Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 553 du 7 avril 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 7 AVRIL 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 553/XI Disegno di legge: "Ulteriore autorizzazione di spesa per il completamento del collegamento ferroviario Cogne-Charemoz-Plan Praz di cui alla legge regionale 13 dicembre 1984, n. 68".

Articolo 1 (Autorizzazione di spesa)

1. Per il completamento del collegamento ferroviario per il trasporto di persone Cogne-Charemoz-Plan Praz, di cui alla legge regionale 13 dicembre 1984, n. 68 (Realizzazione del collegamento ferroviario per il trasporto di persone Cogne-Charemoz), è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 8.000 milioni (euro 4.131.655,19), di cui lire 3.000 milioni (euro 1.549.370,70) per l'anno 2000 e lire 5.000 milioni (euro 2.582.284,50) per l'anno 2001, che graverà sul capitolo 68090 del bilancio di previsione della Regione per il triennio 1999/2001.

2. Alla copertura della spesa di cui al comma 1 si provvede mediante utilizzo per corrispondenti importi annui delle risorse iscritte al capitolo 69020 del bilancio di previsione della Regione per il triennio 1999/2001, a valere sull'accantonamento B.2.1 (Realizzazione di impianti sportivi di rilevanza strategica).

3. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per il triennio 1999/2001 sono apportate le seguenti variazioni:

a) variazione in diminuzione:

Capitolo 69020 "Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento"

anno 2000 lire 3.000.000.000

anno 2001 lire 5.000.000.000 ;

b) variazione in aumento:

Capitolo 68090 "Spese per la realizzazione del collegamento ferroviario-tramviario Cogne-Charemoz-Plan Praz"

anno 2000 lire 3.000.000.000

anno 2001 lire 5.000.000.000 .

Président Le projet de loi en question a reçu l'avis favorable unanime de la part de la IVème Commission du Conseil. Le Conseiller rapporteur a bien voulu nous faire parvenir un rapport écrit qui vient d'être distribué. La parole au rapporteur, Conseiller Cerise.

Cerise (UV) Evidemment à cette relation a contribué aussi le Conseiller Borre. Par ce projet de loi l'on entend procéder au financement de 8 milliards de lires échelonnés sur les années 1999-2001 en vue de l'adjudication, par appels d'offres déjà prévus, des travaux d'achèvement.

Il ne s'agit pas d'une enveloppe supplémentaire, en sus du versement de 38 milliards de lires fixé par la loi n° 21/96, mais d'un réajustement, opéré par un prélèvement de 8 milliards de lires sur les fonds globaux: une somme comprise dans celle prévue par la loi régionale n° 21 et affectée entre-temps à d'autres exigences budgétaires; car il aurait été illogique de bloquer cette somme en attendant de mettre au point les procédures relatives à sa destination effective.

L'achèvement de cette ligne, que l'on espérait depuis longtemps, renforcera la desserte de Cogne et, de plus, constituera une intéressante diversification de l'offre touristique de deux localités de renom.

La ligne ferroviaire Cogne-Charemoz-Plan Praz est une parfaite introduction dans le contexte minier de Colonna redécouvert sous un aspect touristique et culturel et constitue la meilleure valorisation des espaces de grande valeur environnementale et paysagère qui caractérisent les deux stations.

Président Je présents mes excuses au collègue Borre dont j'avais oublié l'importante contribution au sein de la IIème Commission qui avait exprimé à la majorité des voix un avis favorable. La parole au Conseiller Nicco.

Nicco (GV-DS-PSE) Sulla questione del trenino Cogne-Charemoz il Consiglio ha discusso infinite volte e non voglio certo riprendere oggi quella discussione.

Dopo una quindicina di anni giungiamo al completamento, forse, di questo collegamento. Proprio per l'imminenza di questo collegamento vorrei cogliere l'occasione per formulare almeno una domanda, anche se, non essendo in aula l'Assessore competente in materia di trasporti, la risposta potrà venire anche in seguito. La domanda, molto semplice è: quali sono, se vi sono, le indicazioni per la gestione di quel collegamento?

A suo tempo, mi riferisco agli anni 1992-1993, era stata avviata una riflessione in merito che si fondava sul principio della non gestione diretta di quel collegamento da parte della Regione; si parlava allora anche di individuare forme diverse, alternative, di gestione, per esempio una società ad hoc che si occupasse di altri segmenti di trasporto pubblico regionale, in particolare della Buisson-Chamois che oggi continua a dipendere direttamente dall'Amministrazione regionale, il che a mio modo di vedere continua ad essere un vero assurdo, ma poi anche di ulteriori segmenti di trasporto, in particolare di un importante segmento di cui dovremo occuparci in seguito, la tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier.

