Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 167 du 21 octobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 21 OCTOBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 167/XI Ritiro della mozione: "Istituzione di un Servizio per la tutela del paesaggio".

Mozione Rilevato che la Giunta regionale nel definire, con la deliberazione n. 2552 del 23 luglio 1998 la "revisione della struttura organizzativa dei servizi della Giunta regionale. Configurazione delle strutture di primo, secondo e terzo livello" non ha previsto un Servizio per la tutela del paesaggio;

Evidenziato che la tutela del paesaggio è fondamentale per un territorio come quello della Valle d'Aosta;

Evidenziato altresì che gli uffici ed il personale che si occupano di tutela del paesaggio gestiscono ogni anno oltre mille richieste di autorizzazione, centinaia di domande di condono e formulano numerosi pareri in materia di pianificazione territoriale e di ambiti inedificabili;

Sottolinea la necessità di un apposito Servizio che coordini tale attività le cui ricadute sul territorio sono di enorme importanza;

il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale ad apportare le opportune modifiche alle strutture organizzative deliberate in modo da prevedere uno specifico Servizio per la tutela del paesaggio.

F.to: Curtaz - Beneforti - Squarzino Secondina

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) La mozione prende atto della circostanza che la Giunta regionale nel definire con propria deliberazione del 23 luglio 1998 la revisione della struttura organizzativa dei servizi della Giunta regionale, non ha previsto un Servizio per la tutela del paesaggio, Servizio che è, a nostro giudizio, fondamentale per un territorio come quello della nostra Regione.

Evidenziamo anche che gli uffici del personale che si occupano in effetti della tutela del paesaggio gestiscono ogni anno oltre 1000 richieste di autorizzazione, centinaia di domande di condono e formano numerosi pareri in materia di pianificazione territoriale e di ambiti inedificabili.

Quindi crediamo che, nella logica di un'efficace ed efficiente azione amministrazione nel campo della tutela del paesaggio, ambito che riteniamo strategico sotto ogni profilo per la nostra Regione, sia importante riattivare questo Servizio in modo che coordini le attività del settore le cui ricadute sono evidentemente di enorme importanza.

Per questo motivo brevemente concludo chiedendo che il Consiglio regionale impegni la Giunta regionale ad apportare le modifiche opportune alla struttura organizzativa in modo da prevedere questo specifico servizio anche nella nostra Regione.

Président Quelqu'un demande la parole? Je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Faccio solo una precisazione. Vorrei che questa chiacchierata che facciamo adesso sulla tutela del paesaggio fosse scevra da ricordi e reminiscenze del passato, io non ho intenzione di sollevarne. Dico solo che Curtaz ha illustrato la mozione in modo corretto, ma se posso permettermi apporterei una leggera correzione: non è che non sia stato previsto il Servizio, il Servizio c'è e continua ad esistere; non è stata prevista la figura del Caposervizio.

In effetti, con deliberazione della Giunta regionale del 23 luglio si è ridefinita la revisione della struttura organizzativa dei servizi e il Servizio di tutela del paesaggio in questa fase è stato accorpato alla Direzione del patrimonio culturale. Ciò rispondeva ad alcune volontà dell'Amministrazione, "in primis" quella di provvedere a riunire, al di là del fatto che non sia stato creato il Caposervizio, la tutela del paesaggio alla Sovrintendenza dei beni culturali. Perché questo? Perché c'era stata una prima fase sperimentale e transitoria determinata dalla legge n. 45 che aveva suddiviso in due parti la Sovrintendenza: da una parte la tutela del paesaggio con il suo Caposervizio, dall'altra le rimanenti parti della Sovrintendenza.

Ora, questa cosa alla prova dei fatti ha evidenziato alcuni problemi poiché sovente vi erano competenze che appartenevano ad entrambe le strutture e queste competenze condivise costringevano sia i cittadini, sia gli stessi funzionari ad occuparsi due volte della stessa pratica ed a fare degli equilibrismi che portavano a perdite di tempo sia da parte del funzionamento della struttura, sia da parte dei cittadini stessi.

