Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 438 del 12 gennaio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 438/X - Applicazione del piano di riparto dei finanziamenti da assegnare per l'anno 1994 agli enti gestori di asili-nido in applicazione della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3.

Deliberazione - Il Consiglio

Vista la legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3, recante "Nuove norme sugli asili-nido" e, in particolare, l'articolo 36 il quale prevede che il piano annuale di riparto del fínanziamento agli Enti gestori di asili-nido sia approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale;

Visti i programmi per l'anno 1994 formulati, ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell'articolo 35 della predetta legge regio­nale, dai Comuni di Aosta, Châtillon, Pont-Saint-Martin e dal Consorzio per l'asilo-nido di Nus, nonché la documentazione ad essi allegata, dimostrativa degli oneri e delle attività previsti, del numero dei bambini frequentanti i rispettivi asili-nido, delle quantità del personale impiegato con le relative qualifi­che;

Visto anche l'articolo 37 della citata legge regionale il quale prevede che la partecipazione dei genitori o di chi ne fa le veci alle spese del servizio (asilo-nido) è stabilita dal Consiglio re­gionale, sentita l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta, contestualmente all'approvazione del piano annuale di cui all'articolo 36;

Sentita l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta nonché gli Enti gestori degli asili-nido i quali hanno concordato l'adozione dei criteri di seguito riportati;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Dirigente del Servizio affari generali, assistenza e servizi sociali dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive mo­dificazioni e dell'articolo 21 della legge regionale n. 18/1980 e successive modificazioni, in ordine alla legittimità della presen­te deliberazione;

Richiamata la legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3;

Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare il sottoriportato piano di riparto dei finanzia­menti per l'anno 1994 da assegnare agli Enti gestori di asili-ni­do ai sensi della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3:

Consorzio

o comune

Spese

di gestione

Spese in

c/capitale

AOSTA - Via Brocherel

790.000.000

AOSTA - Viale Europa

810.000.000

AOSTA - M. Berra

940.000.000

80.000.000

AOSTA - Via Roma

720.000.000

CHATILLON

650.000.000

20.000.000

NUS

640.000.000

20.000.000

PONT-SAINT-MARTIN

660.000.000

20.000.000

TOTALI

5.210.000.000

140.000.000

2) di dare atto che la relativa spesa ammontante a complessive lire 5.350.000.000 (cinquemiliarditrecentocinquantamilioni) graverà sui seguenti capitoli e residui del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994:

- n. 58420: Contributi ai comuni nelle spese di gestione di asili-nido;

- n. 58480: Contributi ai comuni nelle spese di investimento per gli asili-nido;

3) di stabilire che alla liquidazione dei finanziamenti assegnati agli Enti interessati provveda la Giunta regionale ai sensi degli articoli 36 e 38 della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3;

4) di fissare, come seguono, i criteri da applicare dagli Enti ge­stori, a decorrere dal 1° gennaio 1994, per la composizione di una quota mensile a carico dei genitori o di chi ne fa le veci per partecipare alle spese di frequenza di ogni bambino iscritto all'asilo-nido, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3:

A) la quota mensile è determinata in base al reddito complessi­vo dei genitori o di chi ne fa le veci secondo gli scaglioni di reddito di cui all'allegata tabella A, con esenzione temporanea per casi sociali eccezionali documentati dai servizi sociali;

B) il reddito complessivo è costituito dalla sommatoria dei sin­goli redditi dei genitori o di chi ne fa le veci;

C) i singoli redditi dei genitori o di chi ne fa le veci sono quelli, desumibili al mese di gennaio 1994, in base alla dichiarazione dei redditi (mod. 740, mod. 101, mod. 201, eccetera) presentata l'anno precedente, ovvero, in mancanza di questa, in base all'ultima busta paga percepita e rapportata all'anno intero, ovvero, in mancanza di questa, in base ad una autodichiara­zione sull'ammontare presunto del proprio reddito, per l'anno 1994, effettuata dagli interessati con sottoscrizione autenticata ai sensi dell'articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15;

D) i redditi dei genitori o di chi ne fa le veci sono così determi­nati:

a) redditi imponibili ai fini IRPEF lordi (si considerano, ad esempio, gli importi indicati al rigo N1 -"reddito complessivo"- del mod. 740/93 ovvero al punto 5 del mod. 101/93, ovvero al punto 5 del mod. 201/93), al netto dei soli contributi previden­ziali ed assistenziali obbligatori, dell'imposta locale sui redditi (ILOR) e delle spese sostenute per cure mediche;

b) redditi esenti da IRPEF o assoggettati a ritenuta di imposta alla fonte o ad imposta sostitutiva;

c) i redditi da lavoro dipendente o da pensione sono conteggiati nella misura del 70 percento;

E) dal reddito complessivo viene detratta la somma di lire 2.000.000 per ogni figlio a carico oltre al primo;

F) nel caso in cui due o più bambini dello stesso nucleo familia­re siano iscritti al medesimo asilo-nido, per ogni bambino iscritto oltre al primo la quota mensile è ridotta del 50 percen­to;

G) per i monoredditi compresi nello scaglione di reddito da lire 15.000.001 a lire 20.000.000 di cui all'allegata tabella A la quota mensile è ridotta del 50 percento;

H) nel caso di malattia o d'infortunio che non consenta ad un bambino la frequenza all'asilo-nido per un periodo superiore a 15 (quindici) giorni consecutivi (pre-festivi e festivi compresi), la retta mensile a carico dei genitori o di chi ne fa la veci è ri­dotta del 50 percento secondo la seguente tabella:

- malattia o infortunio da 1 a 15 giorni consecutivi:

retta mensile intera;

- malattia o infortunio da 16 a 45 giorni consecutivi:

retta mensile ridotta del 50 per­cento per un mese;

- malattia o infortunio da 46 a 75 giorni consecutivi:

retta mensile ridotta del 50 per­cento per due mesi;

