Objet du Conseil n. 3414 du 19 mai 1992 - Resoconto
OBJET N° 3414/IX Application de la loi 88/91 pour le contrôle des décharges des usines artisanales. (Interpellation)
Président Je donne lecture de l'interpellation présentée par les conseillers Rollandin et Mostacchi.
Interpellation Rappelant qu'avec la loi n. 88 du 27 janvier 91, nouvelles dispositions ont été édictées pour le contrôle des décharges des usines artisanales;
Soulignant que le débat en Conseil régional avait permis d'étudier à fond le projet de loi et avait mis en évidence les contradictions entre les principes établis et les possibilités de contourner les lois nationales;
Rappelant les nouvelles récemment parues dans les médias au sujet de conflits de compétence entre l'Assesseur à la Santé et Aide Sociale et le Procureur de la République;
les soussignés conseillers régionaux de l'Union Valdôtaine
interpellent
le Gouvernement valdôtain pour connaître:
1) quelles mesures ont été adoptées par l'Administration régionale pour mettre en application la loi n. 88 du 27 décembre 1991.
2) quelle est la nature des difficultés rencontrées et comment entend-on les résoudre;
3) s'il est vrai, comme la presse l'a indiqué, que des conflits opposent l'Assesseur à la Santé et à l'Aide Sociale et le Procureur de la République et quelles initiatives seront prises pour répondre aux attentes des usagers.
Président A demandé la parole le Conseiller Rollandin.
Rollandin (UV) Au moment de l'approbation de la loi n. 88 du décembre 1991 il y avait eu un long débat sur le système qui avait été proposé par la loi même pour ce qui est des autorisations concernant les dispositions en matière d'évacuation des différents purins organiques concentrés ainsi que des déversements dans les égouts publiques de décharge provenant d'établissements de production.
Il y avait eu un long débat au niveau de Commission, un long débat au niveau de l'Assemblée régionale.
De plus, on avait souligné un aspect qui mettait en évidence les difficultés d'interprétation de la loi au niveau de son application. Le résumé était le suivant: existent des dispositions nationales qui donnent certaines indications.
La loi régionale qu'on proposait modifiait en quelque sorte ces paramètres. Alors on avait présenté une requête à fin que l'Administration régionale puisse modifier ces pourcentages.
Comme il semblait d'après la loi, l'Administration régionale ne pouvait pas modifier ces paramètres.
L'Assesseur avait présenté des observations, en disant que tout de même il fallait insister pour résoudre certains problèmes. Ce qu'on avait partagé avec l'Assesseur c'était qu'en effet il y avait une situation difficile au niveau d'interprétation. Le risque c'était de donner une fausse solution, c'est-à-dire si l'interprétation de la loi de la part de ceux qui ensuite font les contrôles n'était pas en ligne avec ce qu'on disait dans cette salle, il y avait le risque du fameux "conflitto di competenze".
Et alors l'Assesseur nous avait assuré qu'il n'y avait pas de doutes, qu'on pouvait agir tranquillement. J'avais demandé l'avis de la Commission compétente et il n'est jamais arrivé; l'avis de ce groupe de travail qui devait être exprimé, mais il n'y a rien d'écrit et jamais je n'ai eu le plaisir de lire ce que ce groupe avait donné comme indication.
Résultat: la presse est sortie en reprenant "la polemica tra responsabile della Sanità e Procuratore forse finirà al CSM", après le titre "Assessore contro il Giudice" et cetera.
L'article en principe reprenait la question. Compte tenu que c'est un thème plutôt difficile et très délicat pour ce qui est de l'application des lois sanitaires, le point qui nous intéressait de connaître c'était justement de savoir si l'Assesseur a pris des initiatives. La presse disait qu'il y avait eu une lettre de l'Assesseur: "ha scritto", je reprends ce que la presse a dit: "l'Assessore ha scritto non solo ai responsabili dell'USL, ma anche ai NAS e alla polizia giudiziaria facendo seguito all'incontro in data 7 febbraio"; ici disait que le Procureur " sostiene di non sapere di quale incontro si possa trattare e, con riferimento alla nota del Procuratore, si prende atto che la stessa esprime solo una semplice opinione, che non può considerarsi in alcun modo vincolante per le Amministrazioni pubbliche che sono tenute ad applicare la legge dello stato e quelle della Regione, disposizioni regolamentari legittimamente emanate dagli organi di competenza".