Poi c'è stata un'altra ragione per cui si è proceduto a questo riaccorpamento. Intanto la Regione, come tutti sapete, ha competenza primaria in materia urbanistica e di tutela del paesaggio, mentre ha una competenza integrativa per quanto riguarda la tutela archeologica e monumentale, ma a parte la ragione prima esposta, c'è anche un'altra ragione che è quella che da più tempo sta avanzando a livello nazionale un dibattito che tenderebbe ad individuare la riunificazione delle sovrintendenze anche all'interno delle Regioni a Statuto ordinario. Sotto questo punto di vista l'Amministrazione e la Giunta hanno ritenuto, a parte tutta una serie di altre considerazioni, opportuno procedere alla riunificazione delle competenze della Sovrintendenza tutte all'interno di una stessa direzione e di uno stesso dipartimento.

Ciò detto, per venire all'aspetto pratico che il Consigliere Curtaz solleva, al di là di queste ragioni, una pratica e l'altra invece di tipo più generale e politico, sono state quindi riunite alle dipendenze di un'unica direzione la tutela del paesaggio, che come ho detto non aveva e non ha attualmente un Caposervizio e la tutela archeologica e monumentale.

C'è stata la decisione di provvedere ad un accorpamento momentaneo, e credo che anche il Consigliere Curtaz ne fosse a conoscenza, alle dirette dipendenze della Sovrintendenza ai beni culturali per consentire una prima riorganizzazione degli uffici e delle attività tenuto anche conto che nella fase del primo riordino non vi erano figure professionali individuabili che rispondessero, negli auspici dell'Amministrazione, ai requisiti di una maggiore razionalizzazione sulla base delle competenze professionali che ad avviso dell'Assessorato e dell'Amministrazione dovevano essere proprie di chi doveva occupare questa Direzione.

Per tale ragione, in questa fase transitoria - e dirò poi perché viene considerata transitoria - il Coordinatore del Dipartimento della cultura, che è anche il Sovrintendente in Valle d'Aosta, ha seguito personalmente, e quindi nella piena autonomia e sulla base delle responsabilità che gli derivano appunto dalla specificità di tale figura, le attività collegate alla tutela del paesaggio. Ricordo per inciso che la figura di Sovrintendente ai beni culturali non è di nomina politica o discrezionale, non è di competenza né della Giunta né dell'Assessore e che questa figura ha competenza nelle materie che gli sono proprie ed affidate per legge.

Questa responsabilità che il Sovrintendente ha avuto nella gestione del Servizio tutela del paesaggio mirava, oltre a tutto il resto, alla luce di quell'accorpamento che si è inteso fare nel riunire all'interno della Sovrintendenza tutte le competenze che le sono proprie, a ridefinire operativamente quest'unitarietà. In questi primi mesi, quindi, si è proceduto ad una riorganizzazione interna delle attività degli uffici, i quali con uno sforzo grande ed encomiabile e con senso di responsabilità ci hanno portato a queste considerazioni anche numeriche che illustro.

Ripeto, le illustro con animo scevro da qualsiasi tipo di polemica perché qui non c'è da attribuire al passato o al futuro o al presente delle colpe; sono dati che vengono fuori da una riorganizzazione che poi descriverò. E i dati che abbiamo sono questi: fino al mese di luglio 1998 le pratiche di autorizzazione venivano evase con una media temporale di oltre 5 mesi e mezzo dal loro invio in Regione; in seguito, e lo ribadisco non per merito dell'Assessore o di chissà chi, ma grazie alla collaborazione del personale, dell'archivio tecnico, allo spostamento interno e alla riattribuzione di alcuni compiti a figure professionali che già esistevano all'interno del Servizio, ad una riorganizzazione con procedure di lavoro e di suddivisione del territorio regionale in comunità montane, quindi con attribuzione a figure ben individuate di certe responsabilità, oggi siamo giunti a rispondere alle istanze entro tre mesi dal loro inoltro alla Regione.