- malattia o infortunio da 76 a 105 giorni consecutivi:

retta mensile ridotta del 50 per­cento per tre mesi;

eccetera.

la malattia e l'infortunio, per dar luogo alla riduzione della retta mensile come sopra esposto, devono essere comprovati da certificato medico attestante la natura degli stessi;

se la malattia o l'infortunio si protrae nell'arco di due mesi (ad esempio 20 giorni consecutivi di malattia di cui 10 nel primo e 10 nel secondo mese), per il primo mese sarà corrisposta la retta intera mentre per il secondo sarà corrisposta nella misura ridotta del 50 percento;

i giorni non consecutivi di malattia o di infortunio la cui somma complessiva sia superiore a quindici giorni in un mese non danno comunque luogo alla riduzione della retta per quel mese;

I) nel caso di chiusura temporanea di un asilo-nido, disposta dall'ente gestore per consentire la fruizione dei congedi ordinari al personale e l'ordinaria manutenzione degli stabili, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 3/1986, la retta mensile a carico dei genitori o di chi ne fa le veci è diminuita in ragione di 1/22 (un ventiduesimo) del suo importo per ogni giorno di man­cata erogazione del servizio;

5) di autorizzare, in via sperimentale, per soddisfare le esigen­ze dei cittadini, gli enti gestori di asili-nido ad accettare, a de­correre dal 1° gennaio 1994, iscrizioni di bambini a tempo par­ziale ("part-time") alle seguenti condizioni:

- per ogni asilo-nido il numero dei posti destinati a tempo par­ziale non sia superiore al doppio del 25 percento del numero totale dei posti di quell'asilo-nido;

- il tempo parziale del mattino comprenda il pasto di mezzo­giorno mentre il tempo parziale del pomeriggio non lo com­prenda;

- per ogni iscritto al tempo parziale del mattino corrisponda un iscritto al tempo parziale del pomeriggio, senza periodi di com­presenza dei due iscritti;

- la retta mensile corrisponda al 60 percento della retta intera, determinata secondo quanto previsto dalla presente delibera­zione, per gli iscritti al tempo parziale del mattino e corrispon­da al 40 percento della retta intera, per gli iscritti al tempo parziale del pomeriggio;

- l'adozione del tempo parziale non pregiudichi il regolare an­damento del servizio di asilo-nido;

- l'adozione del tempo parziale non comporti maggiori oneri a carico dell'Amministrazione regionale;

- il tempo parziale si svolga nel rispetto delle norme della legge regionale n. 3/1986 e di quanto previsto dalla presente delibe­razione;

6) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi della Giunta regionale l'approvazione di maggiori spese derivanti dall'eventuale pagamento dell'I.V.A. per la gestione in conven­zione degli asili-nido di Aosta, Viale Europa, Via Roma e M. Berra e dall'eventuale sostituzione di personale assente, duran­te l'anno 1994;

7) di sottoporre la presente deliberazione al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, lettere b), f) ed i) del decreto legi­slativo 13 febbraio 1993, n. 40.

Tabella A - Contribuzione giornaliera a carico dei ge­nitori o chi ne fa le veci

Limiti di reddito annuo

Contribuzione mensile

fino a L. 15.000.000

L. 110.000

da L. 15.000.001 a L. 20.000.000

L. 187.000

da L. 20.000.001 a L. 22.000.000

L. 220.000

da L. 22.000.001 a L. 24.000.000

L. 253.000

da L. 24.000.001 a L. 26.000.000

L. 286.000

da L. 26.000.001 a L. 28.000.000

L. 330.000

da L. 28.000.001 a L. 30.000.000

L. 374.000

da L. 30.000.001 a L. 33.000.000

L. 429.000

da L. 33.000.001 a L. 36.000.000

L. 484.000

da L. 36.000.001 a L. 39.000.000

L. 550.000

da L. 39.000.001 a L. 42.000.000

L. 616.000

da L. 42.000.001 a L. 46.000.000

L. 693.000

da L. 46.000.001 a L. 50.000.000

L. 770.000

da L. 50.000.001 a L. 55.000.000

L. 858.000

da L. 55.000.001 e oltre

L. 946.000

Presidente - La parola all'Assessore della sanità e assisten­za sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Preannuncio che sta per essere distribuita una serie di emen­damenti che ho preparato in materia, in seguito all'incontro avuto con i rappresentanti dei genitori. Cercherò di illustrare i punti salienti in merito.

Uno riguardava la determinazione delle fasce di reddito che, su indicazione degli enti gestori, abb­iamo spostato da un sistema di calcolo giornaliero ad un siste­ma mensile, per entrare nella filosofia del disegno di legge in Parlamento che intende dare una connotazione diversa agli asili-nido: un servizio socio-educativo. In quest'ottica la Regio­ne e i comuni dicono ai genitori che l'asilo-nido non è un optio­nal ma un servizio educativo da seguire. I comuni si lamenta­vano giustamente di non riuscire a organizzare un servizio de­cente, se un giorno avevano 20 bambini ed un altro 5; per cui si cerca di impegnare i genitori. Una contestazione fatta riguardava le tariffe: la Giunta ha in­teso definire queste tariffe che coprono solo l'11,8 percento del costo globale, rispetto al 36 percento previsto per i servizi a domanda individuale, ha voluto dare un'indicazione politica di­cendo che l'Amministrazione regionale ha l'obbligo di garantire il servizio a tutti, soprattutto alle fasce basse e facendo pagare le fasce alte.

La tabella derivata ha una proporzionalità precisa tra le fasce basse e alte: per questo motivo non ho accolto le ri­chieste dei genitori di ritornare al sistema di calcolo giornalie­ro, perché avrebbe sballato tutto questo concetto, mentre ho ac­colto la richiesta di togliere la fascia superiore ai 60 milioni che avrebbe comportato un costo di lire 1.045.000. Il secondo punto riguardava il costo durante le malattie e le ferie e allora questi emendamenti si muovono nell'ottica di andare verso le richieste dei genitori.

