Objet du Conseil n. 3375 du 7 mai 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3375/IX Riapprovazione, ai sensi dell'ultimo comma, dell'articolo 31 dello Statuto speciale della legge regionale: "Modificazioni ed integrazioni alle norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico del personale della Regione. Approvazione delle nuove tabelle organiche dei posti e del personale dell'Amministrazione regionale".
Presidente La parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Come sicuramente i signori consiglieri sanno, il Presidente della Commissione coordinamento ha rinviato, non vistata, la legge che in questo momento è in discussione, con un motivo principale di rinvio e due osservazioni.
La Giunta regionale ha ritenuto di accogliere il rilievo che è stato fatto dalla Commissione di coordinamento e che riguarda l'articolo 28, terzo comma. La norma che prevede una graduatoria permanente del personale non di ruolo per la partecipazione al concorso per la copertura dei posti di nuova istituzione contrasta con l'articolo 97 della Costituzione. Ha ritenuto di accogliere questa valutazione fatta dall'organo di controllo e ha riapprovato la legge con questa sola modifica, che pertanto permette - trattandosi di una modifica abrogativa, fra l'altro - di riapprovare la legge ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 31 dello statuto.
E' chiaro che i signori consiglieri sono liberi di fare tutte le osservazioni che riterranno di fare anche se, come si è detto, la riapprovazione avviene ai sensi dell'articolo 31 per cui la legge non può essere modificata altrimenti si riaprirebbe tutto l'iter legislativo, almeno a nostro giudizio, e la legge non potrebbe entrare in vigore, se il Consiglio l'approverà, nei 15 giorni successivi all'invio alla Commissione di coordinamento.
Vi è stata, o ci sarà, sicuramente qualche valutazione differenziata sull'interpretazione del lavoro che ha fatto la prima Commissione. La prima Commissione, secondo me, ha deliberato in modo valido e pertanto io chiedo al Consiglio che questa legge venga riapprovata così come è stata presentata dalla Giunta regionale onde evitare di perdere ulteriore tempo.
Presidente La parola al Consigliere Andrione. Chiedo scusa, forse è opportuno dare prima la parola all'Assessore Mafrica, che l'ha richiesta, così la discussione avverrà su tutte e due le illustrazioni del provvedimento.
Mafrica (PCI-PDS) Io volevo far presente al Consiglio che nella seduta di lunedì la Commissione regionale per l'impiego ha auspicato che si tenesse conto nella determinazione della percentuale dei posti riservati ai cassintegrati di un adeguamento alla percentuale nazionale. E' stato stabilito in questo testo, come previsto, il 20 per cento , men-tre la percentuale nazionale dei posti riservati è del 50 per cento .
C'è quindi questo orientamento della Commissione regionale per l'impiego.
Presidente La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) Je me rattache et je ne répète pas ce que j'ai dit avant.
Nous étions arrivés au point que à notre avis cette discussion est illégitime parce que la première Commission n'a pas pu donner son avis d'une façon légitime.
Dans la séance de la Commission du 27 avril 1992, à cause de l'absence de quelques conseillers de majorité, nous nous sommes trouvés à voter quatre à quatre. A ce moment dans la convinction - et nous en donnons acte - que si la loi avait été repoussée en Commission elle aurait pu être discutée dans ce Conseil, monsieur Milanesio et madame Monami ont changé leur votation, ils ont voté contre, de façon que dans cette première Commission du 27 avril la déclaration de la Commission a été six contre la loi.
Une majorité qui empêchait, vu la concertation nécessaire entre le Gouvernement régional et la Commission, pour la réapprobation d'une loi dans le même texte, après un relief de la Commission de coordination, ne pouvait venir au Conseil.
Mis face à cette réalité le Président de la première Commission a reconvoqué une première fois la Commission pour le 30 avril - je n'étais pas là et en tout cas elle est allée déserte - et puis finalement pour le 4 mai, le matin à huit heures.
A ce propos j'ouvre une parenthèse: je prierais le Président du Conseil de faire modifier la dernière phrase de la relation de la première Commission, qui dit: "I consiglieri Andrione, et cetera, hanno dichiarato di non partecipare alla votazione poiché sulla medesima proposta si sono già espressi". Nous nous avons dit: "la Commissione si è già espressa nella seduta del 27 aprile". C'est la Commission qui a voté. Ce n'est pas seulement les conseillers qui sont cités.
Et cela est une différence de taille parce que nous affirmons que chaque fois que une Commission arrive à une conclusion avec une votation déterminée, qu'elle soit favorable ou qu'elle soit contraire, il n'est plus possible de remettre en discussion cette même loi, et répéter la votation parce que quelqu'un doit changer - même si, je le répète, nous reconnaissons la bonne foi en matière - sa voix.
Cette façon de procéder est en peu trop cavalière, parce que nous aurions compris que la Junte régionale réapprouve le texte de loi et qui le renvoie en Commission.
Alors, un minimum de procédure aurait été respectée, et la Commission aurait délibéré d'une façon valable. Mais de cette façon on travaille dans une incohérence totale parce que si par hasard dans une Commission la minorité devenait pendant un instant majorité, elle pourrait rappeler des précédentes délibérations de la Commission où une loi ou une délibération ont été approuvées, pour les bouler successivement.
Ceci n'est pas admissible et ici il doit y avoir concertation entre la Junte régionale et la première Commission- dans ce cas sur un texte à réapprouver- et il faut que la Junte fasse son travail et que les Commissions soient mises dans les conditions, même quand il y a eu une erreur excusable en précédence, de faire leur travail d'une façon correcte et légitime.
De plus, après ce que monsieur Mafrica vient de dire, et si l'on accepte le principe d'un émendement présenté par la majorité - émendement que du reste nous avions nous mêmes soutenu - nos émendements également peuvent être présentés parce que à ce moment là, il est vrai que peut-être la loi sera retardée de quelque jour, mais à ce moment là nous ne voyons pas pourquoi il serait possible de présenter certains émendements et pas de présenter les autres.
Presidente La parola al Consigliere Milanesio, poi farò le mie osservazioni.
Milanesio (PSI) Prego Presidente, se ha da fare delle comunicazioni, io parlo dopo le sue considerazioni.
Presidente Su alcuni questioni sollevate dal Consigliere Andrione. Io penso che non vi sia nel regolamento del funzionamento interno del Consiglio una norma che dica che una Commissione non può riesaminare un oggetto, su questo particolare problema esistono riferimenti di legge per ciò che riguarda il funzionamento del Consiglio.
L'articolo 70 parla di riesame di leggi e dice che "il Presidente da comunicazione al Consiglio del rinvio di provvedimenti legislativi da parte del rappresentante del Ministero dell'interno al Presidente della Commissione di coordinamento e li trasmette alla Commissione competente per la determinazione del caso da adottarsi d'intesa con i proponenti e da sottoporre al Consiglio con apposita relazione".
L'unico riferimento al fatto che non possano più essere discussi argomenti nel Consiglio o nelle Commissioni è l'articolo 27 che parla di assegnazione di atti alle Commissioni, però dice esattamente al punto 5 che "non possono essere assegnati alla Commissione argomenti che riproducano sostanzialmente il contenuto di proposte precedentemente respinte dal Consiglio, se non sono trascorsi almeno 6 mesi dalla data di reiezione" e non mi sembra questo caso.
Si tratta di provvedimenti respinti dal Consiglio che non possono essere riproposti in Commissione; di questo facevo già presente al Consigliere Louvin che aveva, con una lettera, posto questo problema: non esistono nel regolamento dei punti in cui si dice che la Commissione non può esprimere un parere diverso da quello che è già stato espresso.
Il problema è di partecipazione ai lavori delle Commissioni, il problema può essere di funzionamento delle Commissioni, il problema può essere di una discussione politica che può avvenire su questo, però in base al regolamento non mi sembra che ci siano dei punti in cui questo venga impedito.
Direi che, tutt'al più, in una prima riunione del regolamento potrà essere affrontato e specificato meglio l'argomento, però in questo momento non mi sembra di poter accettare le considerazioni che sono state fatte e dal Consigliere Louvin con una lettera e dal Consigliere Andrione.
Quindi direi che l'oggetto può essere discusso con il parere che è stato allegato e penso si possa anche accettare la modifica della relazione in cui il parere espresso dai consiglieri Andrione, Louvin, Mostacchi e Riccarand non è riportato esattamente e invece di dire che i consiglieri hanno dichiarato di non partecipare alla votazione perché sulla stessa proposta si sono già espressi nella seduta del 27 aprile, modificare dicendo perché sulla stessa proposta la Commissione si era già espressa.
