Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 605 du 6 avril 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 605/X - Approvazione del programma dei lavori di competenza della sovrintendenza regionale per i beni culturali (settore beni architettonici e artistici) per l'anno 1994.

Deliberazione - Il Consiglio

Premesso che:

La Giunta, su indicazione dell'Assessore al Turismo, Sport e Beni culturali, sig. Ugo Voyat, e visto il parere favorevole espresso dalla Commissione per i beni culturali ed ambientali in data 17 gennaio 1994, ha predisposto sulla base del pro­gramma già allegato al bilancio preventivo dell'anno 1994 l'elenco dettagliato dei lavori da effettuare durante l'anno in corso e da sottoporre all'esame del Consiglio regionale per un importo complessivo di spesa di Lire 7.300.000.000 (settemiliarditrecentomilioni), IVA inclusa.

Visto il parere favorevole rilasciato dal sovrintendente ai beni culturali;

Ai sensi del combinato disposto dell'articolo 72 della legge re­gionale 3/1956 e successive modificazioni e dell'articolo 11 della legge regionale 18/1980 e successive modificazioni, in or­dine alla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare, in via di massima, il sottoindicato programma di opere di pubblica utilità per l'anno 1994, di competenza della Soprintendenza per i beni culturali (Beni architettonici ed arti­stici) per un importo di spesa complessivo di Lire 7.300.000.000 (settemiliarditrecentomilioni);

2) di delegare la Giunta regionale ad assumere per le opere elencate, le decisioni relative all'approvazione dei progetti, all'appalto ed all'esecuzione dei lavori, all'approvazione dei fi­nanziamenti ed alla liquidazione delle spese nei limiti degli stanziamenti recati dai corrispondenti capitoli di bilancio;

3) di autorizzare la Giunta regionale e derogare all'ordine di priorità delle opere, quale indicate nelle tabelle di programma, nei casi in cui motivi tecnici e di opportunità lo rendano neces­sario a superare il limite massimo di spesa di cui al Regola­mento regionale 5 febbraio 1962 e successive modificazioni ed integrazioni per l'esecuzione in economia dei lavori da finanzia­re sul capitolo 65920 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994;

4) di sottoporre la presente deliberazione al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, lettera b) del decreto legislativo 13 febbraio 1993, n. 40 come corretto dal successivo 10 novembre 1993, n. 479.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Nous soumettons à votre attention le programme des travaux de la compétence de la Surintendance régionale pour les biens culturels, secteur des biens architectoniques et artistiques, pour l'année 1994. C'est un programme qui a été préparé par les bureaux de la Surintendance, et qui a reçu l'avis favorable de la commission pour les biens culturels et de l'environnement au mois de janvier dernier; c'est un pro­gramme qui présente les différentes inter­ventions qui pourront être effectuées au cours de l'année 1994, donc il a une finalité de nature pro­grammatique. On a mis l'ac­cent sur la nécessité, et je crois que vous pouvez le constater en examinant les différentes inter­ventions, d'achever tout d'abord les travaux qui sont déjà en cours, d'au­tres travaux évidemment sont prévus, mais surtout pour ce qui est du secteur des fouilles l'on veut achever les in­terventions qui sont déjà en cours d'exécution.

Le programme a été présenté à la commission compétente. Au cours de l'examen de la commission, l'assesseur Voyat ainsi que les responsables de la Surintendance, ont fourni toutes les précisions qui étaient réclamées. Il s'agit maintenant de le soumettre également à votre attention.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) - Si tratta evidentemente di una delibera di tipo programmatico, che individua una serie di interventi con i relativi impegni di spesa. É quindi una delibera dalla cui lettura si dovrebbe riu­scire a desumere quale sia l'indirizzo che si vuole seguire nella cura dei beni culturali, ampiamente intesi: da quelli archeolo­gici a quelli monumentali, e di conseguenza anche l'importanza che si ritiene di dover riconoscere a questi beni stessi, non solo come potenzialità economica, ma anche come sollecitazione culturale.

La lettura di questa delibera lascia peraltro alcune perplessità, che dimostrano come sia poco chiaro, poco netto, poco preciso, poco deciso questo indirizzo che riconosce a questi beni un'im­portanza fondamentale. Vorrei soffermarmi solo su alcuni di questi punti.