In sintesi, il primo emendamento, sposta dal 1° gennaio 1994 al 1° febbraio 1994 la decorrenza per evitare una retroattività, perché dalla fascia superiore ai 42 milioni l'aumento varia dal­l'11 percento al 30 percento.

Il secondo, corregge una dizione sbagliata laddove si dice che si calcolano i redditi col modello 740 o 101 o, in mancanza, con l'ultima busta paga; si sostituisce "in mancanza" con "in alternativa" perché a volte, soprattutto i cassaintegrati, si trovano a inizio anno in una situazione eco­nomica molto diversa rispetto al passato, quindi "in alternati­va" significa che possono presentare le buste paga e calcolare poi le tariffe su queste buste paga.

L'emendamento numero tre fa scendere da 15 a 7 giorni consecutivi il periodo entro il quale i genitori per la malattia devono pagare la retta mensile, per gli altri giorni pagheranno 1/22 per ogni giorno di assenza.

Il quarto emendamento va incontro alle richieste che mi sono pervenute ieri, in mattinata, da associazioni e da famiglie di portatori di handicap che, giustamente, fanno rilevare che i ra­gazzi spesso devono assentarsi dall'asilo-nido per cure di tipo riabilitativo e rieducativo, e sembrava loro illogico pagare la tariffa durante questa assenza. Allora si definisce anche qui una quota base pari al 50 percento cioè 11 giorni sui 22 mensili che devono comunque pagare, mentre per gli altri giorni di as­senza ci sarà una detrazione pari ad un ventiduesimo.

Lo stesso discorso vale per le ferie dei genitori perché, come sa­pete, gli asili-nido sono aperti per tutto l'anno e allora si stabi­lisce una fruizione di 15 giorni di ferie in qualunque periodo dell'anno durante il quale i genitori non pagheranno le tariffe.

L'ultimo emendamento riguarda il punto cinque della parte di­spositiva dove si dice che per ogni iscritto al tempo parziale del mattino è opportuno che corrisponda un iscritto al piano par­ziale del pomeriggio, si aggiunge questo "opportuno" perché questa era una indicazione che era data ai comuni.

Con questo emendamento si dice che i comuni devono cercare di far sì che a un bambino a tempo parziale al mattino corrisponda un bam­bino a tempo parziale al pomeriggio, e non costituisce un obbli­go perché i comuni spesso devono fare riferimento alle loro esi­genze reali. In presenza di questi emendamenti che vanno in­contro, come già hanno comunicato anche alcuni organi di stampa, alle richieste dei genitori, propongo al Consiglio regio­nale di votare la deliberazione.

Presidente - Qualcuno chiede la parola? La discussione generale è aperta. La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Io ho dato un'occhiata abbastanza rapida a questa proposta che ovviamente ha la sua validità, ha i suoi contenuti positivi; ven­gono cambiati parzialmente i criteri di calcolo sul contributo che deve essere erogato dai genitori, però mi sembra che ci sia una dimenticanza abbastanza evidente o che, per lo meno, sia stata fatta una sottovalutazione.

Mi riferisco all'articolo 4, al punto D, alla lettera c) dove, secondo me, si fa una discrimina­zione che non ha alcuna giustificazione perché si parla di red­diti da lavoro dipendente o da pensioni che sono conteggiati nella misura del 70 percento. Sono d'accordissimo a riconoscere che le cosiddette fasce sociali deboli abbiano delle agevolazioni e quando parlo di fasce sociali deboli mi riferisco essenzial­mente ai pensionati e ai cassaintegrati, ma non mi sembra che i dipendenti pubblici, soprattutto, o privati, siano da includere in questa categoria.

Oggi essere lavoratore dipendente vuol dire essere privilegiato rispetto al lavoratore autonomo e se, la scansione viene fatta perché nei lavoratori autonomi si vuol far rientrare solamente i liberi professionisti, questo mi sembra assolutamente sbagliato. Nella categoria dei lavoratori autonomi rientrano anche gli ar­tigiani, i commercianti, i cosiddetti piccoli imprenditori e pos­siamo dire che, oggi come oggi, per la notevole pressione fiscale, vivono alla quotidianità.

Quindi non vedo come mai attraverso questa proposta si debba creare detta discriminazione tra lavo­ratori dipendenti e lavoratori autonomi. A parte il fatto che nelle fasce di reddito viene già chiaramente stabilito che con la progressività del reddito c'è un aumento altrettanto progressivo della contribuzione mensile, e questo mi pare più che sufficien­te; però, quest'ulteriore distinzione nel calcolare solamente al 70 percento il reddito da lavoro dipendente, mi sembra vera­mente un'esagerazione.

Per questa ragione presentiamo un emendamento dove si chiede di eliminare la parte da lavoro di­pendente e di limitare il conteggio nella misura del 70 percento solamente per i redditi da pensione ed eventualmente, se si vuole, anche ai redditi di altre fasce sociali deboli come i cas­saintegrati, ma assolutamente non solo ai dipendenti; chi sono gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori? Perché de­vono essere trattati in maniera così discriminatoria? Ho qui l'emendamento e adesso vi verrà distribuito.

Presidente - Altri consiglieri chiedono la parola? La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (DC) - Chiedo scusa al Consiglio se intervengo e, nello stesso tempo, do un'occhiata agli emendamenti. Credo che alcune considera­zioni su questo tema vadano fatte. Qui parliamo di un servizio che viene offerto a quel soggetto civile al quale noi guardiamo con maggiore attenzione che è la famiglia. In questo senso, noi riteniamo che, soprattutto in un momento sociale ed economico come quello che stiamo attraversando, su argomenti come questi non dobbiamo troppo fare questione di lana caprina, an­dando a spulciare le centomila lire o i milioncini che vengono a gravare sul bilancio regionale; crediamo che ben altre siano le direzioni da seguire per rimettere mano ad una politica regio­nale.

