Objet du Conseil n. 287 du 14 juillet 1976 - Verbale
OGGETTO N. 287/76 - Commemorazione del Consigliere regionale Albaney.
Il Vice Presidente CHABOD, in relazione agli accordi intervenuti tra i Capi Gruppo, informa che il Presidente del Consiglio, il Capo Gruppo dei Democratici Popolari ed il Presidente della Giunta procederanno alla commemorazione del Consigliere Albaney, tragicamente perito in un incidente automobilistico avvenuto in Somalia il 7 luglio 1976.
CHABOD, Vice Presidente: "Prima di commemorare il Consigliere Albaney, desidero, a nome mio e del Consiglio, porgere gli auguri di pronta guarigione al Consigliere Manganoni.
È con la più grande tristezza che ricordo la figura di Pino Albaney, a tre giorni dall'ultimo saluto nel cimitero della sua Quart. Lo ricordiamo tutti in quest'aula che lo ha visto per tanti anni come protagonista.
La tristezza che è in noi di fronte a questa scomparsa così improvvisa fa sembrare ancora impossibile questa ulteriore pesante perdita del popolo valdostano, e ancora più profonda perché Pino era non solo un amico, ma era anche e soprattutto l'espressione più vera della nostra gente.
L'affetto, la commozione, il dolore che l'hanno accompagnato nelle pochissime ore in cui si è potuto rendere omaggio alla sua memoria, hanno dimostrato quanto Pino fosse popolare, quanto l'uomo con il suo carattere aperto, sincero, pieno di prorompente umanità fosse amato.
Le Conseil régional perd un autre de ses membres, un de ses hommes les plus capables et les plus décidés dans la lutte pour la sauvegarde et la promotion de la personnalité ethnique de notre peuple.
Un homme qui ne sera plus présent sur les bancs du Conseil ou de la Junte et qui a donné tout son enthousiasme, sa vitalité, son intérêt profond pour la cause des valdôtains, des campagnards en particulier.
Mais si le Conseil a perdu un grand personnage, la Vallée d'Aoste toute entière a perdu un ami, un défenseur, un authentique valdôtain.
C'est avec ses sentiments que nous avons accompagné Pino à sa dernière demeure, dans la certitude que sa mémoire sera un modèle de vie et que son amour pour la terre valdôtaine servira de guide pour nous et pour tous ceux qui seront appelés, comme lui, à administrer notre pays.
Je vais encore vous dire deux mots en patois: Pino, les déri ten que l'ëre en via diave totzor a mé et i s'amis que l'ëre stuf de tusë en patois.
La parola al Vice Presidente Chanu".
CHANU: "Signor Presidente, colleghi Consiglieri, parlare di Pino Albaney dopo quanto in questi giorni è stato da più parti detto e scritto, e parlarne portando in cuore l'incredula amarezza per una fine tanto tragica quanto inopinata, è cosa difficile. È sempre difficile parlare di un amico, compagno e Pino Albaney era l'amico, l'Amico per antonomasia, non l'amico di qualcuno, perché l'essere amico di alcuni comporta in sé il non essere amico di altri. Pino Albaney era amico di tutti. Era amico di tutti perché amava la vita, amava il proprio prossimo, realizzava la sua personalità mai chiuso in se stesso, ma nel perenne contatto umano con tutti.
Ma questa qualità, così rara nei nostri tempi, ne comporta un'altra, quella di essere uomo. Albaney era un uomo, un uomo fatto della tempra delle nostre vallate, realizzato "dans le terroir le meilleur de notre Vallée", fiero delle sue origine contadine, che mai rinnegò, fiero della sua educazione, profondamento cristiano e valdostano, fiero del nostro dialetto, fiero delle nostre tradizioni, del nostro attaccamento alla Valle.
Portato come non mai verso gli umili, verso i semplici, verso i miseri, che però rivestissero della nostra dignità di montanari la loro umiltà, la loro semplicità, la loro modesta condizione sociale.
Fu verso costoro, fu per costoro che Pino Albaney informò ed indirizzò la propria attività politico-amministrativa, nella consapevolezza che primo dovere per un politico, per un amministratore, non dovesse essere altro se non il dare tutto se stesso per la realizzazione delle legittime aspettative e dei giusti interessi dei valligiani, che in Valle lavorano, soffrono, sudano e che a buon diritto pretendono che siano riconosciuti, apprezzati e sostenuti i loro sacrifici.
Quei valligiani, quei paysans, di cui Pino era lieto, fiero ed orgoglioso di far parte e dai quali proveniva, perché mai si era dimenticato delle sue origini, nonostante la brillante carriera ed i numerosi successi.
