Objet du Conseil n. 320 du 17 décembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 17 DÉCEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 320/XI Ritiro della mozione: "Costituzione di un gruppo di lavoro per fronteggiare il problema del suicidio in Valle d'Aosta".
Mozione Preso atto del triste incremento di suicidi registrato in questi ultimi anni in Valle d'Aosta;
Considerato quanto emerso dal convegno organizzato dalla consulta giovanile regionale, avente per tema "Riflessioni sul problema del suicidio in Valle d'Aosta" nel corso del quale psicologi, personaggi del mondo della comunicazione e della Chiesa, primo fra tutti il Vescovo di Aosta, sono risultati concordi nel ribadire che il suicidio è da considerarsi fenomeno sociale e non mera tragedia personale del singolo, le cui cause spesso vanno ricercate nelle relazioni interpersonali e nell'ambiente frequentato dall'individuo;
Visto che il problema del suicidio costituisce elemento di profonda analisi e riflessione di tutto il mondo civile e quindi anche della componente politica;
tutto ciò premesso il Consiglio regionale
Impegna
La Giunta regionale a predisporre, entro sessanta giorni dall'accoglimento della presente mozione, un gruppo di lavoro, composto da esponenti di primo piano del mondo religioso, socio-sanitario e di tutte le componenti del mondo civile, finalizzato ad analizzare approfonditamente, ad interpretare e possibilmente a trovare ipotetiche soluzioni rivolte ad arginare questo dolorosissimo fenomeno che attraversa in modo inquietante la società valdostana.
F.to: Lanièce - Comé
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Nessuno può negare che il fenomeno del suicidio rappresenti in Valle d'Aosta purtroppo e ultimamente una costante negativa radicata nel tessuto sociale della nostra Regione e questo anche in base a dati statistici. Nel periodo 1981-1997 ci sono stati 334 suicidi e dal 1991 al 1997 ben 161 suicidi, con una media annua di 23 suicidi.
I dati evidenziati dalla tavola rotonda "Riflessione sul problema del suicidio in Valle d'Aosta", un dibattito molto interessante al quale la nostra mozione fa riferimento, mostrano un andamento in crescita del problema. Su questo fatto voglio fare una prima considerazione. Credo che fino ad oggi fosse tendenza generalizzata da parte delle istituzioni quella di tacere o quanto meno non enfatizzare la reale portata del fenomeno; insomma di suicidio in Valle era meglio non parlare e così nessuno ne parlava, tranne i giornali. Il fenomeno suicidio era quindi affrontato fino a ieri solo dalla cronaca, uno strumento senz'altro non il più adatto a trattare la questione.
I Valdostani, pur sapendo tutti che il problema esiste, non sono mai stati posti ufficialmente di fronte alla questione e questo ha fatto più male che bene anche perché come sapete il modo migliore per iniziare ad affrontare un problema è quello di parlarne schiettamente senza timori o reticenze.
Oggi mi sembra che a questo riguardo qualcosa stia cambiando; non solo la tavola rotonda testé richiamata, ma anche un approccio generalizzato dei servizi, dei mezzi di informazione e dell'opinione pubblica in generale sta lentamente trasformando il mostro oscuro del suicidio in un fenomeno sociale, comunque gravissimo, ma da affrontare a viso aperto con profondo senso di autocritica e senza facili o falsi moralismi. Questo non perché la Comunità valdostana debba necessariamente sentirsi in colpa per la presenza di una piaga sociale, che da sempre attraversa tutte le società indipendentemente dal loro grado di civilizzazione e di benessere, ma perché un confronto con il fenomeno costituisce senz'altro un primo passo positivo verso un'autentica presa di coscienza del fenomeno stesso e quindi un primo elemento indirizzato a cercare di arginarlo. Naturalmente un'iniziativa istituzionale al riguardo potrebbe rendersi strumento indispensabile e utile per cercare di ottenere dei primi risultati.
