Objet du Conseil n. 961 du 19 octobre 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 961/X - Disegno di legge: "Istituzione della Consulta regionale dell'economia e del lavoro (CREL)".
Articolo 1 - (Finalità)
1. La Regione Valle d'Aosta, al fine di rendere i propri interventi in materia economica sempre più efficaci e rispondenti alle concrete esigenze del sistema socio-economico locale, promuove una sede permanente di confronto e di collaborazione con gli enti e le forze economiche e sociali interessate ai processi di sviluppo dell'economia regionale attraverso l'istituzione della Consulta regionale dell'economia e del lavoro, di seguito denominata CREL.
Articolo 2 - (Composizione)
1. La CREL è composta di esperti in materia socio?economica designati nel modo seguente:
a) dal Consiglio regionale nel numero di tre;
b) uno da ciascuna delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale e/o regionale;
c) dalle associazioni regionali degli industriali, degli artigiani, dei commercianti, degli albergatori, degli agricoltori, delle imprese cooperative nel numero di sei;
d) uno dall'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta ed uno dall'Associazione dei presidenti delle Comunità montane della Valle d'Aosta;
e) dal sistema creditizio e finanziario locale nel numero di due.
2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge o dalla scadenza del mandato della CREL, gli enti e le associazioni di cui al comma 1 devono far pervenire alla Presidenza della Giunta regionale le designazioni. Trascorso detto termine la CREL può essere validamente costituita qualora sia stato già comunque indicato un numero di membri pari alla maggioranza dei componenti.
3. I componenti della CREL sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale; essi durano in carica tre anni e possono essere revocati in qualsiasi momento dagli enti e associazioni che li hanno designati. La richiesta deve essere trasmessa al presidente della CREL, il quale provvede a darne comunicazione al Presidente della Giunta regionale per gli adempimenti conseguenti. Con le stesse modalità si procede alla sostituzione dei componenti cessati per dimissioni, decadenza e decesso; la nomina del nuovo membro avviene per un tempo pari a quello per cui sarebbe rimasto in carica il componente sostituito.
4. La qualità di presidente e componente della CREL è incompatibile con quella di Presidente della Giunta regionale, di Assessore regionale, di consigliere regionale e di dipendente dell'Amministrazione regionale.
Articolo 3 - (Presidente)
1. Il presidente della CREL è eletto a maggioranza assoluta dei componenti. La CREL elegge fra i suoi componenti due vicepresidenti. Il presidente e i vicepresidenti costituiscono l'ufficio di presidenza, durano in carica tre anni e non sono rieleggibili.
2. Il presidente convoca le riunioni, anche su richiesta di almeno un terzo dei membri della CREL e stabilisce l'ordine del giorno.
3. Il presidente ha la rappresentanza legale della CREL.
4. I pareri della CREL sono validi se adottati a maggioranza dei suoi componenti. Qualora non vi sia l'unanimità su atti o provvedimenti la pronuncia dà atto delle posizioni discordanti indicando per ciascuna di esse il numero, il gruppo o la categoria di appartenenza dei componenti che l'hanno espressa, e dandone formale comunicazione agli organi destinatari del parere medesimo.
Articolo 4 - (Statuto e organi)
1. Lo statuto della CREL è adottato a maggioranza assoluta dei componenti in carica entro sessanta giorni dalla costituzione dell'organismo e approvato dal Consiglio regionale. Esso determina gli organi, comprese le forme di pubblicità degli atti, e disciplina le modalità di funzionamento della CREL, anche mediante la costituzione di specifici comitati tecnici o gruppi di lavoro stabili.
2. Il Presidente della Giunta regionale è autorizzato a compiere tutti gli atti necessari alla costituzione della CREL.
Articolo 5 - (Attribuzioni)
1. La CREL è un organismo con personalità giuridica di diritto pubblico, che è sentito preventivamente su richiesta della Giunta regionale o del Consiglio regionale se chiamati ad approvare atti e/o provvedimenti recanti in misura prevalente disposizioni in materia di politica e di programmazione economica, finanziaria, di lavoro, siano essi di carattere generale o riguardanti singoli e specifici settori produttivi.
2. I pareri di cui al comma 1 sono espressi dalla CREL entro trenta giorni dalla richiesta inoltrata dai competenti uffici della Segreteria della Giunta regionale o della Presidenza del Consiglio regionale. Qualora la materia su cui verte il parere richieda, per la complessità e/o rilevanza del provvedimento, analisi e approfondimenti particolari, la CREL può richiedere una proroga di trenta giorni, che può essere negata dall'organo cui è destinato il parere, con provvedimento motivato, nei cinque giorni successivi alla richiesta della CREL.
