Objet du Conseil n. 3506 du 30 juin 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3506/IX Gestione dei box per extracomunitari siti in regione Tzambarlet. (Interrogazione)
Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Gremmo:
Interrogazione Premesso che la Caritas Diocesana ha preannunciato l'intenzione di gestire i box per extracomunitari siti in zona Tzambarlet;
atteso che tale scelta sarebbe stata motivata dall'impossibilità di garantire un efficace servizio di vigilanza,
si interroga
la Giunta regionale per conoscere:
- quali erano gli impegni assunti "nei confronti della Regione" (vedi intervista a Don Busso sulla "Vallée" del 30 maggio u.s.);
- qual'è la situazione attuale (presenze fisse o meno), controlli;
- quali le decisioni della Giunta in merito.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Cout.
Cout (PCI-PDS)Per ciò che riguarda questa interrogazione purtroppo le risposte non possono essere molte in quanto la gestione avviene a cura del comune di Aosta al quale abbiamo richiesto notizie in merito, notizie che avrò cura di far pervenire al Consigliere Gremmo non appena saranno in mio possesso.
Per ciò che riguarda gli interventi della Regione, sono intervenuti altri assessorati quali le Finanze e i Lavori Pubblici per fornire i box. Al momento ci sono otto box più un ultimo, che è stato aggiunto agli otto, che dovrebbe servire come servizi così, diciamo, in generale per le persone che vi sono. Sono presenti circa trentacinque persone e ci risulta che vi sono dei problemi di convivenza di vario tipo, mentre vengono effettuati i controlli da parte della Questura assieme al comune. E' quanto possiamo dire, possiamo solo aggiungere che per ciò che riguarda gli impegni da parte della Regione, qui si fa riferimento a un intervista di Don Busso sulla Vallée, per il momento erano impegni appunto per fornire i box e per vedere, insieme al comune di Aosta, di migliorare la gestione per quanto ci è possibile.
Ci risulta anche che non sono solo i membri della Caritas che sarebbero interessati alla gestione, ma anche membri di associazioni e associazioni di volontariato che tra l'altro hanno chiesto di iscriversi all'albo regionale con la qualifica per la gestione dei servizi per gli extracomunitari. Noi daremo l'autorizzazione, è in corso la pratica affinché eventualmente queste persone che sono interessate possano gestire il servizio in convenzione con l'ente pubblico, cioè con il comune di Aosta. La trattativa sarebbe quella, queste persone sono interessate sia alla gestione del centro di informazione per gli extracomunitari di via antica zecca e sia per la gestione dei box di regione Tzambarlet. Non appena avremo ulteriori notizie che abbiamo richiesto al comune le faremo senz'altro pervenire al Consigliere.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Ho l'impressione che si sottovaluti molto questo problema. Io so benissimo che il problema degli extracomunitari sarà il problema centrale dei prossimi dieci anni, è un'opinione che non cambio. Anche in Val d'Aosta si crede sempre di essere al riparo da certi problemi e invece non lo si è per niente. Qui ne arriveranno a chili; mussulmani, negri, tutta la banda e vedo già adesso una completa impreparazione psicologica, politica, morale, sociale, umana, e aggiungiamo tutti gli aggettivi possibili immaginabili rispetto a questo.
Quando Stévenin è venuto qua, adesso mi dispiace che non c'è, e sventolava il mio manifesto contro gli Albanesi, credeva di fare una cosa intelligente e invece in qualche maniera esorcizzava un problema che secondo me rischierà di sommergerci, perché è evidente che lo scontro di culture o di mentalità difficilmente si trasformerà in un incontro e quindi andremo verso una serie di cose.
Il problema di questi box non è il fatto che è una struttura nuova da gestire; è il problema che la Caritas dice: "non posso più occuparmene perché non ho la sicurezza di chi entra qua dentro".
Lì è un via vai impressionante a "la valà che vai bene"; nessuna regola scritta, orale è stata mai rispettata, perché non rientra neanche nell'anticamera della mentalità di queste persone di pensare che esistono delle regole. Questi sono furbi, sono levantini, con tutto il rispetto e l'amicizia che ho per i levantini, però rimangono a casa loro, e allora l'idea di fregare le regole e di far venire l'amico, l'amica, il cliente eventuale, perché poi parliamoci chiaro, di traffici ne accadono di tutti i colori, anche se si dice che questi hanno tutti un lavoro perché sennò non potrebbero avere l'accesso ai box.
Il problema, è vero quello che diceva l'Assessore che ci sono i controlli della Questura, ma la Questura non può fare controlli perché per entrare lì dentro occorrerebbe il mandato di perquisizione tutte le volte in quanto è una struttura privata. Il nodo qual'è, infatti questo lo rilevava la vecchia gestione della Caritas; il nodo è che ci sono degli inghippi legali-burocratici, per carità comprensibile e meno male che ci sono perché se non ci fossero regole neanche da parte nostra, allora sarebbe il caos.
Il problema è che i controlli interni sono praticamente impossibili perché tutte le volte che viene chiamata la Polizia dovrebbe avere un mandato di perquisizione per entrare. Allora è evidente che questo presuppone che il Giudice, il Magistrato sia d'accordo, quindi questo è impossibile.
Io non so cosa risponderà il comune di Aosta, e ringrazio l'Assessore se e mai quando chi risponderà qualche cosa. Qui secondo me bisogna riconsiderare tutta la filosofia di questa cosa. Stiamo attenti perché in altre città dove si sono cominciati a fare i box che dovevano ospitarli, io ho dei dubbi che siano trentacinque effettivi, perché ho l'impressione che sia una specie di conigliera vagante e in cui arriva e ci sia un turnover di gente incontrollata ed incontrollabile, adesso trovano gente che fa le barricate. Poi c'è l'ex sindaco socialista di Milano, Pillitteri, che va ad insultare la gente quando giustamente si arrabbia. Io l'ho anche querelato Pillitteri, per avere insultato i tranvieri di Milano. Poi mi hanno detto che il Magistrato, sempre oggettivi i magistrati, questo è evidente, non lo dico con ironia, non mi permetterei mai, mi dice: "vede, quello di Pillitteri non era mica un insulto, gli ha dato del fascista eccetera." Gliene ha dette di tutti i colori, dice, ma nel momento, quindi hanno respinto la mia querela contro Pillitteri dicendo tra l'altro che non ero parte in causa.
Sottovalutando il problema, troviamo poi la gente che fa le barricate o comunque poi si arrabbia. Allora, io capisco che l'Assessore non ha potere più di tanto rispetto a questo, non pensiamo che perché la Regione, anche in modo doveroso, perché poi noi siamo sempre molto generosi, ha messo a disposizione una struttura che il problema sia chiuso. Questi della Caritas, che sono anche persone caritatevoli a differenza di me, se sono arrivati alla determinazione di mollare l'accordo, che tra l'altro è anche una cosa che a loro dava un certo lavoro, se sono arrivati alla determinazione di dire che non ne possono più, come forma di protesta, è perché la situazione è drammatica.
Quindi il problema, con tutto il rispetto per l'Assessore Cout, è più un problema di Presidenza della Giunta, di farne un punto fermo, cioè cominciare a stare attenti perché con interventi occasionali o cosiddetti di buona volontà, il problema non si risolve.
Quindi io sono soddisfatto, sempre, perché capisco la buona volontà della risposta dell'Assessore, ma la vedo debole nella propositività e soprattutto ho la sensazione, ma questa è diffusa, che il problema sia completamente sottovalutato.
