Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2262 du 5 juin 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2262/IX Disegno di legge: "Concessione di incentivi per il potenziamento e la qualificazione della ricettività alberghiera".Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Il Consigliere Maquignaz ha chiesto la parola per illustrare il disegno di legge n. 272, iscritto al punto 45 dell'ordine del giorno; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Il disegno di legge n. 272, presentato dalla Giunta regionale in data 5 marzo 1991, ha per oggetto esclusivo le iniziative delle Società "Valle d'Ayas Servizi SpA", "Sesto Grado srl" e "Alga srl" per la realizzazione di tre complessi alberghieri rispettivamente nei Comuni di Ayas, Gressoney-Saint-Jean ed Aosta.

Le caratteristiche delle iniziative oggetto del disegno di legge sono le seguenti.

Nel Comune di Ayas, località Champoluc, si prevede la ricostruzione del vecchio Albergo Moderno, da anni ormai in disuso, con una volumetria di circa 12.000 metri cubi, dotato di una capacità ricettiva di 250/300 posti letto e classificabile con quattro stelle.

La soluzione progettuale adottata prevede la costruzione di un'unica struttura in sostituzione dei vecchi edifici esistenti e con un ampio piazzale, antistante l'albergo, da adibire in parte a parcheggio e per il resto a zona verde alberata e "dehors".

Nelle superfici a piano terra trovano spazio la sala convegni, la piscina coperta e tutte le altre infrastrutture: ristorante, bar, sauna, campo di squash, ecc.

Nel Comune di Gressoney-Saint-Jean si intende costruire un albergo, classificabile come quattro stelle, dotato di una capacità ricettiva di 320/360 posti letto, con sala polivalente, piscina, sauna, idromassaggi, palestra ed una autorimessa di 60 posti auto.

Ad Aosta si prevede la costruzione di un albergo classificabile con quattro stelle, dotato di una capacità ricettiva di 125 posti letto, con due ristoranti, di cui uno a servizio dell'albergo ed uno gastronomico, oltre alle sale soggiorno, alla piscina, al salone polifunzionale capace di 300 posti, auditorium, autorimessa e servizi vari.

La legge in esame prevede la concessione di contributi in conto interessi da erogarsi annualmente in relazione a mutui che saranno contratti con appositi istituti di credito convenzionati. L'interesse ammonterà a circa il 4,50 per cento, come già previsto nella legge sui fondi di rotazione che riguarda gli alberghi.

Il mutuo può essere concesso nella misura massima del 70 per cento della spesa ammessa ed ha una durata non superiore a diciotto anni, più due anni di preammortamento.

La "Valle d'Ayas Servizi SpA" ha chiesto un mutuo di 11,5 miliardi, corrispondente al 70 per cento della spesa ammessa.

La "Sesto Grado srl" ha chiesto un mutuo di 6 miliardi. Tale importo, corrispondente al 40 per cento della spesa ammessa, consente di finanziare parzialmente l'investimento che, peraltro, è supportato da un'iniziativa di tipo residenziale con un volume di circa 6.000 metri cubi.

La "Alga srl" ha chiesto un mutuo di 6,5 miliardi, corrispondente a circa il 70 per cento della spesa massima.

I tre complessi hanno ottenuto l'approvazione della Sovrintendenza e quindi il relatore si esime da una valutazione più precisa sull'impatto ambientale.

I complessi alberghieri di Ayas e di Gressoney-Saint-Jean si inseriscono in comuni caratterizzati da un forte squilibrio fra ricettività alberghiera e ricezione in seconde case, dove l'esigenza di un'adeguata crescita dei posti alberghieri esige una risposta tempestiva al fine di una migliore utilizzazione delle infrastrutture sciistiche e di un maggiore sviluppo turistico dell'intero comprensorio.

Tuttavia, come tutti sanno, sono state sollevate delle perplessità sul tipo e la qualità degli interventi dalle organizzazioni degli albergatori e da vari osservatori del mondo economico. Tali perplessità sono state sollevate soprattutto perché l'integrazione armonica con la comunità locale di queste megastrutture appare molto difficile.

Si teme cioè che l'inserimento repentino di circa 800 posti letto alberghieri sul mercato possa creare un forte squilibrio nella ricettività esistente e possa incentivare un regime di monopolio e di concorrenza in un clima di liberalizzazione dei prezzi ed in una zona caratterizzata dalle iniziative della piccola imprenditoria locale.

Occorre ricordare a questo proposito che gli albergatori del comprensorio si dibattono tra mille difficoltà, che purtroppo hanno determinato la chiusura di alcuni esercizi alberghieri, con conseguente decremento dei posti letto.

Le cause di tale situazione vanno ricercate soprattutto nella inadeguatezza delle incentivazioni regionali, che non consente all'operatore locale di investire con la ragionevole convinzione di potere restituire il capitale investito.

Un secondo motivo di perplessità nasce dalla dimensione delle strutture. A questo riguardo, infatti, le scelte nel settore turistico dell'arco alpino che hanno ottenuto risultati di grande prestigio sono state quelle che hanno privilegiato la costruzione di alberghi altamente qualificati di piccole e medie dimensioni e normalmente a gestione familiare.

Si ritiene quindi che le megastrutture alberghiere, con una gestione di tipo industriale, oltre che porsi in contrasto con l'ambiente e la cultura delle nostre vallate, non siano neanche competitive sul piano della qualità.

D'altra parte i complessi alberghieri già presenti nella nostra Regione hanno fatto registrare un coefficiente di riempimento relativamente basso anche quando hanno proposto offerte con "pacchetti" a prezzi molto concorrenziali.

Sono emerse delle perplessità anche sulla validità dell'investimento, ma, per la verità, non esistono dati precisi da cui ricavare un giudizio ragionevole. E' però opinione diffusa che questi complessi avranno bisogno del sostegno della Regione per far fronte ai debiti contratti.

"L'Auberge du cheval blanc" di Aosta deve essere considerato in un'ottica diversa, sia per le dimensioni della struttura (56 unità abitative, fra cui camere con salotto e suites), sia per la ricerca di soluzioni progettuali, per la scelta di materiali d'alto livello ed anche per la località in cui si inserisce.

Questa struttura ha tutti i requisiti di un albergo a cinque stelle e può legittimamente aspirare a diventare la punta di diamante del turismo aostano, ma avrebbe potuto essere finanziata con la legge sui fondi di rotazione, opportunamente modificata per evitare discriminazioni.

I finanziamenti per le due strutture di Ayas e Gressoney possono essere considerati adeguati all'entità degli investimenti.

Ciò che invece desta perplessità è la filosofia turistica che dovrebbe legittimare gli interventi regionali a favore di queste strutture, che non si adeguano all'ambiente naturale, alla realtà culturale e sociale della comunità ed alle esigenze di mercato dell'offerta turistica di alto livello.