Oggi voglio solo porre questa questione sulla quale potremo discutere anche in seguito.

Président La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (FI) Devo dire che con una certa sorpresa ho appreso della notizia di questa delibera non tanto perché non ci aspettassimo un deliberato in questo senso perché già in sede di bilancio si era potuto discutere dello stato di avanzamento dei lavori del tratto ferroviario, chiamiamolo così, Cogne-Plan Praz, ma perché questa delibera che il relatore ha detto che non tratta di un aumento di finanziamento, ma di una correzione o di un adeguamento, in realtà è un vero e proprio aumento di costo visto che in una fase iniziale il 12 gennaio 1999 si era provveduto ad una riduzione del capitolo di spesa da 14 a 10 miliardi ed oggi, a distanza di pochissimi mesi - dico oggi perché viene in Consiglio oggi, ma in realtà già da un paio di mesi - si è acquisita la consapevolezza che i calcoli erano non so se dire errati o non stati calcolati forse in maniera giusta, insomma si rende necessario questo deliberato per rifinanziare il capitolo di spesa di questo tratto ferroviario.

Al di là del merito della delibera, noi ribadiamo la nostra posizione su quest'argomento.

Cogne ha bisogno senz'altro di questo tratto ferroviario alla condizione che questo si dimostri poi un tratto utile all'ampliamento dell'offerta turistica così come diceva il relatore e su questo noi nutriamo ancora qualche perplessità, ma perché ancora di certo ci sono sicuramente i finanziamenti, di certo c'è che ancora siamo a distanza di 15 anni, come diceva il Consigliere Nicco, a parlare di questo completamento che anche lui ha detto speriamo possa essere questo l'ultimo atto per arrivare poi alla fruizione di questo servizio che è costato oltre che 15 anni, una trentina di miliardi.

Noi continuiamo ad avere dei dubbi non tanto sull'utilità, ma sulla funzionalità e sulla gestione di questo servizio tant'è che proprio in questi ultimi anni anche nella stessa vallata di Cogne si è cominciato a parlare del tratto parallelo, suppletivo, aggiuntivo della funivia, di cui si è parlato, ma è anche questo un progetto che si è arenato da qualche parte.

Ribadiamo che sul merito della delibera questo andare avanti e indietro sui capitoli di spesa, sul delegare prima 14 miliardi e poi ridurli a 10 e poi oggi ripresentarsi in Consiglio con questo disegno di legge n. 19, per rifinanziare di nuovo altri 8 miliardi, quindi portare da 10 a 18 dimostra come minimo uno stato di avanzamento in mezzo alla nebbia.

Forse sarebbe opportuno, visto che si tratta di Cogne, che gli amministratori che si stanno occupando di questa vicenda cominciassero a fornirsi di quell'elmetto con lampada in modo da cominciare a vedere un po' più chiaro sulla fine di questo tunnel.

Noi abbiamo ancora delle perplessità legate alla fruibilità di questo servizio, legate alla portata oraria delle persone, se ne continua a parlare, ma una relazione conclusiva di efficacia e di efficienza di questo servizio ancora non c'è.

Si sottolinea in occasione dell'apertura di questo tratto ferroviario - diceva il relatore - il suo indubbio servizio aggiuntivo; certo, lo sarà, un beneficio o un qualcosa lo porterà.

Non vorremmo andare a scoprire che il costo che abbiamo sopportato per quel beneficio, che poi magari può tradursi in poco beneficio per la comunità di Cogne e la frontale comunità di Pila, possa essere in realtà non coerente con gli enormi investimenti che sono stati oggi posti in essere in questi 15 anni e con questa delibera ancora.

