Oggetto del Consiglio n. 2218 del 4 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2218/IX Salvaguardia della flora e della fauna facente parte della zona umida di Saint-Marcel. (Interrogazione)
Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Ricca-rand ed iscritta al punto 6 dell'ordine del giorno.
Interrogazione Ricordato che il Consiglio regionale, nella seduta del 7 novembre 1983, ha approvato una mozione che impegnava la Giunta regionale a porre in essere tutti gli atti necessari alla salvaguardia della flora e della fauna facente parte della zona umida di Saint-Marcel;
rilevato che purtroppo nel corso di tutti questi anni ben pochi passi sono stati fatti per realizzare un'area protetta, delimitata e sorvegliata;
evidenziato che non è stato risolto il problema della proprietà dei terreni privati e demaniali su cui sorge la zona umida provvedendo alla loro acquisizione o affitto;
appreso che sarebbero attualmente in corso tentativi di acquisizione di aree della zona da parte di un impresario edile con l'intento di trasformarla in area ricreativa e di pesca sportiva;
sottolineato che la zona umida di Saint-Marcel è di estremo interesse faunistico per la presenza di molte specie di uccelli nidificanti e per essere luogo di sosta di molte specie di uccelli migratori;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interroga
l'Assessore regionale all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale per sapere:
1) se è vero che vi sono state operazioni di acquisto di terreni da parte di un impresario edile nella zona umida di Saint-Marcel;
2) se è vero che non solo nel lago piccolo, ma anche nel lago grande della zona umida, continua ad essere praticata la pesca e che c'è un progetto di utilizzare il lago grande per la pesca sportiva;
3) che ne è dei progetti di sistemazione e protezione della zona umida fatti redigere a suo tempo dalla Regione;
4) che cosa si è fatto per acquisire i terreni della zona umida e per dare adeguata protezione ad un'oasi faunistica di notevole pregio.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.
Lanièce (DC) Rispondendo alla prima domanda posso dire che non risulta che siano state effettuate operazioni di acquisto di terreni nell'area della zona umida di Saint-Marcel.
Seconda domanda. Alla fine del 1990 è scaduto il contratto novennale con il quale il Consorzio Pesca poteva esercitare il diritto di pesca nei laghetti. Il Museo di Saint-Pierre ha proposto un'offerta ai proprietari dell'area allo scopo di salvaguardare integralmente quella importante zona umida della Valle d'Aosta.
Per andare incontro alle richieste di alcuni proprietari, vi è stata anche un'intesa Museo-Consorzio Pesca per la spartizione dei laghetti, ma ultimamente, caduta anche questa ipotesi, alcuni proprietari della zona si sono consorziati per gestire in proprio il laghetto più grande, lasciando al Consorzio Pesca quello più piccolo.
Al momento la situazione non è ben definita, tant'è che non sono ancora stati firmati i contratti d'affitto. Stando a quanto mi è stato detto dai Servizi competenti, sembra che il Museo di Saint-Pierre continui a fare pressioni sui proprietari per ottenere in concessione almeno una parte della zona umida.
Terza domanda. Non si è ancora potuto dare seguito ai progetti di protezione perché è venuta meno la concessione in affitto al Museo di Scienze naturali di Saint-Pierre della zona umida di Saint-Marcel, il che rende oggettivamente più difficile qualsiasi progetto di sistemazione.
Quarta ed ultima domanda. La prossima approvazione della legge regionale sull'istituzione delle aree naturali protette, che è all'ordine del giorno dell'adunanza odierna, rende possibile l'istituzione di una riserva nella zona oggetto dell'interrogazione. Tale legge consente di acquisire i terreni, calcolando, ai fini della determinazione del prezzo di mercato, anche il valore naturalistico della zona, derivante dalla rarità e particolarità del suo valore ambientale. Tale circostanza potrebbe effettivamente favorire la protezione della zona umida di Saint-Marcel, la cui peculiarità è anche ben evidenziata dal piano regolatore del Comune, che è in corso di approvazione.
Vorrei aggiungere che a monte di quella zona c'è una cava o un complesso per la lavorazione degli inerti, i cui proprietari avevano a suo tempo dichiarato la loro disponibilità a spostarsi in un'altra area, purché di facile accesso ed idonea alle loro lavorazioni. Nel frattempo si sono però verificate delle disgrazie nell'ambito familiare, ma il Servizio competente sta comunque trattando con la ditta il reperimento di un'altra area.
Questa soluzione, anche se la superficie della cava è un po' marginale, migliorerebbe sicuramente l'area della zona umida di Saint-Marcel.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) E' da otto anni che si parla della protezione della zona umida di Saint-Marcel, però non si sono ancora fatti passi in avanti significativi, anzi in questa fase si rinnovano elementi di preoccupazione particolarmente evidenti.
Praticamente è dal 1983 che il Consiglio ha sottolineato l'importanza della zona e ieri, assistendo alla presentazione della bozza del piano fluviale commissionato dall'Amministrazione regionale, ho visto che quella zona è stata indicata come uno dei punti più significativi da proteggere lungo tutto l'asse della Dora Baltea; eppure, passano gli anni, ma gli attentati contro quell'area, che pure è molto importante dal punto di vista faunistico, si moltiplicano e si aggravano.
Probabilmente è vero che non c'è stato alcun acquisto, però le mie informazioni parlano di un'operazione di affitto dei terreni da parte di un impresario edile che già gestisce la cava e quindi si aggiunge la preoccupazione che non solo non cessi l'attività di cava, ma che addirittura ci possano essere ulteriori interessi di tipo economico, speculativo e sportivo sulla zona dei due laghi e su quell'area protetta.
Ci sembrava che la via dell'affitto dei terreni da parte del Museo regionale di Scienze naturali dovesse essere percorsa fino in fondo. Noi chiediamo un impegno della Giunta regionale e dell'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale a riprenderla con decisione, in modo che l'Amministrazione regionale o il Museo regionale di Scienze naturali, in prima istanza, riescano ad affittare questi terreni e, in seconda istanza, li acquistino. E' da anni, infatti, che si parla della disponibilità di alcuni proprietari a vendere i loro terreni all'Amministrazione regionale, però poi non si fanno concreti passi in avanti.
Non so a che cosa tenda l'ipotesi di una gestione del grande lago da parte di un consorzio di proprietari. Ho sentito parlare di "pesca sportiva", ma ciò significherebbe portare in queste zone una grande quantità di persone, disturbandone quindi le caratteristiche, mentre essa deve essere molto ben protetta, sempreché vogliamo che continui ad essere una delle poche zone di nidificazione che abbiamo in Valle d'Aosta. L'ipotesi della pesca sportiva non farebbe altro che peggiorare la situazione.
Quando si riuscirà a realizzare il noto piano fluviale, non so che cosa sarà rimasto di questa zona, che pure viene considerata tanto interessante e rilevante rispetto all'intervento della Regione.
Mi riservo, quindi, di ritornare alla fine di luglio o nel mese di settembre su questo argomento, chiedendo un preciso impegno affinché l'Assessore riunisca le parti, il Consorzio Pesca, il Museo regionale, i proprietari..., per trovare una soluzione sulla gestione di quelle aree che veda la Regione o il Museo di Scienze naturali operare in prima persona, in modo che non si compiano passi indietro rispetto alla situazione precedente;
Si dà atto che, dalle ore 9,59, presiede il Vicepresidente Stévenin.