Fatta questa premessa, io credo che il servizio dell'asilo-nido sia un servizio oltremodo sentito dal punto di vista della necessità delle varie famiglie e credo anche che alcune raccolte di firme, se non ricordo male, portate avanti alcuni mesi fa, tendessero ad istituire per legge il servizio dell'asilo-nido, di­mostrando questo bisogno formidabile che c'è nelle varie fa­miglie. Una considerazione da farsi è che questa è l'unica ri­sposta che viene data alle famiglie che si trovano nella necessi­tà di non poter accudire, in alcuni momenti della giornata, i propri figli.

Diciamo subito che da questo punto di vista, rispetto al passato, e sottolineo un aspetto senza dubbio positivo di questa delibera, è la parte in cui si parla di far usufruire dell'asilo-nido da parte delle famiglie a livello di part-time. Questa è sicuramente una scelta giusta, una scelta condivisa da parte nostra perché offre detta possibilità alle famiglie e, al tempo stesso, aiuta la corre­sponsabilità da parte dei genitori nei confronti dell'educazione dei propri figli. Fatta questa positiva premessa, sottolineo che ci sono troppe cose che non possono avere la nostra approvazio­ne. Inizio con alcune considerazioni sull'impostazione di questa materia: ancora una volta la questione fondamentale per di­scernere, per permettere la fruizione, e conseguentemente stabilire gli oneri per le famiglie, diventa il reddito.

Qui, io ho già avuto modo di accennarlo, credo che tutto questo porterà ben presto ad una proposizione da parte nostra: noi parliamo sempre di dichiarazione dei redditi senza, e poi dirò perché, te­nere sufficientemente in considerazione le composizioni dei nuclei familiari.

Noi viviamo un momento un po' particolare nella nostra regio­ne, credo che tra le varie statistiche più o meno veritiere che ri­cordava il Presidente del Consiglio ve ne sia una, oltremodo preoccupante, che è apparsa alcuni mesi fa su di un quotidiano e che riguardava la natalità nella nostra regione: si diceva, e non so quanto la cosa abbia allarmato chi soprattutto crede nel principio della valdostanità, che questa regione, se continua il trend di questi anni, da qui ad un centinaio d'anni non vedrà più abitanti nati in loco, ma dovrebbe essere popolata da per­sone che vi si trasferiscono da altri siti. Vengo a delle cifre per cercare di tradurre il mio pensiero.

Se noi limitiamo tutto il di­scorso al reddito della famiglia, senza tener conto della sua composizione, è possibile formulare questa ipotesi come un esempio che potrebbe verificarsi, a parte la modifica dell'emen­damento n. 6 presentato dall'Assessore.

Prendiamo un caso A: una famiglia di 5 persone, padre e madre e tre figli, quale è la mia, con due figli al nido come è successo a me fino ad alcuni anni fa. Bene, questa famiglia ha un reddito di 60 milioni e ha di fatto un reddito pro capite di 12 milioni e spenderebbe, per mandare all'asilo-nido i bambini per un anno 15 milioni e 600 mila lire.

Caso B: nucleo familiare di tre persone con un figlio all'asilo-nido e un reddito di 31 milioni, vale a dire la metà, il reddito pro capite è di 10 milioni e questa famiglia spende, in un anno, per l'asilo-nido 4 milioni e 700 mila lire.

Di fronte a questi due casi, facendo le sottrazioni per le spese per gli asili-nido, succede che nel caso A rimane una cifra pro capite di 7 milioni a testa e, nel caso B, rimane una cifra pro capite di 9 milioni a testa. Questo è un esempio per dire che pensare a delle tariffe per un servizio come questo vuol dire pensarle guardando al reddito pro capite all'interno della famiglia, guardando il reddito in proporzione alle necessità reali che ci sono in quella famiglia.

Un'altra sottolineatura che fa emergere l'incongruità di detta cosa è questa: noi sappiamo che un bambino all'asilo-nido costa alla Regione circa 2 milioni al mese, quindi 24 milioni l'anno; nella stessa delibera, si dice che, invece, alle famiglie un figlio costa 2 milioni all'anno; infatti si dice che per ogni figlio a cari­co, oltre a quelli frequentanti l'asilo-nido, viene decurtato il reddito di due milioni.

Questa mi sembra un'incongruità parec­chio forte. Io capisco tutte le difficoltà nell'organizzare un ser­vizio del genere, ma voglio fare notare quelle che, a mio avviso, sono le incongruità maggiori. Una terza sottolineatura da fare, già anticipata dal collega Tibaldi, è la questione del calcolo del 70 percento per i lavoratori dipendenti, che credo sia diventata una prassi. Farò un discorso che non avrà molto successo, ma lo faccio proprio da ex-lavoratore dipendente e, quindi, al di sopra di ogni sospetto. Istituire questa prassi, se è vero, facilita il la­voratore dipendente, penalizza il lavoratore autonomo onesto. Qualcuno dirà che non ce ne sono o che ce ne sono pochi o ce ne sono tanti, ma di fatto è così.

Infatti, vediamo i due casi che ci­tavo prima: se nel caso B, quello della famiglia di tre persone, il lavoratore è dipendente, e se nel caso A, quello della famiglia più numerosa e più ricca, il lavoratore è autonomo, sempre de­curtando le spese per gli asili-nido nel caso A si arriva ad avere 35 milioni in 5 e nel caso B rimangono da spendere 40 milioni in 3.

Queste sono alcune osservazioni che credo debbano servire per ragionare su questa cosa. Poi c'è anche da fare il discorso sulle assenze: io capisco l'esigenza di far fronte a delle spese, come ho già anticipato, ma non credo giusto andare a pensare a 7 giorni consecutivi di decorso della malattia, anche se credo che sia stato ridotto. L'esperienza che facciamo tutti noi che abbiamo avuto dei bambini piccoli è che, soprattutto in quella età, le malattie durano 2, 3 o 4 giorni e sono speso frutto di feb­bri che, così come sono arrivate, se ne vanno.