Il punto n. 1 si riferisce alla necropoli di Vollein e alla questio­ne dell'area archeologica di Saint-Martin de Corléans. Per quanto riguarda l'area di Vollein ricordo che era in fase di sca­vo quando ero ragazzino ed è una necropoli fra le più impor­tanti e complete fra quelle ad oggi scoperte prima e scavate poi in Valle, fra l'altro con probabili fenomeni di contemporaneità con l'area di Saint-Martin de Corléans. Invito i consiglieri ad andare a visitare quest'area di Vollein, perché la situazione nella quale si trova è a dir poco incredibile. Ormai la necropoli è completamente sparita, una volta che questi reperti vengono portati all'aria e alla luce del sole, i fenomeni di attacco da parte degli agenti atmosferici, anche indiretti, sono tali per cui tutto si disfa molto velocemente. Tutta quest'area risulta coper­ta da un lamierato di zinco sostenuto da pali e tralicci metallici, il tutto in condizioni disastrose.

Da notare poi che a monte di quest'area sono venuti alla luce lo scorso anno alcuni reperti che dimostrano anche la presenza dell'insediamento urbano, al quale era di servizio la necropoli già scavata. Mi sono fermato un attimo su questa questione di Vollein per sottolineare il fatto che sono troppe le aree interes­sate da scavi o comunque da monumenti messi alla luce del sole, che poi per troppi anni vengono lasciati a degradare. É as­sai meglio non scavare nulla, piuttosto che scavare per lasciare all'addiaccio. Non c'è elemento che conservi meglio i reperti che ci arrivano dal passato del terreno nel quale sono compresi. Se si ritiene che non si sia in grado di poterli proteggere e utilizza­re di conseguenza in modo adeguato, è bene che vengano la­sciati stare, almeno questo con riferimento a quei reperti che non si trovano in zone soggette a forte pressione urbana. Posso capire che sia necessario intervenire in zone come ad esempio Aosta o altri comuni di fondo valle, nei quali sia in atto una at­tività edilizia o comunque di trasformazione del territorio, che pregiudicherebbe la conservazione comunque di queste struttu­re. Ma almeno nei casi in cui ciò non avviene, venga lasciato tutto interrato e si proceda allorquando si ritiene di poter pro­cedere e finire sul serio questo lavoro.

Discorso a parte ed assai più lungo, e non è il caso di farlo oggi, ma che voglio solo accennare, è la questione di Saint-Martin. In III commissione abbiamo chiesto di sentire i dipendenti regio­nali archeologi che ci hanno detto con chiarezza che i reperti di Saint-Martin de Corléans stanno velocemente degradandosi e ci troviamo in presenza di una delle testimonianze archeologi­che fra le più importanti d'Europa per l'epoca di appartenenza. La cosa è bloccata per una querelle di progetti, ci è stato detto in commissione che sarebbe stato presentato un progetto che avrebbe dovuto superare questo fatto, ma non è stato presenta­to, mentre è stato presentato un altro plastico che nella sostan­za è la rivisitazione solo parzialmente modificata di quello che a suo tempo venne dichiarato vincitore nella commissione giu­dicatrice del concorso di idee.

Lo dissi all'assessore, lo ribadisco qui: nell'ultima delibera della Giunta Lanivi di incarico all'architetto progettista di eseguire il progetto di massima c'era scritto che nel caso in cui il progetto presentato non fosse stato di gradimento degli organi competenti del comune di Aosta, si sarebbe dovuto intendere questa negazione come risoluzione di ogni rapporto con questo progettista.

Ora credo che qui non ci sia da difendere il rapporto con un progettista e un progetto piuttosto che un altro, ma credo che sia prioritaria la difesa di quella testimonianza archeologica, che potrebbe costituire oltre che una grossa occasione economi­ca per la città di Aosta, culturale e di ricostruzione di quel quartiere che sappiamo tutti non essere dotato di nessun centro civico degno di questo nome. Il tutto invece è ancora fermo intorno a questo discorso del rispetto di un incarico professionale, a mio avviso neppure rispettando la delibera della Giunta Lanivi.

Il quarto punto, le Terme pubbliche: anche qui non è possibile che scavi di questa dimensione continuino ad interessare aree interne di un edificio scolastico, peraltro già povero di aree libe­re, così come avviene per questo lavoro. Questo è un altro di quegli interventi che deve essere concluso velocemente, perché quei ragazzi hanno diritto di poter utilizzare l'area interna al perimetro dell'edificio scolastico.

Per non parlare poi del punto 8: l'attrezzatura di quel reperto archeologico importante è costata un occhio della testa e adesso scopriamo che ancora non è completa la struttura che dovrebbe proteggere i reperti e consentire la visita.