Signori Consiglieri, in questo momento di suprema tristezza, noi Consiglieri del gruppo dei Democratici Popolari, di cui Pino era lieto ed orgoglioso di far parte, proprio perché sentiva che assieme a noi, senza l'imbarazzo di sovrastrutture e di alchimie, la sua volontà di servizio verso i valdostani poteva realizzarsi al meglio, noi Consiglieri Demo-popolari lo ricordiamo con profondo rimpianto e con estrema gratitudine.
Lo ringraziamo per il tesoro di intelligenza, di sensibilità politica ed umana, di profonda e vissuta esperienza, che egli ci ha generosamente offerto. Così come ritengo unanime debba sorgere e sia sorto il cordoglio da tutti i banchi di questa assemblea, nella quale Pino, al di là delle collocazioni e delle etichette, sentiva di avere tutti amici, e nella quale Pino era da tutti amato e considerato. Nel ricordo della sua bontà, delle sue capacità, del suo attaccamento alla nostra Valle, noi Consiglieri del Gruppo Demo-popolare continueremo ad operare nella certezza che solo con il proseguimento delle nostre fatiche, sulla traccia ideale che Pino ci ha lasciato, l'amaro e doloroso rimpianto che oggi esprimiamo non rimarrà così inutile e passeggera.
Rinnoviamo quindi le condoglianze a nome del Gruppo alla famiglia e a tutti coloro che lo hanno stimato, soprattutto alla Valle d'Aosta.
Mi sia infine consentito di associarmi alle parole di augurio che il Presidente del Consiglio ha voluto pronunciare all'indirizzo del collega Claudio Manganoni, sfiorato, ma fortunatamente scampato alla tragedia di cui è stato vittima Pino Albaney; che Claudio Manganoni possa rientrare al più presto fra di noi, dopo la terribile esperienza che pure lui ha sofferto e passato, fra di noi per continuare l'opera che con noi ha intrapreso in questo periodo, in questa amministrazione, così come mi sia consentito infine di porgere anche a nome del Gruppo dei Democratici Popolari il nostro ringraziamento alle autorità somale, che tanta partecipazione fattiva hanno dimostrato, e nei momenti tremendi in cui è successa la tragedia e al momento delle esequie in cui una loro delegazione ha voluto essere presente, ed ancor oggi è presente in questa aula, in questa triste commemorazione. Grazie."
ANDRIONE: "Monsieur le Président, Messieurs les Conseillers, il faut dire que le Conseil régional de la Vallée d'Aoste n'est pas changé et que trop souvent avec une fréquence incroyable nous sommes frappés par la mort.
Encore une fois, un de nos amis, un de ceux qui depuis longtemps siégeait dans le Conseil, vient de mourir dans des circonstances tragiques et surtout étonnantes.
Tellement que, quand j'ai reçu le premier coup de fil de Mogadiscio, j'ai dû faire répéter plusieurs fois les noms de celui qui avait perdu la vie et de celui qui était blessé, parce que je ne réussissais pas à y croire.
Joseph Albaney était un fils de notre terre et il en avait les qualités et les défauts. Il était un représentant typique, racé de notre paysannerie. Interprète subtil de l'âme des campagnards, il savait leur parler. Il avait cette rouerie de force de persuasion, cette capacité de se mettre en contact avec le monde valdôtain et je le dis parce que c'était une grosse qualité qu'il avait, que très souvent nous lui avons enviée, il avait en un temps de goût de la politique, mais le goût de la politique valdôtaine, il savait parfaitement se ranger d'une façon indépendante, originale dans les clans valdôtains. Il avait le goût de cette petite, mais souvent très intéressante, très liée à nos traditions, le goût de cette petite polémique que très souvent nous avons fait, lui et moi et presque je crois tous les Conseillers, qui siègent aujourd'hui au Conseil régional, avec lui. Il était un homme riche de dons, roublard, chrétien, mais qui savait qu'il y avait des arrangements avec le bon Dieu, sachant vivre, curieux, voulant voir et connaître les choses. C'est cet homme que nous avons perdu et nous le regrettons profondément. À sa famille, à ses enfants, nous présentons encore une fois les condoléances du gouvernement et du Conseil régional.
En même temps dans cet incident a perdu la vie un chauffeur somalien et nous renouvelons ici aussi nos condoléances au Gouvernement de la Somalie et nous le remercions pour la part qu'il a prise à notre douleur, pour la peine que s'est donnée pour que les conséquences de cet incident soient réduites au minimum, et nous souhaitons à notre ami, depuis longtemps, Monsieur Manganoni, de bien guérir et de revenir parmi nous au plus tôt".
