Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 1399 du 13 juillet 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1399/IX - DISEGNO DI LEGGE: "INTERVENTO REGIONALE PER IL SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA PER L'ORGANIZZAZIONE DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI 1998". (Approvazione di risoluzione)

PRESIDENTE:Il Consigliere Trione, relatore del disegno di legge n. 202, iscritto in via d'urgenza al punto 40 ter dell'ordine del giorno, ha chiesto la parole per illustrare il provvedimento; ne ha facoltà.

TRIONE (DC) La 4a e 5a Commissione mi hanno incaricato di relazionare sul disegno di legge n. 202; cosa che ho fatto nella riunione dell'11 luglio e che ripeto oggi, dopo che ne è stato distribuito il testo a tutti i Consiglieri.

Le Commissioni consiliari 4a e 5a, riunite congiuntamente, hanno esaminato il disegno di legge in oggetto nelle sedute del 10 e dell'11 luglio. L'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali l’ha illustrato brevemente, presentando un emendamento che probabilmente sarà illustrato dallo stesso Assessore.

In relazione alle richieste di approfondimento avanzate da alcuni Consiglieri, ho fornito alle Commissioni, ed oggi fornirò al Consiglio, una cronistoria delle varie vicende che hanno portato, prima, alla presentazione di una risoluzione sottoscritta da 34 Consiglieri, approvata dal Consiglio regionale il 21 marzo 1990, e, successivamente, alla presentazione del disegno di legge n. 202.

L'ipotesi di candidare la città di Aosta, e quindi di fatto l'intera Regione, per l’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali del 1998 si era affacciata verso la fine del 1988, ma aveva cominciato ad assumere connotati più definiti solo nella prima metà dello scorso anno.

L'11 aprile 1989 il Presidente della Giunta regionale inviava all'allora Presidente del Consiglio, on. De Mita, una richiesta tendente ad ottenere il sostegno del Governo italiano per la candidatura stessa. La Presidenza del Consiglio, pur dando il proprio assenso, inviava erroneamente la propria lettera di sostegno direttamente al CIO, invece che al CONI e alla Regione. La successiva caduta del Governo De Mita impediva tuttavia di rimediare all'errore e di ottenere dalla Presidenza del Consiglio una nuova lettera favorevole.

Contestualmente, veniva chiesto al Comune di Aosta di approvare con apposita delibera, adottata il 27 settembre 1989, la candidature della città per l’organizzazione dei Giochi, in quanto i regolamenti del CIO prevedono che le candidature possano essere inoltrate solo con riferimento ad una città.

Il primo atto formale della Regione nei confronti del CONI risale al 14 novembre 1989 ed è costituito da una lettera, con allegata una relazione tecnica, con la quale il Presidente della Giunta proponeva ufficialmente al Presidente del CONI, Gattai, la candidatura della Valle d'Aosta per l’organizzazione dei Giochi. L'istanza avrebbe dovuto fare riferimento alla città di Aosta, ma l'imprecisione non era rilevata dal CONI, tant’è che il CIO rispondeva quasi subito con una lettera, in data 12 dicembre 1989, con la quale il Presidente Samaranch esprimeva la propria soddisfazione per la candidature di Aosta.

Non appena ricevuta, tramite il CONI, la lettera del CIO, il Presidente della Giunta provvedeva a chiedere al nuovo Presidente del Consiglio, on. Andreotti, l'assenso ed il sostegno del Governo italiano per la candidature di Aosta. Tale richiesta non ha ottenuto a tutt'oggi alcuna risposta ufficiale, se non delle informali assicurazioni da parte della Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il formale sostegno del Governo italiano è tuttavia indispensabile. Il CIO non potrebbe, infatti, prendere in considerazione una candidature che ne fosse sprovvista. Ciò ha probabilmente indotto a rinviare fino ad oggi il compimento di alcune operazioni, peraltro essenziali, per una corretta gestione della candidature. Si tratta, in particolare, di due operazioni: la formale costituzione di un comitato promotore della candidature e l'adozione di idonei provvedimenti di legge per il finanziamento pubblico dell'attività del medesimo Comitato.

Nonostante la mancanza di questi elementi fondamentali, è stato ritenuto opportuno intraprendere ugualmente una serie di iniziative finalizzate alla promozione della candidature di Aosta. Tali iniziative sono state le seguenti: - partecipazione ad una cena di gala, della Federazione Italiana Sport del ghiaccio, offerta a Berna il 29 aprile 1990, in occasione dei Campionati mondiali di hockey; in tale circostanza è stato incontrato il Presidente della Federazione Internazionale Sabetzski;

- realizzazione di un primo schematico dossier di presentazione della candidatura della città di Aosta per i Giochi olimpici invernali del 1998 (delib. Giunta n. 3148 del 6 aprile 1990), da utilizzarsi nell'ambito delle varie manifestazioni già programmate;

- partecipazione con uno stand al XXXVII° Congresso della Fédération Internationale de Sky (FIS) in programma a Montreux dal 20 al 27 maggio 1990 (delib. Giunta n. 3745 del 27 aprile 1990);

- presenza della Valle d'Aosta al Congresso dell'Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali (ACNO), svoltosi a Barcellona dal 4 al 7 giugno 1990 (delib. Giunta n. 3936 del 4 maggio 1990); - organizzazione a Saint-Vincent, dal 10 al 17 giugno 1990, del Congresso della Federazione Internazionale di Hockey su ghiaccio (delib. Giunta n.- 3934 del 4 maggio 1990);

- organizzazione, infine, dal 6 al 24 giugno 1990, del Congresso della Fédération Internationale de Bobsleigh et Tobogganing (delib. Giunta n. 3935 del 4 maggio 1990) .

Occorre ancora rammentare che il 25 maggio scorso la Giunta ha approvato due provvedimenti, coi quali si autorizzano la signora Glorianda Cipolla di Courmayeur e l'agenzia Trandora di Milano a svolgere, in attesa della costituzione del Comitato promotore, una serie di attività connesse alla promozione e alla gestione della candidature. Solo la prima delibera ha peraltro ottenuto il visto della Commissione di Coordinamento, mentre la seconda ha dato luogo ad alcuni rilievi ed è tuttora in sospeso.

In data 10 marzo 1990 il CIO ha provveduto a trasmettere il seguente elenco di città ufficialmente candidate: Jaca in Spagna, Nagano in Giappone, Ostersund in Svezia, Salt Lake City negli Stati Uniti e Soci in Unione Sovietica, e, con lettera dell'11 aprile 1990, ha richiesto una cospicua serie di documenti, dati ed informazioni. Con la stessa lettera viene fissato il termine del 1° novembre 1990 per la trasmissione al CIO del dossier di presentazione della candidature e del deposito di 100 mila dollari, richiesto ad ogni città candidata.

Più di recente il CIO ha altresì comunicato la data e l'ora (il 16 settembre 1990 alle ore 9,30) dello spazio assegnato alla città di Aosta per presentare la propria candidature in occasione del 96° Congresso del CIO, che è in programma a Tokyo dal 13 al 20 settembre 1990.

L'importanza e l'impegno di queste ormai prossime scadenze rendono pertanto estremamente urgente tanto la costituzione del Comitato promotore, quanto la messa a disposizione dello stesso di adeguate risorse finanziarie.

I compiti fondamentali del Comitato, di cui all'articolo 1 del disegno di legge n. 202 e da svolgersi sotto il controllo della Regione, dovrebbero essere i seguenti:

- predisporre il dossier di presentazione della candidature e farlo pervenire al CIO entro il 1° novembre 1990, unitamente al deposito di 100 mila dollari;

- predisporre tutto quanto necessario (materiale grafico, filmati e varie documentazioni) per la presentazione a Tokyo di metà settembre;

intraprendere una massiccia opera di sensibilizzazione e di pubbliche relazioni personalizzate nei confronti dei 92 membri del CIO, oltre che dei responsabili politici e tecnici delle federazioni sportive interessate (sci, bob e sport del ghiaccio);

curare un’adeguata pubblicizzazione della candidature, al fine di ottenere significativi rientri in termini di immagine per la Valle d'Aosta.

E' ovvio che, per poter adempiere a compiti così vasti e complessi, il Comitato deve necessariamente dotarsi di una struttura operative altamente specializzata. L'insufficiente disponibilità di tempo è l'aspetto che più condiziona le possibilità di conseguire un risultato almeno dignitoso in occasione della votazione per l'assegnazione delle Olimpiadi del 1998, prevista a Birmingham nel giugno del 1991.

E' opportuno rammentare che il Consiglio regionale, con il provvedimento che ho già citato, ha deliberato di approvare la candidatura in questione e di assicurare alla stessa tutti i supporti necessari ad un suo adeguato sostegno in tutte le sedi in cui ciò si renderà opportuno, nella certezza che questa rappresenti una eccezionale opportunità di crescita strutturale e culturale, nel rispetto e nell'esaltazione della storia, delle tradizioni e delle vocazioni, della Valle d'Aosta.

Il disegno di legge n. 202, con l'intervento finanziario di 4 miliardi di lire e la costituzione di un apposito Comitato, persegue i fini su esposti. Le Commissioni ne auspicano, pertanto, una sollecita approvazione da parte del Consiglio regionale.

La Commissione Affari Generali ha espresso il parere di compatibilità finanziaria.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):Ringrazio il Consigliere Trione per l'ampia e dettagliata relazione che ha fatto su questo disegno di legge ai sensi del nuovo Regolamento.

Dalla cronistoria emerge chiaramente che tutte le formalità necessarie per la presentazione della candidatura sono state assolte, fatta eccezione per il sostegno del Governo italiano, che però non dovrebbe tardare.

Si passa ora alla seconda fase, cioè alla fase operativa, ed è sotto questo aspetto che noi siamo in notevole ritardo. Le scadenze citate dal Consigliere Trione, in modo particolare quelle del 15 settembre a Tokyo e quella del 1° novembre, sono ravvicinate e molto impegnative. In pratica, noi dovremmo fare in due o tre mesi quello che altre città candidate hanno fatto almeno in un anno.

A mio avviso, gli adempimenti che andiamo ad assumere oggi, cioè l'approvazione di questo disegno di legge e la costituzione del Comitato, dovevano essere fatti almeno sei mesi fa. Probabilmente la Giunta precedente ha fatto delle valutazioni politiche diverse.

