Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1022 del 14 febbraio 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1022/IX - PRESA D'ATTO DELLA PETIZIONE CONCERNENTE: "CREAZIONE IN TORINO DI UNA "CASA DELLO STUDENTE" E PER L'ALLARGAMENTO ED ADEGUAMENTO DEGLI ASSEGNI DI STUDIO PER GLI ISCRITTI IN SEDI UNIVERSITARIE DI ALTRE CITTA' (Reiezione di risoluzione).

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di risoluzione presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica, iscritta al punto 15 dell'ordine del giorno.

RISOLUZIONE

VISTA la petizione, sottoscritta da 604 persone, con cui viene richiesta la creazione a Torino di una "Case dello studente valdostano";

RILEVATO che all'Università degli Studi di Torino sono iscritti circa 1150 studenti universitari della nostra Regione su un numero complessivo di universitari valdostani che è di circa 1300:

SOTTOLINEATO che il problema più grosso per gli studenti universitari a Torino è quello dell'alloggio;

EVIDENZIATO che la richiesta contenuta nella petizione esprime una esigenza reale, sentita da molto tempo ed a cui occorre finalmente dare una risposta positiva;

il Consiglio regionale

della Valle d'Aosta

impegna

la Giunta regionale

1) ad assumere le opportune iniziative per realizzare in tempi brevi a Torino una "Casa-Albergo dello Studente Valdostano" con camere da letto, mensa, sale di studio e di ritiro);

2) a riferire al Consiglio regionale entro sessanta giorni sull'ipotesi di acquisto, affitto o convenzionamento per realizzare tale struttura.

BICH (Presidente del Consiglio):Certamente i colleghi Consiglieri conoscono l'articolo 36 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio.

Informo comunque che la petizione in oggetto è stata dichiarata ricevibile, in quanto i due firmatari della proposta di risoluzione, nonché primi firmatari della petizione stessa, a dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti, hanno presentato il certificato di residenza in Valle d'Aosta.

Ricordo che l'Ufficio di Presidenza, sempre ai sensi dell'articolo 36, prima di decidere sulla ricevibilità o meno della petizione, aveva avviato un'istruttoria, inviando una comunicazione al Presidente della Giunta regionale, quale rappresentante della Regione, ed all'Assessore alla Pubblica Istruzione, che è direttamente competente in materia di diritto allo studio e che ha risposto con un lettera che è allegata alla documentazione in vostro possesso.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (VA):Credo che la petizione in oggetto, che è stata sottoscritta da studenti e da genitori e che chiede l'istituzione di una casa dello studente valdostano a Torino, rappresenti una iniziativa che coglie un problema reale, che esiste da tempo e di cui da tempo si discute, a cui però bisogna riuscire a dare una risposta concreta ed incisiva.

Sappiamo tutti che circa il 90% degli studenti universitari valdostani frequenta l'Università degli Studi di Torino. Non ho i dati relativi all'ultimo anno accademico , ma un paio di anni fa gli studenti universitari valdostani iscritti a Torino erano circa 1150 su un totale di circa 1300. Possiamo dire, quindi, che la stragrande maggioranza degli studenti universitari valdostani si iscrive all'Università degli Studi di Torino.

Il problema più grosso che deve essere affrontato da questi studenti è proprio quello dell'abitazione o dell'alloggio e quindi credo che la richiesta di istituire una struttura, una casa o una casa-albergo, in grado di offrire ospitalità ad una parte quantomeno significativa di questi studenti universitari sarebbe considerata come un'iniziativa importante e lodevole dell'Amministrazione regionale.

Del resto, una delle proposte che abbiamo presentato nel programma elettorale del nostro Gruppo e che abbiamo detto che avremmo caldeggiato verteva proprio sull'istituzione di una struttura di questo genere.

Poiché ci sembra che questa cosa vada fatta e che la petizione in oggetto debba essere sostanzialmente accolta, il nostro Gruppo, insieme a quello del Partito Comunista, presenta una proposta di risoluzione che impegna la Giunta regionale ad assumere le opportune iniziative per realizzare in tempi brevi a Torino una "Casa-Albergo dello Studente valdostano", con camere da letto, mensa, sale di studio e di ritrovo.

