Objet du Conseil n. 326 du 13 décembre 1993 - Resoconto
OBJET N° 326/X - Communications du Président du Conseil régional.
Stévenin (Presidente) - Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e dagli organi consiliari dal 24 dicembre 1993 in poi.
Disegni di legge presentati:
Disegno di legge n. 27, presentato dalla Giunta regionale in data 1° dicembre 1993: "Contributi per la gestione dei giardini botanici alpini" (3a e 2a Commissione).
Disegno di legge n. 28, presentato dalla Giunta regionale in data 9 dicembre 1993: "Norme per la redazione del Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, per la pubblicazione degli atti ed istituzione dell'albo notiziario della Regione Autonoma Valle d'Aosta".
Disegni di legge vistati:
Disegno di legge n. 6: "Intervento finanziario per la copertura del disavanzo di gestione dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta per l'anno 1992".
Disegno di legge n. 9: "Concessione di contributi per la realizzazione di iniziative promozionali di interesse agricolo".
Si comunica che il disegno di legge n. 485, approvato dal Consiglio regionale in data 11 novembre 1993 con provvedimento n. 273/X recante: "Riapprovazione, ai sensi dell'articolo 31, ultimo comma, dello Statuto Speciale, della legge regionale concernente: Disciplina del volontariato", è divenuto esecutivo in relazione alla lettera del Presidente della Commissione di Coordinamento in data 3 dicembre 1993 che ha comunicato di ritenere che non sussistono più i presupposti per una impugnativa della legge innanzi alla Corte Costituzionale.
Si comunica che il disegno di legge n. 516: "Riapprovazione con modificazioni della legge regionale: Interventi regionali in favore della ricerca, dello sviluppo e della qualità nel settore industriale" è divenuto esecutivo per decorrenza di termini, ai sensi del 1° comma dell'articolo 31 dello Statuto.
Deliberazioni vistate: n. 3
Riunioni:
II Commissione: 2
III Commissione: 1
IV Commissione: 1
V Commissione: 2
III e IV Commissione riunite in seduta congiunta: 1
Commissione Nomine: 1
Ufficio di Presidenza: 1
Il Vicesindaco del Comune di Cogne ha trasmesso, con lettera in data 24 novembre 1993, a questa Presidenza, copia del comunicato, inviato agli organi di stampa e sottoscritto da tutti i consiglieri del Comune di Cogne, inerente alla sentenza emessa a carico del Sindaco Osvaldo Ruffier.
Nell'esprimere piena solidarietà al proprio Sindaco, i consiglieri comunali di Cogne con tale documento, chiedono l'emanazione di norme chiare che definiscano le competenze e le responsabilità degli organi istituzionali, sollecitano il decreto per l'adeguamento della legge quadro sulle aree protette e ribadiscono la volontà di rassegnare le dimissioni qualora in tempi brevi non si raggiungano gli obiettivi prefissati nel documento in data 15 giugno 1993, sottoscritto dai Sindaci dei comuni della Valle d'Aosta.
Con lettera in data 10 dicembre 1993, i Consiglieri regionali André Lanièce ed Emilio Rini hanno comunicato, ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, di non far più parte in Consiglio regionale del Gruppo della Democrazia Cristiana e di costituire, a partire dal 10 dicembre 1993, un nuovo gruppo consiliare che prenderà il nome di Gruppo Autonomo, avente come capogruppo il Consigliere André Lanièce e come vicecapogruppo il Consigliere Emilio Rini.
Il Presidente della Commissione di Coordinamento, con nota prot. n. 5728 in data 3 dicembre indirizzata al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Giunta regionale, ha trasmesso copia del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 1° dicembre 1993, concernente la sospensione del Signor Augusto Rollandin dalla carica di Consigliere regionale della Valle d'Aosta.
La sospensione è stata decretata in seguito alla sentenza della Corte d'Appello di Torino in data 10 novembre 1993, che ha dichiarato il Signor Augusto Rollandin colpevole dei reati di cui agli articoli 353 (turbata libertà degli incanti) e 324 (interessi privati in atti d'ufficio), ora abrogato, ma previsto dall'articolo 323 del Codice Penale (abuso d'ufficio).
La sospensione è stata decretata ai sensi dell'articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55, come modificato e integrato dalla legge 18 gennaio 1992, n. 16.
Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Aosta, dott.ssa Maria Grazia Damonte, ha comunicato a questa Presidenza, con lettera in data 3 dicembre 1993, che a carico di Augusto Rollandin e Silvano Giansoldati è stata emessa un'ordinanza cautelare in data 26 novembre 1993:
- per il delitto di cui agli articoli 110, 117 e 324 del Codice Penale (concorso del reato di interesse privato in atti d'ufficio), quanto a Rollandin e Giansoldati in concorso;
- per il delitto di cui all'articolo 629 del Codice Penale (estorsione) quanto a Giansoldati.