Continuiamo a dire che siamo sostanzialmente favorevoli al progetto, ma vorremmo una volta capire, purtroppo non si riesce a saperlo, lo abbiamo chiesto in sede di insediamento di questa Giunta sul programma di questa maggioranza, lo abbiamo chiesto in occasione dell'approvazione del bilancio, lo chiediamo ancora oggi perché non si tratta più ormai di essere a favore o contro il trenino, ci è costato talmente tanti miliardi che la via di uscita obbligata a questo trenino è la sua apertura, ma rimaniamo perplessi quando a distanza di non so quanti mesi dalla sua operatività reale non sappiamo ancora se per la stagione invernale 1999-2000 potrà essere già fruibile oppure se lo sarà per la stagione 2000-2001 e non si riesce ancora a capire non solo chi lo gestirà, Consigliere Nicco, ma soprattutto quanto beneficio potrà portare in termini di portata viaria e quanto costerà sostenere l'ampliamento del servizio.

Il dibattito sul treno di Cogne credo che non si possa fare prescindendo dal ragionamento sulla funivia di Cogne, di cui si parla, ma anche questo è un progetto che rimane ancora nei cassetti.

Forse se i due progetti fossero complementari fra di loro, si potrebbe parlare di un reale beneficio; per il momento l'unica cosa che possiamo constatare è l'enorme costo di quest'operazione, l'enorme costo con l'indubbio beneficio. Ecco, io non sono certo come il relatore nel dire che questo è un indubbio beneficio per la vallata di Cogne. Credo che oggi l'unica cosa indubbia che c'è è il costo molto alto e che credo nessuno degli amministratori che ha iniziato questo progetto potesse pensare si potesse arrivare a cifre così importanti.

Altra cosa certa è che il dubbio su questo progetto viene nel momento in cui si sente parlare di un servizio di 150 persone/ora; il che spaventa perché se 500 persone dovessero alla mattina e alla sera spostarsi, solo 500 utenti da Cogne a Pila e ritorno vorrebbero dire ore di coda in attesa con gli sci in mano per poter rientrare in Cogne o per poter andare verso Pila.

I problemi ci sono; ripeto, incertezze ce ne sono tante, forse riuscissimo ad avere una relazione definitiva di data di apertura del servizio con fruibilità con indicazioni di gestione e anche con indicazione di presunti costi di gestione forse ogni Consigliere sarebbe più sereno nel dire che questo è un indubbio vantaggio per la comunità di Cogne. Per il resto, questa legge ci pare un ennesimo atto di andare avanti un passettino alla volta in mezzo a tanta confusione, tanta nebbia e tante incertezze, di certezze ce ne sono veramente poche.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Su quest'argomento il sottoscritto e anche il gruppo degli Autonomisti già più volte è intervenuto in quest'aula e anche fuori di quest'aula per sostenere la propria posizione che è una posizione diversa da quella di Forza Italia o del Consigliere Nicco anche se condividiamo alcune perplessità da loro sollevate.

Vorrei qui ricordare alcune domande che noi abbiamo fatto soprattutto in questi ultimi due, tre anni, anni che sono stati costellati dalla mancanza di autorizzazione da parte del ministero e così via proprio sull'aspetto della sicurezza della galleria, anni nei quali abbiamo visto lievitare il costo complessivo di quest'opera che arriverà a circa 50-60 miliardi alla fine. Lattanzi dice che ormai siamo arrivati quasi alla fine, finiamo la spesa anche se poi il ritorno potrà essere talmente minimo da non giustificare la spesa di investimento sostenuta per quelli che saranno i risultati, ma io voglio ribadire una cosa che abbiamo già detto più volte come Autonomisti; secondo noi la cosa importante che non è mai arrivata in questo Consiglio anche se più volte dal sottoscritto richiesta, è un piano sulla futura gestione, caro Lattanzi e caro Nicco.

Qui non si tratta di dire se lo gestirà direttamente la Regione oppure una società; si tratta di sapere, perché quest'impianto possa essere mantenuto in sicurezza con le entrate che deriveranno dagli utilizzatori, quali saranno quindi i ricavi e quali saranno le spese minime e quindi quale sarà la cifra di debito annuale che quest'impianto creerà dal momento in cui entrerà in funzione, che venga utilizzato da un privato o dalla Regione direttamente.

A questo tema ve n'è un altro collegato: il disavanzo lo affronterà il Comune di Cogne e la comunità montana o lo affronterà la Regione o lo si affronterà insieme?