Il problema è che una famiglia che non vuol lasciare il bambino a casa più di 7 giorni per poi vedere la cifra rientrare, si trova ad avere un bambino che fa due giorni di assenza per settimana per febbre o per stanchezza o per altri motivi e verrebbe ulteriormente penalizzata.

Per il momento mi fermo e mi riservo di intervenire più tardi.

Si dà atto che, dalle ore 12,09, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente - La parola al Consigliere Squarzino Secondina.

Squarzino (VA) - Rispetto a questo provvedimento c'è stata una discussione ab­bastanza ampia e mi sembra che all'elemento negativo che c'e­ra nella prima stesura - il fatto che i genitori non fossero stati ascoltati - si sia rimediato. Io ho apprezzato lo sforzo fatto dall'Amministrazione per venire incontro alle richieste dei genitori e a me sembra che, complessivamente, le esigenze maggiori siano state rispettate.

Credo che ci sia un elemento che va valutato ed è l'elemento del passaggio dalla retta quoti­diana alla retta mensile. Probabilmente bisognerà provare quest'anno, fare una verifica, e vedere se effettivamente il mec­canismo dei sette giorni di assenza consecutivi, e poi l'ulteriore riduzione per gli altri giorni di assenza di 1/22 della quota, vie­ne effettivamente incontro alle esigenze delle famiglie.

Credo dunque che valga la pena di verificare il meccanismo della quota mensile e credo anche che, al di là del fatto che sulle fa­miglie pesi soltanto l'11,8% della spesa complessiva, vada fatta una riflessione e in questo vorrei proprio accogliere le osserva­zioni fatte da Tibaldi e da Marguerettaz.

Bisogna fare una riflessione complessiva su un tipo di politica di prevenzione; bisognerà a questo punto ripensare a tale tipo di intervento, sia alla luce della legge nazionale, che sta an­dando avanti, sia alla luce della legge regionale, che è in via di preparazione e credo che questa sia l'occasione per una rifles­sione più ampia.

Io ritengo che gli emendamenti apportati ab­biano dato una risposta abbastanza valida alle richieste dei genitori.

Penso che il limite di questo provvedimento stia pro­prio nel fatto che è nato non da un dibattito preventivo; credo che molte volte alcune risposte a dei problemi reali che ci sono vengano prese in modo parziale e poi si cerchi dopo di tener conto dei problemi che emergono. Se si riuscisse prima, ed in tale senso ritengo sia importante pensare ad un insieme di po­litica preventiva nei confronti della famiglia e di queste fasce, ad affrontare il problema e a dibatterlo, forse anche la soluzio­ne che emerge sarebbe una soluzione più concordata che ne tiene conto, fin dall'inizio, tentativo di soluzione, delle esigenze di tutti.

Presidente - Grazie. Ci sono altri consiglieri che intendono prendere la paro­la su questo argomento? Se nessuno intende prendere la parola dichiaro chiusa la discussione generale e cedo la parola all'As­sessore della sanità ed assistenza sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) - Mi permetta Consigliere Marguerettaz di fare una battuta: se fosse vero che i provvedimenti come questo sugli asili-nido e su altri settori possono favorire o meno la natalità in Valle d'Aosta mi sentirei in grosse difficoltà a presentare qualsiasi tipo di provvedimento perché ritengo che i Valdostani siano così ma­turi da non fare speculazioni del genere nel momento in cui decidono di concepire o meno un figlio. Il concetto della sacrali­tà della famiglia lo abbiamo tutti, ma teniamolo come battuta e non sopravvalutiamo un misero provvedimento di determina­zione dei redditi per gli asili-nido perché, ripeto, andremmo molto al di là del seminato. Ciò detto, la discussione sulla di­chiarazione dei redditi l'abbiamo fatta negli incontri che abbi­amo avuto con gli enti gestori; non siamo in grado di sostituirci al fisco.

L'impostazione ricalca una prassi che è stata seguita da tutti i provvedimenti regionali in materia di determinazione del reddito, sia nella pubblica istruzione, sia nel settore della sanità; se è giusto o no, ognuno può fare le sue valutazioni, ma l'unica analisi concreta è che il criterio per determinare i red­diti da lavoro dipendente è ben diverso da quello usato per il lavoro autonomo: per gli uni, vi è una ritenuta alla fonte, per gli altri no. Questo è il motivo per cui si calcola sempre questo 70 percento per gli uni e non per gli altri.

Nessuno vuole fare accuse di evasione fiscale e non spetta a noi. L'Assessorato sta studiando comunque nuovi metodi per poter valutare altri elementi che vadano ad incidere sul patri­monio: non è una cosa facile ma ne discuteremo con i gestori e i genitori entro 70 giorni dalla data di ieri. Per questi motivi considero non accettabile l'emendamento proposto dal Consi­gliere Tibaldi, anche perché andremmo a fare delle altre di­scriminazioni; ci sono anche pensioni da 5 milioni al mese.

L'ultimo punto cui ha fatto riferimento Marguerettaz riguarda una proposta di calcolare il nucleo familiare: ciò va preso in considerazione, fermo restando che un sistema perfetto non c'è e devo dire che la filosofia che ci ha sostenuto è quella di dare delle risposte concrete al maggior numero possibile dei cittadini delle fasce medio-basse, non saremo mai in grado di soddisfare tutti i redditi.

Sull'intervento del Consigliere Squarzino devo dire che è stata seguita la legge che dice che l'interlocutore uf­ficiale è l'ente gestore ed infatti sono state fatte delle riunioni. I genitori, per ora, non risultano controparte, anche perché non sappiamo chi sono.

Un gruppo di genitori si è autocostituito; per ovviare a questo, nel disegno di legge sugli asili-nido è in­serito un articolo in cui si specifica che i rappresentanti dei genitori saranno interlocutori ufficiali e su questo mi impegno formalmente.

Si dà atto che, dalle ore 12,27, presiede la seduta il Presidente Stévenin.

Presidente - Chiudo la discussione generale. Votiamo gli emendamenti di cui do lettura.