Chiediamo anche che la Giunta riferisca al Consiglio regionale entro sessanta giorni sulle possibilità che ci sono. Perché non acquistare un immobile, ristrutturarlo ed adibirlo a tale funzione oppure affittarlo? Perché non fare una convenzione, cosa del resto prevista dalla legge regionale n. 30 del 1989?

Ci sembra che la risposta data dall'Assessore alla Pubblica Istruzione con la lettera che accompagna questa documentazione sia insufficiente, perché in essa si dice: "Essendo allo studio un'ipotesi di convenzione (ma non si sa con chi, né si sa nulla sulla sua entità, né sui tempi d'attuazione) da stipulare nei prossimi anni, per ora ci preoccupiamo, come del resto emerge anche dagli atti del Consiglio, di dare delle provvidenze finanziarie agli studenti universitari valdostani che sono a Torino o in altre città, per aiutarli ad affrontare il problema degli alloggi".

Sicuramente una struttura di questo genere potrebbe anche essere un punto di riferimento permanente per gli studenti universitari che frequentano regolarmente, per quelli che vanno saltuariamente e per gli studenti lavoratori, nel senso che tale struttura col tempo potrebbe diventare significativa anche dal punto di vista culturale.

Noi, quindi, siamo favorevoli affinché si vada decisamente in questa direzione, senza tergiversare con iniziative di basso profilo, come ad esempio i contributi finanziari. Certamente ci dovranno essere anche questi, però dobbiamo prevedere di creare a Torino, nella città cioè che ospita l'Università più vicina a noi e più frequentata, e che anche nel futuro medio-lungo continuerà ad essere quella più frequentata, una struttura che permetta di accogliere una parte significativa degli studenti valdostani che frequentano regolarmente gli studi universitari.

Noi, quindi, riteniamo che a questa petizione si debba dare una risposta concreta e che ci si debba mettere a lavorare, operando delle scelte decisive, che consentano di poter effettivamente realizzare questa struttura.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):C'è un problema generale relativo alle petizioni: di solito si istruiscono, si chiedono i pareri degli Assessori competenti, qualche volta si chiedono i pareri delle Commissioni; poi il Presidente del Consiglio iscrive l'oggetto all'ordine del giorno e, in qualche modo, se ne prende atto.

A noi sembra che questa procedura non sia sufficientemente chiara, perché lascia senza risposte precise delle petizioni che, invece, di solito hanno oggetti ben definiti. Noi, quindi, siamo favorevoli a che, quando si portano le petizioni in Consiglio, l'oggetto su cui il Consiglio è chiamato a deliberare sia più definito, nel senso che ci sia una presa di posizione o un qualcosa che possa indicare delle volontà o delle direzioni di intervento.

A parte questo, non ci sembra che la risposta dell'Assessore alla Pubblica Istruzione sia sufficiente rispetto alle richieste dei firmatari della petizione. Questi chiedono una casa dello studente, ma l'Assessore risponde indicando gli interventi differenziati che la Regione Valle d'Aosta fa a favore dell'istruzione universitaria.

Bisogna indubbiamente riconoscere che gli studenti valdostani hanno forse qualcosa di più rispetto agli studenti di altre regioni, però il parametro non può essere solo il livello degli interventi o dei contributi disposti in altre realtà, perché occorre vedere se l'intervento è commisurato alle dimensioni del problema per la nostra Valle.

Noi abbiamo sollevato più volte il problema di un basso tasso di iscrizione degli studenti agli istituti universitari: la percentuale italiana è del 25%, quella valdostana è del 14%. C'è poi da osservare che nei Paesi che hanno un tasso di sviluppo superiore al 3%, la percentuali di giovani che frequenta l'università si aggira intorno al 50%, quindi è già pari al doppio di quella italiana. Ne consegue che noi abbiamo una percentuale pari alla metà di quella italiana, che a sua volta è la metà di quella giapponese o di quella americana.