Ecco perché riteniamo doveroso che quest'Amministrazione, la quale più di una volta ha ribadito la volontà di essere sempre più vicina ai problemi e alle esigenze della popolazione valdostana, si ponga anch'essa fra gli artefici di una battaglia senza mezzi termini contro un flagello che solo nei mesi di quest'ultima estate ha mietuto circa 12 vittime, di cui la maggior parte erano giovani.
Ma chi erano queste persone che malauguratamente in questi ultimi anni hanno scelto volontariamente di morire? Erano individui di ogni ceto sociale, anzi quasi nessuno di loro poteva essere considerato come qualcuno vivente ai margini della società. Per la maggior parte erano uomini e donne con una famiglia, un lavoro, inseriti nel tessuto sociale della nostra Regione; ecco che allora, tornando al Convegno che citavo in precedenza, penso che si debba riflettere molto attentamente sulle parole di Sua Eccellenza, il Vescovo di Aosta, che ha parlato del suicidio come di un fenomeno sociale attribuibile a cause non estranee, ma presenti nella società attuale. Ed è per questo che il mondo politico, che della società rappresenta una componente, non può esimersi dall'analisi e dal confronto con questo problema per tentare con i mezzi a sua disposizione di cercare di ridurne il più possibile i tragici effetti.
Analisi e confronto prima di tutto con le cause del fenomeno: la solitudine, le relazioni sociali interrotte o carenti, insoddisfazione personale, mancanza di valori di riferimento, il tutto a fronte della soddisfazione da parte della società di bisogni a volte futili e lontani dalle vere necessità delle persone. Il confronto poi con il senso e il valore della dignità umana, il rispetto della persona si colloca fra i requisiti primari per poter capire fino in fondo le motivazioni che spingono un individuo al suicidio.
Questi credo siano alcuni compiti, se non i primi, che un'auspicabile équipe di studio dovrebbe affrontare per muovere i primi passi contro un nemico subdolo che si annida nel cuore e nella mente di alcune persone, forse solo le più sensibili, le più deboli e le più sole di fronte ai mille problemi della vita quotidiana.
Queste sono alcune considerazioni che stanno alla base della presentazione di questa mozione con la quale chiediamo alla Giunta regionale di verificare la possibilità di creare, come proponiamo, un gruppo di lavoro, un'équipe, un osservatorio che analizzi a fondo tale fenomeno, ricordando comunque che questa è una mozione emendabile al massimo perché l'importante è che emerga dalla volontà dell'Amministrazione regionale e da questo Consesso la volontà di fare qualcosa.
Oggi nella "Lettera al giornale" de "La Stampa" qualcuno scriveva: "Il dialogo sui suicidi non serve a nulla, occorre affrontare il problema, bisogna fare qualcosa". Noi abbiamo cercato di portare il problema suicidio in aula e aspettiamo anche l'intervento delle altre forze politiche, però l'importante è fare qualcosa, qualunque cosa purché esca da questo Consiglio regionale un impegno nella direzione di intervenire su questo problema, un problema molto grave che è purtroppo numericamente consistente anche in Valle d'Aosta.
Mi scuso con i colleghi perché forse questo non è il periodo più adatto per discutere di tale grave problema, però la tavola rotonda si è svolta poco tempo fa e dopo quel dibattito, al quale ho partecipato assieme alla Consigliera Squarzino, ho ritenuto opportuno portare questo triste fenomeno in aula. Penso però che sia giusto in quest'aula oggi cercare di dare, tutti assieme, un piccolo contributo per far sì che questo problema venga d'ora in poi affrontato nel modo migliore.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) La nostra forza politica non ha firmato questa mozione, ma aderiamo allo spirito e all'intento che ha illustrato anche il collega Lanièce al quale va dato atto di aver saputo presentare ed illustrare in una sintesi tutti i dati che sono emersi in quel Convegno sul problema del suicidio.