Infine, al punto 32, che riguarda il complesso di Porta Pretoria, nessuno contesta la necessità che tutta la Porta Pretoria venga restaurata; si tratta di una delle chiavi della cinta muraria ro­mana per la quale è indispensabile pensare ad un intervento radicale di restauro. Quello che contestiamo è la finalità per cui è stato pensato il progetto di restauro. Sappiamo che all'interno di questo complesso è presente una destinazione di ristorazio­ne, che riteniamo essere in contrasto con quello che la legge dello stato prevede per edifici di questo tipo, che sono notificati ai sensi della legge del '39.

Riteniamo che quella destinazione sia in contrasto, che non sia compito dell'amministrazione regionale indirizzare proprie ri­sorse per l'ampliamento, la ristrutturazione, il miglioramento di quelle destinazioni, così come previsto nel progetto che è stato approvato a suo tempo dal comune di Aosta e presentato dalla sovrintendenza. Riteniamo che quel progetto debba essere completamente rivisto, che le opere di restauro vadano avanti, ma con la finalità di destinare tutto il complesso della Porta Pretoria ad altro scopo, analogo o correlato alla destinazione che si era pensata anni fa per la Torre dei Signori di Porta S. Orso, cioè sede dell'azienda autonoma di soggiorno.

Le riflessioni che faccio vogliono essere solo tali, dei suggeri­menti e dei motivi di attenzione; ritenendola una delibera di indirizzo programmatico è chiaro che la votiamo, staremo at­tenti almeno sicuramente a quei quattro-cinque punti che ho sottolineato, affinché ci si muova in questo senso.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Quando il presidente della Giunta parla di lavori in corso, credo che quando si trattano argomenti come gli scavi archeologici sia proprio una dizione più che mai pertinente; è ormai una situa­zione perenne della nostra Valle quella di vedere dei lavori in corso per degli scavi archeologici.

A parte la battuta, gran parte delle cose che volevo dire sono state dette da Florio, quindi sottolineo alcune cose che mi sem­brano significative e sulle quali forse Florio non si è soffermato.

A me interessa fare un discorso generale innanzitutto: il fatto che gli innumerevoli scavi archeologici presenti sul nostro terri­torio vengano quasi tutti riproposti in questa delibera con una ripartizione della spesa fatta con determinati criteri a mio av­viso non è la strada giusta da seguire. Credo che invece lo sfor­zo che va fatto sia quello di localizzare alcuni, magari i più si­gnificativi, interventi ai quali mettere mano in maniera pro­fonda e in maniera risolutiva.

Fatta questa premessa mi interessa mettere in relazione alcuni di questi lavori con l'impegno di spesa previsto, perché credo che questo ci dia immediatamente la sensazione di quello che andiamo ad approvare. Ad esempio, scorrendo tutto l'elenco di questi lavori, risulta evidente come, fermandoci subito al primo e quindi all'area di Saint-Martin de Corléans, siamo chiamati ad approvare oggi il fatto che ancora per un anno l'area di Saint-Martin de Corléans rimarrà tale e quale a com'è oggi. Questo lo si deduce dallo stanziamento di spesa: uno stanzia­mento di spesa di 50 milioni mi sembra ridicolo rispetto all'in­tervento che sarebbe necessario per quell'area.

Così come per quanto riguarda il punto 4, le Terme pubbliche, già faceva notare giustamente Florio come questi scavi proprio per la localizzazione che vengono ad avere, creano forse più di­sagio rispetto ad altri. Florio parlava di spazi ridotti per gli scolari di quel plesso scolastico, in realtà è l'unico spazio che hanno a disposizione, non so quanti anni sono che quello spazio non è più usufruibile. Ora, anche qui, ultimazione scavo non so se vuol dire ultimazione lavori, o se non voglia significare che per il 1994 si continua a scavare, ma senza risistemare quell'area, e quindi ha da venire ancora questo intervento.

Un altro punto significativo che personalmente mi preoccupa è il punto 7, recante intervento preliminare consolidamento fac­ciata Teatro Romano. Il Teatro Romano è un po' il fiore all'oc­chiello, insieme all'Arco di Augusto e alle Porte Pretoriane, a livello monumentale per la nostra città. Sappiamo in che stato è, sappiamo che sono anni che la facciata principale del teatro è rivestita da una serie di impalcature, sono anni quindi che i turisti non possono goderne appieno le bellezze. Abbiamo senti­to dire che sta correndo dei rischi, ma non sappiamo quanto siano vere queste notizie. Di fatto, per il Teatro Romano con questa delibera stanziamo 70 milioni; crediamo sia un costo in­feriore a quello delle impalcature che sono tuttora su, perché quelle impalcature dei tubi innocenti dovrebbero costare più di 70 milioni. Allora mi chiedo cosa si vuol fare al Teatro Romano di Aosta e questi 70 milioni per cosa sono destinati.