Il Giudice delle Indagini Preliminari ha inoltre comunicato che il Tribunale di Aosta non ha emesso provvedimento alcuno nei confronti del sig. Andrea Leonardi.
Si precisa che il sig. Silvano Giansoldati ricopre la carica di Sindaco effettivo nel Collegio Sindacale della SITRASB (fino al 31 dicembre 1993) e quella di Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti delle APT della Regione (fino al 31 dicembre 1998).
Le Conseiller régional Gino Agnesod a pris part, les 3 et 4 décembre, aux travaux de l'assemblée de l'A.R.E. (Assemblée des Régions d'Europe) qui se sont déroulés à Siges, petite ville près de Barcelone. L'A.R.E., dont le président est le chef de la Generalidad de Cataluna, Monsieur Jordi Pujol, a abordé les thèmes de la coopération transfrontalière et du rôle des régions au sein de l'Europe, en particulier en ce qui concerne les fonctions du comité des régions. Le Conseiller Agnesod était accompagné par le Chef de cabinet adjoint, Monsieur Di Nicuolo.
La Présidence du Conseil a reçu le document syndical voté le 10 décembre par les représentants des organisations syndicales du siège régional de la RAI En soulignant le rôle que le siège régional de la RAI assume au niveau de la particularité ethnique et linguistique de la Vallée d'Aoste, le document demande au Gouvernement de rééquilibrer le système télévisé actuellement orienté en faveur du secteur privé. Une copie du document sera transmise à tous les Chefs de groupe.
Le père du Conseiller régional Vanni Florio s'est éteint il y a quelques jours. La mère du Conseiller régional Auguste Bionaz est décédée samedi 11 décembre. Au nom du Conseil régional je présente à nos collègues les plus sincères condoléances.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Rini.
Rini (GA) - In questi giorni i mezzi d'informazione si sono occupati delle dimissioni del sottoscritto e del Consigliere Lanièce dalla Democrazia Cristiana, ma non sempre sono pervenuti a corrette conclusioni. Per questo vorrei spiegare i motivi che mi hanno indotto a dimettermi dalla DC ed illustrare i miei intendimenti per il futuro.
Ho rassegnato le dimissioni dalla Democrazia Cristiana dopo aver meditato a lungo. Confesso che, leggendo i giornali e seguendo nei vari programmi radiotelevisivi quanto accadeva nell'ambito della DC nazionale, mi sarei voluto dimettere già da diversi mesi, perché anch'io, come ognuno di voi, mi ero reso conto che nella Democrazia Cristiana di cristiano e di democratico era rimasto solo il nome.
Pensavo - illudendomi - che a livello regionale, grazie alla nuova DC, alle promesse ed ai proclami di cambiamento tanto decantati dall'attuale dirigenza del partito con lo slogan "cambiare con noi", qualcosa fosse cambiato. Invece sono passati i giorni ed i mesi e mi sono sempre più convinto che non era avvenuto alcun cambiamento.
Da tempo non c'era più dialogo con la dirigenza, che non aveva alcun contatto con le varie componenti, con le sezioni, con le categorie e, soprattutto, con i cittadini. Durante le poche riunioni di Comitato, di Direzione e di gruppo consiliare si è parlato molto dei problemi finanziari del partito, ma non sono mai stati esaminati i problemi della cittadinanza e della Valle d'Aosta.
Una forza di minoranza con cinque consiglieri avrebbe potuto e dovuto stimolare la maggioranza, portando in Consiglio proposte e disegni costruttivi che avrebbero potuto essere presi in considerazione dalla maggioranza. Invece ci siamo limitati a fare un'opposizione passiva, limitandoci all'astensione o al voto contrario, senza presentare proposte alternative. Le poche interpellanze, mozioni o interrogazioni che abbiamo ed ho presentato sono sempre state frutto di iniziative individuali, mai concordate e discusse all'interno del gruppo consiliare, che si è riunito al completo solo tre o quattro volte. Può darsi che i tre consiglieri rimasti nella DC si siano riuniti tra di loro, ma noi non abbiamo mai visto presentare in Consiglio delle proposte concrete.
A questo punto mi sono ancora più persuaso, anche e soprattutto per quanti mi avevano accordato la loro fiducia col voto, di dovermi dimettere dal partito, per cercare, operando come indipendente o all'interno di un'altra forza politica, di fare veramente dell'amministrazione, tenendo conto delle aspettative di tutti i Valdostani e dell'interesse della Valle d'Aosta.
