Objet du Conseil n. 2645 du 23 octobre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2645/IX Applicazione della legge 27 marzo 1991, n. 12, recante: "Criteri per le nomine e le designazioni di competenza regionale" (Interpellanza).
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Riccarand, Andrione, Bich e Lanivi:
Interpellanza Premesso che per le nomine di rappresentanti della Regione in varie società, istituti e fondazioni sono state presentate, in base alla legge regionale 27 marzo 1991, n. 12, 774 candidature;
Rilevato che la Commissione per le nomine, con decisione assunta dalle forze di maggioranza in contrasto con quanto previsto dall'articolo 6 della legge, non ha provveduto ad esaminare la documentazione presentata, ad esprimere il proprio parere e a trasmetterlo alla Giunta ed al Consiglio regionale;
Sottolineato che procedendo in questo modo si svuota la legge sulle nomine dei suoi contenuti innovativi;
i sottoscritti Consiglieri regionali
interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) se intende provvedere alle nomine di sua competenza pur in assenza del parere della commissione previsto dall'articolo 6 della legge 27 marzo 1991, n. 12; in caso affermativo si chiede di conoscere chi la Giunta ha designato per le varie cariche e sulla base di quali criteri;
2) se condivide l'atteggiamento assunto nella Commissione nomine dai commissari delle forze di maggioranza;
3) se ritiene conforme ai principi della trasparenza e della non-lottizzazione il fatto che le proposte per le nomine vengano concordate al di fuori degli organi consiliari;
4) se ritiene produttivo ai fini dei lavori del Consiglio regionale che l'esame delle varie candidature, in assenza di un lavoro preparatorio fatto in Commissione, avvenga direttamente in aula.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) Une loi qui ne peut être appliquée ou qui est réduite à une espèce d'organisme bureaucratique, qui prend acte qu'un certain nombre de citoyens a affronté les frais nécessaires pour présenter une certification assez imposante, est une loi qui ne peut pas marcher.
Nous ne voulons pas reprendre les polémiques qu'il y a eu dans cette commission très vaste, parce qu'elle comprend la II commission plus les chefs de groupe, et vraiment c'est le cas de dire que la montagne n'est pas à même d'accoucher même pas d'une souris, parce qu'elle devrait faire le travail qu'un simple employé pourrait faire, et dans le but de trancher cette discussion, je propose la résolution suivante:
Le Conseil régional, considérant les difficultés d'application de la loi 12 du 27 mars 1991, dues à des interprétations discordantes de la loi susdite, donne mandant à la Junte régionale de présenter dans le délai de deux mois une proposition de modification de la loi....
Presidente M. Andrione, le règlement ne permet pas pendant la discussion d'une interpellation, de poser une résolution à l'ordre du jour.
Andrione (UV) Je le fais sous forme de recommandation, tant le texte est tellement court que cela n'a aucune importance.
Je disais: une modification de la loi n. 12 telle à lui donner une signification qui en permet l'application.
Cela veut dire que la majorité qui a donné une interprétation telle à châtrer cette loi, peut très bien proposer son abrogation parce qu'elle n'est pas conforme aux idées que la majorité se fait en ce moment en cette matière: ou peut lui donner une signification telle que la commission prévue puisse faire le travail pour lequel on pourrait arriver à des désignations pour les différentes institutions qui dépendent du Conseil régional, qui ne soient pas de nominations purement politiques.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Sicuramente qui ci troviamo di fronte ad un comportamento a mio avviso molto grave da parte di Consiglieri della maggioranza, perché c'è un tentativo di affossare questa legge sulle nomine, che pure era stata presentata, come è secondo me, come un elemento di novità positivo all'interno della legislazione regionale.
In sostanza cos'è successo? Sono state presentate, in base all'avviso pubblico che era stato fatto, delle domande numerose per ricoprire alcuni posti che erano vacanti per una serie di società, di fondazioni e di istituti. Le candidature presentate sono 773, le persone che hanno presentato candidature sono 181 (perché ci sono delle persone che hanno presentato più di una candidatura) ed ognuna di queste persone oltre ai propri dati anagrafici ha presentato i titoli di studio, il curriculum professionale con una serie di valutazioni rispetto alla carica per cui si candidava, l'elenco delle cariche pubbliche e delle cariche di società a partecipazione pubblica e di società private già ricoperte, e infine il certificato generale del casellario giudiziario e il certificato dei carichi pendenti.