Primo emendamento dell'Assessore:

Emendamento - All'inizio del punto 4° della parte dispositiva la decorrenza "1° gennaio 1994" è modificata in: "1° febbraio 1994".

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Presidente - Secondo emendamento dell'Assessore:

Emendamento - La lettera C del punto 4° della parte dispositiva è sostituita dalla seguente:

"i singoli redditi dei genitori o di chi ne fa le veci sono quelli desumibili al mese di gennaio 1994, in base alla dichiarazione dei redditi (mod. 740, 101, 201, eccetera) presentata l'anno pre­cedente, ovvero, in alternativa a questa, in base all'ultima busta paga percepita e rapportata all'anno intero, ovvero, in mancan­za di questa, in base ad una autodichiarazione sull'ammontare presunto del proprio reddito, per l'anno 1994, effettuata dagli interessati con sottoscrizione autenticata ai sensi dell'articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15".

Presenti: 28

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 3 (Marguerettaz, Lanièce, Viérin Marco)

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento del Consigliere Tibaldi di cui do lettura:

Emendamento - Il punto D, lettera c) è sostituito dal seguente:

"i redditi da pensione sono conteggiati nella misura del 70 per­cento".

Presenti: 29

Votanti: 24

Favorevoli: 2

Contrari: 22

Astenuti: 5 (Lanièce, Collé, Marguerettaz, Viérin Marco, Stévenin)

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 dell'Assessore di cui do lettura:

Emendamento - La lettera H del punto 4° della parte dispositiva è sostituita dalla seguente:

"nel caso di malattia o d'infortunio che non consenta ad un bambino la frequenza all'asilo-nido per un periodo superiore a 7 (sette) giorni consecutivi (pre-festivi e festivi compresi), la retta mensile a carico dei genitori o di chi ne fa le veci è dimi­nuita in ragione di 1/22 (un ventiduesimo) del suo importo per ogni giorno di assenza; la malattia e l'infortunio, per dar luogo alla riduzione della retta mensile come sopra esposto, devono essere comprovati da certificato medico attestante la natura degli stessi; i giorni non consecutivi di malattia o di infortunio la cui somma complessiva sia superiore a sette giorni in un me­se non danno comunque luogo alla riduzione della retta per quel mese".

Presenti: 30

Votanti: 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Viérin Marco)

Presidente - Pongo in votazione il quarto emendamento dell'Assessore di cui do lettura:

Emendamento - Al punto 4° della parte dispositiva sono aggiunte le due lettere seguenti:

"L) per i bambini portatori di handicap la retta mensile è costi­tuita dalla sommatoria di una quota fissa pari al 50 percento della retta intera, determinata secondo quanto previsto dalla presente deliberazione e di una quota pari a 1/22 (un ventidue­simo) dell'importo della retta intera medesima per ogni giorno di effettiva presenza successivo all'undicesimo;

M) onde consentire la fruizione delle ferie ai genitori dei bambi­ni o a chi ne fa le veci è riconosciuta la possibilità, per un mese all'anno, di beneficiare della riduzione del 50 percento della ret­ta mensile per quel mese".

Presenti: 30

Votanti: 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin Marco)

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 dell'Assessore di cui do lettura:

Emendamento - Al punto 5° della parte dispositiva la terza "condizione" è modi­ficata come segue:

"per ogni iscritto al tempo parziale del mattino è opportuno che corrisponda un iscritto al tempo parziale del pomeriggio, senza periodi di compresenza dei due iscritti".

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Presidente - Leggo il sesto emendamento dell'Assessore.

Emendamento - La tabella A è sostituita dalla seguente:

Tabella A - Contribuzione mensile a carico dei genitori o chi ne fa le veci

Limiti di reddito annuo

Contribu­zione mensile

fino a L. 15.000.000

L. 110.000

da L. 15.000.001 a L. 20.000.000

L. 187.000

da L. 20.000.001 a L. 22.000.000

L. 220.000

da L. 22.000.001 a L. 24.000.000

L. 253.000

da L. 24.000.001 a L. 26.000.000

L. 286.000

da L. 26.000.001 a L. 28.000.000

L. 330.000

da L. 28.000.001 a L. 30.000.000

L. 374.000

da L. 30.000.001 a L. 33.000.000

L. 429.000

da L. 33.000.001 a L. 36.000.000

L. 484.000

da L. 36.000.001 a L. 39.000.000

L. 550.000

da L. 39.000.001 a L. 42.000.000

L. 616.000

da L. 42.000.001 a L. 46.000.000

L. 693.000

da L. 46.000.001 a L. 50.000.000

L. 770.000

da L. 50.000.001 a L. 55.000.000

L. 858.000

da L. 55.000.001 e oltre

L. 946.000

Presenti: 31

Votanti: 30

Favorevoli: 27

Contrari: 3

Astenuti: 1 (Lanièce)

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi per la dichiarazione di voto.

Tibaldi (LN) - Sono amareggiato dalle considerazioni fatte dall'Assessore e poi dal voto sull'emendamento da noi presentato. Questo perché i fondamenti del discorso dell'Assessore non sono validi: non si può dire che l'impostazione dipende dagli enti locali e dal fisco e per tale ragione si fissa il calcolo al 70 percento sui redditi da lavoro dipendente.

Assurdo mi sembra il ragionamento relativo alle pensioni da 5 milioni, ma perché si dimenticano i redditi da lavoro dipendente da 200 milioni annui? Non generalizziamo; sulla ritenuta alla fonte, che non esiste fortunatamente per i lavoratori autonomi, mi auguro che i referendum proposti dalla Lega insieme alla Lista Pannella portino all'abolizione del so­stituto d'imposta. Questo discorso mi sembra che voglia crimi­nalizzare quelle categorie produttive che, in Italia, tengono in piedi il Paese; si vuole dire che per disincentivare l'evasione noi fissiamo il tetto al 70 percento, però l'impostazione è del fisco e degli enti locali. Addirittura si propongono forme di accerta­mento più spiccate: vogliamo istituire dei superispettori regio­nali? Mi sembra che le risposte siano prive di significato e che il voto dell'assemblea dimostri scarsa sensibilità verso una cate­goria di cittadini. La nostra disponibilità al dialogo c'era; però, di fronte a questa ostinazione nel respingere il dialogo su punti che noi riteniamo fondamentali, non possiamo approvare tale legge, e quindi il nostro voto sarà contrario.

Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (DC) - Permetto all'Assessore Vicquéry tutte le battute del mondo, so­no di spirito ed è chiaro che non volevo dire che questa delibera sia la causa della denatalità in Valle d'Aosta. Credo che questo Consiglio regionale dovrebbe chiedersi quali sono le cause di tale fenomeno.

Io penso che non ve ne sia una enorme, ma cre­do che ci sia una concatenazione di piccole cause, una delle quali è questa, dal momento in cui presentano ulteriori difficol­tà per le famiglie. Inoltre, l'idea di inserire nella legge i genitori come interlocutori: per quanto ne so, ad Aosta esistono già dei consigli di gestione degli asili-nido, nei quali vi è già una rap­presentanza dei genitori; il problema è che finora, a questo or­ganismo, non si è data l'effettiva capacità di interloquire.

Tut­tavia, se si vuol creare un organismo per la comunicazione di­retta genitori-Regione lo si faccia, l'importante è che questo or­ganismo così nuovo non faccia la fine di quello che, a quanto mi risulta, è tuttora in vigore. Non sto a ripetere le motivazioni che ho addotto prima e mi limito ad annunciare l'astensione della DC su questa delibera.

Presidente - Altri consiglieri intendono prendere la parola per le dichiara­zioni di voto? Se nessun altro chiede la parola pongo in vota­zione la deliberazione in oggetto.

Deliberazione - Il Consiglio

Vista la legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3, recante "Nuove norme sugli asili-nido" e, in particolare, l'articolo 36 il quale prevede che il piano annuale di riparto del fínanziamento agli Enti gestori di asili-nido sia approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale;

Visti i programmi per l'anno 1994 formulati, ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell'articolo 35 della predetta legge regio­nale, dai Comuni di Aosta, Châtillon, Pont-Saint-Martin e dal Consorzio per l'asilo-nido di Nus, nonché la documentazione ad essi allegata, dimostrativa degli oneri e delle attività previsti, del numero dei bambini frequentanti i rispettivi asili-nido, delle quantità del personale impiegato con le relative qualifi­che;

Visto anche l'articolo 37 della citata legge regionale il quale prevede che la partecipazione dei genitori o di chi ne fa le veci alle spese del servizio (asilo-nido) è stabilita dal Consiglio re­gionale, sentita l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta, contestualmente all'approvazione del piano annuale di cui all'articolo 36;

Sentita l'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta nonché gli Enti gestori degli asili-nido i quali hanno concordato l'adozione dei criteri di seguito riportati;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Dirigente del Servizio affari generali, assistenza e servizi sociali dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive mo­dificazioni e dell'articolo 21 della legge regionale n. 18/1980 e successive modificazioni, in ordine alla legittimità della presen­te deliberazione;

Richiamata la legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3;

Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

Approvati gli emendamenti dell'Assessore alla Sanità ed Assi­stenza Sociale Vicquéry;

Respinto l'emendamento del Consigliere Tibaldi;

Delibera

1) di approvare il sottoriportato piano di riparto dei finanzia­menti per l'anno 1994 da assegnare agli Enti gestori di asili-ni­do ai sensi della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3:

Consorzio

o comune

Spese

di gestione

Spese in

c/capitale

AOSTA - Via Brocherel

790.000.000

AOSTA - Viale Europa

810.000.000

AOSTA - M. Berra

940.000.000

80.000.000

AOSTA - Via Roma

720.000.000

CHATILLON

650.000.000

20.000.000

NUS

640.000.000

20.000.000

PONT-SAINT-MARTIN

660.000.000

20.000.000

TOTALI

5.210.000.000

140.000.000

2) di dare atto che la relativa spesa ammontante a complessive lire 5.350.000.000 (cinquemiliarditrecentocinquantamilioni) graverà sui seguenti capitoli e residui del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994:

- n. 58420: Contributi ai comuni nelle spese di gestione di asili-nido;

- n. 58480: Contributi ai comuni nelle spese di investimento per gli asili-nido;

3) di stabilire che alla liquidazione dei finanziamenti assegnati agli Enti interessati provveda la Giunta regionale ai sensi degli articoli 36 e 38 della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3;

4) di fissare, come seguono, i criteri da applicare dagli Enti ge­stori, a decorrere dal 1° febbraio 1994, per la composizione di una quota mensile a carico dei genitori o di chi ne fa le veci per partecipare alle spese di frequenza di ogni bambino iscritto all'asilo-nido, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 9 gennaio 1986, n. 3:

A) la quota mensile è determinata in base al reddito complessi­vo dei genitori o di chi ne fa le veci secondo gli scaglioni di reddito di cui all'allegata tabella A, con esenzione temporanea per casi sociali eccezionali documentati dai servizi sociali;

B) il reddito complessivo è costituito dalla sommatoria dei sin­goli redditi dei genitori o di chi ne fa le veci;

C) i singoli redditi dei genitori o di chi ne fa le veci sono quelli, desumibili al mese di gennaio 1994, in base alla dichiarazione dei redditi (mod. 740, mod. 101, mod. 201, eccetera) presentata l'anno precedente, ovvero, in alternativa a questa, in base all'ultima busta paga percepita e rapportata all'anno intero, ovvero, in mancanza di questa, in base ad una autodichiara­zione sull'ammontare presunto del proprio reddito, per l'anno 1994, effettuata dagli interessati con sottoscrizione autenticata ai sensi dell'articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15;

