Objet du Conseil n. 962 du 19 octobre 1994 - Verbale
OGGETTO N. 962/X - RICHIESTA DI MODIFICA DEL DECRETO LEGGE RELATIVO AL RIORDINO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI TURISMO, SPETTACOLO E SPORT. (Iscrizione all'ordine del giorno di nuovo oggetto. Approvazione di risoluzione).
Il Presidente STEVENIN, in relazione alla richiesta formulata dall'Assessore alla Pubblica Istruzione LOUVIN, invita il Consiglio a deliberare l'iscrizione all'ordine del giorno dell'adunanza in corso della risoluzione in oggetto, che riveste carattere di urgenza.
IL CONSIGLIO
- ai sensi del secondo comma dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio;
- ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: ventinove);
DELIBERA
di iscrivere all'ordine del giorno dell'adunanza in corso la seguente risoluzione: "Richiesta di modifica del decreto legge relativo al riordino delle funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport".
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Successivamente
IL CONSIGLIO
Ad unanimità di voti favorevoli (presenti e votanti: ventotto);
APPROVA
la sottoriportata:
RISOLUZIONE
Il referendum che ha portato alla soppressione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo è stato voluto dalle Regioni ed è stato votato a larga maggioranza (89,8%) anche in Valle d'Aosta.
La Regione Autonoma Valle d'Aosta respinge le non del tutto velate insinuazioni che il solo ed unico obiettivo del referendum fosse il "turismo" e che lo "spettacolo" sia stato coinvolto inconsapevolmente.
Le Regioni e coloro che hanno votato per il "si" erano consapevoli del significato di esso, ed avevano come obiettivo il trasferimento delle competenze e dei relativi mezzi finanziari - previsti per le Regioni a statuto ordinario con decorrenza 31 dicembre 1979, fin dal D.P.R. 616 del 1977 e per la Valle d'Aosta non recepiti nel D.P.R. 28 febbraio 1982 n. 182 recante norme di attuazione dello Statuto speciale - affinché la programmazione e l'attuazione delle attività culturali non fossero condizionate dal potere centrale, ma più legate agli ambiti regionali ed alle esigenze ivi emergenti.
Il decreto legge "Riordino delle funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport" dell'agosto 1993, più volte reiterato, non risponde alle esigenze espresse dalle Regioni. Esso ha chiaramente rivelato, insieme al D.P.R. 12 marzo 1994 che istituisce il Dipartimento dello Spettacolo, un orientamento indirizzato al mantenimento centralizzato delle funzioni già svolte dal soppresso Ministero.
La Valle d'Aosta non concorda con il tentativo di assegnare alle Regioni funzioni meramente marginali, sulla base di un criterio che fa leva sulla dimensione territoriale degli interessi e sull'indeterminatezza della dizione "di preminente carattere o interesse locale o regionale", e pertanto rivendica una competenza complessiva su tutte le funzioni in materia di spettacolo.
Allo Stato dovrebbero essere riservate solo le funzioni di indirizzo e coordinamento generale, le relazioni internazionali, le attività necessarie ad assicurare la partecipazione dell'Italia all'elaborazione delle politiche comunitarie e l'attuazione degli adempimenti conseguenti, la raccolta e l'elaborazione di dati, il controllo sugli Enti sottoposti a vigilanza, la promozione delle attività di spettacolo atte a rappresentare il Paese all'estero.
In tal senso si salvaguarderebbe la "ratio" dei referendum che portava a diminuire i poteri centrali sino a quella soglia minima incompatibile con la permanenza della struttura ministeriale, in coerenza, anche, con i principi di riorganizzazione della pubblica amministrazione espressi all'art. 1 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537, e ci si collocherebbe nella prospettiva dell'attesa riforma costituzionale di potenziamento delle autonomie regionali.
Al trasferimento delle funzioni deve contestualmente seguire il trasferimento delle risorse.
Nella logica che si va imponendo che il trasferimento di risorse alle Regioni non preveda più il vincolo di destinazione e che le stesse possano individuare forme di finanziamento nell'ambito di una più larga autonomia impositiva, è auspicabile che l'imposta sullo spettacolo e l'imposta sul valore aggiunto relative allo spettacolo siano destinate alle Regioni nel cui territorio sono riscosse.
Sarà inoltre necessario un fondo atto ad esercitare una funzione perequativa e a garantire, in una prima fase, la gradualità nel passaggio dalla "spesa storica" al nuovo ordinamento.
Le richieste che vengono avanzate sono in linea, oltre che con la già richiamata esigenza di piena attuazione dell'esito referendario, con la necessità di ridisegnare complessivamente l'intero sistema dello spettacolo.
Il disegno di legge in discussione al Senato deve pertanto essere sostanzialmente modificato, tenendo conto che la Valle d'Aosta è preparata ed intende operare con responsabilità, ma anche con chiarezza di ruoli e di funzioni, e non accetta la proposta consociativa - prevista in tale testo - di un tavolo a più presenze destinato a coinvolgerla insieme con le altre Regioni nella mera spartizione di un fondo centrale.
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La seduta termina alle ore dodici e minuti cinquantacinque.
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Letto, approvato e sottoscritto:
IL PRESIDENTE
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IL SEGRETARIO IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
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