E' stata depositata una certificazione di un certo rilievo, che ai sensi della legge doveva essere trasmessa alla commissione per le nomine e doveva essere oggetto di esame da parte di questa commissione.
L'articolo 6 dice chiaramente che, scaduto il termine per la presentazione delle candidature, le proposte di candidatura sono trasmesse alla commissione per le nomine perché esprima il suo parere; la commissione per le nomine, entro venti giorni dal ricevimento della documentazione, esprime il proprio parere e lo trasmette all'organo regionale a cui spetta la nomina o designazione.
Questo lavoro che doveva fare la commissione, che era un lavoro importante, perché si trattava di esaminare per ogni nomina da fare i nomi che erano stati proposti, il curriculum, le qualità eccetera, per fare alla fine una proposta rivolta alla Giunta o rivolta al Consiglio, che avrebbero potuto accogliere quella proposta, modificarla nella loro sovranità, non è stato fatto, per cui adesso ci troviamo in una situazione in cui la Giunta si troverà a fare una serie di designazioni di sua competenza senza un lavoro istruttorio, mentre il Consiglio si troverà a fare un'altra serie di designazioni (penso fin dal prossimo Consiglio regionale) senza avere anche qui un lavoro istruttorio. In sostanza, un elemento centrale della legge è venuto meno per un comportamento politico che è inaccettabile.
Il Consiglio si ricorderà che quando discutemmo della commissione, ci fu anche una controversia all'interno del Consiglio fra chi riteneva che era sufficiente la II commissione per fare il lavoro istruttorio, per formulare una proposta, per formulare un parere, perché si tratta comunque di un parere non vincolante (non è una decisione e non è neanche una graduatoria, è semplicemente un parere della commissione), e fra chi (in particolare alcuni Consiglieri della maggioranza) riteneva indispensabile che questa commissione fosse una commissione larga, rappresentativa, con addirittura quale presidente il Presidente del Consiglio regionale.
Dopo di che questa commissione, che è composta dalla II commissione, più tutti i Capigruppo, più il Presidente del Consiglio, si è riunita e non ha fatto altro che prendere atto delle domande che sono state presentate e basta; non ha visto nessun documento, non ha valutato niente, non ha preso in esame i curricula, non ha esaminato i certificati penali, non ha fatto nessun lavoro istruttorio. Adesso tutto quanto passa alla Giunta e al Consiglio senza che questo lavoro importante sia stato fatto.
Ci sono delle persone che già sono in carica presso queste società e questi istituti, che hanno presentato domanda per essere rinnovati; bisognava fare un minimo di esame se era opportuno una loro riconferma o meno. Ci sono più o meno sempre le stesse persone, soprattutto parlo dei colleghi dei revisori dei conti, che hanno presentato domanda un po' per tutti i collegi, e attraverso un lavoro fatto collettivamente in commissione non era difficile distribuire queste presenze un po' in tutti i collegi, anche per evitare che ci siano delle persone che magari sono presenti in tanti collegi dei revisori e altre che sono escluse da tutti, anche per evitare il cumulo di cariche.
Questo è un lavoro che andava fatto in commissione, è veramente indecente che questo lavoro non sia stato fatto per una presa di posizione che era preoccupata del fatto che certi nomi, che si vogliono far passare per forza in determinate società, potessero essere messi in discussione in un lavoro di commissione. Questa è una cosa che a nostro avviso è inaccettabile, è contro lo spirito della legge e va ad affossare questa che era una riforma importante nella legislazione regionale.
Con l'interpellanza i presentatori chiedono in particolare alla Giunta che si esprima rispetto a questa vicenda, per sapere che cosa vuole fare, se intende procedere alle nomine anche in assenza del parere della commissione, se intende invece formalizzare una richiesta di parere alla commissione, se ha già fatto dei passi in avanti, ha già assunto delle decisioni.