Questi sono i due temi ai quali non abbiamo mai avuto risposta o meglio sul primo non abbiamo avuto nessun parametro che potesse farci vedere il futuro quadro di quella che sarà la gestione di quest'opera; sul secondo invece abbiamo già visto cambiare più volte le intenzioni perché fino all'anno 1997 ad alcune interpellanze del sottoscritto si è sempre risposto dicendo che il Comune di Cogne e la comunità montana dovranno farsi carico delle spese di gestione mentre nel 1997 in una riunione fatta nel Comune di Cogne con la popolazione e con il Consiglio comunale l'Assessore Riccarand in quella sede e una ventina di giorni dopo in questa sede cambiò completamente tesi e disse che le spese di gestione le avrebbe affrontate la Regione, da quel momento non si è più saputo niente di ufficiale.

Quindi le mie domande sono due essenzialmente: una se si è mantenuta la posizione che le future spese di gestione di quest'impianto saranno sostenute dalla Regione oppure si è tornati indietro a prima del 1997 per cui queste spese saranno sostenute dagli enti locali insieme alla Regione oppure solo dagli enti locali; l'altra, di poter disporre di un piano di gestione di massima, indicativo.

Anche perché dopo le sciagure che abbiamo vissuto ultimamente e andando verso maggiori normative di sicurezza non vorrei che fra tre anni questo tratto ferroviario di collegamento diventi inutilizzabile e in tal caso inviterei a fare un po' di riflessione oggi perché per chi non conoscesse il progetto, Lattanzi ha detto che non aveva visto il progetto e neanch'io ma, proprio partecipando ad alcune riunioni a Cogne e in altre sedi, posso dire che quel tunnel un domani ferroviario ha delle caratteristiche abbastanza difficili perché le cabine sono molto ridotte e strette.

Al Consigliere Lattanzi do io una risposta sul discorso sciistico: è chiaro che il discorso sciistico non può essere risolto con quel trenino, questa è stata un'ammissione perché fino al 1997 l'Assessore Riccarand ha sempre ribadito che serviva anche per il discorso sciistico, dal 1997 onestamente in quest'aula in sede di approvazione del bilancio - ho sotto mano il dibattito del 10 novembre 1997 - l'Assessore Riccarand precisò che si abbandonava lo scopo di risolvere il problema sciistico, ma che era un discorso valido soprattutto per l'estate ed era eventualmente una via di fuga per gli abitanti di Cogne.

Concordo che potrà servire come via di fuga però, se questo trenino servirà solo in estate, servirà solo per portare i turisti che da Aosta salgono a Plan Praz, scendono fino alla stazione di partenza e poi vanno a Cogne per visitare il museo minerario, se è solo questo lo scopo di finire quest'opera, abbiamo fortissime perplessità.

Aspetto essenzialmente due risposte dalla Giunta: una sul discorso delle future spese di gestione, chi le dovrà sostenere; l'altra su quello che sarà l'ammontare delle spese di gestione, quantificate, studiate, preventivate, presumo che dopo anni di richieste in tal senso qualcuno della Giunta abbia ottemperato a questa richiesta per sapere un domani che disponibilità mettere a bilancio.

Anche perché ad oggi ci sono solo le dichiarazioni di Riccarand nel dibattito del 10 novembre 1997, ma nel bilancio pluriennale non ho visto niente di tutto questo, non ho visto nessun segnale affinché un domani, messo in opera l'impianto, la Regione abbia già ipotizzato di sostenere le spese di conduzione.

Président Si personne ne demande la parole, je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Per chiarire bene la portata di questa legge, nel senso che per quanto riguarda i lavori eseguiti e i lavori da eseguire, per quanto riguarda le previsioni dei costi, per una volta le previsioni sono corrette, sono state fatte, nel 1996, con la legge n. 21, in modo corretto e quindi le variazioni che si sono succedute con vari provvedimenti di leggi finanziarie non sono state fatte perché si viaggia nella nebbia, ma proprio perché abbiamo gestito correttamente delle risorse finanziarie; risorse che non avrebbe avuto molto senso tenere ferme lì, considerato che su una serie di problematiche ci sono stati dei ritardi e che quindi non era possibile espletare allora, nel 1997 e nel 1998, gli appalti.

Le risorse dunque sono state modulate in modo tale da poter coprire le esigenze per la deliberazione degli appalti, quindi sul costo complessivo dell'opera, ripeto, per una volta le previsioni sono state fatte in modo corretto e non si sforeranno i 60 miliardi a suo tempo previsti e quantificati con i 12 miliardi della legge n. 68/84, i 10 miliardi della legge n. 62/89 e i 38 miliardi della legge n. 21/96, più volte rimodulati e per l'ultima volta adesso con questo provvedimento. Va tenuto conto che per l'ultimazione del lavoro si tratta ancora di appaltare ed abbiamo pronta la documentazione necessaria, gli impianti elettrici e di sicurezza per un ammontare di 11,5 miliardi.