Per concludere, si propone di procedere ad una netta inversione di tendenza, apportando modifiche alla legge sugli alberghi e dando, parallelamente, impulso alla commercializzazione delle località e delle strutture alberghiere mediante appositi strumenti legislativi, al fine di incentivare la rivitalizzazione della piccola imprenditoria locale.

Presidente Ha preso la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Ringrazio il Consigliere Maquignaz per la sua relazione, anche se non è del tutto favorevole, per cui mi vedo costretto ad integrarla ed a fare delle osservazioni proprio sulle perplessità che egli ha manifestato e che in gran parte ricalcano quelle espresse in Commissione, pur con qualche contraddizione, dall'ADAVA.

Mi pare che le perplessità vertano essenzialmente sul timore che l'impatto di queste strutture nella comunità locale possa creare uno squilibrio e sul timore che la gestione di questi grandi alberghi possa soffocare i piccoli e medi imprenditori con una concorrenza sleale.

Senza fare il processo alle intenzioni, io credo che sarebbe opportuno verificare le esperienze acquisite. Gli unici esempi di grandi alberghi esistenti in Valle sono il Planibel di La Thuile, Cieloalto di Cervinia ed il Billia di Saint-Vincent. Sono strutture sorte per soddisfare una clientela medio-alta e mi pare che nel corso degli anni abbiano mantenuto questa caratteristica, senza fare concorrenza sleale agli altri albergatori, ma soprattutto io credo che proprio queste strutture siano state il volano per uno sviluppo ulteriore del settore alberghiero e quindi del turismo in generale.

Mi sembra che la seguente affermazione: "Le scelte nel settore turistico dell'arco alpino che hanno ottenuto risultati di grande prestigio sono state quelle che hanno privilegiato la costruzione di alberghi altamente qualificati di piccole e medie dimensioni ed a gestione familiare" sia quanto mai azzardata.

A parte il fatto che non so quali standard qualitativi possano essere offerti da alberghi di piccole dimensioni ed a gestione familiare, che invece possono essere offerti da una grande struttura, non so poi in realtà a quali località si riferisca il Consigliere Maquignaz. Io credo che in tutte le località di prestigio dell'arco alpino, non solo italiane ma anche svizzere ed austriache, ci siano dei grandi alberghi, perché questi qualificano la località, sono in grado di rispondere alle esigenze della clientela medio-alta e di inserirsi in un mercato di carattere internazionale.

Vorrei citare a questo proposito il parere del prof. De Rita, Presidente del Censis, che tutti noi conosciamo perché è venuto più volte in Valle d'Aosta, il quale, in un recente convegno sulla crisi del turismo italiano, ha fatto rilevare che, a suo avviso, una delle cause principali è la carenza in Italia di un'impresa capitalistica di grande dimensione nel settore turistico. In quel convegno ha addirittura auspicato l'intervento del capitalismo pubblico, ove sia assente il capitalismo privato; ma noi non siamo ancora a questo punto.

Vorrei anche ricordare in proposito i dibattiti che ci sono stati in questo Consiglio regionale nel corso della passata legislatura sulla necessità di adeguare il patrimonio ricettivo-alberghiero valdostano a questo tipo di esigenze.

Ricordo ancora l'aspra polemica sui Giapponesi. Avevamo scoperto che a Chamonix arrivavano ogni anno 200.000 Giapponesi, mentre in Valle d'Aosta non se ne vedeva alcuno, nonostante la promozione che noi stavamo facendo in Giappone. Scoprimmo allora che in Valle d'Aosta non arrivano i Giapponesi, come non arrivano in quantità considerevoli neppure gli Americani o altri, perché la Valle d'Aosta non é in grado di ospitarli, perché la gran parte del patrimonio ricettivo-alberghiero valdostano è in grado di soddisfare le esigenze di un pullman, ma non quelle di una comitiva che arriva con un quadrimotore Boeing dal Giappone o da altrove. Scoprimmo quindi che non avrebbe avuto alcun senso fare della promozione sul mercato internazionale, come pure gli operatori turistici volevano e vorrebbero, se poi non abbiamo le strutture in grado di soddisfare quel tipo di mercato.

Credo che allora tutte le forze politiche avessero convenuto su questo, tant'è che nei bilanci degli ultimi anni era stata prevista più volte una voce piuttosto consistente da destinare alla costruzione di grandi alberghi, proprio perché si era deciso di avviare una certa politica in questo senso.

Ecco, ma quale politica? Io credo che su questo sia necessario fare una precisazione. Noi non vogliamo fare una politica indiscriminata di grandi alberghi. Se avessimo voluto fare questo, avremmo portato una legge generale, oppure avremmo modificato la legge n. 33. Questo sì che sarebbe sbagliato, perché equivarrebbe ad aprire le porte a chiunque e dovunque nel territorio valdostano.

Noi, invece, intendiamo fare una politica di pochi interventi mirati, che rispondano a determinate condizioni ben precise ed oggettive.

La prima condizione è che si tratti di una località di prestigio e di livello internazionale, dove è più forte il richiamo della clientela medio-alta. Noi abbiamo poche località di prestigio in Valle d'Aosta e comunque sono località che hanno un nome a livello internazionale. Se noi vogliamo mantenerle a questo livello, e quindi mantenerne la competitività, noi le dobbiamo dotare di un certo tipo di infrastrutture, non solo nel settore alberghiero, ma anche in quello delle infrastrutture sciistiche e di quelle ricreativo-sportive.

Mi pare che questo sia l'indirizzo che stiamo seguendo già da qualche anno, altrimenti non si spiegherebbe perché a Courmayeur ed a Gressoney stiamo costruendo dei palazzetti dello sport da 20 miliardi ciascuno e ne dovremo costruire un altro a Cervinia.

La seconda condizione è di intervenire laddove esiste un forte squilibrio tra la ricettività alberghiera e quella delle seconde case. Io vorrei sottolineare che nel caso di Ayas il rapporto di squilibrio è attualmente di uno a diciotto e che nel caso di Gressoney è di uno a dieci.

La terza condizione è la potenzialità dell'offerta turistica in termini di infrastrutture, che oggi in alcune località è superiore rispetto alla ricettività alberghiera. Questo è certamente il caso di Ayas ed in modo particolare di Champoluc; è il caso del polo di Gressoney e certamente è anche il caso di Aosta, sul quale però vedo che ci sono dei consensi abbastanza generali.

Si tratta quindi di pochi interventi, ma di interventi mirati. Questo è il motivo per cui noi abbiamo presentato questa legge speciale che interviene a favore di queste tre strutture.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind) Le argomentazioni dell'Assessore Pascale, per sostenere la validità di questo intervento e di questa legge, a mio avviso devono essere smentite a tutti i livelli; infatti io sostengo tesi esattamente opposte alle sue.