Nonostante queste difficoltà, che certamente incontreremo, la Giunta e la maggioranza, dopo una approfondita analisi, hanno deciso di mantenere la candidatura, sia perché ritirarla oggi vorrebbe dire perdere ogni credibilità a livello internazionale, sia perché questa candidatura, se gestita in modo intelligente ed accorto sul piano promozionale, può comunque comportare dei grossi benefici sotto il profilo dell'immagine turistica della Valle d'Aosta.

Gli strumenti individuati per attuare questa fase operativa sono gli stessi già utilizzati in occasioni simili, come ad esempio la legge 34 del 1986 per la celebrazione del bicentenario della prima ascensione al Monte Bianco: con atto pubblico presso un notaio si costituisce un comitato promotore od operativo, con un proprio statuto, e si approva un disegno di legge che eroga a questo Comitato dei finanziamenti, che avvengono con delibera della Giunta regionale e quindi sotto il suo diretto controllo, come si evince chiaramente dal testo della legge.

Non sono possibili altri strumenti. Il Consigliere Riccarand ancora ieri, nella discussione sull'iscrizione di quest'ordine del giorno, aveva sollevato in Commissione la possibilità di provvedere con delibere di Giunta a favore di questo Comitato, ma gli uffici competenti ci hanno detto che ciò non è legittimo. Così pure non pare opportuno che la Giunta affidi incarichi di carattere professionale per la redazione di questo dossier o comunque per provvedere a tutta la documentazione necessaria, sia perché si tratta di coinvolgere molte energie professionali, sia soprattutto perché l'interlocutore del CIO deve essere un Comitato promotore e non può essere un ente pubblico.

Per quanto riguarda la costituzione di questo Comitato, la composizione ottimale dovrebbe vedere la compresenza di rappresentanti pubblici e di partner privati. Se noi avessimo avuto più tempo a disposizione, saremmo qui a proporre un Comitato con una rappresentanza sia pubblica sia di partner privati. Ancora una volta, purtroppo, l'urgenza ci impone di individuare oggi quali sono i rappresentanti pubblici, perché è bene che ci sia un mandato preciso del Consiglio regionale nei loro confronti, e di rinviare ai prossimi giorni l'individuazione di possibili partner privati.

La Giunta, con una risoluzione che presenta al Consiglio regionale, propone una composizione che vede la presenza di tre Consiglieri regionali, due della maggioranza ed uno della minoranza, unitamente ad un designato del Comune di Aosta, proprio perché non ci si dimentichi che la candidatura è della città di Aosta. La risoluzione che presento recita testualmente:

"Il Consiglio regionale

- richiamata la propria risoluzione in data 21 marzo 1990, con la quale si approvava la candidatura della città di Aosta ad ospitare i Giochi olimpici invernali 1998;

- accertata l’estrema urgenza di procedere alla costituzione di apposito comitato in grado di gestire in modo rapido ed incisivo le iniziative indispensabili al sostegno della candidatura sopra citata;

delibera

a) di dare mandato ai Consiglieri regionali (quelli che saranno) di costituire mediante atto pubblico, unitamente ad un rappresentante dell'amministrazione comunale di Aosta, designato dal Sindaco, il nucleo fondatore del Comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta;

- di stabilire che il Comitato di cui al punto a) dovrà operare nell’ottica di coinvolgere risorse ed energie locali e nazionali, anche ricorrendo alla cooptazione di nuovi membri, in merito ai quali vi sia stato esplicito gradimento da parte della Giunta regionale e del Sindaco di Aosta".

Questa è la risoluzione che presento e che dovrebbe essere approvata unitamente al disegno di legge.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

FAVAL (UV):Merci M. le Président. Avant que M. Viérin, le vice-chef de groupe de l'Union Valdôtaine, illustre la position officielle de notre mouvement sur cet argument, je crois devoir une réponse à M. l'Assesseur au Tourisme, parce que, d'après le rapport qu'il vient de tenir, le Conseil régional pourrait avoir l'impression que la Junte précédente a travaillé de façon telle à accumuler un retard qui met en difficulté la candidature de la Vallée d'Aoste pour les Jeux Olympiques 1998.

A ce propos, je voudrais que l'on remarque avant tout une question d'ordre fondamental, c'est-à-dire la progression de la part du Gouvernement italien de l'appui à donner à cette candidature. A cet égard, la Junte précédente a estimé utile, nécessaire et indispensable de tenir une certaine prudence afin d'éviter que cette volonté, manifestée à grande majorité par le Conseil régional, ne puisse être démentie par un acte du Gouvernement italien, pour la simple raison qu'à partir de l'automne 1988 la Junte précédente a tenu des rapports très stricts avec le Comité Olympique Italien, au moyen duquel elle a vérifié si la Vallée d'Aoste avait les qualités et pouvait penser organiser une manifestation si importante non seulement pour notre Région, mais aussi pour l'Italie.

Après la réponse positive, donnée par écrit, par le Président du Comité Olympique, l'avocat Gattai, il y a eu des pourparlers avec le Gouvernement italien et une lettre écrite par le Président de la Junte, Rollandin, et adressée à M. De Mita, qui à ce moment-là était le Président du Gouvernement.

Mais entre temps il y a eu de la part d'un Ministre du Gouvernement italien, c'est-à-dire le Ministre des Affaires étrangères, M. De Michelis, une pression importante sur le Président du Conseil des Ministres pour qu'il ne ratifie pas la candidature de la Vallée d'Aoste, pour la simple raison que M. De Michelis, avec le style qu'on lui connaît, insistait pour que la candidature aux Jeux Olympiques d'hiver 1998 soit une candidature de l'Alpe Adria, c'est-à-dire une espèce de confédération de trois pays: la Yougoslavie avec Craniscagora, l'Italie avec Tarvisio et l'Autriche avec Villach.

Et voilà que même le CIO italien a eu des problèmes, parce qu'il a reçu formellement et officiellement, de la part de la Région Frioul, la candidature de l'Alpe Adria et a répondu en disant qu'il devait vérifier l'admissibilité de cette candidature. Il a envoyé le dossier, d'après ce qu'il est prévu par les règlements du CIO, au Comité même et, dans la même lettre qui est dans le dossier des Jeux Olympiques auprès de l'Assessorat, l'avocat Gattai a affirmé que, tout en signalant la candidature de l'Alpe Adria, il soulignait au Président Samaranch que la candidature à retenir, en ce qui concernait l'Italie, était celle de la Vallée d'Aoste, parce que, d'après les règlements du CIO, on ne peut pas accepter une requête qui vienne de plusieurs pays pour organiser une manifestation de ce genre, pour des raisons que tout le monde peut très bien comprendre.

Mais la chose ne finissait pas à ce point-là, parce que le Ministre des Affaires étrangères a continué et continue encore maintenant à soutenir ce genre de candidature, parce qu'il y a dans ce pays l'habitude d'estimer que tout est possible et on pense même de proposer au CIO une modification du règlement. Pour ce qui concerne cet aspect on verra ce que le futur pourra donner.

Je me suis permis de refaire cette petite histoire parce qu'il faut en tenir compte pour vérifier quel a été le travail accompli jusqu'ici par la Junte précédente. Nous ne pouvions pas aller de l'avant et je crois que nous ne pouvons pas non plus le faire maintenant, parce qu'il n'y a pas encore la ratification du Gouvernement italien et pour qu'il y ait crédibilité au niveau international, auprès du CIO, il faut que la candidature de la Vallée d'Aoste soit ratifiée par le Gouvernement italien. Voilà pourquoi on a été prudent et on a agi de la sorte.

D'ailleurs le Conseil régional a été informé sur la situation actuelle par la réunion que j'ai demandé en Commission. Moi-même, comme d'autres membres du Gouvernement précédent, je me suis intéressé non seulement auprès du Président du Conseil, mais aussi auprès des collègues du Conseil régional qu'ici représentent les partis italiens, pour que, tout au moins ce qui croyaient dans l'opportunité de cette candidature de la Vallée d'Aoste pour les Jeux Olympiques, il nous aident à obtenir la ratification de la part du Gouvernement italien; ratification que, je répète, actuellement on n'a pas encore.

Il est donc nécessaire que l'on fasse très vite parce que par rapport à ce que nous étions en train de proposer au Conseil régional, il y a plus d'un mois, nous avons perdu encore un mois et cela n'est pas de notre faute, parce que je signale, entre autres (excusez-moi, M. le Président), on m'a dit tout à l'heure certaines choses et je crois qu'il faut mettre les points sur les "i"; puisque vous le demandez, je suis là pour le faire... D'accord.

D'ailleurs le texte du projet de loi qui a été soumis à l'attention du Conseil est celui que nous avions préparé pour le mois de mai dernier.

Je demande donc que l'on puisse effectivement aller de l'avant et obtenir avant tout cette ratification de la part du Gouvernement italien, qui est la signature fondamentale. A part tout ce que nous pourrions faire, dans les conditions les meilleures et de la façon la meilleure, s’il n’y a pas cette ratification, nous ne pourrons pas aller de l'avant avec la candidature de la Vallée d'Aoste.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

VIERIN (UV):M. le Président, Mesdames et Messieurs, ce n'est pas la première fois que le Conseil régional examine le problème de la candidature de la ville d'Aoste pour l'organisation des Jeux Olympiques. Déjà (je veux le rappeler) en 1984 le Groupe unioniste au Conseil régional, par la présentation d'une interpellation, avait sollicité l'attention du Conseil sur ce thème. Par la suite, au mois de décembre 1988, au cours de l'approbation du budget pour l'exercice financier 1989, on s'était également penché sur le problème. Tout récemment, au mois de mars dernier, ce Conseil a approuvé, à large majorité, une résolution sollicitant la candidature de la ville d'Aoste pour l'organisation de ces mêmes Jeux.

Aujourd'hui, par l'examen de ce projet de loi, qui a été présenté par le Gouvernement Rollandin en date du 4 juin, nous avons la possibilité et de prévoir la constitution d'un Comité et de pourvoir au financement de ses activités en vue de la promotion et du soutien de la candidature de la ville d'Aoste.

Au cours de son examen par les Commissions, nous avons constaté une attitude contradictoire et incohérente de la majorité; c'est peut-être ce que M. Mafrica trier appelait "cette période de transition", nous voulons bien l'espérer!

Je disais attitude incohérente quant aux résistances à la nomination du rapporteur et à la définition de ses fonctions, quant à la proposition de pourvoir, avant l'examen du projet de loi par ce Conseil, à la nomination du Comité promoteur qui aurait dû, sur la base des propositions faites par la majorité, être constitué par quatre personnel choisies en petit comité et décidant pour la majorité et également pour la minorité. Nous croyons qu'il s'agisse d'une attitude incohérente par rapport aux règles que cette majorité s'est données et par rapport aussi aux déclarations sur la centralité du Conseil.

