Objet du Conseil n. 1201 du 18 avril 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1201/IX - Istituzione di un corso speciale per infermieri professionali riservati agli infermieri generici già in servizio presso l’USL della Valle d’Aosta - (Reiezione di mozione).
Presidente - Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Dolchi, Bajocco e Chenuil:
MOZIONE
Constatata la grave e permanente carenza di personale infermieristico, che costringe il personale in servizio a condizioni di lavoro stressanti e nel contempo non garantisce in tutti i reparti una soddisfacente assistenza ai pazienti;
Verificata la disponibilità di parte degli infermieri generici a frequentare corsi speciali per infermiere professionale, continuando a prestare servizio nelle ore di tirocinio;
Esaminate le possibilità di intervento legislativo ed amministrativo riconosciute alla Valle d’Aosta da leggi statali, dallo Statuto speciale e dalle norme di attuazione dello stesso in materia di assistenza ospedaliera, nonchè di istruzione e formazione professionale;
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
delibera
di impegnare la Giunta regionale:
1) ad esaminare dal punto di vista giuridico e normativo la possibilità di istituire un corso speciale per infermiere professionale, destinato agli infermieri generici già in servizio presso l’Unità Sanitaria Locale della Valle d’Aosta;
2) a presentare entro 90 giorni al Consiglio le risultanze della ricerca e le linee di intervento conseguenti.
Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Spero che l’Assessore Lanièce, anche se oggi è il 18 aprile, sia più comprensivo del suo collega Fosson rispetto alla mozione.
Su "La Stampa" di ieri c’era un articolo sugli infermieri, in cui il Presidente della USL, Vicquéry, dice: "Per adesso di sicuro non seguiremo la strada di assunzioni extracomunitarie, ma nuovi incentivi si impongono, almeno per i ragazzi che si iscrivono al primo anno di corso".
Queste due opinioni del Presidente della USL sottolineano l’importanza e l’urgenza che il problema degli infermieri ha anche nella nostra regione.
Più volte da questi banchi si è sostenuta la necessità di adeguare ulteriormente l’entità del sussidio corrisposto agli allievi della scuola infermieri professionali e in questo senso c’è una conferma da parte del Presidente della USL. Se addirittura si prende in considerazione l’ipotesi di assumere lavoratori extracomunitari, ciò significa che il problema è pesante, è urgente; infatti, da una parte abbiamo un numero elevato di persone che vanno in pensione, anche perchè il carico di lavoro per personale infermieristico è molto pesante, dall’altra abbiamo un numero inadeguato di giovani che si iscrivono a questi corsi. In alcuni reparti, di notte, ad assistere cinquanta persone abbiamo magari una infermiera caposala ed una infermiera professionale, due persone; questo crea dei problemi.
Ne avevamo già parlato quando si era affrontato il problema degli anziani non autosufficienti e da parte dell’Ulces era venuta la proposta della badante, vale a dire di una figura professionale nuova con il compito di assistere i pazienti; la risposta della Giunta al riguardo era stata che quella figura non era prevista dai contratti. Ecco, proprio l’ultimo contratto, Assessore, prevede - cosa che qui non era ritenuta possibile - una figura professionale nuova, che può essere adibita a queste funzioni; si parla di ausiliari specializzati che assumerebbero il profilo professionale di operatore tecnico addetto all’assistenza.
Allora, esistendo questa situazione, essendoci la possibilità di avere un aumento del personale che ha il livello di infermiere professionale, con questa mozione chiediamo che la Giunta regionale esamini dal punto di vista giuridico e normativo la possibilità di istituire un corso speciale per infermiere professionale destinato agli infermieri generici.
Abbiamo ricevuto delle richieste in questo senso; ci sarebbe la disponibilità di infermieri generici a frequentare un corso speciale per diventare infermieri professionali. Questo personale potrebbe continuare a prestare servizio nelle ore che gli allievi infermieri destinano al tirocinio.
Crediamo che la cosa sia possibile perchè la nostra Regione ha in materia di sanità ed assistenza delle possibilità legislative integrative. D’altronde anche le norme di attuazione, in particolare il decreto legislativo 433 del 28.12.89, ampliano le possibilità di intervento della Regione in materia di istruzione tecnico professionale e crediamo quindi che, con l’evolversi della situazione nazionale, a cui ci si può agganciare facendo riferimento a questo ultimo contratto, con la possibilità data dalle particolari competenze legislative integrative della Regione, e quelle riconosciute dalle norme di attuazione, si possa prevedere una soluzione che vada incontro ad esigenze che sono state espresse e che può in parte aiutare a risolvere il problema del numero degli infermieri professionali all’interno dell’ospedale.
La richiesta è quella che la Giunta entro novanta giorni esamini dal punto di vista giuridico e normativo la questione, e porti le risultanze al Consiglio con una proposta in merito.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se nessun Consigliere chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Come ebbi già l’occasione di dire in risposta alla interpellanza presentata il 15 marzo, su questo compito qui non abbiamo competenza giuridica. Insieme all’USL abbiamo sviscerato il problema in tutte le sue parti proprio perchè è un problema che sentiamo sulla pelle; quindi il discorso non è che non si vuole fare, perchè potremmo votare la mozione ma sarebbe una presa in giro dal momento che purtroppo abbiamo già sondato ed esaminato a fondo il problema, ma non c’è nessuna possibilità.
