Oggetto del Consiglio n. 932 del 18 dicembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 932/IX - Comunicazioni del presidente del consiglio.
Bich (Presidente del Consiglio) - Do lettura dell'attività degli organi del Consiglio dopo l'ultima adunanza dell'11 dicembre 1989:
Disegni di legge vistati:
Disegno di legge n. 109, concernente: "Interventi per l'adeguamento delle casere alla vigente normativa igienico-sanitaria"
Disegno di legge n. 113, concernente: "Interventi finanziari a favore delle imprese ade renti ai consorzi garanzia fidi"
Disegno di legge n. 106, concernente: "Ulteriore finanziamento per la realizzazione delle stazioni intermedie di trasferimento dei rifuiti solidi urbani, di cui alle leggi regionali 16 agosto 1982, n. 37 e 16 giugno 1988, n. 44".
Disegno di legge n. 107, concernente: "Interventi di solidarietà nei confronti della popolazione dell'Armenia"
Riunioni:
I Commissione: 2
II Commissione: 1
IV Commissione: 1
V Commissione: 1
Commissione speciale per regolamento assunzione personale Casa da gioco: 1
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Colleghi Consiglieri, nel Cile, dopo sedici anni di barbara dittatura, è tornata finalmente la democrazia; nei giorni scorsi, come tutti sapranno, il candidato unico delle forze di opposizione, il democratico Patrizio Alvin, è stato eletto a maggioranza assoluta Presidente della Repubblica.
Il grande successo delle forze democratiche cilene è un auspicio profondo di tutti noi per un cambiamento verso la democrazia in quel paese.
Il nostro commosso pensiero non può non celebrare anche Salvador Allende, ultimo Presidente costituzionale del Cile, e tutti quanti hanno sofferto in questi 26 anni per riportare in Cile la democrazia e la libertà.
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Vi pregherei di levarvi in piedi e commemorare con me di Andrej Sacharov, l'uomo che diede una impronta al dissenso in Unione Sovietica e che venne premiato con il Nobel per la pace per la sua lotta a favore del disarmo e dei diritti umani nel suo paese.
E' morto venerdì notte mentre stava lavorando nel suo studio a Mosca.
Aveva sessantotto anni, ma molti di questi li aveva passati nella emarginazione, nella costrizione, perchè egli chiedeva uno stato dei diritti. Ad Est quest'uomo mite, dal fisico fragile, giganteggia per aver contrastato spesso da solo il grigio, bieco, feroce apparato del KGB e dell'intero stato totali-tario.
Il suo cuore forte di sentimenti ma provato dal-le insidie della fatica ha ceduto all'alba del suo trionfo.
Ad Ovest, dove lo stato liberaldemocratico del diritto e dei diritti si è ormai sostanzialmente affermato, lo additiamo ad esempio gigantesco a quella palude di politici acquiescenti e servili verso il potere, silenziosi, muti, opportunisti là dove, anche nelle nostre democrazie, vengono violate le regole della libertà e della democrazia.
Prego di osservare un minuto di silenzio.
Presidente - Ha chiesto di parlare sulle Comunicazioni del Presidente il Vicepresidente Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) - Ha fatto bene il Presidente a ricordare il Cile, a ricordare la vittoria della democrazia e della libertà in un paese che per sedici lunghi anni è stato costretto a subire una dittatura.
Con l'elezione del nuovo Presidente, voluto e sostenuto da tutti partiti democratici, il popolo cileno ha regolato i conti con Pinochet che, tramite l'esercito e l'assassinio del Presidente Allende, lo aveva privato di un bene principale come quello della libertà, della pace e della democrazia.
Chi come noi in questi anni aveva partecipato a numerose lotte e manifestazioni a favore ed a sostegno della libertà e della democrazia in tutti i paesi del mondo, prova oggi grande soddisfazione e una grande gioia.
Anch'io qui voglio esprimere questa soddisfazione e gioia personale. La esprimo personalmente, ma anche a nome del mio partito, perchè a guidare la lotta per un Cile rinnovato è un uomo che porta avanti le idee di un partito popolare di ispirazione cristiana come il nostro.
A questo traguardo non è stato facile arrivare; il passaggio da un sistema di dittatura ad un sistema di democrazia per le vie pacifiche si è potuto infatti realizzare perchè è stato a lungo meditato, preparato e sofferto. E' stato possibile e si è manifestato in forma così netta e in modo travolgente, perchè le forze politiche a cui stava a cuore il futuro del paese hanno scartato fin dall'inizio ogni via che avrebbe favorito il sistema autoritario di Pinochet, e quindi ogni rischio che facesse cadere il Cile in un nuovo vicolo cieco.
Le forze democratiche e popolari di quel paese sono state chiamate a raccolta intorno ai principi ed ai valori essenziali di libertà e per dare un diverso sviluppo economico e sociale al paese. L'appello è stato accolto, la vittoria è stata raggiunta, anche se molta strada ancora resta da fare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Questo straordinario 1989 ormai alla fine ci ha voluto ancora riservare segni dei mutamenti che stanno avvenendo a livello mondiale. Ci rallegra la ritrovata libertà del popolo cileno che, dopo sedici anni di dittatura, con l'unità ha saputo ritrovare perlomeno una prima forma di democrazia. Ci auguriamo che le forze della conservazione e gli apparati militari non diano in questo paese ulteriori segni di provocazione e che il processo democratico possa svilupparsi rapidamente e nel modo più efficace.