Il nostro intervento, quindi deve tendere a raddoppiare o a quadruplicare, se possibile, il numero degli studenti che si iscrivono e concludono il corso di studi universitario, perché, con le modificazioni che avvengono nell'economia valdostana, servono sempre più laureati che però non riusciamo a trovare. Non riusciamo a trovare questi laureati nei concorsi della Regione, perché ricordo concorsi per due o tre posti da ingegnere con un solo candidato presente, ma non riusciamo a trovarli neanche per le aziende, tant'è che quelle ad alto sviluppo tecnologico vengono dirette da personale proveniente da Ivrea.

Lo sforzo che noi dobbiamo fare è così massiccio che, pur giudicando positivamente i parziali interventi regionali, non li riteniamo sufficienti a dare una svolta decisiva alla situazione. Ecco allora che la casa dello studente è un qualcosa che permette ad un maggior numero di giovani studenti di frequentare gli studi e di ottenere risultati migliori e quindi è una risposta concreta che ci sembra andare nella giusta direzione.

Questo è il motivo per cui, insieme al Consigliere del movimento Verde Alternativo, abbiamo presentato questo or dine del giorno.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):Come ha già detto l’Assessore nella risposta alla petizione, credo che la legge approvata dal Consiglio regionale nel maggio dello scorso anno abbia risolto o stia per risolvere la maggior parte delle esigenze degli studenti valdostani.

Proprio oggi sono all'ordine del giorno due provvedimenti attuativi di quelli che sono forse i punti più qualificanti di questa legge, cioè il concorso nella spesa relativa all'alloggio ed il prestito d'onore.

Credo che sotto questo punto di vista la Regione abbia fatto uno sforzo notevole per cercare di incentivare gli studi universitari e garantirne a tutti il diritto.

Nella legge non c'è la possibilità di creare una casa dello studente valdostano, che è poi l'oggetto principale di questa petizione, però io vorrei ricordare al Consiglio regionale che questo non c'è, ma non certo per mancanza di volontà politica. Infatti, nella prima proposta di legge che io avevo presentato e che fu approvata dal Consiglio regionale nel maggio 1988, sul finire della legislatura, all'articolo 9 si diceva: "La Regione può provvedere anche direttamente al reperimento di strutture abitative da destinarsi agli studenti stessi". In quel disegno di legge, quindi, era prevista la possibilità di creare una casa dello studente valdostano.

E' stato tuttavia proprio quell'articolo a far rinviare, a suo tempo, la legge da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento, con una motivazione che io vorrei leggere testualmente, per chiarire anche quali sono i termini del problema.

"Rinviano all'esame del Consiglio regionale la legge indicata in oggetto, avendo in essa riscontrato che l'art. 9, primo comma, il quale prevede la possibilità per la Regione di provvedere direttamente al reperimento di strutture abitative da destinarsi agli studenti universitari, contrasta con il principio generale, riaffermato anche di recente dalla Corte Costituzionale, secondo il quale l'efficacia di atti normativi che emanino da enti, come le Regioni, a dimensioni circoscritte, opera come limite spaziale di tale competenza normativa. Ciò a meno che lo Statuto o le norme di attuazione non contengano specifica deroga che nella fattispecie non si riscontra.

Fra l'altro, la disposizione in parola verrebbe ad interferire sulla competenza delle Regioni sede di istituzioni universitarie in relazione ai relativi poteri di programmazione dei servizi di assistenza in favore degli studenti frequentanti università locali e determinerebbe disparità di trattamento nei confronti degli studenti frequentanti le stesse istituzioni universitarie".

Alla luce di quello che è avvenuto nel 1988, a me pare che questa discussione sia un pochino inutile, perché noi non abbiamo la facoltà o la competenza legislativa di creare una casa dello studente valdostano direttamente a Torino o in altre città sedi di università.

Ecco perché, nella successiva rielaborazione della legge che era stata bocciata, era stata prevista all'articolo 9 la possibilità di fare quantomeno delle convenzioni per delle strutture abitative con le quali andare eventualmente incontro alle esigenze degli studenti.

