Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 1202 du 18 avril 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1202/IX - Iniziative per la tutela del paesaggio - (Reiezione di mozione).

Presidente - Do lettura del testo della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:

MOZIONE

Premesso che la legge 8 agosto 1985, n.431 (cosiddetta "Legge Galasso") ha richiesto alle Regioni di dotarsi entro il 31 dicembre 1986 di Piani regionali per la tutela del paesaggio;

Evidenziato che la legge Galasso ha rappresentato una opportuna sollecitazione per l’introduzione di una normativa che la Regione Valle d’Aosta si era impegnata a realizzare fin dal 1960, con la legge regionale 28 aprile 1960, n.3;

Constatato che a 30 anni di distanza dalla legge regionale 3/60 e dopo cinque anni dall’entrata in vigore della legge Galasso non esiste neppure ancora una bozza di Piano paesaggistico;

Evidenziato che, in assenza del Piano paesaggistico, si rischiano di fare delle scelte che incidono pesantemente sull’ambiente ed il paesaggio valdostano;

Sottolineato che non sono accettabili ulteriori ritardi nell’approvazione del Piano;

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale a presentare entro la fine del mese di maggio, all’esame del Consiglio:

1) un provvedimento urgente di salvaguardia transitoria sulle aree e/o per i beni di maggiore vulnerabilità ed importanza paesistico-ambientale;

2) uno schema di Piano paesaggistico che indichi le scelte fondamentali che si intendono adottare.

Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - La Regione Valle d’Aosta è ancora priva di un piano regionale per la tutela del paesaggio, nonostante questo piano fosse previsto fin dalla legge regionale n. 3 del 28.4.1960, quindi trent’anni fa, e nonostante la legge 8.8.1985, n. 431, la cosiddetta legge Galasso, che imponeva alle regioni di dotarsi di un piano paesaggistico entro il 31.12.1986.

Quindi siamo gravemente inadempienti sia rispetto alla normativa che come regione ci siamo dati, sia rispetto alle sollecitazioni che dallo Stato sono venute tramite la cosiddetta legge Galasso.

Non è la prima volta che in Consiglio affrontiamo questo problema; subito dopo il rinnovo del Consiglio regionale nel settembre del 1988, il nostro Gruppo presentò una interpellanza per sollecitare la redazione del piano, anche perchè dalla documentazione che avevamo esaminato risultava che c’erano degli impegni a redigere una bozza programmatica in tempi stretti.

Ho qui la deliberazione della Giunta regionale n. 3199 del 10.4.1987, con cui si approvava il programma di lavoro per l’applicazione della legge 431/85 e la formazione di strumenti regionali di pianificazione paesistico-ambientale; questa deliberazione di Giunta prevedeva che la bozza programmatica per il piano paesaggistico venisse presentata entro il mese di maggio 1987. Sono passati tre anni ma non esiste ancora questa bozza di piano, che non è ancora il piano definitivo (sappiamo che il piano poi passa attraverso una serie di filtri, di vagli, di controdeduzioni ecc.), e nel frattempo sono in atto una serie di interventi pesanti sul territorio valdostano che rischiano di vanificare gli strumenti di pianificazione paesag-gistici.

Se rinviamo ulteriormente l’adozione di questo strumento, gran parte delle scelte saranno state fatte senza che la regione abbia saputo dotarsi di uno strumento di tutela soddisfacente del suo ter-ritorio.

Adesso si parla anche di olimpiadi in Valle d’Aosta, una ipotesi che evidentemente significa ulteriore intervento sul territorio; inoltre è in costruzione una arteria autostradale, ci sono vari progetti di sensibile intervento sul territorio, e tutto questo non è compatibile con una difesa organica del nostro territorio in assenza di un piano paesaggistico.

Quindi lo scopo di questa mozione è quello di sollecitare nuovamente la Giunta a compiere i primi passi, che sono però quelli fondamentali per arrivare alla fine del percorso. I primi passi consistono sostanzialmente in due strumenti: il primo è un provvedimento urgente di salvaguardia quanto meno delle aree e dei beni che sono maggiormente vulnerabili sotto l’aspetto paesistico ambientale. Anche questo provvedimento di salvaguardia transitorio era uno dei primi atti che era stato richiesto dal comitato tecnico scientifico istituito nel 1987, provvedimento di salvaguardia che però non è mai stato definito.

L’altro provvedimento che chiediamo alla Giunta di presentare in tempi brevi è una bozza di piano paesaggistico, uno schema, un documento su cui si possa cominciare a ragionare nelle commissioni, nel Consiglio, con gli ordini professionali, con tutti coloro che sono interessati ad arrivare finalmente ad un piano paesaggistico regionale.