3. La CREL inoltre:
a) contribuisce all'elaborazione della legislazione regionale in materia socio-economica e di lavoro, sia formulando suggerimenti ed osservazioni, sia producendo studi, rapporti e indagini su richiesta dei competenti organi regionali;
b) attiva, nell'ambito della propria autonomia gestionale e finanziaria, proprie iniziative di analisi, studio, ricerca sulla realtà socio?economica, sull'impatto della legislazione, sulle prospettive concernenti l'evoluzione della società e dell'economia regionale.
4. Alle riunioni della CREL prendono parte senza diritto di voto e in relazione agli argomenti in discussione i componenti della Giunta regionale interessati per competenza o i proponenti di proposte di legge d'iniziativa consiliare.
5. La CREL può invitare a partecipare alle riunioni i presidenti delle commissioni consiliari, i membri della Giunta regionale, i parlamentari eletti nella Regione.
6. In relazione ai lavori della CREL dedicati all'esame delle materie di cui al presente articolo, il presidente, sentito l'ufficio di presidenza, istituisce comitati e commissioni, tenendo conto delle rappresentanze presenti nella CREL anche in riferimento alle materie trattate.
7. Le sedute della CREL sono pubbliche, salvo che sia deciso diversamente dall'assemblea, nelle forme previste dallo statuto.
8. La CREL può stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per il compimento delle indagini occorrenti ai fini della documentazione dei problemi sottoposti al suo esame.
Articolo 6 - (Dotazione finanziaria)
1. La CREL dispone di propri mezzi finanziari derivanti da:
a) contributo annuo della Regione;
b) contributo annuo degli enti e associazioni che, attraverso propri rappresentanti, compongono l'organismo;
c) altri fondi derivanti da liberalità o dal concorso finanziario di soggetti pubblici o privati per la realizzazione delle iniziative previste all'articolo 5, comma 3, lett. b).
2. Entro il 30 settembre di ogni anno la CREL presenta all'approvazione del Consiglio regionale un piano previsionale e programmatico per l'anno successivo indicante sia le attività sia gli oneri previsti e la loro copertura.
3. Entro il 31 marzo di ogni anno, la CREL presenta alla Presidenza del Consiglio regionale il consuntivo delle attività svolte nel corso dell'anno precedente ed il connesso rendiconto economico.
4. Per l'anno in corso, il piano di cui al comma 2 deve essere presentato entro sessanta giorni dalla costituzione della CREL.
Articolo 7 - (Norma finanziaria)
1. Il contributo della Regione, di cui all'articolo 6, fissato in lire 100 milioni per l'anno 1994 e in annue lire 250 milioni a decorrere dall'anno 1995, graverà sul capitolo 20040 che si istituisce sul bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 e successivi.
2. Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante utilizzo di lire 100 milioni iscritte al capitolo 69000 a valere sull'accantonamento A 1. dell'allegato 8 al bilancio di previsione per l'anno 1994 e di annue lire 250 milioni iscritte per gli anni 1995 e 1996 al capitolo 69000 del bilancio pluriennale della Regione 1994/1996, a valere sull'accantonamento A l. dell'allegato 1 del bilancio medesimo.
3. A decorrere dal 1997 l'onere annuo a carico della Regione per il finanziamento della CREL potrà essere rideterminato con legge finanziaria.
Articolo 8 - (Variazioni di bilancio)
1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 sono apportate le seguenti variazioni di competenza e di cassa:
a) in diminuzione:
cap. 69000 "Fondo globale per il finanziamento di spese correnti"
lire 100.000.000;
b) in aumento:
programma regionale: 2.1.2.04
codificazione: 2.1.1.6.2.2.10.32.01.00
cap. 20040 (di nuova istituzione) "Contributo annuo per il funzionamento della Consulta regionale dell'economia e del lavoro (CREL)"
lire 100.000.000.
Articolo 9 - (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Presidente - Ha chiesto la parola il relatore, Consigliere Lanivi.
Lanivi (PVA) - Il presente disegno di legge, che prevede l'istituzione di una consulta regionale per i problemi dell'economia e del lavoro, rappresenta un ulteriore passo avanti nella direzione di una sempre maggiore apertura dell'Amministrazione regionale nei confronti delle comunità locali, e di un sempre più ampio coinvolgimento delle diverse componenti economiche e sociali nei processi decisionali che le riguardano.