Io non sto qui a discutere se sia opportuno o no che ci sia una casa dello studente valdostano, perché su questo ci sono pareri favorevoli e pareri contrari; io non entro neanche nel merito. Il problema è che noi non possiamo e si è scelta la strada del concorso finanziario, che tutto sommato mi sembra andare incontro a tutti gli studenti valdostani, non solo a quelli che sono a Torino, ma anche a quelli che sono in altre università. Mi sembra che questa strada sia la più equa.

Se si vuole dire che il sostegno finanziario, previsto dal provvedimento che andremo ad approvare nel corso dell'odierna adunanza, non è sufficiente, posso anche essere d'accordo, anche se abbiamo già detto in Commissione che, trattandosi del primo anno di attuazione, ci limitiamo a prevedere determinati interventi per la spesa relativa all'alloggio. Avremo modo in futuro di verificare se sarà il caso o meno di aumentare questi interventi, ma cerchiamo perlomeno di lasciare allo studente l'autonomia ed anche la fantasia di scegliersi l'alloggio dove vuole vivere per proseguire questi studi.

Io volevo solo dire che non è che manchi la volontà politica di fare questo, mi pare invece che questo Consiglio non abbia la competenza per fare quello che è previsto nel testo e nello spirito della petizione, per cui si è costretti a ricorrere a provvedimenti sostitutivi che tendano a raggiungere gli obiettivi enunciati dal Consigliere Mafrica, cioè ad incentivare gli studi universitari.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Viérin; ne ha facoltà.

VIERIN (UV):A propos des requêtes formulées par la ligue des étudiants nous avons le sentiment d'avoir répondu d'une façon exhaustive et sans parler de contraintes juridiques ou d'un manque de compétences.

En effet, les problèmes posés étaient essentiellement trois. Le premier portait sur la requête d'une maison des étudiants à Turin; le deuxième sur un rajustement des allocations d'études destinées aux étudiants inscrits auprès des universités d'autres villes; le troisième portait sur l’opportunité d'avoir au Val d'Aoste une université.

Sur la première question, je pense avoir fourni une réponse adéquate. On ne peut tout d'abord engager, comme le prétend la résolution, l'Administration régionale à acquérir une structure à Turin, avec la Région Piémont, quand on n’a pas la possibilité et du point de vue administratif et du point de vue législatif, de donner suite à cet engagement, en raison des remarques qui ont été formulées par le Président de la Commission de Coordination. L'article 9 de la loi n° 30 établit explicitement que l'on puisse stipuler des conventions avec les villes siège d'université, avec les régions, avec les établissements publics et privés, pour l'hébergement des étudiants dans des structures adéquates. C'est ce que nous avons fait.

Nous avons adressé un courrier à tous les responsables de l'instruction des différentes régions, siège d'université, où des étudiants valdôtains sont inscrits, en sollicitant leur collaboration pour arriver à stipuler ces conventions et donc à offrir concrètement aux étudiants des possibilités d'hébergement.

Dans l'attente de stipuler ces conventions, aujourd'hui même nous discuterons une proposition portant attribution des crédits logement, afin de ne pas pénaliser les étudiants. Et ce sans pour autant oublier les difficultés ou les problèmes liés à la création d'une maison des étudiants qui puisse satisfaire les exigences des 1268 valdôtains qui sont inscrits à Turin; des problèmes d'ordre pratique et des problèmes concernant la possibilité d'hébergement dans une unique structure.

Pour ce qui est par contre de l’élargissement et du rajustement des allocations d'études, je pense que l'on peut facilement comparer les mesures qui sont prévues au Val d'Aoste avec les mesures analogues de l'Etat et d'autres Régions, et vérifier que les conditions établies par notre Région sont particulièrement favorables. Je ne vois donc pas comment l'on pourrait améliorer ultérieurement ces conditions.