Questa è una modifica che possiamo accettare, è un'interpretazione della volontà forse non esatta, quindi questa modifica può essere accettata, però direi che, secondo il regolamento, la discussione può avvenire in questo momento con gli atti che sono stati trasmessi.
La parola al Consigliere Milanesio.
Milanesio (PSI) Io volevo aggiungere alcune considerazioni a quelle già fatte dal Presidente del Consiglio che entrino nel merito dell'argomento in modo un po' più specifico.
Premesso che concordo sulla ricostruzione storica fatta correttamente dal Consigliere Andrione, evidentemente non posso concordare sulle conclusioni a cui giunge in ordine alla legittimità ed alla correttezza della decisione assunta dalla Commissione o, più che per la decisione assunta dalla Commissione, direi dall'intesa raggiunta dalla Commissione.
Mi ero permesso di dire in Commissione che erano stati sentiti gli organi tecnici del Consiglio e che si erano, sia pure verbalmente, espressi in un certo modo.
Poi, il titolare dell'ufficio è in ferie, ma non ha importanza, io mi sono preso la libertà - ma non è una libertà è un onere - di fare una ricerca e di esprimere questa mattina un parere che evidente-mente è confortato dai tecnici, anche se non sono presenti fisicamente, e che io intendo venga messo a verbale come dichiarazione su questo argomento e quindi come risposta alle giuste considerazioni che ha già fatto il Presidente del Consiglio, ma soprattutto ad alcune osservazioni fatte dal Consigliere Andrione che, se hanno colto l'aspetto politico dell'intesa, non hanno colto secondo me l'aspetto regolamentare che non esiste in quei termini.
L'intesa come atto amministrativo è definita dal Sandulli - manuale di diritto amministrativo, XIII Edizione 1982, pag. 561 - come atto preparatorio e determinante, ma non costitutivo, che l'autorità competente all'emanazione di un certo provvedimento deve previamente concludere con altre autorità tutte le volte che il provvedimento deve essere realizzato di concerto o d'intesa con esse.
In genere la parola intesa è usata quando l'accordo deve essere raggiunto tra autorità appartenenti ad enti diversi - si pensi all'ipotesi d'intesa Stato-Regione esistente nell'ordinamento regionale, statuto articolo 14, zona franca, articolo 50, ordinamento finanziario - ma non mancano esempi d'intesa anche in riferimento agli accordi fra gli organi come nel caso del primo comma dell'articolo 70 del regolamento interno del Consiglio regionale.
L'intesa tra Commissione consiliare e proponente è la conditio sine qua non per la riapprovazione del disegno di legge rinviato dall'organo di controllo ed è atto sostanzialmente diverso dal parere previsto dall'articolo 28 del regolamento interno del Consiglio regionale, per l'esame in sede referente dei disegni di legge, con cui non ha in comune neppure la procedura che è disciplinata dall'articolo 70 ed è una procedura speciale e non sottoposta a termini.
Per quanto concerne il raggiungimento dell'intesa, il disegno di legge da riapprovare rimane nella piena disponibilità della Commissione medesima sino a quando non sia iscritto all'ordine del giorno del Consiglio regionale; ciò implica che possono essere indette più riunioni della Commissione mettendo all'ordine del giorno la riapprovazione della legge, il che equivale a dire che possono essere esperiti più tentativi di raggiungere l'intesa fra proponente e Commissione, intesa necessaria per iscrivere la riapprovazione all'ordine del giorno del Consiglio.
Poiché il regolamento del Consiglio esige solo il raggiungimento dell'intesa, nulla vieta che siano indette, su richiesta del proponente o per iniziativa della stessa Commissione, più riunioni per raggiungere detta intesa su una medesima proposta di riapprovazione, trattandosi d'intesa che attiene sostanzialmente al merito politico.
Per intenderci è un atto politico quello che deve compiere la Commissione nella fattispecie.
Non esistono limiti di tempo né termine per fare ciò secondo il regolamento interno del Consiglio, ma la stessa Commissione competente può, anche di propria iniziativa, convocare il proponente per vedere se si può raggiungere un'intesa al fine di salvare il testo già approvato, secondo il principio di applicazione generale nel nostro ordinamento, che è il principio dell'economia dei mezzi giuridici. Principio secondo il quale dove è possibile una successiva eliminazione delle cause di legittimità dell'atto, la sanabilità dell'atto stesso è la regola.
Principio che trova applicazione anche nel regolamento interno del Consiglio sia all'articolo 70, comma 1, sia all'articolo 11, comma 2, per le leggi rinviate allo scadere della legislatura.
Io chiedo che questa dichiarazione venga messa completamente a verbale e questa è la motivazione, direi comprensibilissima, chiarissima, sulla quale mi pare che le considerazioni svolte per lettera dal Consigliere Louvin e questa mattina ed in Commissione peraltro dallo stesso Consigliere Andrione, non possono valere in questo caso.
Quindi io credo, così come ha detto il Presidente e facendo partecipe il Consiglio di questo parere, che è un parere tecnico ancorché per il momento anonimo in quanto l'estensore in parte sono io ed in parte sono funzionari della Regione non presenti in questo momento, è il parere che io mi sento con tutta tranquillità di sottoporre al Consiglio e che naturalmente invito il Consiglio a far proprio.
Presidente La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) Imitando l'avv.Bondaz, Presidente della Giunta, dirò che non sono stato capito evidentemente, perché questo parere io l'ho solo sentito, ma penso che leggendolo confermerò quanto dico, è perfettamente accettabile.
La Commissione può riunirsi anche 500 volte allo scopo di raggiungere un'intesa con il proponente, in questo caso il Presidente della Giunta a nome della Giunta, per la rielaborazione di una legge.
Quello che noi diciamo è che una votazione avvenuta chiude un iter e abbiamo detto che la Giunta avrebbe dovuto riapprovare la legge e ricercare l'intesa con la Commissione, ma non significa niente dire che la Commissione può riunirsi più di una volta, questo è evidente, ci può essere una discussione che finisce a mezzanotte e ci si riconvoca per il giorno dopo o per la settimana successiva, ma se c'è stata una votazione, la votazione è un atto formale.
Vuol dire che a quel momento la Commissione - almeno per quanto capiamo noi - si è spogliata dando un suo avviso, in questo caso non costitutivo e siamo perfettamente d'accordo, ma dando un suo avviso che significa che l'intesa non è stata raggiunta.
L'iter può essere ricominciato, ma deve essere ricominciato in maniera corretta, non che il proponente in questo caso non è più sentito e non cerca più un'intesa e semplicemente si cambiano le palline, cioè quello che era nero diventa bianco.
In questo modo le Commissioni non possono lavorare. Questo è il problema che noi abbiamo sollevato.
Per non far perdere tempo al Consiglio, noi formalizziamo con una richiesta di votazione, in modo che le responsabilità siano chiare, votazione per la quale noi diciamo che questa deliberazione della prima Commissione è illegittima.
Voi voterete evidentemente dicendo che è legittima, ma noi siamo sicuri di dire che un iter che inizia con una ricerca di un'intesa e finisce con una votazione non può essere ripetuto senza che ci sia stato l'atto formale che riapre la ricerca dell'intesa.
Presidente La parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Adesso ci siamo capiti. Non volevo fare storie nel dire che non ci si capisce altrimenti sarebbe estremamente grave che neanche tra noi 35 persone non trovassimo un punto d'incontro o di riferimento anche se poi ognuno può avere le sue valutazioni e le sue conclusioni.
Tutto il discorso che ha fatto il Consigliere Andrione può avere una sua logica che io non contesto, l'unico dato che secondo me manca a questo bel discorso è questo; c'è un termine oltre il quale il ragionamento del Consigliere Andrione avrebbe la sua logica ed avrebbe ragione, e il termine non era stato superato.
Qual'è il termine? Il termine è quello della presentazione della legge in Consiglio.
Sino a quando la legge non è presentata in Consiglio, ed è questo il termine oltre il quale non si può andare e su questo avrebbe ragione il Consigliere Andrione a dire che bisogna che ci sia la riapprovazione, sino a quel momento la legge rimane nella completa disponibilità della Commissione la quale ha diritto, così come ritiene qualunque organo dell'Amministrazione, di riconvocarsi, di rivedersi, di riesaminare la legge. E questa è cosa che la Commissione ha fatto.
Poi le valutazioni, votato contro o no, sono cose che non incidono sulla prosecuzione di quello che è l'iter amministrativo secondo il nostro giudizio.
Pertanto chiedo di respingere questa proposta di dichiarazione di illegittimità del lavoro della Commissione.
