Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 933 du 5 octobre 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 933/X - Acquisto di un complesso industriale sito in Comune di Donnas, località Gurey, dalla società ITEM S.r.l. di Donnas, da destinare ad insediamenti industriali. Approvazione ed impegno di spesa. Delega alla Giunta.

Deliberazione - Il Consiglio

Preso atto che sono state recentemente definite le trattative per l'acquisto di un complesso industriale, con annesso terreno e cabina ENEL, sito in Comune di Donnas, località Gurey, di proprietà della Società "ITEM S.r.l." con sede in Donnas;

Rilevato che trattasi di un'area di terreno della superficie catastale complessiva di mq. 9867 con entrostante un complesso industriale ad un unico piano fuori terra, composto da quattro corpi di fabbrica, utilizzabili separatamente anche in singoli moduli, adiacenti ed uniti tra di loro, adibiti a capannoni industriali, uffici, magazzini e servizi, il tutto come meglio risulta descritto nella perizia di stima redatta dall'ufficio patrimoniale della Direzione generale del bilancio dell'Assessorato del bilancio e delle finanze in data 11 maggio 1993;

Tenuto presente che attualmente il complesso di cui trattasi è di proprietà della società "Crédit Leasing Società per il leasing finanziario S.p.A.", concesso in locazione finanziaria alla Società ITEM S.r.l., a seguito di contratto stipulato in data 3 settembre 1991, e che quest'ultima si è impegnata ad esercitare l'opzione per l'acquisto del medesimo come previsto all'articolo 15;

Atteso che la Società Crédit Leasing, con nota in data 28 settembre 1993 indirizzata alla società ITEM, ha espresso, in via di massima, il proprio parere favorevole all'estinzione anticipata del contratto di locazione finanziaria, mediante l'acquisto dell'immobile alle condizioni previste in contratto;

Tenuto conto che due corpi del detto complesso potranno essere utilizzati in locazione dalla società ITEM S.r.l., uno dalla società LASERVALL S.p.A. ed il quarto potrà essere utilizzato dalla stessa ITEM per l'incremento della sua attività o per l'insediamento di un'altra attività industriale nel polo tecnologico della Bassa Valle che oggi presenta nuovi ed interessanti aspetti di ripresa economica;

Rilevato che la Società ITEM è un'azienda specializzata nel settore delle tecnologie elettroniche e meccaniche, che opera prevalentemente per conto della società Olivetti, che recentemente ha acquisito commesse da altre industrie di settore e che l'acquisto dell'immobile consentirà alla Società di incrementare l'attività produttiva, che oggi conta oltre 40 addetti;

Ricordato che un corpo di fabbrica è attualmente occupato dalla società LASERVALL S.p.A. che ha per oggetto la produzione di sorgenti laser e relativi applicativi e che tra la medesima e questa Amministrazione regionale è stata stipulata in data 25 agosto 1993 una convenzione per il finanziamento della sua attività produttiva;

Vista la perizia di stima redatta dall'Ufficio patrimoniale in data 19 maggio 1993 che aveva valutato il complesso industriale in complessive Lire 2.729.350.000=, tenuto conto dello stato attuale dell'immobile che consisteva in due corpi di fabbrica utilizzati dalla lTEM e i restanti due, adibiti a magazzini, risultavano liberi, allo stato grezzo, senza rifiniture, né impianti;

Atteso che in data successiva venivano eseguiti dei lavori di miglioria, con la trasformazione dei due magazzini liberi in attività industriale e che l'ufficio patrimoniale, a seguito di un nuovo sopralluogo, tenuto conto delle opere realizzate e da ultimare, con perizia di stima in data 20 gennaio 1994, valutava il complesso immobiliare, a lavori ultimati in complessive Lire 3.643.050.000=;

Evidenziato che la Giunta regionale con provvedimento n. 37 in data 14 gennaio 1994, modificando la convenzione in atto con la società LASERVALL, approvava un finanziamento alla detta società per opere di adeguamento degli immobili e relativi impianti fissi;

Preso atto che, a seguito del citato provvedimento di Giunta, il Servizio affari generali e legali, con nota in data 14 febbraio 1994, provvedeva a richiedere la rideterminazione della stima, tenuto conto che i lavori eseguiti nel corpo di fabbrica utilizzato dalla LASERVALL non erano stati eseguiti dalla società ITEM, ma bensì dalla stessa LASERVALL con finanziamento regionale in gestione speciale;

Vista la nuova relazione di stima dell'ufficio patrimoniale che, presa atto di quanto richiesto dal Servizio affari generali e legali, rideterminava il valore del complesso immobiliare in complessive Lire 3.086.000.000=;