Sappiamo che per redigere questo piano ormai sono stati fatti studi ponderosi su tutta una serie di aspetti del territorio valdostano, sul suolo, sui trasporti, sui problemi urbanistici; sono stati impegnati alcuni miliardi di lire in queste ricerche, in queste progettazioni, in questi studi: è ora di cominciare ad arrivare a delle prime conclusioni. Quindi poniamo delle scadenze: che entro la fine del mese di maggio quanto meno questi due primi provvedimenti, un provvedimento di salvaguardia transitoria e uno schema di piano, siano portati all’esame del Consiglio e dei competenti organi del Consiglio.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) - On ne peut nier que la rédaction du plan d’aménagement du territoire régional, par rapport au problème du paysage, a subi un certain retard. Je crois tout de même que l’importance de l’argument et du problème que l’on doit affronter en quelque mesure peut justifier ce retard, surtout si on réfléchit au choix que le Conseil régional a fait par rapport à la façon de rédiger ce plan. C’est-à-dire que l’on n’a pas choisi, comme d’autres régions ont fait, de satisfaire seulement les exigences d’ordre formel de la loi Galasso, mais bien au contraire le Conseil régional a choisi de se doter d’un plan qui soit une étude approfondie de la situation de la région, en proposant des hypothèses d’évolution sur ce territoire.

Cela a demandé du travail, un travail important, je dirais même remarquable, de connaissance dans différents domaines, que d’ailleurs le Conseil régional connait assez bien parce que toutes les délibérations concernant l’attribution du travail aux différents bureaux sont connues par les Conseillers.

Je crois que nous devons aussi ajouter quelques réflexions par rapport au cadre général des régions italiennes, et donc au cadre à l’intérieur duquel nous sommes en train d’agir.

L’échéance prévue par la loi Galasso n’a été respectée par aucune région, aussi parce qu’une année et demie à partir du moment où la loi est entrée en vigueur était un temps tellement court qu’à maintes reprises cette échéance a été critiquée.

Mais la situation réelle est la suivante: la Région Marche est l’unique Région qui jusqu’ici a approuvé définitivement son plan; la Liguria a adopté un plan qui n’a pas encore été approuvé; l’Emilia Romagna a elle aussi un plan adopté, il y a eu un recours au tribunal administratif, ils sont en train de discuter pour l’approbation du plan même; la Région du Veneto avait adopté avant la loi Galasso un plan, qui visait uniquement la partie territoriale, à la suite de la loi a cherché de porter le plan aussi sur le domaine du paysage et nous pouvons tout de même dire qu’au point de vue technique et scientifique ce plan n’est pas extrêmement valable, parce qu’il suffit de penser que nous avons des cartes avec une échelle de 1:250 000 et donc on peut lire assez peu de ce qu’il y a et ce qu’on pense faire à l’intérieur de ce territoire. La Province autonome de Trento a un plan adopté.

Donc nous ne sommes pas loin de ce qui a été fait, ou mieux encore, ce qui n’a pas encore été fait ailleurs, mais ce n’est pas une excuse cela: c’était uniquement pour vérifier le cadre général.

Je peux même ajouter que dans quelques régions il est arrivé que l’adoption du plan a permis de faire beaucoup plus de ce qu’on ne pouvait pas faire auparavant. Je peux même ajouter que dans des régions où le plan a été adopté, ce plan ne concerne qu’une partie extremement limitée du territoire de la région même. En plus, je voudrais souligner à l’attention du Conseil régional que le territoire de la Vallée d’Aoste est soumis à toute une série de défends que je crois utile peut-être de rappeler.

Alors, il y a le défends hydrogéologique, le défends au-dessus de 1600 mt. d’altitude, le défends d’édification dans les zones boisées, dans les zones soumises aux éboulements, dans les zones humides et aux alentours pour une profondeur de cent mètres; toujours un défends tout autour des lacs à partir de la rive cent mètres de profondeur, dans les zones soumises au danger des avalanches et à dix mètres des rivières et ainsi de suite, puisque nous avons encore les aires archéologiques, le défends pour éventuelles interventions qui imposent l’autorisation de la part des différents organes, voire par exemple le Parc national du Grand Paradis, toutes les zones soumises à défends concernant le paysage, et tous les territoires concernés par les biens culturels.

Cela pour dire qu’en absence de ce plan, que nous espérons pouvoir porter à la discussion du Conseil au plus tôt, ce n’est pas qu’ en Vallée d’Aoste l’on puisse faire ce que l’on veut. J’ajoute encore que maintenant on a dépassé largement 50% des plans d’aménagement des communes adoptés et approuvés par l’Administration régionale; nous sommes même arrivés à approuver des modifications au plan d’aménagement des différentes communes et donc ce travail d’attention envers l’utilisation du territoire, l’exploitation des différentes ressources du territoire valdôtain est un travail que l’on fait quotidiennement.

Nous avons eu, à la suite des dernières étu-des qui ont été présentées, différentes réunions avec le groupe qui est chargé de préparer une ébauche de plan.