Per quanto riguarda la problematica più complessiva e impegnativa della gestione e dei costi di gestione, sono spiacente che non ci sia l'Assessore ai trasporti che segue la questione; posso riferire sulle linee e sugli orientamenti che, nel corso di una riunione tenuta nel mese di luglio con il Presidente della Giunta e i responsabili degli enti locali, abbiamo tracciato, scopo di quella riunione era proprio quello di fare il punto della situazione e per verificare cosa rimaneva da fare per concludere il discorso. L'Assessorato del turismo e dei trasporti sta lavorando per definire quale sarà il soggetto a cui sarà affidata la gestione di questa struttura; la direzione sulla quale si sta lavorando è quella indicata dal Consigliere Nicco, quindi stanno verificando le modalità e il tipo di partecipazione ad una società a cui sarà affidata la gestione.

Mi dispiace, Viérin, adesso non ho dati sui costi di gestione e sui piani di gestione; riferirò puntualmente al collega Lavoyer anche le richieste, le valutazioni, i dubbi che sono stati espressi dal Consigliere Lattanzi circa la funzionalità dell'opera nel suo complesso, la risposta che quest'opera può dare alle aspettative della comunità di Cogne.

Mi limito a concludere con una battuta che mi deriva dalla constatazione che si tratta di un progetto partito nel 1985 sulla base di certi presupposti che a 14 anni di distanza può anche essere possibile non siano più gli stessi, quindi si tratterà nelle valutazioni di prendere atto dei cambiamenti che in 14 anni possono esserci stati.

Président La parole au Conseiller Lattanzi pour déclaration d'intention.

Lattanzi (FI) Avevo dimenticato in sede di dibattito generale di sollevare ma, non essendoci l'Assessore diventa difficile avere le risposte, un'altra riflessione che è quella che lo storno di questo capitolo di spesa viene a carico del capitolo 69.020 del bilancio di previsione, in particolare sull'accantonamento B2.1 che era la realizzazione di impianti sportivi di rilevanza strategica.

Credo che, al di là della risposta di buon senso che l'Assessore ha tentato di dare, qualche cosa che non quadra ci sia. Lei mi può anche dire che questa delibera è coerente con le previsioni di spesa che voi avete fatto e che andiamo solo a confermare un preventivo, però diventa difficile sostenerlo con un minimo di logica quando la stessa delibera cita che, articolo 19, comma 4, della legge finanziaria 1999, la legge regionale n. 1/99, la residua autorizzazione di spesa è stata ridotta da 14 a 10 miliardi e poi il capitolo successivo dice che le effettive necessità di spesa recentemente ricalcolate, anche alla luce delle nuove opere necessarie soprattutto in materia di sicurezza, al fine di poter avviare l'appalto, ammontano invece a 18 miliardi. Quell'invece non è programmazione, Assessore; quell'invece è un problema che ci è arrivato fra i piedi nel durante.

Lei dice che questa è una delibera che va a rimodulare; io forse sono più d'accordo con lei sulla sua ultima affermazione, cioè che a distanza di 14 anni un'opera che era stata disegnata con certi obiettivi e con certi costi - ricordo che si parlava di 20 miliardi - oggi arriva a sfiorare i 60. Si dice che quando si è in ballo si balla perché oggi fermarsi vuol dire buttare via 50 miliardi e dire a quelli di Cogne che, dopo aver speso 50 miliardi, non avranno neanche il beneficio di quei 150 passeggeri orari e ribadisco la mia preoccupazione nel pensare a 500 persone in piedi in coda per 4 ore con gli sci in mano per tornare a casa… cosa c'è, Cottino? È così, a meno che non sia un dato falso… va bene, se vogliamo fare le virgole, dividiamo per due e quindi due ore e mezzo, allora vedrai che starai anche tu due ore e mezzo con gli sci in mano alle cinque e mezza di sera per tornare a casa alle otto di sera e ti fai la doccia in albergo e poi mi dici se questo è un servizio di un paese turistico.