D) i redditi dei genitori o di chi ne fa le veci sono così determi­nati:

a) redditi imponibili ai fini IRPEF lordi (si considerano, ad esempio, gli importi indicati al rigo N1 -"reddito complessivo"- del mod. 740/93 ovvero al punto 5 del mod. 101/93, ovvero al punto 5 del mod. 201/93), al netto dei soli contributi previden­ziali ed assistenziali obbligatori, dell'imposta locale sui redditi (ILOR) e delle spese sostenute per cure mediche;

b) redditi esenti da IRPEF o assoggettati a ritenuta di imposta alla fonte o ad imposta sostitutiva;

c) i redditi da lavoro dipendente o da pensione sono conteggiati nella misura del 70 percento;

E) dal reddito complessivo viene detratta la somma di lire 2.000.000 per ogni figlio a carico oltre al primo;

F) nel caso in cui due o più bambini dello stesso nucleo familia­re siano iscritti al medesimo asilo-nido, per ogni bambino iscritto oltre al primo la quota mensile è ridotta del 50 percen­to;

G) per i monoredditi compresi nello scaglione di reddito da lire 15.000.001 a lire 20.000.000 di cui all'allegata tabella A la quota mensile è ridotta del 50 percento;

H) nel caso di malattia o d'infortunio che non consenta ad un bambino la frequenza all'asilo-nido per un periodo superiore a 7 (sette) giorni consecutivi (pre-festivi e festivi compresi), la retta mensile a carico dei genitori o di chi ne fa la veci è dimi­nuita in ragione di 1/22 (un ventiduesimo) del suo importo per ogni giorno di assenza;

la malattia e l'infortunio, per dar luogo alla riduzione della ret­ta mensile come sopra esposto, devono essere comprovati da certificato medico attestante la natura degli stessi;

i giorni non consecutivi di malattia o di infortunio la cui somma complessiva sia superiore a sette giorni in un mese non danno comunque luogo alla riduzione della retta per quel mese;

I) nel caso di chiusura temporanea di un asilo-nido, disposta dall'ente gestore per consentire la fruizione dei congedi ordinari al personale e l'ordinaria manutenzione degli stabili, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 3/1986, la retta mensile a carico dei genitori o di chi ne fa le veci è diminuita in ragione di 1/22 (un ventiduesimo) del suo importo per ogni giorno di man­cata erogazione del servizio;

L) per i bambini portatori di handicap la retta mensile è costi­tuita dalla sommatoria di una quota fissa pari al 50 percento della retta intera, determinata secondo quanto previsto dalla presente deliberazione, e di una quota pari a 1/22 (unventiduesimo) dell'importo della retta intera medesima per ogni giorno di effettiva presenza successivo all'undicesimo;

M) onde consentire la fruizione delle ferie ai genitori dei bam­bini o a chi ne fa le veci è riconosciuta la possibilità, per un me­se all'anno, di beneficiare della riduzione del 50 percento della retta mensile per quel mese;

5) di autorizzare, in via sperimentale, per soddisfare le esigen­ze dei cittadini, gli enti gestori di asili-nido ad accettare, a de­correre dal 1° gennaio 1994, iscrizioni di bambini a tempo par­ziale ("part-time") alle seguenti condizioni:

- per ogni asilo-nido il numero dei posti destinati a tempo par­ziale non sia superiore al doppio del 25 percento del numero totale dei posti di quell'asilo-nido;

- il tempo parziale del mattino comprenda il pasto di mezzo­giorno mentre il tempo parziale del pomeriggio non lo com­prenda;

- per ogni iscritto al tempo parziale del mattino è opportuno che corrisponda un iscritto al tempo parziale del pomeriggio, senza periodi di compresenza dei due iscritti;

- la retta mensile corrisponda al 60 percento della retta intera, determinata secondo quanto previsto dalla presente delibera­zione, per gli iscritti al tempo parziale del mattino e corrispon­da al 40 percento della retta intera, per gli iscritti al tempo parziale del pomeriggio;

- l'adozione del tempo parziale non pregiudichi il regolare an­damento del servizio di asilo-nido;

- l'adozione del tempo parziale non comporti maggiori oneri a carico dell'Amministrazione regionale;

- il tempo parziale si svolga nel rispetto delle norme della legge regionale n. 3/1986 e di quanto previsto dalla presente delibe­razione;

6) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi della Giunta regionale l'approvazione di maggiori spese derivanti dall'eventuale pagamento dell'I.V.A. per la gestione in conven­zione degli asili-nido di Aosta, Viale Europa, Via Roma e M. Berra e dall'eventuale sostituzione di personale assente, duran­te l'anno 1994;

7) di sottoporre la presente deliberazione al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, lettere b), f) ed i) del decreto legi­slativo 13 febbraio 1993, n. 40.

Tabella A - Contribuzione mensile a carico dei genitori o chi ne fa le veci

Limiti di reddito annuo

Contribu­zione mensile

fino a L. 15.000.000

L. 110.000

da L. 15.000.001 a L. 20.000.000

L. 187.000

da L. 20.000.001 a L. 22.000.000

L. 220.000

da L. 22.000.001 a L. 24.000.000

L. 253.000

da L. 24.000.001 a L. 26.000.000

L. 286.000

da L. 26.000.001 a L. 28.000.000

L. 330.000

da L. 28.000.001 a L. 30.000.000

L. 374.000

da L. 30.000.001 a L. 33.000.000

L. 429.000

da L. 33.000.001 a L. 36.000.000

L. 484.000

da L. 36.000.001 a L. 39.000.000

L. 550.000

da L. 39.000.001 a L. 42.000.000

L. 616.000

da L. 42.000.001 a L. 46.000.000

L. 693.000

da L. 46.000.001 a L. 50.000.000

L. 770.000

da L. 50.000.001 a L. 55.000.000

L. 858.000

daL. 55.000.001 e oltre

L. 946.000

Presenti: 30

Votanti: 25

Favorevoli: 23

Contrari: 2

Astenuti: 5 (Chiarello, Collé, Lanièce, Marguerettaz, Viérin Marco)

Il Consiglio approva.