Non so cosa abbia intenzione di fare la Giunta, certo rimane il fatto che, se non viene corretta questa impostazione, data finora in questo mese, da parte dei lavori della commissione, viene a mancare uno degli elementi fondamentali della legge, per cui tutta una richiesta di documentazione e un lavoro che poteva essere fatto viene vanificato.
Aspettiamo di conoscere la risposta della Giunta, per sapere se ha esaminato questo problema e quali sono le sue valutazioni.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind)La legge n. 12/91 non è stata una legge ininfluente e marginale nella vita politica della nostra Regione di questo anno ammini-strativo, perché su questa legge si erano appuntati gli impegni programmatici di alcune forze politiche che entravano in quel mo-mento nella maggioranza, quindi volevano caratterizzare la loro presenza proprio con una chiarezza di impegno nelle procedure, nella divisione del potere, nella attribuzione delle cariche e degli incarichi pubblici che fosse esemplare, in modo che si manifestasse una piena trasparenza nelle procedure e nelle scelte.
Su questa legge si erano appuntate le critiche e le prese di posizione di molti partiti, io stesso facevo parte di una commissione di maggioranza che studiava ed unificava i due progetti di legge per portarli all'approvazione del Consiglio, erano state sottolineate diverse riserve sul testo della legge, ma ancora di più sul metodo con cui si arrivava ad un dibattito consiliare, erano state date delle assicurazioni di massima, precise, che finalmente con una legge sulle nomine pubbliche avremmo avuto una scelta confortata dalla massima chiarezza nei nuovi organigrammi e che quindi la lottizzazione sarebbe sparita.
Dobbiamo registrare che a tutt'oggi mi sembra ci siano delle vistose marce indietro, che i partiti che allora avevano sostenuto questa legge, in modo particolare il PDS che l'aveva presentata come l'elemento di punta e dirimente per entrare in maggioranza, oggi di fatto ribassi questa legge ad un puro schema burocratico per la raccolta di firme per l'adesione o il collocamento in incarichi pubblici.
Sarebbe il caso di conoscere qual è il pensiero della Giunta su questo punto, conoscere il pensiero dei promotori di questa legge per sapere se sono stati rispettati i canoni e i principi, soprattutto conoscere qual è la valenza che si vuole attribuire ad un articolato che poi alla fine dei conti non incide assolutamente sul metodo del patteggiamento che si è instaurato fra i partiti, perché già si conoscono all'esterno in modo diffuso quali sono i nuovi organigrammi nei vari posti cosiddetti di sottogoverno, si conoscono benissimo gli impegni fra i partiti di maggioranza, sappiamo benissimo che fra le 774 persone ne saranno scelte 61, 62 o 63, non so quante, in base a rigidi statici criteri partitici delle formazioni politiche esistenti in Consiglio e quindi all'utilità che si vuole attribuire a questo tipo di scelte.
Vorremmo sapere graziosamente se questa legge, su cui abbiamo versato anche qualche goccia di sangue e qualche piccola lacrima, deve arenarsi sulle secche poderosamente demagogiche e burocratiche di un atto amministrativo qualsiasi.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (AI) Sarò brevissimo perché gran parte delle motivazioni sono già state espresse dagli interpellanti che mi hanno preceduto.
Vorrei fare solo due notazioni per lo stato di delusione sia dei candidati, cioè di coloro che hanno fatto una domanda pensando che la pubblicizzazione di certi incarichi spettanti come definizione di incarico alla Giunta o al Consiglio regionale, potesse essere un banco selettivo fondato sulle capacità, sulla professionalità e sulla competenza. Così non è stato: l'impressione mia personale ricavata dal lavoro della Giunta, ma credo non solo mia, è che la ripartizione fosse già avvenuta prima e che quindi le speranze di questi candidati o di coloro che avevano presentato la loro proposta di nominativo per gestire certi incarichi, fondati sulle capacità personali, sia andata profondamente delusa.
Ma accanto alle delusioni dei candidati vi è la delusione della commissione. Qui si è riunita una commissione per sentirsi dire che la commissione è totalmente inutile, cioè che il compito della commissione sarebbe stato un compito di tipo puramente burocratico che già gli uffici facevano; quindi quella commissione in qualche maniera rappresentativa non solo di alcuni Gruppi, ma di tutti i Capigruppo, altro non aveva se non prendere atto delle considerazioni degli uffici e con quello aver finito il proprio lavoro.
