convenzione che ancora è in fase di definizione, sarà probabilmente in fase di definizione nei prossimi giorni, questo lo vedremo probabilmente nel prossimo Consiglio quindi, potrebbe essere anche questa l'occasione per verificare anche con il futuro gestore quelle che possono essere delle opportunità che sarebbe bene non tralasciare o dimenticare proprio in questo momento.

C'è da dire oltretutto che una proposta del genere venne avanzata anche dall'ex Commissario straordinario Arrigoni quando era appena stato insediato da questo Consiglio alla guida della gestione straordinaria regionale. La proposta non venne mai particolarmente approfondita o affrontata anche dalla IV Commissione, quindi rimase ferma.

Le motivazioni che sorreggono questa mozione sono sostanzialmente di questo tipo: l'aumento di redditività economica per la Casa da gioco, la fruibilità per i residenti di poter avere un'altra opportunità di svago nella nostra Regione, in particolare in questo sito che è il Casinò de la Vallée e naturalmente i riflessi occupazionali che non vanno assolutamente dimenticati.

Per questo ho presentato quest'iniziativa che sottopongo all'attenzione e dell'Amministrazione regionale e del Consiglio.

Presidente È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) Premetto che sono completamente contrario a quest'apertura. Non so di preciso quali siano state le motivazioni che hanno fatto sì che rimanesse chiuso, mi sembra di aver sentito che agli inizi era aperto anche ai Valdostani e che erano successe delle cose poco piacevoli per certe famiglie valdostane.

Non sento girando la Valle d'Aosta tutta questa necessità di entrare a giocare al Casinò, tanto più che il primo dato che Tibaldi ha preso a supporto è stato quello di aumentare gli incassi del Casinò. Sta di fatto che la gente valdostana deve andare lì a perdere perché il Casinò incassi.

Non ritengo che la funzione del Casinò sia quella di far perdere la gente valdostana, già è una cosa un po' astrusa. E poi girando per la Valle, probabilmente quei pochi che vogliono andare, vanno a Chamonix o in altri casinò. Io voterò contro perché non ritengo importante e non sento questo levar di scudi da parte dei Valdostani per andare a perdersi i loro soldi al Casinò per rimpinguare le tasche del Casinò stesso.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Molto brevemente, non riteniamo importante favorire una cultura del gioco. Abbiamo già lo Stato che incentiva tale logica con il "gratta e vinci" e con altre iniziative. Tale cultura è finalizzata più a disimpegnare la persona umana che tende a puntare sulla sorte, anzi sulla buona sorte, invece di migliorare la propria personalità. Neppure sotto il profilo occupazionale ne deriverebbero grandi vantaggi soprattutto se questa problematica dovesse riguardare solo le "slots machines". E in ogni caso la logica economistica viene dopo la logica dell'interesse dell'uomo. Non voteremo favorevolmente.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) È notorio che personalmente ho molta difficoltà a capire il senso dei giochi del Casinò.

Volevo riprendere però con forza l'osservazione che ha appena fatto Chiarello, il quale si è posto il problema se questo tipo di servizio serve ai residenti della Valle d'Aosta e si è chiesto se questo favorisce oppure no una qualità di vita per i residenti della Valle d'Aosta. Mi sembra che abbia messo l'accento su un punto importante che è l'ottica con cui dobbiamo fare le nostre scelte politiche ed è quella di essere attenti alla salute, alla qualità di vita delle donne e degli uomini che vivono in questa Regione. Qui mi riallaccio a quanto avrei voluto dire prima e non ho potuto dire perché c'è stato, a mio avviso, un errore nell'interpretazione del Regolamento e non si è data la parola a chi l'aveva chiesta prima del proponente la mozione.

Mi interessava ricordare qui due cose. Si è parlato stamani di quel libretto della Consulta; quel libretto tanto deplorato è frutto di un lavoro fatto da USL, Sanità e Consulta per migliorare la qualità di vita delle donne e quel libretto non fa altro che stampare le relazioni che sono state fatte durante un corso di informazione organizzato da enti ed istituzioni...

Presidente ... Consigliere Squarzino, la inviterei a svolgere il suo intervento con riferimento alla mozione... è legato quel libretto alle "slots machines"? Non credo che alle "slots machines" dobbiamo chiedere la regolarità igienico-sanitaria...

