Objet du Conseil n. 418 du 12 janvier 1994 - Resoconto
OBJET N° 418/X - Communications du Président du Gouvernement régional.
Presidente - La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) - Le 31 décembre dernier, dans le respect de l'échéance fixée par les protocoles d'entente signés, l'ILVA a cédé les activités industrielles de la Cogne-Acciai speciali à une société créée à cet effet, nommée "Gestioni valdostane" faisant référence au Groupe Marzorati. La conclusion des procédures de privatisation de l'établissement Cogne d'Aoste marque le point d'arrivée des négociations qui ont vu l'Administration régionale engagée dans une série d'initiatives cruciales focalisées sur le maintien d'une importante activité industrielle à Aoste et sur la disponibilité des terrains et des centrales de l'ILVA.
En particulier, si d'une part le fait de posséder environ 1 million de mètres carrés, dont 500.000 seront disponibles avant 1995, répresente le préalable de tout plan sérieux de réindustrialisation du site, d'autre part la propriété de trois centrales hydro-électriques permettra la création d'une structure appropriée en vue d'une politique énergétique régionale. La Société "Gestioni valdostane" a été créée par le Groupe Marzorati et ses représentants ont remis à la Région leur programme tendant, grâce à de considérables investissements technologiques et commerciaux, à améliorer la qualité du produit et à consolider la compétitivité de l'entreprise d'Aoste.
Tout cela dans le but déclaré de jouer un rôle de premier plan sur le marché international des aciers inoxidables. L'accord sera ratifié par l'IRI ces jours prochains.
Quant à la question de l'emploi, je veux souligner tout d'abord l'insertion de la Vallée d'Aoste dans le programme communautaire "Objectif 2" pour la réindustrialisation et pour la création de nouveaux emplois. Ensuite, notamment en ce qui concerne le personnel qui serait en surnombre à la Cogne, je signale que le Conseil des ministres a approuvé, sur proposition du ministre du travail Gino Giugni, un décret loi prévoyant dans la période 1994-1996 la préretraite pour les travailleurs du secteur sidérurgique. Je crois que ces mesures interessent donc aussi le personnel de la Cogne et qu'elles permettront d'atténuer les retombées de la privatisation sur l'emploi.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Io non ho percepito in questi sei mesi la soluzione di problematiche quali la Cogne e il Casinò. Il 31 dicembre è stato sì siglato l'accordo, però questo non significa il raggiungimento degli obiettivi che la Regione si era prefissata. Mi sembra che ci sia un ottimismo di "facciata", ma in realtà la soluzione è ancora lontana.
Il protocollo del 19 dicembre prevedeva altri obiettivi che vedevano come parti l'ILVA, la Regione, non una società come la Marzorati ma una joint venture fra Marzorati e Ori Martin, quindi più forte. Quindi mi sembra fuori luogo dire che l'obiettivo è stato raggiunto: diciamo che abbiamo vissuto passivamente l'ultima delle alternative che era appunto l'acquisto da parte del Gruppo Marzorati. Non voglio dare giudizi sull'imprenditore; mi sembra, da questo punto di vista, che le dimensioni del Gruppo siano influenti - solo fino ad un certo punto - sulla capacità di gestire uno stabilimento di tali dimensioni.
Quello che ci interessa sono gli obiettivi. Ma quali sono le ragioni che hanno indotto Roda prima e poi Ori Martin a mollare? Non le conosciamo. Non vorrei che si celasse qualche oscura sorpresa. D'altronde, la stessa ILVA aveva valutato il 2 settembre il piano Roda-Acciai, ancorché incompleto, come il migliore; quindi l'affidabilità di Marzorati era minore rispetto a Roda. Ma anche ILVA non ha più posto veti e, qualunque fosse il partner privato, era disposta a cedere il carrozzone.
Tutto ciò non può denominarsi come una "aostizzazione" dello stabilimento; quello che era stato caldeggiato era la presenza in Valle di un imprenditore che potesse gestire il polo. Credo che questa speranza sia svanita. Innanzitutto la Geval ha la sede a Milano e sembra che intenzione dell'imprenditore sia di trasferire tutto il suo quartier generale nell'area ticinese.
Un imprenditore che ha determinate dimensioni, che ha un numero di occupati di circa 200 persone, che si impegna entro fine anno ad assumere altre 800 persone, dovrebbe trasferire il suo centro qui ad Aosta. Invece quintuplica la sua dimensione occupazionale, ma non sembra intenzionato a stabilire quel necessario rapporto con le forze regionali che chiamavo "aostizzazione" dello stabilimento. Quindi il cervello operativo sarà in Svizzera; vorrei essere tranquillizzato se ci fosse qualche notizia contraria a quelle che io ho.
A livello fiscale il mancato insediamento in Valle di una società di questo tipo porta degli scompensi. La privatizzazione è comunque di notevole importanza; è bene però sapere qual è l'impegno della Regione: si parla di 182 miliardi, di altri 32 per la bonifica delle aree ma ho letto che Marzorati chiedeva anche un finanziamento di circa 35 miliardi.Vorrei sapere la reale dimensione dell'intervento, conoscere qual è il piano siderurgico in dettaglio - mi sembra che dovrebbe pervenire entro 90 giorni - e poi sapere in quali parti si modifica quel protocollo...
Presidente - Non è un'interpellanza, è la terza volta che la riprendo su questo concetto. Per favore, concluda.
Tibaldi (LN) - ...conoscere le modifiche del protocollo del 19 dicembre. Ho concluso.
Presidente - La parola al Consigliere Bich.