Non è vero che in un modello di sviluppo analogo al nostro, in comprensori limitati, in una realtà turistica montana così specifica e peculiare come la nostra, la disponibilità di posti letto in grandi strutture alberghiere corrisponda ad una domanda di turismo di qualità superiore e che la dimensione degli stabilimenti alberghieri sia da connettere con la qualità dell'ospitalità.

Mi sembra che noi abbiamo scelto un modello di sviluppo diverso, analogo a quello delle Alpi austriache, svizzere, trentine ed altoatesine, dove la frammentazione e la specificità dell'offerta sono collegate a strutture medio-piccole, a gestione familiare, con forti caratterizzazioni culturali ed ambientali legate proprio alla peculiarità alpina.

Ecco, due dei tre insediamenti non rispondono assolutamente a questo requisito; non solo, ma vanno ad inserirsi in un ambito molto delicato, dove i posti alberghieri sfiorano le 800 unità (Valli di Ayas e Gressoney) ed in pratica si collocano come un polo importante di captazione delle correnti turistiche, a discapito di un'imprenditoria che a fatica e con enormi difficoltà è riuscita, in questi anni della seconda generazione, a migliorare le sue strutture, ad ammortizzare gli investimenti, a creare delle condizioni qualitative e quantitative adeguate all'offerta alberghiera standard che esiste nelle Alpi austriache e svizzere.

A questo sforzo operato dalla nostra piccola imprenditoria alberghiera noi rispondiamo con un aiuto massiccio a due megastrutture di questo tipo, sapendo già che si va verso una liberalizzazione delle tariffe alberghiere e che quindi sarà giocoforza per queste strutture, aiutate onerosamente dall'Amministrazione pubblica, dato che si parla di 24 miliardi in vent'anni, sottostare ad una concorrenza che non è comunque leale e che non è fondata sui termini della competitività del mercato, ma che tende di fatto a creare dei monopoli, delle condizioni di concorrenza sleale, che danneggiano la concorrenza delle piccole aziende nei confronti di questi due grandi strutture.

Secondo me, è proprio in questo senso che non si qualifica la politica della Giunta, che va a favorire il grande capitale e non lo sforzo del piccolo capitale, che invece è posto maggiormente a rischio, e non si dà una risposta qualitativa alla questione del soggiorno e della promozione turistica in generale, perché tutti noi sappiamo molto bene che i "pacchetti-vacanze" venduti quantitativamente nel mercato di massa delle vacanze intermediate non rispondono alle qualità ed alle specificità del nostro ambiente.

Per tutte queste ragioni io ritengo che questi interventi non siano adatti ai due ambiti localizzativi di Ayas e di Gressoney. La stessa proposta della Giunta è stata duramente cassata, in sede di Commissione, dall'Associazione degli albergatori, che ha espresso un parere negativo su questi due interventi.

Ribadisco, quindi, che questi due interventi creano disparità e squilibri, che non sono stati giustificati dall'Assessore e sono anche in contraddizione nella stessa relazione presentata dalla Giunta, laddove si dice: "Anche in questo caso la località dispone di una ricezione alberghiera sottodimensionata, sia quantitativamente che qualitativamente, a causa dell'avvenuto superamento delle strutture alberghiere di prima generazione e della pressoché totale assenza di nuove iniziative nel settore nell'ultimo ventennio", per cui i due interventi vanno a sovrapporsi ad una situazione di crisi, qualificandosi in pratica come forma di intervento pubblico mal localizzato, che non favorisce l'imprenditoria alberghiera di quel settore.

Per questo motivo ritengo di dover votare contro la legge.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) Merci. L'illustration faite par l'Assesseur est partagée par notre Groupe, tout au moins dans la partie générale, c'est-à-dire où l'Assesseur nous dit que le domaine de l'hôtellerie en Vallée d'Aoste est le point faible de notre économie touristique et donc il s'avère indispensable une intervention de la part du Conseil régional pour rationaliser ce secteur.

Nous ne pouvons pas, tout de même, partager et approuver la proposition de solution à ce problème, parce que, à notre avis, cette proposition n'a aucunement le sens de rationaliser le secteur et ce pour des raisons assez simples.

La première. Ce n'est pas le Conseil régional qui présente un projet et qui va donner des indications précises et sérieuses dans le secteur. Bien au contraire, il s'agit là de suivre ce qui a déjà été fait parce que les deux hôtels dont on parle, c'est-à-dire celui de Gressoney et celui de Champoluc, sont encore en cons-truction, un sera terminé d'ici peu. On ne peut pas faire passer cette intervention comme une intervention de rationalisation, face à un problème énorme, très important, pour les raisons que je viens de dire et puis pour la raison suivante. Il s'agit ici d'une intervention extraordinaire face à une situation qui s'est créée quelque part, donc Champoluc et Gressoney d'un côté, et puis à un niveau différent nous avons la requête de l'hôtel d'Aoste. Ce sont deux niveaux différents, monsieur l'Assesseur, et vous l'avez souligné vous-même. Nous voulons que ce soit clair. Les deux hôtels de Gressoney et de Champoluc se placent à un niveau très élevé comme nombre de lits disponibles, entre 300 et 320, avec un standing assez convenable, je crois au niveau de quatre étoiles. Celui d'Aoste se place à un niveau bien plus bas en ce qui concerne le nombre de lits disponibles - je crois qu'on parle là de 125 - mais avec, par contre, un standing de qualité très élevé par rapport à ce que nous avons en ville.

Il s'agit d'interventions assez différentes l'une de l'autre; d'un côté il y a deux niveaux différents, de l'autre on va suivre des initiatives qui sont déjà en place. Je ne veux absolument pas affirmer qu'il ne faut pas suivre les initiatives qui viennent des particuliers. Le sens de mon intervention est de dénoncer la nécessité que le Conseil régional prenne la responsabilité d'orienter de façon générale ce secteur et non pas par tranches ou par rapport à des initiatives privées qui viennent solliciter l'intervention de l'Administration régionale.

Enfin, je crois que nous ne pouvons pas procéder dans le secteur sans avoir un contact préférentiel et préalable avec l'association des hôteliers. L'association doit être interpellée et il faut provoquer et faciliter les confrontations avec l'association pendant l'étude même du projet de loi et non pas après, à choses faites, quand l'association ne peut que prendre acte de la décision. C'est ce qui nous a appris l'association des hôteliers.

Cela dit, j'annonce le vote d'abstention de la part de l'Union Valdôtaine, pour les raisons que je viens d'illustrer. Pour donner une contribution à ce que l'on arrive le plus tôt possible à une intervention plus pragmatique et plus substantielle dans le domaine, j'annonce, dès maintenant, que le Groupe de l'Union Valdôtaine présentera un projet de loi concernant le secteur de l'hôtellerie en Vallée d'Aoste.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Credo che l'argomento in oggetto sia abbastanza importante e che le considerazioni fatte dal Consigliere relatore prima, dall'Assessore Pascale poi e quindi dai vari Consiglieri intervenuti nel dibattito coincidano in gran parte e certamente vi è in esse una sottolineatura generale dell'insufficienza delle strutture alberghiere e più in generale dell'offerta turistica alberghiera della nostra Regione.

