Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 1412 du 26 septembre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1412/IX - Situazione economico-finanziaria della "Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste" (Interpellanza).

Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi:

INTERPELLANZA

Venuto a conoscenza di notizie allarmanti sulla gestione e sulle risultanze economico-finanziarie della "Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste", con perdite che assommano al luglio 1990, a circa 1500 milioni di lire, nel solo esercizio che parte dal 28 febbraio 1988;

considerato che il caos gestionale produce l’effetto di sperperare il pubblico denaro senza peraltro lasciar intravedere un risanamento contabile e produttivo, malgrado il sostegno della Giunta e del Consiglio regionali investiti nella complessa problematica, ma lenti nei processi di controllo ed in quelli decisionali, con riferimento soprattutto alla passata maggioranza politica;

atteso che i mutamenti preannunciati nella composizione della quota di proprietà privata, lungi dal tranquillizzare la pubblica opinione, offrono uno spettro devastante delle nuove prospettive legate ad una sommaria incertezza, commentata anche da taluni amministratori della "Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste" sulla stampa quotidiana;

in attesa di stabilire le responsabilità di un conto economico paralizzato dall’inefficienza e caratterizzato da una strenua, quanto imprevista passività i cui risvolti dovranno "ope lege" essere accertati;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

interpella

il competente Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale per sapere qual è la situazione contabile in essere e quali sono le prospettive ed i rimedi previsti con l’intervento regionale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Aloisi (MSI) - E’ un argomento questo che è stato ampiamente dibattuto negli anni scorsi, soprattutto nel momento in cui si discuteva la composizione della nuova società con capitale maggioritario privato della centrale del latte.

La costituzione di questa nuova centrale avrebbe dovuto essere una novità positiva nel panorama economico della Valle d’Aosta subentrando alla vecchia centrale che era cronicamente passiva. Invece scopriamo, a leggere i giornali naturalmente, soprattutto in questo ultimo periodo, che le perdite di esercizio della società dalla data di fondazione, che è il 28 febbraio 1988, fino al 31 luglio 1990 ammontano ad 1 miliardo 450 milioni.

Per l’anno in corso è addirittura previsto un passivo preventivato di 1 miliardo 280 milioni. E’ veramente una situazione disastrosa.

La nuova centrale, negli intenti penso di tutti i gruppi e soprattutto della vecchia Giunta regionale, avrebbe dovuto produrre yogurt, lavorare il latte e venderlo come prodotto fresco, ricavarne fontina, tomette, quindi lanciare nel panorama economico nazionale il prodotto valdostano.

Invece scopriamo per esempio che lo yogurt veniva prodotto a Vipiteno e veniva poi etichettato in Valle d’Aosta e quindi inviato come prodotto locale; oltretutto era anche una truffa perchè si ingannava il consumatore. Si lavoravano prodotti scadenti e si continuavano ad accumulare soltanto dei debiti.

A rendere complicata l’intera vicenda vi sono altri due elementi: il primo è l’inserimento di nuovi soci che avrebbero acquistato ultimamente il 20,4 percento della quota della Genefin ed il 30,6 percento della Protecal del famoso sig. Polchi, personaggio di cui abbiamo ampiamente parlato in quest’aula.

Tutto ciò avviene mentre la nuova Giunta regionale - e questo è il secondo elemento - ha deciso di rifinanziare la vecchia centrale e toglierla dallo stato di liquidazione, affidandone la gestione alla Finaosta, ed erogando quindi un contributo straordinario di 500 milioni ed un mutuo di altri 700 milioni.

La nuova Giunta - sembra - avrebbe l’intenzione di ripescare la vecchia società della centrale del latte, perchè i debiti della nuova centrale sono troppi, le difficoltà finanziarie sono enormi e vi è una situazione di deficit cronico difficile da sanare.

E’ una situazione questa alquanto paradossale, ereditata è vero dalla vecchia Giunta regionale con i mutamenti preannunciati nella composizione delle quote azionarie di proprietà privata; tutto ciò però offre uno spettro devastante sulle prospettive e soprattutto offre una sommaria incertezza su quello che può e deve essere il futuro.

Vorremmo capirne di più, vorremmo che fossero accertate anche eventuali responsabilità, perchè vi è un conto economico paralizzato soprattutto dalla inefficienza e caratterizzato da una strenua quanto imprevista passività, i cui risvolti di responsabilità ritengo sia doveroso accertare.

Vorremmo conoscere - ecco l’intento di questa interpellanza - le intenzioni della nuova Giunta su questo grave problema, anche se riconosciamo che il nuovo esecutivo non è responsabile di questi fatti; tuttavia soprattutto alcuni partiti che compongono questa nuova maggioranza erano nella maggioranza vecchia, quindi una certa responsabilità se non altro di carattere morale c’è.

Vorremmo conoscere la reale situazione, quali sono le prospettive della nuova Giunta e quali sono i rimedi previsti con l’intervento regionale che si prefigge di rilanciare la vecchia centrale del latte.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore all’Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Lanièce, ne ha facoltà.

