Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3507 du 30 juin 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3507/IX Situazione esistente presso il Centro di Accoglienza per gli extracomunitari sito in via Stévenin ad Aosta. (Interrogazione)

Si dà atto che alle ore 9.50 assume la Presidenza il Vicepresidente Trione.

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Gremmo:

Interrogazione Premesso che numerosi cittadini di Aosta manifestano la più viva preoccupazione in merito alla presenza di un "Centro Accoglienza" per gli extracomunitari in via Stévenin al punto che numerose petizioni sono state inviate al Comune di Aosta, pur restando senza alcuna risposta;

atteso che le forze dell'ordine sono intervenute più volte per sedare risse e evitare intrusioni,

si interroga

il Signor Presidente della Giunta per conoscere la reale situazione in tale struttura, gli impegni eventuali assunti dalla Regione, il ruolo di Comune e Caritas.

In particolare si chiede di conoscere se è stato evidenziato un rapporto fra la presenza di siringhe di drogati nel piazzale antistante la Torre Bramafam e il Centro suddetto.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.

Cout (PCI-PDS) Io concordo con il Consigliere Gremmo quando dice che la situazione degli extracomunitari è un problema difficile, un problema che interessa non solo il comune di Aosta, ma direi non interessa solo la Regione. E' un problema che ormai investe le grosse scelte che devono essere fatte a livello mondiale di rapporto tra Nord e Sud e di sviluppo dei paesi poveri, in via di sviluppo, come li si vuole chiamare. Quindi un problema grosso che poi in definitiva è un problema anche di nuove convivenze e di problemi purtroppo che si aggiungono ai problemi già esistenti. I problemi delle tossicodipendenze, problemi che si fan sentire in risposta ad un punto dell'interrogazione, che se è vero purtroppo che vi sono siringhe sparse, queste non hanno firma, sono problemi che sono complessi e sui quali la Regione interviene tra l'altro anche da tempo con iniziative varie attraverso le scuole, attraverso tutto quanto è di nostra competenza, per ciò che riguarda anche nuove malattie e problemi vari.

In particolare per questa interrogazione dobbiamo anche qui dire che la gestione è del comune di Aosta e anche in questo caso faremo pervenire ulteriori notizie che abbiamo richiesto al comune di Aosta.

Il Centro di via Stévenin è comunque un ex dormitorio che era stato chiuso cinque anni fa per inagibilità e che poi è stato ristrutturato ed è stato riaperto come dormitorio pubblico che non può essere certamente chiuso alla gente di passaggio quali possono essere gli extracomunitari. E' un dormitorio pubblico aperto a tutti e in questo caso purtroppo, nella situazione particolare, vi ha accesso un numero abbastanza elevato di extracomunitari che si trovano in giro per la città di Aosta.

C'è un custode; in questo caso ci sembra di poter dire per quello che ci risulta, che è una persona affidabile che ha manifestato alcuni problemi ed alcune perplessità sul fatto di continuare a svolgere questo suo ruolo.

L'impegno della Regione: la nuova Giunta per il momento non ha assunto nuovi impegni anche se seguirà con particolare attenzione questa questione. Il ruolo del comune è quello della gestione e per quello che ci risulta, a meno che dalle risposte che avremo dal comune di Aosta la Caritas non ci sembra interessata in questo momento direttamente, a meno che, adesso dovrei verificare, se non per la persona che in questo momento svolge le mansioni di custode, però non vorrei dire una cosa non esatta.

Purtroppo anche qui i problemi ci risultano essere abbastanza grossi e si tratterebbe, assieme agli altri problemi inerenti gli extracomunitari di cui chiedeva notizia anche il Consigliere Gremmo nella precedente interrogazione, di trovare un momento in cui i vari enti e le varie associazioni di volontariato e non che seguono il problema, la Questura e la Pubblica Sicurezza, possano trovarsi assieme per vedere quali iniziative possono essere portate avanti, per il momento purtroppo non possiamo che riferire quanto è in nostro possesso e per quello che ci compete, ben poco.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) E' vero quello che dice l'Assessore che le siringhe non hanno firma, però è anche vero che ormai in Aosta e in Valle quando si legge la cronaca giudiziaria che riguarda problemi legati agli stupefacenti, ricorrono nomi di extracomunitari, anzi prevalgono cognomi e nomi ormai targati. E questo conferma una tesi, già esposta da tempo; il canale privilegiato per lo spaccio di droga pesante in Valle, è rappresentato dagli extracomunitari.

Ora, non è un caso che l'Assessore debba dire, ed è vero, che il problema grande è quello dei rapporti che dovranno instaurarsi tra il Nord troppo ricco ed un Sud troppo povero e quindi di un riequilibrio, di un aiuto eccetera.

Ecco, proprio per questo, qual'è la mia idea: voi avete costituito, perché io non ho voluto mai entrare, il comitato Bich-Monami, mi dispiace che non a caso non ci sono né l'uno né l'altro. Io ho visto la Consigliera Monami, siccome si parlava di extracomunitari, uscire, avrà avuto degli altri impegni; però avete costituito il comitato per il Terzo Mondo, dove c'è anche Riccarand mi sembra, che ha oltrettutto anche la voglia, da quel che ho capito, di giocare un ruolo.