Mais également une attitude contradictoire, parce que nous avons eu dans les différentes Commissions (la deuxième, la quatrième et la cinquième) des propositions qui changeaient chaque fois que la Commission se réunissait. Au départ l'Assesseur au Tourisme a présenté des amendements; par la suite un Conseiller de la majorité, M. Bich, a exprimé ses perplexités par rapport au projet de loi qui était en discussion; enfin, au cours du premier examen de la quatrième et de la cinquième Commissions, au moins un des amendements présentés a été retiré. On nous proposait de constituer le Comité avant la discussion au Conseil. Il y a eu une grande participation, même M. Mafrica, oubliant peut-être ce qu’il reprochait toujours précédemment, c’est-à-dire qu'il y avait toujours les mêmes personnes qui prenaient la parole, a participé à ces séances tout en ne faisant partie ni de la quatrième ni de la cinquième Commission et tout en étant largement représenté au se in des mêmes Commissions en tant que Parti Communiste.

En tout cas, nous discutons aujourd'hui ce projet de loi et en tant que Union Valdôtaine nous sommes favorables à son approbation. Nous présenterons une résolution pour définir la composition du Comité promoteur. En effet, nous ne partageons pas la proposition de la majorité, qui veut que ce Comité soit exclusivement formé par des représentants politiques. Nous pensons que pour en assurer la crédibilité et le prestige il est nécessaire d'avoir une composition plus équilibrée, en prévoyant la présence de personnalités du monde sportif, ainsi que des catégories socioprofessionnelles. Nous croyons qu'il est important que ce Comité procède successivement à la constitution d'ultérieurs Comités, afin de permettre la participation et la présence, en cette phase de soutien de la candidature de la ville d'Aoste, également à d'autres personnalités de différents milieux politiques, culturels, sportifs, économiques et professionnels ainsi que la participation de la communauté valdôtaine toute entière, par la présence de représentants des collectivités locales et des associations diverges.

Je déposerai au Bureau de la Présidence une résolution signée par le Groupe de l'Union Valdôtaine et dont je vous donne lecture:

"RESOLUTION LE CONSEIL REGIONAL

VU l'article 1 du projet de loi n. 202 présenté par le Gouvernement valdôtain en date du 4 juin 1990;

ESTIMANT indispensable et urgent de procéder à la constitution du Comité promoteur pour le soutien de la candidature de la Ville d'Aoste à l'organisation des jeux olympiques d'hiver de 1998, en définissant sa composition afin d'en assurer la crédibilité et le prestige nécessaires par la présence, en son sein, de différentes personnalités politiques, sportives et des catégories socioprofessionnelles;

DELIBERE

a) d'approuver la constitution, par acte public, du comité susdit ainsi formé:

- le Syndic d'Aoste;

- le Président du Gouvernement valdôtain;

- un représentant du Conseil régional, désigné par la minorité du dit Conseil;

- deux personnalités valdôtaines, désignées par le Gouvernement valdôtain, issues et du monde sportif de haut niveau et des professions libérales dans les secteurs juridico-économiques;

b) de donner pouvoir au comité susdit de procéder à la nomination des comités ultérieurs (exécutif, d'honneur, consultatifs) garantissant la présence d'autres personnalités des milieux politiques, culturels, sportifs, économiques et professionnels ainsi que la participation de la communauté valdôtaine (collectivités locales et associations diverges);

c) de charger le comité promoteur de communiquer au Conseil régional la composition de cheque comité ainsi que de transmettre, tous le six mois, au Gouvernement valdôtain et aux commissions compétentes du Conseil un rapport sur leur activité, les résultats obtenus et les dépenses y afférentes".

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Visto che quasi tutto il Consiglio vuole sostenere la candidatura della città di Aosta, che è già supportata da varie iniziative ed ordini del giorno, si tratta di individuare, qui e adesso, lo strumento più idoneo per sostenere tale candidatura. Se, infatti, continuiamo a filosofare su come la si debba supportare e su chi debba essere coinvolto, ma poi non arriviamo a delle decisioni concrete e precise, rischiamo di fare la figura di quei personaggi delle opere liriche che, mentre sono sul palcoscenico, dico no: "Partiam, partiam, partiamo!", ma non partono mai e stanno sempre lì. Questo è il rischio che stiamo correndo e che, anzi, abbiamo già corso in qualche modo un po' tutti quando, dopo aver parlato di questo argomento in modo piuttosto enfatico, non abbiamo fatto seguire gli strumenti operativi necessari per dargli concretezza e plausibilità.

A mio parere, la proposta dell'Assessore e della Giunta ha il pregio di individuare, come già è stato detto, un nucleo fondatore del comitato promotore, che, come è spiegato nella lettera b) della risoluzione, "dovrà operare nell'ottica di coinvolgere risorse ed energie locali e nazionali, anche ricorrendo alla cooptazione di nuovi membri, in merito ai quali vi sia stato esplicito gradimento da parte della Giunta regionale e del Sindaco di Aosta".

Mi sembra che si tratti appunto di un approccio pragmatico ad un problema che non ha alcun bisogno di assistere al confronto tra due scuole di pensiero, quella che ritiene di dover fare un comitatone, in cui ci siano un po' tutti, anche se poi non sappiamo chi siano questi tutti, e quella che dice: "Partiam, partiam, partiamo! Ci definiremo poi in movimento, in divenire" (work in progress).

Io credo che la proposta della Giunta abbia il pregio della concretezza e della immediatezza, nonché quello della elasticità. Ciò vuol dire che questo nucleo di comitato, una volta costituito, opererà ma si definirà in seguito, naturalmente rispettando la legge, le indicazioni della Giunta e gli impulsi che possono venire dal mondo sportivo, dal mondo imprenditoriale...

Mi sembra, invece, che l'altro comitato, quello proposto dal Consigliere Viérin, che tra l'altro potrebbe anche essere la logica conclusione del lavoro che si può fare, in questo momento obbedisca più ad una logica di parata, che non a quella necessaria ad una "task force" che deve operare un blitz nei confronti del CIO. Se mi è permesso ricorrere ad un confronto con una realtà militare, potrei dire che il vero problema è che in due mesi bisogna puntare a fare un intervento coordinato e supportato, che oggi ha più bisogno di piccoli nuclei operativi, piuttosto che di grandi stati maggiori. Io credo che la proposta della Giunta abbia appunto questo pregio.

Non voglio certamente contestare la logica che ispira la proposta del Consigliere Viérin, ma dico solo che quella della Giunta è più duttile e che il comitato proposto dalla Giunta può comprendere anche quello da lui proposto, secondo le varie opportunità e necessità, che vanno però affidate alla valutazione del Comitato, della Giunta regionale e del Sindaco di Aosta.

Io non ho molto altro da aggiungere. Dico solo che è vero che noi abbiamo presentato una candidatura che non ha ancora l'assenso del Governo nazionale e che forse anche altri vorrebbero presentare proprie candidature, che però non sono state presentate. Noi siamo una piccola patria, ma vorrei ricordare al Consigliere Faval che, anche se noi a volte ci consideriamo giustamente l'ombelico del mondo, dobbiamo pur sempre confrontarci con altre piccole patrie. Anche il Ministro De Michelis ha qualche piccola patria.

FAVAL (fuori microfono):Forse ne ha qualcuna di troppo.

... Sì, forse ne ha qualcuna di troppo, ma ne ha anche lui e quindi non possiamo criticarlo perché sostiene l'Alpe Adria. Dobbiamo invece batterlo, se possibile, questo sì; anzi, dobbiamo organizzarci per batterlo, per fare in modo che la candidatura della Valle d'Aosta sia la più congrua, autorevole e significativa.

Io ritengo che l'indicazione della Giunta sia la più adeguata a farci sostenere questa competizione o sfida.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):A nostro avviso, come abbiamo detto con forza anche in sede di Commissione, c'è stato un errore di partenza in tutta questa vicenda della candidatura della Valle d'Aosta ai Giochi olimpici, ravvisabile nel fatto che la candidatura è stata sostanzialmente gestita al di fuori delle ponderate valutazioni, scelte e decisioni del Consiglio regionale.

E' vero, come è stato detto prima dal Consigliere Viérin, che in Consiglio regionale si era parlato della questione, però, per ritrovare questi accenni, bisogna tornare molto indietro nel tempo, bisogna risalire al 1984, cioè all'inizio, non di questa, ma della precedente legislatura: si trattava di un dibattito su di un'interpellanza presentata da uno o più Consiglieri, che però non ha coinvolto il Consiglio; oppure bisogna risalire ad alcune osservazioni emerse alla fine del 1988, in occasione della discussione del bilancio del 1989, ma anche in questa seconda occasione il dibattito non è sfociato in nessuna votazione o atto ufficiale del Consiglio.

Il primo atto ufficiale del Consiglio, relativo alla candidatura per le Olimpiadi, è del 21 marzo 1990, giorno in cui, con procedura d'urgenza, 34 Consiglieri firmarono una risoluzione di sostegno alla candidatura. Prima di questa data, la Giunta aveva già avviato tutta una serie di atti, senza però che il Consiglio avesse deciso alcunché di concreto per andare in tale direzione.

Questo comportamento, grazie al quale le cose sono andate avanti prima di qualsiasi decisione del Consiglio regionale, discendeva da una valutazione che io posso anche capire, ma non condividere: si credeva e si crede, infatti, che presentare la candidatura per le Olimpiadi e far divenire la Valle d'Aosta sede per i Giochi olimpici invernali sia comunque una cosa positiva. Questo è il dato di partenza che non è mai stato messo in discussione.

Non ritengo certo che questa candidatura e la scelta di questa sede per i Giochi olimpici siano necessariamente una cosa negativa, ma ritengo che, se siamo un Consiglio regionale serio, che vuole operare con una visione approfondita e ponderata delle cose, prima di decidere se presentare la candidatura e sostenerla o meno, avremmo dovuto fare una valutazione sulla base di dati di fatto, che però non abbiamo neppure oggi, cioè nel momento in cui stiamo discutendo di campagne promozionali e pubblicitarie, di miliardi da spendere nel sostegno di "blitz" e di "task force".