Conseguenza di impegni programmatici enunciati sia in sede di programma di governo, sia di documenti di previsione economica e finanziarie per il 1994, l'organismo che con il presente disegno di legge si va ad istituire ha alcune caratteristiche di fondo, che è utile richiamare:
a) la configurazione istituzionale attribuisce all'organo un ruolo che, benché consultivo, può incidere in misura significativa sull'orientamento degli organi regionali in ordine alle grandi scelte in materia economica;
b) è un organismo pertanto con funzioni di terzietà rispetto all'Amministrazione: non vi fanno parte assessori regionali, né consiglieri regionali, né i dipendenti della Regione;
c) è un organismo di competenze: è infatti previsto che sia composto da esperti in materia socio-economica designati dalle categorie economiche, dalle Organizzazioni sindacali, dagli enti locali e dal settore creditizio e finanziario.
La CREL è pertanto composta da 17 membri, nominati su designazione delle parti sociali, con decreto del Presidente della Giunta regionale, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge istitutiva. Durano in carica tre anni, e possono essere revocati dai designatari in qualsiasi momento.
La CREL elegge a maggioranza un presidente e due vicepresidenti, che costituiscono l'ufficio di presidenza, durano in carica tre anni e non sono rieleggibili.
Entro 60 giorni dalla costituzione dell'organismo, la CREL predispone il suo statuto che deve essere approvato dal Consiglio regionale.
Le attribuzioni della Consulta sono specificate all'articolo 5: essa è chiamata ad esprimersi, su richiesta della Giunta o del Consiglio regionale, ogni qualvolta siano in preparazione provvedimenti recanti in misura prevalente disposizioni in materia di politica e programmazione economica, finanziaria, di lavoro, sia di carattere generale che settoriale.
Inoltre la Consulta può contribuire all'elaborazione di legislazione regionale in materia socio-economica e di lavoro, sia formulando osservazioni e suggerimenti, che producendo studi, rapporti ed indagini su richiesta dei competenti organi regionali. Può attivare, nell'ambito della propria autonomia gestionale, proprie iniziative di analisi, studio, ricerca sulla realtà socio-economica locale.
La dotazione finanziaria di cui potrà disporre la CREL deriva dal contributo annuo della Regione, dal contributo annuo degli enti dell'associazione, che attraverso i propri rappresentanti compongono l'organismo, e da altri fondi che possono essere ad essa conferiti per realizzare le iniziative di studio, indagine e ricerca previste.
Entro il 30 settembre di ogni anno la CREL sottopone all'approvazione del Consiglio regionale il piano delle attività relative all'anno successivo, corredato dalle previsioni di spesa.
Entro il 31 marzo di ogni anno viene poi presentato al Consiglio regionale il consuntivo delle attività svolte nel corso dell'anno precedente ed il connesso rendiconto economico.
La norma finanziaria prevede un contributo annuo della Regione di lire 100 milioni per il 1994 e 250 per gli anni 1995-1996, rinviando per gli anni successivi la determinazione del contributo mediante legge finanziaria.
Ho letto questa relazione, che non è solo mia, ma è firmata congiuntamente al relatore della IV Commissione, Giorgio Chenuil.
Presidente - É aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Signor Presidente, ogni tanto ci dimentichiamo che siamo forse un quartiere di Torino. Faccio parte di diverse commissioni, e vorrei che queste commissioni non fossero di impedimento ad occupazione e a lavoro; il mondo è lastricato di buone intenzioni, ma sono convinto che più commissioni ci sono, più diamo grattacapi all'assessore competente, in questo caso agli assessori interessati a questo lavoro.
Ripeto, faccio parte della Commissione ristretta "Cogne", e ogni commissione dice il suo parere; mi sembrano sprecati questi soldi per una commissione che è un qualcosa in più. Siamo una piccola regione e la Giunta, i consiglieri, hanno la possibilità di toccare i problemi tangibili, le difficoltà di tutti i giorni della Regione, conoscono per nome gli industriali e gli artigiani del paese; pertanto mi sembra ancora un altro filtro al funzionamento di queste cose. Spero che dia una mano all'occupazione, forse CREL è il sinonimo di CNEL in campo nazionale; non so a cosa è servito il CNEL in campo nazionale: spero di sapere a cosa servirà qui il CREL. Sono molto dubbioso di questi soldi spesi dalla Regione, mi dispiace dirlo, però mi asterrò su questa legge.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Prendo spunto da una dichiarazione di Chiarello, che fa riferimento al CNEL in campo nazionale, che sì è un organo costituzionale perché previsto dalla nostra Costituzione, però è l'organo più dimenticato che ci sia: 80 membri che non so quanto siano stati consultati né, quando consultati, quanto siano stati presi in considerazione i loro pareri.