Squarzino (PVA-cU) ... è legato alla qualità di vita dei residenti della Valle, quindi dicevo che questo libretto non è altro che la sintesi...

Presidente ... Consigliere Squarzino, la richiamo a discutere...

Squarzino (PVA-cU) ... non è altro che la resocontazione di relazioni fatte durante iniziative di aggiornamento a cui hanno partecipato centinaia di donne della Valle.

Presidente Consigliere Squarzino, la inviterei la prossima volta ad attenersi all'argomento all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin Joseph César.

Perrin G.C. (UV) Le Groupe de l'Union Valdôtaine aussi se déclare contraire à cette motion parce que s'il est vrai qu'il y a des Valdôtains qui se dédient au jeu et qui vont dans des casinos étrangers, je crois qu'ils sont cependant en tout petit nombre.

Le fait d'ouvrir les portes du Casino de Saint-Vincent pourrait être dans ce moment dangereux parce que l'envie de jouer pourrait prendre à des Valdôtains qui maintenant ne l'ont pas. Je crois que nous ne devons pas jouer sur le portefeuille de nos concitoyens. Nous retenons que celle qui avait été l'idée de Monseigneur Stévenin lorsqu'on a institué le Casino, puisqu'il s'était déclaré favorable à l'ouverture du Casino à condition que les Valdôtains ne puissent pas y accéder, soit encore aujourd'hui valable, donc nous voterons contre la motion.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Collé.

Collé (Aut) Solo per fare alcune brevissime considerazioni. Le motivazioni che hanno indotto il Consigliere Tibaldi a portare in Consiglio questa mozione se non ho capito male sono tre. La prima è un significativo aumento di redditività, la seconda è legata al discorso dell'occupazione, la terza è per allinearsi a quelle che sono le altre case da gioco italiane.

Per quanto riguarda l'occupazione, dobbiamo avere anche la capacità di guardare il rovescio della medaglia perché se è vero che nell'immediato potrebbe essere occupato del personale in più, è altrettanto vero - così come ho avuto anche occasione di toccare con mano - che purtroppo le case da gioco generano anche fallimenti e situazioni molto difficili e quante fabbriche e quante ditte sono state chiuse proprio dovute al gioco quindi, questo credo che non possa essere tenuto in considerazione.

Quanto all'aumento di redditività, mi stupisce che il Consigliere Tibaldi non abbia allora proposto di far accedere i residenti non solo alle "slots machines", ma anche ai giochi francesi. Non crediamo sia giusto fare questo tipo di ragionamento e credo che quanto è stato stabilito nel momento dell'apertura della Casa da gioco debba essere mantenuto perché dobbiamo salvaguardare gli interessi dei Valdostani.

Non credo che ci sia questo grosso flusso di Valdostani che vanno oltralpe a giocare nelle Case da gioco francesi o comunque fuori dal territorio valdostano; sicuramente una parte ci può essere legata più ad un discorso di divertimento che ad una mania vera e propria, ad una droga del gioco. Se invece un domani dovesse essere aperto il Casinò di Saint-Vincent anche ai Valdostani, sicuramente questa parte aumenterebbe e non credo che come classe politica avremmo dato un buon esempio.

Sul fatto di allinearsi agli altri, molte volte lo diciamo per altri motivi, vedi turismo, vedi Trentino eccetera, su questo credo che dobbiamo avere la capacità di copiare gli altri quando gli altri danno esempi validi e quando gli altri portano avanti iniziative che hanno un senso. Credo che questa sia una delle cose su cui proprio non dobbiamo allinearci con gli altri.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Intervengo semplicemente per una preoccupazione. Avendo udito la collega Squarzino intervenire su un argomento qual è quello del Casinò, non vorrei che mi si rinfacciasse questa volta, come è successo in passato, di non intervenire quando invece in passato ero intervenuto io e lei non era intervenuta e poi era venuto fuori un pasticcio incredibile. Oggi ha parlato lei, parlo anch'io, solo per dire che sono contrario a questa mozione, i motivi sono già stati espressi da molti interventi che mi hanno preceduto, io aggiungo due considerazioni. La prima è quella che se il Consiglio regionale dovesse approvare una mozione di questo genere, dal punto di vista economico rischierebbe di mettere in piedi una cosiddetta partita di giro perché probabilmente molti dei soldi che i Valdostani andrebbero a giocare al Casinò li avrebbero magari attinti da un qualche contributo o mutuo regionale o sovvenzione varia.