Questa interpellanza a mio parere vuole esprimere una delusione ed in qualche modo una protesta che non è solo dei commissari, ma di coloro che in buona fede pensavano che, proponendosi con le loro capacità, avessero qualche titolo o fossero stabilite delle condizioni per concorrere in maniera non biecamente ripartita o su determinazione delle forze politiche, a mettere le loro energie a disposizione.
Così non è stato, per cui l'interpellanza vuol chiedere alla Giunta come intende agire, altrimenti molto meglio sarebbe abolire non solo la commissione, ma l'intera legge e non ingannare soltanto la commissione, ma l'opinione pubblica valdostana con dichiarazioni forti di principio e poi miseramente naufragate al momento della verifica pratica.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore dell'Ambiente, Territorio e Trasporti Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (DC) Nelle premesse dell'interpellanza si afferma che la commis-sione per le nomine non ha provveduto ad esaminare la documentazione presentata ed esprimere il proprio parere, e a trasmetterlo alla Giunta ed al Consiglio regionale. Procedendo in questo modo - si sottolinea ancora nelle premesse - si svuota la legge sulle nomine dei suoi contenuti innovativi. Ed è quanto hanno sostenuto tutti i firmatari dell'interpellanza nel loro intervento.
A parere della Giunta regionale queste asserzioni non sono condivisibili, in quanto risulta che la commissione ha espresso il suo parere al riguardo, e peraltro non risulta che la legge sia stata svuotata dei suoi contenuti innovativi perché, stando alla lettera della legge, la commissione è esclusivamente competente ad esprimere un parere sulle nomine, non certo a formulare delle graduatorie, come qualcuno forse avrebbe voluto, andando ben al di là del dettato normativo. La competenza a provvedere alle nomine, infatti, rimane riservata alla Giunta ed al Consiglio regionale.
Pertanto, sulla base del parere già espresso dalla commissione, la Giunta procederà alle designazioni di sua competenza.
I criteri ovviamente saranno quelli della professionalità non disgiunta da un rapporto di fiducia che deve necessariamente sussistere nei confronti di chi alla nomina è designato e quindi poi nominato.
Quanto ai quesiti di conseguenza posti ai punti 2, 3 e 4, la Giunta regionale condivide la impostazione seguita dalla commissione consiliare, in quanto un comportamento diverso avrebbe potuto significare una prevaricazione nei confronti dell'organo competente ad effettuare le nomine, sia esso la Giunta che il Consiglio per quanto di sua competenza. Se le commissioni avessero fatto quel lavoro preparatorio che gli interpellanti avrebbero voluto, questo avrebbe significato una sottrazione di competenze agli organi cui la legge attribuisce i poteri per le nomine.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (AI) Voglio riprendere un'affermazione già fatta in questo Consiglio molti anni fa: l'organo si nasconde dietro la classica foglia di fico. Credo di avere tutti i motivi non solo per non dichiararmi soddisfatto, ma per elevare una protesta: questa è una presa in giro, e qui lo dico dato che qualcuno parlava di centralità del Consiglio, quindi la centralità non solo non c'è, ma si prende in giro non solo la gente, ma anche il Consiglio regionale.
Per dare risposte del genere pregherei l'Assessore Fosson di non farlo, di accettare il mio consiglio, che è onesto e corretto, di abrogare quella legge, di non parlare più di trasparenza e di continuare a nascondersi dietro la classica foglia di fico.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind) Penso che non sia neanche necessario mettere la foglia di fico, l'organo non ha bisogno di essere nascosto.
Cari compagni comunisti, se la trasparenza è questa qua, mi sembra che le notizie che ci arrivano dall'archivio del PCUS siano opere dilettantesche.
Prendiamo atto che è così, che la trasparenza non va al di là di tanto, teniamo conto che se vogliamo avere un po' di buon gusto, almeno abroghiamo la legge. In questo modo faremo a meno di prendere in giro quelle 712 persone (anche se magari qualcuno sarà pescato fuori dal vaso) che vedranno in questa procedura ancora una volta una presa in giro del socialismo reale, perché questo è un atto di socialismo reale, tipico, classico della doppia morale.