Siamo arrivati all'esame di una legge che prevede un organo, una legge fortunatamente un po' più articolata di quella di stamani sull'Assocredito, ma che ne riproduce una sostanziale identità. Si tratta, infatti, di un ente inutile, qualcuno mi suggeriva innocuo, però non è solamente innocuo, perché ci costa ben 600 milioni in tre anni. É un organo che si sovrappone ad altri organi già previsti dal nostro ordinamento, che sono le commissioni permanenti e che possono essere e devono essere comunque consultate, quando si trattano materie di programmazione economica.
Forse si ha un po' la tendenza a decentrare l'attività legislativa, cioè di trasferirla al di fuori di questo Palazzo dal Consiglio e dalle commissioni verso altri organi, che forse risultano di più comoda gestione, per poter addivenire alle conclusioni che i governi regionali che di volta in volta si succedono vogliono portare avanti.
Penso che di fronte ad una proposta di questo tipo non si possa manifestare senz'altro il favore, perché quest'organo, come dicevo, si sovrappone sotto il profilo funzionale a delle commissioni già esistenti, che invece di essere rivalorizzate per il ruolo che loro spetta ai sensi del Regolamento e delle leggi per il funzionamento del Consiglio, vengono di volta in volta svilite nelle loro competenze.
Oltretutto è un organo che ha una composizione assembleare, 17 membri, che rappresentano un po' le varie espressioni corporative nel senso sindacale ed economico del nostro tessuto, per cui penso che arrivare ad una determinazione unitaria da parte di quest'organo su elementi di programmazione non sia assolutamente facile.
Abbiamo già avuto esperienze negative di organi di questo tipo, di consulte, mi potrei riferire al Centro sviluppo, che è stato un parto infelice della precedente legislatura; a quello ora aggiungiamo quest'altro, che ha l'unica funzione, a nostro avviso, di sistemare alcuni fortunati che siederanno alla poltrona della presidenza o della vicepresidenza.
Altro non è che si possa intravedere in questo disegno che, ripeto, ci porta alla costituzione di un carrozzone, di uno dei tanti carrozzoni che esistono in Regione, tanti organi di consulenza che spesso vengono dimenticati. Posso fare un riferimento preciso al Comitato di pianificazione dell'informatica regionale, del quale faccio parte, e che è stato convocato una volta in un anno, nonostante siano state prese determinazioni molto importanti, per esempio il sistema "118" e il centralino regionale. Di fronte ad investimenti miliardari, a scelte strategiche da parte dell'Amministrazione regionale, questo comitato è stato convocato una sola volta.
Quindi i presupposti ci sono perché questo sia un organo sì innocuo, ma anche dannoso e costoso: dannoso perché appesantisce l'iter procedurale di leggi, di atti amministrativi, di atti di programmazione, rallentandone la procedura normale, e chiamando in causa sì da un certo punto di vista le varie voci che bisogna comunque ascoltare del tessuto economico, sociale e sindacale della società; però, d'altro canto, trasferendone il procedimento al di fuori di questo Palazzo, all'interno del quale risiedono e il Consiglio regionale e le commissioni, che sono deputate all'attento esame dei compiti di programmazione.
Mi sembra che, tutto sommato, si continui a rendere sempre più sterile la funzione e dei consiglieri regionali e degli organi che essi compongono.
Non posso che esprimere il mio rammarico e il mio dissenso dinanzi a questa proposta, e anticipare quello che sarà il comportamento della Lega dinanzi al medesimo, cioè di estrema e convinta contrarietà.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Prendo la parola anch'io per esprimere la mia astensione su questo disegno di legge, perché come hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, si tratta di un ennesimo carrozzone che comporta un esborso per l'Amministrazione regionale e che probabilmente servirà per dare qualche posto a qualcuno, e non agevolerà sicuramente l'iter procedurale degli argomenti che sono all'oggetto di questa Consulta. Mi asterrò quindi dalla votazione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi.
Mostacchi (UV) - A differenza di Chiarello e di Tibaldi, che hanno detto la loro posizione alla fine del discorso, premetto che voterò contro. E dico anche il perché.
Al di là di condividere totalmente quello che è stato detto, vorrei fare anche alcune riflessioni su questo disegno di legge. Penso che il comportamento di un amministratore pubblico debba avere nel suo iter una certa coerenza, che ai fatti susseguano le parole e che alle parole susseguano dei fatti, e, non come le luci di un albero di Natale, ad intermittenza, a seconda delle convenienze, a seconda dei momenti e a seconda delle circostanze.