Presidente La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) Io non voglio fare perdere tempo al Consiglio, ma sollevo una questione di logica: Essendo che senza l'intesa l'oggetto non può essere iscritto all'ordine del giorno, a nostro avviso quando c'è una votazione è obbligo del Presidente della Commissione di trasmetterla perché c'è stata la fine di un iter.
Presidente La parola al Consigliere Milanesio. Direi che a questo punto si tratterebbe di decidere, io proporrei, poi, di chiedere al Consiglio se è d'accordo di proseguire con la votazione di questo oggetto, di modo che sia il Consiglio stesso a dare, a maggioranza, una sua interpretazione.
Milanesio(PSI)Concordo con il Presidente del Consiglio sulla necessità di sciogliere questo nodo gordiano, però vorrei insistere sul fatto che il procedimento dell'intesa è un procedimento che ha una valenza soprattutto politica.
E' chiaro che se l'intesa non è raggiunta, in questo caso per una riapprovazione, questo provvedimento non può andare in Consiglio, quel provvedimento non può andare in Consiglio, quel provvedimento! Potrebbe andare in Consiglio un altro provvedimento, ma visto che l'intesa è stata raggiunta, adesso viene in Consiglio proprio quel provvedimento.
E non è vero in questo caso e neanche nell'altro caso, per quello che mi riguarda, che le decisioni delle Commissioni sono definitive; è l'atto consiliare che rende definitivo un voto, un parere, un'approvazione, una reiezione e nel termine poi dei sei mesi, per intenderci.
Sfido il Consigliere Andrione a trovarmi quell'articolo del regolamento che dichiara questo, perché tutto quello che è stato detto dal Consigliere Andrione è una sua interpretazione, direi però senza pezze giustificative di nessun tipo, del nostro regolamento interno.
Lui può benissimo sostenere una teoria, se lui fosse quello che fa il diritto, cioè Giove e nel grembo di Giove stessero queste cose, allora avrebbe ragione il Consigliere Andrione, ma fino a prova contraria il diritto qui lo fa il regolamento del Consiglio e le leggi che ci siamo date.
Io sfido il Consigliere Andrione a trovare una sola di queste leggi, uno solo di questi articoli del regolamento, che dica le cose che lui ha sostenuto.
Presidente Io chiederei quindi al Consiglio di esprimere il suo voto per decidere di continuare o meno la discussione di questo oggetto.
Il fatto di continuare la discussione vuol dire naturalmente accettare la relazione della Commissione prima che è stata trasmessa, con le modifiche che avevamo...
La parola al Consigliere Andrione per dichiarazione di voto.
Andrione (UV) Sempre per capirci, chi vota sì vota per l'illegittimità della deliberazione della prima Commissione, chi vota no vota per la sua legittimità; questo per intenderci.
Che non ci siano poi degli sbagli. E' chiaro, siamo tutti d'accordo sul sì e il no?
Presidente Se si vota sì il Consiglio decide a maggioranza se continuare o meno la discussione su questo argomento e continuare la discussione vuol dire accettare la relazione così com'è stata trasmessa con la modifica, al fondo, sulla votazione dei consiglieri di minoranza.
Andrione (UV) Io avevo chiesto di votare su una data proposizione, il Presidente del Consiglio propone invece di votare semplicemente per continuare la discussione o meno.
Allora noi dichiariamo di votare no per questi motivi, non si tratta del grembo di Giove, si tratta di regolarità del lavoro delle Commissioni.
Essendosi verificata una votazione in cui l'intesa non vi era, a nostro avviso il Presidente della Commissione doveva comunicare al Presidente della Giunta, in modo formale, che era avvenuto questo fatto e il Presidente della Giunta doveva riapprovare e rimandare in Commissione per la ricerca dell'intesa.
Non diciamo niente che sia straordinario, niente che sia contrario alla logica, non è questione d'interpretazione di diritto né di trovare nei sacri testi l'articolo specifico, perché la vita è talmente varia che le occasioni, che si presenteranno anche di qui a poco, di trovare l'articolo che dice quello che bisogna fare è praticamente impossibile. Gli anni di esperienza che il Consigliere Milanesio ha avuto qui dentro glielo avranno potuto dimostrare ampiamente.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Nel ribadire quanto detto precedentemente, che non sto a ripetere per evitare di far perdere del tempo al Consiglio, la maggioranza voterà a favore della proposta, così com'è stata formulata dal Presidente del Consiglio, per le ragioni che ho detto poc'anzi e soprattutto perché riteniamo che la Commissione abbia ritenuto giustamente di poter operare nel suo seno così come meglio riteneva.
Presidente Possiamo votare sulla continuazione della discussione e sull'accettazione della relazione trasmessa dalla prima Commissione.
I consiglieri che sono d'accordo votano sì, i consiglieri che non sono d'accordo votano no.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 34
Favorevoli: 18
Contrari: 16
Il Consiglio approva e possiamo continuare la discussione.
Faccio presente che si riapprova l'articolo 21 e si vota l'emendamento e la legge nel suo complesso.
L'emendamento è la soppressione del terzo comma dell'articolo 28.
Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Monsieur le Président je comprends qu'il y ait eu un débat préalable sur ce projet de loi, qui peut-être a détourné un peu l'aspect qui avait été sollicité de la part de l'Assesseur Mafrica.
Le Président avait présenté cette réapprobation d'une certaine façon, avec le système dont ont vient de relire, c'est-à-dire de réapprouver tel quel le projet de loi avec la modification qui avait été suggérée par le Président de la Commission de coordination.
Je crois au contraire que la sollicitation qui avait été présentée par l'Assesseur Mafrica, mérite une certaine attention.
Or, je demanderais de savoir de quelle façon on peut donner un suivi à ce qu'on vient de dire si on ne présente pas des émendements.
Et par conséquent on voudrait, même s'il y a une proposition de approuver tel quel ce projet de loi, je crois qu'il y a le droit de présenter quand même des émendements et de demander qu'il y ait une votation par points.
Je crois que c'est légitime: on vient de représenter un projet de loi. Je crois qu'on peut demander qu'il y ait des émendements au projet de loi même. Et par conséquent, je demanderai d'examiner cet aspect et, en tant que groupe, on présentera des émendements.
En particulier je crois que l'émendement qui concerne la modification de l'article 30 pour ce qui est de la réserve du 20 pour cent qui devrait être du 50 pour cent comme d'après la loi - la loi nationale - je crois que c'est significatif dans un moment très particulier comme celui que nous sommes en train de vivre.
Je crois que si l'Assesseur compétent a présenté cette remarque n'est pas pour un cas: c'est à cause d'un fait qui est lié à des aspects dramatiques de la situation de l'emploi.
Et alors, si au niveau national, compte tenu de certaines difficultés, on a accepté qu'il y ait ce principe, je crois que d'après les débats que cette salle a écouté à propos de la crise industrielle, s'impose tout de même de revoir un système qui avait déjà été sollicité, et que, comme on vient d'apprendre, la Commission pour l'emploi a à nouveau resollicité à cette Assemblée.
De notre part je crois qu'on ne peut que apprécier cet aspect et par conséquent avec d'autres émendements sera représentée cette modification de l'article 30 qui prévoit de passer du 20 pour cent au 50 pour cent.
Presidente E' stata esposta una questione da parte del Consigliere Rollandin che annuncia l'eventuale presentazione di un emendamento.
Penso che tutti quanti conoscano la procedura; la presentazione di un emendamento vuol dire riaprire i termini, quindi vuol dire affrontare un iter diverso per ciò che concerne la legge. E' una decisione che penso che i consiglieri e la Giunta possano prendere.
La parola all'Assessore Mafrica.
Mafrica (PCI-PDS) Io ho fatto, credo correttamente, presente al Consiglio che esisteva questo orientamento della Commissione per l'impiego.
La Giunta ritiene che sia urgente che questo disegno di legge venga approvato e che quindi la presentazione di emendamenti possa ritardare la messa in opera del provvedimento stesso.
Condividendo l'orientamento della Commissione per l'impiego, io credo che si possa oggi procedere all'approvazione del disegno di legge così com'è chiedendo che la Giunta successivamente presenti lei stessa un emendamento al testo che sarà andato avanti.
Presidente La parola al Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Je peux comprendre que l'Assesseur ait quelque difficulté à conseiller deux aspects que j'estime un peu difficiles à comprendre.
L'urgence. Si au moment où on avait fait ce débat il y avait la possibilité de faire les approfondissements dûs, je crois qu'il n'y aurait pas le retard que nous sommes en train de voir.
Cette loi était urgente alors: à présent deux mois se sont écoulés, nous sommes à nouveau à faire le même débat.
Mais je voudrais demander quelle est, pour ce qui est de l'application de cette loi, la difficulté d'accepter un délai de quinze jours. Je demande quelle est la difficulté, car la loi sera tranquillement examinée et réapprouvée.