Per il momento, resto nel gruppo indipendente; cercherò di dare il mio modesto contributo in Consiglio e nelle varie Commissioni affinché tutti insieme possiamo rispondere alle innumerevoli problematiche presenti in Valle e cercherò di collaborare con tutte le forze presenti in quest'assemblea operando al di sopra delle logiche di parte, e sempre nell'interesse della Valle d'Aosta.
Certamente non farò parte di nuovi raggruppamenti o movimenti, perché ritengo che quelli presenti in Regione siano più che sufficienti, altrimenti aumenterebbe il disorientamento tra gli elettori e non si tenderebbe a semplificare il quadro politico secondo gli intenti della nuova legge elettorale. Esistono già delle forze i cui ideali possono essere da me condivisi e che hanno per base l'autonomia ed il regionalismo e che aspirano a proiettare la Valle d'Aosta verso l'Europa.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Non intendo aggiungere altro a quanto è stato detto dal Consigliere Rini. Vorrei solo precisare che, essendo stato nominato Presidente della III Commissione in quanto membro del gruppo consiliare della DC, sono disposto a rassegnare le dimissioni dall'incarico se le forze politiche presenti in Consiglio si pronunceranno in tal senso.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (DC) - Dopo gli interventi dei Consiglieri Rini e Lanièce ritengo quantomeno doveroso dire due parole nella mia veste di Segretario della forza politica alla quale sono appartenuti fino a ieri o a qualche giorno fa i Consiglieri che si sono dimessi. Mi sembra giusto quindi esporre in quest'aula, sia pur brevemente, il giudizio della DC della Valle d'Aosta sulla nascita di questo "nuovo" movimento popolare valdostano e sulle dimissioni dei Consiglieri Rini e Lanièce.
Da un punto di vista politico noi crediamo innanzitutto che la loro scelta sia quanto di più anacronistico si possa pensare, proprio perché, in un momento in cui la presenza dei Cattolici democratici in Valle d'Aosta e a livello nazionale rischia in modo preoccupante di essere messa in un angolo della scena politica e quindi della partecipazione alla vita sociale ed attiva del Paese - quindi in un momento in cui ci sarebbe bisogno, come sembra essere testimoniato a livello nazionale dagli onorevoli Segni e Martinazzoli, di una ricerca di aggregazione politica - proprio nel momento in cui c'è la necessità di tendere alle aggregazioni politiche consentite dal sistema elettorale che tutti conosciamo, essi hanno preferito percorrere la strada della disgregazione. In un momento in cui la gente, quella gente che sembra spesso essere ripresa nei discorsi di qualcuno, nel momento in cui la gente - intesa in senso trasversale, prescindendo quindi dalla forza politica cui accorda la propria fiducia - chiede maggiore chiarezza politica per contenere un certo clima politico molto frastagliato, confuso e complesso, ebbene, qui si va a creare un ulteriore movimento politico, quasi a voler alimentare la confusione già presente nel panorama politico della Valle d'Aosta.
É evidente che non possiamo non condannare anche il metodo scelto per giungere alla formazione di questa nuova forza politica, un metodo che me ne ha ricordato uno in voga circa tre anni fa, quello della congiura, del complotto, del ritrovarsi in alcune stanze segrete per decidere in parte anche del futuro politico della nostra Regione.
Se mi è consentito fare un'ultima affermazione che mi sembra importante, perché tra la gente si parla anche di questo, credo di poter dire che si tratta di un'azione politica e personale che non può non alimentare dei sospetti che, sebbene allontanati, tornano prepotentemente alla mente. Mi riferisco al sospetto che un'operazione di questo genere serva a qualcuno per ritrovare un proprio personale rilancio politico e a qualcun altro per delineare nuove prospettive sempre però di carattere personale.
In casi analoghi si effettua eufemisticamente un paragone con dei simpatici animaletti, di cui taccio il nome che potrebbe risultare offensivo, ma che sono soliti abbandonare per primi la barca che affonda; forse, nel nostro caso, erano già in acqua e si sono aggrappati a qualche zattera di passaggio.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Rini per fatto personale.
Rini (GA) - Vorrei precisare al Consigliere Marguerettaz, che forse non ha seguito bene il mio intervento; io non ho affatto detto che confluirò nel Movimento Popolare, ma ho semplicemente detto che le mie dimissioni sono dovute ad altri motivi che ho cercato di spiegare ed ho anche aggiunto che non farò parte di raggruppamenti o movimenti non presenti nel Consiglio regionale, in quanto ce ne sono già troppi. Anche per me infatti, come per lo stesso Consigliere Marguerettaz, non è il caso di confondere ulteriormente gli elettori con la formazione di nuovi partiti.
Presidente - Per la verità non si trattava di un fatto personale...Ha chiesto la parola il Consigliere Collé.
Collé (DC) - Mi corre l'obbligo di dare alcune risposte alle poche considerazioni del Consigliere Rini, la maggior parte delle quali non interessava il Consiglio.