Se vogliamo fare demagogia o strumentalizzare su questa cosa, possiamo anche giocarci le cose, Cottino, fare le parti del partito, però credo che, quando si parla di cose concrete su cui c'è da parte di tutti la volontà di dare a quella comunità, come ad altre, un servizio per ampliare l'offerta turistica poi comunque bisogna prendere atto delle incongruenze e dei problemi che nascono. Non si può continuare a dire che va bene comunque anche se stiamo facendo delle stupidaggini; bisognerebbe anche dire che forse abbiamo dei problemi e andiamo avanti cercando di risolvere i problemi magari tutti insieme.

Ci sono ancora 11 miliardi per la sicurezza, io sollevo le perplessità legate alla sicurezza che anticipava Marco Viérin, però credo che questa delibera sia frutto, lo ribadisco, non di un rimodulare un progetto che è conosciuto, definito, preciso e concreto nella sua efficacia, nei suoi ritorni, nell'ampliamento dell'offerta turistica, ma sia più una delibera ormai andiamo avanti perché abbiamo speso talmente tanti soldi che fermarci sarebbe buttar via delle risorse di tutti i cittadini valdostani, quindi l'andare avanti è quasi obbligo. Ma non possiamo non sollevare la perplessità della sicurezza perché non dobbiamo immaginare cosa potrebbe succedere se rimane bloccato il treno lì dentro con 150 persone dentro.

Sul discorso della gestione l'Assessore ha anticipato che ci sono stati nel luglio dello scorso anno dei pourparlers per affidare a una società…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… stanno valutando l'opportunità di arrivare a una società, mi pare che non si parli di appalto… non lo sa. I dati sulla sua efficienza non li ha potuti dare perché non è lui o perlomeno più lui. Su questa delibera, non sulla delibera in sé, ma sul progetto non possiamo che essere d'accordo per andare avanti e cercare di aprirlo il più presto possibile, però credo che alla domanda di qualcuno di Cogne per sapere se il progetto alla fine avrà per loro un ritorno positivo, oggi forse neanche il Presidente della Giunta sia in grado di dire quale sarà il reale beneficio. Non a caso si parla di una funivia Cogne-Pila per sostenere un reale ritorno turistico e un reale ritorno di servizio operativo dell'offerta turistica.

Diventa difficile continuare a sostenere a spada tratta l'operatività di questo progetto per quanto ci riguarda, noi ci asteniamo così come abbiamo fatto in altre occasioni sperando che la Giunta e la maggioranza abbiano idee più chiare di quelle che hanno ancora oggi, a distanza di 50 miliardi di investimenti già fatti, e ci auguriamo che la comunità di Cogne possa al più presto cominciare a trarre un piccolo beneficio da questa struttura.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Dispiace anche a me che non ci sia l'Assessore competente, però onestamente mi aspettavo delle risposte diverse perché dopo tre anni che chiediamo di avere almeno un preventivo di massima dei costi di gestione, ancora oggi non disponiamo di un dato e non credo che la Giunta attuale, come la Giunta della passata legislatura, non abbia una persona che possa dedicarsi mezza giornata per fare un conteggio approssimativo.

La nostra paura è che i costi di gestione di quest'impianto andranno su una cifra non distante dai 3-4 miliardi all'anno perché da voci di corridoio mi pare che ci vogliano una trentina di persone per far funzionare l'impianto, ci saranno spese di manutenzione e così via e alla fine vorrei vedere chi gestirà questa cosa.

Ritornando alle passate vicende, non mi sembra che abbiano obbligato la completa realizzazione dell'opera rinviando successivamente il come affrontare il tema di tenerla in piedi; mi sembra che sia una cosa logica per la pubblica amministrazione e come certamente non farebbe nessun privato.

Diceva bene prima l'Assessore Vallet, sono 60 miliardi spaccati perché sarebbero 64, ma 4 vengono dati dallo Stato e quindi se vogliamo ribadire che quelli dati allo Stato non sono spese della Regione, sono comunque 60 miliardi.

Purtroppo io ritengo che saremo chiamati di nuovo a investire altro denaro in quest'opera perché se è vero che, visto che si è iniziata l'opera, bisogna finirla, noi nel programma triennale 96/98, quando approvammo i 38 miliardi di spesa, dicemmo già allora, quindi già oltre tre anni fa, le cose che ho detto oggi, quindi se allora avessimo fatto una riflessione, ne avremmo spesi 22 anziché 64, questi 42 di differenza li avremmo potuti utilizzare non solo per fare la funivia, ma anche per qualcos'altro!