Al di là delle battute, credo che il ragionamento che sottintendeva l'intervento del collega Perrin così come quello del collega Collé sia pienamente condivisibile. Non necessariamente, direi particolarmente in questa Valle dobbiamo assumere modelli che non ci sono propri; non credo che la scelta fatta da altri gestori di casinò quali quei Comuni a cui si fa riferimento anche nella mozione di Tibaldi sia un esempio da seguire. In Valle d'Aosta abbiamo una tradizione, una certa cultura che va salvaguardata, che ha delle motivazioni profonde - Perrin citava Monsignor Stévenin, ma potremmo citarne tanti altri -, quindi è bene che, anche se ci avviciniamo agli anni duemila, non si ragioni tanto su una situazione di fatto che si va a creare in altre realtà, ma si continui a ragionare con la nostra testa forti della nostra esperienza.

In questo senso spero che la stessa filosofia - così farò arrabbiare anch'io il Presidente del Consiglio, ma meno male che è distratto - ci guiderà quando discuteremo la legge sulla famiglia.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi.

Mostacchi (UV) Solo per fare una considerazione di fondo. Non condivido lo spirito di questa mozione, ma non sono neanche d'accordo con tutti questi falsi moralisti. Abbiamo uno Stato ladro che ogni giorno ne inventa una per il "gratta e perdi" e nessuno mai dice niente.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (Ind) Per una breve replica, visto il consenso ottenuto dalla mozione. In un certo senso Mostacchi mi ha preceduto in quella che voleva essere l'apertura della mia replica. Ho sentito tanta moralità, ma non so se si debba parlare di moralità o di moralismo in questo caso; moralismo che viene ripescato quando conviene e viene dimenticato quando non conviene più. Ho sentito citazioni celebri di grandi personaggi del passato, salvaguardia della tradizione, paura di guardare oltre a modelli che magari sono già stati applicati e con un certo risultato.

Ritengo che la Valle d'Aosta debba avere anche il coraggio di guardare avanti, non solo di guardare indietro; il passato va bene per essere preso come esempio, ma non deve essere un momento in cui ci si inchioda a quell'epoca e non si riesce a guardare oltre.

Per rispondere ad alcune osservazioni che sono state fatte, non possiamo permettere, diceva Chiarello, che i Valdostani vadano a perdere al Casinò di Saint-Vincent. Possiamo, argomento a contrario, Chiarello, permettere che i Valdostani vadano a perdere altrove. Sinceramente non riesco a capire quale giustificazione abbia questa tua dichiarazione. Possiamo permettere che vadano a spendere o a perdere altrove, a consumare per passare un momento di svago e di allegria oltre la Valle e quindi anche oltralpe o negli altri Casinò italiani, ma non possiamo assolutamente concedere questa stessa possibilità qui in Valle d'Aosta.

Si tenga presente che ci sono anche delle iniziative per la liberalizzazione dell'esercizio del gioco a livello nazionale; sono convinto che quanto oggi questa proposta è considerata profana o meglio eretica, quanto prima verrà ripescata, magari rimodellata secondo le forme di maggior convenienza perché diventerà non solo un'opportunità, ma una necessità.

Non è importante favorire la cultura del gioco è stato detto da qualcuno però, è importante specularci sopra come viene fatto da 50 anni a questa parte e anche qui attenzione ai falsi moralismi perché andare a giocare alle "slots machines" o ai "gratta e vinci" o al Totocalcio o all'Enalotto, sono attività ludiche praticate che non costituiscono assolutamente un illecito o un qualcosa di immorale, sono attività che vengono praticate in tutt'Italia e in tutto il mondo, quindi non riesco a capire questa sollevazione di scudi.

Pertanto sulla base delle motivazioni che ho detto: e la redditività e la possibilità di svago da utilizzare nella nostra Regione limitatamente alle "slots", e qui, per rispondere al Consigliere Collé, limitatamente alle "slots" perché le "slots" sono dei mezzi meccanici dove, come ho detto nell'introduzione illustrativa a questa mozione, è più difficile, se non è permessa del tutto, la possibilità di combine fra il gestore e il cliente, mentre ai tavoli verdi, essendoci impiegati valdostani ed eventualmente anche residenti valdostani, potrebbe esserci anche questo rischio. Forse è una precisazione che il Consigliere non ha colto nel momento in cui veniva illustrata, anche per il clima che c'era in quest'aula.