A mio avviso, questa circostanza è talmente grave da meritare di essere risolta con estrema urgenza, perché essa si riverbera negativamente, per esempio, sugli impianti a fune. La carenza di una adeguata ricettività alberghiera fa sì che le nostre principali stazioni sciistiche, ma soprattutto quelle secondarie e meno importanti, siano utilizzate con un andamento altalenante, legato esclusivamente a delle punte che in genere coincidono con i fine settimana e con le feste comandate. Da qui discendono costi di gestione elevati, bilanci sovente deficitari, qualche volta anche poca sicurezza per l'utenza e comunque uno squilibrio complessivo per la stazione turistica e per la nostra Regione.

Qui si sta disertando se sia opportuno o meno accedere ad iniziative medio-grandi, perché non sono affatto gigantesche, ma io vorrei che il Consiglio riflettesse su che cosa ne sarebbe oggi di La Thuile se non ci fosse il Planibel, cioè quel grosso complesso alberghiero-residenziale, che le ha consentito di avere un'economia turistica. Se quella località, dopo aver perso l'economia estrattiva, non avesse avuto il Planibel, oggi sarebbe un paese morto.

Con questo non si vuol certamente dire che la sola opzione che ci troviamo di fronte e che dobbiamo in qualche modo incoraggiare od incentivare sia necessariamente quella delle grandi o delle medio-grandi iniziative, ed io riconosco che una struttura da 300 letti rientra già in una dimensione abbastanza grande.

Dobbiamo però fare attenzione, perché qualcuno ci ha ricordato che oggi si ha a che fare con i tour operator, che inducono il moderno turismo, che - è inutile nasconderselo - è appunto promosso da questi operatori del settore, nel senso che non si può più stare lì ad aspettare che venga il villeggiante, il turista o il visitatore, ma occorre sollecitare e guidare questo flusso, che viene indotto evidentemente su dimensioni di una certa entità.

Questo non significa che in una località in cui vi sono alberghi grandi non lavorino anche quelli più piccoli, anzi è esattamente il contrario. Prima si è fatto riferimento a delle località dell'Alto Adige, dell'Austria e della Svizzera, ma io voglio ricordare che nei posti più importanti di quelle stesse zone vi sono alberghi di grandi e grandissime dimensioni, con una lunghissima tradizione turistica, accanto ai quali c'è tutto un tessuto di piccoli alberghi e di forme molto estese di ricettività minore, anche di carattere familiare. Quel turismo, però, si è sviluppato molto tempo fa, anche grazie ai grandi insediamenti che hanno esercitato una funzione attrattiva per tutte le forme o le iniziative turistiche minori.

Oggi, quindi, noi ci accingiamo a votare un provvedimento che non mira a stravolgere l'urbanistica né il paesaggio, perché i tecnici e la Sovrintendenza ci hanno detto che le iniziative in oggetto non hanno alcun grave impatto ambientale. Non si può neppure dire che noi creiamo delle "cattedrali nel deserto", poco gradite alle comunità locali, perché mi risulta che tutte queste iniziative sono gradite, anzi sono in qualche modo sollecitate, proprio per quella forma di sostegno che possono esercitare verso l'economia della zona.

Ritengo, quindi, che questo provvedimento, di cui tra l'altro si parlava già da parecchio tempo, perché era in gestazione da molto tempo, tenda a dotare la nostra regione di un maggior numero di posti letto - io credo che 800 posti letto in un colpo solo siano una cosa importantissima, ancorché distribuiti nel territorio (320 a Gressoney ed altrettanti a Champoluc, un po' meno ad Aosta) - ed a recuperare quel fortissimo "gap", tuttora esistente, tra posti letto alberghieri e posti letto condominiali. A mio avviso, quindi, tutto ciò che va in questa direzione è utile e va sostenuto ed incoraggiato.

Non si tratta neppure di far sorgere degli alberghi dove non c'è niente, ma di inserirli in realtà che stanno vedendo decrescere la presenza dei posti letto alberghieri, forse a causa di una insuffi-ciente spinta imprenditoriale probabilmente determinata dal fatto che gli investimenti alberghieri sono cari e forse anche dal fatto che la misura dell'intervento regionale non è ancora sufficiente ad incentivare investimenti più diffusi rispetto al passato.

Problemi certamente ne esistono, ma io credo che questa iniziativa vada nel senso giusto e pertanto, per quello che mi riguarda, ritengo che il voto favorevole non sia solo utile ma necessario.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)L'Assessore Pascale non ha condiviso la mia affermazione, secondo cui le scelte nel settore turistico dell'arco alpino che hanno ottenuto risultati di grande prestigio sono state quelle che hanno privilegiato la costruzione di alberghi altamente qualificati di piccole e medie dimensioni ed a gestione familiare. Vorrei precisare all'Assessore che con la dizione "gestione familiare", riferita agli alberghi di piccola e media dimensione, non si vuole intendere che il padre fa il cuoco, la madre serve in sala ed i figli portano le valigie, ma si vuole dire che di solito in questi casi gli imprenditori sono anche proprietari.

Detto questo, intendo ancora una volta ribadire che la tendenza consolidata in tutto l'arco alpino (Alto Adige, Svizzera, Austria ed in parte anche in Francia) è proprio quella di valorizzare e di incentivare la costruzione di piccoli e medi alberghi gestiti in questo modo.

Certamente nelle grandi stazioni turistiche, come Sant Anton, Kitzbuhel e Cortina, sono stati costruiti dei grandi alberghi, ma non certo in piccole località come Gressoney e Champoluc. L'Assessore mi deve citare un solo esempio di località alto-atesina, svizzera o austriaca, in cui sono stati costruiti alberghi come quelli di Champoluc o Gressoney.

Gli alberghi di grandi dimensioni sono stati costruiti, invece, nelle grandi stazioni turistiche. Il professor De Rita, nella sua relazione che io ho letto, dice giustamente che bisogna puntare su una politica alberghiera nel senso indicato dall'Assessore Pascale, ma egli si riferiva alle grandi città, come Torino, Milano, Las Vegas..., non certamente alle piccole località delle nostre vallate, come Gressoney o Champoluc.

Detto questo, credo che sul piano politico questa scelta sia un grave errore e, specie quelli di Gressoney e Champoluc, siano due gravissimi ed imperdonabili precedenti di errato inserimento di grandi strutture alberghiere in due piccole e bellissime vallate della nostra regione.