Tenuto presente che in data successiva all'ultimo sopralluogo eseguito dall'ufficio patrimoniale, nelle more delle trattative per l'acquisto del complesso, la società ITEM ha eseguito degli ulteriori lavori di miglioria nel corpo di fabbrica adibito a magazzino, e che a seguito di ciò l'ufficio patrimoniale ha rideterminato la stima, in data 20 giugno 1994, in complessive Lire 3.270.000.000=;

Preso atto che la società ITEM, si è dichiarata disposta a cedere all'Amministrazione regionale l'intero complesso immobiliare, compreso il terreno di pertinenza e la cabina ENEL, per il prezzo a corpo di Lire 3.270.000.000=, oltre I.V.A., pari a Lire 621.300.000=, valore ritenuto congruo dall'ufficio patrimoniale con perizia di stima in data 20 giugno 1994;

Tenuto presente che il fabbricato è stato realizzato in conformità della concessione edilizia n. 55/90 e 66/90 e successive varianti, che è stata presentata la richiesta di agibilità in data 10 luglio 1991 e che è stato eseguito il collaudo del c.a.:

Rilevato che il complesso immobiliare di cui trattasi è di proprietà della società Crédit Leasing, in forza di compravendita in data 3 settembre 1991 rogito Notaio Cignetti, e che il medesimo è libero da trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli, vincoli o pesi di qualsiasi sorta, ad eccezione di una servitù di elettrodotto costituita a favore dell'ENEL per mantenere ed esercire apparecchiature di trasformazione e di smistamento dell'energia;

Tenuto conto che l'Amministrazione regionale provvederà a stipulare il rogito notarile di acquisto a condizione che la società ITEM eserciti il diritto di opzione previsto nel contratto di locazione finanziaria, che l'immobile sia libero da pesi o vincoli ed il prezzo sia stato quietanzato;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Dirigente del Servizio affari generali e legali della Presidenza della Giunta, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive modificazioni e dell'articolo 21 della legge regionale n. 18/1980 e successive modificazioni, in ordine alla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di Lire 3.270.000.000= (tremiliardiduecentosettantamilioni), oltre IVA pari a Lire 621.300.000, del complesso industriale sito in Comune di Donnas, località Gurey, di proprietà della Società "ITEM S.r.l.", con sede in Donnas (C.F. 00544940075), ad un unico piano fuori terra, composto da quattro corpi di fabbrica adiacenti ed uniti tra di loro, con annessa cabina ENEL, entrostante ad area della superficie catastale di mq. 9867 distinta al Catasto Terreni al Foglio 24 con le particelle nn. 368 - 369 - 375 - 376 - 379 - 380 - 389 - 398 - 399 - 370, e riportato al Catasto Urbano al Foglio 24 con il n. 370, piano T (denuncia n. 46815 del 12 ottobre 1990);

2) di stabilire che l'atto notarile di trasferimento venga stipulato a condizione che:

- sia stato esercitato il diritto di opzione da parte della società ITEM, previsto nel contratto di locazione finanziaria stipulato con la "Crédit Leasing Società per il leasing finanziario S.p.A." in data 3 settembre 1991, sia intervenuto l'atto notarile di trasferimento ed il relativo prezzo di acquisto sia stato quietanzato;

- l'immobile sia libero da pesi, vincoli, trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli;

3) di prendere atto che la cabina esterna è gravata da una servitù di elettrodotto a favore dell'ENEL S.p.A., costituita con atto autenticato dal Notaio Enrico Sebastiani di Châtillon in data 30 settembre e 29 ottobre 1993 (registrato a Châtillon il 15 novembre 1993 al n. 187 e trascritto ad Aosta il 23 novembre 1993 ai nn. 8313/5947) per mantenere ed esercire apparecchiature di trasformazione e di smistamento dell'energia, nonché una servitù di passaggio delle condutture elettriche di collegamento della cabina alla rete di media e bassa tensione e delle condutture di distribuzione delle utenze;

4) di approvare ed impegnare la spesa complessiva di Lire 3.891.300.000= (tremiliardiottocentonovantunomilionitrecentomila), I.V.A. compresa, con imputazione al capitolo 46940 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 ("Spese per l'acquisto e la costruzione di beni patrimoniali da destinare ad interventi nel settore industriale") che presenta la necessaria disponibilità;

5) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni provvedimento di esecuzione per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di trasferimento del complesso immobiliare di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali accertamenti circa la consistenza, l'intestazione catastale e l'esatta superficie degli immobili da acquisire;

6) di sottoporre la presente deliberazione al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8, lettera d) del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320.

