Oggetto del Consiglio n. 994 del 24 gennaio 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 994/IX - Servizi a favore delle persone affette da disturbi psichici ed assistite dal servizio sanitario pubblico (Interpellanza).
Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:
INTERPELLANZA
Verificato che dall’esame delle deliberazioni della Giunta regionale risultano ancora numerosi i provvedimenti amministrativi che riguardano persone affette da disturbi psichici ricoverate in istituti esterni alla Valle d’Aosta;
ricordati alcuni recenti episodi di cronaca che hanno coinvolto persone socialmente emarginate e con problemi di natura psichica;
allo scopo di avere un quadro generale di una problematica di particolare interesse umano e sociale;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo co-munista
interpellano
la Giunta regionale per conoscere:
1) i dati suddivisi per sesso e classi di età relativi a persone con problemi psichici, assistite dal Servizio sanitario pubblico negli anni 1988 e 1989. (Risulterebbero utili, inoltre, copie del piano di lavoro per il 1989 e della relazione annuale per il 1988 presentate dall’Unita Operativa di Psichiatria) ;
2) il numero di persone con tali problemi ancora ricoverate fuori Valle;
3) la tipologia e la dislocazione delle strutture e dei servizi a disposizione in Valle per le persone con disturbi psichici;
4) le intenzioni della Giunta in ordine ai provvedimenti da prendere per una migliore organizzazione di tali tipi di servizio.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Verificando le deliberazioni della Giunta, vediamo ancora sovente che esistono numerosi casi di persone residenti in Valle che sono ricoverate in istituti esterni alla Valle d’Aosta; si tratta prevalentemente di persone che hanno disturbi di orgine psichiatrica.
Vogliamo anche ricordare che negli ultimi tempi nelle cronache regionali abbiamo potuto avere notizia di casi che hanno coinvolto persone con questo tipo di disturbi in fatti di cronaca nera.
Ora, da qualche anno in questa Regione il tema della malattia psichica e degli interventi regionali per andare incontro a questo tipo particolare di pazienti è stato un po’ dimenticato, e il non parlarne non ha sicuramente aiutato una soluzione di casi che per gli interessati e per le famiglie sono questioni che ogni giorno rappresentano un dramma.
Lo scopo di questa interpellanza è quello di riattirare l’attenzione dell’Esecutivo e di questo Consiglio sul problema, per riprendere le fila di un discorso che non può più essere dimenticato, perchè le sofferenze delle famiglie, anche se noi non ce ne occupiamo, permangono.
Abbiamo, quindi, chiesto di conoscere dei dati per avere qualche elemento su quante persone sono ricoverate fuori Valle, quante sono state assistite dal servizio sanitario pubblico nelle sue più diverse forme e per verificare anche quali sono le intenzioni della Giunta rispetto ai problemi che vengono presentati da questa parte in difficoltà della nostra società.
Attendiamo da parte dell’Assessore delle risposte precise per quello che riguarda i casi e gli interventi, attendiamo anche una ripresa dell’attenzione e delle proposte per le soluzioni da dare a questi problemi che coinvolgono una parte comunque abbastanza rilevante della popolazioneval-dostana.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Il primario dell’Unità operativa di psichiatria mi ha comunicato che allo stato attuale non è possibile fornire dati suddivisi per sesso e per classi di età relativi a persone con problemi psichici assistite dal servizio sanitario pubblico, in quanto per le stesse non è previsto l’apposito rilevamento. I dati più recenti disponibili sono contenuti nella relazione annuale 1988 del servizio ospedaliero, che posso trasmettere in sintesi ai colleghi interpellanti.
Il primario dell’Unità operativa di psichiatria mi ha fatto inoltre pervenire la relazione da lui tenuta al convegno di Gardone Riviera sulla organizzazione, lo sviluppo, le possibilità operative dei servizi psichiatrici territoriali della Valle d’Aosta, che posso fornire in copia agli interpellanti. Dalla stessa vi possono essere ricavati i dati che rispondono al punto 1) dell’interpellanza.
Ho fatto predisporre un grafico per visualizzare meglio i dati statistici relativi agli ultimi anni. Adesso si vedrà che sostanzialmente l’andamento dei ricoveri e delle consulenze ospedaliere è in rettilineo, non presenta impennate verso l’alto, ma è anzi in leggera flessione. Con ciò, non si vuole certo indulgere all’ottimismo sulla salute psichica di tanti nostri concittadini, perchè purtroppo siamo tutti consapevoli dei drammi venuti ancora ultimamente alla ribalta della cronaca in Valle d’Aosta, come di tante altre situazioni meno clamorose o drammatiche ma certamente non meno penose per tante famiglie.