Torno a ripetere quanto ho già detto nella mia relazione: secondo me, si poteva benissimo parlare con gli imprenditori, senza alcun problema, per convincerli a costruire alberghi diversi ed a trovare eventualmente delle convenzioni anche con la gente del posto per aumentare i posti letto in queste vallate che, come è stato giustamente rilevato da tutti, hanno bisogno di incrementare i posti letto alberghieri. Insomma, si potevano benissimo costruire delle strutture adeguate all'ambiente locale ed al paesaggio e non in contrasto con la cultura della comunità locale.

A mio parere, rischiamo di trovarci di fronte a delle "cattedrali nel deserto" o a delle colonie di lusso, destinate a produrre passività ed a creare, con l'inserimento improvviso nel mercato di 800 posti letto, una situazione di instabilità, di disagio e di perplessità in queste due vallate.

Non voterò contro il provvedimento, perché so che i lavori sono già iniziati e quindi sorgerebbero dei problemi, e poi perché, in una situazione di difficoltà, questo provvedimento di legge potrebbe rappresentare, tutto sommato, il male minore; pertanto mi asterrò.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Les observations faites par les collègues, à propos de ce projet de loi, ont déjà mis en évidence que la discussion sur les interventions qui visent une plus grande qualification de notre région, est un point important du débat politique. Je voudrais tout de même souligner deux aspects.

Premièrement: j'estime que l'une des préoccupations principales des Conseillers est la concurrence possible entre les hôtels qui vont être construits et l'hôtellerie mineure. Si on me permet une analogie, c'est un peu le problème qui se vérifie au niveau industriel. Où il y a la possibilité d'avoir une moyenne industrie qui marche, il y a un "indotto" qui permet une économie plus petite mais plus importante, qui qualifie dans son ensemble les communes avoisinantes.

Je voudrais rappeler que l'échec que nous avons eu au moment où l'Ilssa-Viola a arrêté ses travaux n'a pas seulement concerné Pont-Saint-Martin ou les communes avoisinantes à cause des travailleurs qui n'étaient plus embauchés à l'Ilssa, mais il y avait eu toute une série de petites entreprises qui ont dû arrêter leurs travaux en quelques jours. Je crois que ceci est important et j'ai apprécié les affirmations faites par le conseiller Maquignaz à propos de certaines perplexités.

Deuxième point. Nous avons déployé, pendant des années, des milliards, non seulement dans le but d'avoir des Japonais en Vallée d'Aoste - on a engagé pas mal de temps et d'argent pour avoir certaines présences - mais on a aussi présenté la Vallée d'Aoste un peu partout et on avait très souvent une réponse négative à une présence qualifiée en Vallée d'Aoste, à cause du manque de lits.

La possibilité de s'insérer dans des circuits au niveau international nous permettra de faire connaître de plus en plus la Vallée d'Aoste et d'augmenter les présences touristiques. J'estime qu'il est important d'augmenter l'afflux des touristes dans des périodes normalement peu fréquentées, mai-juin et septembre-octobre, afin de prolonger les saisons utiles. Si on augmente la capacité de réception, cette opération devient plus simple.

Dernière remarque. Les interventions envisagées concernent une zone, Ayas-Champoluc et Gressoney, qui devrait être reliée. Tout le monde souhaite, et les conseillers Maquignaz et Bich l'ont déjà rappelé, qu'il y ait un accord pour avoir un grand domaine skiable, afin de mieux exploiter ce réseau.

A ce sujet, quelqu'un a rappelé le problème de l'environnement, mais ici le problème ne se pose pas, car les décisions sont déjà prises et les hôtels seront construits, avec des difficultés supplé-mentaires si la Région ne les aide pas. Je veux porter un exemple à propos de Champoluc. Cet hôtel est là depuis des années, inutilisé, simplement parce qu'on n'avait pas la possibilité de le réaménager afin qu'il fût à même d'accueillir des manifestations organisées dans la vallée. C'était impossible. Il fallait renoncer à toute une série de compétitions parce qu'on n'avait pas la possibilité d'héberger toutes les personnes qui devaient participer à ces manifestations. Il fallait aller toujours à Saint-Vincent.

Ce sont des petites remarques, de simples raisons, celles que j'ai voulu apporter au débat que nous sommes en train de faire.

A propos des trois interventions, j'estime que celle qui concerne Aoste représente un choix important qui va qualifier la ville et qui est nécessaire pour une capitale; pour les vallées latérales il s'agit simplement de terminer un travail qui avait déjà été entamé précédemment. Cette intervention ne constitue pas une concurrence à l'hôtellerie normale, mais au contraire j'espère qu'elle stimulera les présences et qu'on pourra retrouver l'envie de reprendre l'hôtellerie "normale".

Je voudrais rappeler que dans la vallée du Lys et dans celle de l'Evançon il y a de plus en plus d'hôtels qui arrêtent leur activité. Dans toute la Vallée il y a des cas pareils. Par conséquent, ou bien on a la possibilité de redémarrer d'une façon différente et à un niveau engageant, autrement on risque de ne plus avoir la possibilité de faire un travail important au point de vue touristique.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV) Colgo l'occasione della discussione della presente legge per ricordare un problema cui ha già fatto cenno il Consigliere Rollandin e che anch'io ho più volte posto all'attenzione del Consiglio.

Come è già stato detto in altre occasioni, il punto debole dell'economia regionale è rappresentato dalla media montagna, dove non ci sono aziende industriali e dove, non essendoci impianti di risalita, non è neppure possibile avere quelle presenze turistiche che potrebbero essere le premesse di uno sviluppo più interessante.

La media montagna, oltre alla presenza dell'attività agricola, conosce anche una presenza turistica (anziani, giovani e bambini) particolarmente indicata per le zone di media montagna, che normalmente vanno dai 700 ai 1200 metri.

Negli anni passati abbiamo assistito alla chiusura di tutta una serie di alberghi, che in qualche modo erano un po' il cuore delle zone di media montagna. La verità è che altri proprietari di alberghi hanno già chiesto, direttamente alla Regione o indirettamente attraverso i comuni, di poter trasformare gli alberghi o di venderli all'Amministrazione regionale, come è già avvenuto in alcuni casi recenti - ricordo l'albergo di Valpelline acquisito dal Comune attraverso la Regione - ma il problema si era già posto alcuni anni or sono a Gaby e si pone tutt'oggi a Challand, ancora a Gaby, Issime, Etroubles ed in altre località, interessando quasi tutte le zone di media montagna che, come dicevo, sono il punto debole dell'economia della nostra regione.

Rivolgendomi all'Assessore Pascale, ricordo che in passato, durante la discussione del bilancio, ma anche in altre occasioni, avevo già richiamato l'attenzione dell'Assessorato su questi problemi, ma credo che ora sia il caso di studiare un apposito intervento che vada incontro alle esigenze particolari di queste zone e consenta agli alberghi ancora presenti di ristrutturarsi e di adeguarsi alle nuove esigenze dei turisti, che chiedono come minimo di poter disporre di una camera dotata di bagno e servizi.