Voglio ricordare che la stessa legge istitutiva del servizio sanitario nazionale, la 833/78, all’articolo 6, lettera q), dice che "rientra nelle competenze dello Stato la fissazione dei requisiti per la determinazione dei profili professionali degli operatori sanitari, le disposizioni generali per la durata e la conclusione dei corsi, la determinazione dei requisiti necessari per l’ammissione alle scuole, nonchè dei requisiti per l’esercizio delle professioni mediche e sanitarie ausiliarie".
Inoltre, la stessa legge 243/80 prevedeva la possibilità del tutto eccezionale, sempre che questo diritto fosse stato esercitato entro cinque anni dalla entrata in vigore della legge 243 - la legge è entrata in vigore il 1° luglio 1980, quindi entro il 30 giugno 1985 - da parte degli infermieri generici di presentare la domanda. Ma questa è una cosa del tutto transitoria ed eccezionale, perchè per poter fare il corso da infermiere professionale bisogna essere stati promossi al terzo anno della scuola media superiore e frequentare i tre anni.
Abbiamo esaminato il problema nei suoi risvolti e purtroppo non c’è questa possibilità.
La stessa legge 845/78, che detta norme in materia di istruzione e formazione professionale, esclude le figure professionali e sanitarie, cioè dà competenze alla Regione per tutte le altre figure ma non per queste. E’ una strada che avremmo certamente percorso, se non ci fossero stati questi ostacoli insormontabili attualmente.
Se questo nuovo contratto, di cui ufficialmente però non abbiamo niente, ci darà la possibilità di percorrere questa strada, certamente saremo i primi a venire incontro ad eventuali richieste di questo genere.
Ci asterremo sulla mozione proprio perchè non c’è questa possibilità e fra novanta giorni verrei a rispondervi quello che c’è, perchè se il nuovo contratto ci dà delle possibilità, saremo i primi noi ad esaminare con l’USL la soluzione di questo problema che è un problema nazionale, non è certo un problema solo regionale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - In altri campi mi pare che la Giunta dimostri più capacità di iniziativa, perchè le norme che riguardano le competenze di questa Regione sono sempre interpretabili. In questo caso invece si accetta come impossibile un intervento che in qualche modo possa anche cercare di interpretare le norme stesse.
Voglio fare un esempio. Quando l’Assessore dice che la norma prevedeva che il corso speciale fosse istituito entro il quinto anno dall’emanazione della legge 243/80, è possibile provare con una norma che parta da questo punto, che giustifichi le condizioni particolari della Valle d’Aosta, e, anche in ritardo, collegandosi a questa norma, prevedere l’istituzione di un corso di questo genere?
Se poi c’è l’opposizione da parte del rappresentante del Governo, è un’altra questione.
Ho l’impressione che qui a volte manchi la volontà di sperimentare competenze legislative, perchè l’articolo 39 del nuovo contratto che ho ottenuto dalle organizzazioni sindacali prevede che la qualifica relativa a questa nuova figura, che per noi è simile a quella della badante, si ottiene prendendo personale che è già in servizio ed attraverso un corso si arriva all’accesso a questa nuova qualifica.
A noi dispiace che ci si trinceri dietro l’impossibilità legislativa, perchè la mozione chiede che la Giunta verifichi dal punto di vista normativo e giuridico la possibilità di istituire questo corso; invece già a priori e senza, per quello che ne sappiamo noi, aver verificato questo aspetto, si dice di no.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Posso confermare che non è l’Assessore che adesso dice così tanto per dare una risposta, ma è un problema che abbiamo già affrontato anche a livello romano in occasione degli incontri del Consiglio nazionale della sanità, ai quali siamo andati con i funzionari e con il direttore del personale, per valutare se c’era la possibilità di risolvere la questione.
Purtroppo la legge 243 toglie la competenza alle regioni, ed è un problema generalizzato in quanto anche altre regioni hanno cercato di percorrere questa strada, ma è impossibile.
Pertanto, come dicevo prima, è inutile creare delle false illusioni perchè non è che non vogliamo percorrere questa strada; noi l’abbiamo tentata in concreto, anche perchè sarebbe talmente sciocco da parte nostra non percorrere una strada che è percorribile. Purtroppo non ci possiamo fare niente.
Volevo solo aggiungere una cosa che prima mi sono dimenticato di dire: sulla questione dell’assegno, che anche noi come Giunta volevamo vedere di incrementare, abbiamo avuto diverse delibere bocciate dal Coordinamento, perchè questi assegni di studio non sono suffragati da una legge. E non vogliamo andare a grattare troppo, per paura che alla fine ci siano tolti anche questi assegni di studio che già eroghiamo. Il problema di invogliare nuovi studenti a frequentare il corso attraverso una maggiore incentivazione la Giunta se lo è già posto, però anche la legge che avevamo fatto per dare i contributi, che poi il Consiglio avrebbe ritenuto opportuno, ci è stata bocciata.
Quindi, non è che non vogliamo percorrere questa strada, ma è perchè è impossibile, ed è inutile creare delle false attese a dei lavoratori che tutti i giorni seguono questi problemi.
Con l’entrata in vigore del nuovo contratto speriamo che questo si possa fare e saremo i primi a muoverci, anche se per un certo periodo avremo dei problemi, in quanto questi infermieri per quattro ore al giorno dovranno fare la parte teorica e non saranno in servizio. Ma è un disagio che converrebbe comunque percorrere per avere un maggior numero di professionisti.
Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 20 (Agnesod, Andrione, Beneforti, Bich, Faval, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Marcoz, Martin, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio non approva
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