Questo comitato che avete fatto per il Terzo Mondo non potrebbe cominciare ad occuparsi del Terzo Mondo di casa nostra, cioè di questi casi, perché io continuo a pensare che sia giusto quello che diceva l'Assessore, che bisogna cercare di affrontare questi problemi interni di convivenza, di reciproca comprensione. Ma per fare questo stiamo attenti, non è che dobbiamo poi accettare tutto e pensare che l'extracomunitario....tra l'altro poi c'è la curiosità per cui l'extracomunitario viene già definito il lavoratore extracomunitario; non è detto che sia un lavoratore, non è detto che perché è extracomunitario è un lavoratore.

Allora o si comincia a far capire che la possibilità dell'inserimento passa prioritariamente attraverso la comprensione di alcuni momenti, di alcune regole, di alcune necessità, se non cominciamo ora che sono pochi, - perché poi lo diceva anche l'Assessore, ne arriveranno a chili- oppure, specialmente in una regione di transito, in una regione ricca come la nostra, quelli che scappano da Villa Literno dove ci sono i delinquenti che li vanno ad ammazzare, è evidente che vengono qua dove la situazione è più tranquilla, dove tra l'altro c'è anche la possibilità di un inserimento nel mondo del lavoro.

Purtroppo il razzismo del benpensante, proprio la concezione razzista che io ho sempre deprecato del benpensante, qual'è: prendo il marocchino e lo metto a lavare i piatti nel retrobottega dell'albergo. Questo è proprio una concezione razzista che a me fa veramente schifo, ma veramente è una cosa abominevole che ci sia questa concezione del sotto-uomo, di tipo nazista, del marocchino che lava i piatti.

E allora è chiaro che ne arriveranno sempre di più; la Boniver - meno male che l'hanno spostata dal Ministero - ha detto che ci sono tanti lavori che gli Italiani non vogliono fare e che li possono fare a questi qua. Ma perché; ci sono alcuni che hanno la laurea, il diploma.

Allora la prima condizione è questa. Il problema di questo centro di accoglienza, torno a dire, io non lo vedo come già quello di prima, come un problema della Sanità, perché non voglio che l'Assessore Cout prenda delle croci che non merita. Secondo me questo è un problema di Presidenza della Giunta, per una ragione precisa; il problema è sorto - io mi sono occupato del problema - perché i cittadini che abitano lì vicino avranno già fatto dieci, dodici, cinquanta petizioni al comune, ma non perché ce l'hanno con gli extracomunitari, ed ecco perché ho fatto riferimento alle siringhe, perché c'è un via vai e un assoluto disprezzo. Certo lo straniero che passa, il povero che vuole dormire a basso costo, è una cosa naturale e normale, ma questo viene fatto nel rispetto della situazione di convivenza rispetto a quelli che vivono lì. La gente protesta, e ha mandato un mucchio di petizioni proprio per questo, perché a tutte le ore della notte lì c'è un can can, un via vai, un traffico che sembra di essere nella Casbah.

Allora io non voglio che capiti anche ad Aosta. L'altro giorno al Consiglio Comunale di Torino dove, siccome la gente mi ha votato, anche se questo da fastidio a chi ha innescato le persecuzioni contro il mio movimento, voglio dire, al Consiglio Comunale di Torino l'altro giorno viene fuori una discussione e uno dice "Ma sotto i portici di via Roma c'è stato un vigile che è salito sul marciapiede con la macchina e quasi prendeva sotto i poveri venditori di tappeti e di ciarabattole extracomunitari che in via Roma stazionano a vendere la loro merce". A parte che poi gran parte vende droga. Allora tutti zitti, il vigile è cattivo perché non bisognava salire sul marciapiede con la macchina, urtare le ciarabattole dei signori extracomunitari; io mi sono alzato, e lì poi tutti quelli del PDS mi sono volati contro, Campanile mi diceva vergognati a dire queste cose, ma il vigile ha fatto bene, ma scusate via Roma a Torino non è mica la Casbah.

Ecco, poi si sono scandalizzati. Pazienza fa niente, prendiamola per buona, tanto sappiamo la demagogia fino a che punto arriva. Però, anche qui siamo allo stesso livello, cioè, stiamo attenti perché sottovalutando il problema, io lo dico al Presidente Lanivi che so che è attento, Lei Presidente ha giustamente preso in considerazione la questione del Piloto Io, e va bene, poi ne parleremo perché riapriremo anche quel capitolo lì, qui siamo forse allo stesso livello, con la differenza che quelli di "Piloto Io" sono dei ragazzi intelligenti con cui si può anche parlare insieme. Ho la sensazione che sottovalutando questo problema, la gente che vive nelle vicinanze, si arrabbia sempre di più. Allora poi non stupitevi se alla fine anche l'Union Valdôtaine perde i voti della gente che voleva un po' di tranquillità, e questo mi fa solo piacere, ma non stupitevi soprattutto se poi la gente come a Milano si arrabbia sul serio.