Objet du Conseil n. 296 du 14 juillet 1976 - Verbale

OGGETTO N. 296/76 - Acquisto di un dipinto ad olio recante una veduta seicentesca della città di Aosta. Approvazione ed impegno di spesa. Discussione generale. Rinvio.

Il Vice presidente CHABOD propone la trattazione del seguente oggetto: "Acquisto di un dipinto ad olio recante una veduta seicentesca della città di Aosta. Approvazione ed impegno di spesa", come da proposta in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 1 e 2 luglio 1976:

Da parte dell'Avvocato Raimondo Craveri, di Roma, è stato offerto in vendita alla Regione un dipinto ad olio, di sua proprietà, recante una veduta seicentesca della città di Aosta.

In merito a tale opera il Soprintendente regionale ai Monumenti, Antichità e Belle Arti ha relazionato quanto segue:

"Questo dipinto a olio (cm. 165X200) fu segnalato per la prima volta al pubblico in occasione del XXXI Congresso storico subalpino di Aosta, nel 1956. Così ne scrisse Carlo Carducci:

"Un ignoto pittore di scuola piemontese ma di precisa influenza francese, ha dipinto forse nella prima metà del '600 una veduta panoramica di Aosta, ponendo il suo cavalletto sul dorso della collina che chiude la città verso nord.

Si tratta di un'opera quasi sicuramente eseguita su ordinazione, ricca di realismo nella minuta calligrafia "ripresa" cin un evidente effetto illuministico.

Osservando con attenzione i particolari del dipinto, riconosciamo facilmente i grandiosi monumenti romani e medioevali che ancora oggi caratterizzano il panorama di Aosta.

Così sulla sinistra vediamo presso l'Arco di Augusto, che sembra conservare ancora qualche particolare dell'attico, il grande ponte di legno gettato sul Buthier. A destra dell'Arco si nota il piccolo e compatto nucleo di S. Orso dominato dalla sagoma del suo campanile. Poi la città si estende con la linea compatta delle sue mura, con le sue torri quadrate, con le sue altane, i suoi campanili e le sue posterule.

All'ingresso verso Torino, una massa oscura contrasta col nitore delle costruzioni circostanti: è l'alto muraglione del Teatro Romano che domina la visione di questo settore vicino alla torre sovrastante la antica Porta Praetoria.

In primo piano è visibile la massa della torre dei Balivi con la sua caratteristica copertura, poi le guglie dei campanili svettanti sulla distesa delle costruzioni permettono di identificare i grandi edifici sacri della città. Ecco i due della cattedrale al centro del complesso urbano; sulla sinistra quello del San Giuseppe e l'altro di San Benigno, a destra priva della guglia la torre campanaria di Santa Croce. Chiude il limite occidentale del muro romano la Torre Nova, mentre nel fondo tutto il lato meridionale della cortina sembra ancora nascosto dalla massa scura del fogliame degli alberi. Tuttavia si riescono a intravvedere e a riconoscere le inconfondibili sagome del Castello di Bramafan e della Torre del Pailleron.

Dal punto di vista urbanistico l'interessante quadro conservatoci in una collezione privata torinese (dimensioni: m. 1,65 X 2,00 m.) dimostra in maniera evidente come nel '600 la città fosse racchiusa completamente dal cerchio delle mura romane e soltanto due nuclei rappresentano un primo tentativo di espansione logicamente accentrato proprio sulla direttrice delle grandi arterie che portavano a Torino e verso il Gran San Bernardo: ad est cioè, il nucleo di Sant'Orso e a nord quello di St. Etienne".

Una valutazione esatta del valore del quadro di cui si tratta deve prescindere dal suo interesse artistico che, in assoluto, non appare certamente eccezionale, ma deve bensì tener conto dell'importanza iconografica. Per la precisione dell'assieme, per la minuziosa cura dei dettagli, la veduta di Aosta dell'ignoto artista seicentesco, è di valore iconografico del tutto eccezionale, anche in relazione ad altre vedute coeve, ed insostituibile.

Per quanto sopra considerato, si ritiene che una valutazione commerciale sia cosa del tutto secondaria e legata, comunque non all'interesse artistico del dipinto ma alla sua collocazione nella storia dell'iconografia della Valle d'Aosta.

Sarebbe pertanto estremamente auspicabile che l'Amministrazione della Valle d'Aosta ne entrasse in possesso, anche in considerazione del fatto che il dipinto è attualmente conservato fuori Valle, quindi non a disposizione del pubblico e degli studiosi e non passibile di azioni di tutela attiva da parte di questa Soprintendenza".

In seguito a trattative con il proprietario è stato raggiunto un accordo sul prezzo dell'opera di cui si tratta, prezzo concordato in lire 40.000.000.

La Giunta regionale, in relazione a quanto sopra, ritiene opportuno acquisire al patrimonio della Regione il dipinto sopradescritto, che potrà convenientemente essere sistemato in una delle sale di riunione della Presidenza del Consiglio regionale e, pertanto, propone che il Consiglio regionale

DELIBERI

1) di approvare l'acquisto dell'Avvocato Raimondo Craveri, di Roma (Via di Monserrato n. 154), del dipinto ad olio recante una veduta seicentesca della città di Aosta, descritto in premessa, per il prezzo convenuto di lire 40.000.000;

2) di approvare il prelevamento dal capitolo 205 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Fondo di riserva per le spese impreviste"), che presenta la necessaria disponibilità, della somma di lire 40.000.000 (quarantamilioni) da portare in aumento allo stanziamento del capitolo 223 del bilancio preventivo medesimo ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per ufficio, ecc."), salvo convalida con legge regionale;

3) di approvare ed impegnare la spesa di lire 40.000.000, oltre all'I.V.A. in quanto dovuta, sul capitolo 223 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per uffici, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che alla liquidazione della spesa stessa si provveda su presentazione di regolare fattura vistata dal Presidente della Giunta regionale e a sua richiesta previa presa in carico di inventario del dipinto acquistato.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE illustra ampiamente la proposta di acquisto.

Segue un dibattito al quale prendono parte i Consiglieri:

DOLCHI, che, a nome del Gruppo del PCI, dichiara che, pur condividendo l'opportunità di acquisire al patrimonio della Regione opere di valore culturale, lamenta l'improvvisazione con cui la Giunta affronta anche questo problema ed esprime, quindi, notevoli perplessità in merito all'acquisto.

ANDRIONE, Presidente della Giunta, che sottolinea il valore iconografico e storico-culturale dell'opera.

LUSTRISSY, che propone di richiedere una perizia ad un tecnico del settore.

MILANESIO, Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, che, pur insistendo sulla necessità di acquistare l'opera che considera un importante documento, concorda sulla proposta di perizia.

ANDRIONE, Presidente della Giunta, che, a sua volta, accoglie la proposta di incaricare un tecnico del settore di formulare una perizia.

Il Vice Presidente CHABOD, accertato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola, dichiara che la trattazione dell'argomento è rinviata ad altra data.

Il Consiglio prende atto, concordando unanime.