Ancora due giorni fa, in Commissione, ho chiesto al nuovo Assessore di avere alcuni dati: numero di atleti che parteciperebbero a questa Olimpiade in Valle d'Aosta, numero di accompagnatori, esigenze di strutture ed infrastrutture da realizzare, numero di spettatori, incidenza che tutto questo avrebbe rispetto alla Valle d'Aosta e risvolti positivi e negativi che ne potrebbero discendere. L'Assessore mi ha chiaramente risposto che non era in grado di fornire questi dati, che non erano stati forniti neanche prima.

Più volte ho chiesto una relazione per il Consiglio, per avere un quadro d'insieme su cosa significa fare una Olimpiade in Valle d'Aosta, perché solo sulla base di questo quadro d'insieme noi potremmo valutare se fare le Olimpiadi in Valle d'Aosta sia effettivamente una cosa positiva o negativa. A mio avviso, del resto, questa valutazione non è affatto scontata.

Credo che noi tutti abbiamo ancora sotto gli occhi la vicenda dei Mondiali di calcio, che hanno riguardato una realtà nazionale ben più vasta e meno delicata di quella della Valle d'Aosta. Ebbene, dai consuntivi che si stanno tirando in questi giorni emerge chiaramente che i Mondiali di calcio sono stati un grande fatto sportivo, ma dal punto di vista economico sembra che il loro risultato sia stato pressoché fallimentare. Sono appunto questi i dati che sembrano emergere dalle valutazioni conclusive.

Abbiamo tutti ancora fresco il ricordo del dibattito intorno ad una grande manifestazione internazionale. Mi riferisco, ovviamente, alla proposta, già in fase avanzata e prossima al momento decisionale, di candidare Venezia a sede dell'Expo. Tale candidatura era sostenuta a spada tratta, e non a caso, proprio dal Ministro De Michelis, che con la stessa logica adesso sostiene altre ipotesi di candidatura nell'arco alpino per le Olimpiadi invernali. La candidatura di Venezia ha avuto una fortissima opposizione, soprattutto dai veneziani, ma anche da associazioni ambientaliste, da forze politiche ed anche dal Parlamento Europeo, tant'è che poi è caduta, perché i suoi vantaggi erano sicuramente inferiori agli svantaggi che avrebbe tratto una città come Venezia, con la sua struttura delicata, con i suoi problemi di equilibrio ambientale, con i suoi problemi derivati da un flusso turistico già eccessivo.

Io so che almeno una parte della popolazione dell'Alto Adige ed in particolare della Val Gardena si è fortemente opposta a che la stessa Val Gardena diventi sede dei Campionati mondiali di sci del 1995: ci sono state manifestazioni e raccolte di firme, fino a quando la candidatura è caduta. Non so se è stata ritirata, ma resta comunque il fatto che nel 1995 i Campionati del mondo non si faranno in Val Gardena. Leggo testualmente su un giornale dell'Alto Adige: "Migliaia e migliaia di firme di gardenesi e di molti loro ospiti ed amici, in giro per la provincia, intorno a 'SOS Dolomiten' e le iniziative politiche d'appoggio, fino al Parlamento Europeo, hanno convinto le autorità sportive e politiche che è meglio lasciar perdere. Anche se oggi la gente della Sierra Nevada, in Spagna, che ha poi ottenuto i Campionati del mondo del 1995, può forse ridere, perché ha vinto, ottenendo che i Campionati del mondo si disputino lì, ben presto arriverà anche per essa l’ora del risveglio".

Questo è detto su un giornale dell'Alto Adige, ma è una valutazione sicuramente presente in una cospicua parte della popolazione dell'Alto Adige e della Val Gardena. In ogni caso si potrebbero citare tanti altri esempi.

Ripeto che noi non abbiamo mai detto che le Olimpiadi in Valle d'Aosta vanno bene o vanno male. Non lo possiamo dire, perché non abbiamo e non ci è ancora stato fornito alcun elemento che ci consenta di dire sì o no. Questa candidatura è stata portata avanti in modo totalmente acritico, privo di analisi e di programmazione.

Visto che da anni noi abbiamo degli esperti, pagati suon di miliardi, che lavorano per la Regione alla redazione di un piano paesaggistico e che hanno fatto degli studi sul nostro territorio, a me piacerebbe sapere, per esempio, qual è l'opinione di questi tecnici sulle Olimpiadi in Valle d'Aosta; ma ci sono tante altre persone che lavorano per l'Amministrazione e che potrebbero ugualmente darci dei pareri in proposito.

Io credo che il punto di partenza necessario sia un dossier, uno studio o una relazione in cui si spiega cosa potrebbe significare un'Olimpiade in Valle d'Aosta e se essa rappresenti un fatto positivo o negativo. Tutto questo noi non l'abbiamo, però abbiamo una scelta acritica che viene portata avanti con procedure d'urgenza e ricorsi all'emergenza. Queste grandi manifestazioni, come infatti abbiamo visto anche in occasione dei Campionati mondiali di calcio, procedono all'insegna dell'emergenza. Ecco, allora, che già all'inizio si porta in Consiglio una risoluzione d'urgenza all'ultimo momento, si presenta un disegno di legge d'urgenza e si convocano a tamburo battente le Commissioni per seguire questa logica e via di questo passo.

Anche nel Comune di Aosta ho visto una grossa contraddizione. Questa maggioranza, che è nata per ridare centralità al Consiglio e per valorizzare il ruolo dei Comuni nei confronti della Regione, ha dei rapporti inaccettabili col Comune di Aosta su questa vicenda: Aosta è considerata semplicemente come una città che deve essere usata rispetto all'ipotesi dell'Olimpiade, ma non ha nessuna voce in capitolo. Si propone addirittura di inserire nel Comitato un delegato del Sindaco, come se non ci fosse il Consiglio comunale, quasi che il Consiglio comunale non dovesse essere coinvolto in nessun dibattito, come se Aosta, città candidata, non dovesse, lei per prima, indicare i componenti di tale Comitato. La città viene usata come un paravento ed il suo nome viene messo lì per sostenere solo formalmente la candidatura. Ci sembra che questo sia inaccettabile.

Del resto, nel Consiglio comunale di Aosta non c’è mai stato alcun dibattito sul significato di questa Olimpiade, anzi, gli è sempre stato soltanto detto: "Voi provvedete a votare una deliberazione di formale richiesta, poi facciamo noi". Mi sembra che questo modo di procedere rispetto alla realtà dei Comuni in genere, ma soprattutto rispetto a quella del Comune di Aosta, sia assolutamente inaccettabile.

Veniamo ora a questo disegno di legge, che è stato presentato dalla vecchia Giunta e fatto proprio, senza modificare niente, dalla nuova Giunta regionale. Esso segue la più classica delle vie, la procedura d'urgenza, e così le riunioni delle Commissioni si succedono a tamburo battente, rispettando solo formalmente, ma non nella sostanza, il nuovo Regolamento.

E' un provvedimento che non ha neanche basi giuridiche valide, perché propone di dare un finanziamento di 4 miliardi ad un Comitato per sostenere la candidatura per le Olimpiadi. Questo Comitato, però, non esiste. Quindi io non riesco a capire come si faccia a votare un provvedimento che finanzia un Comitato che non è stato ancora creato e del quale si sta ancora discutendo. Come e da chi deve essere fatto? Quale sarà la sua composizione? Non sappiamo chi ci sarà in questo Comitato, né quale sarà la sua credibilità, né quali saranno le sue regole di funzionamento. Insomma, non sappiamo nulla. Eppure, a questo Comitato noi affidiamo la gestione di somme non certo di poco conto: 4 miliardi!

Questo finanziamento non lo diamo a consuntivo o dietro presentazione di regolari fatture, ma lo diamo al Comitato perché lo gestisca sulla base di semplici programmi. Ciò mi sembra molto pericoloso, perché i membri di quel Comitato potranno utilizzare liberamente e con ampio margine di discrezionalità quei soldi, che, ripeto, non sono pochi.

Dove sta, allora, la trasparenza ed il controllo sugli atti, la correttezza, la distinzione tra ruolo politico e ruolo tecnico? Non vedo tutte queste cose; e poi il Comitato non esiste. Come è già stato detto dal Consigliere Viérin, abbiamo fatto tre giorni di riunioni in sede di Commissione, per mettere formalmente a punto questo Comitato, ma in tre giorni l'Assessore Pascale ed i rappresentanti del PSI hanno presentato tre proposte diverse.

Con la prima proposta, presentata il 9 settembre, si doveva costituire un Comitato operativo straordinario, da menzionare nell'articolo 1 della legge, la cui composizione era la seguente: un delegato del Presidente della Giunta regionale, con funzione di legale rappresentante e presidente del Comitato stesso, e due membri, uno delegato dal Sindaco di Aosta e l'altro dall'Assessore regionale al turismo, urbanistica e beni culturali. Questa proposta era sicuramente piena di difetti e quindi inaccettabile, ma stabiliva perlomeno nella legge la composizione del Comitato: un presidente, un delegato, un responsabile legale...

Questa proposta è stata ritirata ed il giorno dopo, 10 settembre, ne è stata fatta una seconda, da parte del capo gruppo del PSI, sulla base della quale il Comitato sarebbe stato costituito prima della discussione in Consiglio, con un atto notarile fatto da privati cittadini che sarebbero andati dal notaio, presso il quale avrebbero costituito l'apposito Comitato, così la legge sarebbe stata votata sulla base di un Comitato già costituito, composto da tre Consiglieri regionali e da un rappresentante designato dal Sindaco di Aosta.

Il giorno successivo c'è stata ancora una proposta diversa: prima votare la legge e poi risolvere la questione della costituzione del Comitato.

Ci troviamo, quindi, in una situazione di grossa confusione, ma, soprattutto, noi andiamo a votare un provvedimento di legge che finanzia un Comitato che non esiste e di cui non conosciamo le regole di funzionamento? Da un punto di vista giuridico, questo, secondo me, è l'aspetto che non sta in piedi, perché si tratta di una grossa anomalia.

E' plausibile che la Regione dia dei finanziamenti a delle società, a delle fondazioni o a degli istituti che hanno uno statuto, delle regole di funzionamento, dei responsabili, un tesoriere e delle responsabilità previste dalle leggi dello Stato; ma qui noi non sappiamo sulla base di quali norme e di quali leggi funzionerà questo Comitato! Chi controllerà, al suo interno, l'erogazione delle spese? Non riesco proprio a capire come possa funzionare tutto questo, anzi, mi sembra un modo di operare assolutamente inaccettabile.