Consideriamo positiva l'idea di creare un luogo, un gruppo di lavoro in cui le persone che sono esperte in ambiti diversi del vivere sociale, si incontrano a riflettere e a chiedersi il perché, ad analizzare le cause dei disagi che sono alla base di questi gesti; crediamo che questo tipo di strumento possa essere utile perché crea un luogo in cui è favorita un'elaborazione, una riflessione. Se questo luogo fosse non solo a livello istituzionale, ma collegato da una parte ai rappresentanti delle istituzioni e poi allargato alle componenti del mondo civile, secondo me, consentirebbe di elaborare anche delle analisi e guardare più nel profondo le cause di questo problema, quindi noi voteremo a favore di questa mozione.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Ce n'est pas le cas de s'excuser, collègue Lanièce, bien au contraire. La complexité du phénomène des suicides en Vallée d'Aoste apparaît en toute évidence des données concrètes dont nous disposons. A partir de 1981 et jusqu'à 1997 les suicides ont été 161, dont 134 concernant des hommes et 27 des femmes.
Au cours de l'année 1998, au-delà des cas qui se sont malheureusement vérifiés et que nous pourrons connaître officiellement qu'au début 1999, la situation est devenue plus grave, mais est-ce qu'il est possible de considérer plus grave un problème qui est déjà tel?
Du fait que de nombreux suicides se sont ensuivis l'un après l'autre dans un bref délai de temps, c'est à cause de l'agrandissement de cette visibilité que quelqu'un probablement a pu croire qu'il fallait aborder sérieusement le problème et que celui-ci n'était pas ou peu considéré. D'abord je vous propose les données officielles du Service de médecine légale de l'USL de la Vallée d'Aoste. L'année 1991: 25 cas dont 22 hommes et 3 femmes; 1992: 18 cas, 14 hommes et 4 femmes; 1993: 18 cas, 14 hommes et 4 femmes; 1994: 26 cas, 22 hommes et 4 femmes; 1995: 25 cas, 20 hommes et 5 femmes; 1996: 28 cas, 24 hommes et 4 femmes; 1997: 21 cas, 18 hommes et 3 femmes, pour le total que j'ai dit auparavant.
Il n'est pas le cas de proposer une analyse sociologique du problème, mais il faut souligner le fait que les statistiques nous expliquent comment la situation est différenciée par rapport au sexe, à l'âge, aux facteurs socio-économiques, aux facteurs culturels, aux facteurs psychologiques qui ont motivé le suicide.
Il faut aussi rappeler que nous pouvons tracer une longue liste de causes: les états de dépression, le délire, les personnalités psychopathes, l'alcoolisme, la toxicomanie, plus rarement les problèmes de l'adolescence sinon de l'enfance.
Si nous devons nous rendre compte de la gravité et de la complexité du problème qui voit le Val d'Aoste malheureusement présenter une incidence supérieure par rapport proportionnel avec toute autre région italienne, il faut avant tout éviter que l'émotion nous pousse à en médiatiser ou politiser la nature. Il faut éviter les assemblées et les solutions de la dernière heure, la création de comités et groupes de travail qui ne rendraient absolument pas possible la souhaitée solution du problème.
Il faut rappeler l'existence du Département de santé mentale à l'intérieur duquel oeuvrent depuis 2 années divers professionnels à qui revient organiquement la compétence à l'égard de tout ce qui concerne la santé mentale. Au cours de son expérience le Département de la santé mentale a déjà pris en considération le problème des suicides, il est considéré parmi les urgences à aborder, par exemple sur la base d'une analyse épidémiologique, s'accompagnant à tout ce qu'à niveau opérationnel on fait déjà pour le problème de la santé mentale, de l'alcoolisme, de la toxicomanie.
Il y a encore un grand travail à accomplir, mais c'est au Département qui revient la tâche de réaliser le projet objectif national, 1998-2000, dont l'urgence relève d'un but: réduire les suicides.
L'engagement de la société civile et les préoccupations du monde politique sont l'aide dont le Département peut avoir besoin. De la société civile et du monde politique peuvent venir des suggestions intéressantes, mais nous devons considérer que le phénomène concerne le monde entier, que nous ne pouvons réaliser nul miracle, que c'est faux de croire qu'on peut aborder et résoudre ici et tout de suite un problème auquel les experts et la science n'ont pas su donner de solutions positives.