Ci rattrista la scomparsa dello scienziato Andrej Sacharov, dell'uomo di grande prestigio morale, del politico che in questi anni ha saputo rappresentare nell'Unione Sovietica una componente essenziale del rinnovamento politico di quel paese.
Rimaniamo sorpresi dalla grande partecipazione che dopo anni di regimi autoritari vediamo affermarsi nei paesi dell'Est europeo. Riteniamo che questa partecipazione sia anche espressione di un modo di concepire la battaglia politica che forse nei nostri paesi, in cui lo stato di diritto sulla carta è affermato, non si riesce più ad avere. Ci auguriamo che anche nei paesi dell'Occidente, dove l'individualismo si va affermando, dove le corporazioni, i gruppi e le lobbies diventano sempre più forti, ci auguriamo che anche in questo nostro paese ci sia la possibilità di ritrovare quel gusto per la politica, per la partecipazione, per la libertà, per l'impegno che vediamo in altri paesi.
Non possiamo trarre dal fallimento di alcuni modelli politici in altri paesi la sensazione di vivere noi qui nel migliore dei mondi: nè in Italia, nè in Valle d'Aosta.
Nell'apprezzare le battaglie che altrove vengono vinte, nel partecipare al dolore dei grandi uomini che scompaiono, credo che ci si debba anche impegnare perchè qui da noi la politica riprenda quel vigore e quel livello che forse si è perduto.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (MSI) - Vorrei fare alcune brevi considerazioni sulle dichiarazioni del Presidente e soprattutto vorrei dissociarmi dalle dichiarazioni che hanno fatto altri esponenti politici sulla questione del Cile.
Vorrei dissociarmi per un semplice motivo, perchè è ora di finirla di fare della retorica e delle strumentalizzazioni di parte. La questione del Cile va analizzata nella sua realtà, nei suoi fatti concreti.
Anche noi siamo contenti che finalmente nel Cile ci siano state libere elezioni e che anche nel Cile la popolazione abbia potuto esprimere la propria volontà; e la popolazione ha deciso. Però non possiamo accettare, come è stato detto in quest'aula, che in Cile c'è stata per sedici anni una dittatura assassina e crudele, oppure, come ha detto un Consigliere di un partito di maggioranza, che nel Cile ha vinto il partito di ispirazione cristiana che è come il loro partito. Ricordiamoci che il Cile è stato in questi ultimi anni salvato dall'avvento del comunismo proprio dal Generale Pinochet.
Pinochet è andato al potere in Cile a seguito di una rivoluzione popolare, questo non va dimenticato; è il popolo che si era ribellato nella situazione di miseria in cui si trovava allora il Cile. Il Generale Pinochet, con una dittatura, lo riconosciamo, ha preso il potere ed ha salvato il Cile dall'avvento del comunismo.
Oggi osserviamo che i paesi dell'America Latina, quei paesi che sono stati sotto regimi comunisti, oppure sotto regimi dittatoriali, vivono nella più estrema miseria, mentre il Cile è una delle poche nazioni del Centro America che è riuscito a salvare la propria economia ed il proprio livello di vita. Questo va detto perchè è la realtà.
Allora, con tutta chiarezza voglio ricordare che in queste ultime elezioni avvenute nel Cile c'era una concentrazione di diciassette partiti da una parte contro altri due partiti di destra dall'altra, quindi non è stata la vittoria di un partito della democrazia cristiana, o di ispirazione cristiana: è stata una concentrazione di diciassette partiti che hanno fatto sì che il popolo esprimesse la propria opinione, il proprio giudizio.
Quindi voglio solo riportare nella sua realtà i fatti del Cile, e non continuare con le strumentalizzazioni di parte e soprattutto con le accuse nei confronti di un regime di destra che ha salvaguardato quel paese dall'avvento del comunismo, mentre oggi osserviamo il crollo di tutti quei regimi comunisti che per anni hanno sopraffatto, hanno creato situazioni dittatoriali forse molto peggiori di quelle del Cile.
Volevo solo rimettere nelle giuste proporzioni quelli che sono stati gli interventi di alcuni colleghi, che non mi trovano consenziente su quelle posizioni.
Plaudo anch'io all'iniziativa che nel Cile, grazie anche al fatto che Pinochet ha voluto anche lui questa evoluzione democratica, il popolo abbia potuto esprimere democraticamente e liberamente le proprie opinioni.
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Il Consigliere Gremmo commenta ripetutamente in modo polemico le parole del Consigliere Aloisi, mentre questi svolge il suo intervento. Alla fine dell'intervento i Consiglieri Gremmo e Aloisi hanno un diverbio.
Il Presidente li richiama energicamente all'ordine.
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