Presidente - La parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Con questo provvedimento si propone l'acquisto di un capannone industriale di 3.000 metri quadrati di superficie coperta su una area di terreno di circa 10.000 metri quadrati. Il capannone industriale è costituito da quattro moduli che possono essere usati separatamente. L'utilità dell'acquisto è collegata alla flessibilità di questa struttura e all'opportunità di dare soluzione a richieste di insediamento di attività produttive dislocate nella zona, per cui dall'inizio del 1994 continuano a pervenire richieste e ad esserci necessità. Il capannone attualmente è in locazione finanziaria alla società Item la quale riscatterà interamente la locazione finanziaria e chiederà poi alla Regione, ai prezzi valutati dall'Ufficio legale e dall'Ufficio patrimoniale, questo fabbricato industriale.

L'intenzione è quella di dare poi in locazione il fabbricato in parte alla stessa Item, in parte alla Laservall che è una società che produce sorgenti laser e che attualmente è già collocata nell'edificio, e in parte ad un'ulteriore iniziativa industriale. Si tratta, con questo atto, di procedere all'acquisizione del fabbricato; le convenzioni invece per le società industriali saranno successivamente stabilite.

Si dà atto che alle ore 11.41 assume la Presidenza il Vicepresidente Aloisi.

Presidente - Prego, Assessore, continui pure, perché in aula c'è il numero legale. Rammento che se qualcuno vuole chiedere la verifica del numero legale lo faccia, si procede poi all'appello e dopodiché si decide se la seduta viene dichiarata deserta o meno, ma allo stato attuale c'è il numero legale.

La parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - La Item potrà con questo tipo di discorso ampliare la sua attività produttiva e migliorare anche i livelli occupazionali che attualmente sono di 44 persone, metà, circa, residenti in Valle e metà fuori Valle. La Laservall potrà continuare, sta andando già molto bene, con l'attività produttiva per ciò che riguarda le sorgenti laser ed è intenzione della Giunta regionale di collocare nel modulo che rimane ancora libero una ulteriore attività industriale.

Presidente - É aperta la discussione generale. Qualcuno intende intervenire? Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - La delibera apparentemente propone un acquisto da parte della Regione di uno stabilimento industriale sito in Bassa Valle, come ha appena finito di descrivere l'Assessore. In realtà, noi vogliamo fare alcune osservazioni e portare all'attenzione dell'assemblea quali sono le nostre deduzioni da questa delibera.

La prima, fondamentale: vorremmo sapere quale criterio ha ispirato questo acquisto. Se il criterio o lo pseudo-criterio è quello indicato in premessa, assolutamente non può essere condiviso, e cioè il fatto che sia un capannone che ha una determinata superficie, che può essere utilizzato separatamente perché ci sono più moduli, perché è di facile accesso. Questo non lo possiamo accettare come criterio.

L'acquisto di un capannone deve essere inserito in un quadro di politica industriale che qui assolutamente non traspare, di cui non abbiamo mai sentito parlare da quando si è insediata questa Giunta, e al quale chiediamo a viva voce all'Assessore e alla Giunta che prima o poi si arrivi.

Le altre osservazioni sono più specifiche. Quali sono le ragioni che hanno indotto all'acquisto di questo capannone? Si possono dedurre anche queste dalla premessa, nel senso che, e qui c'è una frase che secondo me è aberrante e che dice: "l'acquisto dell'immobile consentirà alla società di incrementare l'attività produttiva che oggi conta oltre 40 addetti". Questa è una dichiarazione esplicita di intervento a favore di un imprenditore privato.

E allora tutte le altre aziende che sono in crisi? Questo è un intervento per sanare il conto economico in rosso di una azienda che ha delle difficoltà perché ha contratto un leasing in marchi tedeschi tramite la società Crédit Leasing, che è poi la vera proprietaria di questo immobile. Ovviamente il cambio sfavorevole, la svalutazione della lira nei confronti della divisa tedesca, grava ora pesantemente su quello che è il conto della società e qui c'è "mamma Regione" che viene chiamata in causa per intervenire.

Secondo noi, a questo punto, tutte le aziende che hanno delle situazioni di crisi sono legittimate a venire a bussare alle porte dell'Assessorato dell'industria e venire a dire alla Regione che anche il loro capannone è bello, è modulare, presenta determinate caratteristiche tecniche, determinate superfici, e quindi hanno diritto ad avere l'intervento. Altrimenti è un favoritismo bello e buono, che non è assolutamente in linea con la normativa europea perché andrebbe a violare quelli che sono i principi del trattato CEE.

Abbiamo già avuto delle esperienze simili, in passato; io non le ho vissute in prima persona, ma molti consiglieri che ora siedono sul banco del Governo le hanno vissute. Ricordo, per esempio, la questione Mercedes S.d.s. dove si è aperta una procedura di infrazione per una presunta violazione, che poi è stata verificata, del trattato CEE, articoli 92 e 93. Qui gli importi sono differenti; non sono i 150 miliardi di allora, sono i 4 miliardi di oggi, però i principi sono i medesimi, e queste cose i consiglieri devono averle costantemente presenti.