Quant à la dernière question, l'institution au Val d'Aoste d'une université, nous pensons qu'on ne doit pas se limiter au seul aspect de la présence ou non d'une université. Nous pouvons faire toute une série de considérations. Les mêmes d'ailleurs que nous avons formulées lors de l'approbation de la loi n° 30, c'est-à-dire la nécessité de favoriser au mieux la poursuite des études dans une optique de confrontation et d'ouverture et, puisque nous parlons d'Europe, de reconnaissance des diplômes, de possibilité de permettre à nos étudiants le plus vaste choix possible dans le cadre de toutes les universités de l'arc alpin. Surtout nous voulons instituer au Val d'Aoste des centres universitaires spécifiques, des cours para-universitaires conformes aux exigences de la réalité socio-économique valdôtaine.

A cet effet, en accord avec l'Institut Polytechnique de Turin, au mois de novembre, nous comptons ouvrir un cours universitaire en télématique susceptible, sur la base du projet de loi portant réforme des études universitaires, d'être transformé en cours de premier niveau d’ingénierie. De même, si l'on examine le pourcentage d'étudiants, nous prenons acte que nous avons des pourcentages qui sont inférieurs par rapport aux moyennes des autres Régions italiennes et surtout par rapport aux moyennes des autres Pays européens. Mais, je pense que nous ne pouvons limiter cette analyse simplement aux chiffres. Il faut tenir compte des conditions socio-économiques et surtout (et là je crois que nous pouvons partager les remarques qui nous ont été formulées) permettre à un nombre plus large possible d'étudiants de poursuivre leurs études. Nous pensons que les subventions qui ont été accordées au cours de ces dernières années vont dans cette direction. Les questions, les problèmes qui ont été posés par la ligue des étudiants peuvent, comme nous l'avons affirmé dans la lettre de réponse, trouver une solution satisfaisante dans les normes en vigueur.

A cet effet je demande aux deux signataires de la résolution s'ils veulent bien la retirer en considération du fait que l'engagement demandé, pour ce qui est des conventions, a déjà été sollicité. Nous serons à même, par la suite, de présenter au Conseil les résultats ou les réponses que nous seront fournies par les différentes régions, sièges d'université.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Abbiamo già detto che non disconosciamo la validità di tutta quella serie di interventi già presi e sulla quale esprimiamo un giudizio positivo. Il nostro ragionamento verte sulla necessità di imprimere una svolta più decisa in questo campo, nel senso che bisognerebbe prendere degli interventi che portino effettivamente ad un netto e rapido miglioramento della situazione.

Gli interventi regionali, tra prestito d'onore e assegni di studio, arrivano ad un massimo di 3 milioni, più 1,2 milioni di contributo-alloggio, quando le condizioni di reddito, di frequenza e di merito siano più favorevoli. Sarebbe interessante, cosa che in una prossima occasione cercheremo di verificare, avere a disposizione una verifica sui valori medi di queste contribuzioni, ma c'è già da osservare fin d'ora che il costo di un giovane che vive a Torino e che deve pagarsi l'alloggio, i pasti, i libri e le tasse, per frequentare come si deve l'università, sono indubbiamente molto superiori all'intervento, già comunque positivo, della nostra Regione.

A noi sembra che il problema della casa sia uno degli elementi che può maggiormente incentivare o disincentivare questo discorso. E' certamente vero che il Presidente della Commissione di Coordinamento ha riaffermato il principio giuridico, magari un pochino antiquato, della competenza territoriale, però credo che esistano infiniti modi per superare questa limitazione. Esiste, ad esempio, la Finaosta, che, essendo un braccio della Regione, può operare molto più liberamente; a Torino esistono, al limite, società immobiliari di valdostani, che possono intervenire in questo campo...

(...Interruzione...)

... Ce ne sono, ce ne sono; non so per quali ragioni, ma ce ne sono.

In sostanza, tutto ciò vale per dire che, se si vuole trovare una soluzione concreta al problema, la si può sicuramente trovare. Abbiamo l'impressione che nella Giunta regionale ci sia una certa soddisfazione o un certo compiacimento nei confronti di una situazione che, tutto sommato, è meno peggio che altrove, mentre a noi sembra che si dovrebbe lavorare per averla molto meglio che altrove, perché abbiamo questa necessità.