Questa è la doppia morale: la morale della trasparenza fatta con la legge 12/91 e la morale reale che è quella che resta sempre, almeno la conosciamo, che è quella della spartizione e della lottizzazione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) Simplement pour déclarer que bien que notre sens de l'humour soit connu, nous ne pouvons pas participer à cette commission. C'est absolument inutile, parce qu'à ce moment-ci nous serions réduits, onze Conseillers plus la II Commission, simplement à vérifier si le monsieur ou la dame en question ont présenté des certificats suffisants. Ce n'est pas admissible.
Par conséquent pour la troisième fois je prie la Junte d'avoir le bon goût de proposer à la majorité d'abroger cette loi.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Qui ci troviamo di fronte ad un comportamento molto grave da parte della maggioranza e della Giunta, che ha fatto suo il comportamento dei Consiglieri di maggioranza in commissione. Il fatto molto grave è che qui siamo in fase di prima applicazione della legge, quindi andiamo a costituire una situazione di precedente che dissuaderà moltissime persone dal presentare le candidature, perché qui non c'è la volontà di esaminare nel merito le proposte che sono state presentate e di usare dei parametri che siano diversi dalla lottizzazione nelle designazioni. Questo è il dato clamoroso e inaccettabile che viene fuori.
Nessuno in commissione ha mai proposto di fare una graduatoria; quello che prevede la legge e quello che la commissione voleva fare era un esame istruttorio, per dire quali erano fra tutti i nominativi le persone che sembravano più indicate. Dopo di che la competenza nessuno la può togliere nè alla Giunta nè al Consiglio, perché questo è previsto dalla legge, e la commissione doveva esprimere solo un parere consultivo. Così come su una serie di provvedimenti le commissioni esprimono un parere consultivo, libero il Consiglio di accettarlo o meno, in questo caso libera la Giunta di fare quello che meglio crede, possibilmente motivando il perché di certe scelte.
Dice l'Assessore Fosson che la commissione ha espresso un parere: sarebbe interessante leggere il verbale di questo parere, perché la commissione non ha fatto nulla se non prendere atto del prospetto delle domande presentate.
Dopo di che qualcuno dovrà pur spiegare come mai si è voluto fare una commissione con tutti i Capigruppo e con tutta la II commissione, addirittura presieduta dal Presidente del Consiglio. Per fare che cosa? Per prendere atto delle domande che sono state presentate? Per vedere se una domanda era stata presentata fuori dal tempo utile? Era questa la funzione della commissione? Credo che nessuno volesse che la commissione facesse questo, altrimenti non si faceva una commissione di questo tipo: si dava l'incarico ad un funzionario che facesse quel lavoro e sicuramente non c'era bisogno di mettere quindici persone a riunirsi per fare quel lavoro lì. E infatti non è stato fatto nessun lavoro. La commissione è stata messa nelle condizioni di non poter fare niente con un voto di maggioranza.
Personalmente non ritengo che questo sia un buon motivo per abrogare la legge, ritengo che la legge vada mantenuta, che invece vada completamente cambiato questo atteggiamento per cui la commissione possa fare un proprio lavoro, dopo di che è chiaro che se anche la commissione fa il lavoro, anche lì si possono fare delle proposte ispirate ai criteri di lottizzazione, questo evidentemente può sempre avvenire; ma addirittura rifiutare che un'istruttoria venga fatta in commissione vuol dire proprio non volere che ci sia un qualcosa di innovativo nelle nomine.
Quindi le nomine verranno fatte con i vecchi criteri, verranno fatte con le vecchie modalità, noi invece siamo dell'avviso che bisogna andare avanti per questa strada. Visto che il comportamento è questo, siamo dell'avviso di andare a fare una commissione che abbia un potere molto più vincolante, che sia addirittura scorporata al di fuori del Consiglio, in modo da stabilire delle cose che vadano al di fuori di questa lottizzazione. Perché questa maggioranza e questa Giunta alza in alto la bandiera: noi vogliamo la lottizzazione; questo è quello che avete detto oggi.