La relazione annuale per il 1989 non è ancora pronta, mi farò premura appena mi sarà pervenuta di trasmetterne copia ai colleghi interpellanti.
Circa l’assistenza fuori Valle, sottolineo che l’USL eroga prestazioni di diagnosi e cura per patologie psichiatriche presso il presidio "Fatebene Fratelli" di S.Maurizio Canavese, in regime di ricovero, e che i venti posti convenzionati con tale istituto vengono ad integrare i ventiquattro posti letto di cui dispone il reparto ospedaliero regionale.
Preciso che il numero dei soggetti appartenenti alla categoria di ricoverati negli ex ospedali psichiatrici ed ancora ospitati in istituti fuori dalla Regione sono trentotto.
Allo stato attuale l’assistenza psichiatrica in Valle è erogata attraverso le seguenti strutture: dall’Unità operativa di psichiatria del presidio ospedaliero, con disponibilità di ventiquattro letti, di cui sei in day hospital; tramite l’erogazione di prestazioni ambulatoriali di diagnosi e cura del poliambulatorio di Donnas e di quello annesso al reparto ospedaliero, nonchè degli ambulatori distrettuali di Verrès, Chatillon, Gignod e Saint-Pierre. Circa le determinazioni per il futuro, preciso che, nell’ambito della deliberazione regionale di applicazione degli standards ospedalieri sono stati previsti ventinove posti letto, di cui ventuno in elevata assistenza, cinque di riabilitazione e tre di lunga degenza.
Per la riorganizzazione e l’assistenza psichiatrica, seguendo le indicazioni del decreto ministeriale sull’applicazione degli standards e quello del progetto obiettivo del piano sanitario nazionale 1990-94, in corso di adozione e finanziamento, si dovrà procedere secondo un modello comprendente le attività ospedaliere, quelle residenziali e semiresidenziali di terapia e risocializzazione, avvalendosi a tal fine del piano straordinario degli investimen-ti, di cui al decreto 29 agosto 1989, n. 321, e del DPCM del 22 dicembre 1989, che dà le indicazio-ni per come accedere ai finanziamenti di questo piano.
Tengo a disposizione la documentazione per l’interpellante, che gli farò pervenire, e voglio ancora aggiungere, per quanto concerne l’applicazione della legge 180 che c’è uno studio fatto dall’assemblea dell’USL, che è in possesso della Giunta e che stiamo esaminando, per individuare la zona dove creare un primo complesso.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Devo distinguere il giudizio sulla risposta in due parti. Ringrazio l’Assessore per i dati che mi ha fornito e che mi darà in copia successivamente.
Mi pare che su questa parte comunque venga confermata l’esistenza di un problema che ormai si trascina da tempo, perchè sono trascorsi anni da quando è stata varata la legge 180 e noi abbiamo ancora trentotto casi in istituti diversi e venti casi al "Fatebene Fratelli" di S.Maurizio Canavese, che non siamo riusciti a risolvere con strutture presenti nella nostra Regione. Questo aspetto credo non possa essere trascurato, perchè indubbiamente la lontananza dalla nostra Regione crea delle difficoltà alla famiglia e comunque fa sì che il controllo, che può esercitare il servizio sanitario regionale sulle prestazioni assistenziali che vengono fornite a questi pazienti, possa essere molto ridotto. Quindi auspichiamo un intervento che possa aiutare la nostra Regione a prendere direttamente a suo carico l’assistenza a questi pazienti.
Volevo invece dire che mi è sembrata un po’ più confusa la parte di risposta dell’Assessore relativa alle intenzioni e alla proposta. Mi pare che in questo caso l’Assessore abbia fatto riferimento a standards, a prescrizioni di leggi, ma che non abbia enunciato il proposito di realizzare un progetto definito articolato in un certo modo. In questo campo ho l’impressione che non si sia maturata una proposta che risolva, almeno in modo soddisfacente, delle situazioni che sicuramente sono presenti, come i dati dimostrano, anche nella nostra Re-gione.
Ci riserviamo, dopo aver esaminato le relazioni fornite dal primario, di tornare sull’argomento con delle proposte, perchè questo Consiglio possa fare dei passi in avanti nella soluzione di problemi che per le famiglie interessate sono indubbiamente molto pesanti.
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