De cette considération l'opinion naît qu'il convient de ne pas créer de nouveaux organismes, de groupes de travail ou de comités qui ne pourraient pas que discuter et débattre, mais qui ne pourraient aucunement résulter efficaces.
L'émotion qui s'est diffusée dans la société valdôtaine peut déterminer ce Conseil à vouloir connaître davantage ce que le Département a fait, fait et fera. On est donc de l'avis que la motion ne peut pas être accueillie tout en sollicitant les présentateurs, M. Lanièce en première ligne, à ne pas considérer cette opposition comme un refus, mais plus concrètement la constatation que le problème est sérieux et qu'un groupe de travail - si on peut ainsi définir le Département de la santé mentale - existe déjà et il est au travail.
En attendant les conclusions du Département, je m'engage à revenir sur ce problème. Pour ces raisons je demande à M. Lanièce de retirer la motion.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Ho ascoltato con attenzione la relazione dell'Assessore. In effetti la nostra richiesta, appoggiata anche dalle altre forze di minoranza, era di istituire un gruppo di lavoro che uscisse dal carattere istituzionale, ma fosse aperto a tutte quelle esperienze che su questo problema hanno una certa valenza e quindi la proposta dell'Assessore, cioè quella di demandare il tutto al Dipartimento di salute mentale, si distacca da quanto da noi richiesto.
Vorremmo sapere se c'è un impegno maggiore in quanto riteniamo che quest'argomento non è né giusto né corretto strumentalizzarlo dal punto di vista politico, però sarebbe stato più opportuno che dalla risposta dell'Assessore fosse emerso un maggiore impegno da parte della Giunta nello studio di questo fenomeno perché, come dicevo prima, leggendo l'articolo apparso su "La Stampa" da parte dell'opinione pubblica e in particolare da chi ha scritto quell'articolo, che ha anche dichiarato di aver tentato il suicidio, si chiedono fatti e non parole.
Questo da quanto ha detto l'Assessore non mi sembra sia emerso, forse non ho capito bene io, ma vorrei capire meglio perché abbiamo bisogno di uscire oggi da quest'aula con una risposta dalla quale emerga che il Consiglio regionale vuole fare qualcosa per questo problema. Giustamente le modalità sarà la Giunta a sceglierle, però ci deve essere la volontà di fare qualcosa, altrimenti si continua a parlare e parlare può essere utile ma alla fine, come si evince anche dalla lettera che citavo, non serve più di tanto.
Chiedo all'Assessore di precisare meglio, altrimenti non ritirerò la mozione.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry pour mieux préciser la position du Gouvernement.
Vicquéry (UV) La volonté d'aborder le problème de la part du Gouvernement est très claire, sur ce point je n'ai rien à ajouter.
Je dis sincèrement qu'une chose est un groupe de travail, composé - comme dit la motion - d'experts du milieu religieux, socio-sanitaire et de la société civile, mais le Département de la santé mentale est déjà composé en partie de ces gens-là, il manque là dedans les experts du milieu religieux, mais la proposition du Gouvernement est d'attendre les résultats du groupe de travail technique du Département de la santé mentale que nous sollicitons à donner une réponse le plus tôt possible et après on peut s'engager en premier lieu en tant qu'hommes politiques.
C'est-à-dire c'est à nous d'aborder le problème, après on verra si élargir le tout à la société civile car il y a des choix qui sont de compétence stricte de l'Administration et c'est en ce sens que je vous demande de retirer la motion.
Président J'ai suggéré à l'Assesseur de bien vouloir transmettre les résultats de cette analyse, dès qu'ils seront disponibles aux collègues du Conseil pour qu'à ce moment-là, éventuellement, l'initiative soit à nouveau proposée par le Conseiller Lanièce. Dans cet esprit, la motion est retirée.