Continuiamo a ritenere che non è sbagliato utilizzare quella galleria per dare un'alternativa di accesso viario alla valle di Cogne, ma riteniamo che poteva essere utilizzata in maniera diversa perché non può essere utilizzata a fini di trasporto di turisti per espletare l'attività sciistica nel comprensorio di Pila, cosa che tutta la comunità di Cogne ci ha chiesto con forza perché la comunità di Cogne non può più vivere solo di sci di fondo.

E nel contempo il comprensorio di Pila ha bisogno di avere più flusso, lo sappiamo tutti, soprattutto coloro che hanno partecipato a due o tre incontri con la comunità di Cogne e in altre riunioni, quindi non si riesce a capire perché già allora, nel 1995, la volontà era quella di continuare ad andare a tutti i costi in questa direzione. Non voglio fare l'uccello del malaugurio, però sappiamo che sarà un continuo correre dietro i tempi per poterla tenere a norma di sicurezza perché la galleria è lunga 7 chilometri ed è un budello.

Allora se non ci fermiamo un attimo a ragionare su queste cose, ci ritroveremo di qui a qualche anno di nuovo a discutere della stessa cosa: quanti soldi buttati via, cosa ne facciamo adesso, come la riconvertiamo, non ci conviene spendere 3-4 miliardi all'anno ma ci conviene riconvertirla, viene utilizzata da pochissima gente e così via. Anche perché un'altra analisi che mi ero dimenticato prima di fare, ma che ho già fatto in anni passati, è la seguente. Si è voluto a tutti i costi fare il collegamento Charemoz-Plan Praz e, per chi non capisce, è il luogo dove si esce dalla galleria e si deve salire per andare a sciare a Pila; lo sciatore che viene da Cogne fa già la coda, va a Charemoz, prende il tratto che va da Charemoz a Plan Praz poi arriva a Plan Praz, lì cosa deve prendere? Deve prendere una terza telecabina che è quella Aosta-Pila e se qui abbiamo il flusso che sale da Pont Suaz per andare a sciare a Pila, voglio vedere quando uno troverà le cabine vuote per andare a Pila!

Magari deve aspettare un'altra ora che finisca il flusso da Aosta per poter salire oppure si faranno aspettare le persone a Pont Suaz per lasciare salire per mezz'ora cabine vuote, per portare gli sciatori in cima, quindi anche l'Assessore Riccarand su queste cose onestamente aveva ammesso che non poteva essere utilizzato per il discorso sciistico e allora perché siamo andati a spendere altri 15-16 miliardi o quello che è il costo per il collegamento Charemoz-Plan Praz?

Questo lo abbiamo deciso un anno e mezzo fa, non oltre; allora si poteva ancora bloccare questa scelta e utilizzarlo veramente solo come via alternativa e per un discorso di collegamento estivo, di visite estive al museo, alla valle di Cogne da parte di turisti di Aosta e così via e si sarebbe potuto utilizzare giustamente anche la telecabina che va su da Pont Suaz, però fatte queste considerazioni, presumo che a tutti i colleghi appaia evidente che su questo tema purtroppo avremo ancora da discutere. Quello che farebbe veramente male è dover dire un domani: lo si era detto, i dubbi c'erano, non bisognava finirlo, bisognava almeno risparmiare quei 42 miliardi, però ci si troverà in una situazione peggiore di quella di oggi.

È per questo che noi, come abbiamo fatto in sede di approvazione del triennio 1996-1998 e in altre occasioni anche con interpellanze, non voteremo questo provvedimento e ci asterremo dal votarlo.

Président La parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV) Solo per fare alcune precisazioni, anche se mi rendo conto - sono il primo a rendermene conto - che diventa abbastanza difficile oggi difendere a spada tratta questo progetto soprattutto se si tiene conto che il progetto attuale non è sicuramente quello con cui si è partiti.

Fatta questa precisazione però, ci si dimentica completamente di dire del perché il discorso della portata di oggi non è più quello che era stato preventivato, non soltanto dalle amministrazioni locali o dalla Regione, ma soprattutto dai progettisti in perfetta buona fede e con un primo preciso impegno del ministero competente.

Cosa che è stata poi completamente travisata e i progetti stessi sono stati completamente modificati, dall'A alla Z, ma non dalla Regione per capricci o dai comuni che si sono inventati qualcosa di diverso; sono stati modificati per esigenze molto discutibili, e lo risottolineo per quanto mi riguarda molto discutibili, da parte dei dirigenti del ministero competente.