On n'a pas dit qu'on veut faire réouvrir dans son ensemble le débat sur toutes les considérations qu'on a déjà fait. On a présenté et on présentera les émendements pour aller dans la direction qui, je crois, a été souhaitée de la part de toutes les forces sociales.
Je crois que le moment est suffisamment grave et je crois que tout le monde l'a compris; si on ne donne pas, même dans cette salle, un signal dans cette direction, je crois que on va vraiment perdre du temps.
Je me demande quelle sera la procédure de présenter un émendement, c'est-à-dire de représenter une nouvelle loi qui doit réapprouver et modifier cette loi, du moment que nous le pouvons faire dans cette matinée même.
Je crois que c'est un absurde. Il suffit d'accepter cette modification et par la suite il y auront les conditions pour avoir finalement une réponse à un problème qui existe et qui a été sollicité.
Président Le Conseiller Viérin a demandé la parole.
Viérin (UV) Je crois également que le Conseil devrait faire tous les efforts nécessaires pour sortir d'un clivage stérile entre majorité et opposition.
C'est l'opposition même qui l'a proposé lundi dernier au cours du débat sur la Cogne, et je pense que l'appel a été accueilli par le Conseil tout entier.
Aujourd'hui nous avons la possibilité, compte tenu du renvoi de cette loi par le Président de la Commission de coordination, de mieux nous pencher sur plusieurs problèmes, mais spécifiquement sur ce problème qui a un rapport et un lien directs avec les me-sures qui seront prises concernant l'établissement Cogne d'Aoste.
Il ne s'agit pas de renvoyer sans délai ou de perdre du temps, il s'agit simplement de 15 jours de différence.
Donc de ce point de vue s'il y a volonté politique on peut évidemment approuver cet amendement, chose qui nous permettrait, et je me permets de le faire remarquer, de remettre, dans un certain sens, les pendules à l'heure.
Nous avons déjà eu occasion de critiquer le manque d'informations sur les accords qui avaient été conclus entre le Président du Gouvernement et les organisations syndicales - notamment pour ce qui est des accords complémentaires signés par les mêmes organisations syndicales et concernant le recrutement extraordinaire de personnel.
Mais aussi pour ce qui est, à notre connaissance, de l'accord qui avait été conclu entre Président du Gouvernement et organisations syndicales la veille même de la discussion de ce projet de loi au Conseil, il portait sur un pourcentage de 50%.
Par la suite le matin ce pourcentage a été modifié d'une façon unilatérale per le Président du Gouvernement. Aujourd'hui nous avons donc non seulement l'occasion de revenir sur ce problème, d'y réfléchir, mais adopter une mesure qui permettrait de donner une réponse crédible aux nécessités et aux requêtes formulées par les organisations syndicales, en se référant aux problèmes d'emploi de l'établissement Cogne d'Aoste.
Presidente Chiedo al Consiglio un attimo di tempo per organizzare la discussione. Sono stati presentati dai consiglieri del gruppo dell'Union Valdôtaine diversi emendamenti e un ordine del giorno a proposito di questa legge e verranno distribuiti.
La parola al Consigliere Agnesod.
Agnesod (UV) Rispetto a questo emendamento ed alla proposta che è stata presentata dall'Assessore Mafrica, in Commissione regionale dell'impiego noi avevamo esaminato questo argomento e all'unanimità era stata portata avanti questa decisione; anzi avevamo detto "faremo una delibera e verrà recapitata in Consiglio per l'Assemblea del 19", perché si pensava, in Commissione regionale dell'impiego, che questa legge venisse esaminata nel Consiglio del 19.
La situazione è che in questa Commissione regionale dell'impiego, dove c'è l'Assessore in qualità di Vicepresidente in sostituzione del Ministro, dove c'è in rappresentanza della maggioranza il Consigliere Trione, dove c'ero io in rappresentanza della minoranza, con le forze sindacali, con le rappresentanze delle associazioni valdostane degli industriali, si è deciso all'unanimità questo tipo di impostazione.
Perché? Come dicevano prima i consiglieri che mi hanno preceduto c'è una situazione reale di urgenza e di necessità a cui far fronte: esistono 270 lavoratori in mobilità tra Fortuna West, ex Silver, ex Montefibre; 118 ex ILSA Viola, 109 cassaintegrati da più di un anno consecutivo alla Cogne.
E' per questo motivo che è venuta fuori questa richiesta, ma qui occorre evidenziare che all'atto della predisposizione di questo testo di legge non si è tenuto conto di questo.
La legge statale parla del 50 per cento , non è che l'abbiamo inventato noi, dobbiamo solo adeguarci ad una normativa che già esiste, dove lo Stato in questo caso si è dimostrato più sensibile a questi problemi.
Secondo me vale la pena fare un'analisi e soffermarci un momentino e vedere come inserire questo emendamento in questo testo di legge da approvare.
Si dà atto che dalle ore 11,38 alle ore 11,42 presiede il Vicepresidente Stévenin.
Presidente Siamo in attesa di poter distribuire l'ordine del giorno e gli emendamenti presentati, nel frattempo se qualcuno chiede la parola.
La parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Solo due parole. Noi riteniamo che questa legge vada riapprovata così com'è stata portata in Consiglio. I consiglieri che hanno parlato sanno benissimo che se questa legge viene modificata anche in un solo punto diventa una nuova legge che deve rifare tutto l'iter e non è più una riapprovazione. Si tratterebbe di una legge normale che deve fare il suo iter per la sua approvazione.
Se facciamo una modifica sostanziale, come quella che è stata ventilata o proposta, diventa una nuova legge, per cui la Commissione di coordinamento, se non il Consiglio, se non le Commissioni, ha l'opportunità di ridiscutere e di rimettere in discussione tutto quanto il disegno di legge. E questo i consiglieri lo sanno benissimo.
A questo punto io posso prendere un impegno come capo dell'Amministrazione di prendere l'impegno, visto quello che ha detto l'Assessore Mafrica, quello che hanno sollecitato alcuni consiglieri dell'opposizione, di convocare immediatamente i Sindacati per vedere di definire con loro quale sarà la possibilità di modifica di questa legge, sulla base del disegno di legge. Disegno di legge che prevede, tra l'altro, la possibilità di inserire questo 50 per cento da intendersi non il 50 per cento, ma fino al 50 per cento.
Questo punto deve essere controllato in modo preciso, perché le modalità con cui è stata fatta questa nuova pianta organica potrebbero prevedere l'impossibilità per certe parti di utilizzare il 50 per cento, per altre parti, viceversa, la possibilità di utilizzarlo; quindi c'è la necessità di fare un esame preciso e completo, in modo da fare qualcosa di certo.
Se noi potessimo mettere oggi il 50 per cento, probabilmente creeremmo una tale disfunzione nell'ambito della pianta organica che si creerebbe solo un pasticcio.
Se il Consiglio è d'accordo la maggioranza non accetta emendamenti in questa sede, se ritenete valida - o non la ritenete valida, affari vostri - la proposta che ho fatto, che mi sembra la più ottimale per tutti, d'approvare la legge, io convoco al più presto - immediatamente, quello che volete voi - i Sindacati, con l'ufficio personale esaminiamo punto per punto quelle che sono le possibilità che possono essere date in questa pianta organica circa l'applicabilità di questa legge dello Stato, dopodiché si fa una proposta di disegno di legge e si mettono le cose a posto.
Credo che sia la cosa più corretta, non solo nei confronti del Consiglio, ma nei confronti di coloro che aspettano questa pianta organica, dei Sindacati e anche della Commissione per l'impiego che ha fatto quella proposta.
Presidente Io penso che si possa accettare di procedere in questo modo: si voterà prima l'ordine del giorno che è stato presentato e successiva-mente gli emendamenti. Mi sembra di poter dire che gli emendamenti possono essere votati, bisogna solo sapere che l'accettazione di uno solo degli emendamenti presentati dalla minoranza modifica tutto l'iter della legge, però, come si vota l'emendamento proposto dalla Commissione che però sta nelle osservazioni della Commissione di coordinamento e quindi non riapre l'iter, così potrebbero essere votati gli altri ordini il giorno che riaprono tutto quanto; è questo il discorso che mi sembra più giusto.
Il Consiglio può decidere di accettare o meno gli emendamenti proposti, se li respinge tutto ritorna nell'iter che è quello previsto, nor-male, di riapprovazione del progetto di legge rinviato dalla Commissione di coordinamento; se si accetta uno solo degli emendamenti verrà modificato l'iter. Il problema è solo questo, però gli emendamenti li votiamo e il Consiglio può accettarli o meno.
Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Je crois que le rappel de la procédure pour approuver ou réapprouver les lois, on le connaît.
Le problème est politique. Le problème est très simple: ou bien on se dit clairement qu'on veut accepter une sollicitation forte qui a été présentée à l'unanimité par la Commission de l'emploi, qui a été sollicitée par les forces syndicales, qu'on sait déjà qu'elle pourra être comme résultat.
Au delà de l'analyse des places qui sera faite par la suite.
Mais c'est évident que si quelqu'un a déjà promis les mêmes places à quelqu'un d'autre, alors on ne pourra plus prétendre d'arriver au 50 pour cent. Et alors il y a une raison qui n'est pas politique, mais patriotique.
Et sur laquelle je me permets d'insister que si par hasard ces places sont déjà occupées, c'est évident qu'on ne peut pas déplacer le 20 pour cent.
Mais alors, la raison c'est différente: qu'on ne vienne pas nous dire qu'on veut accepter, et que finalement on fera.... On ne fera rien du tout! ça c'est clair et évident dès aujourd'hui. Et alors le choix est: ou bien on accepte de modifier dans la direction que tout le monde sollicite, ou autrement on dit "non".
Les conséquences on les connaît.
Et le fait de dire que la loi nationale prévoit jusqu'au 50 pour cent: on le sait! Mais c'est évident qu'il faudra faire une analyse de la disponibilité des personnes qui peuvent être "in mobilità".
Mais c'est la loi même qui le prévoit. Ce n'est pas une nouveauté.
Mais quel est le sens de dire: "par la suite, après qu'on fera cette analyse, on représentera". Il n'y aura aucune garantie pour ce qui est des mêmes intéressés. Au contraire, on veut donner la garantie, à ceux qui occupent certaines places, qu'ils resteront là. Et c'est ça l'unique tracas qui existe aujourd'hui pour quelqu'un; qui n'est pas une question politique: c'est une question d'autre genre, sur lequel je ne veux pas prendre le Conseil aujourd'hui.
Et je crois que, par rapport au débat qui s'est tenu il y a quelque jour, ce serait un fait très très grave. Je crois que ce serait un signe que dans cette salle on dit certaines choses et le jour après on fait exactement le contraire.
Sur le problème des temps on sait très bien que le Président réexaminera cette loi, mais je voudrais savoir quel est le tracas de cette Administration si en analysant la première fois cette loi a fait une remarque et les objets de ces modifications vont dans la direction d'une loi nationale.
Je me demande: quel est le tracas et quelle est la crainte de cette Administration? Que le Président aille dire qu'il n'est pas en ligne avec les lois nationales, compte tenu que sa charge est dans cette direction? Je crois que ce sont vraiment des excuses inutiles et qui ne font pas honneur à une situation grave du point de vue de l'emploi.
Au contraire, c'est encore une fois une démonstration qu'il n'y a pas la volonté de prendre en charge les problèmes que dans cette salle ont été discutés.
Presidente Io penso che oggi sia un po' il giorno dell'interpretazione del regolamento, ma penso che a questo punto tutti i consiglieri sappiano benissimo a cosa vanno incontro decidendo su un modo o su un altro di votazione.
Quindi chiederei di mettere, se siete d'accordo, immediatamente in discussione...
Il Presidente della Giunta ha chiesto ancora la parola.
Bondaz (DC) Io chiedo scusa, ma non posso accettare nè come Presidente della Giunta, nè come Consigliere regionale, nè come uomo, che qui, in questo Consiglio, si dicano delle cose e poi se ne facciano delle altre, perché io potrei avere la dimostrazione che c'è qualcuno che qui dentro dice delle cose e fuori ne fa delle altre, o viceversa fuori dice delle cose e qui ne fa delle altre. Allora ci metteremmo in una discussione senza fine.
Dico a chiare lettere, non che si dica una cosa qui e poi esca fuori che la Giunta regionale non è sensibile al problema dei cassaintegrati, perché questo verrà poi fuori dai giornali di partito, o dalla televisione. Non è vero, voglio che sia chiaro questo; non è vero che siamo insensibili, tant'è che quando abbiamo parlato di questa proposta ed è stata inserita al 20 per cento, la proposta l'ha fatta la Giunta prima ancora che ci venisse richiesta dai Sindacati.
(...commenti fuori microfono...)
Non è questione di legge, è questione di volontà politica che è ben diverso; e i Sindacati di queste cose sono perfettamente a conoscenza.
Se però vogliamo prenderci in giro, prendiamoci in giro, noi riteniamo solo che questa legge vada approvata.
Ripeto l'impegno che ho preso prima per evitare che ci possano essere difficoltà d'interpretazione, perché qui ogni tanto non ci si capisce: noi riteniamo di poter approvare la legge, convocare i Sindacati, rivedere con i Sindacati, punto per punto, la legge e, là dove sarà possibile, modificarla in seguito a quelle che saranno le proposte che verranno fatte dai Sindacati e dall'ufficio del personale, in modo che la legge sia esaminata nella sua compiutezza.
Se mettiamo oggi un limite -o un massimo come volete- del 50 per cento, si può far sì che questa legge salti in aria tutta quanta, proprio perché la legge prevede soltanto certi minimi inserimenti di personale, punto e basta.
Dopodiché ognuno è libero politicamente, personalmente, di pensare quello che vuole.
La Giunta la pensa in questi termini e rifiuta categoricamente quanto è stato detto in questa aula sull'insensibilità nostra nei confronti del mondo del lavoro.
Presidente Signori consiglieri, anche per dare un po' di ordine ai lavori, io vi chiederei di considerare chiusa la discussione generale, dopo l'ennesimo intervento da parte della Giunta, e intervenire solo per dichiarazione di voto, altrimenti mi sa che siamo costretti ad applicare il regolamento.
La parola al Consigliere Viérin, per dichiarazione di voto, siamo d'accordo?
Viérin (UV) Je ne partage pas cette interprétation même si je l'accepte. Je ne la partage pas parce que il n'y a pas eu respect du règlement pour ce qui est de la discussion générale de cet suget. Mais je la respecte. Je peux intervenir sur l'ordre du jour que j'ai présenté et surtout sur les amendements. Donc j'aurais la possibilité de dire ce que je pense.
Je ne partage pas l'interprétation qui a été donnée simplement sur la volonté...
Presidente E' per procedere in qualche modo più organicamente coi lavori. Il Consigliere Viérin d'altronde sa benissimo che su ogni articolo della legge può nuovamente intervenire, è solo per chiudere, ad un certo punto, un certo tipo di discussione, altrimenti qui.....
Viérin (UV) Je suis tout à fait d'accord avec vous, monsieur le Président, mais c'est l'intervention du Président du Gouvernement qui a réouvert la discussion. Parce que la discussion générale était déjà terminée.
Alors, il a repris la parole et je pense que, dans cette salle, nous avons, au moins sur ce point, le même droit, ou les mêmes droits, que le Président du Gouvernement.
Voilà, simplement, les raisons pour lesquelles...
(...voce fuori microfono...)
La discussion générale était déjà , close monsieur le Président.
Si vous dites, monsieur le Président, que personne n'a dit ou affirmé que la discussion générale était close, à plus forte raison donc on peut demander la parole pour une deuxième intervention.
Presidente Allora la parola al Consigliere Viérin per il suo secondo intervento, dopodiché potranno eventualmente intervenire altri consiglieri e chiuderemo la discussione generale con un intervento da parte della Giunta, se lo riterranno opportuno.
Viérin (UV) Merci monsieur le Président. Je suis, comme toujours, étonné de l'intervention du Président du Gouvernement qui dit une chose et en propose une autre exactement contraire.
Je crois que c'est un peu une méthode qui veut éviter la confrontation et qui veut simplement prendre du temps pour éviter que certains problèmes soient discutés.
Mais je crois que, à force de renvoyer les problèmes, un jour ou l'autre il faudra bien les examiner. Nous avons hier discuté d'un problème analogue: la question de Signayes, qui est toujours renvoyée pour prendre du temps, du temps et encore du temps.
Aujourd'hui nous nous trouvons face, à mon avis, à un problème analogue. D'un côté il y a une affirmation qu'à la rigueur nous pouvons partager si par la suite il y a des actions ou des décisions conséquentes.
Ce n'est pas vrai que ce Gouvernement est contraire à certaines mesures pour favoriser l'emploi au Val d'Aoste. Il y a cette volonté politique, mais par la suite, quand nous devons vérifier l'existence de cette volonté politique ou le bien-fondé de ces affirmations, tout s'arrête pour une question de 15 jours.