Là si j'ai bien compris c'est la lettre que l'Assesseur avait envoyé aux différents organes. Après on a eu la réponse concernant cette interprétation et de plus on disait comme réponse à propos des compétences: "non mi risulta che vi siano norme che attribuiscano all'Assessore competenze in tema di polizia giudiziaria; il mio interesse è rivolto solo al settore penale, non amministrativo e non vuol porsi certamente in contrasto con le legittime competenze, ma unicamente dare disposizioni al PGD di prevenire ed accertare eventuali reati, tenendo conto del fatto che in materia penale una legge statale non può essere modificata da una regionale".
Etant le problème plutôt important, je crois qu'il est nécessaire d'avoir sur ce thème un éclaircissement et c'est pourquoi non aimerions connaître les mesures à adopter et la nature des difficultés rencontrées et de quelle sorte on peut les dépasser et surtout le sens de ce différend avec les organes que je viens de citer pour ce qui est de l'application de cette loi même. Merci.
PresidenteParola all'Assessore alla Sanità e Assistenza sociale, Beneforti.
Beneforti (DC) Prima di rispondere all'interpellanza, ritengo opportuno riprecisare in questa sede i motivi che ci portarono alla elaborazione della legge che poi è diventata la n. 88.
Era necessario, com'è necessario oggi, disciplinare lo scarico diretto in fognature di liquami organici provenienti da attività produttive, quali liquami di lavaggio dei caseifici, dei macelli eccetera.
In merito a questo, si precisa che tale possibilità è riferita a liquami di origine organica cioè depurabile negli impianti esattamente del retro civili aventi determinate caratteristiche e non contenenti elementi chimici inquinanti per i quali si deve fare riferimento a quanto stabilito dalla legge 10 maggio 1976; la cosiddetta legge Merli.
Inoltre, con questa legge si intende disciplinare il conferimento dei liquami organici e i fanghi, così come definiti nella legge regionale, individuando due ambiti territoriali di utenza, al fine di permettere, finalmente, lo smaltimento di questi rifiuti nell'ambito del territorio regionale, con una netta diminuzione dei costi di trasporto e di trattamento degli stessi.
La legge regionale 88, quindi, mette ordine ad un sistema fino ad ora confuso e non è certamente in contrasto con quanto stabilito dalle normative statali vigenti in materia per il trattamento delle acque, ma bensì riprende i concetti che vengono enunciati nelle nuove direttive CEE sugli scarichi civili e sulla depurazione delle acque. Per questo può essere autorizzato lo scarico in pubblica fognatura previa verifica della compatibilità tecnica ed igienico-sanitaria dell'impianto di trattamento con i reflui da immettere in fognatura al di sopra dei limiti fissati dalle normative statali, qualora l'impianto di depurazione garantisca comunque il rispetto dei limiti di accettabilità stabiliti per gli scarichi.
Quindi, gli obiettivi della legge 88 erano di disciplinare nella nostra Regione questi due aspetti fondamentali.
Fatta questa premessa, preciso e rendo noto che, per l'applicazione della legge regionale 88/91, la Regione, il mio Assessorato almeno, sta predisponendo appositi atti per la regolamentazione.
Tali atti riguardano l'attività di ricevimento dei liquami indicati nella legge da parte dei centri di trattamento dei liquami o fanghi individuati di Brissogne ed Arnad, i rapporti tra i comuni e ditte conferitrici a detti centri, i regolamenti che riguardano lo scarico nelle fognature dei liquami organici provenienti da attività produttive, l'applicazione delle tariffe di servizi di trattamento e smaltimento finale sia per quanto indicato nel precedente punto a) che ho detto sia per quanto riguarda il punto c) che viene qui richiamato.
