Oggetto del Consiglio n. 3017 del 22 gennaio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3017/IX Situazione occupazionale dei dipendenti delle ex aziende Alluver, Imva e del gruppo Besso. (Interrogazione)
Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Agnesod, Perrin, Rollandin, Viérin, Mostacchi e Voyat:
Interrogazione Venuti a conoscenza del diniego decretato dal Ministero competente circa la concessione ai dipendenti delle ex Aziende Alluver, IMVA e del gruppo Besso (ICS - CIS - CUG - Hôneconf), dell'indennità di mobilità prevista dalla legge 223/91;
Preoccupati per il grave riflesso economico che questa decisione comporta nei confronti delle famiglie dei lavoratori interessati;
i sottoscritti Consiglieri dell'Union Valdôtaine
interrogano
la Giunta regionale per sapere:
quali iniziative intende intraprendere per risolvere questa preoccupante situazione occupazionale.
Presidente La parole est à l'Assesseur de l'industrie, commerce et artisanat, Monsieur Mafrica.
Mafrica (PCI-PDS) Le aziende interessate occupavano, al momento in cui è iniziata la cassa integrazione, centoottantasei lavoratori; attualmente sono cinquantuno quelli che si trovano nella situazione di disoccupati. I dati sono i seguenti: l'Alluver aveva iniziato la cassa integrazione nel 1985, attualmente ha in disoccupazione nove lavoratori, sette donne e due uomini; la CIS aveva iniziato la cassa integrazione nel 1985, attualmente ha quattro lavoratrici in disoccupazione; la CVG, anch'essa aveva iniziato nel 1985 la cassa integrazione, attualmente ha dieci lavoratrici in disoccupazione; l'Hôneconf aveva iniziato con cinquantatrè lavoratori in cassa integrazione nel 1985, attualmente sono quattordici; la ICS ha attualmente una sola lavoratrice in disoccupazione e aveva iniziato con quindici la disoccupazione stessa; l'INVA aveva iniziato la cassa integrazione nel 1978, allora erano quarantasei lavoratori, attualmente sono tredici, un uomo e dodici donne.
La situazione di questi lavoratori (su cinquantuno, quarantotto sono donne) è complessa proprio perché riguarda persone che da un certo tempo si trovano in questa condizione di disoccupazione; l'intenzione dell'Assessorato è quella di procedere con l'Agenzia del lavoro, d'intesa con l'Ufficio del lavoro, per estendere a queste lavoratrici la procedura che viene indicata nella legge 223 per la mobilità, cioè fare una sorta di estensione della legge 223 che valga anche per questi lavoratori, e in questo senso si procederà prima attraverso una verifica puntuale.
Si tratta di verificare: lo stato di salute, l'età pensionabile, le capacità potenziali residue di lavoro, le aspettative di lavoro, le disponibilità ad accettare interventi di preinserimento. Da questi colloqui si potrà ottenere l'individuazione di coloro che non sono interessati ad essere aiutati a trovare un posto di lavoro, perché un certo numero di queste persone ha ormai quindici anni di contribuzione ed è vicina ai cinquantacinque anni; si tratterà di identificare quelli che eventualmente intendono attivare un lavoro autonomo e coloro che sono invalidi e che quindi possono rientrare in una particolare graduatoria, coloro che sono disponibili ad accettare un lavoro con la mappa delle eventuali professionalità e disponibilità a corsi di riqualificazione ed a mobilità territoriale.
Da questi colloqui dovrebbero emergere anche, più concretamente, le situazioni e le possibilità di soluzione dei problemi utilizzando gli strumenti che sono previsti nel nuovo piano di politica del lavoro per il 1992-94, che presto dovrà essere approvato da parte del Consiglio regionale.
Presidente La parole au Conseiller Agnesod.
Agnesod (UV) Questa situazione delle Aziende è venuta già a verificarsi in seguito al parere negativo espresso dal Ministero, se non mi sbaglio, sul quesito posto per la concessione dell'indennità di mobilità prevista dalla legge 223, perché si tratta di aziende piccole, con meno di quindici dipendenti. E' una situazione difficile, di disagio e di crisi che va ad aggiungersi ad una situazione generale in cui è presente, già in questo momento, della disoccupazione, della cassa integrazione, quindi è una situazione da affrontare seriamente con l'introduzione di nuove occupazioni.
Però vi è differenza, secondo me, tra queste aziende e quelle del gruppo Besso, che, tra l'altro, sono le più recenti anche dal punto di vista della concessione sia della cassa integrazione che dell'indennità di disoccupazione speciale. Il gruppo Besso è suddiviso tra la ICS, la CIS, la CVG e la Hôneconf, aziende che sono state, per comodità aziendale, per motivi fiscali, non si sa bene per quali motivi, create in quel momento dall'industria quando funzionava, ma la situazione di fatto è che questi lavoratori lavoravano fianco a fianco, e uno era nella CIS e l'altro nell'ICS. Voglio dire che questo è un gruppo unico, anche se ci sono queste quattro società diverse che però facevano un ciclo lavorativo identico; erano interessate alla medesima attività, al medesimo punto di lavoro.
Quindi in quest'ottica vediamo di far inserire almeno queste aziende in quanto previsto dalla legge 223 sulla mobilità. In questo caso i dipendenti sarebbero più di quindici e il parere negativo cadrebbe d'efficacia, il parere che è stato espresso dal Ministero a riguardo di tutte queste aziende.
Penso che debba essere affrontato questo problema, perché sono cinquantuno persone che si vanno ad aggiungere alle centodieci dell'Ilssa Viola, si vanno ad aggiungere ad una situazione di disagio nella fascia di marginalità. Ci sono altre aziende che in questo momento stanno andando non troppo bene, c'è il problema dell'area Olivetti e non si sa che fine faranno le nostre aziende in bassa Valle, quindi questo problema va affrontato in modo radicale e nel più breve tempo possibile.
