Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3036 du 22 janvier 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3036/IX Carenza di personale presso le poste dislocate sul territorio della Valle d'Aosta. (Interrogazione)

Presidente Do lettura dell'interrogazione del Consigliere Riccarand.

Interrogazione Appreso che l'organico della Direzione delle Poste per il territorio della Valle d'Aosta presenta gravi carenze di personale, in particolare per quanto riguarda i portalettere; Rilevato che tale situazione, che si protrae da tempo, crea disagio fra i lavoratori delle Poste e disservizi per i cittadini;

Rilevato che le sostituzioni degli assenti vengono fatte con agenti straordinari assunti per 90 giorni sulla base di criteri e graduatorie che non tutelano in nessun modo la manodopera valdostana, con il risultato che vengono chiamate da fuori Valle molte persone per un lavoro precario di tre mesi;

Appreso che anche per quanto riguarda le poche assunzioni in ruolo che vengono effettuate non c'è nessuna forma di tutela della manodopera locale;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo interroga il Presidente della Giunta per sapere:

1) se è a conoscenza della grave situazione di carenza di personale previsto da tempo presso le Poste di Aosta e della regione;

2) se sono state assunte delle iniziative per sollecitare gli organi competenti ad assumere le opportune iniziative;

3) se sono stati sollecitati provvedimenti per meglio tutelare la mano-dopera locale sia nelle assunzioni temporanee sia in quella di ruolo."

Presidente Chi intende rispondere? La parola al Presidente della Giunta.

Bondaz (DC) La situazione estremamente critica in cui versa da tempo il servizio postale della nostra regione, a causa in particolare della carenza di personale, è ben nota alla presidenza della Giunta regionale la quale, già nel luglio scorso - a seguito di un incontro avuto con le organizzazioni sindacali di categoria per approfondire la suddetta problematica - ebbe modo, con nota in data 9 luglio 1991 - di cui potrò dar lettura se sarà oggetto di discussione - di rappresentare al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni tale situazione.

Con successiva lettera in data 12 settembre 1991, il Ministro Vizzini assicurò di aver immediatamente sollecitato i competenti uffici perché venissero adottati opportuni provvedimenti per eliminare gli inconvenienti segnalati e si riservò di fornire ulteriori e più concrete notizie al riguardo. A tutt'oggi la pratica non ha avuto ulteriori sviluppi.

Della questione è stato nel frattempo interessato anche il comitato provinciale - lo dico fra virgolette, perché per quanto ci riguarda dovrebbe intendersi "comitato regionale" - della pub-blica Amministrazione, previsto dall'articolo 17 del disegno di legge 13 maggio 1991, n. 592, convertito nella legge 12 luglio 1991, n. 103, avente compiti di coordinamento delle attività statali in ambito provinciale, al fine di assicurare il buon andamento, l'imparzialità e l'efficienza dell'azione amministrativa.

In occasione della riunione del suddetto organismo tenutasi il 16 gennaio ultimo scorso, il direttore delle Poste di Aosta ha fatto pervenire una dettagliata relazione sull'attività dei servizi postali della nostra regione nella quale viene, tra l'altro, evidenziata la grave carenza di personale che rappresenta un rilevante ostacolo all'espletamento dei servizi postali. Lo stesso direttore così precisa: "La carenza riguarda tutte le categorie, ma tra i portalettere rurali tocca il livello allarmante del 24 percento. Per farvi fronte il principale strumento previsto - assunzione temporanea di personale precario - oltre che inadeguato qualitativamente per la minore professionalità dei sostituti che si traduce anche in minor resa, è del tutto insufficiente sul piano quantitativo per l'esiguità dei fondi disponibili. Le altre misure - prestazioni straordinarie nelle forme dell'abbinamento di più zone di recapito fra un numero inferiore di portalettere - hanno limiti oggettivi oltre che nel numero degli uffici nei quali è applicabile, anche nelle limitazioni stabilite dagli accordi sindacali in atto e nelle stesse possibilità fisiche del personale chiamato ad adottarle."