Queste cose sono state sollevate anche in II Commissione, quest'assenza di criteri, di motivazioni, mi pare abbia colpito anche gli stessi consiglieri della maggioranza, gli stessi commissari in quella Commissione. Mi ricordo Borre, Perron, anche loro hanno espresso perplessità; però, per le coordinate politiche ricevute, sono oggi obbligati a votare questo provvedimento che è assolutamente da respingere.

Inoltre ci sono dei finanziamenti da parte di Finaosta per ristrutturare e rimodernare l'insediamento: questi finanziamenti in gestione speciale devono essere tenuti in considerazione. Oggi, qui, la Regione è chiamata ad acquistare lo stabilimento che ha ricevuto delle migliorie da parte degli attuali detentori, migliorie che sono state in parte finanziate dalla Regione, e oggi noi lo acquistiamo, e quindi le ripaghiamo.

Quindi c'è una serie di contraddizioni e una assenza di criteri che sono talmente evidenti, che non possono passare inosservate; non si può, solamente per schematismi politici, passarvi sopra e favorire un'azienda piuttosto che un'altra. Oltretutto le contraddizioni sono ancora più grosse quando prendiamo in considerazione le politiche avviate dalla Giunta: da una parte, le dismissioni del patrimonio immobiliare, operate dall'Assessore Lévêque, dall'altra parte, l'incremento di nuovo patrimonio immobiliare portato avanti dall'Assessore Mafrica.

Vogliamo quindi sapere quali sono le intenzioni della Giunta. O si vende o si acquista e, se si vende e si acquista, quali sono i piani? Sul discorso delle dismissioni immobiliari in materia di politica abitativa Lévêque aveva un piano che ci sembrava sufficientemente preciso; qui, sull'acquisizione di patrimonio immobiliare industriale, non ci sembra che Mafrica abbia il medesimo piano, ma oggi ce lo sottopone in modo da dire che questo è il primo atto di un piano programmatico preciso. Non è così! Inoltre, naturalmente, ci sono tutte le considerazioni sulla violazione della normativa europea e su un esplicito favoritismo.

Inoltre, perché rimangono Item e Laservall? Quale è il diritto che vantano queste due aziende di rimanere lì nell'ipotesi che questo immobile venga acquistato dalla Regione? La risposta potrebbe essere: "Perché pagano il canone di locazione al 3,5 percento come normalmente fa la Regione". Questa però potrebbe anche non essere una risposta accettabile perché, se un privato offre il 5 o il 6 percento sul valore dell'immobile, perché deve essere scartato? Queste sono regole di libero mercato. Questo è un ulteriore punto che va a sottolineare quello che ho appena finito di dire e cioè che questo è un favoritismo e non è un intervento di politica industriale.

Oltretutto, a questa somma di considerazioni sostanziali, aggiungerei anche la considerazione di un grosso difetto procedurale che abbiamo vissuto in II Commissione, la delibera sulla quale la II Commissione si è espressa non conteneva un emendamento che oggi invece troviamo nella delibera che è stata emendata. Quindi, come minimo, chiedo il rinvio in Commissione, ma la scelta più opportuna - e lo dico soprattutto a tutela e a salvaguardia dell'operato dei pubblici amministratori - è la revoca di questa delibera.

Presidente - Altri consiglieri intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Questa è una delibera, a nostro avviso, oltremodo significativa per diversi aspetti. Innanzitutto partirei da un'affermazione che ho sentito fare pochi minuti fa dalla collega Squarzino in merito ad un nuovo modo di procedere. Io credo che questa delibera assomigli molto ad una serie pressoché interminabile di altre delibere, che in passato sono state discusse e regolarmente approvate nell'aula consiliare.

Discutevamo prima di quei 3 miliardi e mezzo in contrazione per quanto riguardava il finanziamento della legge inerente agli argomenti degli allevatori; qui la stessa cifra, anzi qualche cosa in più, viene data per l'acquisto di un capannone dove è insediata una società in particolare che occupa - come recita la delibera - una quarantina di dipendenti, la stragrande maggioranza dei quali, tra l'altro, non valdostani.

Dicevo che è una delibera significativa anche perché di questa delibera, come già accennava il collega Tibaldi, si è discusso in II Commissione proprio il giorno in cui si risolveva la "crisina" o "crisetta" o "crisona" e mentre in una sala di questo Palazzo partivano dei comunicati che affermavano la ritrovata compattezza di questa maggioranza, la rinnovata fiducia espressa attorno al programma e all'operatività di questo Esecutivo.