Sul punto 8 non mi soffermo, se non per notare uno stanzia­mento notevole, ed è questo che crea ancora più problema per­ché agli occhi del cittadino la villa romana della Consolata do­vrebbe essere, almeno sul territorio della città di Aosta, lo sca­vo archeologico ultimato. Penso sia stata fatta una copertura, credo sia stato a suo tempo predisposto un custode per le visite dei turisti, ora credo che invece la visita alla villa romana sia impossibile perché è chiusa, e si stanziano ben 400 milioni di intervento. Anche qui sarebbe interessante sapere cosa è suc­cesso.

Altre considerazioni da farsi per quanto riguarda alcuni inter­venti sui castelli. Per il castello di Aymavilles ci sono 650 mi­lioni di stanziamento, che sicuramente saranno necessari, ma sarebbe forse il caso di fronte a tutte queste opere d'arte che la Giunta ragguagliasse anche il Consiglio su quale destinazione vuole dare a queste opere. Perché un altro degli argomenti di notevole spessore quando parliamo di beni monumentali ar­cheologici è che, una volta che siamo intervenuti facendo i la­vori necessari, adeguando i vari beni, le varie strutture, poi co­sa ne facciamo. D'accordo, nel 1994 metteremo a posto il castel­lo di Aymavilles; però se nel 1995 il castello di Aymavilles non avrà una destinazione e quindi un uso della struttura, fin dal 1995 la stessa struttura ricomincerà a degradarsi.

Quindi quando Florio diceva che leggendo questo elenco di la­vori della sovrintendenza si ha l'impressione che non ci sia un indirizzo politico, trova completamente la mia approvazione: sembra davvero un elenco di lavori a seconda delle richieste fatte magari dalle varie imprese o dal comune, ma senza un co­ordinamento ed una visione generale di cosa si vuol fare di queste che senza dubbio sono alcune delle più grosse risorse che abbiamo in Valle.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Non faccio che riconfermare quello che è stato detto fino adesso, proprio perché in III commissione si era formulato l'invito ad eseguire e finire qualche lavoro, facendo meno sondaggi. Ca­piamo gli studiosi che vogliono andare a mettere il naso in più punti, per sapere cosa c'è sotto questa nostra Valle d'Aosta, pe­rò quello che diceva Marguerettaz lo condivido, cioè in ultimo spetta al politico fare una scelta e decidere quali opere sono da finire quest'anno, e quali opere sono da iniziare dopo che sono stati chiusi dei cantieri. Mi sembra che invece sia stato presen­tato pari pari quell'elenco che ci era stato già consegnato e su cui avevamo fatto degli appunti. Sono delle opere troppo vaste e non si conclude niente.

Quello che mi sta a cuore sono gli scavi di Saint-Martin de Corléans, che dovrebbero essere la cosa più importante per la Regione; sarebbe importante riuscire a fare questa copertura per salvaguardare gli scavi e per poter rendere la visita più agile ai visitatori.

Ritengo che si dovevano fare delle scelte, in modo da riuscire a finire qualcosa e non iniziare cento cose senza finirne una.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat.

Voyat (UV) - Senza voler rispondere punto per punto, se mi permette il Pre­sidente, voglio solo sottolineare che nel 1993 sono stati chiusi tre scavi, iniziati da tanti anni.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Je remercie tous ceux qui sont intervenus dans le débat, parce qu'en effet ce programme des travaux dans le secteur des biens culturels, au-delà de la liste des interventions qui sont prévues pour 1994, liste qui tient en considération des programmes et des initiatives qui ont été commencés au cours des années pré­cédentes, revêt une importance de caractère général, compte tenu de la nécessité de qualifier notre offre touristique, en va­lorisant nos biens culturels, et surtout en permettant aux rési­dants et ensuite aux touristes de pouvoir bénéficier de ces ri­chesses d'ordre culturel. A cet égard j'ai prix bonne note des remarques qui ont été formulées et je peux vous rassurer que c'est dans cette optique que le gouvernement a donné des instruc­tions aux bureaux compétents, tant il est vrai que, comme il a été souligné, au cours de 1993 on a commencé à fermer quel­ques chantiers, surtout dans le secteur des fouilles archéologi­ques.

Je partage donc toutes les remarques et toutes les considérations qui ont été faites et je veux réaffirmer un engagement pour que l'on puisse achever ses différentes interventions.

Pour ce qui est des considérations exprimées sur dif­férentes interventions, je tiens à préciser tout au moins la na­ture des travaux qui sont prévus dans ce programme, de façon à connaître quelles sont les interventions prévue.

