Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 4169 du 28 janvier 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4169/IX Iniziativa per una ricerca di testimonianze su aspetti, vicende e situazioni degli anni 1943/1945. (Approvazione di mozione)

Presidente Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Gremmo:

Mozione La coraggiosa azione di una parente ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la vicenda di Aventino Borione, una delle drammatiche vicende delle "zone d'ombra" della Resistenza.

Molte pagine devono essere riscritte, come piena luce resta ancora da fare sulla tragica fine di Emile Chanoux, martire della lotta di liberazione, "tradito" e consegnato al nemico per una vile delazione.

Anche tragici episodi di vendette personali consumate dopo il termine del conflitto debbono essere pienamente conosciuti.

Per un elementare ma fermo senso della Giustizia e della Verità,

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta si impegna

a promuovere in accordo con le istituzioni scientifiche della Valle (primo fra tutti l'Istituto storico della Resistenza) una approfondita ricerca di testimonianze sui crimini irrisolti del periodo della guerra e del dopoguerra.

Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Gremmo.

Gremmo (UAP) È merito del quotidiano La Stampa avere con intelligente attenzione sollevato una questione di grande importanza umana prima di tutto, storica e poi ritengo anche politica, cioè la questione venuta fuori per il rinvenimento del cadavere di una persona trucidata nel periodo della Resistenza, la questione di alcuni coni d'ombra che purtroppo sono ancora presenti nella analisi, nella riflessione, nello studio di un periodo estremamente importante della nostra storia recente.

Intendo riferirmi alla questione, a cui La Stampa, unico giornale, ha prestato grande attenzione, del rinvenimento di un partigiano, di un caduto o comunque presunto tale, che parrebbe essere stato oggetto di una qualche rappresaglia da parte dei suoi compagni di lotta.

La questione è sicuramente complessa, c'è una presa di posizione puntuale e tempestiva dell'Associazione Partigiani, in cui si nega a questa persona trucidata la qualifica di partigiano, si sostiene che la questione è marginale rispetto alla vicenda della Resistenza in Valle d'Aosta, e questo è probabilmente vero, ma la sostanza rimane. Devo dire che su queste questioni molte voci circolano, specie in Bassa Valle; molte persone che sanno non parlano, molte persone che hanno sofferto di vicende analoghe non ne parlano per paura di ritorsioni eccetera.

Qual è il senso della mozione? Credo di interpretare la voglia di verità e soprattutto la voglia di riscrivere queste vicende, senza nulla togliere ai meriti di scrittori, come il collega Nicco, che si sono occupati con puntuale capacità professionale di queste vicende, però cercando di sviscerare un po' meglio alcuni aspetti che indubbiamente rimangono inquietanti.

Un ex partigiano che di mestiere fa lo storico, Pavone, ha scritto un libro molto interessante di rilettura della Resistenza e lo ha intitolato "Una guerra civile".

Ora, che da parte dei partigiani - premetto che sono figlio di padre partigiano e di madre staffetta partigiana, quindi ho respirato certi valori fin da bambino e sono lieto di averli respirati - si cominci a pensare alla opportunità di considerare quelle vicende come, appunto, una guerra civile, si cominci cioè ad attribuire un ruolo di combattente all'italiano che aveva una divisa diversa, che aveva scelto una parte che poi ha perso, una parte che aveva delle ideologie certamente in nessuna misura condivisibili, questo secondo me è un passo importante.

In più questo vale per la Valle d'Aosta, dove vicende oscure, vicende da chiarire, vicende da approfondire ce ne sono tante. C'è questa vicenda che è venuta fuori su La Stampa, ma posso ricordare una cosa di cui sono a conoscenza perché me ne ha parlato della gente del posto, di una vera e propria vendetta personale capitata a Gressoney nei confronti di fascisti dopo la fine della guerra, di cui nessuno ha voluto seriamente occuparsi, dove i risvolti di vendetta personale prevalevano su qualunque considerazione politica.

In più nella mia mozione ritorno su una questione su cui in Valle d'Aosta si è parlato troppo poco, e l'unico che con grande acutezza se n'è occupato è Marc Langereux, ed è la questione della fine di Chanoux.

La fine di Chanoux, certo ad un livello umano, morale e come figura del personaggio sicuramente non assimilabile in nessun modo agli episodi cui mi riferivo prima, presenta le caratteristiche di vendetta da parte di una parte politica ben precisa, la parte politica dell'antifascimo, che lo ha venduto, lo ha consegnato con una delazione, come è capitato in altri casi, ai fascisti prima ed ai tedeschi poi.

Apro una parentesi: vicende di questo tipo sono state purtroppo presenti su vasta scala nella Resistenza, io sono biellese e da bambino ho conosciuto Franco Moranino, il quale si prese l'ergastolo non perché uccideva i fascisti, ma perché i tre quarti della sua attività politica e militare era diretta ad uccidere i partigiani non comunisti. Quindi la vicenda direi che merita una attenzione.