In una stanza molto più piccola ed angusta, almeno tre consiglieri della maggioranza esprimevano grosse perplessità riguardo a questa delibera e dicevano che il piccolo boccone amaro, proprio il giorno in cui si ritrovava la compattezza, bisognava mandarlo giù; c'era il boccone per i Verdi e c'era il boccone per altri. Questa delibera noi assolutamente non la voteremo, perché ci sembra davvero, grazie anche alle informazioni fornite dal collega Tibaldi, che sia la classica delibera - mi permetta Assessore - assistenzialista.

Questo è un esempio di una concezione fortemente assistenzialista nei confronti dell'economia valdostana. Questo perché? Non per il fatto in sé, ma perché dietro a questo c'è una totale assenza di politica industriale, dietro a questo acquisto non sappiamo verso quali spiagge vogliamo fare approdare l'economia valdostana e, in particolare, l'economia industriale.

É una delibera significativa della concezione assistenzialista, anche perché è interessante dare un'occhiata alle date che vengono scritte, soprattutto nella parte delle premesse. In pratica, i privati in questione hanno sottoscritto il contratto di leasing alla fine dell'anno 1991 e neanche un anno e mezzo dopo noi abbiamo già la prima stima dell'Ufficio patrimoniale della Regione. Ciò significa che, a meno di un anno e mezzo di distanza, erano evidentemente avvenuti dei contatti fra le parti per un interessamento reciproco per l'acquisizione di questo capannone. Evidentemente è difficile smentire la ventilata ipotesi che suggeriva il collega Tibaldi.

Qui si ha l'impressione, proprio per tutti quei motivi che vi dicevo prima, di essere in presenza di una delibera che vada a favorire la situazione del soggetto che poi usufruirà dell'intervento regionale. Questo sconcerta, soprattutto se pensiamo alla situazione generale dell'industria e dell'economia della nostra regione dove credo sarebbero davvero tanti gli imprenditori che avrebbero da mettere sul piatto della bilancia qualcosa da vendere a "mamma Regione" per tirarsi un po' su il fiato in questo periodo difficile.

Noi crediamo che invece per la nostra regione ci sia decisamente bisogno di un'impostazione diversa rispetto a quella che viene espressa da questa delibera in tema di politica industriale, ma non solo, e come ho già detto, per questo motivo noi voteremo contro questa delibera.

Presidente - Altri consiglieri intendono intervenire? Se nessuno intende intervenire dichiaro chiusa la discussione generale e cedo la parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Evidentemente quello che era l'obiettivo di parte della minoranza di utilizzare la mini-crisi per un rovesciamento delle alleanze puntando in modo particolare i loro strali sulla componente di Sinistra, e in particolare sui lavori pubblici e sull'industria, nonostante la crisi abbia avuto un certo tipo di soluzione, non è esaurito perché mi pare che vengano fatte delle critiche infondate e piuttosto generiche.

Assenza di una politica industriale: io respingo decisamente questo tipo di valutazione. La Giunta Viérin, nell'arco di un anno, ha prodotto risultati di politica industriale rilevanti, che sono noti a tutti, e che possono essere meglio valutati se si prendono a paragone i dati dell'occupazione della Valle d'Aosta nel settore industriale con i dati di altre regioni. Quando discuteremo il piano per la politica del lavoro per il prossimo triennio, si verificherà che la situazione dell'occupazione della Valle d'Aosta in questo periodo ha avuto dei dati di fondo strutturali molto più positivi di quelli del resto del Paese, che permettono di esercitare un intervento utile a consolidare l'economia valdostana.

Voglio ricordare, fra i risultati ottenuti in questo anno, in primo luogo la firma del protocollo con la Cogne che ha consentito di mantenere quell'attività produttiva e di avviare operazioni di carattere strategico per ciò che riguarda l'acquisizione delle aree e il possesso delle centrali elettriche che, sulla base di programmi presentati anche dalla Comunità Europea, consentiranno di avere attività industriali nuove e una leva come quella dell'energia utile per l'economia valdostana.

Voglio ricordare l'accordo fatto con la Meridian che porterà 200 occupati in un settore innovativo che in questo momento sta avendo uno sviluppo interessante; voglio ricordare la riconversione di Baltea Disk che porterà al raddoppio degli occupati valdostani in quell'area; voglio ancora ricordare che, negli ultimi mesi, anche alcuni capannoni non utilizzati sono stati destinati a nuove attività produttive e che sostanzialmente l'occupazione industriale nei primi sei mesi di quest'anno in Valle d'Aosta, per ciò che riguarda l'industria in senso stretto, è aumentata.

C'è una perdita di occupazione nel settore delle costruzioni, ma il Piano disposto dalla Giunta regionale per il settore edilizio prevede una riorganizzazione di questo settore, e mi pare che l'indirizzo seguito di consolidare le attività industriali vere e proprie, anche attraverso nuovi strumenti che ne favoriscono la qualità, sia evidente.