Si era parlato di 450-500 persone/ora; adesso vederselo portare a 150 scarse chiaramente è diverso, non soltanto, è diverso anche il costo che è lievitato nel frattempo, ma è diventato sicuramente diverso anche l'utilizzo e la portata del progetto stesso. Da qui però a dire che questo non è più valido a fini turistici o soprattutto a fini sciistici…, mi permetto di dissentire completamente perché anche qui, mentre concordo sulla necessità di approfondire il modo di gestione, sicuramente l'utilizzo non può che essere, non dico "soltanto", ma anche quello destinato al settore sciistico.

Si tratterà di vedere con quale modalità utilizzarlo, ma certamente non è così catastrofico come lo si presenta anche perché, collega Lattanzi, lo dico come battuta evidentemente, per trasportare 500 persone se tengo conto del primo viaggio, in 2 ore trasporto 450 persone circa…

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

… non ho detto che 2 ore di coda va bene, si tratta solo di ragionare e vedere come organizzarlo. Non ho detto che questa dovrebbe essere la prima funzione, ho detto "anche" e ho sottolineato "anche ai fini sciistici". Per cui, se è vero che questo non è soltanto ai fini sciistici, si tratta da parte nostra in questo caso di vedere come vogliamo utilizzarlo o come riusciamo sotto l'aspetto turistico - passatemi il termine che non è molto bello - a vendere questo prodotto. Da moltissime parti questo avviene e avviene con dei risultati estremamente interessanti e importanti per cui a mio modo di vedere, anziché andare a cercare il pelo nell'uovo, andiamo a vedere come si può gestirlo, facendo in modo che le spese fatte, abbiano dei risultati. Per esempio, continuo a sostenere, l'ho detto in più riprese, lo voglio risottolineare oggi, che la battaglia per il doppio convoglio non può essere chiusa.

Il doppio convoglio non vuol dire esattamente raddoppiare la portata, ma vuol dire avvicinarsi al doppio della portata e può essere interessante soprattutto se si tiene conto di quanti locomotori vengono richiesti per questioni di sicurezza.

Anche qui, chi si preoccupa della sicurezza ha tutte le ragioni soprattutto oggi, ma vi invito ad andare a verificare le richieste fatte in questa direzione, cito una sola per sottolineare quanto sono stati pignoli a livello ministeriale.

Per spingere quel treno è sufficiente un locomotore, ne hanno pretesi cinque, di cui due nel convoglio, uno di riserva per ogni stazione e sono quattro, in più hanno detto: "Siccome avete un diesel di cui non sapete cosa fare, mettetelo a posto perché controlleremo che anche quello sia in regola", dunque di locomotori ne basta uno, ne hanno pretesi cinque. Questo per dirvi che il ministero non è stato di manica larga sotto l'aspetto della sicurezza, ma ha previsto tutta una serie di cose per cui, anche alla luce di quello che è successo, possiamo avere non dico la tranquillità assoluta, cosa che non si può mai avere, ma avere perlomeno a livello di coscienza, una certa tranquillità.

Naturalmente noi voteremo dunque a favore, questo mi pare più che evidente ma, secondo me, la battaglia per il doppio convoglio non deve essere tralasciata completamente, si tratterà inoltre di studiare a fondo le modalità di gestione, ma non solo sotto l'aspetto economico, cosa sicuramente importante, ma anche nelle modalità con cui si vuole mettere in marcia questo tipo di servizio in modo da evitare - su questo Lattanzi ha ragione - il discorso che se ci sono 500 persone, si facciano 2 ore di code perché programmando bene il servizio, almeno in parte, se non totalmente, queste code si possono ridurre.

Per cui prendiamo le cose buone, cerchiamo di analizzarle fino in fondo per migliorarle e non solo per fare le Cassandre, perché se su alcune cose è importante farlo, non bisogna farlo su tutte.

Président Il a été par erreur matérielle oublié d'insérer dans le texte la déclaration d'urgence. Je me permets de vous soumettre son adoption après l'article 1er comme l'Assesseur Vallet vient de me solliciter.

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Frassy, Lattanzi, Marguerettaz, Tibaldi, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets donc au vote l'article 2 dont je donne lecture:

Articolo 2 (Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Frassy, Lattanzi, Marguerettaz, Tibaldi, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote la loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Frassy, Lattanzi, Marguerettaz, Tibaldi, Viérin M.)

Le Conseil approuve.