Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2267 du 25 juin 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2267/IX Scioglimento del Comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta e pronunciamento della popolazione sulle problematiche connesse ad un'Olimpiade invernale (Reiezione di risoluzione)

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

PresidenteDo lettura della risoluzione presentata dal Consigliere Viérin per conto del Gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine.

Résolution Le Conseil régional du Val d'Aoste

ayant pris acte de la décision du CIO, concernant l'attribution de l'organisation des jeux olympiques d'hiver de 1998 et qui a vu l'exclusion, au premier tour, de la candidature de la Ville d'Aoste;

après avoir analysé la gestion de ladite candidature, les résultats obtenus, les dépenses effectuées ainsi que l'activité du Comité promoteur;

exprime un jugement négatif sur le bilan de cette candidature, dont la gestion confuse, superficielle et approximative n'a pas permis de promouvoir une image positive du Val d'Aoste;

considère que les conditions propres à assurer le consensus nécessaire et l'adhésion à une candidature olympique sont aujourd'hui extrêmement faibles;

le Conseil régional

considérant également que tous les mouvements et partis politiques ainsi que la communauté valdôtaine sont partagés sur ce thème;

estime qu'une pause de réflexion s'avère indispensable afin de soumettre, au préalable, à l'attention des collectivités locales et de la population, le choix concernant l'organisation d'un événement d'une si grande envergure;

considère que les raisons justifiant l'existence d'un Comité promoteur pour le soutien de la candidature d'Aoste '98 sont venues à manquer;

sollicite ses propres représentants au sein dudit Comité de présenter leur démission et de provoquer ainsi sa dissolution, avant le 30 juin prochain.

Presidente Do lettura della risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand.

Risoluzione Preso atto della decisione di Birmingham, in cui il CIO ha deciso di assegnare alla città di Nagano l'organizzazione dei giochi olimpici invernali del 1998;

constatato che la candidatura di Aosta è stata la prima a cadere nel meccanismo di ballottaggio adottato dal CIO;

rilevato che la scelta di Nagano, così come quella di Atlanta, evidenziano che il CIO opera scelte soprattutto in funzione della forza economica e finanziaria della candidatura e che l'elemento sportivo è sempre meno rilevante in queste scelte;

ricordato che la candidatura di Aosta aveva suscitato notevoli critiche, opposizioni, perplessità all'interno della nostra Regione;

ricordato, in particolare, che circa 7.000 cittadini hanno richiesto un Referendum popolare sulla candidatura olimpica di Aosta;

sottolineato che una ulteriore candidatura per il 2002 significherebbe impegnare notevoli energie e risorse finanziarie per un progetto che non ha un consenso forte e diffuso né nelle istituzioni, né nella popolazione valdostana;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

delibera

di non ripresentare la candidatura di Aosta per i giochi olimpici invernali del 2002;

invita

i rappresentanti nominati dal Consiglio regionale nel Comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta per il 1998 a procedere, entro la fine di giugno, allo scioglimento del Comitato;

impegna

la Giunta regionale a revocare tutti i provvedimenti di assegnazione di locali, attrezzature e personale al Comitato promotore della candidatura di Aosta per i giochi olimpici del 1998;

impegna

l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni culturali a presentare alle competenti Commissioni consiliari, entro 10 giorni, un rendiconto completo sull'attività del Comitato, sulle deliberazioni assunte dalla Giunta relativamente alla candidatura, sulle somme impegnate, sulle spese liquidate.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV) Les Groupes de la minorité ont trouvé un accord sur un texte de résolution commune. A cet effet, les résolutions qui ont été précédemment présentées sont retirées et je donne lecture du texte de la résolution commune:

"Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

preso atto che nella 97a sessione del CIO tenutasi a Birmingham, è stata respinta la proposta della candidatura di Aosta quale sede dei giochi invernali del 1998;

considerato che tra le cause di tale decisione ha indubbiamente pesato l'assenza di una volontà unitaria degli interessi popolari, economici e politici della comunità valdostana, assenza di unità espressa anche attraverso una larga adesione alla richiesta di referendum popolare abrogativo della legge di finanziamento della candidatura suddetta;

ritenuto necessario procedere ad una puntuale e precisa analisi della opportunità e compatibilità dell'evento olimpico rispetto alle prospettive di sviluppo equilibrato della comunità valdostana

delibera

- di ritenere esauriti i compiti e le funzioni assegnati al Comitato promotore costituito per il sostegno della candidatura olimpica di Aosta '98;

- di invitare i rappresentanti della Regione in seno al Comitato predetto a procedere allo scioglimento dello stesso entro il 30 giugno p.v.;

- di ritenere necessaria, prima di avviare qualunque ulteriore iniziativa, una pausa di riflessione al fine di valutare l'esperienza compiuta e di consentire un pronunciamento delle comunità locali e della popolazione valdostana sulle problematiche connesse all'organizzazione di una olimpiade invernale in Valle d'Aosta".