C’è poi un altro punto: perché 4 miliardi? Noi prevediamo di spendere 4 miliardi, però non sappiamo perché ed in base a che cosa salta fuori questa cifra.

Si è fatto riferimento ad una precedente legge che ha istituito il Comitato per le celebrazioni del bicentenario della prima scalata del Monte Bianco, ma io ricordo che in quella occasione venne presentato in Commissione un preventivo di spesa, sulla cui base fu poi accordato il relativo finanziamento, discutibile anche quello, ma almeno ci era stato fatto vedere un preventivo.

Qui, non sappiamo perché 4 miliardi; ma perché, allora, non 500 milioni o 10 miliardi? Questa cifra è proprio un mistero ed oltretutto si tratta di una somma da spendere in pochissimi mesi, perché la decisione sulla designazione o meno della Valle d'Aosta a sede dei Giochi olimpici del 1998, stando almeno a quel che ho capito, dovrà essere assunta entro il giugno del 1991, quindi ci sono pochissimi mesi di tempo per spendere questi 4 miliardi.

A nostro avviso, si tratta di un'operazione profondamente sbagliata, che ci espone a gravissimi rischi di correttezza e trasparenza amministrativa, non necessaria neanche per quegli atti formali che, come ci viene detto, dovrebbero essere assunti entro settembre od ottobre, perché entro settembre bisognerà fare una presentazione a Tokyo con delle immagini, dei filmati e delle rappresentazioni grafiche, mentre entro la fine di ottobre si dovrà presentare il dossier.

Io ritengo che se si vuole portare a vanti questo progetto, possano essere oggetto di finanziamento al Comitato solo questi obiettivi, ma non l'intera operazione. E' chiaro che non si può dare un finanziamento al Comitato con una semplice deliberazione di Giunta, ma la Giunta ha le competenze per incaricare un'agenzia di pubblicità di curare una presenza alla manifestazione di Tokyo o per incaricare un gruppo di professionisti di redigere un dossier. Non c'è quindi alcun bisogno di questo disegno di legge, che del resto prevede tutta una procedura di spesa che va ben al di là della presentazione di questi due atti entro la fine di ottobre.

Pertanto, noi non riteniamo corretta la procedura che è stata seguita finora per la presentazione e la gestione di questa candidatura. Riteniamo una aberrazione giuridica questo progetto di legge. Riteniamo molto discutibile che si possa andare a votare questo disegno di legge in assenza di un Comitato. Riteniamo infine che, se di Comitato vogliamo parlare e se tale Comitato deve essere costituito, in esso ci sia una netta prevalenza di tecnici e non di politici. Ci sembra assurdo, infatti, che si affidi una funzione di questo genere a dei Consiglieri regionali.

Perché il problema non viene gestito direttamente dall'Assessore in carica? Non capisco perché, visto che c'è un Assessore al turismo che lo può fare e che dispone già di una struttura, costituita dall'Assessorato, debbano essere altri Consiglieri regionali a gestire questo problema. Se ci deve essere un Comitato con funzioni operative, deve essere composto in prevalenza da tecnici che operano nel campo sportivo, economico o pubblicitario. Mi sembra che, sotto questo aspetto e relativamente alla creazione di un Comitato più qualificato, la proposta dell'Union Valdôtaine sia quanto meno più coerente, mentre ritengo inaccettabile quella presentata, a nome della maggioranza, dall'Assessore Pascale.

In conclusione, il nostro giudizio rimane fortemente negativo sul disegno di legge e molto critico sulla proposta di Comitato formulata dalla maggioranza.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Avant tout, je dois rappeler à M. Viérin que je fais partie de la 4ème Commission et que chaque Conseiller a le droit quand même de participer à chaque séance des Commissions.

Condivido l'idea che si sarebbe potuta scegliere un'altra strada e che sarebbe stato più opportuno avere a disposizione un dossier per valutare l'opportunità o meno di fare le Olimpiadi. Questa, a nostro giudizio, sarebbe stata la strada più corretta. Rimane il fatto, però, che ci troviamo a discutere a luglio, dopo un cambiamento di maggioranza, e che le condizioni della discussione sono già state tutte fissate in precedenza.

Già Galileo aveva scoperto che esiste l'inerzia e che i corpi in movimento, se non sono sottoposti ad altre forze, proseguono il moto in modo rettilineo ed uniforme. Ho già detto, ma lo ripeto ancora, che noi ora ci troviamo in una fase di transizione tra un vecchio ed un nuovo modo di governare. Tutte le leggi che stiamo discutendo, tutte le deliberazioni che abbiamo assunto ieri, tranne una o due, sono frutto di lavori organizzati dalla precedente Giunta.

Io credo che smantellare una macchina amministrativa impostata sull'urgenza, per trasformarla in una macchina che funzioni in modo diverso richieda un certo lavoro, perché la macchina amministrativa regionale, nel corso degli anni, si era attrezzata per funzionare avendo come regola l'urgenza: gli uffici portavano le cose all'ultimo momento, la Giunta portava le cose all'ultimo momento... Questo modo di procedere, secondo me, era finalizzato ad una concentrazione del potere nelle mani della Giunta e del suo Presidente, perché il potere è soprattutto conoscenza: quanto meno il Consiglio conosce, tanto meno ha potere; quanto meno le Commissioni conoscono, tanto minore è la loro possibilità di influenza. Non sarà certamente facile cambiare una mentalità che si è anche diffusa negli uffici e cambiare dei meccanismi che sono divenuti ormai prassi costante.

Contrariamente a quanto sostengono, o hanno sostenuto nella precedente riunione, gli amici dell'Union Valdôtaine, io credo che una innovazione dirompente sia già stata messa in atto da questa maggioranza ed è la proposta del relatore e la possibilità d’informazione diretta da parte dei Consiglieri.

Penso che gli Assessori oggi in carica si accorgeranno da settembre in poi dell'utilità del nuovo meccanismo stabilito con la proposta del relatore, che può, se la Commissione gli prefigge dei compiti precisi, modificare le condizioni di conoscenza delle Commissioni, offrendo quindi alle stesse la possibilità di intervenire nel procedimento legislativo, mentre il meccanismo precedente trasferiva, di fatto, all'esecutivo anche il potere legislativo.

La Giunta ha il potere di proporre le leggi, come ce l'hanno i Consiglieri, ma di fatto, fino ad oggi, oltre alla possibilità di proporre, essa aveva anche un effettivo potere decisionale. D'ora in poi, se le Commissioni ed i Consiglieri sapranno esercitare il loro ruolo, l'Assessore terminerà la sua funzione quando presenterà alla Commissione la proposta della Giunta; sarà poi la Commissione ad avere tutta l'autorità per determinare i tempi, le procedure ed i contenuti della legge.

Io credo che si tratti di una innovazione molto interessante e di un meccanismo che, di fatto, ridà potere al Consiglio. Non sarà facile da gestire e richiederà del tempo, nasceranno delle contraddizioni e delle discussioni, però mi sembra che sia stata imboccata la strada giusta.

Siccome le cose non hanno seguito l'iter che noi avremmo preferito, cioè di avere prima il dossier di fattibilità, credo che l'urgenza sia motivata soprattutto dal fatto che entro il 15 di settembre occorre presentare a Tokyo del materiale illustrativo per sostenere la candidatura ed entro il 31 ottobre un dossier completo su tutte le possibilità ricettive ed infrastrutturali della nostra Regione. Questo dossier deve essere predisposto, e pertanto necessita di finanziamenti: ecco perché oggi occorre consentire alla Giunta di finanziare queste ricerche.

Noi, per quello che riguarda le Olimpiadi, siamo dell’opinione che non si tratti solo di una possibile sventura, ma di un'opportunità, in due tempi, che dovrà essere colta dalla nostra Regione nel modo migliore e più favorevole.

Il primo tempo, che io ritengo comunque positivo, è quello legato all'azione promozionale e pubblicitaria. Il solo fatto di candidare nelle diverse sedi internazionali la città di Aosta e la Regione Valle d'Aosta ha un effetto di diffusione della conoscenza della realtà valdostana che già di per sé è positivo. Credo che in questa prima fase l'attività promozionale avrà dei costi, che comunque potranno essere considerati corrispondenti a dei risultati di ritorno positivi.

Si dice che 4 miliardi sono tanti, ma essi vanno comunque commisurati ai costi dell'odierna pubblicità nazionale ed internazionale. Ricordiamoci che abbiamo speso 1,3 miliardi per propagandare (ed io, in verità, non me ne sono neanche accorto tanto) il nome della Valle d'Aosta ai Mondiali di calcio, che la presenza di un piccolo stand alla Biennale di Venezia e tre righe microscopiche sul catalogo della Biennale ci sono costate 800 milioni, che si spendono 8 o 9 miliardi all'anno in manifestazioni pubblicitarie demandate sostanzialmente alla Sitav e che soltanto qualche pagina su "Oasis" ci costa 350 milioni all'anno. Questi sono oggi i costi della pubblicità e non mi pare che la spesa ipotizzata, specie se rapportata a queste cifre, possa uscire dal seminato.

Il secondo tempo, più importante, è quello della verifica, che avremmo dovuto fare prima, ma ciò non è stato possibile, anche se non certo per responsabilità di questa maggioranza. La verifica dovrà essere fatta con molta attenzione e con nuovi strumenti, per quello che riguarda i costi complessivi della gestione delle Olimpiadi, le capacità ricettive della struttura turistica valdostana, le capacità delle infrastrutture sportive, le necessità di eventuali nuovi impianti e la possibilità di garantire agli sportivi ed al pubblico sistemi di comunicazione ben attrezzati. Dopo la conferma della candidatura, tutto questo dovrà essere sottoposto alle necessarie verifiche, ma nel frattempo, siccome si parla di Olimpiadi che, ammesso che tutto vada per il meglio, dovrebbero aver luogo nel 1998 o nel 2002, il Consiglio avrà tutte le possibilità di votare una legge sull'impatto ambientale, di portare a conclusione lo studio del piano paesaggistico, di dotarsi di maggiori strumenti di controllo finanziario rispetto a quelli che abbiamo oggi.

Le Olimpiadi sono quindi da considerare come una opportunità. Ovviamente dovranno essere rispettate alcune condizioni e dovranno essere sottoposti a controllo tutti i problemi ambientali. Tuttavia, io penso che, mettendosi nell'atteggiamento di governare i processi e non di osteggiarli a priori, solo perché possono avere dei riflessi negativi, ci si metta nelle condizioni migliori per ottenere un buon risultato.