Bich (APA) - Da un lato mi sono permesso di fare dei rilievi sul processo di privatizzazione della Cogne e mi son "beccato" subito un'accusa di essere un delinquente in libertà provvisoria e un giudizio tranciante da parte del FLM. Io credo che questo modo di discutere sia vetusto come il sistema dei comitati di base stile 1917, rivoluzione bolscevica, la dice lunga sui rapporti che hanno col padronato: sono sempre stati cagnolini fedeli del padronato di Stato; allora, questa gente dal viso truce, si è ormai autodefinita nella storia dell'industria in Italia.
Ho fatto dei rilievi, dicevo, e l'esempio era questo: se uno ha guidato dei Mas e ora gli affibbiamo una portaerei, la saprà guidare? Se gli mettiamo vicino qualcuno che ha contribuito a questa operazione, questo ci dà una garanzia maggiore; quel qualcuno dovrebbe essere un rappresentante dell'esecutivo che colga i punti del processo e tenga conto degli impegni economici presi. Anche lì, "apriti cielo!", commenti di vario tipo.
Mi hanno confortato le telefonate che sono giunte dall'Associazione industriali e da altre associazioni professionali che dicevano che vi sono delle anomalie. In questo senso sarebbe interessante avere i protocolli d'intesa con l'ILVA e la Marzorati.
Io non penso che vi fossero altre alternative, dico solo di fare attenzione, soprattutto alla luce degli avvenimenti che focalizzano in Valle d'Aosta l'intero assetto industriale in crisi. Io vorrei sapere chi è il personaggio politico che paga la crisi profonda di alcuni stabilimenti che noi abbiamo sovvenzionato e che sono già in crisi.
Si parlava di Silicon Valley, avevamo dato parecchi soldi a stabilimenti del Gruppo Olivetti per la ricerca; ora ci accorgiamo che alcuni prodotti non stanno neanche più sul mercato. Ci deve essere il politico occulto che è il responsabile di questi atti, che ha relazionato agli organi competenti in un modo e invece le cose sono andate diversamente. Io non so chi sia. Inoltre la IV Commissione, anche questa fantasma, si interessa di argomenti che riempiono colonne del "Sole 24 Ore". Chi è? Collé convochi la Commissione!
Io non penso che questa sia un'operazione di basso profilo, abbiamo tamponato il possibile, la Regione si avvarrà del cospicuo patrimonio immobiliare per una politica di reindustrializzazione; facciamo solo attenzione che dei tre soggetti che hanno partecipato alla trattativa. Tra tre mesi l'ILVA scomparirà, quindi resteremo con Marzorati. Anche le centrali hanno un'impiantistica fuori dal mercato, allora sarebbe il caso di precisare quali sono i costi per modernizzare le centrali. Io non sono pessimista ma l'Amministrazione deve essere parte coinvolta in questi processi.
Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Sarebbe stato più auspicabile che fosse un gruppo di imprese a rilevare la Cogne, almeno per dare più garanzie. Io aspetto i protocolli d'intesa anche perché l'industria in Valle sta latitando: ora c'è la questione Invicta.
Dobbiamo cercare di chiudere ad Aosta nel miglior modo possibile per passare ad una politica industriale diversa: deve iniziare da quest'anno una maniera diversa di spendere i soldi pubblici.
Presidente - La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) - Nous avons toujours souligné la difficulté et la complexité du problème de la Cogne et je ne crois donc pas qu'on puisse affirmer que nous sommes en train de faire de l'optimisme de "façade". Il faudrait s'insérer dans notre réalité et éviter de suivre une logique qui ressemble à celle de la fuite en avant.
Il faut se rendre compte de la complexité du problème, en comparant notre situation à celle de Taranto ou de Bagnoli; je pense qu'Aoste peut néammoins être considérée d'une façon positive, compte tenu du rôle que la Région a joué à ce propos. On ne peut pas parler d'acceptation passive tout court; il faut se rapporter au fait qu'il s'agissait d'une société de l'Etat et que le plan approuvé par l'IRI ne prévoyait que deux possibilités: la fermeture ou la privatisation.
Nous avons contribué par une loi de la précédente législature et par les différents pourparlers avec Cogne, avec ILVA et avec les différents partenaires. Je crois que ce n'était pas à nous de gérer l'établissement. Nous avons suivi une procédure qui voulait favoriser un certain processus en assurant les conditions nécessaires pour le maintien de la production, compte tenu de la situation actuelle de crise généralisée.
Il était donc important d'assurer les conditions pour le maintien de la production et pour l'établissement de plans de réindustrialisation. Dans ce sens nous parlons d'objectifs qui ont été atteints et il n'y a pas eu, à cet égard, de modifications des objectifs des accords signés avec ILVA, IRI et les deux sociétés au mois de novembre dernier.
Il y a eu un changement de partenaire, il est vrai, c'est un fait que nous avons évalué et que nous sommes en train d'évaluer et les protocoles ont été soumis à la IVe Commission. Il y a eu des discussions sur les protocoles déjà au mois de décembre; je crois que la IVe Commission a toujours un Président que monsieur Bich connaît parfaitement.
Donc, de ce point de vue, je veux souligner que ces protocoles ont déjà été examinés au sein de cette Commission. De toute façon nous sommes toujours disponibles à revenir au sein de cette Commission, voire de ce Conseil.
Je prie monsieur Tibaldi de présenter une interpellation et il aura la possibilité de poser toutes les questions nécessaires. Nous sommes disposes à discuter des rétombées parce que nous n'avons jamais affirmé que le problème était résolu.
On a favorisé un certain processus et on a posé les bases pour continuer dans une activité industrielle pour que nos programmes puissent être réalisés.
Maintenant il faut continuer dans cette direction et suivre l'évolution du problème.