Presidente Considerando il documento testé letto dal Consigliere Viérin come la fusione della prima e della seconda risoluzione, secondo l'ordine cronologico della loro presentazione durante la discussione generale di cui all'oggetto 2266/IX, chiedo se ci sono dichiarazioni di voto su questa risoluzione, sottoscritta dai consiglieri Andrione, Viérin, Maquignaz, Lanivi, Riccarand e Bich.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Signor Presidente, io vorrei fare una dichiarazione di voto su entrambe le risoluzioni, per dire che, se la maggioranza mantiene la sua risoluzione e ritiene di non poter accettare il testo presentato unitariamente dalle forze di minoranza, il nostro Gruppo non può che votare contro quella risoluzione, che mi sembra fortemente contraddittoria rispetto allo stesso contenuto del dibattito svoltosi oggi in Consiglio.

In primo luogo, la risoluzione della maggioranza è gravemente reticente sul punto centrale delle scelte da farsi, cioè sulla questione del Comitato promotore, nel senso che non dice nulla sul fatto che tale Comitato ha esaurito le sue funzioni e deve essere sciolto. Quindi io chiedo alla maggioranza di chiarire questo aspetto che non compare in nessun modo nella risoluzione.

In secondo luogo, mi sembra che la stessa risoluzione sia fortemente contraddittoria con la richiesta di una pausa di riflessione, avanzata da gran parte delle forze politiche, ed inneschi, di fatto, un nuovo meccanismo che riavvia la candidatura, perché laddove dice: "Dà mandato al Governo regionale di dare riscontro all'invito del Coni a procedere ad un incontro, nei tempi brevi, con i membri italiani del CIO per conoscere e valutare il sostegno degli organismi sportivi nazionali per esaminare le opportunità di ricandidatura di Aosta e della sua Valle per i giochi invernali del 2002", avvia di fatto una procedura di questo tipo, che mi sembra in completa contraddizione con quanto era stato richiesto nei documenti di varie forze politiche e con quanto mi sembra essere emerso in modo diffuso dalla discussione odierna e su cui potrebbe convergere il consenso di tutto il Consiglio.

Pertanto, se il testo della maggioranza viene mantenuto così com'è, noi gli votiamo contro, perché ci sembra una semplice prosecuzione di quello che era già successo prima ed un avvio strisciante, che noi abbiamo chiesto di evitare in un'eventuale operazione per il 2002, nonché una grave reticenza rispetto ai destini del Comitato promotore.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (AI)Ho chiesto la parola per fare una breve dichiarazione di voto. Naturalmente voterò a favore della risoluzione presentata dalla minoranza e cercherò di motivare questa decisione.

Se dovessimo esprimere un giudizio su come la popolazione ha vissuto questa vicenda olimpica, potremmo dire sinteticamente che questa vicenda è stata vissuta senza grandi entusiasmi quando è stata lanciata e senza sgomento quando è stata bloccata.

La ragione della freddezza dell'opinione pubblica valdostana su questa vicenda sta, molto probabilmente, nel mancato coinvolgimento degli interessi complessivi della Regione e soprattutto nella mancata presentazione della candidatura come grande obiettivo, di interesse generale per tutta la nostra comunità. La vicenda olimpica è stata vissuta come un'operazione di tipo prevalentemente politico, se non addirittura partitico, quindi come cosa dei politici che, disponendo di certe possibilità di finanziamento, hanno potuto gestire questa "avventura". A tale termine non voglio attribuire alcun significato moralistico, né di condanna, né di apprezzamento.

A mio modesto avviso, se il tema "Olimpiade" non è condiviso da tutta la popolazione e, soprattutto, se non è inserito positivamente in una prospettiva di sviluppo della Regione, resterà, come è avvenuto finora, un argomento di interesse prevalentemente consiliare, scarsamente sentito dalla popolazione.

Farei ancora una considerazione. Tra i dati non positivi di questa operazione c'è da annoverare anche la notevole sottrazione di energie e di intelligenze, di questo Consiglio e delle forze politiche valdostane, dal problema vero, centrale ed imminente della Valle d'Aosta: affrontare il problema Europa ed il modo in cui presentarci a quell'appuntamento.

Le Olimpiadi non sono un obiettivo primario e fondamentale, tale comunque da richiamare in questo momento l'attenzione di tutti, mentre è importante verificare la compatibilità del discorso olimpico con un progetto generale di sviluppo condiviso dalla comunità.

Il Consigliere Milanesio ha fatto riferimento all'atteggiamento del Giappone, che molto probabilmente è da prendere ad esempio. Il Giappone però ha una comunità compatta, non travagliata come quella della nostra Regione, che deve ancora trovare delle motivazioni per una sua ricomposizione. Il Giappone parte dal presupposto di essere, non solo unito, ma unito da obiettivi condivisi da tutti, nel senso che lì il dibattito politico si svolge su obiettivi unanimemente riconosciuti e condivisi.