É stata anche approvata una legge sulla certificazione di qualità sulla ricerca che mette a disposizione delle attività industriali strumenti utili per un miglioramento del livello di produttività del sistema. Questo per ciò che riguarda la politica industriale. Anche nella politica industriale ci sono dei risultati che, se uno segue con attenzione anche i giornali nazionali, vede che non hanno riscontro in altre realtà.

Su "Il Sole 24 Ore" negli ultimi mesi sono comparsi numerosi articoli che riguardavano le nuove iniziative industriali in Valle d'Aosta. Per ciò che riguarda il testo e le questioni formali, posso dire che il testo che oggi è a disposizione del Consiglio è identico a quello che c'era in Commissione; era nato un equivoco su una richiesta del Consigliere Tibaldi che diceva non esserci nel testo la parola "locazione", ma io faccio presente che in Giunta avevamo un emendamento che esprimeva in modo esplicito questa intenzione, già contenuta all'ultimo punto, al quinto capoverso delle premesse.

Per ciò che riguarda invece la normativa europea, preciso che questa non riguarda assolutamente gli acquisti, ma riguarda le convenzioni che vengono fatte con le imprese. Alle imprese in questione verrà fatto un contratto di locazione analogo a quello fatto per tutte le altre imprese e quindi non ci sarà per esse alcun aiuto particolare, perché avranno una locazione ritenuta finora valida per tutte le imprese, alle normali condizioni che sono quelle del 3,5 percento.

Per ciò che riguarda il fatto che si intervenga due volte, è stata descritta in modo trasparente e chiaro tutta la serie di perizie fatte e una di queste ha ridotto di 600 milioni il valore, proprio perché si è tenuto conto che quell'intervento era stato finanziato per la Laservall in gestione speciale; quindi non è assolutamente vero che si interviene due volte. Il valore precedente era superiore, è stato diminuito di circa 600 milioni proprio perché alla Laservall era stato attribuito un finanziamento di 300 milioni in gestione speciale per fare quelle opere.

Veniamo ora alla questione più complessa e cioè se c'è assistenzialismo, se si dà un particolare aiuto alla Item oppure no. Mi pare che questo sia il problema posto dal Consigliere Tibaldi. Io credo che non si possa pretestuosamente prendere in considerazione la politica delle dismissioni di edifici non utilizzati dalla Regione o che non rientrano nei suoi compiti insieme con l'acquisizione di edifici che servono alla politica economica di questa Regione, perché sono due cose del tutto diverse.

Gli edifici dismessi sono edifici non direttamente utilizzabili dalla Regione come alberghi o alloggi, mentre per ciò che riguarda i capannoni industriali dobbiamo riconoscere che è vero ciò che affermava Tibaldi: abbiamo una richiesta tale, che non siamo in grado di soddisfare le richieste pervenute. Dall'inizio dell'anno, con la ripresa economica, il numero di richieste di insediamento è tale che devono essere esaminate le domande una per una; bisognerà fare una selezione e bisognerà anche trovare, cosa che abbiamo fatto nel "caso Meridian", nuove forme per mettere a disposizione delle imprese i fabbricati industriali.

Il discorso che ci sia un conflitto con la politica di dismissioni non è vero, e non è neppure vero che qui si dia un particolare aiuto all'impresa, perché l'impresa pagherà l'affitto e la valutazione dell'immobile è stata fatta, e nel testo non sono riportati solo gli elementi finali, ma tutte le fasi delle valutazioni in modo chiaro, a prezzi di mercato, e quindi si compra un immobile e non si aiuta nessuno. Invece l'elemento che io voglio chiarire, rispetto alle discussioni che ci sono state e ci saranno ancora in futuro con il Consigliere Tibaldi, riguarda il criterio dell'assegnazione del fabbricato.

In questo senso il criterio è che non basta la richiesta, perché su 47 domande che sono pervenute e sono state esaminate dalla Finaosta, soltanto 4 hanno avuto il parere favorevole finale. Alla Finaosta ne sono state trasmesse 47, ma in realtà gli uffici dell'Industria ne hanno esaminate un centinaio perché una prima selezione dei progetti industriali è stata fatta dagli uffici, più della metà delle proposte sono cadute in questa prima selezione.

La selezione successiva è stata fatta dalla Finaosta e il giudizio, nella scelta, ha tenuto conto delle varie istruttorie. In questo caso gli elementi che abbiamo a disposizione dicono che ci troviamo di fronte ad un'azienda che ha prospettive di sviluppo.