Une questions de 15 jours parce que, et là nous ne comprenons pas le sens, introduire une modification - je ne veux évidemment pas parler des autres amendements ou de nos amendements - mais introduire une modification augmentant de 20 à 50 le pourcentage réservé aux chômeurs, pourrait mettre en discussion l'approbation même de la loi.
Mais comment? Le Président de la Commission de coordination a examiné cette loi, l'a renvoyée avec certaines remarques.
Le fait maintenant de changer simplement un pourcentage, remet en discussion l'analyse qui a déjà été faite? L'examen de légalité qui a déjà été effectué? Il est difficile d'accepter cette logique en tant que seule raison pour ne pas accepter un délai de 15 jours.
Surtout si nous abordons l'autre thème: le thème de l'urgence. Il est urgent d'approuver cette loi parce qu'il y a des attentes à cet égard. Aussitôt l'on affirme: "approuvons la loi telle quelle: par la suite, dès qu'elle est approuvée, nous sommes disposés à convoquer immédiatement les organisations syndicales, et en séance permanente à examiner tous les articles de cette loi, à les modifier tous". Mais alors l'application de cette loi de toute façon sera renvoyée parce qu'il n'y aura pas la possibilité de l'appliquer immédiatement.
Pourquoi donc, à cet égard, ne pas se prendre 15 jours? Parce que la différence du point de vue de la procédure, est exactement de 15 jours.
L'approbation, dans le même texte, donne un délai de 15 jours au Président de la Commission de coordination pour formuler ses remarques ou ses observations. L'approbation, avec changement et donc avec un amendement réintroduit le délai ordinaire de 30 jours.
Il y a donc là 15 jours de différence. Je pourrais dire que "pour 15 jours Martin perse la cappa" parce que si la discussion est sur 15 jours, alors là je me demande quelle est la vraie volonté.
Alors à cet égard je ne partage pas les affirmations du Président du Gouvernement et je dis que ses affirmations ne sont pas crédibles. Elles ont uniquement pour objectif, de gagner du temps. Gagner du temps parce qu'il a dit: "nous avons nous-mêmes proposé ce pourcentage et nous avons conclus à ce propos un accord avec les organisations syndicales".
C'est vrai seulement en partie. Parce que l'accord qui avait été conclu le soir avec les organisations syndicales portait justement sur 50 pour cent . C'est seulement le matin, ici, au cours de la discussion que ce pourcentage a été modifié et que sur initiative directe du Président du Gouvernement on a modifié ce pourcentage en le baissant de 50 à 20.
Et là les raisons, paraît-il, sont que ce pourcentage de 50 met en discussion certains équilibres et certains accords qui ont déjà été conclus.
Alors, ce sont là, à notre sens, les vraies raisons qui nous font affirmer qu'il n'y a pas volonté politique, parce que je suis certain que par la suite l'on devra encore recourir à l'avis d'un expert pour savoir si la procédure est possible et donc le problème ne sera ni examiné ni résolu.
Mais je me demande alors quelle est la volonté de la Majorité? Et, ce n'est pas une petite question. Je ne veux pas parler de l'article 7 de la loi, du problème du recrutement du personnel extraordinaire ou de la compétence du Conseil par rapport au Gouvernement quant à la fixation de l'organigramme. Je veux me rapporter à un problème important parce que c'est l'un des éléments fondamentaux des accords ou des orientations que le Conseil régional unanimement a donnés pour essayer de contrecarrer les problèmes liés à la perte des effectifs de la Cogne.
De la Cogne et des autres entreprises industrielles au Val d'Aoste et donc de tout le secteur industriel.
C'est un problème à mon avis important, c'est un problème grave. C'est là le moment où l'on doit manifester clairement une volonté, une unité d'action et de direction pour que face à la crise qui sévit dans ce secteur les personnes concernées, les travailleurs, puissent compter sur une indication précise.
La Commission pour l'emploi à l'unanimité, toutes les organisations syndicales, selon les affirmations, tout le Conseil est d'accord à ce sujet? Non, pour 15 jours l'on doit remettre tout en discussion.
Il n'y a pas à mon avis - et je termine - volonté d'agir dans cette direction.
Presidente La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Per ribadire un giudizio nettamente negativo del nostro gruppo su questo disegno di legge. Giudizio negativo che già avevamo espresso in sede di discussione di questo disegno di legge nelle precedenti tornate del Consiglio regionale - esattamente il 13 marzo 1992 quando avevamo votato questo disegno di legge - e che oggi non solo ribadiamo, ma ribadiamo con ancora maggiore forza, visto l'iter che poi ha seguito questo disegno di legge.
Ed è un giudizio negativo che riguarda la sostanza del provvedimento, un provvedimento che va a determinare un notevole aumento nell'organico regionale, notevole aumento che viene deciso senza che ci sia un esame preventivo di quelle che sono le reali esigenze, senza un esame preventivo di come è organizzato il lavoro nei vari uffici, nei vari servizi e di come potrebbe essere riorganizzato questo servizio anche senza un così congruo aumento di personale.
Evidentemente un aumento di personale che è oneroso per la pubblica Amministrazione e che si ripercuoterà negativamente sulla gestione del bilancio regionale in cui le risorse e le spese per la parte corrente, in particolare per il personale, sono già molto elevate.
A questo giudizio negativo sulla sostanza del provvedimento c'è poi da aggiungere un giudizio negativo per quanto riguarda le procedure che sono state seguite, in particolare le procedure con cui si è riportato questo disegno di legge all'esame della prima Commissione. Prima Commissione riconvocata più volte a tambur battente in modo da poter rovesciare un parere negativo - o comunque nella maggioranza non positivo - che era stato espresso dalla prima Commissione.
Poi un giudizio negativo sulla mancanza di volontà che mi sembra molto evidente, molto chiara, da parte della maggioranza regionale, di cogliere l'occasione del riesame del disegno di legge per introdurre quanto meno alcuni correttivi, alcuni miglioramenti, che sono stati richiesti con forza da vari organismi che, anche in Consiglio, più volte erano stati indicati come necessari.
Mi riferisco sia al discorso della riserva dei posti per i cassaintegrati, sia al discorso delle modalità di reclutamento del personale straordinario; e sono due punti importanti su cui già nel mese di marzo in Consiglio erano state presentate da parte della minoranza degli emendamenti che non erano state accolte, delle proposte che adesso evidentemente sono stati riproposti, ma che mi sembra che la maggioranza non voglia accogliere.
Infine il giudizio negativo perché non crediamo affatto a questo discorso "approviamo la legge così com'è e poi riapriremo il dibattito, il confronto col Sindacato e porteremo tutte le modifiche necessarie", anche perché, come già diceva il Consigliere Viérin nel precedente intervento, le organizzazioni sindacali sul complesso di questo disegno di legge hanno sempre dato un giudizio negativo.
E anche alla fine, quando hanno comunque concordato su alcuni aspetti del disegno di legge, hanno comunque indicato delle strade, delle soluzioni, fatto delle proposte, che poi non abbiamo ritrovato nel disegno di legge così com'è stato votato dalla maggioranza regionale.
Quindi da parte nostra esprimiamo un giudizio negativo e preannunciamo fin d'ora un voto contrario a questo disegno di legge.
Presidente Se non vi sono altri interventi possiamo dichiarare chiusa la discussione generale e, se non vi sono interventi da parte della Giunta, possiamo chiedere ai consiglieri di votare l'ordine del giorno presentato dal gruppo dell'Union Valdôtaine, del quale do lettura.
Ordre du jour Vu l'article 7 de la loi régionale n.68 du 24 octobre 1989, portant recrute-ment de personnels extraordinaires par l'Administration régionale;
Compte tenu des problèmes découlant de l'application dudit article et, notamment, de ceux qui son liés au recrutement de personnels extraordinaire d'après les listes de placement ordinaires;
Le Conseil régional de la Vallee D'aoste
aux fins de la transparence et de l'impartialité d'action de l'Administration publique
engage
le Gouvernement régional, lors de l'application de l'article 7 de ladite loi régionale n. 68/89:
- à recruter le personnel extraordinaire d'après les listes de placement ordinaire de la Vallée d'Aoste;
- à respecter, lors dudit recrutement, l'ordre du classement du bureau de placement ordinaire et les priorités dont découle ce classement;
- à subordonner le recrutement dudit personnel à la réussite de l'épreuve de connaissance du français;
- à ne pas utiliser ce personnel pour des fonctions autres que celles pour lesquelles il a été embauché;
- à ne pas proroger les fonctions du personnel susmentionné.
Presidente Possiamo passare a votazione.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Astenuti: 1 (Mafrica)
Favorevoli: 16
Contrari: 18
Il Consiglio non approva l'ordine del giorno presentato.