La predisposizione di tali atti è molto complessa, perché la legge stessa è complessa e comporta una conoscenza molto approfondita del sistema oltre che di trattamento e depurazione delle acque, anche di gestione degli impianti.
Pertanto si è dovuto procedere al conferimento ad un tecnico esterno, esperto in materia, di un apposito incarico per la predisposizione delle bozze, di tutta la documentazione necessaria per l'attuazione della legge.
Documentazione che sarà approvata dalla Giunta regionale e che permetterà di rendere operative le disposizioni previste dalla legge stessa.
Per quanto riguarda il punto 2) non si ritiene che l'applicazione della legge regionale n. 88 comporti difficoltà sia dal punto di vista tecnico sia da quello amministrativo, tenuto conto che la Regione fornirà tutte le indicazioni per la sua corretta applicazione e che l'Assessorato alla Sanità che rappresento darà la necessaria assistenza e le relative relazioni ai comuni sugli atti tecnico-amministrativi.
Per quanto riguarda quanto pubblicato sulle divergenze sorte fra me e il Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Aosta, è bene precisare che il sottoscritto, con una nota del 12 febbraio 1992, stilata dopo l'incontro con la vigilanza che è della USL, ha inteso evidenziare che il parere espresso, se pur con nota ufficiale, inviata agli organi di vigilanza, al Dott. Vaudano, è da ritenersi un'opinione personale e non una interpretazione vincolante sull'applicazione di normative regionali o statali in materia di tutela delle acque dall'inquinamento. La non applicabilità di una norma della legge regionale, regolarmente vistata dal Presidente della Commissione di coordinamento, può essere sancita solo dalla Corte Costituzionale e in mancanza di tale atto viene l'obbligo da parte di tutti di rispettarla. E questo vale anche per il Procuratore della Repubblica; nessun Procuratore può ignorare una legge regionale.
Per questo, se sarà necessario, si andrà fino in fondo al problema senza lasciare nulla di intentato, perché io non ritengo che questa legge regionale rimanga inapplicabile, perché un Procuratore dice di disattenderla. Metteremo in atto tutti i regolamenti necessari per dare applicazione alla legge e una volta che avremo tutti i regolamenti certamente la manderemo avanti così come abbiamo inteso di fare.
Questo porta avanti, infatti, una disciplina che salvaguarda proprio i principi previsti dalla legge 319, la legge Merli.
Presidente Laparola al Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Ce qu'il faut reconnaître c'est que l'Assesseur paraît convaincu de ce qui est en train de faire et c'est déjà un aspect positif.
Je viens d'apprendre qu'il est optimiste, qu'il a de profondes connaissances des procédures legales-administratives, qui sans doute me font défaut. Je recommence par le dernier point. Si j'ai bien compris, l'Assesseur a l'intention de pousser cette interprétation de la loi pour résoudre l'interprétation différente qui existe.
Au-delà des indications personnelles que l'Assesseur veut donner, le problème c'est que malheureusement les personnes concernées, c'est-à-dire les responsables des différentes entreprises artisanales, aujourd'hui ne savent pas quoi faire. Ils continuent à être sur place en se demandant s'il faut faire ce que la 319 prévoit ou bien attendre qu'il soit résolue l'interprétation de la loi 88. Là je m'arrête; je n'ai pas de suggestions; je prends acte que l'Assesseur veut aller plus loin; je ne sais pas quel sera le résultat et je veux pas entrer dans le mérite: je prends acte.
Au contraire, pour ce qui est des premiers deux points concernant l'interpellation, personne ici n'a voulu soutenir que les lignes indiquées n'étaient pas partageables: le fait de résoudre les dégoûts et cetera, le fait que au niveau régional il y a des endroits indiqués pour les décharges et cetera, et cetera. Tout le monde est d'accord.
La différence est que l'interprétation qui a été faite de la part de l'Assesseur même des principes de la loi, à notre avis, malheureusement ne peuvent pas être appliqués, en prévoyant simplement une loi régionale qui sans doute modifie la loi de l'Etat.