É un'azienda che aveva il 60 percento di valore aggiunto, il 16 percento di reddito operativo che veniva utilizzato per fare fronte a questa operazione di leasing quindi, cessando l'operazione di leasing, questo risultato positivo insito nell'azienda avvalora le prospettive di sviluppo. Però l'acquisto è fatto a prezzi di mercato, il fabbricato verrà locato alle normali condizioni; trovandosi all'interno la Laservall e la Item, sembra logico continuare a locare a queste aziende il fabbricato stesso.

Mi pare di aver risposto ai diversi punti, mi pare che le osservazioni fatte siano legittime ma non corrispondono alla verità.

Presidente - La parola al Consigliere Bich per le dichiarazioni di voto.

Bich (APA) - Intervengo per la dichiarazione di voto e non certamente per far perdere tempo. Ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni dell'Assessore e mi ricordano un po' una richiesta che avevo fatto anche in passato di aver modo di confrontarsi in modo chiaro, e senza pregiudiziali, sul tema della programmazione industriale. Avevo anche chiesto di acquisire, in qualche modo, dati riguardanti gli insediamenti industriali esistenti.

Quando l'Assessore dice che la strategia è quella del consolidamento dell'esistente, consolidamento mediante il risanamento e il rilancio e quindi su questo prevediamo lo stanziamento di certe risorse, io chiederei all'Assessore di fare anche un po' una storia a consuntivo e di andare a vedere se - oggi lo possiamo fare - certi insediamenti esistenti sono stati proficui, e soprattutto se la storica contrapposizione "ricavi-perdite" può essere compatibile con questa filosofia del rilancio dell'esistente.

Andiamo poi a mettere sotto la lente d'ingrandimento le aziende collegate con l'Olivetti, che noi in qualche modo abbiamo opulentemente sovvenzionato e sostenuto. Il flusso di manodopera che queste hanno portato nella nostra regione qualche volta va depurato dal fatto che molti addetti sono residenti nel Canavese, fuori regione, e quindi non è possibile vedere in modo chiaro la ricaduta occupazionale di queste aziende in valle.

Abbiamo poi anche presente la tecnologia e le tecniche costruttive che molto spesso esorbitano da una mentalità, da una conoscenza che non è propria della nostra regione. Noi siamo più orientati verso produzioni mature nel ramo agroalimentare, nel ramo di una produzione legata all'imprenditoria edile, e non verso questo settore specifico delle high-tecnologie. Quindi ho pregato, in passato e in più circostanze, l'Assessore di confrontarsi per vedere se era il caso di andare avanti in questa direzione. Questo fino adesso non è avvenuto, probabilmente per motivi più che giustificabili, però sul discorso e sugli indirizzi generali dissento dalla sua posizione.

Non c'era stato alcun impegno in questo senso, anche al momento della sottoscrizione dei programmi eravamo stati molto cauti su questo; avevamo enucleato alcuni centri industriali, la Cogne e pochi altri, e su questi c'era una intesa generale. Su questa intesa si è andati avanti un po' a strappi, e qualche volta anche con difficoltà, e soprattutto con scarsa colloquiabilità nelle determinazioni amministrative. Sull'acquisizione generale di questo concetto io non sono d'accordo e quindi, a malincuore e personalmente, su questo punto non posso che astenermi.

Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Le altre volte ho criticato Bich ma questa volta lo capisco. Ha sempre parlato di liberismo e di privatizzazioni e in questa maniera andiamo contro queste famose privatizzazioni. Volevo legare un po' questa cosa alla dismissione degli alloggi di edilizia sovvenzionata perché continuiamo a comprare capannoni e vendiamo gli alloggi di edilizia sovvenzionata. Io percepisco un certo stridore tra queste due cose e sono quindi contrario a questi acquisti.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Semplicemente per ribadire quanto ho già espresso nel primo intervento. Le osservazioni fatte dall'Assessore Mafrica assolutamente non ritengo abbiano esaurito i quesiti, le perplessità su questa delibera. Faccio solo presente all'Assessore che le perplessità riguardano anche la violazione di una normativa comunitaria, che il contratto di acquisto di uno stabilimento è comunque una convenzione, rientra nel pacchetto delle convenzioni e viene giuridicamente configurato in quello schema. Quindi io ritengo che le questioni che sono state sollevate siano gravi e circostanziate.

Sappiamo benissimo che negli uffici preposti alla valutazione le domande per beneficiare degli insediamenti industriali sono 47 e che solo 4 sono state accolte. Sappiamo che ci sono delle maglie di valutazione molto strette, che vengono seguiti determinati criteri; però, oltre a quelli elencati, caro Assessore, ne aggiungerei uno, che è quello della sponsorizzazione politica che bisogna avere per superare questa valutazione. Avendo seguito da vicino determinate situazioni, sono costretto a dirlo e a renderlo noto, anche in questo contesto. Ribadisco quindi il nostro voto contrario.

Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Come già annunciavo nel primo intervento noi voteremo contro questa delibera perché le motivazioni addotte dall'Assessore non ci hanno minimamente convinto. Un conto è parlare della Cogne e un conto è parlare dell'Item: sono problematiche diverse! L'Assessore ha cercato di sviare la ventilata ipotesi del favoritismo dicendo: "Ma, in fondo, che cosa facciamo? Il capannone interessa a noi, saldiamo il leasing alla società di credito e il privato continuerà a pagare l'affitto alla Regione".

Dalle informazioni che abbiamo, sappiamo che questa società, in questo momento, è in difficoltà e tra le cause sta proprio il rientro che essa deve avere per il pagamento del leasing. Io non credo che l'Assessore nel suo intervento volesse dire che la Regione fisserà il canone di locazione nella stessa cifra che oggi l'impresa versa per il pagamento del leasing; credo che indubbiamente l'impresa ne avrà un vantaggio e il vantaggio sarà evidente.

Dietro a questa delibera non vediamo nessuno sbocco e programma se non un intervento mirato a questa situazione particolare. Torno a ripetere che di queste situazioni particolari in Valle d'Aosta ce ne sono molte e, andando ad assumere questa delibera, o creiamo una disparità oppure innestiamo un meccanismo estremamente pericoloso, che potrebbe vedere il giorno dopo l'assunzione di questa delibera decine di altri imprenditori venire in Regione e chiedere un trattamento equivalente a questo.

Presidente - La parola al Consigliere Linty.

Linty (LN) - In attesa dei dati sull'occupazione vorrei vedere se in Valle d'Aosta non ci sia una tendenza diversa dal resto d'Italia; vorrei sapere quali altre regioni investono nel settore della politica industriale quanto investe la Valle d'Aosta.

- Vorrei ricordare che uno degli ultimi interventi è stato il finanziamento dei capannoni della Syntax Processing di Pont-Saint-Martin che, se ricordo bene, superava i 30 miliardi. É chiaro che con l'esborso di capitale dalla Regione ci si aspetta anche un aumento delle assunzioni.

C'è però un aspetto che volevo fare notare e che non è stato trattato o meglio vi si è glissato, ed è che la situazione in cui versa oggi la Item è dovuta ad un errore - magari non imputabile soltanto al titolare - riguardante un leasing contratto con il marco tedesco perché più di 50 milioni al mese di leasing sono chiaramente un salasso economico per qualsiasi imprenditore; però non mi pare neanche giusto che ad un errore di un privato debba sopperire la Regione. Questo non rientra nelle cosiddette regole del libero mercato.

Sarebbe poi anche interessante - e a questo riguardo presenterò poi con le dovute maniere un'interrogazione con risposta scritta - sapere da quanti mesi i dipendenti della Item non prendono lo stipendio, o quale è stato l'ultimo stipendio preso, perché si vuole negare l'assistenzialismo che è una parola brutta ma, diciamolo pure, questo è un intervento assistenziale, è un intervento "socialista", da ex Unione Sovietica, quello di intervenire nella politica economica, quello di intervenire sempre con l'impiego di grandi capitali sulla politica economica.

Io mi chiedo se non ci fosse la Regione che interviene sborsando queste grosse cifre, che cosa farebbe il mondo imprenditoriale e l'industria in Valle d'Aosta. Io penso che così facendo soffochiamo l'imprenditoria privata e usciamo da quelle regole di libero mercato di cui abbiamo discusso; pertanto ribadisco il nostro voto contrario.

Presidente - La parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Volevo solo fare due osservazioni finali. Al Consigliere Bich dico che sono disponibile con la Commissione ad esaminare le cose che lui ha riproposto, i dati sono stati reperiti quindi, se il Presidente della IV Commissione vuole programmare un'audizione, su questo c'è la completa disponibilità.

Al Consigliere Tibaldi debbo dire che respingo nel modo più assoluto l'ipotesi che mi riguardino delle sponsorizzazioni, perché ogni pratica che viene presentata in Assessorato viene esaminata con gli uffici, mentre debbo dire che il Consigliere Tibaldi sostiene aziende che hanno problemi e credo che sia legittimo farlo.

Assistenzialismo: l'intervento è l'acquisto di un qualcosa che serve alla Regione e la successiva fase sarà quella dell'affitto alle imprese con convenzioni separate. Le due cose vanno distinte.

Presidente - Se nessun altro intende intervenire metto in votazione la deliberazione in oggetto.

Presenti: 31

Votanti: 29

Favorevoli: 21

Contrari: 8

Astenuti: 2 (Bich, Mostacchi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Vista l'ora e in considerazione degli accordi presi con la Conferenza dei Capigruppo si sospendono i lavori del Consiglio per l'incontro con le Organizzazioni sindacali. I lavori riprenderanno alle ore 16.00.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle 12.24