Noi, quindi, siamo favorevoli al mantenimento di quest'ordine del giorno, più che altro perché funga da stimolo per tendere ad una soluzione più avanzata di quella che abbiamo finora incontrato, anche perché abbiamo l'impressione che, con questi interventi positivi, che sono stati adottati anche grazie all'intervento del Gruppo socialista, non si riesca ad invertire una tendenza che rischia di rimanere costante e quindi con un livello di studenti universitari e di laureati non adeguato alle necessità culturali e professionali della Valle d'Aosta.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):La richiesta di una casa dello studente valdostano è piuttosto antica. Ricordo infatti che, quando frequentavo l'università, esisteva il CUV (Comitato Universitario Valdostano), che già allora chiedeva l'istituzione di una struttura di questo genere. Tale richiesta riemerge periodicamente, perché esprime un'esigenza reale: la necessità di avere una struttura che accolga quanti più studenti possibile.

Evidentemente non si può pensare di poter accogliere 1200 persone, ma quand'anche ne accogliesse alcune centinaia, tale struttura diventerebbe già uno sfogo interessante e soprattutto potrebbe essere un punto di riferimento per tutti gli altri studenti che sono comunque a Torino, che ci sono periodicamente e che non ci sono tutti i giorni. Non capita mai che i 1200 studenti universitari siano presenti a Torino tutti insieme e tutti i giorni della settimana. Ecco allora che tale struttura può assolvere una funzione molto utile e sentita di servizio o di supporto per tutti gli studenti universitari valdostani.

Io credo che non ci si possa nascondere dietro un pronunciamento del Presidente della Commissione di Coordinamento, come dietro ad un alibi, perché in altri casi questi pronunciamenti sono stati superati anche con ricorsi alla Corte Costituzionale. In questo caso si tratta di obiezioni non certo difficili da superare.

Inutile ricordare che in altri settori, come ad esempio in quello sanitario, l'Amministrazione regionale ha acquistato fabbricati o edifici al di fuori della Valle d'Aosta e li ha tranquillamente utilizzati per le sue necessità. In questo caso si potrebbero cercare formule di accordo con l'Università degli Studi di Torino, per evitare possibili obiezioni di interferenze. In ogni caso, si devono cercare le strade, le si possono trovare e le si possono anche percorrere, però bisogna vedere se esiste questa volontà politica, che a noi sembra piuttosto in discussione, rispetto alla realizzazione di una simile struttura, che evidentemente non deve essere sostitutiva rispetto agli altri interventi già previsti, ma una integrazione ulteriore.

Ecco, quindi, che noi manteniamo questa risoluzione, perché riteniamo opportuno che questa strada vada ricercata e praticata, e che questa struttura venga realizzata nella città di Torino.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Viérin; ne ha facoltà.

VIERIN (UV):Nous n'avons pas voulu nous cacher derrière les remarques du Président de la Commission de Coordination et dans la réponse que nous avons adressée au Président du Conseil nous n'avons pas parlé de cette difficulté. On doit quand même la considérer. Nous ne pouvons également, d'une façon un peu hardie, dire: "Vous pouvez vous servir d'une société immobilière privée". J'aimerais que, pour d'autres questions aussi, l'on maintienne cette même attitude et non pas que l'on exprime un avis tout à fait différent et opposé.

Je pense en outre que la volonté du Gouvernement, la volonté de ce Conseil est claire et va dans la direction de favoriser au mieux toutes les conditions nécessaires pour assurer l'accès des études universitaires. J'avais demandé aux signataires de retirer leur résolution parce que nous avons déjà sollicité la collaboration des différents responsables des autres régions pour stipuler les conventions. Ce n'est qu'ensuite, en vérifiant les réponses, que l'on pourra faire une réflexion ultérieure.

Je ne pense pas donc pouvoir voter une résolution qui nous demande de faire quelque chose que nous sommes déjà en train de réaliser. Si les signataires, comme ils l'ont déclaré, maintiennent la proposition de vote sur cette résolution, nous nous abstiendrons.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 20

Votanti: 5

Favorevoli: 5

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Beneforti, Bich, Louvin, Martin, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rusci, Trione, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE:I lavori della seduta antimeridiana sono terminati ed il Consiglio è convocato per le ore 16 del pomeriggio.

La seduta è tolta