Non dimentichiamo poi polemiche sicuramente più grandi e più dirompenti: una persona modesta ma intelligente come l'ex deputato comunista montanari a Reggio Emilia ha scoperchiato il coperchio che teneva chiusa la famosa storia del triangolo della morte ed è saltato fuori che anche lì la situazione lasciava spazio più a delle faide nei confronti di chi aveva il torto di essere magari antifascista ma non comunista, oppure a delle vendette nei confronti di chi aveva scelto una parte politica al tempo della guerra civile, vendette consumate dopo la fine della guerra.

Non a caso un politico intelligente e scaltro come Togliatti fece la famosa amnistia.

Perché la famosa amnistia Togliatti, che è stata venduta come l'amnistia per i crimini fascisti, in realtà non amnistiava niente dei crimini fascisti, ma faceva rientrare come reati del tempo della lotta di liberazione i crimini commessi dopo la fine della guerra dai partigiani comunisti contro quelli che diventavano i loro avversari politici. In Emilia addirittura contro dei preti.

Quindi cosa chiede questa mozione? Poi credo stia alla sensibilità personale dei vari colleghi votarla o non votarla. Si chiede che un ente - ed è qui lo sforzo che ho fatto di non lasciare margini a strumentalizzazioni - un ente che fra l'altro ha sicura dignità scientifica, come l'Istituto Storico della Resistenza, avvii, sollecitato da questa presa di posizione, una ricerca sul campo su questi coni d'ombra che in Bassa Valle sono stati presenti, interessano molto, sono sicuramente da chiarire.

Che in più riapra il ragionamento su quelli che erano i rapporti politici fra le varie componenti della Resistenza, in particolare sulla vicenda della fine di Emile Chanoux, non comunista, non italiano, perché Chanoux aveva una idea precisa su quello che doveva essere l'esito della Resistenza in Valle d'Aosta, quindi poteva dare fastidio a qualcuno.

La proposta è che si chieda all'Istituto Storico della Resistenza di farsi carico di una verifica della possibilità di operare sul campo essenzialmente attraverso delle interviste, delle ricerche, delle sollecitazioni (la famosa storia orale), per verificare se è possibile saperne di più, perché gli articoli del quotidiano La Stampa potevano essere articoli che andavano e che venivano, ma fra la gente sono stati sentiti come un segnale di cominciare a ripensare a quegli avvenimenti con uno spirito meno di fanfara e più obiettivo.

Tenendo presente che proprio quest'anno con l'8 settembre celebriamo il cinquantennale dell'inizio della lotta di liberazione o comunque della svolta antifascista che ci fu anche in Valle d'Aosta, un modo intelligente e non retorico di approcciare queste vicende con anche delle capacità di andare oltre la fanfare potrebbe essere questa piccola cosa, su cui chiedo ai colleghi di esprimere prima e poi di votare.

Presidente È aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI) Penso che la mozione presentata dal collega Gremmo sia una mozione condivisibile da tutto il Consiglio, anche perché ricordo che in passato dai banchi di quest'aula avevo sollevato sovente questo problema. Allora poteva sembrare una strumentalizzazione di parte, mentre oggi presentata da un Consigliere, che si rifà ad una concezione completamente diversa da quella che io rappresentavo allora e che oltretutto è anche figlio di partigiani, mi pare sia un atto molto significativo.

Oggi, a distanza di 50 anni, ritengo sia giunto il momento di guardare quel periodo storico con una visione diversa, soprattutto con la visione della ricerca della verità.

Non voglio soffermarmi molto su questo aspetto, anche perché ne ho parlato parecchie volte; voglio solo citare un libro che è stato scritto da un nostro collega, Roberto Nicco.

Si tratta di un bellissimo libro, che si intitola "La Resistenza nella Bassa Valle d'Aosta", ed è molto significativo il passaggio che leggerò, proprio per dimostrare che al di là della ideologia e delle divisioni è giunto il momento di fare chiarezza su quel periodo oscuro della vita della politica italiana.

Scrive Roberto Nicco: "È una pagina che ha ben pochi riferimenti nei documenti scritti, la pagina di quelle persone che morirono in circostanze oscure, di chi fu condannato sulla base di labili sospetti o fu vittima di inestricabili intrecci fra questioni politiche e questioni personali, di giovani e di donne che pagarono un prezzo troppo alto per colpe non certo di primo piano: la pagina dei misteri che circondano la Bura del Salé ed altri luoghi simili.

Troppi sono i "si dice" e troppo poche le testimonianze precise in merito. Si determinano situazioni in alcuni casi paradossali, certi episodi riaffiorano in continuazione, ma nessuno si assume la responsabilità di parlarne chiaramente.

È, lo si voglia o meno, una specie di omertà, con la quale si vorrebbero cancellare per sempre fatti e situazioni che pure costituiscono parte integrante di quella complessa e contraddittoria vicenda storica e che ancora oggi turbano le coscienze di molti.