Veniamo ora al Comitato. La discussione sulla sua costituzione è basata più che altro su motivi di opportunità e su scelte che hanno carattere discrezionale. Questo Comitato terminerà i suoi lavori entro il 15 giugno dell'anno prossimo, ma non credo che avrà molta possibilità di gestire il denaro, che peraltro verrà erogato dalla Giunta regionale sulla base di programmi e di rendiconti, che, come è scritto nella legge, dovranno essere presentati alle Commissioni consiliari competenti. Credo, invece, che il grosso della spesa verrà utilizzato per liquidare studi di ricerca e di pubblicità, così come credo che potrà essere compiutamente verificata l'idoneità della spesa e valutata la qualità dei risultati di tutte queste iniziative.

Noi riteniamo, quindi, che oggi sia opportuno approvare questa legge, perché le condizioni di urgenza ogni tanto corrispondono anche al vero. Pare che nel Consiglio del 12 luglio sia stato portato un solo provvedimento urgente, mentre di norma, se ben ricordate, in tutti i Consigli di luglio degli anni passati erano decine e decine i provvedimenti o disegni di legge che venivano iscritti d'urgenza all'ordine del giorno. Non ci pare, pertanto, che si sia abusato con le iscrizioni d'urgenza e, del resto, la volontà politica della maggioranza vuole limitare l'urgenza ai casi strettamente necessari.

Il presente provvedimento lascia al Consiglio tutte le possibilità di scelta, relativamente alle persone da nominare nel Comitato per i controlli successivi, per cui ci pare che si possa procedere, avendo fiducia nelle capacità di questa Regione di governare processi complessi che possono avere effetti negativi, ma anche effetti positivi per la popolazione e per l'economia valdostana.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (UAP):Signor Presidente e signori colleghi, io non condivido le critiche del Consigliere Riccarand ed il suo parallelismo tra le vicende dei Mondiali e di Venezia e la nostra ipotesi di muoverci per assicurare alla città di Aosta il successo per la candidatura a sede dei Giochi olimpici invernali; sono scenari completamente diversi e mi sembra sbagliato riproporli solo perché apparentemente simili, mentre in realtà attengono al turismo, con problemi sicuramente diversi.

La questione di Venezia è completamente diversa, perché è tipica di una città che ha subito e sta subendo l'assalto dei famosi saccopelisti. Lei sa, collega Riccarand, che durante la campagna elettorale un gruppo di Ethnistes, ma anche il Partito Comunista, aveva sostenuto l’esigenza di aprire in Valle d'Aosta qualche ostello della gioventù. Io non ho condiviso quella opinione, perché sarebbe stata la premessa di quel turismo di saccopelisti, che Venezia ha rifiutato perché causa solo di danni e non di vantaggi. Dall'altro lato c'è anche il tentativo di trasformare Venezia in un polo di attrazione di gente indiscriminata. Questa è la ragione per la quale il Ministro repubblicano Visentini, che è di Venezia, ma è anche una persona di grande buonsenso, ha guidato la campagna contro le idee di De Michelis. Secondo me, quindi, il discorso di Venezia va tenuto da una parte.

Il discorso sui Mondiali, invece, mi serve per fare un ragionamento che va un po' al di là delle considerazioni fatte questa mattina. A mio parere, i Campionati mondiali sono serviti solo ed esclusivamente per far passare, attorno ed accanto al gioco del calcio, il famoso "Decreto sui Mondiali", che ha aiutato alcune città a realizzare una serie di opere e di infrastrutture che altrimenti non sarebbero mai state realizzate. Quel decreto "ad hoc ", criticabile fin che si vuole, è servito a questo scopo.

Il mio ragionamento va appunto in questa direzione, nel senso che io non credo che a questo punto basti alzare la bandiera rosso-nera e dire che rivendichiamo comunque la candidatura. Io credo invece che questo Comitato, se vuole lavorare seriamente, se vuole cioè porre le basi perché attorno ad una candidatura si realizzi un qualche cosa di valido e di positivo, dovrebbe porsi non solo l'obiettivo di accattivarsi le simpatie ed i consensi a livello internazionale, ma, sfruttando l'idea forte della candidatura per i Giochi olimpici, dovrebbe aprire un contenzioso in più col Governo centrale e con Roma, nel senso che dovrebbe chiedere un provvedimento analogo al decreto adottato per i Mondiali, che ha permesso a certe città di realizzare tutta una serie di opere e di infrastrutture molto importanti. A Torino, per esempio, il progetto del passante ferroviario non sarebbe mai stato realizzato se non fosse stato inserito in quel contesto più generale.

Ecco allora che, secondo me, uno dei compiti di questo Comitato è appunto quello di aprire, contestualmente alla promozione della candidatura, un ragionamento del genere nei confronti del Governo centrale. Questo è un discorso che gli autonomisti devono portare avanti, per fare in modo che, attorno all'idea forte del progetto che vede Aosta capitale dei Giochi olimpici invernali, lo Stato realizzi quegli interventi che altrimenti non troverebbero mai attuazione.

Credo di dire la verità dichiarandomi indignato per quello che succede in questi giorni a Torino, dove i Ministri dei trasporti di tutta Europa sono riuniti perché finalmente la Fiat ha deciso di giocare pesante, giustamente, nel chiedere la realizzazione di una linea ad alta velocità. Sono indignato perché la Valle d'Aosta, al di là di un articolo sul giornale, peraltro lodevole, è stata completamente esclusa dalla possibilità di intervenire in modo pregnante e centrale rispetto a quel progetto. Noi abbiamo elaborato a suo tempo il progetto della linea ad alta velocità Santhià-Aosta-Martigny, che però è stato accantonato senza che noi avessimo voglia (dico "voglia", perché si tratta di un fatto politico) di farci sentire e di intervenire.

Allora io dico che occorre fare attenzione affinché questa nostra candidatura per le Olimpiadi invernali non si trasformi in un contenzioso con altri, con i giapponesi o con i Comitati olimpici sparsi per il mondo, ma vada invece nella direzione di aprire un ragionamento, che, ripeto, potrebbe essere solo pretestuale rispetto a questa scadenza.

La mia opinione è che, accanto a tutti i ragionamenti che sono stati fatti da parte di chi sosteneva l'urgenza di muoverci in una certa direzione, che condivido, sia opportuno avviare, parallelamente, anche un certo ragionamento col Governo centrale, per evitare che esso possa scoprire quasi improvvisamente la nuova situazione. Deve cioè essere ben chiaro in noi (collega Mafrica, non è solo un problema di impatto ambientale e di rapporto con la natura) se vogliamo che Aosta si presenti globalmente, secondo la sua vocazione storica di "carrefour" capace di dare risposte alte alle aspettative dei vari settori, e quindi anche di quelli agonistici e sportivi, oppure se vogliamo fare quello che possiamo con le sole nostre forze.

Credo che in merito io avrei un'opinione da esprimere e due suggerimenti da proporre.

Dico innanzitutto che, secondo me, noi perdiamo il treno politico, come abbiamo perso il treno ieri alla Conferenza dei Ministri, se la candidatura Valle d'Aosta rimane semplicemente la candidatura della Valle d'Aosta. Giustamente qualcuno ricordava che il Ministro De Michelis, intelligentemente dal suo punto di vista, sostiene la candidatura di località che vuole privilegiare in un contesto che concerne tutta l'Alpe Adria.

Collega Faval, apro una parentesi per muoverle una critica di poco conto. L'Alpe Adria non comprende la Jugoslavia, ma la Slovenia. Ciò è molto diverso, perché la Slovenia è una nazione proibita, esattamente come altre nazioni dell'Europa occidentale che rivendicano la loro identità. Gli Sloveni sono molto attenti nel precisare che è la Slovenia, e non la Jugoslavia, ad aver aderito all'Alpe Adria. Tale adesione è stata, tra l'altro, uno dei primi gesti di grande apertura ed intelligenza che hanno permesso a questa nazione, per ora inglobata, peraltro male ed a prezzo di grandi sacrifici, nello stato jugoslavo, di differenziarsi in qualche modo dal contesto nazionale.

In ogni caso, al di là di questo inciso, il Ministro De Michelis ha giustamente ed intelligentemente inserito il suo ragionamento in un discorso comprendente la comunità Alpe Adria, proprio perché si rendeva conto che una eventuale candidatura limitata ad una sola regione, peraltro molto più forte della nostra. come potrebbe essere il caso del Sud-Tirolo, del Trentino, del Friuli-Venezia-Giulia o del Veneto, sarebbe stata troppo limitata.

Il primo suggerimento che io mi sentirei di dare è quello di coinvolgere la COTRAO in un ragionamento che veda Aosta al centro di una proposta forte. Se ne parla sempre, tutti i momenti echeggiano queste idee di collaborazione con altre Regioni e proprio per questo io proporrei che il punto politico forte, da portare avanti, sia quello di dire che non sono le Olimpiadi invernali della città di Aosta, ma delle Regioni delle Alpi occidentali. Questi Giochi, quindi, dovrebbero prefigurarsi come le Olimpiadi invernali delle Alpi occidentali, all'interno di un ragionamento che coinvolga Torino, il Piemonte e la Savoia. Senza nulla togliere alla Valle d'Aosta, località come Sestriere possono indubbiamente, in raccordo, in subordine o in parallelo, dare più forza e respiro a questo progetto. Ecco, io insisto e continuerò ad insistere affinché non si veda solo in termini aostani un progetto che, secondo me, dovrebbe coinvolgere tutte le Alpi occidentali.

Il secondo suggerimento personale propone che, parallelamente al discorso per promuovere legittimamente la candidatura di Aosta a livello internazionale, parta subito anche un contenzioso col Governo centrale, per chiedere il suo interesse e la sua attenzione.

Ecco la ragione per la quale io presento un semplice emendamento alla proposta dell'Assessore Pascale, col quale io chiederei di inserire nel Comitato promotore (sono d'accordo anch’io che non debba diventare un secondo Parlamento sportivo della Valle, perché gli riuscirebbe difficile operare) i due Parlamentari valdostani. Nella parte deliberativa della risoluzione, l'Assessore Pascale diceva: "a) di dare mandato ai Consiglieri regionali..., unitamente ad un rappresentante dell'amministrazione comunale di Aosta, designato dal Sindaco...". Io proporrei di aggiungere: "...i due Parlamentari Valdostani". Perché? Perché nella mia ottica di rafforzamento della candidatura, la presenza dei Parlamentari può servire a muoverci verso l'apertura di un certo ragionamento o contenzioso nei confronti del Governo centrale e potrebbe anche evitare il pericolo, già sottolineato da altri, di avere un Comitato che poi opererà nei tempi lunghi.