L'Assessore saprà certamente che, per fare interventi di questo tipo e per realizzare i progetti che ci sono stati sottoposti nel corso di un incontro con i responsabili dell'Adava, bisognerebbe disporre di un capitale di circa un miliardo di lire, che molto difficilmente può essere reperito da un proprietario privato.

Pertanto, a fronte di una situazione eccezionale, sarebbe bene prevedere anche un intervento eccezionale, per cui ritengo giusto che l'Amministrazione regionale dia una risposta a chi da molto tempo ha evidenziato nelle diverse sedi queste situazioni di difficoltà, che rischiano di aggravare le condizioni di vita delle zone di quella media montagna che, come dicevo, "est le point faible de l'économie de notre région".

Merci.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Certamente in Valle d'Aosta è necessario riequilibrare la ricettività turistica. Sappiamo tutti che uno dei problemi più importanti è la drammatica disparità fra i posti letto negli alberghi e quelli nelle seconde case. E' stato un grave errore permettere in passato - ed in parte sta ancora avvenendo - una grossa espansione della ricettività turistica legata alle seconde case, senza preoccuparsi della ricettività alberghiera e delle altre forme di ricettività meno costose dell'albergo, tutti settori in cui siamo fortemente carenti. Certamente, quindi, tutto quello che va nel senso di riequilibrare questo rapporto ha un significato positivo.

Allo stesso modo è sicuramente importante puntare ad un miglioramento qualitativo e quantitativo della nostra ricettività alberghiera. Non si tratta però solo di un problema di posti letto, ma anche di professionalità e di capacità di gestione di queste strutture.

Tuttavia, noi non crediamo che con la politica dei "superhôtels" noi riusciamo a dare una risposta ai problemi esistenti ed a far compiere un significativo passo avanti alla nostra ricettività turistica.

Mi sembra che lo spirito di fondo sia ancora legato ad una politica turistica finalizzata essenzialmente ai grandi numeri ed alla ricerca di grandi afflussi di persone anche abbastanza anonime, perché quelle fatte affluire dai grandi circuiti internazionali sono poco interessate al territorio e potrei dire che si tratti di una clientela scarsamente affezionata e legata al posto, ma più interessata a manifestazioni poco legate al territorio.

Questo grande afflusso richiede la presenza di grandi strutture, di impianti di risalita sempre più grandi e più estesi, in grado di smaltire contemporaneamente un afflusso sempre più ingente di sciatori, specie nei periodi di punta. A tutto ciò si aggiungono quindi anche i grandi alberghi per far fronte alle improvvise richieste ed alle gigantesche dimensioni dei grandi numeri di certi afflussi turistici.

A corollario poi di tutte queste iniziative si pongono le grandi manifestazioni sportive. Non è per caso infatti che c'è in ballo la candidatura per le olimpiadi invernali, ma per andare a riempire i "contenitori" (grandi alberghi) e per far funzionare i grandi impianti.

Si tratta di un modello che è stato applicato nella vicina Savoia, tant'è che si è arrivati a candidare Albertville per l'organizzazione dei giochi olimpici invernali al fine di sostenere un contenitore turistico sovradimensionato che stava perdendo colpi e che, nonostante la candidatura olimpica, continua a perderne ancora. Basta leggere le riviste francesi di queste settimane per rendersi conto della grave situazione in cui versano le stazioni turistiche della Savoia e della difficoltà di riuscire a fronteggiare la crisi, nonostante la candidatura olimpica e la sua funzione di volano turistico.

Oltre a ciò, questo voler puntare sui grandi numeri esige anche grandi infrastrutture per trasportare le masse di persone sempre più velocemente sul posto del soggiorno turistico, per cui: aeroporti sempre più grandi, strade sempre più larghe, autostrade...

Noi crediamo invece che una politica turistica di questo genere non sia adatta alla nostra regione e che anzi colpisca le sue caratteristiche più peculiari, quelle dei nostri comuni e della realtà delle nostre vallate alpine che hanno la necessità di non essere sommerse dai grandi numeri, dalle grandi cifre e dai grandi impianti, perché hanno la possibilità di offrire condizioni di vita e di soggiorno turistico qualitativamente diverse, senza che nelle nostre montagne si debbano riprodurre quelle condizioni di vita che sono sostanzialmente di tipo urbano.

Ci sembra purtroppo che il modello dei "superhôtels" - qualcuno, per semplificare, l'ha definito "modello Las Vegas" - non vada nella direzione di una corretta politica turistica.

Nel corso dell'audizione, da parte della Commissione, dei rappresentanti dell'Adava, e quindi di operatori che lavorano proprio su questo terreno, si sono sentite osservazioni molto giuste e puntuali verso le caratteristiche della politica turistica in Valle d'Aosta e le dimensioni che devono avere le nostre strutture ricettive, ma si è levata anche una critica molto netta e precisa verso queste strutture di grandi dimensioni ed in specie verso i due interventi di Gressoney e di Ayas, che si vogliono finanziare in modo particolare ed eccezionale.

A nostro avviso, si tende ancora una volta a perseguire un modello di sviluppo turistico basato essenzialmente sulla quantità, mentre dovremmo riconvertirci ad un discorso di qualità.

Ormai i più accorti ed attenti studiosi di politica turistica, per individuare un certo tipo di politica turistica innovativa usano la dizione "turismo dolce", per indicare quel tipo di turismo che non ha bisogno di grandi infrastrutture, ma che punta sulle piccole strutture per offrire condizioni di vita, di soggiorno e di fruizione turistica diverse rispetto al tipo di vita quotidiana delle grandi realtà urbane.

Ecco, a me sembra che noi, purtroppo, siamo ancora all'interno di una logica molto vecchia, che rischia di intaccare proprio alla radice le nostre autentiche ricchezze e quindi il futuro turistico della nostra regione, perché così facendo andiamo a distruggere - in gran parte è già avvenuto - le situazioni di equilibrio, di naturalità, di radicamento storico e quindi anche le nostre reali possibilità future.

Secondo noi, questo disegno di legge, con i contributi eccezionali e straordinari per questi mega-alberghi, si inserisce in un'ottica che non è né positiva né accettabile, per cui il nostro voto non può che essere contrario.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind)La ringrazio signor Presidente. Ho chiesto la parola per questo mio secondo intervento per contestare quanto è stato detto.

Io sto dalla parte dei piccoli albergatori, anche perché, provenendo da una famiglia di piccolissimi albergatori, conosco bene le difficoltà in cui si dibattono e le problematiche che li attanagliano e quindi oggi sento il dovere di fare questo secondo intervento, senza voler peraltro tediare i colleghi Consiglieri, perché sarò brevissimo.