Lo storico non può purtroppo far altro che prendere atto della esistenza di questa zona pressoché impenetrabile al suo studio e limitarsi a riferire i pochi elementi emersi con qualche certezza".

Questo passaggio deve far riflettere. Uno storico come Roberto Nicco si pone dei quesiti che purtroppo confermano esserci state delle zone d'ombra e un momento storico particolare, su cui sarebbe opportuno oggi fare chiarezza.

Mi sento di condividere la mozione presentata dal Consigliere Gremmo, perché in definitiva chiede solo di promuovere, in accordo con istituzioni scientifiche della Valle, fra cui l'Istituto della Resistenza, un approfondimento per ricercare la verità. Dopo 50 anni penso che sia giunto il momento di fare chiarezza su questi lati oscuri della vita e della resistenza in Valle d'Aosta.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta.

Lanivi (GM) Poiché penso sia volontà comune di questo Consiglio attuare degli interventi guidati dalla volontà di ricercare la verità al di fuori di interpretazioni della storia piegate da interessi di parte, se questo è l'obiettivo che ci può unire, proporrei (se il Consigliere Gremmo è d'accordo) di sospendere il Consiglio per qualche minuto, per vedere di apportare alcune modifiche di precisazione nella parte operativa e alcune modificazioni nella parte di premessa. Se il Consigliere Gremmo è d'accordo, potremmo in poco tempo predisporre un testo che potrebbe raccogliere il consenso di tutti.

Presidente Viene richiesta la sospensione, tutti i consiglieri sono d'accordo, pertanto il Consiglio è sospeso per dieci minuti.

Si dà atto che, su richiesta del Presidente della Giunta regionale Lanivi, i lavori sono sospesi dalle ore 17,49 alle ore 17,59.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo.

Gremmo (UAP) Abbiamo concordato con i colleghi che sono intervenuti un testo che mi sembra possa raccogliere le sollecitazioni a muoversi. Ne do lettura, ringraziando specialmente il Presidente e il collega Nicco, che sono quelli che lo hanno scritto, che hanno capito il senso della mia iniziativa:

Recenti vicende, sottolineate dagli organi di informazione, hanno riportato l'attenzione dell'opinione pubblica sulla fondamentale, complessa e travagliata storia degli anni 1943-45;

Epoca in cui, di fronte al crollo di un regime e delle sue istituzioni, il composito movimento della Resistenza ha dovuto costruire, in condizioni eccezionali, strutture alternative, con tutte le difficoltà a ciò connesse;

È opportuno che su tale epoca gli studi e le analisi, già da tempo avviati, proseguano al fine di consegnare alle nuove generazioni un quadro obiettivo ed esaustivo;

A tal fine il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

1. di sollecitare una approfondita ricerca di documenti e testimonianze su determinati aspetti, vicende, situazioni degli anni 1943/1945 sui quali le conoscenze permangono tuttora inadeguate e lacunose;

2. di affidare il coordinamento di tale ricerca all'Istituto storico della Resistenza, che si avvarrà della collaborazione di altri enti ed istituzioni che possano fornire un contributo in materia;

3. di incaricare l'Assessorato alla Pubblica Istruzione di provvedere alle strutture ed ai finanziamenti necessari.

Si va più in là di quello che auspicavo, che era molto generico, per arrivare addirittura ad una proposta di impegno; pertanto mi sembra che su questo testo sia giusto chiedere ai colleghi il voto favorevole.

Presidente Pongo in votazione il testo concordato:

Mozione Recenti vicende, sottolineate dagli organi di informazione, hanno riportato l'attenzione dell'opinione pubblica sulla fondamentale, complessa e travagliata storia degli anni 1943-45;

Epoca in cui, di fronte al crollo di un regime e delle sue istituzioni, il composito movimento della Resistenza ha dovuto costruire, in condizioni eccezionali, strutture alternative, con tutte le difficoltà a ciò connesse;

È opportuno che su tale epoca gli studi e le analisi, già da tempo avviati, proseguano al fine di consegnare alle nuove generazioni un quadro obiettivo ed esaustivo;

A tal fine il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

1. di sollecitare una approfondita ricerca di documenti e testimonianze su determinati aspetti, vicende, situazioni degli anni 1943/1945 sui quali le conoscenze permangono tuttora inadeguate e lacunose;

2. di affidare il coordinamento di tale ricerca all'Istituto storico della Resistenza, che si avvarrà della collaborazione di altri enti ed istituzioni che possano fornire un contributo in materia;

3. di incaricare l'Assessorato alla Pubblica Istruzione di provvedere alle strutture ed ai finanziamenti necessari.

Esito della votazione:

Presenti: 20

Votanti: 19

Favorevoli: 19

Astenuto: 1 (Mostacchi)

Il Consiglio approva