Non so cosa voglia dire: "...issues et du monde sportif de haut niveau et des professions libérales". Io di liberali ne conoscevo uno in Valle d'Aosta, ma credo che ormai sia in grave difficoltà. Non so cosa voglia dire "delle professioni liberali", ma so che la presenza dei Parlamentari potrebbe e dovrebbe aiutarci a svolgere quel ragionamento di cui dicevo col Governo, che non potrà essere avviato a candidatura ormai realizzata, ovviamente se sarà realizzata.

La mia opinione, quindi, è molto semplice. Io credo che il discorso dei Giochi olimpici invernali, che peraltro approvo, non possa essere circoscritto alla sola città di Aosta, ma, attorno ad essa, debba avere un raccordo globale, capace di coinvolgere certi organismi che già esistono, ma che sono sottoutilizzati. Troppe volte noi parliamo di raccordi con le altre Regioni dell'arco alpino occidentale, ma poi realizziamo solo quello che ci è possibile.

Io credo che, proprio grazie a questa dimensione, si potrà instaurare un certo discorso su quello che dovrebbe essere fatto dal Governo centrale. Torno a ripetere che i Giochi olimpici possono offrirci l'occasione pretestuale, anche se ve ne possono essere moltissime altre. Sta di fatto che è sconcertante leggere e verificare che alla Conferenza internazionale sui trasporti, fatta solo perché alcuni imprenditori di un certo peso, come la Fiat, hanno finalmente un po' di interesse nei confronti di un determinato progetto, la Valle d'Aosta è stata completamente tagliata fuori. Ciò è veramente sconcertante e mi sembra che questo precedente dovrebbe suonare come un campanello d'allarme.

Si dà atto che alle ore 11,10 assume la Presidenza il Vicepresidente Bich.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

STEVENIN (UV):Je tiens avant tout à féliciter le Conseiller Mafrica - même si je ne le vois pas dans la salle en ce moment - pour avoir pris conscience de l'opportunité que cette candidature peut donner à notre Région.

C'est une opportunité de laquelle on s'est rendu compte en tant qu'Union Valdôtaine depuis longtemps, et notamment en raison de la préparation des élections régionales de 1983, cette candidature faisait partie du programme de l'Union Valdôtaine et également des indications politiques du programme du Gouvernement régional pour la législature 1983-88. C'est bien pour cette raison qu'on avait porté de l'avant l’interpellation dont vous a parlé M. Viérin, surtout en raison du fait que, malgré les efforts des syndicats d'initiative et des professionnels du tourisme, notre Région était trop peu connue en Europe et dans le monde entier.

Il arrivait en effet - et on l'a pu constater souvent - que, quand on parlait de la Vallée d'Aoste, personne ne savait où elle était; quand on parfait du Mont-Blanc, il s’agissait de Chamonix; quand on parfait du Matterhorn ou du Mont-Cervin, il s'agissait de Zermatt et de la Suisse et rarement on par fait de la Vallée d'Aoste, sauf pour ce qui était du Parc du Grand-Paradis. En Allemagne et dans les pays du Nord la Vallée d'Aoste n'était connue que grâce à ce Parc.

Voilà une des raisons pour laquelle on avait présenté l'idée de porter de l'avant cette candidature, mais il y en avait également une autre assez importante: l'exigence de programmer à niveau régional les infrastructures et les structures sportives. C'est bien pour cela qu'on avait présenté l'interpellation en 1984 et l'Assesseur compétent, celui du Tourisme, en répondant aux questions que j'avais posées à cette date-là, nous avait assurés de l'intention du Gouvernement de se percher sur ce problème; mais, malheureusement, rien par la suite n'a été fait jusqu'au moment où finalement, avec l'élection du nouveau Assesseur du Tourisme, la présentation de la candidature a repris le chemin nécessaire pour arriver à une solution.

Or, il est évident que ce qui est importent aujourd'hui - et l'a dit M. Viérin - c'est de constituer un Comité qui puisse donner toutes les garanties nécessaires afin qu'un dossier soit soumis à l'attention du CIO au cours de cette année.

Ce que je voulais ajouter à l'égard de la proposition que le Conseiller qui m'a précédé vient de faire c’est que, à mon avis, cette candidature ne doit pas être présentée à l'intérieur de la COTRAO et cela pour une raison très simple. Les prochains Jeux olympiques d'hiver se tiendront, d'ici quelques années, dans une des communautés qui font partie de la COTRAO, c'est-à-dire Albertville, dans la région de Savoie. Alors vous pouvez comprendre que se présenter, quelques ans après, comme une région qui fait partie de la Communauté des Alpes occidentales ce ne serait pas un atout qui nous permettrait de gagner cette compétition.

Je crois que la proposition faite par l'Union Valdôtaine, notamment par le Conseiller Viérin, envisage la création d'un Comité qui pourra garantir la constitution, la réalisation d'un dossier concret, qui pourra être soumis à l'attention du CIO.

Merci.

PRESIDENTE:La procedure prevede che, se nessuno chiede la parola, replichi il relatore, sempreché intenda farlo, e che quindi prenda la parola l'Assessore competente.

Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.

TRIONE (DC):Per quanto concerne la relazione, io ho esposto tutti i dati che ho potuto raccogliere. Credo che in essa siano contenuti tutti i dati, perlomeno quelli storici, accertabili dal momento in cui questa proposta è stata avanzata in modo formale. Mentre ritengo che ora si tratti più di una decisione politica. Il problema, semmai, si pone nella composizione del Comitato.

Mi pare, invece, di aver capito che la stragrande maggioranza del Consiglio sia d'accordo sulla scelta di candidare Aosta a sede delle Olimpiadi invernali del 1998.

Per quanto mi riguarda, io non ho altro da aggiungere.

Si dà atto che alle ore 11,21 riassume l a Presidenza il Presidente Dolchi.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):Come è già stato detto dal Consigliere Trione, anche a me sembra che il consenso pressoché generale rispecchi quello sulla risoluzione del 21 marzo, sottoscritta da 23 Consiglieri regionali.

L'unico dissenso viene dal Consigliere Riccarand. Mi sembra tuttavia di aver capito che il suo dissenso non è pregiudiziale, ma è riferito essenzialmente al metodo seguito in questa vicenda. In parte condivido le critiche del Consigliere Riccarand sul metodo, nel senso che sarebbe stato opportuno che in tempi precedenti il Consiglio regionale avesse potuto svolgere un dibattito preventivo su tutte le possibili forme di impatto dell'Olimpiade in Valle d'Aosta. Questo dibattito non è stato fatto, ma non credo che di ciò possa essere incolpata la nuova Giunta, che è in carica da appena 10 giorni.

Direi invece che in questa fase, come è già stato detto egregiamente dal Consigliere Mafrica, ci troviamo a gestire iniziative assunte in precedenza e in alcuni casi, come in questo, a gestirle in situazione di emergenza.

Non voglio ribadire cose già dette, ma in questa vicenda ci sono stati dei ritardi, che in parte possono essere giustificati, come sono stati giustificati dal Consigliere Faval, ma che in parte discendono da valutazioni politiche che personalmente non avrei fatto; sono quindi valutazioni politiche diverse.

Per quanto riguarda il Comitato, è ben vero che nella legge c'è scritto "Comitato costituito", per cui sarebbe stato preferibile averlo già costituito, ma ciò non è stato possibile per mancanza di tempo. Noi riteniamo opportuno che il Consiglio dia un mandato preciso almeno per quel che riguarda i rappresentanti pubblici.

E' vero inoltre che, in un primo momento, io avevo presentato in Commissione un emendamento che dava questo mandato alla Giunta regionale, però sulla base di quell’emendamento era esclusa la minoranza. Poi, proprio per un discorso di centralità del Consiglio, ho preferito ritirare quell'emendamento e proporre questa risoluzione, in modo che sia il Consiglio a scegliere i rappresentanti in seno al Comitato, coinvolgendo anche la minoranza, sempre per tener fede a quel discorso che abbiamo fatto al momento dell'insediamento della Giunta.

Non mi pare opportuno costituire il Comitato come propone la risoluzione dell'Union Valdôtaine, perché la presenza del Sindaco di Aosta e del Presidente della Giunta è più conveniente nell'ambito di un Comitato d'onore, che potrebbe seguire questa fase ancora prettamente operativa. A me pare quindi che la presenza del Sindaco di Aosta e del Presidente del Governo regionale, o dei Parlamentari valdostani come proposto dal Consigliere Gremmo, possa essere accolta in una fase successiva all’accettazione della candidatura, ma solo nell'ambito di un Comitato d'onore o di un Comitato promotore, che dovremo comunque costituire a quel momento.

Accetto, invece, il suggerimento del Consigliere Gremmo di coinvolgere, al momento opportuno, lo Stato italiano, ma questo sempre in una fase successiva, perché è chiaro che, se la candidatura sarà accettata, noi dovremo far fronte a spese non certo indifferenti. A quel punto, però, il discorso riguarderebbe tutto il nostro Paese.

Per queste ragioni propongo al Consiglio di votare la risoluzione così come è stata presentata dal sottoscritto a nome della Giunta regionale e della maggioranza...

(...Interruzione...)

... Ho già detto che non lo ritengo opportuno, almeno in questa fase.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Per evitare discussioni che potrebbero dilungarsi malamente, io proporrei, se possibile, di sospendere brevemente i lavori per consentire all'Assessore competente e ai Capigruppo di trovare una formulazione che raggiunga un'intesa generale o, quantomeno, più ampia.

PRESIDENTE:E' stata proposta una breve sospensione dei lavori, per consentire ai Capigruppo di riunirsi con l’Assessore Pascale.

La Presidenza è d'accordo, ma vi prega solamente di fare la riunione nella saletta rotonda, attigua a questa sala, perché nell'altra è in corso una conferenza stampa per la mostra "Radio e montagna", che vi invito ad andare a vedere domani mattina alle ore 10, al momento dell'inaugurazione.

La seduta è sospesa.

Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 11,26 alle ore 12,04.

PRESIDENTE:Abbiate un attimo di pazienza, colleghi Consiglieri: poiché è stato trovato l'accordo su un testo che ora viene battuto a macchina, i lavori riprenderanno non appena sarà pronto.