L'inutilità di questa legge lo dice la parola stessa: consulta. Cosa vuol dire consulta? Deriva da consultare, per cui penso che o ha valore la Consulta, o hanno valore quelli che la consultano; a questo punto riteniamo che il Consiglio regionale e la Giunta regionale non siano in grado di decidere, se devono interpellare la Consulta. E questi sono l'inutilità, il paradosso di questa legge.
Andiamo a fare in questa legge una commissione di 17 membri; non penso, Chiarello, che questi membri vengano scelti fra le persone che hanno bisogno di solidarietà, ossia fra le fasce sociali deboli; verranno senz'altro scelti fra le fasce sociali che non hanno bisogno di solidarietà. E noi facciamo solidarietà alla "solidarietà" che non ne ha bisogno. La solidarietà non si fa solo con ordini del giorno o promenades sui boulevards, si fa anche con atti, e questo è un atto che è un insulto vero e proprio alle fasce sociali più deboli.
Vorrei dare un consiglio alla Giunta: ritirare questo disegno di legge e impiegare quei 600 milioni che regaliamo ai membri di questa commissione per atti di solidarietà, ad esempio pagare il ticket del Pronto soccorso, pagare una quota del riscaldamento o dell'affitto; questa è solidarietà e non questi disegni di legge! Possiamo dimostrare con un atto di essere a favore delle fasce sociali più deboli. Pertanto consiglio il ritiro di questo disegno di legge.
Si dà atto che, dalle ore 17,15, presiede il Presidente Stévenin.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Ogni tanto i poli estremi si toccano. Non vorrei confondere le mie dichiarazioni con quelle di Mostacchi.
Su queste cose non voglio assolutamente fare demagogia, forse lo avrete già capito da quando sono in Consiglio, io non voglio che ci siano delle gabbie che vanno a bloccare ancora questo tipo di lavoro. Poi i 600 milioni se li regaliamo ai poveri del Ruanda o altro, quello lo deciderà la Giunta. Io volevo fare un discorso di funzionalità, ed era un discorso forse meno demagogico di quello che ha fatto Mostacchi, che accusa gli altri di fare demagogia.
Avevo pensato che forse questa Consulta non serviva perché intralciava ancora di più il lavoro di questa maggioranza: siamo una regione piccola e forse riusciamo a lavorare lo stesso anche senza Consulta. Quindi i poli si toccano, ma non sono uguali.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (VA) - Il mio intervento è molto più "terra terra" rispetto a quelli che mi hanno preceduta. Era solo per porre alcune domande, visto che non faccio parte né della II né della IV Commissione, ed avere alcuni chiarimenti, per capire meglio il senso di questo organismo.
Intanto vorrei capire quali sono i rapporti che ci sono fra questa Consulta ed altri organismi che già in modo diverso esercitano ruoli e funzioni analoghe. Penso all'Agenzia del lavoro, penso anche a quell'osservatorio sui giovani, sulle tematiche del lavoro.
L'articolo 2 parla di composizione di esperti in materia socio-economica designati dalle varie associazioni; mi sembra che questi esperti non siano rappresentanti delle associazioni, ma siano esperti che le associazioni esprimono, sia pure esperti dei settori economico, creditizio, finanziario, turistico, agricolo, visto che sono questi gli ambiti coperti dalle varie associazioni. Ora, se sono esperti di questo settore - quindi sono loro in grado di esprimere dei pareri - e questa Consulta è la riunione di persone esperte nel settore che esprimono dei pareri, mi chiedo perché si parla anche qui di affidamento di ricerche, di analisi, di studio, quindi di iniziative in questo senso, perché dovrebbero essere loro in grado di assumere tali iniziative, oppure come mai queste iniziative vengono stipulate con convenzioni con altri enti pubblici e privati.
Vorrei capire poi il senso di questo finanziamento, perché se questa Consulta fatta da esperti intende svolgere questi lavori di ricerca, di analisi, di studio, quindi diventare effettivamente propulsore di un centro di ricerca e di studi su questi temi, potrebbe essere una funzione molto interessante. Ma in questo caso è chiaro che il finanziamento che viene previsto non è sufficiente, e che questa funzione non viene svolta. Allora qual è l'altra funzione che viene svolta?