Il Consigliere Rini ha detto di aver meditato a lungo prima di rassegnare le dimissioni, determinate da tutta una serie di motivi, e poi ha aggiunto che a fare tale scelta era stato indotto dalla crisi attraversata dalla DC. Ebbene io gli vorrei chiedere perché al momento delle elezioni regionali, quando la Democrazia Cristiana già attraversava tale crisi, non ha pensato di candidarsi in altre liste.
Egli ha detto che nella DC non è cambiato nulla. Caro Consigliere Rini, se nella DC non fosse cambiato nulla, molto probabilmente tu oggi non siederesti in questi banchi, perché sono state proprio le nuove regole portate avanti in Valle d'Aosta dal congresso della DC a consentire a ben cinque nuovi consiglieri di sedere qui oggi.
Il vero problema è che tra loro si sono seduti anche dei consiglieri che hanno ancora una mentalità vecchia e continuano a far politica utilizzando un vecchio metodo. Questo l'hanno constatato tutti, non solo noi della Democrazia Cristiana, ma anche gli altri trenta consiglieri. Tu infatti parli di interpellanze e dici che solo una parte della DC si è preoccupata di portare avanti certi problemi. Ma questo lo sapevano tutti qui dentro, visto che tu avevi già pronte tanto le domande quanto le repliche scritte, tant'è che una volta ti sei addirittura sbagliato ed hai letto un'interpellanza per un'altra. Questo significa che dietro di te c'era qualcun altro che ti preparava e che, ad esempio, conosceva molto bene la situazione dell'Ospedale e veniva qui a parlare degli sgabuzzini dell'Ospedale. Non so quanto interessassero, però credo che questo l'abbiano capito un po' tutti i consiglieri e non solo quelli della DC.
Il cambiamento per noi è ben altra cosa! É vero che non è stato fatto tutto quello che a suo tempo era stato auspicato, però credo che si sia compiuto un grande passo in avanti; ed ora, si sta continuando, pur tra le grandi difficoltà causate soprattutto dal vostro comportamento. Infatti, qualunque fosse il problema amministrativo o la questione da affrontare, il Consigliere Rini, prima ancora che si avviasse la discussione all'interno del gruppo, aveva già deciso per conto proprio. Ecco perché ci siamo trovati in queste condizioni ed ecco perché, nonostante avessimo fatto l'impossibile per coagulare il gruppo consiliare, non ci siamo riusciti.
Tu dici che in questi cinque o sei mesi si è parlato solo della situazione economica e finanziaria del partito. É vero, ma ciò è avvenuto perché gente come te non aveva alcuna intenzione di risolvere quel problema e ciò, purtroppo, ci ha costretti a discutere in continuazione.
Concludendo questo mio breve intervento, vorrei comunque dire che noi abbiamo la coscienza pulita, sicuri di aver lavorato bene nell'interesse della Democrazia Cristiana e della Valle d'Aosta. Forse non abbiamo fatto grandi cose, ma non credo che voi ne abbiate fatte di più. Credo, comunque, che la decisione annunciata oggi dal Consigliere Rini fosse già stata presa prima delle elezioni regionali. Probabilmente si è approfittato della lista della Democrazia Cristiana per farsi eleggere e poi si è dato il via a quel continuo processo alle intenzioni: "Aspettiamo...? Non aspettiamo...? Cosa facciamo...?". Io credo che la vostra decisione fosse già stata presa per tempo e che poi abbiate speculato sulla DC e di ciò ci dispiace. In ogni caso, noi andremo avanti nell'interesse della Valle d'Aosta e cercheremo di lavorare sui problemi reali della nostra Regione. Grazie.
Presidente - Comprendiamo che la nascita di un nuovo gruppo è un fatto di rilevanza politica, ma ricordo che è consentito fare solo delle brevi considerazioni sulle comunicazioni del Presidente. Ha chiesto la parola il Consigliere Rini.
Rini (GA) - Secondo il Consigliere Collé io mi sarei potuto dimettere prima. Ho già detto nel mio intervento che la DC nazionale non mi dava molta fiducia soprattutto dopo le elezioni, ma non me ne dava neanche prima. Io mi ero poi illuso sulla nuova DC che sbandierava il cambiamento con lo slogan "cambiare con noi", ma poi non è cambiato proprio un bel niente.
Per il resto posso fornire al Consigliere Collé tutte le risposte che vuole, però non ritengo opportuno far perdere del tempo prezioso al Consiglio continuando con inutili polemiche. É meglio che cominciamo a lavorare, anche perché la popolazione della Valle d'Aosta aspetta da noi fatti amministrativi concreti. Pertanto è più importante chiudere le polemiche e lasciare che i lavori del Consiglio procedano con la discussione e l'approvazione del bilancio regionale.