De plus je voudrais rappeler à l'Assemblée que Beneforti nous avais dit au mois de décembre que c'était indispensable, urgent et "indifferibile" l'approbation de cette loi.
Aujourd'hui on vient d'apprendre qu'on est dans la phase "l'Assessorato sta predisponendo" et, compte tenu que c'est nécessaire "una conoscenza approfondita", on a pour l'instant charger quelqu'un d'un "incarico per le bozze di applicazione della legge". Alors, nous sommes au mois de mai!
Au moment où il fallait approuver cette loi c'était urgent car autrement on n'arrivait pas à résoudre le problème. Aujourd'hui, après cinq mois, on va charger et je n'ai pas compris si la Junte a déjà chargé ou non quelqu'un qui après "una approfondita conoscenza" puisse nous donner "le bozze" de quelque chose qu'il faudra encore examiner.
Assesseur, de ce pas la fin de l'année arrivera sans règlement, sans indications pour les personnes concernés! Cinq mois se sont écoulés sans que rien n'ait changé. Au contraire continuent les dénonciations aux artisans. L'unique résultat c'est là! Et on avait salué cette loi comme si on avait approuvé quelque chose: l'Assesseur "ordina un sistema confuso"! Mais, attention, ce n'est pas une question d'ordre; on n'a pas absolument mis d'ordre; au contraire, on a encore créées des difficultés supplémentaires à l'application d'une loi existante qui se présentait déjà difficile.
On a donné l'illusion à toute une série de personnes, à tous les artisans d'avoir finalement résout le problème et, au contraire, ils sont encore là à attendre "le direttive Beneforti".
Je prends la lettre que l'Assessorat a envoyée aux Communes, envoyée avant l'approbation de la loi, en disant finalement qu'on avait résout le problème, tandis qu'au contraire même les Communes qui ont des épurateurs en fonction n'ont pas résout le problème car les artisans, les bouchers et cetera sont encore dans la même situation d'auparavant, Assesseur.
Les personnes concernés ont un avis différent de l'Assesseur: c'est là le problème! Moi j'avais essayé de faire comprendre à l'Assesseur, peut-être je me suis mal expliqué, que les principes d'une loi ne peuvent être changés tout simplement en prévoyant la modification des paramètres; il faut, au contraire, faire une action de prévention que je crois était possible pour éviter qu'il y ait certains problèmes.
L'Assesseur dit qu'il suffit une loi pour résoudre les problèmes. Malheureusement ce que nous sommes en train de faire comprendre à l'Assesseur c'est que les problèmes non seulement sont encore les mêmes, mais pire encore il y a là des gens qui attendaient une solution de cette loi qui au contraire n'a rien résout du tout et il faut le regretter.
Moi, au moment où j'avais discuté cette loi dans cette salle, j'avais dit à l'Assesseur qu'on aurait vu dans quel temps ce problème aurait été résout. Malheureusement, on est au mois de mai et l'Assesseur nous dit que les règlements viendront. Bien, je crois que c'est un peu difficile de dire que ce thème est finalement résout, qu'on a mis un peu d'ordre. Au contraire, on a essayé de faire une loi qui malheureusement n'a pas d'effets. Alors, tout en souhaitant à l'Assesseur d'avoir la possibilité de soutenir dans une autre place, dan un autre endroit ses conventions, j'espère que pour l'instant il y a pour les usagers des indications très claires qui puissent éviter les dénonciations qui chaque jour frappent les artisans en conséquence de cet aspect.
Pour le restant, je crois qu'on peut très bien se comprendre. Le malheur c'est que les personnes qui travaillent dans ce secteur ont des avis différents et ce sont eux qui vont appliquer la loi d'une certaine façon: les directives de l'Assesseur n'ont pas le sens que l'Assesseur même voudrait.
Depuis 17,33 c'est le Vice-président Bich qui remplit les fonctions de Président de l'Assemblée.