Non capisco che tipo di funzione ha e non capisco i soldi a cosa servono: alla sede? Qui non si parla di gettone di presenza; è gratuita la partecipazione? Se fossero rappresentanti delle associazioni, potrebbero come volontariato partecipare gratuitamente, ma se sono esperti in materia socio-economica dei diversi settori, è chiaro che vorranno giustamente veder valutato il loro apporto di esperienza.
Sono queste le domande che, ripeto, avrei voluto fare in commissione, ma che, non essendo presente per motivi vari, pongo qui.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore al bilancio e finanze, Lévêque.
Lévêque (Ass.tec.) - Rispetto a questo provvedimento credo che si possano dare diversi giudizi, ma penso che non possa non essere riconosciuta in questo disegno di legge la concreta attuazione a livello istituzionale di uno dei punti centrali del programma di questa legislatura, cioè quello che atteneva al metodo, che orizzontalmente dovrebbe ispirare le scelte e l'azione del Consiglio e del Governo rispetto a tutti i diversi settori verticali di intervento.
Una delle dichiarazioni, delle affermazioni di volontà più chiaramente sostenute in sede di presentazione del programma, e ribadite nelle occasioni successive, è stata quella della volontà di un'azione di governo di assunzione di decisioni con il concorso, la concertazione, l'ampliamento della partecipazione delle parti sociali alle decisioni stesse.
Posso dire che, fino ad oggi, questo orientamento è stato attuato in via informale; sono state, nei diversi ambiti di competenza, assunte decisioni sempre dopo aver consultato le parti interessate; però questo provvedimento istituzionalizza questo metodo ed io credo che il valore di questo sia un valore che non può essere disconosciuto.
Cosa si ipotizza di costituire con il disegno di legge? Si va a costituire un organismo che non può essere confrontato con l'Agenzia del lavoro, con il Centro di sviluppo, con la Finaosta, che sono enti strumentali con cui l'Amministrazione vuole operare sui settori, sui segmenti di intervento: cioè sono enti strumentali che consentono alla Regione di operare a favore degli occupati, dei disoccupati, delle fasce deboli, delle imprese, eccetera.
Questo organismo è uno strumento che guarda al contrario, cioè è un organismo che deve servire a noi, Consiglio e Giunta, a meglio assumere delle decisioni perché preventivamente sentite in via istituzionale le rappresentanze di questi interessi e di queste componenti. Per cui non sono funzioni che possono essere confrontate o che possono essere sovrapposte.
Gli esperti designati: questo è uno dei nodi centrali di questa Consulta, la scommessa che ci diamo è che questo organismo, che ha funzioni terze rispetto all'Amministrazione e che dovrà comunicare dalla società al Consiglio, alle commissioni e alla Giunta, il pensiero di questa realtà, dicevo, la scommessa è che questo organismo sia composto di persone rappresentative e competenti. Però, proprio perché è il principio della terzietà di questo ente, non abbiamo voluto, per coerenza, che fosse né il Consiglio né la Giunta a nominarli, che non fosse il Consiglio né la Giunta a stabilire i criteri e le griglie di profili professionali. É responsabilità di queste espressioni che sono chiamate a designare dei loro rappresentanti nella sede prevista, che ci daranno la misura della qualità di questa espressione.
Abbiamo detto esperti designati: lasceremo ovviamente liberi che i designatari individuino gli esperti o fra persone appartenenti alle loro organizzazioni, o fra persone esterne: questa sarà una scelta libera di coloro che devono designare. L'auspicio però, e la condizione perché questo non sia un carrozzone inutile, è che la qualità delle persone che vi siederanno sia in grado di far svolgere al CREL la funzione che la legge gli vuole attribuire: funzione che è triplice.
La prima, è quella di esprimere pareri in materia di provvedimenti significativi in campo economico e dell'occupazione a tutto beneficio del processo di produzione della norma e del provvedimento, poiché dovrebbe costituire il filtro dopo il quale l'espressione delle categorie della società civile, del mondo economico, è già avvenuta; per cui possiamo sacrificare qualche passaggio, che è quello in cui il CREL esamina ed esprimere il parere, ma dopo di che siamo certi che il provvedimento ha una sua concertazione.
E questo non è a supporto della sola Giunta; chi ha letto con attenzione il disegno di legge vede che è uno strumento a disposizione anche del Consiglio, dei consiglieri, delle commissioni, a seconda di quando, nella fase dell'iter di produzione della norma, viene interpellato il CREL.
Se l'iniziativa legislativa è della Giunta e la Giunta ha già provveduto in via preventiva a concertare e a chiedere il parere, evidentemente questo documento arriva in commissione e arriva in aula con un parere delle parti sociali rappresentate nel CREL, che è già definito. I disegni di legge, i provvedimenti di iniziativa invece dei singoli consiglieri e delle commissioni, eccetera, possono essere oggetto di somministrazione al CREL della documentazione per avere il parere.