In conseguenza di ciò e per evitare irregolarità nello svolgimento del servizio, è stato necessario ridurre drasticamente - ed in alcuni periodi bloccare del tutto - l'erogazione dei congedi, determinando in tal modo vivo malcontento fra i dipendenti interessati, ciascuno dei quali ha mediamente un residuo di dciannove giorni di congedo. Questo stato di cose è la causa dell'agitazione recentemente indetta dalle organizzazioni sindacali di categoria, sollecitate dalle proteste provenienti dalle strutture di base, o da soggetti operanti in piena autonomia.

E' necessario aggiungere, purtroppo, che talune misure recentemente adottate dall'Amministrazione postale per migliorare la situazione, quali l'assunzione di personale in via definitiva e l'erogazione annuale di fondi per l'impiego di portalettere precari, appaiono del tutto insufficienti.

Nel primo caso, il ricorso alla chiamata di fattorini iscritti nelle liste di collocamento locale, non ha dato il risultato sperato, di utilizzare con immediatezza un adeguato numero di lavoratori disoccupati, giovani e residenti in Valle, quindi pienamente inseriti nella realtà locale e ad essa vincolati stabilmente. A fronte della necessità di assumere circa trenta portalettere, il provvedimento riguarda infatti solo cinque unità, delle quali tre provenienti da personale in cassa integrazione, quindi in età avanzata e certamente non motivati ad intraprendere una nuova attività tanto diversa dalla precedente e peraltro faticosa e distante dalla propria residenza.

Due dei tre lavoratori in cassa integrazione indicati dall'Ufficio di collocamento, hanno infatti fatto pervenire certificazione di inidoneità a svolgere mansioni di portalettere. I rimanenti due sono lavoratori provenienti dal Meridione d'Italia, i quali, trasferendo la propria iscrizione dalle liste di collocamento dei luoghi d'origine a quelle della Valle, per il migliore punteggio posseduto, hanno superato gli iscritti locali. Sulla base delle esperienze fatte in ogni settore della pubblica Amministrazione, è lecito presumere che anche costoro nutrano la speranza di un futuro trasferimento nei luoghi d'origine. Probabilmente ne conseguirà un lungo contenzioso di assenze per malattia.

L'altro strumento adottato per arginare la grave situazione - ricorso al personale straordinario, con fondi assegnati annualmente e non trimestralmente come in passato - risulta di più agevole utilizzazione, ma ugualmente inidoneo per l'insufficienza degli stanziamenti.

In verità è prevista una generale riorganizzazione dei servizi di recapito, la quale tra l'altro prevede, per le località più remote, con insediamenti umani sparsi e di minima entità, l'installazione in luoghi opportuni - borgate, crocicchi - di caselle postali chiuse dalle quali gli utenti della zona preleveranno direttamente la corrispondenza a loro indirizzata. Ciò eviterà, come oggi frequentemente accade, lunghissimi percorsi di recapito per la consegna di pochissimi oggetti - spesso stampe pubblicitarie di nessun interesse per il destinatario a persone residenti in case isolate - con altissimi costi per l'erario e di scarsissima utilità sociale.

Da una prima analisi della situazione della Valle si ritiene però che il personale recuperabile attraverso questo ed altri provvedimenti previsti dalla riorganizzazione, sia minimo. In ogni caso non è prevedibile a breve scadenza un concreto miglioramento per questa via.

D'altra parte le carenze di personale, invero di entità minore, riguardano anche altre categorie di dipendenti postali, soprattutto i maggiori livelli, e sono destinati ad aumentare, per effetto di pensionamenti anche prossimi.

Ciò evidenziato, si fa presente che sarà cura della Presidenza della Giunta regionale, utilizzando anche le informazioni ed i suggerimenti che scaturiranno in sede di Comitato provinciale della pubblica amministrazione, seguire l'evolversi della situazione in esame, intervenendo altresì nelle sedi opportune affinché vengano fornite precise dimensioni circa l'assunzione di opportune iniziative che permettano di ovviare le carenze di personale presso i servizi postali della regione.

Presidente La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Avevo presentato questa interrogazione perché la situazione critica che c'è nel settore delle poste, in particolare per quanto riguarda - come diceva il Presidente della Giunta - il settore dei portalettere ai cosiddetti rurali, è una situazione ormai grave, che perdura da troppo tempo, con notevole disagio tra i lavoratori e con notevoli carenze anche per quanto riguarda la consegna della posta all'utenza.