L'effetto di trascinamento delle grandi strutture alberghiere sul movimento turistico in generale è assai ininfluente e lo si è visto in certe stazioni turistiche importanti, come ad esempio al Breuil, dove i grandi alberghi in certi periodi di bassa stagione sono completamente vuoti e sono come delle strutture fantasma, prive di qualsiasi attrattiva e non creano certamente un elemento di attrazione per il turismo.

Non solo, ma l'effetto trascinamento lo si è visto solo tra le due guerre, allorché il Palace era un po' la struttura alberghiera più importante, che obbediva appunto a questo tipo di logica, ma poi gli alberghi tipo il Palace sono stati completamente smantellati ed oggi si va verso strutture molto più agili, in cui con le economie di scala e quelle generali di gestione è possibile riassorbire gli altissimi costi delle strutture alberghiere.

Tra l'altro noi andiamo a danneggiare una categoria che è già molto in difficoltà nel veder rientrare gli impegni finanziari che, come è detto anche nella relazione dell'Assessore, non sono stati ininfluenti in questi ultimi anni, ed andiamo a toccare degli ambiti turistici in un momento proprio delicato, perché le loro infrastrutture non sono ancora state completate. Quando parlo di infrastrutture mi riferisco alla mano pubblica, che crea il palazzo del ghiaccio e quell'insieme di impianti che completano la funzionalità delle stazioni turistiche più importanti ed appetite.

Qui si fa peraltro una confusione enorme tra promozione e presenza-funzionalità dei grandi alberghi. Perché non si rivolge la promozione per aumentare il tasso di utilizzo dell'industria alberghiera o del posto letto durante la bassa stagione? Al Breuil, ad esempio, che tra l'altro è una delle stazioni più agevolate per la presenza di due stagioni (invernale ed estiva), abbiamo dei tassi di occupazione del posto letto che variano dal 15 al 20 per cento tra gennaio ed i primi giorni di febbraio. Perché non si fa un'opera di promozione? Mancano forse i posti letto in quel caso? No, l'offerta del posto letto è molto elevata; manca invece la promozione.

Perché allora non cominciamo a dare più spazio ad incentivare l'intermediazione turistica, a dare più spazio ad una qualificata proposta turistica anche in strutture piccole, dove è possibile accudire meglio il turista?

E' singolare, tra l'altro, che a difendere la proposta di strutture mega-galattiche siano gli stessi che nel 1968 sostenevano le seconde residenze o i condomìni, che sono poi proliferati in Valle e che avrebbero dovuto avere lo stesso effetto di trascinamento per il turismo che oggi viene accreditato a queste grandi strutture alberghiere. Le argomentazioni che venivano addotte allora erano analoghe a quelle che vengono portate oggi.

E' ancora più singolare che a fare questa proposta siano personaggi emergenti di quella "Sinistra possibile" che dovrebbe maggiormente tutelare la piccola imprenditoria. Mi sembra invece che qui siamo all'esegesi degli interventi come quello del Planibel di Ligresti, all'esegesi del grande capitale finanziario che si inserisce come un volano nella piccola imprenditoria e nel piccolo tessuto imprenditoriale valdostano.

Io a questo gioco non ci sto o comunque non posso starci, perché non lo ritengo valido, anzi lo considero penalizzante per la piccola imprenditoria e quindi voterò contro.

Ribadisco comunque che a sostegno delle tesi addotte dalla maggioranza non c'è il benché minimo dato di rilevamento sulle presenze alberghiere. Perché non andate a vedere le presenze alberghiere in quelle stesse zone nei mesi di gennaio, febbraio e marzo? Perché non andate a vedere nella media stagione quanto il tasso di occupazione del posto letto sia ancora basso rispetto ad altri comprensori molto più qualificati del nostro, dove peraltro i piccoli impianti di risalita, le piccole strutture alberghiere e le piccole stazioni turistiche hanno un ruolo molto più qualificato e pregnante?

Andiamo a vedere quelle realtà e facciamo un confronto tra alcuni comparti del Trentino e certi nostri settori, dove peraltro l'intervento pubblico è stato cospicuo, anche in settori correlati al turismo, come quello degli impianti di risalita. Andiamo a vedere come risponde meglio una stazione turistica del Trentino-Alto Adige, dove la frammentazione e la pluralità della proposta alberghiera è presente ed è molto più qualificata rispetto alla nostra, in cui in questo momento stiamo inserendo dei corpi estranei di queste dimensioni.

Con questo provvedimento noi compiamo un atto di netto sfavore nei confronti della piccola imprenditoria alberghiera.

Presidente Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

Il Consigliere relatore Maquignaz intende prendere la parola?... Non intende prendere la parola.

Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pascale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito. Sarò molto breve, anche perché, tranne pochissimi interventi, quelli dei due Consiglieri di zona di Cervinia e del Consigliere Riccarand, che mi sembrano muoversi in un'ottica un po' conservatrice ed all'interno di quella vecchia logica cui ha fatto cenno il consigliere Riccarand, ma espressa all'inverso, che tende forse più a frenare lo sviluppo che non a potenziarlo e rafforzarlo, mi pare che la stragrande maggioranza delle forze politiche presenti in Consiglio abbia riconfermato gli indirizzi sui quali avevamo già discusso in precedenza.

Vorrei ricordare in modo particolare il Consigliere Rollandin, che ha evidenziato molto bene le necessità del polo Ayas-Gressoney, che è in forte sviluppo e nel quale abbiamo fatto massicci investimenti nelle infrastrutture sciistiche e ricreativo-sportive e nel quale ne faremo ancora altri, perché il collegamento del Monte Rosa con il Cervino, di cui si comincia a parlare, ha una sua validità, al di là delle scelte tecniche che si andranno a fare, ma è un collegamento che a monte ha bisogno di una capacità ricettiva che attualmente non esiste.

Ecco, io credo che la validità di questi interventi sia fuori discussione, al di là poi dei vari distinguo, che rientrano nel gioco delle parti e che oggi impongono ad alcune forze politiche di votare in modo differenziato; non mi pare, infatti, di aver riscontrato una sostanziale divergenza di vedute sulla necessità di intervenire in queste località.

Presidente Il Vicepresidente Bich ha chiesto la parola per fatto personale; ne ha facoltà.

Gremmo(...fuori microfono...) Non è di Cervinia, ma è di Cavaglià.

Bich (Ind) Io sarò Consigliere di zona, ma per la sua risposta l'Assessore può essere definito "Assessore bonsai".

Presidente L'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pascale, ha chiesto la parola per "controfatto" personale; ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Vorrei solo dire che chi mi ha conosciuto nella passata legislatura sa che sono una persona molto sintetica, nel senso che sono abituato a dire in due parole quello che altri dicono con tantissime parole per parlarsi addosso.

