Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2542 du 7 mai 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 7 MAGGIO 1997

OGGETTO N. 2542/X Iniziative per la protezione da eventi calamitosi dei beni monumentali, artistici e religiosi presenti in Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza Venuto a conoscenza del fatto che l'evento calamitoso che ha distrutto la Cappella seicentesca eretta dall'Architetto Guarino Guarini nel Duomo di Torino ha portato alla luce le gravi carenze di sicurezza e prevenzione in cui versava il prezioso monumento artistico-religioso (assenza di custodi, mancanza di impianti antincendio e allarmi adeguati);

Preso atto del fatto che, a riprova di quanto sopra affermato l'incendio che ha messo a repentaglio il lino della Sindone custodito nella cappella si è manifestato non in una situazione di abbandono o di incuria ma proprio mentre venivano eseguiti importanti lavori di restauro all'interno del Duomo, ovvero quando le misure di sicurezza e di protezione del bene architettonico avrebbero dovuto trovarsi al meglio della loro efficienza;

Considerato ciò che si evince dall'accaduto, ovvero l'inquietante superficialità con la quale da una parte vengono spesi miliardi per tentare di rivalutare monumenti e beni di valore storico, artistico e religioso, attraverso raffazzonate iniziative di restauro o esposizioni sfarzose che costano miliardi, e dall'altra non ci si cura neppure che il valore inestimabile dei capolavori artistici sia protetto da una complice impiantistica antincendio o da un gruppo di custodi minimamente attrezzati;

Preoccupato dall'eventualità che un simile grave evento possa un giorno colpire un bene artistico patrimonio della nostra regione;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale per sapere se non sia il caso, invece di continuare a spendere miliardi all'anno per ospitare esposizioni artistiche, seppur importanti e ricche di valore culturale, all'interno dei castelli, delle torri e degli edifici religiosi della Valle d'Aosta, premunirsi per poter disporre di un accurato e moderno sistema di protezione da eventi calamitosi da collocarsi a salvaguardia dei beni monumentali, artistici e religiosi presenti nella nostra regione, onde evitare che una catastrofe come quella accaduta a Torino non possa un giorno coinvolgere l'inestimabile patrimonio della Valle d'Aosta.

F.to: Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) La preoccupazione che ho cercato di esprimere in questa interpellanza è la stessa condivisa da personaggi del mondo della cultura e dell'arte italiana senz'altro più informati e competenti di me in materia di tutela dei beni storici, artistici e religiosi, che costituiscono il patrimonio intellettuale e creativo della nostra nazione.

Non sono certamente stato io il primo ad esprimere disappunto e preoccupazione per il clima di clamorosa superficialità, nel quale si è sviluppato l'incendio che ha distrutto irrimediabilmente parte del Duomo di Torino, progettato dal grande architetto barocco Guarini, e che ha messo a repentaglio l'integrità del lino della Sindrome, custodita nella Cappella del Duomo. Custodi praticamente assenti, sistemi di allarme malfunzionanti o del tutto inesistenti, e questo proprio mentre si procedeva al restauro di una facciata dell'importante edificio con imprese al lavoro, cavi elettrici da tutte le parti, ponteggi e quant'altro. Nulla, né occhio umano, né occhio elettronico, vigilavano sulla sicurezza del Duomo e dei suoi tesori.

Sulle pagine della "Stampa" e della "Repubblica" uscite il giorno dopo il grave disastro, autorevoli esperti, fra quali spicca il nome di uno dei più celebri critici d'arte, Federico Zeri, hanno denunciato il grave stato di incuria e di scarsissima sicurezza nel quale veniva condotta la gestione dei lavori di restauro al Duomo di Torino. Non solo, pressoché nulle misure di sicurezza e protezioni da eventuali calamità hanno costituito la normalità nella gestione culturale del patrimonio del Duomo e dei tesori inestimabili in esso contenuti. Lo stesso Federico Zeri si è auspicato che, in luogo di continuare a spendere miliardi per allestire eventi più spettacolari che artistici, la pubblica amministrazione si decida ad investire più denaro nella salvaguardia dei capolavori e dei monumenti artistici valdostani.

Mi associo quindi alle preoccupazioni e alle speranze di chi in questo campo ne sa più di me. Condivido queste opinioni perché credo, da uomo politico ma anche da cattolico, che la tutela dei beni artistico-religiosi non sia un problema di secondo piano. Non ci si deve dimenticare che il nostro patrimonio culturale e artistico costituisce la prova non indifferente della volontà umana di testimoniare, con tracce di creatività e fede il suo passaggio, la sua storia e anche la sua risposta ai mali sociali che ci affliggono.

Chiedo oggi a questa Giunta, facendo ovviamente i debiti scongiuri, di fare in modo che simili gravi fatti come l'incendio al Duomo di Torino non si debbano mai verificare in Valle d'Aosta. In Valle abbiamo testimonianze artistiche e storiche millenarie, che non vedono e non possono andare distrutte a causa dell'incuria umana. È nostro preciso dovere difendere quanto di buono ha creato chi ci ha preceduto.