PRESIDENTE:Colleghi Consiglieri, possiamo riprendere i lavori.

Se siete d’accordo, visto che ci sono solo due copie, ma non ancora le fotocopie, potremmo cominciare a leggere il testo concordato nella riunione dei Capigruppo, in modo che poi si possa procedere alla sua votazione palese ed alla successiva votazione segreta dei rappresentanti che costituiscono il Comitato.

Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):La risoluzione concordata dai Capigruppo è la seguente:

"RESOLUTION

LE CONSEIL REGIONAL

- vu sa propre résolution du 21 mars 1990, portent approbation de la candidature de la Ville d'Aoste à l’organisation des Jeux olympiques de 1998;

- estimant indispensable et urgent de procéder à la constitution du comité promoteur de la candidature susdite, en définissant sa composition;

DELIBERE

a) d'approuver la constitution, par acte public, du dit comité, ainsi formé:

- 3 Conseiller régionaux, dont un nommé par la minorité du Conseil;

- 1 représentant de l'Administration Municipale d'Aoste;

b) de donner pouvoir au comité susdit de procéder à la nomination, le cas échéant, des comités ultérieurs (exécutif, d'honneur, consultatif), garantissant la présence d'autres personnalités des milieux politiques, culturels, sportifs, économiques et professionnels ainsi que la participation de la communauté valdôtaine (collectivités locales et associations diverges):

c) de charger le comité promoteur de communiquer aux commissions compétentes du Conseil la composition de chaque comité ainsi que de transmettre, tous les six mois, au Gouvernement valdôtain et aux commissions compétentes du Conseil un rapport sur leur activité, les résultats obtenus et les dépenses y afférentes;

d) de nommer les membres désignés par le Conseil par votation secrète, chaque conseiller ayant droit à une seule voix".

Pour la majorité nous proposons les Conseillers Milanesio et Trione.

PRESIDENT:Alors la discussion est ou verte sur ce document.

Il y a quelqu’un qui demande la parole? La parole au Conseiller Andrione; il en a la faculté.

ANDRIONE (UV):Nous voterons pour les considérants jusqu’à "délibère"; nous nous abstiendrons sur le point "a)" ; nous voterons pour les points "b)" et "c)" et nous proposons M. Faval comme membre désigné par le Conseil.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta. Bondaz; ne ha facoltà.

BONDAZ (DC):Credo che con questo atto il Consiglio regionale della Valle d'Aosta segni l'avvio, in modo effettivo ed efficiente, alle varie difficoltà cui andremo incontro per sostenere la candidatura della città di Aosta per l'organizzazione delle Olimpiadi invernali del 1998.

Al di là di tutte le polemiche o delle prese di posizione che ci sono state in questo Consiglio durante la discussione, credo che ciò che conti veramente per la Valle d'Aosta sia il risultato finale, cioè l'accordo che, a grandi linee ed a grande maggioranza, è stato raggiunto per la stesura di questo documento, che, come dicevo poc'anzi, darà inizio effettivo alla candidatura di Aosta per l'organizzazione dei Giochi olimpici.

Ci auguriamo di vivo cuore che questo Comitato abbia la possibilità di agire e di operare con efficacia e con estrema urgenza, visti i tempi molto ristretti entro i quali dovrà essere presentato il dossier relativo alla candidatura della città di Aosta.

Il Governo regionale è evidentemente in primo piano in questa operazione e darà tutto il suo appoggio al Comitato, in modo che le risoluzioni finali siano pronte per la fine del mese di ottobre.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):Il Gruppo Verde Alternativo vota contro questa risoluzione, ribadendo la sua critica al modo in cui è stata gestita finora questa ipotesi di candidatura.

Il giudizio è negativo anche sul modo in cui si propone di comporre il Comitato promotore.

PRESIDENTE:Poiché i Capigruppo hanno convenuto di sottoporre al Consiglio la proposta di risoluzione concordata, della quale ha già dato lettura l'Assessore Pascale, ritengo che siano da considerare ritirati:

- la risoluzione proposta dal Gruppo dell'Union Valdôtaine, della quale ha già dato lettura il Consigliere Stévenin;

- la risoluzione della Giunta, già letta dallo stesso Assessore Pascale,

- e l'emendamento, presentato dal Consigliere Gremmo, al punto a) della parte deliberativa della risoluzione della Giunta, del quale do comunque lettura.

EMENDAMENTO

Punto a) della Risoluzione aggiungere: "i due Parlamentari Valdostani".

PRESIDENTE:Ora, poiché il Consigliere Andrione ha chiesto la votazione separata della proposta di risoluzione concordata dai Capigruppo, do lettura delle premesse di detta risoluzione, da "Le Conseil régional" a "délibère".

"RESOLUTION

LE CONSEIL REGIONAL

- vu sa propre résolution du 21 mars 1990, portent approbation de la candidature de la Ville d'Aoste à l'organisation des Jeux olympiques de 1998;

- estimant indispensable et urgent de procéder à la constitution du comité promoteur de la candidature susdite, en définissant sa composition;

DELIBERE".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione le premesse testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 31

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura del punto a) della proposta di risoluzione concordata dai Capigruppo.

"a) d'approuver la constitution, par acte public, du dit comité, ainsi formé:

- 3 Conseiller régionaux, dont un nommé par la minorité du Conseil;

- 1 représentant de l’Administration Municipale d'Aoste"

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il punto a) testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 20

Favorevoli: 19

Contrari: 1

Astenuti: 12 (Agnesod, Andrione, Faval, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura del punto b) della risoluzione concordata.

"b) de donner pouvoir au comité susdit de procéder à la nomination, le cas échéant, des comités ultérieurs (exécutif, d'honneur, consultatifs), garantissant la présence d'autres personnalités des milieux politiques, culturels, sportifs, économiques et professionnels ainsi que la participation de la communauté valdôtaine (collectivités locales et associations diverses);".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il punto b) testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 32

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura del punto c) della proposta di risoluzione concordata dai Capigruppo.

"c) de charger le comité promoteur de communiquer aux commissions compétentes du Conseil la composition de chaque comité ainsi que de transmettre, tous les six mois, au Gouvernement valdôtain et aux commissions compétentes du Conseil un rapport sur leur activité, les résultats obtenus et les dépenses y afférentes;".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il punto c) testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 32

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura del punto d) della proposta di risoluzione concordata dai Capigruppo.

"d) de nommer les membres désignés par le Conseil par votation secrète, chaque conseiller ayant droit à une seule voix".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il punto d) testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 32

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Colleghi Consiglieri, passiamo ora alla designazione per votazione segreta, come previsto dalla risoluzione, dei membri del Comitato promotore della candidatura di Aosta per l'organizzazione dei Giochi olimpici del 1998. Essendo tale votazione limitata ad un solo voto per ogni Consigliere e dovendo essere eletti tre Consiglieri, non esiste ovviamente la necessità di raggiungere una maggioranza; pertanto, saranno designati i tre Consiglieri che avranno raggiunto il maggior numero di voti.

I Consiglieri sono d'accordo che si voti al posto? Bene.

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Poiché sono stato in dicato quale possibile componente di questo Comitato, annuncio che non parteciperò alla votazione.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.

TRIONE (DC):Anch'io annuncio che non parteciperò alla votazione, perché sono stato indicato quale possibile componente del Comitato.

PRESIDENTE:Anche il Consigliere Faval? D'accordo.

Allora, ai Consiglieri Milanesio, Faval e Trione non viene consegnata la scheda, che invece viene consegnata a tutti gli altri per il voto al posto.

Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione, per schede segrete, la designazione dei tre componenti del Comitato per la promozione della candidatura di Aosta quale sede dei Giochi olimpici invernali del 1998.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Schede bianche: 1

Hanno riportato voti:

Faval: 12

Milanesio: 9

Trione: 8

In base all'esito della votazione, dichiaro che risultano designati quali componenti del costituendo Comitato promotore della candidatura della città di Aosta per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 1998 i Consiglieri regionali Faval Renato, Milanesio Bruno e Trione Silvio.

PRESIDENTE:Passiamo ora all’esame dell'articolato del disegno di legge n. 202, di cui è stato relatore il Consigliere Trione.

Do lettura del testo dell'articolo 1 già comprensivo dell’emendamento proposto dalla 4a Commissione consiliare.

Articolo 1

1. Al fine di conseguire un più efficace e completo utilizzo delle potenzialità promozionali e pubblicitarie connesse alla candidature della Città di Aosta per l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali 1998, la Regione Valle d'Aosta è autorizzata a intervenire finanziariamente mediante l'erogazione di contributi a favore del Comitato costituito per il sostegno della candidatura stessa.

2. I contributi sono approvati con delibera della Giunta regionale, previo esame dei programmi all'uopo redatti dal Comitato di cui al primo comma e possono essere concessi anche ratealmente, in relazione alle esigenze organizzative del Comitato.

3. Il Comitato dovrà semestralmente presentare alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente un rendiconto delle spese sostenute nonché una relazione illustrante le attività svolte e i risultati conseguiti.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura dell'articolo 2.

Articolo 2

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, previsto in complessivi 4.000 milioni, di cui lire 2.000 milioni nel 1990 e lire 2.000 milioni nel 1991, graverà sul cap. 47550, di nuova istituzione, del bilancio preventivo della Regione per l’esercizio 1990 e sul corrispondente capitolo dei futuri bilanci.

2. Alla copertura dell'onere di cui al primo comma si provvede:

a) per l'anno 1990 mediante l'iscrizione di maggiori entrate previste sul capitolo 300 del bilancio di previsione per il corrente esercizio derivanti dalle tasse di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

b) per l'anno 1991 mediante utilizzo per lire 2.000 milioni delle risorse disponibili iscritte al programma 3.2 "altri oneri non ripartibili" del bilancio pluriennale 1990/1992.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la paro la, pongo in votazione l'articolo 2 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura dell'articolo 3.

Articolo 3

1. Al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio 1990 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE ENTRATA

IN AUMENTO

Cap. 300 "Tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent"

Lire 2.000.000.000

PARTE SPESA

IN AUMENTO

Cap. 47550 (di nuova istituzione) Programma regionale 2.2.4.10

Codificazione: 2. 1. 1. 6.2.2.08.09.02 "Contributi al Comitato per il sostegno della candidatura per l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali 1998"

L.R. , n.

Lire 2.000.000.000

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura dell'articolo 4.

Articolo 4

1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul complesso della legge.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Il Consiglio approva