Objet du Conseil n. 4270 du 10 mars 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4270/IX Determinazione della Giunta regionale di non concessione del salone delle manifestazioni a partiti o movimenti politici (Interrogazione).
Interrogazione Con delibera n. 516 in data 22 gennaio 1993 la Giunta regionale della Valle d'Aosta ha deliberato di "non concedere" l'uso del salone delle manifestazioni e della attigua saletta a nessun partito, o movimento o forza politica fino allo svolgimento delle elezioni.
A parte il fatto che politici del "palazzo" troveranno sempre il modo di aggirare tale ostacolo, etichettando eventuali sfilate elettoralistiche sotto le più variegate etichette di associazioni, assessorati, centri studi e così via, non sfugge il carattere antidemocratico della norma.
Impedire l'uso dell'unico spazio di incontri dei cittadini in vista del voto vuol dire avere paura del dibattito e del confronto.
Questa interrogazione urgente vuole essere un atto di forte protesta e di denuncia di un clima di intollerante totalitarismo che qualcuno vorrebbe imporre alla Valle. Spiace che fra le firme compaia quella di un democratico sincero come Lanivi. Su PDS e UV non avevo dubbi.
Perciò si interroga il Signor Presidente per conoscere se non intenda revocare tale assurdo provvedimento illiberale, garantendo agli elettori, ai gruppi politici ed alle liste l'uso delle strutture regionali che sono pubbliche non dei politici dei partiti di governo.
F.to: Gremmo.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta.
Lanivi (GM) Rispetto alla interrogazione, la Giunta non intende revocare la deliberazione assunta, mentre dichiara la sua disponibilità ad un incontro con i Capigruppo per vedere di trovare locali e sedi in cui effettuare incontri in vista delle elezioni regionali.
Quindi manteniamo la decisione di non fare utilizzare il salone regionale in questo periodo alle forze politiche, anche per non creare ostacoli a proposte che possono venire da associazioni culturali o ad iniziative che possono essere disturbate da attività di tipo partitico o politico.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo.
Gremmo (UAP) Avesse risposto chiunque altro, andava tutto bene; ma tu, Presidente, sei stato molto fermo perché hai una posizione politica, e ti do del tu in questo momento, da amico.
Quando abbiamo fatto la riunione sulla legge elettorale, tu dicevi che certe modifiche erano in linea con lo spirito democratico di quella proposta di legge elettorale; però guarda che anche questa decisione è in linea con quello spirito. Sì perché l'ultimo partito che ha fatto la riunione nella saletta era il Movimento Sociale ed era presente una persona sola, io, che ero andato a sentire e mi ha fatto anche piacere vedere una affluenza di pubblico di questo tipo. Però il fatto di togliere questo spazio come unico momento di riunione a costo zero per delle forze politiche non presenti in parlamento e che quindi non hanno una lira, a me non è piaciuto. Mi sembra che il commentino che è stato fatto sia molto giusto, perché, visto che poi finirà che chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori, è giusto a questo punto non dare pubblicità neanche alle iniziative. Tu parlavi di associazioni culturali ed io ti faccio un nome: l'Associazione Duit, ad esempio, fino a che punto è solo culturale? Ho fatto questo nome visto che questa associazione ha fondato il comitato contro la partitocrazia, ed in proposito ho presentato una interrogazione anche per vedere se ci sono stati contributi perché va chiarito anche questo. Ma, dicevo, fino a che punto sai che un'associazione è davvero culturale e non politica?
Tu parlavi poi di gruppi consiliari, ma i gruppi consiliari non rappresenteranno tutte le liste.
Adesso prendo atto di quello che tu hai detto, che è la decisione della Giunta; mi auguro che poi il Consiglio si esprima sulla mozione che è stata presentata, ed abbiamo voluto tenere separate le due cose proprio perché il Consiglio avesse già qualche elemento. Però guarda, Presidente, che qui c'è una contraddizione rispetto a quello che tu hai detto e me piacevi di più quando hai fatto quelle affermazioni che adesso.