Possiamo passare alla discussione ed alla votazione degli articoli della legge.
Articolo 1, sull'articolo 1 è stato presentato un emendamento da parte dei consiglieri Rollandin e Viérin: "au deuxième alinéa de l'article 1, remplacer les mots "della Giunta regionale", avec les mots suivants "del Consiglio regionale".
Si tratta di votare prima l'emendamento proposto. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il Consigliere Viérin.
Viérin (UV) Nous demandons le changement de ce deuxième alinéa afin de réaffirmer la compétence du Conseil pour ce qui est des modifications concernant l'organigramme de l'Administration régionale.
C'est un problème que nous considérons important et à cet égard je veux citer également les remarques qui ont été exprimées par les organisations syndicales: "trasferire la potestà di decidere la distribuzione delle quantità organiche, l'articolazione delle strutture dipendenti dalle unità dirigenziali, cioè gli uffici, dal Consiglio alla Giunta regionale, stride con la conclamata volontà di dare maggior peso al Consiglio regionale. In tale contesto diventa ancora più difficile convincere dell'opportunità di una operazione che prima aumenta sostanzialmente l'organico, e poi deciderà dove impiegarlo".
A notre sens des difficultés pourront également surgir quant à la détermination du nombre de personnel, de l'Administration régionale parce que cette disposition crée des difficultés d'interprétation également avec l'article 2 de la loi de 89, la loi n.° 63, portant réglementation en matière de conventions collectives, où l'institution "dei servizi e degli uffici" est prévue par loi régionale après avoir entendu les organisations syndicales.
Tandis que maintenant les effectifs à l'intérieur de ces mêmes bureaux sont fixés simplement par délibération du Gouvernement régional. Avec ces modalités il sera extrêmement difficile de fixer ou de déterminer exactement quel sera l'effectif de l'Administration régionale.
Parce que ce seront les dirigeants, les unités de direction, qui auront uniquement la fonction et la possibilité de vérifier le nombre d'effectifs ou de personnels qu'ils auraient à payer.
Pour ces raisons, et également parce que je crois que l'une des compétences que notre Statut attribue au Conseil c'est évidemment de fixer le montant des effectifs de l'Administration régionale et d'en réglementer la répartition et les fonctions - et nous croyons donc que cette compétence doit être exercée par le Conseil régional - que nous proposons de remplacer le deuxième alinéa de cet article 1 par le suivant "l'istituzione, la modificazione e la sop-pressione degli uffici o delle strutture comunque denominate, dipendenti dalle strutture dirigenziali, è disposta" non pas avec délibération du Gouvernement, "ma è disposta con deliberazione del Consiglio regionale", les autres dispositions restant inchangées.
Presidente Possiamo votare l'emendamento proposto dai consiglieri Viérin e Rollandin.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 34
Astenuti: 5 (Monami, Chenuil, Bajocco, Milanesio, Aloisi)
Favorevoli: 16
Contrari: 13
Il Consiglio non approva.
Trattandosi di riapprovazione di legge non è necessario votare gli articoli, a meno che non siano modificati. Possiamo quindi passare a votare il secondo emendamento proposto dai consiglieri dell'Union Valdôtaine.
Si tratta di un emendamento dell'articolo 4 del quale do lettura.
Emendement ""Sont ajoutés à l'article 4 les alinéas suivants:
1. Dans le cas de recrutement de personnels extraordinaires d'après les listes de placement ordinaire, l'ordre du classement et les priorités qui ont donné lieu à ce classement doivent être respectés.
2. Le personnel visé à l'alinéa précédent doit être recruté sur la base des listes de placement ordinaire de la Vallée d'Aoste, après réussite de l'épreuve de connaissance du français, et ne peut être chargé de fonctions autres que celles pour lesquelles il a été recruté.
Les fonctions de ce personnel ne peuvent être prorogées.""
Presidente Il consigliere Viérin intende illustrare l'emendamento proposto.
Viérin (UV) Simplement pour réaffirmer qu'au cours de la négociation avec les organisations syndicales, ces dernières dans des accords complémentaires, ont affirmé que "ribadiscono che il comma terzo dell'articolo 7 consente di reclutare personale straordinario, o mediante prove selettive e attitudinali, o attraverso il rispetto dell'ordine della graduatoria del collocamento ordinario".
De plus, vu qu'il y a cette non volonté d'aller réglementer une question qui pourrait là encore - au delà des affirmations du Président du Gouvernement - donner un sens concret à la transparence et à l'impartialité d'action de l'administration publique, je voudrais citer et donner, donc, lecture d'une lettre que les organisations syndicales ont envoyée au Président du Gouvernement, au directeur du Bureau régional pour l'emploi, et au Président de la Commission de coordination.
Lettre qui, à mon sens, mieux que ce que nous pouvons dire à l'intérieur de cette salle, qui, dans certains cas, peut paraître quelque chose d'instrumental par rapport à certaines finalités ou à certains objectifs d'ordre politique, je disais à mon sens met en évidence la réalité de ces problèmes.
Le fait qu'il s'agisse d'une lettre des organisations syndicales, et le fait que cette lettre soit signée par toutes les organisations syndicales, donne encore plus de poids aux argumentations qui sont exprimées.
Et donne également le sens de cette dichotomie entre les affirmations et les faits réels, les décisions et surtout de la perte de crédibilité et de confiance que l'opinion publique, que les jeunes, que la communauté a vis-à-vis de l'institution régionale.
Je donne donc lecture de cette lettre pour appuyer davantage le bien-fondé de ces amendements:
""Molti giovani disoccupati, valdostani, genitori, richiedono alle organizzazioni sindacali informazioni riguardanti le quantità, le qualifiche richieste dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati dalla Regione, nonché le modalità per partecipare a graduatorie, selezioni, o prove finalizzate ad un'eventuale assunzione, in particolare presso l'Amministrazione regionale.
Le organizzazioni sindacali, in occasione del rinnovo contrattuale 88-90, avevano concordato con l'Amministrazione regionale, tenendo conto delle oggettive necessità che presentano carattere eccezionale o straordinario e per la realizzazione di particolari e nuovi interventi in settori individuati con specifici progetti, di disciplinare le assunzioni del personale straordinario.
Questa intesa si è concretizzata con il recepimento della stessa nell'articolo 7 della legge regionale 24 ottobre 1989, n. 68.
Con questa norma, tenendo conto quindi delle esigenze di rapidità e della difficoltà di individuare con precisione le necessità occupazionali e della durata limitata del rapporto, il reclutamento del personale può avvenire mediante prove selettive attitudinali, appositamente bandite, o attraverso le graduatorie del collocamento ordinario per il personale da adibire a mansioni per le quali è prescritto il possesso del titolo di studio non superiore a quello della scuola dell'obbligo.
Abbiamo appreso invece che l'Amministrazione, quando provvede all'assunzione di personale a tempo determinato, a norma di questo articolo, per una parte rilevante delle assunzioni, con un'interpretazione unilaterale, attinge dalle liste trasmesse dall'ufficio regionale del lavoro senza rispettare le graduatorie e le priorità che hanno determinato la graduatoria stessa, o a quelle riferite alle esigenze dell'Amministrazione, realizzando così una metodologia simile a quelle usate per le richieste nominative consentite nelle assunzioni operate dai soggetti privati.
Questa procedura, a nostro avviso, oltre ad essere impropria, è contraria ad un'indispensabile trasparenza ed imparzialità di comportamento a cui la pubblica amministrazione è tenuta e crea tra i cittadini, i giovani disoccupati, le loro famiglie, un comprensibile malumore.
La rilevanza e l'attenzione che occorre avere per questo fenomeno è determinata inoltre dall'elevato ricorso a questa procedura, infatti dall'entrata in vigore della legge alla data odierna ha riguardato circa 250 lavoratori dei quali molti di questi vengono utilizzati da parecchio tempo in compiti di istituto.
Le organizzazioni sindacali richiedono che l'applicazione della normativa in oggetto e le modalità di applicazione in discussione siano improntate alla massima pubblicizzazione tra i cittadini e ancorate a criteri selettivi e di imparzialità, indispensabili alla natura pubblica del rapporto di lavoro del personale in discussione.
Le Segreterie regionali CISL - CGIL - SAFT e UIL.""
Je pense que la présentation de ces amendements pourrait permettre de vérifier si ces principes sont acceptés, s'il y a ou non la volonté de faire de l'impartialité et de la transparence d'action de l'Administration publique un élément de gouvernement ou si l'on veut continuer avec les procédures actuelles qui sont des procédures qui participent tout simplement du clientelisme.
Presidente Ha chiesto d'intervenire il Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Io ringrazio il Consigliere Viérin per l'illustrazione compiuta e precisa dell'emendamento, mi rincresce peraltro dover dire che la maggioranza voterà contro.