Inoltre al CREL viene attribuita la possibilità di svolgere altre due importanti funzioni. L'una, è quella di concorrere, insieme a chi ha la competenza per farlo, all'elaborazione, alla produzione dei provvedimenti, in modo che essi siano non solo concertati ex post, ma concordati in itinere. L'altra, è la possibilità di attivare nel campo della propria autonoma iniziativa, iniziative di studio, di analisi, di monitoraggio su quella che è la società valdostana, per consentire loro di crearsi quegli strumenti per poter meglio esercitare la funzione istituzionale.
Con quali risorse il CREL può fare questo? Ci limitiamo con questo disegno di legge a fornire una minima "base finanziaria" a questo organismo, perché riteniamo che sia corretto che se l'istanza della società civile è quella di prendere parte ai processi decisionali attraverso dei propri designati, dei propri esperti, dei propri rappresentanti, è anche responsabilità di queste organizzazioni provvedere e concorrere al finanziamento di questa istituzione, che potrà prevedere il finanziamento, a discrezione della Consulta, dei propri membri esperti, delle iniziative che dovranno essere assunte, della loro organizzazione, della sede in cui vorranno mettersi, eccetera.
Questo provvedimento è arrivato in Giunta dopo che è stato discusso e presentato alle diverse categorie economiche, alle Organizzazioni sindacali, alle associazioni degli operatori economici, al mondo delle cooperative, al settore del credito, agli enti locali, quindi sostanzialmente quella che è la rappresentazione schematizzata delle varie istanze.
Il Consigliere Squarzino prima chiedeva rispetto alle sovrapposizioni con l'Agenzia del lavoro e via dicendo; ad esempio rispetto all'osservatorio dei giovani per quanto attiene alle politiche sociali non è stretta competenza di questa Consulta, che ha un taglio invece più sui problemi socio-economici, economici e dell'occupazione. Per cui non si duplica con altre iniziative che hanno altre finalità molto più mirate.
Credo di aver risposto anche al quesito di chi le finanzia: in parte, con questo "zoccolo", l'Amministrazione, ma le parti sociali coinvolte si sono impegnate ad organizzarsi e discutere, nel momento in cui sarà predisposto lo statuto, con quali criteri essere contribuiranno a dotare questa Consulta degli adeguati mezzi finanziari.
Qui però non possiamo che fare una considerazione che è analoga a quella che abbiamo fatto per i membri esperti, per i designati: la qualità del CREL sarà funzione e della qualità delle persone che saranno indicate e della quantità delle risorse che non la Regione, in questo caso, ma i componenti del CREL, le associazioni che nominano, quindi gli interessati, saranno in grado di mobilitare.
Rispetto al problema CNEL, rappresentazione locale dell'organo nazionale, il fatto che il CNEL sia dimenticato non ho elementi per dirlo, e se lo fosse non credo che l'esempio nazionale debba essere di per sé riprodotto in Valle; l'esempio negativo non è un buon motivo per non tenere buoni degli spunti positivi, e viceversa migliorare quelli che non sono gli aspetti di funzionalità.
Così come il problema dell'ente inutile lo dobbiamo misurare, e questa volta non sarà misurato sulla base delle nostre disponibilità e capacità, sarà misurato su come coloro che sono chiamati a concorrere a questa istituzione saranno in grado di dare una risposta e di utilizzarla al meglio, proprio nella logica di creare un'ulteriore istituzione che consenta di meglio operare in Valle, che sia svincolata e di supporto alle "istituzioni principe", che sono quest'aula e il Governo regionale.
Sul fatto che siamo un quartiere di Torino, Chiarello, posso comprendere le preoccupazioni, ma questo non mi consente di dire che, anche qui, malgrado le dimensioni piccole, dei momenti istituzionali di un certo tipo debbano essere previsti; altrimenti con questa logica seguiamo Costa e chiudiamo l'Ospedale...
Il problema è che dobbiamo affrontare con i nostri mezzi, rispettando la nostra caratteristica, creando dei modelli adeguati a noi, però delle esperienze che possono essere valide e che si ispirano a questo metodo di concertazione che richiamo ancora.
Questo metodo, ripeto, è stato seguito anche nella predisposizione del documento e devo dire che le risposte sono state favorevoli; questo disegno di legge è andato in Giunta con il parere favorevole di tutti gli organismi interpellati, seppure con alcune possibili osservazioni che alcuni hanno fatto in alcune parti ed altri in altre parti, ed alcune sono state recepite.