Prendo atto, intanto della relazione molto accurata con cui il Presidente della Giunta ha voluto rispondere all'interrogazione, e di questa iniziativa che è già stata assunta - se ho capito bene - nel luglio scorso nei confronti del Ministro delle Poste. Devo però anche rilevare che non mi risulta che ci sia stato in questi ultimi mesi un cambiamento della situazione, quindi gli impegni che il Ministro Vizzini si era sostanzialmente assunto, sono stati fondamentalmente disattesi, perché la situazione di carenza del personale non è migliorata.

Sono in previsione queste cinque, sei o sette assunzioni che non sono ancora andate in porto e che comunque non modificano la situazione di grave carenza del personale, poi ci sono grossi problemi - come ho sentito anche dalla relazione del Presidente della Giunta - anche per quanto riguarda le modalità d'assunzione che non tutelano assolutamente la mano d'opera locale, nè per quanto riguarda gli agenti straordinari, trimestrali, nè per quanto riguarda le assunzioni in ruolo.

Ho sentito anche di questo problema della riorganizzazione del servizio di recapito, con l'ipotesi di non consegnare più la posta a domicilio, presso le utenze isolate, concentrando invece la posta in cassette ubicate in determinati punti, che poi gli utenti dovrebbero andare a ritirare. Mi sembra, rispetto alla realtà della nostra regione, un passo indietro del servizio postale, che è un servizio di carattere sociale e quindi mi sembra abbastanza discutibile questa impostazione che si vuol dare al servizio di recapito.

Anche se va chiaramente detto che questo non è un settore, una materia, di competenza diretta e primaria dell'Ammini-strazione regionale, per cui noi non possiamo assumere in prima persona l'iniziativa, io credo che un'ulteriore iniziativa di pressione nei confronti delle autorità statali competenti ed in particolare nei confronti del Ministero delle poste, sia necessaria. Necessaria perché le assunzioni che dovevano essere fatte sono previste in modo del tutto insufficiente, quindi tale da non risolvere tutti i problemi di abbinamenti, di cumulo di straordinari e di grosse difficoltà per i portalettere; inoltre sono anche molto discutibili in base ai criteri.

La richiesta che io farei al Presidente della Giunta è di tornare alla carica rispetto al Ministro ed all'Amministrazione delle Poste in generale, per quanto riguarda la questione delle assunzioni, che sono sicuramente da fare.

C'è poi anche il problema delle modalità delle assunzioni. Ad esempio viene fatto un concorso per le persone che devono essere assunte a Torino, credo che sarebbe legittimo fare una richiesta come Amministrazione regionale che questi concorsi si facciano ad Aosta per il personale che viene assunto per il compartimento della nostra regione. Quindi chiedere che vengano fatti i concorsi ad Aosta, che vengano nominati degli esperti locali per quanto riguarda l'accertamento della conoscenza della lingua francese; che ci sia una maggiore possibilità di controllo, svolgendosi in sede locale, sul modo in cui vengono fatti questi concorsi, perché abbiano certi requisiti di serietà.

Anche per quanto riguarda la riorganizzazione del servizio di recapito credo che sarebbe opportuno esprimere delle perplessità da parte dell'Amministrazione regionale, perché il fatto di non consegnare più la posta alle utenze isolate, ma di mettere una casella postale dove poi i cittadini devono andare a recuperare la posta, credo che possa ispirarsi ad un criterio di razionalizzazione e riduzione dei costi, ma non è sicuramente un miglioramento del servizio, è sicuramente un passo indietro.

Credo che anche questa non sia assolutamente una cosa positiva per quanto riguarda la nostra regione. Io chiedo che ci siano questi ulteriori interventi da parte della Giunta regionale, perché sia modificata una situazione che si sta aggravando anziché migliorare.

Chiederei infine al Presidente della Giunta se può farmi avere copia della risposta che ha dato all'interrogazione, in modo che possa acquisirla agli atti ed esaminarla con più calma.