Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 4175 du 15 février 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4175/IX Comunicazione del Presidente della Giunta.

Presidente L'argomento in oggetto è iscritto al punto 2 dell'ordine del giorno.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi.

Lanivi (GM)Ritengo doveroso esporre una situazione che si è venuta a determinare all'inizio della settimana scorsa e sulla quale chiederò poi una sospensione del Consiglio regionale, per consentire alla Conferenza dei capigruppo di esprimersi su quanto chiederò.

Lunedì 8 febbraio ho ricevuto l'invito a presentarmi davanti al Pubblico Ministero Dott. Luigi Schiavone, Procuratore della Repubblica; tale invito valeva come informazione di garanzia, per essere sentito circa l'iter formativo del concorso per Sovraintendente agli Studi della Valle d'Aosta. Sono stato sentito in quanto responsabile di questa Amministrazione e quale presentatore della proposta che il Consiglio regionale ha poi votato pressoché all'unanimità.

Anche per evitare facili strumentalizzazioni, voglio rendere noto a questo Consiglio l'iter seguito, dichiarare la mia disponibilità a lasciare anche immediatamente l'incarico che ricopro e chiedere una riunione dei Capigruppo affinché gli stessi si pronuncino su questa possibile decisione.

Tengo anche a precisare che questa iniziativa è del tutto personale e non vuole coinvolgere la maggioranza, che sull'argomento non è stata chiamata a decidere.

Sul concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura del posto di Sovraintendente agli Studi voglio dire quanto segue, segnalando le tappe che hanno portato alla decisione assunta dal Consiglio regionale nello scorso mese di dicembre.

Il 24 febbraio 1992 è stato conferito l'incarico di Sovraintendente agli Studi per la Valle d'Aosta alla prof.ssa Maria Grazia Vacchina, con delibera di Giunta n. 1918.

Il 1° marzo 1992 era stato collocato a riposto il precedente Sovraintendente, il Dott. Fernando Burro, e quindi l'incarico era stato affidato alla prof.ssa che ho prima ricordato.

Il 31 marzo 1992 il Servizio personale ha richiesto alla Sovraintendenza agli Studi di segnalare le materie da indicare nel bando di concorso.

Nell'aprile del 1992 la prof.ssa Vacchina comunicava all'Assessore alla Pubblica Istruzione di non poter indicare le materie in esame, in quanto possibile partecipante al futuro concorso.

Nel luglio del 1992, com'è tradizione semestrale, è stata pubblicata la pianta organica dei dipendenti regionali.

Alla fine del mese di settembre o all'inizio del mese di ottobre, l'Assessore Faval ha comunicato al Servizio personale in via informale le materie d'esame.

Sempre nell'ottobre del 1992, il Servizio personale accerta che vi è un unico candidato al possibile concorso interno. Questo candidato viene convocato dal Servizio personale per sapere se avesse avuto intenzione o meno di partecipare al concorso. L'obiettivo era di superare l'allungamento dei tempi derivanti da un espletamento di un concorso interno che andasse deserto e di avviare le procedure per un concorso pubblico.

Sempre nell'ottobre del 1992 la persona che avrebbe avuto i requisiti di unico candidato ad un concorso interno comunica al responsabile del Servizio personale di non essere interessato a partecipare al concorso interno per la carica di Sovraintendente agli Studi della Valle d'Aosta.

Il 16 ottobre 1992 la Giunta regionale concorda all'unanimità di sottoporre al Consiglio la proposta per l'espletamento del concorso sotto forma pubblica.

All'inizio di novembre del 1992 la proposta viene iscritta all'ordine del giorno del Consiglio, ma la discussione viene rinviata per approfondimenti.

Il 13 novembre la Sovraintendente incaricata agli Studi invia una nota al Presidente della Giunta regionale, e per conoscenza all'Assessore alla Pubblica Istruzione ed al Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Aosta, con la quale viene sollecitata l'indizione di un concorso, in quanto trattasi - veniva sostenuto - di atto dovuto per non incorrere in omissione di doveri d'ufficio. Nello stesso tempo, ma prima della discussione in aula dell'argomento, mi viene sottoposto dal Servizio personale un promemoria sul concorso.