Presidente Passiamo ora all'esame dell'articolato.

Do lettura dell'articolo 1.

Articolo 1 (Finalità)

1. Al fine di favorire il potenziamento e il miglioramento qualitativo dell'offerta turistica della regione e di contribuire ad un tempestivo riequilibrio del rapporto tra ricettività alberghiera e infrastrutture turistiche, la Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi in conto interessi relativi a mutui a tasso ordinario, da contrarsi con gli istituti di credito autorizzati, in favore delle società "Valle d'Ayas servizi Spa", "Sesto Grado srl" e "Alga srl" per la realizzazione di tre complessi alberghieri che le società stesse intendono costruire rispettivamente nei comuni di Ayas, di Gressoney-Saint-Jean e di Aosta.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 2.

Articolo 2 (Modalità di intervento)

1. La misura del contributo regionale in conto interessi è pari alla differenza tra il tasso agevolato applicato ai mutui regionali concessi per analoghe iniziative ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, e successive modificazioni, concernente "Costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta", e quello ordinario praticato dagli istituti di credito.

2. Il contributo di cui al comma uno viene accordato per mutui ordinari concessi nella misura massima del 70% della spesa ammessa e aventi una durata non superiore ad anni diciotto più due di preammortamento.

3. Concorrono a formare la spesa ammissibile di cui al comma due le spese relative alla costruzione del complesso, alla fornitura degli arredi e delle attrezzature, nonché le spese di progetto, direzione e collaudo lavori, fino ad un massimo del 6% dell'ammontare di spesa relativa alla costruzione, con esclusione delle spese afferenti l'acquisto del terreno e gli oneri di urbanizzazione.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 2 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 3.

Articolo 3 (Stipula di convenzione)

1. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare con gli istituti di credito autorizzati apposite convenzioni per la concessione, su proposta della Regione, per gli scopi di cui alla presente legge, di mutui assistiti da contributo in conto interessi, della durata prevista dal comma due dell'art. 2, alle condizioni in uso presso gli Istituti medesimi.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 4.

Articolo 4 (Domanda di finanziamento)

1. Per l'ottenimento dei finanziamenti di cui all'articolo 2 le società interessate devono presentare all'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali domanda in carta legale corredata dalla seguente documentazione:

a) progetto delle opere e relativa concessione edilizia;

b) relazione tecnico-illustrativa;

c) computo metrico estimativo;

d) piano economico-finanziario.

2. Dopo l'istruttoria compiuta dall'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali, la domanda è sottoposta all'esame della commissione di cui all'articolo 18 della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, e successive modificazioni, per un parere tecnico-consultivo.

3. Ad avvenuta approvazione da parte della Giunta regionale le domande vengono trasmesse agli istituti di credito convenzionati, prescelti dai mutuatari, per gli ulteriori adempimenti necessari ai fini dell'erogazione del mutuo.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 5.

Articolo 5 (Non cumulabilità dei benefici)

1. I contributi previsti dall'articolo 2 non sono in alcun caso, per le medesime iniziative, cumulabili con altri contributi o provvidenze regionali, mentre sono cumulabili con analoghe provvidenze concesse dallo Stato o da altri enti pubblici per le medesime iniziative entro il limite massimo della spesa riconosciuta ammissibile ai sensi della presente legge.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 6.

Articolo 6 (Controlli)

1. L'Assessorato regionale delle Finanze, in collaborazione con gli istituti di credito convenzionati, provvede al controllo amministrativo e contabile sull'impiego dei contributi concessi ai sensi della presente legge.

2. L'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali provvede al controllo tecnico delle opere nonché alla loro conformità al progetto di cui alla lettera a) del comma uno dell'art. 4; a tale scopo i mutuatari devono consentire ogni tipo di controllo richiesto dall'Amministrazione regionale.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 7.

Articolo 7 (Vincolo di destinazione)

1. Gli immobili e le opere che hanno beneficiato dei contributi previsti dall'articolo 2 non possono mutuare la destinazione per la quale venne concesso il contributo per il periodo corrispondente alla durata originaria del mutuo, a decorrere dalla data di stipulazione del contratto definitivo di mutuo.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 7 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 8.

Articolo 8 (Finanziamento)

1. Per l'effettuazione degli interventi previsti dalla presente legge è autorizzato un limite di impegno di £. 1.000.000.000, per la durata di anni 20, per contribuzioni in conto interessi su mutui a tasso ordinario da contrarsi con gli istituti di credito autorizzati.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 8 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 9.

Articolo 9 (Norma finanziaria)

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, ammontante ad annue lire 1.000.000.000 a decorrere dall'anno 1991 per l'intera durata dei piani di ammortamento, graverà sul capitolo n. 65225 che viene all'uopo istituito per l'anno finanziario 1991 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.

2. Alla copertura dell'onere di cui al comma uno si provvede, per gli anni 1991/93, mediante riduzione di lire 1.000.000.000 per ciascun anno dallo stanziamento iscritto al capitolo 67030 "Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento" del bilancio annuale 1991 e pluriennale 1991/1993.

3. Ad una eventuale rimodulazione del limite di impegno si provvederà ai sensi dell'art. 19 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta".

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 9 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 10.

Articolo 10 (Variazioni di bilancio)

1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1991 sono apportate le seguenti variazioni in termini di competenza e di cassa:

in diminuzione

Cap. 67030 "Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento"

competenze lire 1.000.000.000

cassa lire 500.000.000

in aumento

Cap. 65225 (di nuova istituzione)

codificazione 2.1.2.4.03.03.10.24.09 "Contributi per il concorso nel pagamento di interessi su mutui concessi per il potenziamento e la qualificazione dell'attività alberghiera".

Limite di impegno per l'anno 1991:

competenza lire 1.000.000.000

cassa lire 500.000.000

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 10 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 11.

Articolo 11 (Dichiarazione di urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del comma tre dell'art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 11 testé letto.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 20

Contrari: 1

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul complesso della legge.

Esito della votazione:

Presenti: 34

Votanti: 21

Favorevoli: 19

Contrari: 2

Astenuti: 13 (Agnesod, Andrione, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Voyat e Viérin)

Il Consiglio approva

Presidente Colleghi Consiglieri, prima di passare ad una proposta che mi è stata prospettata, vi ricordo che ieri è stata iscritta in via d'urgenza una risoluzione concernente la campagna per il referendum, sottoscritta da un notevole numero di Consiglieri di tutti i Gruppi.

Poiché il documento, che vi è stato distribuito ieri, è stato iscritto d'urgenza, dovrebbe essere votato prima che si facciano proposte per sospendere il dibattito consiliare o per variare il calendario dell'attività.

Pertanto, se non ci sono obiezioni, proporrei di passare all'esame della risoluzione iscritta ieri in via d'urgenza.