E' questo che forse oggi manca alla Valle d'Aosta, tant'è che il tema olimpico è stato più causa di divisione e di scontro, che non di raccolta di tutte le energie della nostra Regione attorno ad un tema ritenuto vitale per l'insieme della comunità.

Come ho già fatto in una precedente discussione sulle olimpiadi, mi permetterei di ribadire i seguenti considerazioni.

Prima. Si parla delle Olimpiadi del 1998, ma bisogna tenere conto dell'evoluzione che l'evento olimpico avrà nei prossimi anni. Le Olimpiadi non sono, come qualcuno crede od immagina, un evento sportivo tradizionale, ma sono una manifestazione spettacolare che, grazie ai mass media, è seguita da quasi tutta la popolazione mondiale, diventando perciò molto appetibile ed interessante per i centri economici e di potere che operano su scala internazionale.

Seconda. Va fatta una riflessione sui costi ed i benefici di un avvenimento del genere per la nostra Regione ed in subordine sul rapporto tra gli interventi esterni e le risorse finanziarie ed umane della nostra Regione. Non possiamo immaginare che le Olimpiadi, per mancanza di sufficienti risorse economiche o umane interne, sia consegnata in mano altrui.

La terza considerazione riguarda la struttura economica della nostra Regione. Uno sforzo siffatto immette un elemento decisamente nuovo che tende a modificare la struttura economica della nostra Regione, per cui dobbiamo verificare se tali modifiche ci stanno bene.

Infine, dobbiamo verificare la compatibilità con la realtà complessiva della Valle d'Aosta. Anche se non è detto in maniera chiara, deve però essere leggibile in qualche maniera o comunque interpretabile da certi atteggiamenti o comportamenti, che quando si parla di comunità, la si deve considerare nel suo complesso, comprendendone sia le fasce forti, più evolute e più intelligenti, sia quelle più deboli. Non possiamo pensare di raccogliere tutte le adesioni di una comunità, se realizziamo un disegno che premia i più forti, i più intelligenti, i più capaci ed i più abili, ma sacrifica o rischia di sacrificare fasce consistenti, proprio le più deboli della nostra realtà umana e locale, sulle quali il più delle volte poggia il futuro della nostra Regione.

Questi argomenti sono stati inseriti nella risoluzione che, in definitiva, chiede una verifica della compatibilità obiettiva tra costi e benefici del modo in cui si evolveranno le Olimpiadi e quali saranno le loro conseguenze rispetto al destino della Valle, senza però assegnare alle Olimpiadi il carattere di un giudizio universale. Le Olimpiadi hanno un senso solo se sono inserite con coerenza in una logica di sviluppo complessivo, dalla quale risulti positivo il rapporto tra costi e benefici.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV) Monsieur le Président, c'est peut-être avec un peu de naïveté que j'interviens, à l'issue de ce débat, mais il me paraît que deux mots ont été éclairants et sont revenus aussi dans cette dernière partie de notre discussion, qui doivent retenir notre attention. Le premier mot à été souvent prononcé et a été évoqué par presque tous les intervenants, c'est celui de la "pause de réflexion". Il me paraît que chacun des intervenants a attribué un sens différent à cette expression et a voulu peut-être tirer un peu la couverture de son côté. Pour notre part, nous avons interprété d'une façon assez nette et cohérente cette expression. L'Union Valdôtaine, ainsi que les autres forces d'opposition, ont estimé qu'il y a eu, de par la question olympique, un effet de pollution du débat politique, un effet de détournement de l'attention de ce Conseil, de ceux qui auraient dû être ses intérêts principaux, vers une affaire qui a été trop souvent exaltée outre mesure.

Cette réflexion ne voulait pas, pour nous, devenir l'occasion pour un travail de pharmacien, pour peser les pour et les contre, pour refaire les discussions qu'on a faites à maintes reprises. Elle voulait plutôt être l'invitation à tout ce Conseil à orienter son attention vers des objectifs plus élevés, vers des questions plus importantes: les modèles de développement, les choix de croissance de notre région, le rôle aussi que nous devons jouer, en tant que région, pour être les leaders d'une évolution et non pas "padre padrone" sur la collectivité que nous administrons. Nous avons voulu inviter tout ce Conseil à rechercher un plus large consensus et à s'arrêter un peu à penser les choix qui ont été faits pendant ces derniers mois.