All'inizio di dicembre del 1992, prima dell'approvazione della proposta da parte del Consiglio regionale, si svolge un incontro con le organizzazioni sindacali, da loro richiesto, durante il quale si espone il problema concernente il concorso interno o pubblico, nel senso che viene sottolineato che l'indizione di un concorso interno che fosse poi andato deserto avrebbe comportato un allungamento dei tempi e viene esposta quindi l'ipotesi o la proposta di andare verso un concorso pubblico.

Nella stessa riunione si prendono le seguenti decisioni:

1°) si invita il sottoscritto ad inviare due circolari, una ai Dirigenti per eventuali trasferimenti, l'altra ai Vicedirigenti, per sapere se vi fossero dei possibili candidati al concorso non individuati dal Servizio personale;

2°) per non perdere tempo, viene anche deciso di mandare avanti la discussione in aula e di giungere all'approvazione del bando del concorso, in attesa dell'esito delle circolari. La scadenza per le eventuali decisioni era stata fissata per il 31 dicembre 1992.

La decisione di proseguire nella procedura concorsuale era stata presa anche in considerazione del fatto che, se vi fossero state delle segnalazioni a seguito delle circolari, l'Amministrazione regionale avrebbe comunque potuto revocare il bando ancora prima della sua pubblicazione. Tengo a precisare che a tutt'oggi quel bando non è ancora stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Il 9 o il 10 dicembre, il Consiglio regionale approva il bando di concorso con una profonda modifica alle materie d'esame. L'approvazione avviene pressoché all'unanimità - se ricordo bene vi è stata una sola astensione - e allo stesso modo viene approvata la modifica concernente le materie d'esame.

Il 17 dicembre la circolare viene spedita ai Dirigenti ed il 18 ai Vicedirigenti.

Il 19 dicembre la Giunta regionale rettifica il bando di concorso, perché in sede di discussione in aula consiliare era stato approvato un emendamento contrario, credo per una svista o per un errore materiale, perché le prove di francese che erano previste come se il concorso fosse di tipo interno, vengono sostituite, per renderle omogenee, alle prove di francese previste per il concorso pubblico.

Nel dicembre 1992 il provvedimento del Consiglio regionale che approva il bando di concorso è regolarmente vistato dalla Commissione di Coordinamento, che vista pure il provvedimento della Giunta regionale di rettifica.

Quindi, sia il provvedimento del Consiglio regionale, sia la delibera di Giunta di rettifica vengono approvati senza osservazioni dalla Commissione di Coordinamento.

Nel gennaio 1993 l'Assessore Faval sollecita una proposta dall'Ufficio personale, in considerazione del fatto che il concorso non potrà tenersi entro il 28 febbraio, data di scadenza dell'incarico conferito all'attuale Sovraintendente regionale agli Studi.

Il 26 gennaio 1993 il Servizio del personale invia all'Assessore Faval una memoria sulla possibilità di proroga dell'incarico all'attuale Sovraintendente regionale agli Studi.

Il 27 gennaio inizia presso gli uffici dell'Amministrazione regionale, ed esattamente presso la Presidenza della Giunta, l'Ufficio del personale, la Presidenza del Consiglio e l'Assessorato alla Pubblica Istruzione, l'indagine della polizia giudiziaria disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, in merito al concorso per Sovraintendente agli Studi. Al di là di quanto ho esposto finora, ritengo opportuno che il Consiglio regionale valuti anche alcuni dati che mi stanno particolarmente a cuore. Sappiamo tutti il Paese, nella sua realtà più complessiva, sta attraversando un momento molto complesso e difficile, che io non considero tragico, ma come un duro momento di passaggio. Certamente non si tratta - almeno me lo auguro - della fine di un Paese, ma di un duro e difficile momento di passaggio verso la creazione di nuovi assetti. Credo che tanto il Paese più grande quanto la nostra piccola realtà regionale abbiano le energie per superare questa situazione, che per molti diversi è forse tra le più difficili di quest'ultimo dopoguerra.