Lanièce (DC) - Le cifre concernenti le perdite di esercizio della società per azioni Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste ammontano globalmente a Lire 1.499.963.335, su un capitale di Lire 1.800.000.000.

Per la precisione le perdite sono di Lire 841.700.501 per le perdite dal 1° gennaio al 31 agosto 1990, e Lire 658.262.834 di perdita degli esercizi precedenti.

Le perdite debitorie più pesanti sono costituite dalle somme dovute per la costruzione del nuovo stabilimento di Gressan, nonchè dal debito di fornitura con la vecchia Centrale.

Non starò a dare lettura del bilancio di esercizio della Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste al 31 agosto 1990 e della relativa relazione per economia di tempo, relazione che comunque tengo a disposizione del collega interpellante in modo che possa avere tutti i dati completi sulla situazione.

Per quanto concerne la seconda domanda, la nuova società non è ancora entrata in produzione ed esistono serie difficoltà anche di carattere finanziario, tali da rendere incerto il rapporto con i produttori di latte e la distribuzione di latte fresco alla cittadinanza.

La Giunta regionale con deliberazione del 29 agosto 1990 ha conferito incarico alla Finaosta di sottoscrivere un aumento di capitale della Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste, al fine di consentire la revoca dello stato di liquidazione e la prosecuzione dell’attività, onde evitare il rischio di privare la cittadinanza di latte fresco e i conferitori della possibilità di continuare a conferire il latte.

Il richiamato provvedimento della Giunta regionale consente di ovviare ai problemi evidenziati, nonchè di fare luce sui complessi rapporti che si sono creati all’interno della nuova società Centrale Laitière de la Vallée d’Aoste. La situazione necessita di valutazioni ed analisi approfondite, in modo da accertare: primo, le cause e le responsabilità del dissesto finanziario che, come ho detto poc’anzi, si evidenzia molto pesante; secondo, per poter valutare molto attentamente le proposte dei nuovi azionisti onde evitare eventuali guai successivi.

In questo momento la nuova Giunta è in attesa delle proposte dei nuovi azionisti che sono subentrati, come giustamente ha già evidenziato l’interpellante.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - A questo proposito mi consentirà il Consigliere Aloisi ed anche il Consiglio regionale di dire due parole in relazione alla situazione della vecchia e della nuova centrale del latte.

Effettivamente sono intervenuti dei nuovi azionisti sotto il nome della società Proteco, che avrebbe comprato la maggioranza della società Protecal, quella originaria. Con questi nuovi azionisti, dei quali noi non sappiamo ancora nulla salvo il fatto che abbiano sottoscritto il capitale azionario per acquistare le azioni della Protecal, avremo probabilmente nei prossimi giorni un incontro per sapere quali sono le loro iniziative a questo riguardo.

Però mi sembra opportuno ricordare al Consiglio alcune cifre, perchè quando si parla di disavanzi, un miliardo e mezzo, un miliardo e ottocento milioni, si può rimanere un po’ in sospeso.

Questo disavanzo è determinato in modo particolare da 988 milioni per l’acquisizione dei terreni in Gressan, 551 milioni per la progettazione e l’ingegneria relative allo stabilimento, 155 milioni per gli oneri di urbanizzazione, 1 miliardo e 400 milioni come stato di avanzamento per la costruzione della nuova centrale. Certamente colui che sta costruendo ha già ricevuto una certa somma in acconto da parte della Finaosta, con una operazione nella quale sono state messe delle ipoteche a garanzia del credito della Finaosta.

A queste somme bisogna aggiungere le partite da liquidare, o quanto meno non da aggiungere ma che completano il quadro finanziario della società, che sono 1 miliardo 170 milioni, che comprendono 639 milioni di fatture ricevute dalla ditta Longarini (quella che costruisce la nuova centrale), 119 milioni per oneri accessori, 162 milioni per interessi di mora, 64 milioni di interessi di mora nei confronti della Centrale Laitière.

A questo aggiungo ancora che pochi giorni or sono, prima che la vecchia centrale del latte fosse tolta dalla liquidazione, il commissario liquidatore ha mandato una lettera alla nuova centrale chiedendo un pagamento di circa 800 milioni per il latte conferito. Succedeva questo in parole povere: la vecchia centrale operava nel latte, prendeva i conferimenti, lavorava il latte, dopo di che lo passava alla nuova centrale per la commercializzazione e la nuova centrale non pagava la vecchia centrale, per cui sono rimasti anche dei crediti della vecchia centrale nei confronti della nuova. Ed è anche per questo che è andata in liquidazione.

Tutto il problema si sarebbe risolto con una certa facilità se in sede di consigli di amministrazione i rappresentanti della Regione, sigg. Quendoz e Gorrex, avessero ritenuto, come sarebbe doveroso per coloro che rappresentano un ente pubblico, di accettare le decisioni che sono state assunte dalla nuova maggioranza. Ho parlato personalmente con il sig. Quendoz, dicendogli che sarebbe stato opportuno di ripassare in sede di consiglio di amministrazione la commercializzazione dalla nuova centrale alla vecchia. Il dott. Piaggio ha parlato direttamente con il sig. Gorrex per fargli lo stesso tipo di ragionamento.