Nous avons décidé qu’il était utile pour organiser le travail et de façon que l’on puisse, avant pour la Junte régionale et ensuite pour le Conseil régional, avancer de façon plus rapide, chercher de proposer avant une ébauche dans un des différents domaines qui intéressent la vie de la communauté valdôtaine, et nous avons choisi le domaine du tourisme. Ces jours-ci le groupe de travail est en train de discuter l’ébauche finale de cet argument, qui devrait être donc discutée au plus tôt, peut-être la semaine prochaine, par la Junte régionale, et être la base des discussions pour la formation du plan. Donc une ébauche que les bureaux devraient me présenter ou bien à la fin de cette semaine ou en tout cas au cours de la semaine prochaine. Je l’espère donc, parce que personnellement j’attribue une importance remarquable à la possibilité de discuter ensemble l’approbation du plan, sans tout de même imaginer qu’au moyen du plan nous aurons la solution de tous les problèmes.

Nous devons, face à ce but, nous poser de façon à nous donner un instrument qui puisse être d’un coté suffisamment profond en ce qui concerne la connaissance de la situation générale dans les différents domaines (tourisme, biens culturels et ainsi de suite), et nous permettre en même temps d’adapter certains instruments mêmes aux exigences de la communauté valdôtaine, qui, elle comme les communautés les plus avancées, se modifie continuellement et avec une rapidité extreme dans le temps.

Donc, j’espère pouvoir présenter au cours du mois de mai cette ébauche de plan, de façon qu’il y ait la possibilité d’une confrontation plus ample qui puisse engager tout le Conseil.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - La risposta dell’Assessore non è assolutamente soddisfacente. Mi sembra che su questa questione del piano paesaggistico, invece di fare dei passi avanti, si fanno dei passi indietro tutte le volte che se ne parla.

Nel 1988 l’Assessore aveva risposto che la bozza di piano era praticamente pronta e sarebbe stata presentata in tempi brevi al Consiglio; adesso dice invece che non sarà presentata una bozza di piano ma semplicemente uno stralcio o una parte che riguarda il turismo. Non riesco a capire come si possa fare un documento di pianificazione e di tutela del paesaggio mirato sul problema del turismo; verificherò quando sarà presentato, ma mi sembra che quello sia più un piano di sviluppo che un piano di tutela del paesaggio, se impostato relativamente ad una problematica come quella del turismo.

Quello che chiedeva la legge Galasso è un piano paesaggistico, un piano di tutela del paesaggio, un piano che deve dire su tutto il territorio della Valle d’Aosta che cosa si può fare, in quali zone ed a quali condizioni; però tutto questo noi dovevamo farlo trent’anni fa in base alla nostra legge regionale, così come previsto nella legge n. 3 del 1960, e dovevamo farlo entro il dicembre 1986 in base alla legge Galasso. Adesso si viene a dire che abbiamo fatto degli studi e che presenteremo un documento che riguarda il turismo; a me sembra che siamo totalmente in alto mare, abbiamo speso tanti soldi per le ricerche (e questo può anche andare bene) però bisogna che adesso si arrivi ad una conclusione.

Riteniamo che sia fondamentale che venga presentato all’esame del Consiglio un documento di orientamento generale rispetto a come si vuol fare questo piano paesaggistico, che si dichiarino quanto meno gli intenti, che cosa si vuol fare. Però tutto questo non sta venendo fuori.

Sappiamo (perchè informalmente poi le cose si conoscono) che in realtà il comitato tecnico scientifico ha prodotto più di una bozza di documento programmatico, ma poi nessuna di queste bozze è mai arrivata fino al Consiglio perchè si è fermata prima, a livello di Assessore o a livello di Giunta. Ufficialmente non le abbiamo mai viste queste bozze, sottobanco le abbiamo viste perchè sappiamo che è possibile arrivarci. E’ così, perchè dobbiamo arrangiarci in qualche modo, dobbiamo arrivare a conoscere la documentazione per vie clandestine, ma la realtà è che i documenti prodotti dal comitato scientifico non arrivano mai in Consiglio.

Sono molto preoccupato rispetto a questa vicenda; mi sembra che questo aspetto sia sottovalutato. Credo che l’Assessore al turismo giochi la sua credibilità e il significato del suo ruolo soprattutto su questo problema, sul fatto di riuscire finalmente a dotare la Regione Valle d’Aosta di un piano di tutela. E’ vero che le altre regioni sono tutte in ritardo, salvo poi poche eccezioni lodevoli, ma noi siamo anche la regione più piccola d’Italia, siamo una regione in cui gran parte del territorio è montuoso, in cui comunque il vincolo è già il carattere fisico che lo pone. E non è difficile, su un territorio come il nostro, con una rilevanza ambientale così marcata, fare un piano di tutela che dica chiaramente che, ad esempio, nella valle di Clavalité noi vogliamo mantenere un certo tipo di ambiente e non vogliamo stravolgerlo. Ma queste scelte facciamole; non credo sia opportuno continuare a rinviare delle decisioni che poi pagheremo caramente in termini di assetto territoriale della nostra regione.

Quindi insisto perchè da parte del Consiglio ci sia una indicazione operativa nei confronti della Giunta, perchè si arrivi finalmente a vedere in Consiglio la documentazione relativa a questo piano paesaggistico.

Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Esito della votazione:

Presenti: 25

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 19 (Agnesod, Andrione, Beneforti, Bich, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Martin, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva

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Presidente - Termina la sessione odierna del Consiglio regionale. Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta.

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