Pour ce qui est de l'aire de Vollein et de Saint-Martin de Cor­léans, les interventions qui sont prévues ici, quant à Vollein ne se rapportent pas à la nécropole, mais à l'"area del Vil­laggio", et l'on prévoit "dei limitati interventi di scavo (sondaggi stratigrafici) finalizzati al reperimento di documentazione e materiale di convalida cronologica dell'orizzonte culturale di Saint-Martin de Corléans", pour mettre également en liaison ce que M. Florio a souligné tout à l'heure, le rapport existant en­tre ce site et le site de Saint-Martin de Corléans.

Quant à Saint-Martin-de-Corléans, les interventions se rappor­tent à "la ripulitura di sezioni e di parte dell'areale in vista del convegno dell'istituto italiano di preistoria e protostoria". Je di­sais que les interventions prévues ne mettent pas un point fi­nal à la nécessité pour ce qui est de l'aire de Vollein d'interve­nir, de façon que l'on puisse limiter la dégradation qui progresse faute d'interventions. Donc c'est de ce point de vue que je disais que nous avons pris note des inter­ventions, et également pour ce qui est de Saint-Martin de Cor­léans pour sortir de cette impasse liée à ce concours d'idées qui avait été lancé et par la suite au contentieux qui s'est ouvert, de façon à pouvoir finalement définir le genre de projet.

Pour ce qui est des Thermes Publics, là encore la né­cessité s'impose de pouvoir achever cette intervention et les travaux sont destinés "alla copertura e alla conseguente agibilità del cortile della scuola, permetteranno l'esplorazione del settore orientale delle terme e la definizione planimetrica generale dell'edificio". Cette intervention devrait permettre de couvrir cette cour et donc de pouvoir la mettre à la disposition de l'école, de la place Saint-François et donc au moins limiter les problèmes qui ac­tuellement sont en cours.

Pour ce qui est du point n. 7, l'intervention prévue est effecti­vement limitée, il s'agit de 80 millions, intervention concernant le théâtre romain, mais c'est une première intervention pour consolider la façade. Le tout est mis en rapport également à cette table ronde qui est organisée pour débattre sur les résul­tats "delle indagini preliminare fisico-chimiche, statiche, mi­croclimatiche e ambientali, effettuate sul monumento", enquête qui avait été approuvée au cours des années précédentes et in­sérée dans le programme. Il s'agit donc là d'une première in­tervention "di consolidamento della facciata", à laquelle de­vront suivre les autres interventions, compte tenu de l'impor­tance de ce monument.

Quant à la Villa Romana della Consolata, il faut continuer les travaux de restauration pour la mise en valeur définitive de ce monument, et les travaux se rapportent "al risanamento del sito per la creazione di condizioni microambientali atte alla conservazione delle testimonianze archeologiche", à une inter­vention d'entretien général sur le bâtiment, à l'installation électrique et "allo studio per l'intervento museografico" et donc en rapport avec le programme qui est prévu pour présenter au public tous les biens culturels.

L'intervention au château d'Aymavilles ne se rapporte pas au château, mais se rapporte à la ferme; il y a la nécessité de décider de l'affectation de ce même château, un choix avait déjà été fait, il s'agit de le confirmer compte tenu également des possibilités qui avaient été offertes et sur la base de la pro­position de la commune d'Aymavilles.

Enfin, sur la question des Portes Prétoriennes le débat est ou­vert; c'est un débat nécessaire et important qui est également lié aux fi­nalités que l'on veut suivre quant à l'utili­sation de ces biens cultu­rels: ou nous voulons simple­ment les considérer comme quelque chose qui représente un témoignage important, ou nous envisa­geons la possibilité d'exploiter ces biens culturels comme le font.

Comme je le disais, je pense qu'en tout cas le problème est ouvert, nous aurons sans doute encore la possibilité d'y revenir et donc d'éclaircir les différentes positions quant à l'affectation de ces biens.

Pour terminer, sur la base des considérations qui ont été ex­primées et qui seront rapportées au responsable de la Surinten­dance, nous pouvons engager ce service tout d'abord à donner une orientation plus précise quant à l'achèvement des travaux et par la suite à formuler un programme qui puisse concentrer les différentes interventions sur quelques points spécifiques de fa­çon à avoir une certitude quant aux temps d'achève­ment et de réalisation de ces mêmes travaux. En tout cas c'est l'engagement que nous pouvons prendre.

Presidente - Pongo in votazione la delibera in oggetto.

Presenti: 33

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bavastro, Collé, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Ti­baldi e Marco Viérin)

Il Consiglio approva