In particolare, dall'inizio di agosto - e ricordo che il mese di agosto non è uno dei più felici dal punto di vista della produttività, non in questo Servizio ma in genere - sono state esaminate e liquidate 516 pratiche di autorizzazione rispetto al migliaio che anche nella mozione vengono descritte come pratiche inoltrate a questo Servizio.

Altre pratiche sono state per così dire messe direttamente agli atti, quindi istruite dai tecnici e già firmate dal Sovrintendente per quella che è la sua competenza e autonomia gestionale e quindi evase oltre alle 516 che sono state citate.

È opportuno spiegare il perché si è giunti a questi risultati che come ho detto non sono merito dell'Assessore attuale, di quello precedente o di quello futuro, ma sono merito dell'organizzazione degli uffici, grazie alla volontà e alla disponibilità dei dipendenti e dei funzionari. Infatti noi abbiamo degli istruttori tecnici che in questo momento si stanno facendo carico, al di là delle loro normali incombenze, di formare il personale tecnico su tutti gli argomenti che sono oggetto di attività istituzionale dell'Ufficio, ad esempio: condoni edilizi, sanatorie, eccetera, al fine di omogeneizzare - perché questa è una richiesta che viene dall'esterno molto sovente - la preparazione del personale stesso, di mettere in grado poi questo personale di dare delle risposte che siano il più possibile univoche e di redistribuire tutte le pratiche anche in relazione alla suddivisione territoriale che abbiamo detto prima.

Questo al fine di ottenere delle economie di scala, velocizzando l'azione amministrativa. Tale impegno occupa peraltro mezza giornata alla settimana queste persone che stanno facendo autoformazione all'interno e non lo fanno ovviamente per far piacere all'Assessore, ma per riorganizzare il loro lavoro.

Sulla base degli elementi che ho appena dato, ritengo che intanto un passo avanti si sia fatto. Non sto a riassumere ulteriormente gli elementi che ho citato prima, voglio solo dire che la mozione giunge a chiedere qualcosa alla quale già stiamo pensando perché c'era e c'è e ci sarà l'intenzione di creare la figura del Caposervizio della tutela del paesaggio. Credo che non in questa settimana, ma in quella successiva, la Giunta provvederà a tale nomina perché, avendo considerato non esaurito in senso generale ma completato questo compito di riorganizzazione, il Sovrintendente agli studi, che è anche Coordinatore e Responsabile della Direzione, ha provveduto ad avanzare già formalmente richiesta il 14 ottobre scorso di procedere all'istituzione della figura di Caposervizio nel Servizio della tutela del paesaggio.

Quindi la mozione mi ha dato modo di illustrare seppure parzialmente e in modo veloce questa cosa, ma tenuto conto che ci stiamo avviando verso questo tipo di soluzione, chiedo la disponibilità ai presentatori della mozione di ritirarla, se l'intento era quello di creare questa figura, perché in questo senso stiamo andando.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) L'intento era questo, era anche più ampio perché il nostro Gruppo ha presentato tutta una serie di iniziative assembleari in ordine ai problemi ambientali proprio con lo scopo di stimolare l'Amministrazione su questo punto.

Devo riconoscere che questo nostro martellamento comincia a dare dei primi frutti, se mi è consentito, perché alcuni dati che l'Assessore ha riferito non solo mi trovano in atteggiamento polemico, ma onestamente li apprezzo.

Li apprezzo anche se poi, ma questo lo dico solo in maniera incidentale e vale per ogni tipo di lavoro, al discorso quantitativo deve essere sempre associato il lavoro qualitativo, perché smaltire molte pratiche è una cosa importante e smaltirle bene è altrettanto importante.

Comunque mi dichiaro parzialmente soddisfatto delle precisazioni date dall'Assessore e dall'impegno che egli oggi si è preso ufficialmente, quindi aderisco al suo invito di ritirare la mozione.

Président La motion dont au point n° 22 est par conséquent retirée.