Proprio facendo riferimento a questo stato di cose e considerando inoltre che in questo momento debbono essere dati dei "segnali" di estrema chiarezza - è questo che ci viene richiesto - anche perché certi atti potrebbero inserire il nome o la figura del Presidente della Giunta regionale tra quelli che per ben altri motivi hanno creato o stanno creando momenti di difficoltà al Paese, io dichiaro la mia immediata disponibilità a lasciare questo incarico, qualora il Consiglio regionale ritenesse utile questo atto.

Mi rivolgo quindi cortesemente ai Capigruppo presenti in Consiglio per chiedere loro di svolgere, dopo una breve sospensione dei lavori, delle considerazioni, dopo le quali assumerò le decisioni e gli atti che riterrò utili, al di là della mia persona, alla salvaguardia della dignità di questo Consiglio regionale.

Si dà atto che, dalle ore 11,44, presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla pubblica istruzione, Faval.

Faval (UV) Com'è noto, il Presidente della Giunta è solo l'ultimo anello della catena della gestione del personale, mentre, specie per quanto riguarda le funzioni del Sovraintendente agli Studi, l'anello immediatamente precedente è quello dell'Assessore regionale alla pubblica istruzione. In questa veste intendo ribadire la mia piena responsabilità nella individuazione delle procedure e nella predisposizione degli atti che sono stati sottoposti all'esame del Consiglio regionale e che, come è stato bene illustrato dal Presidente della Giunta, sono stati assunti con la collaborazione e con il diretto accordo degli uffici a ciò preposti.

Credo, e sono convinto, che tutto ciò sia stato fatto nella più ampia trasparenza e soprattutto nell'interesse della pubblica amministrazione.

Presidente Se nessun altro chiede la parola, sospendiamo per qualche minuto i lavori del Consiglio e ricordo che i Capigruppo sono convocati nella saletta attigua alla sala consiliare.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,55 alle ore 12,18.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Bondaz.

Bondaz (DC) Chiederei cortesemente al Presidente di concedere una brevissima sospensione per consentire ai gruppi della minoranza di riunirsi per qualche minuto per concordare una posizione in conseguenza delle comunicazioni che ci sono state fatte nella riunione chiesta dal Presidente della Giunta.

Presidente Tutto è possibile, anche se la richiesta ci lascia un po' perplessi, dal momento che si è appena conclusa una riunione dei Capigruppo...

Comunque va bene, concedo i cinque o dieci minuti richiesti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,19 alle ore 12,45 e che alla ripresa dei lavori presiede il Presidente Bich.

Presidente Se non ci sono altri interventi, credo che nel riprendere i lavori possiamo dichiarare chiuso il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della Giunta. Essendo stato acclarato in sede di Conferenza dei Capigruppo che dovrebbe essere presentato un documento, darei la parola al presentatori.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ricco.

Ricco (DC) Devo leggere una dichiarazione dei gruppi di minoranza.

"I gruppi di minoranza del Consiglio regionale, sentita la comunicazione del Presidente della Giunta regionale in merito all'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica ed all'avviso di garanzia da cui è stato raggiunto, dichiara:

1°) che la valutazione sull'opportunità o meno di presentare le dimissioni spetta esclusivamente al Presidente della Giunta ed alla maggioranza che lo ha espresso, tenuto anche conto che la minoranza non ha una conoscenza approfondita degli atti interni che hanno determinato le scelte della Giunta in merito al contestato concorso;

2°) di non avere intenzione, allo stato attuale, di presentare mozioni o altri atti per chiedere le dimissioni del Presidente della Giunta".

Questa è la dichiarazione dei gruppi di minoranza.

Presidente Io credevo che si trattasse di un ordine del giorno, invece, dal momento che si tratta di una dichiarazione, resta aperto il dibattito sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta.

Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiuso l'argomento concernente il punto due e, dal momento che è già l'ora prevista per la chiusura dei lavori antimeridiani, non mi resta che sospendere la seduta.

I lavori riprenderanno alle ore 16,00.

La seduta è sciolta.