Il me paraît par contre que les forces de la majorité, et dans cela l'ordre du jour qui a été présenté par les chefs de groupe de la majorité est éclairant, pensent à un autre genre de pause, à une pause active, à une pause déjà toute orientée vers la proposition à nouveau de la candidature aux jeux olympiques et cela me paraît être en lourde contradiction avec des déclarations qu'on a entendues dans ces derniers jours, même au sein de la majorité, de la part de quelques forces politiques qui la composent. Cet objectif de la reproposition de la candidature est déjà dans la résolution que vous avez présentée à ce Conseil et l'on joue sur l'équivoque de la pause de réflexion qui ne serait en réalité qu'un tour de piste pour relancer cette candidature. Nous repoussons cet équivoque, nous réaffirmons notre option qui est respectueuse des instances qui ont émergé dans la collectivité valdôtaine au cours de ces derniers mois d'une façon très forte.

Le deuxième mot qui est revenu à maintes reprises est le mot de "aventure" et là, sans vouloir faire de l'ironie bon marché, j'ai eu la sensation, en entendant le président du Comité promoteur, qu'il se présentait à ce Conseil comme Tartarin de Tarascon, dans le célèbre conte d'Alphonse Daudet, pour recueillir les lauriers de ses entreprises héroïques. On a touché les cordes du sentiment pour dire que nous devions relever le défis, que nous devions rehausser la qualité de notre communauté par des initiatives de plus large envergure, mais tout cela ne doit pas se faire dans les rails étroits unidirectionnels du jeu pour obtenir la candidature olympique.

J'ai, cependant, retenu deux affirmations que le président Milanesio a voulu nous soumettre et qui me paraissent dignes d'être soulignées. "Il Comitato ammaina la bandiera", c'est quelque chose que nous demandons aussi, que nous demandons avec force, mais nous avons la sensation "che si ammaini la bandiera per issarla l'indomani" et nous ne pouvons qu'exprimer un profond regret pour cette temporaire halte qui est imposée au Comité et qui devrait être, à notre sens, une étape plus longue et plus méditée.

La deuxième phrase, je regrette de la répéter à la présence de femmes, mais pour la couleur qu'elle a donnée au débat elle a été significative, et c'est qu'on a trop "broulé" avec la question des jeux olympiques. Pour notre part nous estimons que, en approuvant l'ordre du jour proposé par la majorité, on rate une excellente occasion pour suspendre ces pratiques onanistes et pour s'adonner à d'autres genres d'activités. S'il l'on veut continuer, bien entendu, à chacun son plaisir, mais pour notre part il aurait été bon en ce moment de s'arrêter.

Nous nous abstiendrons, bien entendu, sur l'ordre du jour proposé par la majorité et nous voterons, par contre, celui qui a été soumis à votre attention par l'opposition qui a la qualité, et elle n'est pas la moindre, d'être clair et net.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Per essere chiari e netti, come dice il Consigliere Louvin, noi voteremo la nostra risoluzione e ci asterremo su quella presentata dall'opposizione.

Presidente Colleghi consiglieri, come ho già chiarito in precedenza, do lettura della risoluzione presentata dal Consigliere Viérin, considerata come la fusione dei due documenti presentati dal Consigliere Riccarand e dai consiglieri dell'Union Valdôtaine nel corso della discussione generale di cui all'oggetto 2266/IX, e che è stata sottoscritta dai consiglieri Andrione, Viérin, Maquignaz, Lanivi, Riccarand e Bich.

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

preso atto che nella 97a sessione del CIO tenutasi a Birmingham, è stata respinta la proposta della candidatura di Aosta quale sede dei giochi invernali del 1998;

considerato che tra le cause di tale decisione ha indubbiamente pesato l'assenza di una volontà unitaria degli interessi popolari, economici e politici della comunità valdostana, assenza di unità espressa anche attraverso una larga adesione alla richiesta di referendum popolare abrogativo della legge di finanziamento della candidatura suddetta;

ritenuto necessario procedere ad una puntuale e precisa analisi della opportunità e compatibilità dell'evento olimpico rispetto alle prospettive di sviluppo equilibrato della comunità valdostana

delibera

- di ritenere esauriti i compiti e le funzioni assegnati al Comitato promotore costituito per il sostegno della candidatura olimpica di Aosta '98;

- di invitare i rappresentanti della Regione in seno al Comitato predetto a procedere allo scioglimento dello stesso entro il 30 giugno p.v.;

- di ritenere necessaria, prima di avviare qualunque ulteriore iniziativa, una pausa di riflessione al fine di valutare l'esperienza compiuta e di consentire un pronunciamento delle comunità locali e della popolazione valdostana sulle problematiche connesse all'organizzazione di una olimpiade invernale in Valle d'Aosta.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la risoluzione testé letta.

Esito della votazione:

Presenti: 35

Votanti: 16

Favorevoli: 15

Contrari: 1

Astenuti: 19 (Aloisi, Bajocco, Beneforti, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami Cristina, Pascale, Ricco, Rusci e Trione)

Il Consiglio non approva