Pertanto, sulla base delle motivazioni che ho detto, ritengo di mantenere la mozione e sottoporla al vaglio di quest'Assemblea. Ho già compreso quale sarà l'esito, ma ritengo che non sia assolutamente anacronistica, non sia assolutamente immorale, anzi sono convinto che quanto prima tornerà di estrema attualità perché l'evoluzione del settore del gioco nel nostro Paese imporrà a questo Consiglio di riesaminarla.

Si da atto che, dalle ore 10.54, presiede il Presidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bavastro.

Bavastro (UV) Molto brevemente. Questo problema delle "slots machines" francamente mi tocca molto poco, quindi non mi costa niente allinearmi per disciplina e votare contro la mozione però, voglio esprimere un fastidio che provo per ogni forma di proibizionismo. In effetti i pareri che ho ascoltato mi sembra che non considerino che in fin dei conti i Valdostani come tutti gli altri di cui stiamo parlando, cioè quelli che potrebbero andare a giocare, sono dei maggiorenni e in questo, come in altri fatti analoghi, non vedo perché lo Stato e in questo caso la Regione debbano comportarsi nei confronti di gente cresciuta come ci si comporta nei confronti dei minori. Tutto qui.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) En considérant les réflexions qui ont été exprimées au cours du débat, nous pensons également que le thème ne peut se limiter à une analyse du point de vue économique ou des retombées sur les emplois. Il faut également tenir compte quelles étaient les finalités à la base de l'institution de la maison de jeu, quelle est la fonction, quel est le rôle qu'elle remplit à l'intérieur de notre communauté et quels sont ses rapports avec l'Administration régionale, notamment du point de vue des recettes de celle-ci.

Monsieur Tibaldi a fait référence à la situation de Sanremo et de Venise; il faut également considérer, si nous voulons avoir une vision d'ensemble, que le casino de Campione utilise les mêmes critères que le casino de Saint-Vincent. De ce point de vue il n'y a pas donc une philosophie unique. Il y a des considérations qui tiennent compte des différentes réalités. Et même si du point de vue des emplois le fait qu'on aborde ici l'aspect des jeux électroniques, ce n'est peut-être pas l'élément le plus important compte tenu de la nécessité, pour Saint-Vincent, de développer plutôt les jeux traditionnels par rapport aux jeux électroniques en considération des retombées que les premiers ont sur les emplois. C'est une considération d'ordre général et il y a des valeurs qui ont été rappelées au sein de cette salle que nous partageons. Et ce, tout en voulant nous pencher vers l'avenir, en considérant que les principes et les valeurs n'ont pas de temps, et que s'il faut les interpréter et tenir compte de l'évolution du temps, néanmoins en tant que tels ils gardent entièrement leur validité. Nous partageons donc encore aujourd'hui ces principes et ces valeurs, notamment le fait d'éviter que l'on fasse des bénéfices au casino, et donc indirectement que la Région, en tant qu'institution, puisse faire des bénéfices, en poussant directement ou en offrant des conditions plus faciles aux Valdôtains pour se tourner vers le jeu. C'est d'ailleurs ce qui a été inscrit dans les différentes conventions: l'article 17 de la convention en vigueur; la délibération du Conseil régional du 9 juillet 1997 qui a réglementé les dérogations à ce même principe; je rappelle qu'au mois de décembre 1993 cette Assemblée, en votant l'ébauche de convention Région - Sitav avait repris ces modalités.

Au mois de juillet 1994, il est vrai, le Commissaire extraordinaire nous avait demandé d'ouvrir les salles des jeux électroniques aux Valdôtains, mais le Gouvernement n'avait pas accepté cette proposition; nous avons par ailleurs réaffirmé ce même principe dans l'article 22 de l'ébauche de convention que nous avons transmise à Finoper.

C'est donc sur la base de toutes ces considérations que nous estimons que ce principe doit être confirmé, que nous ne pouvons accepter la sollicitation qui nous a été adressée par Monsieur Tibaldi, et que par conséquent le Gouvernement votera contre cette motion.

Presidente Pongo in votazione la mozione:

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 1

Contrari: 27

Astenuti: 1 (Bavastro)

Il Consiglio non approva.