Mi spiace sentire proprio da Tibaldi che la Lega vota contro, perché mi pare che il coinvolgimento delle parti sociali sia stato un tema forte anche di commissioni consiliari che esaminano documenti e programmi. Come si fa a pensare che un progetto che istituzionalizza la concertazione non vada bene? Come si fa a dire che la Lega è contro, quando l'unica designazione che senza richieste già preventivamente è arrivata è dell'UNCI ed ha designato Lorenzin Luigi, Presidente della Lega? Mi stupisce questo, comunque ogni forza politica è libera di valutare come ritiene i progetti.
Credo che questo provvedimento vada veramente nella direzione - e mi auguro che le categorie interessate siano in grado di utilizzarlo al meglio nell'interesse anche di questo Consiglio e del Governo regionale - di migliorare la qualità del Governo, di migliorare la partecipazione delle forze economiche e sociali, e quindi complessivamente di migliorare la performance della società valdostana nel suo insieme.
Presidente - Si passa all'esame dell'articolato. Pongo in votazione l'articolo 1.
Presenti: 30
Votanti: 27
Favorevoli: 23
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9.
Presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 24
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello per dichiarazione di voto.
Chiarello (RC) - Quando mandiamo qualcuno a studiare in America, poi ci sorpassa a sinistra, mi mette anche in difficoltà nelle mie dichiarazioni. L'Assessore quando parla sembra un libro stampato, io sono fermo ai problemi della Valle d'Aosta e vorrei riuscire a risolverli questi problemi di occupazione e di funzionamento della "macchina regionale".
Abbiamo avuto diversi esempi di megastrutture, di megacommissioni, che poi alla fine hanno prodotto poco. Sono convinto che ci sono delle strutture che funzionano e che, se sentite, possono dare il loro apporto a questa maggioranza, al Consiglio, ed è per questo che ritengo che più strutture mettiamo fra il mondo produttivo e noi che dobbiamo amministrare la Regione, più si rallenta la "macchina regionale". L'Assessore ce l'ha raccontata forse da studente di buone prospettive, io sono più "terra terra", sono dipendente di una fabbrica, il quale sperava che il giorno dopo la sua fabbrica gli avrebbe dato il posto di lavoro. Voglio essere più concreto e voglio che funzioni quest'Amministrazione; ho paura che più strutture mettiamo, meno funzioniamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.
Florio (VA) - Certamente gli argomenti utilizzati dall'Assessore sono ottimi, sono condivisibili, credo che nessuno li possa contestare concretamente nel merito. Io stesso voterò a favore della legge, ma mi consenta, Assessore, di manifestare alcuni dubbi e alcune perplessità.
Il ragionamento fatto da Mostacchi non credo che sia demagogico, credo che sia la concretizzazione qui dentro di un comune sentire che c'è fuori di quest'aula: questo è il dato di fatto che riscontriamo all'esterno.
D'altra parte, devo dire che il riscontro della realtà non dà sempre ragione a quella linea individuata dall'Assessore, tutta corretta, tutta logica e conseguenziale.
Io vado a ragionare nei confronti di un settore che conosco meglio, che è quello dell'urbanistica, della pianificazione territoriale: abbiamo riempito quel settore di leggi e leggine, di commissioni e di sottocommissioni, tutto organizzato perché tutto potesse essere controllato e dibattuto, perché tutto potesse diventare democraticamente di tutti. E giriamoci intorno, guardate un po' che razza di paese ci troviamo dal punto di vista edilizio ed urbanistico!
Allora, certo non è sicuramente un errore mettere in piedi strutture di questo genere, ma siamo veramente convinti che questo sistema sia quello che consente a noi politici di individuare le vie migliori per governare la realtà e per indovinare il futuro?
Ho dei dubbi al riguardo, sono solo dei dubbi che manifesto qui di fronte a voi, perché credo che non ci sia vergogna nel dire queste cose. Non ho più la certezza assoluta in questi strumenti e mi pongo una domanda: non è forse che noi politici, in un momento di grave crisi della nostra presenza, della nostra identità, della nostra capacità di sintesi, andiamo alla ricerca di altri sistemi e di altri organismi, sui quali caricare responsabilità e decisioni che dovrebbero essere in primo luogo solo nostre?
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Presenti: 30
Votanti: 27
Favorevoli: 23
Contrari: 4
Astenuti: 3 (Chiarello, Lanièce e Squarzino)
Il Consiglio approva