Presidente Se non vi sono altre richieste d'intervento, possiamo passare a votare l'emendamento proposto dal Consigliere Viérin e dagli altri consiglieri dell'Union Valdôtaine.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 33
Favorevoli: 14
Contrari: 19
Il Consiglio non approva.
Possiamo passare all'emendamento all'articolo 28, emendamento proposto dalla Commissione, che chiede di sopprimere all'articolo 28 il terzo comma, quindi chi è d'accordo per la soppressione vota a favore, chi non è d'accordo vota contro.
La parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Su questo emendamento noi voteremo a favore.
Presidente Votiamo l'emendamento soppressivo del terzo comma dell'articolo 28.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Astenuti: 15 (Agnesod, Riccarand, Bich, Mostacchi, Louvin, Faval, Andrione, Viérin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Marcoz, Voyat, Perrin e Maquignaz)
Favorevoli: 20
Il Consiglio approva.
A questo punto, essendo modificato l'articolo 28, dobbiamo votare la riapprovazione dell'articolo 28 emendato, del quale do lettura.
Articolo 28 (Personale addetto alle manifestazioni)
1. In sede di prima applicazione il concorso per la copertura dei posti di nuova istituzione della qualifica di assistente alle manifestazioni è riservato al personale non di ruolo che abbia già prestato compiti di assistenza alle manifestazioni organizzate dai diversi settori dell'Amministrazione e che risulti in possesso dei requisiti prescritti dalle vigenti disposizioni, fatta eccezione per l'età massima.
2. Le nomine nei posti vacanti di cui al primo comma sono disposte secondo l'ordine di graduatoria. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge le graduatorie dei concorsi per la qualifica di assistente alle manifestazioni hanno validità biennale.
Presidente I consiglieri sono pregati di votare l'articolo 28 emendato.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 35
Astenuti: 15 (Agnesod, Bich, Mostacchi, Louvin, Faval, Andrione, Viérin, Rollandin, Vallet, Marcoz, Voyat, Perrin, Stévenin, Lanivi e Maquignaz)
Favorevoli: 19
Contrari: 1
Il Consiglio approva.
Possiamo passare a votare l'emendamento all'articolo 30 proposto dai consiglieri dell'Union Valdôtaine in cui si chiede di sostituire, dopo le parole "è fissata una riserva"; "del 20 per cento " con "del 50 per cento ".
La parola al Consigliere Rollandin per l'illustrazione dell'emendamento.
Rollandin (UV) Je crois que le problème Cogne dans les journées à venir tiendra encore la place d'honneur parmi les arguments importants.
On a dédié à cet argument une journée dans le Conseil extraordinaire il y a quelques mois; il y a quelques jours une demi journée; et sur ce point on a fait un effort pour trouver une solution unitaire pour donner la possibilité d'examiner tout ce qui est possible faire encore pour intervenir d'une façon sérieuse.
Au moins pour comprendre ce qui est possible faire pendant ces mois avant la période estivale et présenter au Conseil l'argument d'une façon la plus complète possible. Je crois que l'Assemblée qui s'était tenue au Palais régional avec les représentants soit des différentes organisations syndicales que des travailleurs, avait sollicité, je veux le rappeler, ce point.
Et dans cette occasion les mêmes représentants du Gouvernement régional, avaient assuré qu'il y aurait eu une réponse adéquate. Je crois que la réponse était dans les termes qu'on vient de rappeler et que je crois l'Assesseur a évoqué dans cette matinée.
J'estime donc que ce serait difficile expliquer la raison pour laquelle on ne veut pas accepter cet émendement, compte tenu qu'il y aurait des soi-disantes difficultés pour ce qui est du Président de la Commission de coordination qui doit examiner cette loi.
Et je le dis surtout à présent, que tous les autres émendements ont été repoussés, et par conséquent à cette loi il y aurait deux émendements: un émendement qui va dans l'indication que le Président même a sollicité, et l'autre émendement, qui est le suivant, qui va dans la direction de la loi nationale.
Et par conséquent je crois que ce serait impossible d'imaginer qu'il y ait, de la part de cet organe, des remarques. Je répète: impossible.
Et par conséquent il n'y a même pas la doute qu'il y ait une perte de temps, car comme on analyse la loi dans le même délai, on analyse en qiunze jours, en trente jours, il n'y aurait pas de difficulté de dire: "mais, si par hasard il y aurait d'autres remarques sur les émendements on pourrait à nouveau reprendre l'iter de la loi et il y aurait la possibilité de redémarrer une autre fois".
Je crois que cette possibilité est exclue, compte tenu que c'est le dernier émendement, les autres ont été repoussés, et par conséquent il n'y a pas de doutes.
Cet émendement reprend ce que la loi nationale a dit dans le secteur du chômage technique, et par conséquent je crois que c'est le minimum qu'on peut faire dans cette occasion pour être cohérents et pour donner vraiment le sens de l'engagement qui autrement risquerait d'avoir des délais qui sont difficilement compréhensibles.
On dit: "mais on ira reprendre ce thème avec les forces syndicales". Mais les forces syndicales sur ce thème ont déjà exprimé leur avis: ils ont dit qu'ils étaient d'accord. Il n'y a plus de sens de reprendre l'argument avec les forces mêmes.
Les mêmes forces syndicales connaissent la situation du point de vue de l'argument concerné.
Et alors je crois que c'est important qu'il y ait une prise de position sur cet argument, qui soit cohérente et à même de résoudre un problème concret.
Presidente La parola al Presidente della Giunta.
Bondaz (DC) Io non voglio fare della polemica, ma non vorrei neanche essere preso in giro.
Se si crede di poter risolvere il problema eventuale - ci auguriamo che questo non avvenga - della Cogne trasportando il 20 per cento al 50 per cento , credo che sia una cosa ridicola.
Se ho capito male chiedo scusa.
Tenuto conto del fatto che nella legge è prevista questa riserva a favore dei cassaintegrati per il secondo, terzo e quarto livello, proprio perché si riteneva che queste fossero le categorie, i livelli, più utilizzati.
Avevo già detto, adesso non ho qui i dati, nella discussione che si era fatta la volta scorsa, che il quantitativo completo di queste persone si aggirava sulle 160-130-140, adesso non vorrei dire una cifra inesatta; anche se noi portassimo dal 20 al 50 per cento, arriveremmo comunque a dei livelli sempre estremamente bassi.
Nella discussione che si era fatta la volta scorsa avevo anche detto che se su questo problema - voglio ripetere e i verbali ne faranno giustizia - dovesse succedere quello che nessuno di noi auspica a livello della nazionale Cogne, la Regione sarebbe stata impegnata a risolvere questo problema proprio sulla base di questa legge nazionale.
Ripeto qui che io m'impegno, su questo punto preciso - l'ho già detto, ma lo voglio ripetere perché è meglio che si chiariscano le cose perché poi qualcuno magari non capisce - a riconvocare i Sindacati, a riesaminare con i Sindacati non solo il 20 e il 50 per cento , che sarebbe il manico della scopa, ma riesaminare punto per punto quelli che sono i livelli, in modo da valutare con loro le possibilità che ha l'Amministrazione.
Con questo impegno e siccome siamo orientati in questa prospettiva, il gruppo di maggioranza si asterrà su questo emendamento.
Presidente Possiamo passare quindi a votare l'emendamento.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 34
Astenuti: 18 (Cout, Rusci, Lavoyer, Beneforti, Lanièce, Bondaz, Martin, Limonet, Mafrica, Pascale, Monami, Chenuil, Bajocco, Milanesio, Aloisi, Trione, Chiofalo e Ricco)
Favorevoli: 16
Il Consiglio non approva.
Votiamo su tutto il testo che va riapprovato ai sensi dell'articolo 31, naturalmente con l'articolo 28 emendato.
Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin.
Viérin (UV) Pour déclaration de vote.
Je crois qu'après le débat qui s'est tenu aujourd'hui et après vérification de la fermeture la plus totale de la part de cette majorité aux différentes suggestions, aux différentes propositions, même aux différentes possibilités qui lui étaient offertes de modifier positivement ce projet de loi, nous ne pouvons que confirmer notre jugement négatif sur la loi dans sa globalité, et donc confirmer notre vote contre ladite loi.
Presidente Se non vi sono altre richieste d'intervento i consiglieri possono votare sulla riapprovazione del testo presentato.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 34
Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)
Favorevoli: 18
Contrari: 14
Il Consiglio approva.
Sono le ore 12,44 penso di poter dichiarare chiusa la seduta interpretando la volontà unanime dei consiglieri; i lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta.