Augurandosi in ogni caso che eventi calamitosi come quello occorso a Torino non si debbano mai più verificare, né qui, né altrove, facciamo dunque in modo di impedire che la superficialità troppo adottata in quell'occasione non sia ulteriore causa di distruzione di opere d'arte di inestimabile pregio culturale e non solo, opere ormai irripetibili in quest'epoca che brucia tutto in fretta, senza curarsi troppo dei tesori testimoni del passato.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, sport e beni culturali, Agnesod.

Agnesod (UV) Devo fare una premessa. Concordo e mi allineo alle preoccupazioni che sono state espresse dal Consigliere Lanièce per quanto riguarda la necessità che venga posta in essere nel nostro Paese una più attenta politica di salvaguardia dei beni culturali e soprattutto dei beni religiosi che ci sono sul nostro territorio. Devo dire però che da alcuni anni la Regione Valle d'Aosta ha avviato, al contrario delle altre regioni e del resto dello Stato italiano, un programma di interventi e questo probabilmente grazie all'autonomia, alle competenze che la nostra Soprintendenza ha rispetto alle altre Soprintendenze che, invece, dipendono direttamente dal Ministero.

Ci sono stati interventi che non ci possono far stare tranquilli in assoluto, perché anche qui si sono verificati dei furti in quei luoghi dove è più difficile e delicato introdurre dei sistemi anti-intrusione perché c'è la possibilità di entrare da più parti. Inoltre ci sono dei monumenti a cielo aperto, dove ci sono stati anche degli atti di vandalismo e quindi diventa difficile farvi fronte. Però in linea di massima, nel complesso, la situazione in cui ci troviamo è leggermente migliore di quella in cui si trova il resto del Paese.

Nel merito, con riferimento a quanto richiesto, si fa presente che attualmente i monumenti di nostra proprietà sono tutti dotati di impianti anti-intrusione. Negli interventi più recenti, quali il Museo archeologico e il Saint-Bénin, si è anche provveduto a realizzare impianti di rilevamento incendi di vario tipo e natura (ad esempio impianto anti-fumo). Si deve far rilevare inoltre che la legge regionale n. 27/93 prevede al 2° comma dell'articolo 3 contributi pari ad un massimo del 60 percento per l'installazione di impianti anti-incendio e anti-intrusione per tutti gli edifici di culto.

Abbiamo a questo proposito effettuato alcuni interventi: c'è l'impianto anti-fumo e antincendio per la Chiesa parrocchiale di Saint-Léger a Aymavilles, ci sono 50 impianti antifurto di cui alcuni con telecamera, come ad esempio a Ayas e alla biblioteca del Seminario maggiore, con una spesa complessiva di circa 200 milioni a carico della Regione.

Quest'anno sono in programma 6 interventi presso la Chiesa parrocchiale di Arvier, si tratta del rifacimento di un impianto esistente ormai obsoleto e superato dalle nuove tecnologie, di conseguenza un intervento su una chiesa che è particolarmente importante si rende necessario. Poi abbiamo la Cappella di Planaval sempre di Arvier, la Chiesa parrocchiale di Ayas, la Cappella di Ussel a Châtillon, la Cappella del Vescovado di Aosta e un impianto che verrà installato nel corridoio che collega il Vescovado con la Cattedrale per un importo complessivo di circa 18 milioni. Lo scorso anno, anche come annotazione, fra gli altri è stato fatto il rifacimento dell'impianto della Cattedrale, che era stato colpito da un fulmine, quindi messo fuori uso.

È allo studio, in applicazione delle nuove normative di sicurezza, l'adeguamento degli impianti elettrici dei castelli di nostra proprietà, che dovranno anche prevedere adeguati impianti protettivi. Nel momento in cui verranno rifatti gli impianti elettrici, saranno anche rifatti gli impianti anti-intrusione che in questo momento già esistono, ma che con le tecnologie che stanno avanzando sono degli impianti che danno più garanzia, quindi rendono maggiormente protetto il monumento.

Questa è la situazione attuale in cui ci troviamo ed è sicuramente una situazione migliore rispetto a quella in cui si trovano gli altri monumenti nel resto d'Italia.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) Prendo atto della risposta dell'Assessore. Vedo che condivide pienamente la mia preoccupazione di tutela del patrimonio culturale religioso valdostano, predisponendo in questi anni degli interventi in tale direzione. Lo invito a persistere nella tutela di questo patrimonio culturale inestimabile, perché è un patrimonio di tutti e quindi meritevole della massima tutela. Lo invito in futuro a portare nella commissione competente eventuali nuove decisioni in merito a nuovi impianti anti-intrusione o protettivi del patrimonio culturale valdostano.