I due rappresentanti della Regione - anche se il sig. Gorrex era stato nominato dalla Regione in un accordo con i privati, perchè avrebbe dovuto essere nominato dai privati ma in realtà è stato nominato dalla Regione - hanno acceduto a questo tipo di discorso e il sig. Gorrex in sede di consiglio di amministrazione ha fatto tutta una relazione nel senso positivo di questa valutazione, cioè, di ripassare la commercializzazione dalla nuova alla vecchia centrale. Senonchè è successo poi un fatto stranissimo, perchè in sede di votazione dei tre rappresentanti della Regione uno solo ha votato per questa soluzione, il sig. Charbonney, mentre gli altri due rappresentanti della Regione hanno votato con gli azionisti privati.

Questo fatto di non aver acceduto a questo tipo di posizione politica, o di politica aziendale, chiamatela come volete, che la maggioranza inten-deva portare avanti per ridare fiato a quelle che erano le necessità della popolazione in materia di latte e per evitare che venisse eliminato o abbandonato un settore socio-economico importantissimo per quanto riguarda la Regione, ha creato delle situazioni assurde ed ha messo la Regione in estrema difficoltà.

Per cui la Giunta regionale sta esaminando se non ci sia la possibilità di iniziare azioni di responsabilità civile nei confronti dei due rappresentanti della Regione che hanno votato in contrasto con le decisioni dell’Amministrazione regionale. Le ragioni per cui hanno votato contro non le sappiamo in via ufficiale, le sappiamo in via ufficiosa, per cui mi permetto di non dirle in sede di Consiglio regionale perchè non voglio accendere della polemica inutile.

In questa situazione la vecchia centrale, se avesse riavuto la commercializzazione, avrebbe avuto la possibilità di definire con estrema rapidità tutte le questioni finanziarie che esistevano nella nuova centrale; probabilmente avrebbe provveduto, perchè noi le avremmo dato successivamente i soldi, a definire le questioni della nuova centrale, quindi o comprarla, o ridimensionarla, o fare quello che è necessario fare.

Oggi la situazione è grave, perchè abbiamo dei macchinari che sono di proprietà della nuova centrale che, caso strano, sono entrati nella vec-chia centrale e sono utilizzati da quest’ultima, mentre la commercializzazione dalla vecchia centrale è stata passata alla nuova centrale, quindi c’è una confusione di situazioni societarie che fa un po’ sorridere.

Adesso incontreremo questi nuovi soci privati che sono intervenuti, e vedremo quali sono le loro intenzioni; a parole dicono di essere pieni di soldi, pieni di buona volontà. Non esiste nello statuto una clausola per cui la Regione possa dare il gradimento a questi nuovi soci; vi è una unica possibilità da parte della Regione ed è quella di esaminare se questi nuovi soci sono persone idonee e capaci nella commercializzazione del latte, cioè persone che abbiamo esclusivamente fatto questo tipo di lavoro nel settore del latte. Se ciò non sarà, assumeremo le nostre decisioni, valuteremo le cose con questi nuovi soci che peraltro fino a questo momento non abbiamo visto, anche se loro hanno fatto irruzione nella sede della nuova centrale con fax, telegrammi, con posizioni di padronanza totale ed assoluta della società.

Sicuramente l’assemblea che è convocata per oggi dovrà provvedere ad una riduzione del capitale sociale, perchè le perdite di bilancio sono tali che in base al codice civile deve essere ridotto il capitale sociale; vedremo quali saranno le decisioni della assemblea di oggi e poi assumeremo le decisioni dovute.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi per la replica, ne ha facoltà.

Aloisi (MSI) - Ringrazio l’intervento dell’Assessore che è stato molto preciso. Soprattutto ha informato il Consiglio che è intenzione della nuova Giunta di fare piena luce su tutti quei rapporti e di accertare le cause di questo dissesto finanziario.

Voglio con tutta obiettività ringraziare il capo dell’esecutivo, perchè è la prima volta che succede che il Presidente della Giunta intervenga in modo così dettagliato e preciso ad illustrare al Consiglio quella che è la reale situazione in questo momento su questa drammatica vicenda.

Però devo anche prendere atto di un altro aspetto. Qui sono emerse delle situazioni gravissime, innanzitutto per il costo del progetto di 551 milioni, che mi sembra un costo astronomico, e soprattutto per il comportamento dei rappresentanti della Regione in quello che ci ha illustrato ora il Presidente della Giunta. Quindi inviterei la Giunta intera, i Capigruppo ad affrontare insieme questo problema e valutare se non sia il caso che la Commissione competente non svolga una indagine di carattere amministrativo su questa situazione, perchè non possiamo accettare che i rappresentanti della Regione si comportino in modo difforme alle indicazioni di carattere politico date da una Giunta e che soprattutto nel caso specifico siano andati contro le necessità e gli interessi della Regione.

E’ importante l’intervento del Presidente della Giunta che ha fatto emergere questi fatti, di cui nessuno di noi era a conoscenza. Mi ritengo soddisfatto delle risposte.

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